John Grant che è passato per uno showcase, e poi ve lo faccio sentire presto.

John Grant live in Santeria

Il mio unico problema con John Grant è che sono un’empatica.

John ha una voce della madonna, ma canzoni emozionali che a volte ti schiaffano addosso tipo treno in corsa con te che hai superato la linea gialla. Fa male, a volte, quando sei giù. Non è proprio quel dolore che puoi condividere (dai, io credo di essere una precorritrice degli Emo. Nel senso: non quello sanguigno. Gesù, le battute da medico. Dicevo, e suona hipster, ma io ero Emo prima che ci fossero gli Emo)

Il nuovo album è davvero notevole. Davvero. E la cosa che mi ha stupito è stata che lui alla fine ha detto che non era in forma. Io ho una faringite cronica, suvvia. Magari cantassi come lui. Magari. Date incombenti di Aprile quindi da vedere senza se e senza ma.

Oh, daughter!

Sono indietro con i resocontini da un semestre. Ad esempio, beccai ‘sta band che non conoscevo al Frequency Festival, parlo dei Daughter.

E’ stato figo per una cosa: sapete, nel terzo palco del Frequency c’è un’atmosfera raccolta essendo al chiuso. E alcuni lì si godono al meglio. Per i Daughter è stato proprio così. Un set tirato che mi ha fatto conoscere un gruppo e me l’ha fatto subito ascrivere ai favoriti della giornata.

Il trio londinese composto da Elena Tonra, Igor Haefeli e Remi Aguilella ha pubblicato If You Leave il 19 marzo 2013 su 4AD (in tutto il mondo e il 30 aprile in Nord America via Glassnote).

Still è il nuovo singolo e video ufficiale tratto dall’album. Il video è stato diretto da Iain Forsyth & Jane Pollard, registi di diverse 4AD Session (Gang Gang Dance, Efterklang, Indians, St. Vincent). Per la prima volta il duo di registi ha collaborato con il talentuoso direttore della fotografia Chloë Thomson, candidato agli Oscar come miglior corto d’animazione. Prendendo spunto dal testo della canzone, il video ritrae una giovane coppia il cui fragile rapporto si è irrimediabilmente rovinato.

If You Leave è uscito il 19 Marzo su CD, LP e digital download su etichetta 4AD, distribuzione SELF.

Ciao Davide, ora esci le date del tour così mi indebito come la nazione in cui abito.

Non amo moltissimo i video di Floria Sigismondi devo dire. C’è sempre questa sequenza di tarantolate che deve uscire fuori in qualche sequenza e la cosa un po’ mi annoia.  Nel senso: sì, ok, è il tuo stile, ma anche basta. Sinché era la gnocca con le spalle appoggiate al muro in Obstacle 1 ci stava, ora anche basta. Anche Bellamy no. Figurati Bowie.

Bowie per me è una sorta di divinità. Mi rodeva alquanto aver perso il momento di poterlo vedere live. Sai quando proprio ti accorgi di aver perso l’ultimo tram. La sensazione era questa. E invece, l’adorabilissimo stronzo, era due anni che lavorava sul disco in uscita. The Next Day lo ascolto da stamattina. Non riesco ancora ad avere un’opinione che vada al di là del giovanilismo ottimista. Non so, secondo me è un grande album, e al sesto ascolto ne vuoi sentire ancora. Aspetto qualche giorno e magari ne riparliamo.

Giorni fa era uscito questo video. “The Stars (Are Out Tonight)”, co- interpretato da Tilda Swinton. Che se ci pensate è una genialata: quanto somiglia Tilda al Bowie giovane? Adoro.

L'anno scorso ho fatto un sacco di volte la battuta "in un mese vedo i Texas e poi i Bush"

Voi avete idea che spesso io guardo il catalogo Pias e mi chiedo cosa mi faccia realmente schifo delle cose pubblicate da loro. E fatico a rispondergli perché gli voglio bene: tipo che io l’anno scorso grazie a Flanders is a Festival dovevo scegliere uno dei giorni per andare al Suikerrock e vidi i Texas come headliner. Mi venne il magone e dissi LORO LORO LORO.

Non mi sembrava vero vederli (sottoildiluviouniversalezioboia) e ora che so che la mia etichetta preferita a maggio esce il loro disco ci ho la fibrillazione addosso.

LONDRA: La band scozzese TEXAS ha firmato con [PIAS] Recordings, la collaborazione partirà con un nuovissimo album “The Conversation”  previsto per Maggio 2013. Dopo sei anni di assenza i membri originari Sharleen Spiteri e Johnny McElhone tornano con “The Conversation” , primo album in studio da Red Book del 2005 e l’ottavo della loro carriera.

 

Nati nel 1986, i Texas hanno goduto di 20 anni di successo mondiale con una tripletta di album di successo – White On Blonde (6 album di platino) nel 1997, The Hush (3 album di platino) nel 1999 e  Greatest Hits (6 album di platino) del 2000. In totale, hanno venduto più di 20 milioni di dischi grazie a successi mondiali come I Don’t Want A Lover, Say What You Want, Black Eyed Boy, Summer Son and Getaway. Dopo la loro separazione temporanea, nel 2006 Sharleen Spiteri ha intrapreso la carriera solista pubblicando due album di successo, Melody (2008) e The Movie Songbook nel 2010.

Seguire band di deficienti (ma che anno per la discografia fu, il 2001, anche con The invisible band?)

Filming Dougie from Fran Healy on Vimeo.

Insomma, i Travis hanno finito il loro settimo album e se la stanno cincischiando. Per di più frannino (!) essendo ormai intrippato con la internet posta anche i filmini.

Band che ci piacevano da giovani che si comportano come i disadattati dei Muse. Capite?

(aspetto molto quest’album: una notte Healy postò 3 minuti una traccia su soundcloud pregandoci di non registrarla. Beh, quella traccia spaccava: degna di quel The invisible band che credo abbia consumato. E che ha sopra l’autografo di Fran da due anni)

Some better days (quegli degli I am Kloot, mica parlo di me)

Mi fa impressione embeddare un video di Vevo, ma ecco, oggi stavo su twitter e leggevo i twit di Guy Garvey, e linkava proprio questo video giacché è tra i produttori del nuovo bellissimo lavoro dei manciuniani I am Kloot, che si chiama Let it all in.

Un album che piace tantissimo anche al tizio del corriere espresso che me l’ha ciulato poco prima di Natale, visto che il cd fisico era andato perduto. Quindi ecco, non è la mia solita disinteressata marchetta a un disco Pias, ma davvero mi piace tutto il loro catalogo. Davvero.

Prodotto da Guy Garvey e Craig Potter (negli Elbow), il nuovo album  segue l’acclamato “Sky at Night”, nominato al Mercury Prize nel 2010, e consolida la forza e l’eleganza compositiva del frontman John Bramwell.  Con ‘LET IT ALL IN’ gli I AM KLOOT realizzano un nuovo album di delicate,  evocative, incantevoli  canzoni pop.

Come il poeta Simon Armitage riassume perfettamente: “C’è qualcosa di familiare e immediato nel suono che producono, tanto che anche una nuova canzone può trovare un posto nella memoria, anche prima che abbiano finito di suonarla, come se l’avessimo ascoltata per anni. ” Continue reading “Some better days (quegli degli I am Kloot, mica parlo di me)”

Julian Plenti > Paul Banks

 

Non so, a me quando Paul Banks girò con quelle camicie in plaid portando in giro l’album del suo alterego non mi dispiacque (O MIO DIO UN PASSATO REMOTO) affatto né l’album né il live.

Se fai un concerto (totalmente al buio, infatti quando mi hanno detto “Figo lui eh” “eh, l’avessi visto, era buio”) aprendolo con Skyscraper e lo chiudi con Games for days ecco, boh, forse il nuovo album, quello con nome e cognome forse ecco, ma forse, non è molto suonabile dal vivo. Un po’ come la seconda parte dell’ultimo ciddì degli Interpol, ma meno peggio dell’ultimo degli Interpol che era una roba da rotfl tolte tre canzoni.

Però apprezziamo molto che ora si vesta a modo. E soprattutto Paul: basta dimagrire, cazzo. ‘sta fissa degli ex tortellotti che poi diventano così. Su.

Amici che fanno musica, e che quindi uno non dovrebbe scriverci sopra.

Alberto Cipolla è un ragazzo che conosco. Sapete: noi che si segue i Muse in Italia ci si conosce tutti. Sì, è una grande famiglia (di persone un po’ strane)

Alberto fa il musicista, e in Italia sì, è tutto difficile. Il fatto è che è anche bravo. Secondo me senza tanti giri di parole dovreste ascoltarlo. Il resto dei giudizi lo tengo per me, visto che c’è un casino di stima e di pacche sulle spalle che lo guasterebbe.

Perché noi vogliamo Marco Guazzone ad aprire i Muse.

Se c’è una cosa che mi da più noia di altre è non averlo potuto sentire suonare dal vivo. Ma è imminente il primo concerto londinese (anche se a Londra già ci ha abitato a lungo) “ufficiale” di Marco Guazzone & STAG, la sua band, che suoneranno il prossimo sabato 12 gennaio al “Mother Live”, in zona Hoxton a Old Street. Per celebrare l’evento, Guazzone pubblica il quarto singolo tratto dal suo primo album “L’Atlante dei Pensieri”, giudicato come uno dei migliori debutti del 2012.

Il brano s’intitola “Les Paul” ed è un sincero ed energico omaggio all’inventore di uno dei modelli di chitarra elettrica più utilizzati nel rock.

Il cantautore 24enne si fermerà a Londra qualche tempo anche per partecipare in prima persona al progetto internazionale “Street Pianos – PLAY ME, I’M YOURS” che prevede l’installazione di pianoforti  nelle strade delle metropoli del mondo, che chiunque può suonare per intrattenere i passanti.