‘sto twitter, ‘sta internet. Che cosa pericolosa. (rotfl, certo)

franfiorinologia
Qualcuno ha già fatto la battuta sull'epicentro nei luoghi natii bersaniani?
#terremoto Ml:4.5 2012-10-03 14:41:28 UTC Lat=44.75 Lon=9.63 Prof=32.2Km Prov=PIACENZA
— INGVterremoti (@INGVterremoti) October 3, 2012
Pensate che mi ero sdraiata un attimo sul letto e pensavo si muovesse dai miei spasmi muscolari. E invece.
[BASTA CAZZO BASTA, DA GENNAIO, BASTA]
Pe pe pe pe pe pè.
La #Juventus è imbattuta in campionato da 45 gare
— JuventusFC (@juventusfc) September 29, 2012
Si diceva ‘na volta su it.sport.calcio.juventus che noi juventini che pascevamo nel Lazio eravamo più lazialotti, di tendenza se si doveva favorire qualcuno al derby. Ergo aggiungeteci le dichiarazioni di Zeman e figurate la mia soddisfazione.
Posso fare la tesi su Pete Doherty?
Ieri sera ero al Corallo di Scandiano. Credo che sia stata testimone di una cosa un po’ alla “alzati e cammina”. Perché ecco, ero lì che ho detto verso le 23 che mi sa che adesso inizierà pure a cantare. ‘sta cosa dei concerti che iniziano tardi. Ma ecco, oh beh, oh ma sale uno. E chiccazzo è? E’ davvero Pete? Pare un impiegato del catasto. Pare. Mh, diverso? Ma come l’hanno ripulito. Neppure la voce inizialmente sembra la sua.
Io ammiro profondamente Doherty come musicista. Riuscissi io a suonare come lui dopo un bicchierazzo di lambrusco ingollato giù come se fosse sprite e due Margarita. Almeno tra le cose bevute sul palco. Rimanere in piedi, riuscire a “palleggiare il cappello”, dare solo una testata al microfono per aver sbagliato le misure e stop. Alla faccia di quelli che annullano concerti per caghetta e vomitino: lui quando arriva a fartelo il concerto -ossia se non lo arrestano prima o se non è in rehab- te lo fa. Infatti da quando ha ingranato male all’inizio dopo è riuscito a fare ottanta minuti filati senza cazzate e stecche. Con una sola pausa per firmare autografi. Io boh, quell’uomo deve averci degli enzimi che invidio abbestia. Dite che se gli chiedo se posso fare la tesi su di lui e che la tesi è di medicina interna mi tira qualcosa?
Ma ecco.
Dovrebbe apparire logico che lì dentro tu non c’entri un cazzo, ma ormai ci sei e proverai a divertirti, ti scrollerai nuovamente di dosso quell’aria malinconica che anche tu quasi cominci ad odiare. E’ semplice andare alla serata inaugurale della stagione invernale del Cabiria, ficcarsi dentro il lounge ambient di questo posto che si chiama come il personaggio di un film di Federico Fellini, alzare la testa e lasciarsi inondare dalla tempesta di progressive house pompata dalle casse appese al soffitto, perdersi nel flusso inconsistente ed assordante di voci e braccia e visi e parole e contatti e sguardi, ondeggiare leggero dentro questa marea densa. Alla consolle ci sono i deejay di All Hands Group che mixano frenetici musica su musica, al centro c’è la vox microfonata che grida ed incita e cerca il gruppo più scatenato, intorno c’è qualcuno che fa delle foto da pubblicare il giorno dopo su internet. E’ semplice utilizzare il foglietto di carta che ti hanno dato in cambio di sette euro per prendere un campari-gin, notare che ci mettono dentro molto poco gin, accorgerti che non ti fa proprio nessun effetto. Bevi e pensi a come poco prima V. ti ha detto quasi ingenuamente che tu assomigli al suo “amore segreto”, vedi che ogni tanto lui si avvicina leggero, vedi a come sul divano fatto con grosse canne di bambù lui si appoggia lentamente a te. Provi a guardarvi dall’esterno e non ti pare male come coppia, senti la sua consistenza ed il suo odore, decisamente non ti pare male. Bevi e pensi per un attimo che sia M., ti accorgi che ogni volta che M. ti affiora nella testa ti viene su una specie di rabbia condensata che si diffonde lungo tutto il corpo e che devi contenere a fatica. Bevi e ti guardi intorno, certe volte l’esperimento che fai è tentare di capire la vita e la storia di chi ti trovi di fronte, puoi vedere tranquillamente mescolati tra loro i giovani universitari, i giovani lavoratori, quelli in camicia e maglioncino a V, quelli vestiti di pelle, le ragazze molto truccate e molto poco vestite, i quarantenni in giacca e cravatta, quelli vestiti “con capi trendy che poi son dei capi orrendi” (come Elio insegna), quelli palestrati con magliettina aderente, quelli che ti mettono in lista e camminano sorridendo e stringendo mani. Bevi e ti rendi conto che sei un anonimo tra gli anonimi, un “number” e non una “face” come direbbe il caro vecchio Errique B., pensi che non te ne frega niente, pensi a come al tg hai sentito che Robbie Williams si lamenta perchè ha un patrimonio equivalente a 170 miliardi delle vecchie lire e questo non gli permette di fare una vita normale come tutti i ragazzi. Pensi che lo prenderesti volentieri a pugni. Non ricordi ogni quanti secondi un bambino nel mondo muore di fame, devono averlo ripetuto nello stesso tg però pensi che non è difficile smettere di cantare, dare tutto in beneficenza e fare la vita di un ragazzo normale. Quando torni a casa non è semplice smettere di pensare, puoi solo mettere su tutto il rock migliore che possiedi, isolarti dalle vibrazioni meccaniche della macchina, alzare il volume della JVC e passare lento attraverso la notte.
No, ma va tutto bene.
Ho bisogno di ferie, fondamentalmente. Sono in balia della forte voglia di picchiare qualcuno, ma pare brutto. Ad esempio i miei vicini di casa. Per dirvi: i miei vicini di casa si svegliano di solito alle 3 e mezza o le 4 di mattina per litigare. E prima non è che non hanno fatto rumore. Devono capire, tipo, che i muri sono molto sottili, tale che io riesco a distinguere le apnee in mezzo al russamento dell’uomo che ci abita. Ha delle apnee di 5 secondi e quasi mi verrebbe voglia di dirglielo. Poi mi dico “ma chi gli sta vicino non se ne accorge?”. Pare di no.
In tutto questo i miei vicini pare che abitino in duecento in una casa. Una densità che non si vede neppure in Giappone. Densità tale che fa sì che la nonna urli al nipote (ma è normale che ‘sto figlio non esca mai di casa? e che non parli ancora?) come notoriamente in maremma si fa al cavallo distante per farlo fermare. Un suono soave che alle 7 di mattina o anche prima risuonerà svegliandovi con un AAAAAOOOOOH melodico che vi farà affrontare con un vorticoso giramento di balle tutta la giornata.
Capite che questo è uno dei motivi per cui mi gira male. Tre giorni fa sono arrivata a capire moltissimo Olindo e Rosa. Ma si può? No.
COMUNICATO SINDACALE
Il sottoscritta
alla luce dei ripetuti martellanti e pleonastici servizi giornalistici e televisivi sul controesodo, sulla pallosissima sindrome da stress che colpisce un italiano su tre al rientro dalle vacanze (una vergogna nazionale che colpisce solo gli intervistati di Italia 1), sulle terrificanti esperienze in coda sulle varie autostrade italiane per tornare a casa dopo un mese di abbronzatura esotica e magari anche no, ma pur sempre vacanza,
tenuto conto
di avere trascorso contro la propria volontà l’intera estate senza grandi vancanze e con ottimi motivi per essere di pessimo umore
comunica
di non provare solidarietà alcuna per chi è al rientro dalle vacanze estive, per chi è già rientrato e per chi rientrerà,
che si riserverà il diritto di essere particolarmente stronza con chi si permetterà di sbuffare o mostrare anche un lontano segno di depressione da rientro,
fa sapere
di non provare solidarietà alcuna per chi ha patito le pene dell’inferno in coda al rientro sulla A4 o in attesa dell’aereo all’aeroporto di Malindi “in mezzo a tutti quei negri”,
altresì ufficializza
di meditare vendetta tremenda vendetta per i mesi invernali, andando nell’altro emisfero
vieppiù precisa che
qualora oggi mi trovaste particolarmentre stronza, o vogliate contestare qualche mia opinione o – peggio ancora – siate d’accordo con me potete inserire il vostro indirizzo e-mail nei commenti e potrete assistere privatamente alla stura del contenitore che comprime l’incazzatura del sottoscritta da diverso tempo a questa parte. Lo stesso indirizzo da voi fornito verrà eventualmente anche inserito nella mailin’ list che prenderà il titolo di “saluti dall’Oceania, lì che tempo fa?” quando schiatterete di freddo e tristezza quest’inverno… a meno che non vogliate unirvi in una pernacchia oceanica nell ‘urlare come dei fessi “I-ta-lia-uno!” a cavallo di un canguro…
Ci siamo ispirati a Skrillex, ai Dalek, e al cinguettio primaverile del Martinpescatore.
In primis REGISTRATE TUTTO CHE VENERDI’ HO DA FARE: pare che venerdì sera i cialtroni del Devon si esibiscano alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi. Insomma, è tutto segreto ma per fughe di notizie in puro stile “mio cuggino” (tipo “un tizio ha retwittato la tipa di tomkirk che ha detto che”) pare sia così. Poi magari non so, è tutta ‘na strunzat e ce li vediamo alla cerimonia di chiusura, che però notoriamente è quella che fregacazzi a tutti, anche se gli admin del forum ufficiale continuano a dire che è il 12. Ma ecco: venerdì registratemi tutto.
E l’esibizione dovrebbe essere sempre molto low profile in linea con la sobrietà dei Nostri: un palco esagerato suonando Map of the problematique, Uprising e Survival. ‘Na cosetta a modo, insomma.
Per di più è uscito il nuovo numero di NME, e al solito quel giornale di trollonzi rincoglioniti (ah, quando una volta poteva essere un punto di riferimento) li copertinizza assieme ad altri album fighi che usciranno nei prossimi mesi.
Diciamolo chiaramente: io sto ancora aspettando che una warner a caso me lo faccia ascoltare ma la vedo molto male. Sì, è un appello disperato.
Ma ecco, l’anticipazione a NME. Per questo ringraziamo molto Musemuseum che si è sobbarcato il resume e la scansione dell’intervista: Continue reading “Ci siamo ispirati a Skrillex, ai Dalek, e al cinguettio primaverile del Martinpescatore.”
Us vs them
C’è sempre questo cazzo di ragionamento a blocchi contrapposti che mi da noia. Noi e loro. Noi meglio, loro cacca. Non c’è voglia di confrontarsi o capire se c’è del buono. No, quindi ci sono i giornalisti e i blogger che non si capiscono a vicenda e gli anziani che non capiscono i giovani.
Tipo un giorno fa in coda un fotografo mi ha detto che lui i dischi li colleziona da anni, “i giovani d’oggi non sanno della musica e conoscono solo wikipedia”. Che non c’è cultura lì, come la aveva lui. Tutti lì a correre e consumare gli mp3 senza magari sapere chi fossero gli Stone Roses.
Anzitutto in anni di portiere d’hotel ho capito una roba. In discorsi del genere, come del resto qui su internet, è inutile controbattere. Ti guarderebbero male. Dacci ragione. Poi magari escitene con.
“no, il problema è che la musica non viene considerata come arte: quindi come alcuni che parlano di architettura e devono sapere che quello è un arco a sesto acuto, molti devono avere le basi di cose anche se non piacciono loro”
Da lì la conversazione è morta.
There's no place like home.
Ieri i vicini per un certo movimento all’interno del palazzo hanno chiamato i carabinieri. I caramba, a Parma, gli han detto “no, guardi non abbiamo nessuno da mandare oggi che è domenica. Grazie”.
Insomma: se volete fare crimini fateli dal lunedì al venerdì sennò il fine settimana abbiamo problemi, ecco.
Da lì i vicini, sempre per questo certo movimento [APERTURA DI PARENTESI: la vicina. Perché gli inquilini del primo piano oltre a bestemmiare non riuscivano a prendere altri provvedimenti: alzare la cornetta del resto non è uno sforzo domenicale. Capisco bene] hanno chiamato la polizia. Che è tipo arrivata in tre minuti. Al quarto minuto è arrivato anche l’Esercito.
Le mezze misure.
[Per la dicitura “un certo movimento” confronta i vecchi post del genere!]