

Aprile 2008: Casio fuffa tenuta viva da una vite per occhiali.
Dicembre 2008: La mia canonuccia bella bella cara cara.
[Chiesa di St.Istvan, Budapest]
Spiego.
I 4 punti a favore dell’Ungheria sono Prezzo, Accoglienza, Orari, Offerta. L’uno a favore dell’Italia è per le strutture.
I miei paragoni di riferimento sono terme Emiliane e bassotoscane. E ne so molto bene.
Vediamo di sviscerare tutto. Punto per punto con paragoni inclusi.
1) Prezzo.
a] Parliamo di acqua termale per terapia idropinica. Chianciano: terme Acquasanta, per i non entranti con abbonamento da SSN, è 12 euro a ingresso. A Budapest, nei chioschi vicino alcuni stabilimenti termali l’acqua è venduta a taniche. O a bicchieroni. 30 forint per una pinta (mezzo litro). Circa 12 centesimi, un prezzo giusto per un’acqua termale con questa composizione. E una sola dipendente a spillare acqua.
b] Parliamo di terme inteso come posto-in-cui-gli-antichi andavano a levarsi il puzzo e lavarsi, o perlomeno stare a mollo a passare il tempo. Prezzo medio, per una giornata intera (sfido a rimanerci, però….) per bagno e Sauna 8 euro, a Budapest, un euro indietro se uscite entro tre ore. Un euro meno del doppio del prezzo ungherese, per un bagno qui in Italia.
2) Accoglienza
Andare alle terme in Ungheria è normale, e non è complesso da andarci o arrivarci. Gli operatori capiscono almeno il tedesco o l’inglese.
3) Orari
Dalle 6 alle 19 in Ungheria. Con aperture notturne una volta alla settimana (anziché il cinema…) In Italia non so.
4)Offerta
Quella Ungherese è spaventosa. Anche la Terma più scrausa ha massaggiatori diplomati capaci di rimetterti al mondo, a prezzi modici. Da noi sembra più un lusso, il massaggio, e vengono fatte più -pardon- stronzate new age. Nonché lì in Ungheria c’è una massiccia importazione di Tailandesi per impastarti. La piscina, poi, non è solo una cosa di una temperatura ammollo.
5) Strutture
In Italia sono sicuramente migliori, molto più belle. Ma sembra che la cosa debba poi influire sul prezzo. Ingiustificato.
[continua, anche questo]
Davanti a Vigado Ter, alla destra, venendo da Vorosmarty ter, di quest’altra statua, ecco Kiskiralylany, di Marton Laszlo. Una scultura che sembra di un elfo o un fanciullo ma in realtà è detta anche della Piccola Principessa. Un po’ vandalizzata -le manca una punta nel cappello- ma in fondo taaanto caruccia.
[non perché l’abbia fatta io, ma ‘sta foto è figosissima]
Io a Natale mentre voi vi stavate strafongando e mascheravate ruttini giacché di fronte alla suocera pare brutto ho deciso di fare una cosa che per me risultava Impresa Altamente Sportiva.
Dunque, scalare i dugentotrentametri dal ponte Elisabetta alla Statua della Libertà per me è stato sfibrante. Nun c’ho il fisico. Alla faccia che sembro una persona bella pimpante.
Consigli sparsi:
– Andateci col bel tempo, a me è andata di culo che c’era il sole ed era l’ora di pranzo. Ma il lato quello di St.Gellert era ghiacciato dato che la sera prima nevischiava. Prendete quello dall’Hotel Gellert, molto più riparato.
– Saltate la cittadella dentro, non c’è niente.
– Su potete fare le foto panoramiche più fighe esistenti.
– Se avete un parente cardiopatico (coff) portatelo in auto.
Occhio comunque a tutte le discese: io in quell’altra, a centocinquantametri dall’hotel Gellert, mi sono spatafasciata a terra (c’era una buchetta piccola) con una caduta che Lorella Cuccarini al confronto certe spaccate non le ha mai fatte. Non mi sono fatta nulla. Incredibile.
Che poi io mi trattengo. Poi col mio modo scemo di respirare mi ero presa un mal di denti cane che insomma, sembrava avessi le mestruazioni dalle gengive. Una sera mi veniva quasi da piangere per non riuscire a mangiare o bere per quanto avessi la bocca piagata. Ma ho resistito, pregando San Listerine. Poi mi son ricordata di avere la Borocillina in borsa oltre agli antibiotici e tutto è passato. Però ho fatto circa 3 giorni di espiazione.
Ma la mia borsa dei medicinali pesava quanto un neonato maschio che nel sud definirebbero "torello", per peso.
Quindi io mi trattenevo, delle volte, e esclamavo solo quando c’erano conoscenti la mia frase che è diventata leit motiv a Budapest dopo Natale. Una esclamazione che, noblesse oblige, risuonava come: "Maiala del freddo". Il tutto in un pregiato accento sudsenese.
Però intanto son passata, tornando, difronte all’outlet di Mantova: km di code fuori dal casello. La gente all’arrembaggio tipo come se fossimo nella striscia di Gaza e dovessimo conquistarci il pane. Boh, non capisco. Due giorni prima in Mariahilfer strasse la gente era bellina ordinata, anche in fila alle casse, per i saldi. Nonché i negozi di scarpe son quelli di un paese civile: i numeri vanno dal 35 al 42, per donna.
E lì gli italiani li riconoscevi, ché facevano commenti sui prezzi.
Poi in Italia vanno agli Outlet.
L’altro problema era anche la quantità di italici ovunque. Al bagno, al caffè, in metro. Tutti a fare le feste fuori. Tranne il Natale, lì ero solo io in giro. Comunque c’erano questi italiani, che poi mi si sono accorti che ero italica da quando ho chiesto il menù a Salm Brau in italiano dacché c’era la mì mamma a mangiare con me e tradurre tutto il menù si faceva pesante. Insomma quindi da quando han capito che ero italiana questi mi guardavano e mi indicavano come se avessero visto ET, Scamarcio o Ciribiribìkodak, non ho capito bene.
Quindi quando ho ordinato un Mass (un litro di birra), mi guardavan come se avessero visto un coso impossibile.
Quindi quando mi è arrivato lo stinco si sporgevano per vedere cosa avevo ordinato.
Ma la cosa meravigliosa è che han servito me prima di loro, arrivati prima di me. Quindi credo che l’acredine da parte loro sia peggiorata.
Ma la cosa bella è stata, insomma, che tu sai che ci hai me che sono italiana vicina e quindi fai discorsi ad alta voce? Posso capire quello dei peli pubici, che credeva fossi di chissà dove, ma questo sapeva.
Quindi dopo aver detto per venti minuti "eeeeh, questo è gulash" (quando il gulash in realtà è di origini ungheresi ed è una zuppa, in austria cambia e diventa un secondo piatto tipo spezzatino e han due gusti diversi) si produce in una perla di simpatia bagaglinesca:
"Uè, stasera ci compriamo una sacher, poi mi metto lì sulla poltrona in hotel e la mangio… hai capito, ti va bene eh? Poi mi prendo la bottiglietta di rum e faccio torta e rum, lì sulla poltrona in canottiera e mutante. Oh, non fare foto per poi ricattarmi eh…."
(mi son cadute le ovaie)
(e lei tutto il tempo ha detto "ah, mi hai portato a mangiare in una cantina, che schifo")
(santiddio, poi si lamentano che succedono omicidi)
Questa è una riflessione partorita in auto. Poi la riflessione è proseguita: "è sporca tanto quanto Budapest e poi ha gli abitanti scazzati tanto i viennesi".
Poi non ditemi che non trabocco di ottimismo sempre e comunque.
Budapest ha tre grandi problemi. Sono facilmente riassumibili in pochi punti espandibili.
I Viennesi invece sono scazzati. Tanto quanto i nordestini di Italia scazzati. Ci son ‘sti punti di contatto che si vede che derivano dalle dominazioni, mica lo so.
Maialo, giacche’ e’ concordato.
Fa freddo signori miei, ma del resto uno gira a dicembre e cosa va a cercare. Comunque per la mia media di tempo schifoso incontrato andando in giro debbo affermare che il bonus pioggia si e’ esaurito sul garda.
C’e’ una cosa molto brutta, che’ e’ piu’ brutta di questa tastiera non mia che sto usando e che se fossi stata un deputato ci avrei fatto sopra una interrogazione parlamentare: a noi italiani oggi non ci han voluto far entrare al parlamento ungherese. Non so se han litigato stamani con Berlusconi, ma ci hanno un po’ cosi’, lasciato fuori a congelarci e a dirci che non potevano costituire gruppi di italiani ma solo di tedeschi.
Questo e’ apartheid. Perche’ i francesidimmerda dietro di me son entrati.
Ma siccome non volevo finire ammanettata non ho discusso, ma faccio appello ai politicanti che mi seguono affinche’ si denunzi nelle sedi opportune (tipo porta a porta) questo spiacevole episodio.
[io glielo ho detto che sapevo il tedesco e non era un problema e potevo tradurre a tutti, ma boh, poi per la delusione mi son andata a mangiare gli strudel, che’ qui li fanno diversi che da noi, e pareva brutto non assaggiare]
Appena recupero un posto caldo e scongelo le dita scrivo. Il blogger non può essere panchinaro, d’inverno.
Io non ho capito perché in tre giorni c’è un sacco di gente che mi chiede di far le foto, mi ferma, e poi mi ringrazia perché dicono, in inglese, che son molto belle.
Spesso sono italiani.
Tipo nel centro fitness dell’hotel c’è stato prima un tizio nella sauna che mi parlava inglese. Poi c’era lì una coppia che mi aveva scambiato per non so chi cioè di quale nazionalità e lui esordisce dicendole: "ma è normale che mi si siano inturgiditi i peli dei testicoli?" nonché lei gli risponde "chissà questa sentendo il tuo stomaco se ha capito cosa fosse".
Oh, a me sto aspetto nordico con la pettinatura crucca mi giova. Solo che mi prendon davvero per tedesca qui.
Poi parliamo di altre cose. Dovrei anche dirvi che di notte mi sogno il mio pupazzo monco, ma questo può interessare solo Dario Argento.
Ma veniamo al titolo del post, dato che tutti aspettavano recensioni delle pasticcerie devo annotarvi che i due camerieri maschi della pasticceria Lukacs, in Andrassy ut, sono notevoli. La pasticceria è ottima, specie il similstrudel, per nulla dolce ma saporito, sebbene ilo prezzo sia leggermente superiore a Gerbeaud. Ma, ecco, come dire, i camerieri maschi lì due, alti, son due bei pezzi di figlioli.
Consigliati alle gentili donzelle che mi leggono.
Poi delle terme ne parleremo a casa eh, ché qui per postare, insomma, si fa fatica.
Vado eh, ciau.

I Viennesi son sgrusi. Quando vai a pagare la benzina ti guardan un po’ così, come se avessi preso solo quella e quindi che schifo.
Gli ungheresi tolto che sembra che abbian sempre un po’ sta cosa che devon andar via son carucci. Peccato esser qui a Natale.
Peccato perché non gira quasi nessuno. C’è si vede questa usanza cattolichina di stare in casa a godersi le feste, e ieri, quando sono uscita ed ho fatto questa foto. Belin, non c’era nessuno escluso io e due giapponesi. Noi, dei senzadio a prendere il freschino e a far foto notturne. Ora dovrei scaricare qui, mentre sto usando la wifi del bar -cielo- montmartre. Con una soproni in mano, finita. E un’altra che dovrebbe arrivare, perché ho finito i 33 cl e voglio ora il mezzo litro.
Di ieri quindi c’è da dir poco e nulla, c’è da dire che dormo troppo poco. Che sogno che al mio pupazzo cioncano le manine. Che la mattina mi alzo con fatica.
Che sta cazzo di cover di love will tear us apart again non so se riesco a digerirla fino in fondo.
Oggi son salita su fino alla Cittadella. Perché in fondo oggi con la storia che è Natale e tutti o quasi tengon chiuso non si sa dove andare. In discesa sono anche caduta. Non so come miracolosamente non mi sia successo nulla, è che in realtà chiedo pure troppo al mio fisico eh. Però con la caduta fatta ho fatto un gesto di danza che anche la Cuccarini apprezzerebbe.
E qui è pieno di francesi. Non so perché.
Ah, sì, poi ho perso il terremoto. Peccato. Sì sì, come no. Vabbè, ciao eh.