“The Painted Bird”: finalmente un film ceco di nuovo in lizza per il Leone d’Oro a Venezia

Era dal 1994 –quando a partecipare fu un film di Jiri Menzel- che una pellicola prodotta, e in parte anche girata, in Repubblica Ceca non entrava nella selezione più prestigiosa della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica puntualmente organizzata in Laguna e applaudita in tutto il mondo.

Nabarvene Ptace (The Painted Bird-L’uccello dipinto), film scritto e diretto da Vaclav Marhoul, è tra le pellicole che in questi giorni concorrono all’ambito Leone D’Oro alla 76ma Mostra del Cinema di Venezia. Dopo 25 anni, la Repubblica Ceca torna a conquistare un posto nella categoria più prestigiosa del Festival. Non solo: è la prima volta che nei tre festival più importanti d‘Europa (Venezia, Cannes e Berlino) viene presentata l’opera di un regista cresciuto dopo il 1989.
Il copione è tratto dall’omonimo romanzo (1965) di Jerzy Kosinski, scrittore polacco naturalizzato statunitense, e narra le vicende di un ragazzino ebreo durante la Seconda Guerra Mondiale, affidato dai genitori a dei parenti in una zona rurale e isolata dell’Europa dell’Est. Si troverà così a sfuggire dalle persecuzioni naziste, ma a dover affrontare la solitudine, nonché l’ostilità della popolazione locale.
L’opera di Marhoul –primo film girato, seppur parzialmente, in lingua artificiale ausiliaria interslava- nasce da lontano: l’autore comincia a pensare a un adattamento del libro già nel 2008, ancor prima di ottener i diritti cinematografici del romanzo. La stesura della sceneggiatura durerà circa tre anni, la ricerca dei fondi altri quattro. Le riprese –in diverse località tra Ucraina, Slovacchia, Polonia e Repubblica Ceca- sono cominciate a marzo 2017 e si sono protratte fino a luglio 2018. La pellicola, drammatica, è volutamente in bianco e nero per sottolineare la storicità della vicenda.
A rappresentare la Repubblica Ceca in Laguna, anche i film:
SH_T HAPPENS (cortometraggio, 2019) di David Stumpf e Michaela Mihalyi, nella categoria Orizzonti
EXTASE (1932) di Gustav Machaty in versione restaurata e digitalizzata, nella categoria Classics.


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