Siam… ehm, Siete tutte un po' Carfagna.

La Carfagna sente ticchettare l’orologio biologico. Il ministro Carfagna dico. Oh, capita. Del resto le donne hanno anche quella funzione lì, ma spesso tutta quest’ansia di comunicarlo boh, non la capisco.

Oggi in palestra, nello spogliatoio femminile, anziché misurarci la cellulite o le tette alcune si sono avventurate, vedendo una che era incinta, nei soliti discorsi femminili post festadellemedie-gli uomini vengono da marte e le donne da venere.
E io dovevo mettermi il costume per andare in piscina dopo un’ora di sala attrezzi.

Dicevo.
Una dice ad un’altra che ecco, incinta a ventinove anni non ce la faceva, che la vedeva più giovane. E mentre le altre chiedevano se facesse o meno attività aerobica e a che mese (dubbio più legittimo) questa se ne esce con: "son sposata da tre anni, ormai ho ventisette anni però e sono vecchia per fare figli".
[per poi continuare con "gli uomini non sanno fare nulla in casa, non se la caverebbero da soli", ma persi il nesso dacché stavo sbattendo la testa per l’insieme di luoghi comuni usati da una massa di donne in soli 60mq]
[nonché non trovavo il cordino del costume]

Sob.

Aria Fresca/Vernice Fresca/Va ora in onda.

Il ventidue aprile, per il compleanno -anche- di questo blog Carlo -calimero- Conti riprende Aria Fresca.

Voi che siete giovani e non toscani potreste non ricordare, ma ad esempio alcuni di noi (non io questa volta, codesta è la copia di Ciocci) ci son cresciuti prima con Vernice Fresca e poi Aria Fresca (con Succo d’arancia no, via, s’era troppo piccini)
E cioè, si vede che effetti ha portato sulla nostra psiche.

Per dirvi nel cast c’era: Leonardo Pieraccioni, Ceccherini, Militello (quello che ora è a striscia), Santillo (che poi faceva l’inviato per Carramba) Giorgio Panariello (Hardo, il cantante marocchino – Il Pr della discoteca Chiticaca di Orbetello – Lello Splendor il cruciverbista incallito – Mario il bagnino del bagno Maria di Forte dei Marmi – Simone il bambino – Merigo, ubriacone di professione, li inventò qui) e poi Gli specchio.

Son cose.

[Naturalmente rispetto al nuovo show ci poniamo con un grande boh]

Potevo dire che era Satira.

Trenitalia indisse un concerso dicendo che se avevi passione per la scrittura potevi mandarne uno e il racconto più bello di ogni mese, che parlava di treno e cose che succedono in treno, veniva premiato. Io mandai questo:

#Racconto minimalista:
un treno è in orar… HAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA. (fine)

#Racconto a Genova:
"Belin"
"Cosa c’è?"
"Certo che anziché 18 minuti ne avesse fatti 20 di ritardo scattava
almeno il rimborso"

#Racconto romantico:
"Sai che poi il Gipi finalmente si è fatto avanti?"
"Ma dai? come ha fatto?"
"Eh, eravamo in treno, c’era la luce e il riscaldamento guasto, così…"

#Racconto pragmatico:
"Mi dai un passaggio?"
"Ma non dovevi prendere il treno?"
"Sì, ma l’hanno soppresso, ora c’è il bus"
"Ah, capisco"

Un anno fa esatto c'era il Parmaworkcamp

Quest’anno, in colloqui preliminari, l’unica persona che si è offerta in un appoggio operativo e finanziario è stato quest’uomo impagabile qui.

Il fatto per cui quindi quest’anno non si può fare una cosa del genere si può declinare in diversi fattori:

  1. economico (l’anno scorso su 325 mail mandate solo gente che già conoscevo si è proposta di dare du’ palanche per coprire le spese)
  2. avere a che fare con istituzioni/finanziatori (piuttosto trasloco)
  3. non posso perdere tempo che debbo per forza investire altrove. Non posso fare le cose pro bono, l’anno scorso perderci del tempo è stato un moto di orgoglio, quest’anno non potrei lavorarci su due mesi per poi rimetterci anche 80 euro. E sentirmi dire che non sono un’azienda/una associazione/salcazzo.

Quindi non so, mi spiace.
Mi spiace anche perché so che sono nate collaborazioni, amicizie, ammmori, tante cose dal barcamp che ha girato meglio come organizzazione, partecipazione e bellezza/comodità della location.
Eh.

Date un like ai vostri bambini.

Qualche giorno fa ho avuto uno pseudo colloquio di lavoro. Ossia, non era un colloquio, ma una cosa molto amichevole. Le persone che erano lì probabilmente mi stanno anche leggendo e quindi cioè, tanta cordialità e buon karma a tutti noi.

La cosa strana è che il luogo dove sono andata è il piano sopra del posto dove ho fatto il colloquio per l’Ikea, quello dove gli risposi "no, ma io da grande voglio fare il medico, non voglio stare lì tra la una Billy e un Klippan" e loro mi han guardato come dire "cioè, allora perché cerchi lavoro?" e poi dopo nei due mesi successivi mi cercavano un po’ tipo fidanzati delusi tutti i dì chiedendomi se volessi un full time a vita.
Invece son andata su al piano sopra a fare questa chiacchierata e il problema è che mentre parlavamo di queste cose io spontaneamente uscivo fuori con i riscontri delle cose che avevo già fatto anche io.
Del tipo che si parlava di turismo e della verve degli albergatori e si parlava anche della vita solo batteriologica delle località termali.
Poi si parlava di cose musicali gestite sulla internet e io ci avevo da parlare di Radionation. Insomma, meno male che era un colloquio molto così, alla buona.
Cioè, sennò con la piega che stavo prendendo avevo paura di scoprire maieuticamente attraverso l’operato dell’azienda che riesco a fare quasi tutto e iniziare a sentirmi anche una persona capace un po’ di tutto e poi metti che mi cresce l’autostima pare brutto.

Poi quando è passato al calcio volevo dire anche il mio passato che avevo col calcio quello in pantaloncini e calzettoni, ma mi son fermata sennò mi sembravo quello lì che è presidente e che anche lui da giovane aveva fatto l’operaio o le cose lì sulle navi da crociera.

[non tiratemi miniature del duomodiparma]

Vabbè, fasciatevi la testa.

Sali, scendi.Scrivo poco perché non mi va. Perché non ne ho voglia. Perché vedo così tante cose che faccio fatica a rielaborarle. Mi ci vuole tempo e invece ho un casino di imput ovunque e dovunque.
Voi state a fare i bilanci di fine anno e non capisco. Il calendario è una convenzione. Vi lamentate delle tradizioni e poi ci cascate.
Posso solo augurarvi di non avere i miei 2007 e 2008. E augurarvi a chi non mi vuol bene di passare quei due anni assieme condensati in uno.
Per il resto è così, la vita è a base di Culo. Bisogna saper cavalcare un’onda, stare ad aspettare un’onda, saperla prendere bene. Dipende da noi, in parte. Poi ci sono delle cose così grosse che non dipendono da noi.
Non fate i coglioni a spendere 500 euro per Capodanno, quindi.
Szia.

Shepherd un po' baubau.

Questa cosa mi rogna un po’. C’è un restyling di Radiodue, e in questa riprogrammazione qui saltano due programmi che seguivo, uno è l’Altrolato e l’altro è Condor. Inutile dire che il secondo mi spiace anche di più, conoscendo chi ci lavora. Ma oltre questa cosa così, con poca piaggeria, dico che mi rode un po’ sentendo anche le nuove persone che ci vogliono mettere. Un restyling alla R101, insomma, quando ci han piazzato un po’ porciecani che vendevano pentole a Mediaset e vecchi volponi alla gerriscotti.

Timperi e Carlopastore.
Cioè, non fai in tempo a insultarli che te li ritrovi lì, alla radio. Cosa che io dovrò switchare per bene a Virgin Radio sperando che non passino American Woman, versione Lenny Kravitz, 6 volte al giorno come ‘sto weekend.
Non è per piaggeria, almeno non volontaria. Ma ti aspetti che persone capaci siano sostituite da persone altrettanto capaci. Almeno nel tuo immaginario. Ma Timperi, ecco, forse rendeva bene solo in Incantesimo (è stato anche lì) per l’occhio ceruleo. Ecco.
Di Pastore. Ecco, lì purtroppo è antipatia a pelle. Sebbene sia gobbo come me. Cristo, e leggendo ciò che componeva nel suo blogghino (tiè, su blogspot. Cosa dicevate sulle persone-non-influenti che devono scrivere solo su wp?) era una successione di cobolligiglipippa, indie, ha ragione sofri, indie, gruppullo, ha ragione bordone leggi qui, indie music, concerto, tiè sto link di macchianera, indie, ohmilano, la siri ha scritto, sulmiomagazineindie.
Cioè, ecco.

Che suona un po’ come se io che leggo Edith Bowmann e Zane Lowe su twitter mi ritrovassi alla BBC.

Qualora Stark avesse l'influenza A saremmo tutti contagiati, dopo stasera.

Diciamo che è il banale riassunto dell’emilialcolica di questa sera, dove ci siamo tutti abbracciati e baciati, in un unico afflato, e avevamo Stark che era una sorta di navetta koalosa che qualora uno di noi avesse qualcosa di grave veramente ecco, ora la abbiamo tutti e venti.

Però boh, io a ‘ste altre 19 persone, anche se alcune non le conosco, voglio del bene. Ad altri un po’ di più, e davvero eh, è una cosa spontanea. Che uno magari poi sta passando un po’ periodi così, che le occhiaie son più luminose, però incontri sta gente e ti riempie di buone vibrazioni, ti fa fare un mucchio di risate e abbracciarteli ti fa tanto bene. Emilialcolica ormai non ci son cazzi: è il format bloggoso dell’anno. E Livefast ne è demiurgo.

[certo, leggendo questo pdf e le cose da non fare, direi che stasera ci mancava solo di leccare un palo del sensounico per vedere se ci prendevamo non so, almeno una salmonellosi]

Ci sono due punti di vista ma sicuramente il mio è migliore del vostro.

Io ho passato una preadolescenza da precursore degli Emo, cazzo volete che ormai possa essere: neppure la filosofia dark mi rispecchierebbe così bene.

Ma facciamo un passo indietro: i Macchianera blog awards.
Il periodo pre-premi serve a minacciare gli amici di votarti e a far cagnara. Il periodo post premi serve a raccogliere sempre qualche intervista. E a testimoniare agli altri che non essendo così rapa al di fuori del blog, avere un blog non serve a nulla eccetto che:

  1. Cazzeggiare
  2. Mantenere l’ars scribendi diversa da "compresse die"
  3. Mettere in allarme le persone perché 5 minuti prima tu hai la faccia solita che hai se stai bene/male/noia/sonno (una paresi del faciale, in pratica) poi invece ci svuoti sulla pagina un po’ del nero che hai dentro.
  4. Parlare delle cose che mi piacciono senza che le colleghe/i mi guardino male perché non sanno di cosa parlo. E parlare col pupazzo sarebbe preoccupante. Cioè, ehm.

Io non sono dark, io ho assorbito quello che è la vita vera, fuori dai vostri ovattamenti e le vostre certezze pucciose, e a volte lo riporto. Per questo posso dar fastidio. Ma la mia sofferenza è al di là di queste pagine, è in parte in queste pagine ma non è. Però ho quel barlume di speranza che prima o poi a Dio le freccette, datosi che mi usa per bersaglio, gli finiscano.

Dunque, i premi. Oh, son belli. E mi diverto tanto a fare l’idiota a Riva del Garda. E mi son divertita così tanto che ecco, per bissare al tumblrmeetup mi ci son voluti i racconti di Ilenia.
Poi dopo arrivano le interviste e capisci che la gente di blog e comunicazione, a meno che si parli di cose duepuntozzero, non ci capisce una fava. La gente a parte che pare non capisca più neppure di scrittura. Sono pochi i blog scritti bene. Tipo, io, nella mia categoria, stimavo abbestia Qualcosadelgenere. E ce lo ho avuto avanti la sera a cena. Solo che lui, che altri, che poi è gente che leggo e frequento, son pochi a scrivere bene. Pensi al blog e ti viene in mente quelle cose nerd e le seghe da seo. E tu lì invece a scrivere di cazzi tuoi, di flebo, di pilates, dei cantanti sottopeso, di pupazzi che ormai ti porti ovunque. E capisci che la percezione del mondo, del paese reale, è un casino. Che è diventato un casino scrivere un blog se non sei nelle due o tre tematiche che tirano.

Ma anche perché ti vergogni a scrivere dell’alopecia dell’uccellino di twitter, dai.

Poi sono anche un tipo noioso: sono soltanto dedita al suicidio e agli alcolici. Dai, non ammicco, non sparo tutti i giorni sulla crocerossa, non scrivo ogni 3 giorni, non faccio foto splendide, non ho un lavoro cool che può richiamare gente a leggermi.
Anzi, diciamo che il blog e la facoltà che frequento per ora mi hanno precluso diversi lavori.

Quindi boh, io vi ringrazio se questo lo trovate un blog di cazzeggio. Per me lo è. Solo che poi finisce qui: non è che penso come alcuni han detto che il blog può giovare alla mia professione, che si possa evolvere (e che è, un pokemon?), che da qui possa scrivere seriamente (in Italia pubblicare libri non è proprio l’attività più remunerativa del mondo) anche perché boh, io questa cosa l’ho aperta così, per comunicare, ché da noi mica ci sono i palchetti per parlare ai giardini come a Londra. Perché seriamente anche non mi faranno mai far la radio o scrivere di musica. Anche perché io ci ho un eccesso di pudore: lo so che il Mondo scrive anche coi piedi e manda in giro ma per me, per la mia etica del lavoro, fare una roba del genere sarebbe immonda.

Insomma: cioè, grazie eh, ma ora ditelo che escluso i miei 376 amici gli altri avete votato tutti dacché vi garba la cosa del tonno schiattato e finiamola qui.

[però se è così vado a fare la titolista da qualche parte]

Secondo me Paul ha fatto bene a chiudere, anche se quel pezzo dimmerda mollandoci ci ha lasciato un buco gigantesco: non esistono altri arguti come lui, ora come ora, e intelligenti.
Io invece ho questo problema di soffrire della sindrome da abbandono e di non saper troncare le cose se non all’esasperazione. Quindi vi tocca sopportarmi.