I cambiamenti epocali.

Io passo a dominio + wordpress e trasloco il passato splinderiano grazie ad Andrea Beggi (nume tutelare della internet italica e uomo che per anni cercava di convincermi a fare ‘sto passo, infine solo dettato dalla disperazione di ODDIOH SPLINDERCHIUDE) decidendomi prendendo accazzo template e url…

E coincidentalmente cade il governo Berlusconi, forse dibbrutto.

Mh.

Quasi non avanza più tempo per scrivere.

Oh, magari fosse sempre così. Certo che quando fatichi anche a scrivere su twitter (e quello viene discretamente, dal mio scemofonino android) figurati se riesci a buttar giù un post coeso e coerente.

Ma ci proviamo, dicendovi cosa si fa. Per solleticarvi nello stalkeraggio.

[perché è vero, soprattutto il 90% delle persone che mi legge su twitter, quelli che non sono aziende o spam, si ricordano le mie cose meglio di me. Posso usarvi come memoria esterna, vero?]

  • Venerdì: dopo aver tentato di tener botta in palestra, sebbene dopo 8 minuti di cardiofitness sentissila mia morte imminente a causa della disastrosa sforma fisica, sono andata a Scandiano. Oh, io c'ero stata una volta per lavoro e non mi ero resa conto neppure che ci fosse 'sta rocca, che non è poi così male, anzi, fuori è bella. Dicevo: al Corallo c'era William Fitzsimmons. Il Corallo è lì, una balera riconvertita in discoteca dove dentro arriva odore di cucina reggiana. E ho pensato veh, che figata. Poi quando Fitzsimmons, uno coi capelli che gli crescono al contrario come dice il mio amico Massimo, è salito sul palco ha fatto la battutina dicendo che avrebbe suonato canzoni scatenate. Lì credo di aver riso rumorosamente solo io. Ehm. Lui poi si è tracannato un'intera bottiglia di Lambrusco, tessendone le lodi: mica scemo. Dapprima col bicchiere per poi scolarla attaccandovicisi. Con la roba che dopo che ho guardato per due ore il tour manager ho scoperto perché mi era famigliare: è lo stesso di Carl Barat.
  • Sabato invece son andata vicino casa a vedere i Lava Lava Love, che ormai stan diventando il gruppetto di radionation visto che 2/4 fanno radio da noi. Noi? Boh, vabbè, continuiamo. Dicevo, son andata a vederli suonare e all'inizio ci siamo abbracciati che sembrava ci conoscessimo da secoli e abbiamo iniziato a parlare di cazzate. Poi loro hanno suonato, e son stati bravi. Peccato che si sentisse maluccio nella direzione dove stavo, dannata roba tecnica del posto. Ma son stati lì, allietanti l'animo. Poi abbiam fatto l'intervista in salafrighi, ed è stata così sconclusionata che si dovrà fare un editing della madonna.
  • Domenica ho fatto anche la radio.

Declini delle società occidentali.

Andando in palestra, ieri, nella borsa mi sono dimenticata i calzini di ricambio. Ho l'ansia delle robe dimenticate: si capisce dai tre costumi da bagno, il maglioncino in più, la t-shirt doppia, le tre paia di mutande, il reggiseno scrauso di scorta. E invece no, i calzini no, li avevo dimenticati.

Come fare quindi? Sono quelle cose per noi che sudiamo estateinverno come persone normali dentro un bagnoturco è un problema. Vi dico solo che dopo essermi asciugata i capelli ho passato il momento di sconforto e preso i suddetti reduci dall'allenamento e li ho asciugati col phon. Il disgusto, l'orrore, l'abbattimento.

Ora ne vado a mettere sei in borsa, subito.

E non è che ha torto.

"Although depression and anxiety are horrendous, they have shaped me as a person. And maybe I wouldn’t want to write songs if I wasn’t like this."           

Matthew Murphy – The Wombats

Ora non so che dire, ma essendo un po' nella stessa situazione sono arrivata a pensarla come lui. Ed è un po' orrendo prendere il nostro stato di depressione come coperta di Linus. Però ecco, ha ragione. Se poi pensate che lui ha un gruppo con le canzoni più fighe, leggere, e ballabili possibili e io invece in giro sorrido e sembro un tipo rassicurante capite anche il nostro casino.

Oh, se è tavernello poi…

Io non capisco la fatica che vi hanno inculcato pensando che scrivere è un lavoro pesante. Può esserlo quando hai anche da ragionare cosa scrivere. Ma dai, d'esempio, chi lo fa tutti i giorni sui quotidiani? A parte che, almeno quando scrivo sulla Gazzetta di Parma mi vien sempre da pensare che il pezzo che ho scritto non lo leggerà nessuno oppure finirà come coprilettiera del gatto tra la sabbietta e la plastica…

Detto questo: ogni volta che scrivo un pezzo in venti minuti perché si erano scordati a dirmelo o non so, altre cose d'urgenza, tenendo sempre a mente l'adagio "rem tene, verba sequuntur" in meno di venti minuti, io e lo schermo, riusciamo a scendere a 2000 battute comprese correzioni etc etc.

Qui poi parliamo di una generazione di lavoratori della parola che sono entrati facilmente, non come adesso che tutti vogliono scrivere e l'editoria è in crisi, e che han studiato per quello. Gente che dice: "ho da scrivere due pezzi, ora apro due bottiglie di vino". Gente che lima, che sta lì, che credo che anche per scrivere un post stia lì a smenarsi su come essere più arguta o ribloggabile su tumblr. E invece poi ci siamo noi che siamo sempre stati abituati a scrivere cose così, di getto. Che il digitale ci ha abituato che tra due minuti una cosa è già vecchia. Io ho paura dei media cartacei italici, perché nessuno capisce questo. C'è una scissura paurosa che separa noi e voi. Solo che voi avete la nomea, noi no. Il web viene visto qualcosa come ancora che non vale un cazzo. E da un po' fastidio. Però è come ricordare che ci sono quotidiani di merda e siti di merda. Però questa distinzione non vale. Non so, quindi quanto possa essere bello dire di essere blogger e poi diventati scrittori quotidiani o rivistici altrove. In altri paesi è "wow", qui è "embé". Noi, voi. Però io almeno rispondo alle email.

[per scrivere questo post ci sono voluti 4 minuti, compreso farsi un caffè con la nespresso e risposto a cose su twitter]

La voglia di avere le pareti quelle spesse spesse spesse.

Sono diverse notti che le passo in bianco o faccio davvero fatica a dormire. Quindi sento tutti i rumori del mondo. Già io normalmente fatico a prendere sonno se c'è rumore di fondo, per poi dormire come un sasso (ve lo può dire lei, una volta a casa sua mi ha detto "qui sotto si sono litigati e tu non hai sentito nulla? Io sono venuta a prendere i tappi per dormire")

Il fatto molto semplice è che dal mio letto io posso sentire che dalla parete di fronte il vicino russa. Ossia non russa nella parete, cavolo: sta là nel suo letto, ma quanto pare 'ste pareti divisorie sono di sputo e cartongesso, e posso sentire distintamente tutto il suo russamento e apnee. Ed è uno strazio. Io non so voi donne come fate a convivere con gli uomini che russano. Io quando ci avevo papà che russava nella stessa camera d'hotel in vacanza gli tiravo di tutto e gli urlavo per farlo smettere. Credo che una volta anche una bibbia addosso al letto. O il telefono? Boh. Comunque dopo ha capito che in ferie insieme doveva prima lasciare che mi addormentassi io e poi farmi usare il bagno prima di lui. Quindi si conviveva. Ma boh.

Oh, se ne è sentito di peggio eh, tipo anche coiti fintissimi e deludenti in cui volevi spiegare a entrambi come fare, oppure il pomeriggio si sente che ululano (lo giuro) al bimbo piccolo o si esprimono a lui in suoni gutturali che al confronto passare al livello "io tarzan tu cita" saremmo già al Master. Però ecco, cazzo, voglio dormire. Oh.

"Fa bene almeno se ne scrive, che esterna".

Principalmente credo che il mio grosso problema è che nella mia idea io già dovevo essere morta e invece no.

In questi ultimi giorni credo che stia dormendo poco e nulla, a livello tre ore se tutto va bene. Non riesco a dormire deliberatamente e quando ci riesco mi sveglio con un senso di angoscia. Del resto, sono di quel partito (poi scoperto numeroso) delle persone che prendono gli ansiolitici con la caffeina. La cosa bella è che siamo tanti, e non capisco perché. Cioè, io lo capisco perché per quanto riguarda me ed altre persone di cui conosco le cose. Ma ogni volta che vado dal medico mi fa: "la vedi la fila qui fuori? questi non ci hanno mica nulla. Questi sono messi anche peggio di te, vengono qui per essere rassicurati, mica hanno nulla, solo così, disagio esistenziale"

Mh, il disagio esistenziale che fa arrivare spesso i treni in ritardo.

In realtà sono molto migliorata: non mi va più di ammazzarmi, perché in realtà so che mi andrebbe male in tutti i modi. Quindi meglio stare a letto, senza reagire, fissando il soffitto, immobili.
Alla fine a me spiace che a voi che mi volete bene, perché sennò io boh, son sulla via della vegetalizzazione. Non me ne frega più un cazzo. Non trovo motivi per cui esaltarmi. E non ne esco, ma sinceramente non so se sia un problema.

Sparse, ma arriviamo a otto.

  1. In questa settimana potrei percorrere un casino di km, anzi, sarà così. E io che volevo rimanere a letto a piangere.
  2. Un mio amico ha detto "vado alla Blogfest ché ci sarà da ritirare i premi". Io penso di non aver vinto nulla. E per di più gli 85 euro della doppia me li spendo in benzina. Tipo che domenica io e le mie amiche dobbiamo ancora capire dove cazzo suona Sondre Lerche a Milano. Ho sbagliato: stasera ho detto a una che mi sa che poi non è così geek "quando arrivate geotaggatevi". Domenica girerò come una cogliona per Lambrate.
  3. I Macchianera blog award. Probabilmente non ho fatto nessun post perché volevo vedere se qualcuno si ricorda di me. Poi perché non mi ero neppure accorta esistesse quest'anno la categoria blog personali, che ci doveva essere invece l'anno scorso, fu congiunta con quella vipz e quindi Bordone mi asfaltò di voti. Ora penso che se han votato oltre 13000 tizi è difficile che voi entro oggi recuperiate. Sicuramente manca il mio voto: a vedere millemilacategorie mi è passata la voglia.
  4. Io devo sto peregrinare tra concerti a quest'uomo. Non ricordo se l'abbia mai ringraziato abbastanza.
  5. Ormai riesco a mettere in ogni discorso, almeno una volta al giorno, o i Muse o Budapest: reincontrando la mia amica conosciuta all'evento mtv-play4stop a Budapest con gli Editors, beh… Ecco, però le son piaciuti i Friendly Fires. Anche se io le ho parlato di Budapest, prima.
  6. Non sono la band della vita ma la gioia che ti danno i Friendly Fires a un concerto, ahò, ce ne fossero.
  7. Il mio pupazzo ha un paio di scarponcini di lana nuovi. E' fighissimo.
  8. Avessi avuto un euro tutte le volte in cui la gente mi dice "come hai fatto a lavorare con quello" ora avrei riempito la fontana di Trevi.