Perché venire a Emilialcolica a Parma.

Ve lo spiego a punti, ché fa tanto dichiarazione programmatica.

  1. Perché Parma è bella e si raggiunge bene da tutte le parti. Meno che via treno dal Triveneto, ma ci sarà un perché.
  2. Perché c’è gente ganza. Che non rompe, non si fa menate, e vuole divertirsi.
  3. Perché andiamo in un posto dove si mangia bene e si mangia tipico, per tamponare l’alcool assunto prima.
  4. Perché l’ho organizzato io, e tutte le cose che organizzo io sono belle.
  5. Perché è l’ultimo appuntamento figo dell’anno con dei blogger.
  6. Perché il 23 sera cosa volete fare?

Più informazioni qui. Accettiamo tutti: blogger, non blogger. Mh, eccetto giornalistidilibero. Però sarebbe bello avervi eh.

Poi qualcuno mi spieghi perché al lettore di Libero deve interessare se ho famiglia e moroso (per candidarmi?)

2009/10/16 michelangelo bonessa :

> Ecco le domande:
> quando e perchè hai deciso di aprire il blog?

22 Aprile del 2004, un mio amico, Andrea, aveva un blog. Me lo mostrò.
Lo aprii anche io. Nessuna ragione in particolare. Poi sì, sono una
testarda che ha una costanza paurosa in tutto quello che fa e quindi
io continuo a scrivere tutti i giorni e lui invece una volta al mese.
Io messali e lui 3 righe.

> So che alle donne non si chiede, ma quanti anni hai? Famiglia/fidanzati/e?

Sono dell’83, ho solo mia mamma e mia nonna, e in città diverse dalla
mia di elezione.

> Che lavoro fai? il blog sottrae tanto tempo al tuo impiego?

Studio medicina, che già di per se non è come le lauree di tre+due
anni in cui puoi fare lo studente lavoratore. Non esiste lo status di
lavoratore per medicina e i professori se lavori ti guardano
malissimo. Nonché se vai ai colloqui di lavoro quasi si incazzano che
chiedi un posto, perché poi facendo medicina hai quel brutto vizio che
da grande farai il medico e quindi li lascerai, anche se sono lavori a
tempo così determinato che non dovrebbero neanche porsi il problema.
Quindi i miei fugaci lavori sono tutti reperiti all’estero.
Il blog non è la sola coasa che faccio online quindi il blog non
sottrae tanto tempo al mio impiego (circa due minuti a post per la
stesura, e non rileggo mai), solo che poi faccio radio, gestisco
Radionation, modero un newsgroup di calcio, chatto, uso i
socialnetwork e rispondo alle email e quindi sì, una fetta del mio
tempo libero è sottoposta a del tempo passato in rete.

> Come prendi gli spunti per i tuoi post?

In bici, ascoltando la radio, la tv, leggendo, stando al bagno,
parlando con le persone, a lezione. Rifletto molto, ma non a livello
pippe mentali, a livello che vedo una cosa e la destrutturalizzo per
poi potermela ricordare. E per poter fare questo rendo sempre le cose
ciniche e ironiche, perché le ricordo meglio. Quindi a volte le scrivo
anche. Oppure perché devo liberarmi di/da qualcosa e la scrivo, così
resta lì. O perché voglio fare sfoggio di una conoscenza che non può
interessare chi mi circonda.

> Hai una linea o degli argomenti che prediligi?

No, vado assolutamente a caso negli argomenti. Se pranzi con me
racconto le stesse cose solo che poi magari son più capace a
scriverle.

> Hai già in mente delle migliorie da apportare al blog o ti va bene così?

Se il blog subirà un evoluzione dal triste degli ultimi due anni (ho
avuto una brutta malattia) per me sarà un bene. E’ un blog che dipende
da me, i miei stati d’umore e gli stimoli esterni. Penso di continuare
a scrivere, ma non so come. Il mio è una sorta di diario, non so
quindi come può evolvere.

> Che rapporto hai con la gente che ti segue?

Come ben saprai il blog è il più verticale come comunicazione degli
strumenti che possiamo definire 2.0. Quindi io finché la gente non
commenta o mi manda mail preoccupate o entusiaste non so chi sia. Poi
magari incontro gente che dal vivo so che mi legge, tipo gente che
lavora alla Provincia qui a Parma e io quasi mi intimidisco quando me
lo dicono.

> Cosa ne pensi dei Macchianera?

E’ il secondo anno che vinco. L’anno scorso come blog rivelazione.
Alla prima edizione sono arrivata terza come blog umoristico. In
pratica sono sempre lì. Chi rosica e pensa che servano a qualche cosa
sbaglia: non mi sono arrivati lavori o cose. Chi pensa che si vinca
perché in una casta è un cretino: perché secondo me siccome vengono in
massa a votare i fan di Travaglio vedono il titolo del mio blog, gli
garba e mi votano solo per quello. Altrimenti te come spieghi che mi
han votato come rivelazione dopo 4 anni che scrivevo di già?
L’anno scorso una tua collega della Gazzetta di Parma mi disse "beh, i
premi sono un trampolino di lancio". No. Oppure io ho sfiga, non so.
Sicuramente il premio di quest’anno è stilisticamente molto più bello,
e il prosecco apprezzabile.

> Per ora è tutto. Grazie della disponibilità.

Figurati.

Blogactionday2009.

Oggi è il blogactionday2009. Essendo come dicevo ieri una persona a cui danno noia gli schemi non vi starò a tirare fuori le cosette che elencano loro, potete andare a leggerle.

Io vi dico solo una cosa: che siamo una società che si lamenta che non si arriva alla fine del mese e poi preferiamo morire sotto i rifiuti anziché fare la differenziata e vogliamo stare in canottiera anche ora che è freddo, però il maglione ti sforma e quindi su col riscaldamento.
Solo che, coglione, mica dopo muori affogato dall’iceberg del titanic sciolto solo te. Ci sono anche io in mezzo. E quindi vaffanculo, cerchiamo di fare qualcosa anche di piccolo, che nella totalità serve tantissimo.

Comunque, e non è una incitazione al mailbombing, ma un reminder, potete scrivere ad Obama per dirgli che anche voi avete a cuore i cambiamenti climatici (meglio, potete lasciare il vostro nome qua) come del resto dovrebbe occuparsene anche la signora Prestigiacomo da noi.

[ah, e sì, se volete vedere la sottoscritta fare una figura di merda davanti a Margot Wallstrom chiedendo se la lotta ai cambiamenti climatici può unire ancora di più gli europei e farli sentire popolo europeo potete vederlo qua] (sì, mi ero appena consumata al gabinetto, inquinando molto, sì)
[l’altro video, quello da sindacodiparma, era qua]

Il post di oggi, che dovrei testè comporre, mi è sovvenuto mentre facevo l'idromassaggio.

Io son sempre andata un po’ controcorrente e ho avuto sempre delle ferme convinzioni: conciosiacosaché ho sempre condannato questa cosa che un po’ noi femmine si doveva fare danza e i maschi giocare a calcio. Nella forchetta tra danza e calcio ci sono 35346548 sport diversi.

Per convenzioni sociali e causa nelpostodovestavononcerauncazzodafare per una bimba resistetti un anno a fare danza moderna. Ma il momento del saggio di fine anno fu uno dei momenti più degradanti della mia vita.
Diciamo che per me viene esattamente dopo a fare una colonscopia in posizione ginecologica con gente con cui fai l’università e professori che vengono a osservare. Ecco. Cose di cui vorrei scordarmi e invece ricordo esattamente in ogni minimo dettaglio. Minimo.
Insomma, c’era lì al palazzetto ‘sta coerografia dimmerda che doveva essere fatta lì il tempo di una canzone. Non si sa come mai ma era strapieno. A me non fregava un tubo ma ero vestita e truccata in modo bizzarro, cosa che boh, forse solo a una festa animal ora possono fare: da coniglietto.

Vestita da coniglio, in modo che ricordava il pupazzo Tenerone (pippopippopippo)
Vestita da coniglio, con le orecchie una su e una giù tenute da una sorta di frontino fatto con del filo telefonico (il fil di ferro non andava bene)
Con due carote di pezza in mano.

Dio, che tristezza.
[lo so, dovevo confessarlo]

Ai, em bi ei.

E’ una cosa bellissima come funzionano ‘sti premi: fanno schifo a tutti all’inizio, poi una volta in nomination c’è gente che è felice come se avesse vinto l’estinzione del mutuo e poi se non vince dice che è tutto un complotto, i soliti noti, i blog di cazzeggio, ah la decadenza della blogosfera italiana, è tutta pastetta e simili.

Io invece sono contentissima: finalmente ho qualcosa in regalo da Neri e mi da pure oggetti esclusivi di design per arredare casa.

Per quanto riguarda i giornalisti poi partono le seghe a più mani. Chi mi cita ma non mi linka, e la popolazione (che cari) copincolla il titolo su google e arriva in massa. Chi si scorda di me perché il cazzeggio è un premio secondario, chi si ritroverà per stima un abbonato in più (ehm, sì) (pensavo fosse ambito solo da me un premio con un titolo così ecco, fantasioso)

Ma parliamo della premiazione: abbiamo inziato alle 21 su fuso orario neriano (quindi dopo le 22, comodamente). Noi, piccola manica di Nerd, intanto eravamo lì per trasmettere. Non finirò mai di ringraziare Daniela, Smeerch, Jacopo e Claudio, Assimo e Cristiano per la diretta di quest’anno, che è stata sia tecnicamente ineccepibile che uno spasso. Siete bravissimi e avervi su Radionation è un piacere.

Poi io per una volta mi son messa in tiro. Non accadrà più per i prossimi 400 giorni. Io ve lo dico, mi ci son messa anche se qui ecco, si è gonfi come delle zampogne per dei meccanismi ormonali a zoccole. Eppoi corricchiare per Riva già mi aveva reso due gambe come due pilastri di un parcheggio multipiano. ‘Na tragedia. Se non mi ramazzavo un attimino mi sentivo quasi in colpa, non so. E’ un po’ come vedere Neri in giacca e pantalone scuro il giorno prima, io non so, credo che fosse dalla comunione che non si metteva così e mi ha fatto anche caso. Tutti in tiro, quindi. Con Serendipity che mi ha detto che il trucco si notava anche da metà platea della Rocca. Eh, oh, son così. O sapone antibatterico e tonico antiacne o trucco da simildarkettona. Mezze misure no, pare brutto.

C’è una roba che mi è dispiaciuta, ossia che noi del comitato #votalosini siamo differenti dal Paese Reale, che è quella cosa che incorona la triade Travaglina come vincitrice e poi magari legge il titolo del mio blog, lo trova geniale e lo vota. Quindi non iniziate a dire che ci sono le caste, gli eletti, le amicizie. La gente vota a cazzo, un po’ come alle elezioni, poi magari chi capita in mezzo è anche meritevole. Io ad esempio vedere Stark, Serendipity e anche i premi di Sandra e di Paul son stata contenta. E’ tutta gente che è amica e quindi son felice che si prenda anche questi piccoli momenti. In specialmodo son contenta per Serendipity che è una donna che ho imparato a conoscere nell’ultimo anno e che mi ha fatto ritenere fortunata: di persone così, quando le conosci, ti ripaga anche l’aver sguazzato in tanto guano.

Poi mi ha fatto anche piacere rivedere Cinzia Spanò. Qui sembra che ammiri e mi innamori castamente solo di donne ma è vero: anche Cinzia è una giusta, bella e brava. Spero di rincontrarla presto, o che venga a teatro qua in zona.

Insomma la cosa figa è che quest’anno ho commentato per tutta la trasmissione senza microfono (mancavano) cercando quasi di fare cheeck-to-cheeck con Smeerch. Sono stata l’unica che è salita agevolmente nonostante il tacco sul palco visto che passavo da dietro (avanti c’erano le piantine tipo sanremo) e son stata contenta di portare il pupazzo, il mio scudo antiansia, sul palco dopo che ha vissuto tutti i premi in prima fila con mamma e Marileda: meno male che Rodesindro c’è.

E la faccia di Neri mentre salivo per ritirare il premio di PTWG è stata impagabile e sarebbe da mettere sul dizionario sotto la voce "ma tu checcazzocifai?"

Vi voglio bene a tutti indistintamente, ad altri anche di più.

Visto che passano di ogni: cerco lavoro part-time, zona Parma o zona casa. La mail è qui sotto.

Oh, la Blogfest di quest’anno è stata bella bella bella. L’unica cosa che è mancata, a mio modesto avviso, è un barcamp strutturato come l’adv camp la domenica dell’anno passato. Altrimenti rispetto l’anno passato è stato una figata. Mi sono divertita tantissimo e sono distruttissima, ma boh, è stato il perfetto completamento della settimana dell’anno, che mi ha riscattato di un treanni dimmerda.

Scrivere un resoconto quest’anno è difficile per diverse cose: come ben sapete ho il cervello piallato, quindi fatico a ricordare le cose. Ho anche i neuroni che si saturano. Faccio fatica a mettere gli eventi in fila. Sono stanca. Questa è una serie di scuse per farvi capire che sulla blogfest ci staranno una settimana di post, così non mi affatico a pensare altro e arrivo direttamente col parlare anche sul blog del tumblrmeetup, che se ci pensate bene parlare di tumblr su un blog è una cosa trasgressiva. In realtà aspetto anche tante foto così mi ricordo le cose.

Ma andiamo con ordine: Tarasconi in auto non rompe e non sporca ma filma la toilette del pupazzo Rodesindro. Non so se mai finirà online, perché devo chiedere l’autorizzazione al pupazzo, visto che è una cosa così intima e che viola la sua praivasi.
L’erbazzone della mamma di Tarasconi è buono, e ammortizza molto bene il prosecco Zonin.
L’albergo era mille volte meglio dell’anno scorso, sebbene se ti scappasse la pipì appena sveglio dovevi fare due rampe di scale per farla. Ma non si può avere tutto dalla vita: quello dell’anno scorso era in culo ai monti e aveva una puzza di fogna da svenire. Difatti per dormire l’anno prima dovetti cospargere la sciarpina di profumo e me la dovetti mettere sul volto tipo rapinatore.

La wifi: prendeva benissimo, tranne che il primo giorno il login da firefox non andava. E tranne che dalle 2 di notte in poi non fungeva, e quindi mi è servita la chiavetta. Ma direi che è stata un successone. Bravi.
Il tempo era bellissimo per la media dei giorni che ho passato a Riva negli ultimi due anni. Ora ho solo un po’ di mal di gola, ma cosa volete che sia? (tipo adesso stavo gracchiando al telefono con la tizia di Fatboy)

La gente: ho evitato benone chi mi sta sul gozzo. Ed ho conosciuto una persona a cui voglio benissimo e a cui ho ritirato il premio. Io a quel ragazzo lì, pur essendo a volte una merda, voglio più che bene. E conoscerlo è stata una cosa così bella che non so, è arrivato lì all’improvviso e non riesco ancora bene a dire quanto mi senta privilegiata e fortunata ad averlo incrociato lì a Riva. Ora mi capirà che è stato esteticamente più bello abbracciarsi Tom Smith, però ecco, è stato bello e fugace.
[la boccia di prosecco tua me la bevo io, ok?]

(continua)

Lasciate solo che mi renda conto che il mio culo ora è su territorio parmigiano.

Mi spiace non aver scritto niente in questi giorni ma ho preferito vivere intensamente la Blogfest (cfr: non ho avuto un cazzo di tempo correndo tra barcamp e stand vari)
Potevo far qualcosa arrivata nella svaccoarea (sì, è colpa mia la sua esistenza) (sto facendo partire un ordine a Fatboy con spero sconto bloggerz) (in caso fatevi vivi) ma ero stanca. Sono stanca. Sono svuotata. Sono contenta da prima dei premi. Per quello che abbiamo realizzato, per aver collaborato a questa blogfest, per aver visto un casino di gente a cui voglio davvero bene, per essere passata dai 15 anni dei bacetti ai cantanti ai 3 anni delle capriole sui divani. Son contenta, e stanca.

I premi sono belli, come oggetti di arredamento. Sapere che qualcuno ti apprezza è meglio.
Un abbraccio a chi mi ha votato e un grazie.

[sì, dopo partono i racconti]

Giovanilismi senza gioventù.

MTVplay4climate: Budapest venue.In pratica è assodato che sono tra le poche italiane che non va a Budapest in puttantour (l’altra era la botanica accanto a me, in aereo)

In pratica a Budapest (come avete visto dalle foto, -risata satanica-) mi mancavano da vedere quattro-cinque cosette: l’aereoporto, il cimitero, le stazioni, gl’ospedali, la statua dei ragazzi della via Pàl e il Millenaris.
Ho risolto la prima, la seconda correndoci col taxi, la terza e l’ultima.
La quarta gradirei saltarla. Per ora. Almeno fino al Socrates o ad indossare stabilmente un camice.

Anche del cimitero gradirei dire che ne ho vedute solo le mura esterne, quando il tassista ne scorreva la strada a latere. Tassista, visto che nella precedente narrazione v’abbiam detto che l’uomo che ci doveva venire a prendere, che il giorno susseguente scopriremo come un braciolone da 200kg a cui non faremo alcun appunto sull’accaduto dacché anche una sola ditata ci asfalterebbe, era andato via lasciandoci lì.
Mi sembrava quindi troppo fiscale lamentarmi, anche perché i 25 cartoni di taxi, o 5000 fiorini che dir si voglia (no, non mi son riprodotta per partenogenesi per pagare) me li han ridati. Anche se mi è sembrato brutto.

Anche perché io sono una deficiente: non mi ero salvata il numero di Sara, la pazientissima ragazza che si occupava della cosa. Fortuna che il giorno prima m’aveva chiamata dal cellulare dei suoi capi, sicché ho potuto avvertire della cosa. Anche perché erano i suoi capilì che si occupavano della cosa. Insomma, uno smazzo che non mi ha permesso di andare al bagno. E quindi dopo tutta la traversata in taxi la prima cosa che ho chiesto, vedendo Sara, è stata il bagno. Non è bello, ma a memoria molte eccellenti collaborazioni mie sono iniziate così da quando mi sono operata. Che bello, de pauer of sfinteri.

Poi ecco, la cosa bella è che le ho firmato le liberatorie mentre andavo al bagno.

Mtv play4climate: Budapest forum.Ma soprassediamo.
Era bello vedere tanti coetanei parlare inglese fluentemente, essere graziosi ed educati, sorridenti, non urlare, non essere sgrusi, e scambiare due chiacchiere ove richiesto. Un idillio. Rotto solo dalla cosa "ok, lo staff è italiano, ma stiamo tutti parlando inglese, io cosa parlo? Inglese o italiano?" e mentre si pensava tutto questo la gente parlava, quindi tu avevi un ritardo sia nel cervello che si poneva il dilemma sia nel parlato.
Il ritardo poi lo avevi anche durante il forum con Margot Wallstrom. Che sembrava provato e riprovato invece c’era quella fluidità in presa diretta: peccato che tu stessi pensando a sete e sonno ripetutamente. E il casino invece era che era dannatamente interessante, e lei molto brava, disponibile, dritta al punto, accomodante, persuasiva. Cazzarola: una vera politica. E anche il vj, lì, che il nostro giovane e aitante premier avrebbe definito come abbronzato non era un carlopastore qualsiasi. Dinamico, gggiovane ma non di cultura yo yo bro-giovanilistica. Uno che saluta, si mette seduto, cazzeggia e poi diventa lievemente più professionale mantenendo la cazzaraggine base. Ho apprezzato.

Poi quando finalmente abbiam finito e non ho fatto una figura da perecottara (non spasimate per la registrazione, compaio parlante solo per un minuto, non è una cosa che al di fuori di mia nonna può interessare a qualcuno) sono andata ad abbeverarmi e a prendere delle fettine di pane fatto col didò con del formaggio sopra (e anche alcune di burro e prosciutto). E poi ho anelato il letto, mentre tutti andavano a spasso per Budapest. Molti saranno contenti, visto che in questo modo non ho fatto foto. Ma ero così stanca, ma così stanca che dopo aver fatto delle ripide scalette che hanno fatto constatare che il mio stato di forma è ancora al 60%, mi son spiaggiata nel letto dell’hotel per un paio d’ore.
Mtvplay4climate: interviews.
Poi verso le 18 son tornata lì per prendere il braccialetto giallo della zona vip e per fare le interviste. La telecamera non funzionava, poi non funzionava l’audio. Abbiam chiamato i tecnici lì, italiani, e abbiamo scherzato. La ragazza bulgara che aveva vinto la competition lì si stava impanicando visto che l’attesa si allungava ancora di più. Talmente tanto che poi quando è toccato a me registrare avevo i calci rotanti dei ballerini a 20 cm. Infatti ci saranno mie facce molto peggiori del solito, credo. E la registrazione causa fattori esterni l’abbiamo dovuta rifare quattro volte.
Poi dici che uno si è stancato.

La sera poi siamo andate lì a seguire il concerto, e sotto nella fila ci riavevo la Wallstrom, che si godeva la musica. Io ho fatto delle foto e dei videini, sebbene le braccia mi tremavano a mo’ di minipimer. Ora ho mezza comunità ungherese che mi ringrazia dappertutto, dai social network alla mail, causa ”ste foto perché in pratica le ho fatte solo io. Già amavo il popolo ungherese, figuriamoci adesso che mi ringrazia delle mie foto fatte malissimo.
Poi c’è stato il buffet. Io avevo una fame di quelle da minatore, e ho apprezzato il gigantesco low carb (tranne i dolci) e le quantità industriali di carne presenti. E il cameriere che mi riempiva di vino appena mi vedeva. E il cazzeggio post concerto. Ah, che bello. Cazzarola, mi ha riempito un mese sta cosa qui.

[poi il resoconto del concerto su Radionation, penso, ma anche qui, con due toni diversi]

Quattro aerei in 36 ore, manco fossi amica di ehm, ecco.

Decollare da Parma è un’esperienza.
Non solo perché sai che alla fine la pista confluisce quasi sulla tangenziale, ma anche perché boh, ti fa quasi impressione. Dai, Parma. Aeroporto. Verdi. Dopo che l’ultimo aereo che hai preso poteva contenerne un paio di questi. Ma che ti importa: sono le 6 e mezza, sei in aeroporto dalle 5 e mezza con altre venti persone e un chiuaua e hai dormito poco e nulla perché i tuoi vicini hanno fatto uno orgiacamp o cose simili fino alle traé.

Poi però Air A!ps (giuro, si scrive così in bimbominchiese) è una compagnia caruccia, nel senso che non so quanto è costato il volo, ma il personale è gentile e i piloti anche. Poi ‘sta cosa dei 31 posti a bordo è una cosa intima. Il problema è che non ho preso sonno per nulla, ero lì col mio succo di mela (buono il succo di mela) e a leggere la rivista di bordo sul sudtirolo senza tanta convinzione né sonno.
Poi vabbè, si arriva a Fiumicino. Io non so come cippa facciamo a tenerci un aeroporto così schifoso, con la gente che la interpelli per fare il suo lavoro ed è la sagra di "un momento" "un attimo" e fa un po’ quel cazzo che gli pare. Cosa che momenti quando mi sono trovata a bordo della Malev, con le hostess gentilissime, momenti mi commuovevo. Peccato che però non ho potuto godere appieno delle istruzioni nel monitor degli avatar per le istruzioni d’emergenza, nonché della piantina che live ci faceva vedere dove eravamo, a quanto andavamo e quanto eravamo alti che ho iniziato a sentirmi male. Del resto era preventivabile, ma ecco, non era bello. Quindi son stata 3/4 di volo a sperare di risentire la circolazione negli arti e il sangue alla testa (stavo per svenire e forse è successo anche un paio di volte), ma tolto questo tutto ok. Tolto che mi si era svegliato anche l’intestino, come in tutte le occasioni in cui non deve, ed è inutile dire che sia nel cesso di bordo non mi saprei sentita a mio agio, ecco, nonché c’era una fila verso il bagno che sembrava il casello di Rimini a ferragosto. C’era una serie di persone che si era sentita male, e la signora dietro di me iperventilava. Un lazzaretto, insomma.

Per finire tutta la prima parte allegra e spumeggiante della mattinata nessuno mi aspettava all’aeroporto. Insomma, siccome l’aereo era in ritardo il tizio se ne era bello che andato via. Quindi abbiam preso il taxi.
Per arrivare al Millenaris tappa tappa con io, che entro lì e la prima cosa che chiedo è dove sia un bagno.
Non sono cose belle, però il bagno era pulito.

From Mozkva ter

Questo post contiene solo i viaggi, quindi già zompiamo al ritorno. Quando mi sono accorta che tutti i dipendenti alitalia, anche quelli che reclutano all’estero, sono meno dotati della media.
Quindi ecco, quando aprono il check in ci accorgiamo che la tipa è esageratamente lenta. Ma tanto. Ma anche troppo. Quindi mezza fila sbrocca. E io se penso che ecco, insomma, Alitalia l’han salvata anche coi miei soldi di contribuente fatico a non maledirli, perché insomma per proprietà transitiva maledicevo anche me. Due palle però. In compenso dopo al controllo bagagli sono una scheggia (ti credo, non sono alitalia) e arriviamo agevolmente prima ai bagni dell’aeroporto (pulitissimi, e l’aeroporto in confronto a Fiumicino, sebbene detta aerostazione ungherese sia in costruzione, sembra non so l’aeroporto di Nuova York) e poi lì a imbarcarci su un canadair dell’airone. Che già ti fa sentire in Italia con le hostess che gli girano i coglioni e ti trattano come se te ci avessi tatuato welcome sulla schiena e coi bimbi sardi che frignano. Invece il bambino ungherese vicino a me era un amore: biondino, carino, educatino. Sei file più avanti invece la bimba sarda piangeva tipo esorcismo, e la madre non aveva l’elasticità mentale per capire che poteva cambiare posto con suo marito e spupazzarsi la bimba (che infatti una volta in braccio spegneva la sirena) (che collaborazione il marito, eh). Il bimbo ungherese invece cercava di leggere le istruzioni in italiano.
Arrivati a Fiumicino il personale di terra non ci ha cagato per circa 20 minuti. Dopo che portavamo una ventina di minuti di ritardo. Ed eravamo tutti lì, dentro l’aereo a sbroccare. E la maggioranza tutti al cellulare a lamentarsi. E a sentire che fuori faceva freddo, mentre a Budapest avevamo lasciato l’estate. Diobono, che rientro. La tristezza, a palate.
[del resto ringrazio lo stesso comandante di Air Alps che ha ridotto in volo il ritardo che Fiumicino ci aveva fatto accumulare, di circa mezz’ora. Lui era altoatesino però. Potrebbe sembrare dell’odio verso la zona ove sono nata, questo]