You pushed it all so you'd never see it

Sapete che non so come spiegarlo. So che spesso le persone mentre stavo poco bene leggevano qui e dicevano “ma sul blog non l’ha detto”. Non ho più voglia di dirlo, qui sopra. Una volta mi lasciavo andare, scrivevo qui perché non avevo persone di cui fidarmi. Poi succedono queste cose, come ha detto Enrico, che un po’ ti fanno scremare anche gli amici. Ti fanno capire chi vale davvero avere vicino e chi invece era zavorra, paccottiglia, teste di cazzo. Certo, sarebbe meglio non avere cernite così dolorose, laceranti. Ma ecco: ci siamo passati tutti. Cosa ho io più di voi? Che lo grido. E ad alcuni di voi fa schifo.

A me no. Penso che le persone per essere davvero forti debbano urlare le sconfitte e le gioie in pari modo.

La canzone che c’è sopra è una di quelle che da sette anni o più, quando riesco ad ascoltarla, mi tappa il pianto e non mi fa più pensare al nero che ho dentro. Come quando mi pare all’inizio della seconda stagione di Dexter lui parlava dell’oscurità che aveva dentro e tutti dicevano che lo capivano. No, magari solo chi ha un buco nero ancora più grosso riesce a sentire nello sterno un’oscurità che dilania anche altre persone. Altri no, non capite. E’ oscena, è brutta, ti consuma. Non ti lascia sola se non in piccoli momenti. E’ brutta.

 

Non scrivo da un po', ma ho la giustifica.

Stamani sono andata a votare alle 7. Più che altro perché non ho dormito un cazzo, non ci riesco da giorni, non mi viene neppure con le medicine. Ho una tensione e un’insoddisfazione che potrebbero dare carburante all’intera regione.

Però è bello vedere tante cose:  tipo vedere che la mattina non c’è un cazzo di nessuno se in giro ha nevicato, perché nessuno sa affrontare la neve. Che in fondo la strada è libera, quindi anche sticazzi della neve. Che l’aria si respira bene. Che c’è una grossa scritta contro la gazzettadiparma sul muro di via Saffi, davanti al concessionario della di lei pubblicità. Che ci sono meno cacche di cane. Che la gente nella mia regione la mattina prima di andare al lavoro va lì alle 7 e qualcosa a votare. Che non c’è un cazzo di nessuno in giro e puoi attraversare anche col semaforo rosso perché tanto le macchine non si vedono neanche da lontano.

Cose così.

Ma non va benissimo eh.

Bicicletta, voluta, pedala, cose lì.

Va che roba.

Questa cosa simile a un cono anticerume o a un camino di inceneritore (pun intended) era l’avvenieristico albero di natale grillino costato dodicimilaeuroivainclusa.

Dice che comunque già l’illuminazione a pedali non funziona più. Non so.

No: no non so. Piuttosto non fatemi dire.

[bella l’IMU parmigiana al 6 per mille eh. No, ma è vero che prima si son mangiati tutto, ma adesso ve mangnate tutto a me. Che dire.]

Il problema coi cimiteri.

Prima di frequentare medicina ero molto più schifettosa. Poi fino dal terzo anno ho capito benissimo che se non abbiamo la peste bubbonica sia oggi che il colera domani è essenzialmente sì una questione igienica, ma anche di Culo™. Dove per Culo™ va a significarsi quella identità impregnante e dominante l’Universo a cui non si può non prescindere.

L’ho capito anche quando sei lì che vedi le autopsie ed insomma, sembra di essere alla Vuccirìa: ti pesano il fegato, ti squartano con le cesoie comprate all’Obi, ti ributtano dentro le cose a caso e ci mettono un po’ di segatura a rimpolparti e darti un tono per quando il becchino poi ti deve vestire per metterti in camera ardente, dove poi ti devono mettere tanti fiori attorno per far piangere i parenti e quelli che non ti avevano cagato fino al giorno prima MA adesso togliendoti dalle palle sei diventato tanto buono ed ecco sì… sei un po’ tra un quarto di bue e un manichino dismesso dalla fu Upim, via.

In questo caso la nostra essenza pantocratica che abbiamo chiamato Culo™ si va a manifestare in sala settica con te che non vomiti sebbene tu abbia saltato la colazione. Che è bellissimo: perché per non vomitare per l’odore di carne (del resto una delle sostanze che si sprigiona e arriva ai vostri osmofori, i cosi che vi fan sentire le puzze nel naso e che avvertono il cervello di ODDIO LA PUZZA, si chiama putrescina) andata un po’ a male noi tutti ci si mette il vicksvaporub sulle narici per non venire meno. Perché poi magari svieni e lì sul marmo ecco, ok che hai il necroforo a portata, però parebrutto.

Ah, e io sono allergica al vaporub.

Ma un attimo.

Questo voleva essere un post sul che bello però girare i cimiteri se non hai coinvolgimenti emozionali, ma mi sa che mi son persa.

Per il resto mi sembra bello che se voi non avete tipo 10000 euri per fare una bellissima statua da mettere al vostro sepolcro cimiteriale e quindi farvi ricordare per aver finanziato una forma d’arte che voi vi facciate cremare dopo aver donato gli organi. Perché donando gli organi il vostro corpo non viene spaccato come sul banco dell’ipercoop, ma addirittura drenato, ricucito e cose così. Io lo dico per voi eh. Essenzialmente il mio sogno è morire sublimando nell’anno 2095, mentre guardo una puntata di Voyager.

Oh, beh, mi faranno santa. Checculo.

C’è un grosso problema in questi giorni: sembra che ci sia una gara febbrile a farmi girare i coglioni in modo indicibile. Proprio sbroccare, sbarellare, incazzarmi, fare la cover del video di Hysteria dei Muse dove il tizio (figo) spaccava tutto nella camera d’hotel.

Io se non lo faccio è perché ricordo ancora quanto mi sono costati e quanta fatica ho fatto per montare ‘sticazzo di mobili ikea, diciamocelo.

Però ecco, è così. Uno deve cercare scorciatoie, deve spellarsi i maroni, deve dire “ok, adesso scrivo così e mi sembra una cosa ragionevole e inappellabile anziché passare direttamente al fanculo”. E non lo so, lo faccio ancora senza prendere medicinali che mi portino della tranquillità. Non sto diventando zen, tranquilli: ma è così che nascono i serial killer.

[evitatemi la prossima settimana. Per il vostro bene. Sisamai]

Non ho molto tempo per scrivere ma vi dico:

  1. Anche De Agostini fa uscire da adesso le statuette del presepe. Nulla contro: a me o’ presepe piasce. Ma la musichina mi sta facendo odiare tutti, anche perché è caldo ancora.  Checazzo… non posso già pensare al natale, che angoscia.
  2. Ma secondo voi l’esondazione di Lourdes non è un po’ un segnale divino? Tipo anche basta, ragà? Oppure sono segnali divini, le catastrofi naturali, solo quando capitano in regioni comuniste?
  3. Abatantuono che doppia l’orso Vodafone: la volta buona che veramente cambio compagnia.
  4. Ho pensato che, come per gli eschimesi c’è un casino di parole per indicare la neve, nella mia zona di origine c’è un troiaio di termini per indicare il prodotto del venire alle mani. Perdonate quindi, in caso, qualsiasi mio atto di violenza praticato dalle mie mani.
  5. La mia vita è scandita e governata dal mio intestino. Sì: una vita di merda.

Colsi, non, le rose.

Non amo che le cose che potevano essere e non sono state.

Se penso che per l’ennesima volta dobbiamo rinunciare a tutto e quel rinunciare non è per colpa mia ma per fottute cause esterne i miei rimpianti si moltiplicano. Come vorrei avere solo rimorsi, invece. E neppure quelli.