L’usabilità fuffa delle stazioni

La maggiorparte delle stazioni italiane fanno schifo.
Ad esempio: sebbene a me l’architettura fascista non piaccia, la stazione di Milano Centrale è molto bella. Ma ora con la menata dei gates, a cui devi accedere con biglietto, è venuta meno la comodità delle macchinette self service quasi al binario. Non avendo noi la decenza di una tessera dei trasporti a scalare né di biglietti realmente digitali per i regionali (non fate i fighi: non tutti viaggiamo in freccia. La differenza di 12 euro circa per la sola tratta di 110Km circa da Parma a Milano è alquanto rotfl, visto che si risparmia solo da 15 minuti a mezzora di tempo. E si guadagna solo una presa di corrente e meno sporcizia attorno) quelle macchinette per me, arrivante di corsa da Linate o Malpensa, erano una benedizione. Ora fortunatamente esiste ancora quella all’interno del Mc Donald’s: altrimenti nel dedalo interno di scale mobili costruite nell’ammodernamento la biglietteria non è cosi’ immediatamente fruibile: potrebbe vostra nonna individuarla subito? Non credo.
Ma tralasciamo anche questa cosa della nonna, o anzi no: il paese europeo con più anziani non ha abbastanza panchine o posti a sedere nelle sale d’attesa per i passeggeri. Perché toglierle? Per i barboni? Non basta dare aiuti ai senzatetto per evitare il problema e darmi invece un servizio (che su, dovete darmi visto che i nostri treni non sono sempre cosi’ in orario, dai) che in fondo pago nel costo del biglietto.
Io capisco che a volte pensare al design è una figata: ma molte volte nelle stazioni, che siano costruite dal 1985 al 2015, non si capisce checcazzo si deve fare. Eppure basterebbe: una macchinetta per i biglietti funzionante, un posto che sia protetto dalle intemperie per aspettare il treno, degli accessi ai binari accessibili per tutti, delle comunicazioni decenti da parte del traffico dei treni. Basta spazi giganteschi senza neppure una sedia o un posto dove comprare una bottiglietta d’acqua, scale mobili da fare come se fosse il Triathlon come a Bologna per passare tra AV in cantina e binario 1 ovest. Armonia.

Queste sono le cose che separano il nostro Paese da un grande Paese dove si puo’ essere orgogliosi di abitare: l’Italia è paesaggisticamente figa e con tante bellezze, ma se non hai una macchina è un inferno. Non ho mai invidiato i pendolari: i treni vicino alle grandi città non sai, spesso, quando ti riporteranno a casa o ti faranno arrivare al lavoro. Questo è il problema: se tutto funzionasse bene si sbloccherebbero poi tante altre cose e si creerebbe ricchezza visto che tutti lavorerebbero in condizioni decenti e visto che anche i turisti dopo potrebbero usare la stessa infrastruttura e andare al di là di Milano, Venezia, Firenze e Roma. Dai.


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