Inciabatizzazioni.

Più ci penso e più è geniale.
Il Bimbo, delizioso compare di chiaccherate in msn nonché valido serbatoio di microrganismi, si è prodotto in codesta riflessione:

Non ci si fidanza per convenienza.
Non ci si fidanza per disperazione.
Non ci si fidanza per farsi mettere i piedi in testa.
Non ci si fidanza per far ingelosire una terza persona.
Non è bello rimanere fidanzati quando ti piazzano un bel paio di corna.
Non è bello rimanere fidanzati con chi rompe indegnamente il cazzo per questioni di poco conto.
Non è bello rimanere fidanzati con una persona che ti costringe a cambiare radicalmente la tua vita e le tue amicizie.
Non è bello rimanere fidanzati con chi ti costringe a mettere le ciabatte e a diventare noioso, triste e bollito.

Considerando il fidanzamento una stasi naturale che si raggiunge quando un altro essere umano capisce che tu hai funzioni primarie, secondarie e una vita socioeconomica da compiere anche come essere umano predeterminato qui si considera l’inciabattamento di cui sopra una condizione critica da evitare pena l’abrutimento non solo di coloro i  quali vogliono trovarsi l’omo a tutti i costi (ma anche la donna, se son uomini. O l’omo, se sono ragazzi gai.) ma anche di tutti quelli che fino al momento precedente erano vostri validi amici.
Eccheppalle.

Io non mi faccio inciabattare.

Aneddoto:
Ero in terza liceo, o forse quarta. Stavo studiando una materia scientifica con la mia compagna di banco. D’un tratto ella chiuse il tomo e sbatté la mano su di esso.
"Cazzo! Noi ci dobbiamo trovare un uomo…!"
[segue pausa cinematografica di tre secondi con la Fran che termina il proprio paragrafo sottolineandolo col lapis e la Fran che gira la pagina non cagandosi la compagna….]
"Flavia, io sono già apposto…"
[segue silenzio. Non si era accorta che il mio moroso, che era normale (nonchè anche orfano di madre, era troppo), esisteva.Nonché è da dirsi che lei aveva vedute molto cielline.]
Ora le cronache narrano che lei abbia ciulato il moroso alla mia migliore amica.

Lumbroso.

Tra i miei compagni di liceo, al Ruffini, meno brillanti c’era un uomo da un nome ecumenico. Già fare Pace di cognome, nella mia opinione, ti apre i cancelli delle ecclesie. Aggiungere come nome Cristiano, oltre a portarti a lapidare i genitori per la scelta quasi santifica, ti indirizza verso la carriera ecclesiastica senza passare dal Via.

Ecco. Il problema che uno simile (e il padre di Pax Vobiscum sta diventando direttore nella banca del mio mutuo, sono traumi ragazzi), ma proprio di argutezza di intelletto e di fisionomia me lo son ritrovato qui, tra una forma di parmigiano e una coscia di crudo.

Il mio vicino di casa, anzi lui e suo fratello.

Che poi, suo fratello faceva con me CTF.

Ricapitolando, qui a sinistra [parlo dal mio balcone, e gente che sglapsa e conosce la mia casa sa di cosa parlo] i miei vicini consistono in una giovine coppia di fratelli, di cui uno lavorante e uno studiante, che provengono da Foggia.

Il fratello, che faceva CTF con me, era soprannominato dalla mia combriccola, lo scassapalle o il rincoglionito. Dipendeva dai giorni. Ad esempio, mentre eri a lezione:

"eh, ma non ho capito come è l’attacco nucleofil…"

"sssst, lo sta spiegando…"

"sì, ma io son rimasto…"

"…"

L’altro oggi mi ha fatto ridere non poco. Prima che venissi ad abitare qui, lui fu il primo che occupò la casa, il primo tra tutti i mille (n.d.Fran, numero alla ingegner Cane) condomini. Parliamo di Aprile dell’anno passato, o una dozzina di giorni prima.

Una sera, sbagliando a collegare una lampadina, ed essendo la sua casa approvvigionata di corrente elettrica di cantiere, provocò un blackout globale di case e cantiere.

Egli andò a vedere alla centralina l’entità del danno causata. Non appena si girò vide dietro di lui la Polizia, i Carabinieri, l’IVRI, la guardia nazionale e il commissario Rex.

Insomma, gli hanno preso le generalità. Pensavano, come minimo, che fosse di AlQuaeda.

Sempre lui, quando scende con la bici, nello scivolo che conduce ai garages, usa i freni. Io ho la finestra sullo scivolo. I freni stridono. E dire che una volta mi regalò dell’olio d’oliva.

Fighedilegno vol.Uno

Ciao ciccie. Mancava questo angolo giovane autogestito, nevvero?

La Fran oggi dialogando con un’altra sua giovane amica ha scoperto un lato degli uomini che le mancava (anche perché crescendo con Filippo come essere umano maschio di riferimento…), e ora ne verrai a conoscenza anche tu, giovane amica ventenne.

Non sai che regalo fare al tuo ragazzo (eh, qui si prescinde già che tu ne abbia uno. Per i suggerimenti su quali categorie professionali è meglio preferire per riuscire ad avere una tranquillità socioeconomica spulciati un po’ tutta la letteratura, amica. Che poi non siamo andati avanti, e si dovrebbe invece. Ma era meglio quando era peggio, sto sglaps. Momenti vi copincollo i vecchi post, tanto non se li ricorda nessuno.) perché insomma… alle tue amiche regali trucchi, peluche, orpelli vari e al moroso dopo aver regalato la sciarpa a Natale e il profumo a S.Valentino non sai più cosa fare?

Cazzarola, hai ragione.
Ehm, no, spè…
Ah! Sì! Certo! Amica! Abbiamo il consiglio che fa per te!
[Ma rotfl, mi vergogno anche a scriverlo, fate voi]
Per fargli un regalo, pensa a cosa piacere a te e per poi di riflesso essere felice e così lo è anche lui.
Pare una cazzata, hai ragione! Ma è semplicemente geniale, amica.
Pensa, un collega della mia amica aveva la foto della sua morosa nel desktop, ma una bella foto eh, mica tipo quelle mie sul flickr.
Alchè egli, interrogato sulla bravura di fotografo, rispose: "no non l’ho fatta io, per farmi un regalo di compleanno una volta è andata dal fotografo e si è fatta fare un book"
[già, che paracula]

Alcuni esempi di sperimentazione, te li suggeriamo [altro che pucci pucci, amore, mano manina, ste cose son geniali…]:

#Caro ti ho fatto un regalo SONO ANDATA DAL PARRUCCHIERE!

#Caro, per il tuo compleanno VADO IN FERIE DA SOLA… lo so, almeno ti godi la singletitudine… sei felice eh?eh, e così quando torno mi dimostri QUANTO CI SIAMO MANCATI

# Amore, guarda questo completo da TREMILA EURO. L’ho preso per te, guarda come mi fa irrimediabilmente figa

#Amore, per il tuo compleanno mi faccio fare le tette. NON SEI FELICE?

[si richiede un feedback, sebbene che io sappia una involontaria cavia ha già sperimentato l’applicazione dell’idea ed ora dovrebbe essere in bagno a tagliarsi gli ammennicoli. Ciao Mirka.]

[e ora voglio… mmm, Matthew Bellamy a cena, ecco]

Allora, qui sono troppo umile. La mia pr e trendsetter Thursdaynext mi spinge a cambiare questo stallo da umile sglapser nella vigna del web e di iniziare a bullarmi degli avvenimenti prodigiosi che stanno infestando codesto minuscolo sglaps provinciale.

Difatti questa settimana, seguendo San Technorati, GianlucaNeri è apparso nel post della blogfest (ne rendiamo grazie)

Quest’oggi, ricercandosi tramite google apponendo tra virgolette il suo nomecognome è arrivato qui il primo vip.

Matteo Ceccarini.

[sì, lo so, zitto]

[eh, si sarà cercato su google per quello…]

Dicevo, su questo post s’è trovato scritto:

 

#5 16:58, 11 maggio, 2006

Mi presento. Sono Matteo Ceccarini, mi dispiace che hai considerato il mio lavoro "unz unz"… Ti capisco, comunque. Un bacio

 

Matteo, perdonaci ma viviamo ancora nell’ignoranza. Però io ho consultato la mia trendsetter nonché pierre

Thursdaynext: lol si è letto echiccazz’è fantastico

comunque l’ha presa bene

" ti capisco, comunque"–> io trovo stupenda questa frase

ti capisce nel senso che pure lui lo considera unz tunz?

che vorrebbe darsi alla musica classica?

e invece lo costringono a fare unz tunz perchè si sa, nella moda, eh

ho deciso che mi sta simpatico

Bene: abbiam deciso che ci sei simpatico. Quando molli il tuo blog e ripassi per di qui, caro Matteo, facci sapere cosa è e cosa fa un music designer che noi qui non lo sappiamo.

Paoooooooooliiinoooo.

Ieri mentre io e Donna Ari parlavamo del più, del per e del qualunque [e la sottoscritta imitava inconsapevolmente il coreografo di Catello, rivolgendosi mica alla Ari eh] si spulciava l’avvenimentone musicale del week-end che si cercherà di seguire coi nostri non potenti mezzi [suppongo pregando che non si pianti tutto, indipercui oggi si da via alla masterizzazione del possibile che si possiede qui sopra e che non serve a scopi radiofonici] abbiam trovato un soggetto da carampanizzare:

Paolo Nutini.

Paolo Nutini

Echiccazz’è?

No, non lo sapevamo neanche noi. Paolino è un giovine di belle speranze. Voce niente male. Di chiare origini italiane ma scozzese di natali. Oltre che di belle speranze il Paolo, diciamocelo, col visino che ha mi fa strage di carampane.
Paolo Nutini

‘Ste generazioni CBCR (oh, ha diciannove anni… il bimbo)

Paolino su myspace. Per chi volesse ascoltarlo, ecco.
Paolo Nutini (il sito, ma non è granchè… il sito).

Sicuramente se ne parlerà più e più ampiamente su Carampanismi.

[NB per gli uomini che leggono codesto sglaps. Prima di lamentarvi: la Fran pensa anche a voi. Guardate qui codesto video meraviglioso (via swen) della Pepsi.]

Ajuto.

Beati, o voi che mi leggete. Perché vostro è il regno dello Scibile.
 
Vostro eh, mica mio.
 
…
 
Arriviamo al punto, o uditorio.
Come vi sentireste se il vostro prof di Filosofia, che stimavate assieme alla vostra prof di Inglese (che ora è uguale alla mia capo… anzi, la mia capo è identica a lei, ci siam capiti), vi erigesse a modello per le giovani leve liceali del nosocom… ehm, della scuola superiore che avete frequentato?
Cioè, se il vostro prof dicesse ai suoi alunni "Ho avuto una alunna tanto brava, intelligente, brillante che ora è dovuta emigrare al Nord pur di far valere i suoi meriti, infatti qui era sprecata…", che pensereste?
 
Il problema è che quella alunna siete voi, cioè, dai. Sono io.
 
Cioè, io ho ancora in mente Parmenide di Elea e il suo percorso verso la sapienza a Velia. Ma della glutammina complementata nella donna sportiva mestruata non ho una ciospa in testa. Eh? Dite che se ampiamente motivata magari resco a dare il meglio? Sì, forse.
Da una parte ti fa piacere sapere che una persona fortemente intelligente ti abbia stimato (ora, magari credere che io abbia avuto una intelligenza superiore alla media della media degli studenti medi di quel liceo forse… mmm, no, lì aveva ragione… cioè, se c’è il termine di paragone sì…. però ora non vorrei far venire dei complessi ai pischelli. Ovvero: io filosofia non la studiavo tanto, mi rimanevano a memoria le lezioni. E poi mi piaceva, come latino… mica lo studiavo. Traducevo benissimo e la prof rosicava un po’ come quando Rockerduck masticava le bombette… mmm, ma non sarà che mi hanno mandato troppi colpi?), dall’altra, mentre hai il magone perché passi un periodo dimmerda e chiunque ti faccia un mezzo complimento ti fa piangere come se te fossi un Di Cataldo qualsiasi, ti senti inadeguata.
 
Sono idiota, lo so.
 
Ah, e al Nord mi faccio un culo tanto. Ma per davvero. Non ho mai studiato quanto in questi ultimi due anni. Sto diventando scema.
 
E la coincidenza è che con oggi mi sono insediata in codesta casa, conosciuta da alcuni simpatici amici di merenda che vi daranno il loro parere estetico, da un anno. Ne sono orgogliosa, ma devo ancora rendermi conto che la maggior parte del mio lavoro finisce in codesti mattoni. E circa un anno fa incontrai il prof in banca. Son cose.

Semicroma.

Non è giusto.
Da quando ho sentito Jeremy Irons che parla del mondo visto dagli oblò della Fiat Croma mi è venuta voglia di posare il didietro almeno una volta su quella macchina smile. Altro che Lapo.
Cioè, boh, ha una voce a tratti meravigliosa. Potrebbe parlare anche di stitichezza e dispareunia e l’argomento sarebbe affascinante e fantastico.
Ora, ditemi che ci sono degli mp3 di fiabe della buonanotte declamate da lui che li pago anche.
 
[e intanto dopo Pippo l’ippopotamo la mia critica pubblicitaria di riferimento ne esce con un altro post ganzo, brava Tati]
 
Intanto, via Mattia, volevo avvertire noi/voi carampani del signor Di Cataldo che sebbene il mondo complotti contro il nostro idolo abbiamo sempre una speranza. Infatti nessuno ci ha mai avvertito che l’ultima settimana di gioco tutti i concorrenti precedentemente eliminati saranno riproposti al pomeriggio e sottoposti al televoto.
Quindi daje Massimo.

Dammi una ragione di più.

Da come potete vedere qui si produce quantitativamente di più e qualitativamente di meno.
Cerchiamo di ovviare.
 
Ho deciso di schierarmi.
Io sosterrò a Music Farm Massimo Di Cataldo.
Un uomo dall’animo sensibile (piange non appena versa l’acqua sul tavolo)
Un uomo schifato e celiato dai più.
Un uomo che imita Freddie Mercury innanzi all’aspirapolvere (quindi prossimo testimonial del Folletto?)
Un uomo chiamato Mauro, ossia come Platinette, da Califano.
Un uomo single come noi, gruppo di gloriosi eroi come me, Fidel, Pag…. ehm, scusate.
Un uomo di cui so a memoria tutta la discografia pur avendolo ascoltato pochissimo.
 
Facciamo un passo indietro: a me Di Cataldo era venuto alla nausea alle medie. Una delle mie due compagne di banco, Maddalena, bravissima a disegnare nonchè sorella di uno che faceva il Dj e aveva acquisito il nome d’arte Pisellino, era innamoratissima di Massimo. In pratica sono stata lobotomizzata da quel paio di album(s) che il cantante pubblicò pria di sputtanarsi definitivamente mentre girava l’Italia a scegliere le Lollipop nel programma Popstars.
 
Ecco, quindi io e un uomo molto simpatico e delicato come il nostro idolo abbiamo deciso di sostenerlo a sglaps unificati.
Daje Massimo.
Questo sglaps è con te. Se abbiamo portato Muniz alla vittoria ce la farem… ehm, ci proveremo anche con te. Coraggio e forza.
 
Ah, se vi garbano simpatiche bagattelle, che fanno sorridere di fronte allo schermo allietandovi quei tre minuti prima di cliccare la croce in alto a destra  vi consiglio le Proesie.
 
Infine vi segnalo una bella pubblicità, che mai andrà in onda sulle televisioni terrestri, temo. Lo spot con Alex Del Piero.
 
Direi anche che posso evitare di aggiornare per una settimana, no?

Mattonella.

"Oh, figa, sarò proprio ignorante ma ragazzi…. che cazzo è un blog?"
 
Mentre la gioiosa studentessa di medicina, la quale è reduce da una mattinata tipo nella quale c’è stato il simpatico appello slow (ossia 25 minuti di appello, dalla Z alla A con tanto di commento del prof su nomi, patronimici, eziologia del cognome e stirpe generata dai Curiazi in poi. C’è chi ad esempio, e che per coincidenza è qui ora a scrivere, tende ad urlare con voce chiara e limpida la propria presenza così inequivocamente che il prof tutte le volte si complimenta…), addenta il paninazzo speck e brie del bar attiguo al plesso del biennio di medicina ode la curiosa domanda del commensale distante posti tre a sinistra.
Fischiettando e facendo la vaga risponde con un "mah, tipo quei diari online, così…"
Ti accorgi che il tuo compagno di studi sa ogniccosa dei blog.
 
Sorseggi l’acqua, guardi la foto di barriera bixio nell’ottocento, il vassoio della Menabrea, la foto taroccata di Silvio con simpatici motteggiamenti sotto, il calendario dell’inter con the wall nel mese di Marzo.
Il tuo collega di studi inizia a spiegare prendendo in mano il Corriere Magazine, ed esclamando:
"Ah, ma quello che ha scoperto gli omissis del caso Calipari ha questa faccia? Lo guarderò più spesso per sentirmi molto più figo…"
Tu fingi indifferenza e tenti di conoscere blog, diari online, Grillo al di fuori di un palasport, Selvaggia Lucarelli prima della fattoria, piattaforme e cose varie.
 
"Ah, ma oggi non c’era l’eclissi?"
"Già, vero. Visto che tu te lo sei ricordato tira fuori lo specchietto che tutte voi donne avete così guardiamo il sole…"
"non ho uno specchietto…"

Vi prego, fermatemi.

Oggi purtroppo nel peregrinare da angolo ad angolo delle strutture della mia facoltà oggi mi è balenata l’infame idea di candidarmi per l’anno prossimo (quest’anno, stranamente, nunglielafo) a rappresentante degli studenti.
 
Fermatemi.
 
Convincetemi che è meglio di no. Oppure iniziate a dirmelo che sbaglio e almeno potrete dire "emmatelavevodetto".
 
No, non voglio spaccare il mondo. Qui si necessita di cose base e nessuno le nota. O sono le medicine che mi rendono illuminata o gli altri sono affetti da patologia sclerosante della cornea.
I punti fermi sarebbero:
 
– Collegamenti wifi nelle aree comuni delle sedi di medicina. ["Ragazzi, usate le informazioni via internet… ormai bla bla…"]
– Presenza di aule studio. [40 tavoli da 6 persone in biblioteca per medicina, odontoiatria, scienze motorie, infermieristica, corsidilaureacazziemazzi.]
– Convenzioni coi parcheggi. [abbiamo un solo parcheggio da 200 posti ben lontano poi dal secondo triennio di medicina, il resto è a pagamento da 50 cent/1 euro l’ora]
– Lezioni e percorsi informativi su patologie, su come si affrontano le stesse problematiche in altri atenei, in ospedale
– Informatizzazione nei limiti del possibile del materiale didattico, della propria attività curricolare, del reperire modelli/richieste/salcazzi in modo semplice senza che si debba riesumare Gutenberg per la stampa e Nostradamus per capire donde reperire le informazioni (non per nulla Nostradamus l’era medico)
– accessibilità dei corsi a portatori di handicap
– rivista interna di facoltà, con collaborazioni con le lauree brevi/ diplomi di laurea
 
Cioè, non si promette la figa a tutti. Qui manca un’aula studio in cui ripetere. Ma anche la panchina ove mettersi a studiare. Eppure parte dei padiglioni sono stati stabiliti altrove, lasciando così i vecchi reparti vuoti ma noi quasi senza aule. C’è la burocrazia che noi Università non siamo loro Azienda Ospedaliera. Ma a noi due scantinati ci andrebbero di lusso, da loro lì invece non c’è nulla. Lo so, siamo in Italia. Ma qui ci manca l’abc rispetto alle altre facoltà. E nessuno si lamenta perché c’è puro terrore dei professori. Ma davvero terrore.
 
Il resto, visto che sennò il popolo non ti vota prego enumerarmi simpatiche cazzate da proporre alla studentesca popolazione medicante tipo gadget. Sennò tutti rivotano i ciellini o gli unici di Sinistra che non tutelano un cazzo né ti cagano se ti vai a lamentare. Tristezza. Mica devi andare lì e spaccare i denti ai prof. Diobono, la panchina almeno.
Fermatemi però. Sono certa che è una cosa di cui potrei pentirmi. Wally quindi non commentare, per favore. :P