Lo faccio solo per far incazzare Beggi.

Volevo comunicarvi (ne potevate far benissimo a meno, lo so, ma del resto tutto quello che scrivo è palesemente inutile, siete voi che leggete, il crimine è diviso a metà) che io e i miei 1695 post non abbiamo una grande intenzione di passare a wordpress, a un dominio proprio [a meno che esista a breve l’estensione .an sì da registrare http://fr.an ché mi garba] e menate varie per malcelata pigrizia.
E braccino corto.
E abitudinarietà…

[se mi date due ore trovo altre scuse eh]

La bella lavanderina.

Ecco, oggi è giornata di promozione.
Buzzparadise mi manda la prima campagna da quando sono iscritta, e stavolta devo dire che lo fa con una cosa molto utile a tutti noi giovani single (e qui riprendiamo una simpatica cosa: l’arte del bucato. Noi durante Radiosglaps di domenica ne abbiamo parlato ampiamente, quasi anticipatori di tutto ciò. Anzi, seguendo il trend di domenica dovrei dire vaticinatori) ma anche a voi donne di casa: il widget meteo di Dash.
Difatti epoche fa esisteva un sito che si chiamava tipo stendibiancheria, e ci diceva l’umidità e quanto sole c’era per stendere il nostro bucato. Boh, a me piaceva tanto. Però ecco, mi si informa che la Dash ha fatto un coso che ti permette di vedere quando è meglio stendere i panni. Se volete scaricarlo andate sul sito, io già l’ho messo eh. Secondo me è utile.
[se per quello ordino anche il dosatore ora, dopo il salto il banner della campagna. Son cose]
––

Post a pagamento: Boss Fragrances.

Amici.
Per la seconda volta vengo qui a farvi una marchetta per la quale stavolta prenderò soltanto 20 dollari (una fame, ma mi ci ripago le cuffie ungheresi). La cosa che mi perplime è che per la seconda volta devo fare un post su un azienda di profumi. Spero che non sia perché si è sparsa una notizia non vera: quella vera, per intenderci, è che a me le fragranze garbano. E quindi eccoci nuovamente a parlare di Boss Fragrances.

Al solito qui non mandano nulla da odorare, anche se, qualora vogliamo, possiamo chiedere il campione omaggio qua (quello vecchio è arrivato, è una cartolina. La potete mettere in mezzo ai libri brutti e odorarla quando vi vengono le nausee da studio).
Ricordiamo che le fragranze BOSS profumi rappresentano l’essenza della mission della moda di Hugo Boss: Fiducia, potenza, mascolinità, raggiunta sia professionalmente che privatamente.
Profumi che in questo caso si rivolgono al pubblico maschile, ma non c’è da dimenticarsi le fragranze femminili. Profumi, quelli della Boss, diversi anche a seconda delle stagioni e della calura presente nell’ambiente: sulle scatole ci sarà presente qualsiasi consiglio su usare o meno i profumi in quale stagione e come sfruttarli per far sentire la fragranza al meglio.

Son cose.

Come uno sglapser è più funzionale di un blogger.

Panorama della ex vasca, Villa Malenchini

Domenica, per sfoggiare il mio stilosissimo colore verdino di viso e nero sottogliocchi (cosa che se mi vedesse Morgan mi copierebbe il makeup, anzicheno) e per sfruttare i tagliandi omaggio (invero li avevo altri due, ma nessun altro blogger parmense ne ha profittato) dati dalla casa editrice locale (ma non come blogger: come partecipante a ehm concorsi) me ne sono andata a vedere Carignano.

[fico, son peggiorata e sembra l’incipit di uno dei temini delle elementari. Argh.]

Io sotto il nome di Carignano ricordavo solo cose intorno a Torino. E cose intrecciate ai Savoia. Invece è una piccola frazione a una ventina di chilometri, continuando da Parma la strada Montanara (raggiungibile in bici o, per l’evento, con una navetta dal parco Cinghio). Per notizie maggiori su posto e su manifestazione qui e qua.

Più che altro, più che la manifestazione De Gustibus in se mi interessava far le foto alla Villa Malenchini, visto che è aperta per matrimoni ed eventi soltanto.
Cose da segnalare:
a) la guida ambientalistica era preparata, ma mi ricordava tutte le cose studiate per biologia vegetale. Quindi, già sapendo le cose, dopo 8 minuti me ne son andata. Potrei quindi pensare di fare il concorso al prossimo bando.
b) l’organizzatrice dell’evento era scortesissima. Di certo, fosse stato per lei non avrei acquistato nulla. Ed ho benedetto di non aver pagato l’ingresso, se i soldi eran destinati in parte a lei. Spero di non incrociarla più qui in altri eventi.
c) Non è una fortuna fare una esposizione di salumi con una ventina di gradi di caldo. Io mi son indirizzata su grappe e vini per l’acquisto, difatti.
d) da segnalare, oltre tutto il set di foto qua, una bancarella di cuneesi che aveva tra le varie cioccolate anche arnesi dei mestieri fatti totalmente in cioccolata. Ma fatti così bene da sembrare veri, oh.

[questa è la dimostrazione del vero resoconto del consumatore, mica come quando ti mandano le cose a casa, e te blogger ti devi appecorare per fargli la marchetta. Qui ci ho trovato luci ed ombre. Molti degli espositori avevano prodotti di qualità e ho preso i loro contatti, ed è stato positivo per quello. Ma se l’organizzatrice era stronza mi sento liberissima di dirlo. Tipo Mystery Shopper, vah.]

CYNYSMO e SNOBYSMO.

Direi che è d’uopo esprimerci in merito all’ordinanza del sindaco di Assisi e schierarci a suo completo favore.
Non partitemi dalla menata che essendo nella città del santo poverello, quello che si andava a infilare negli speculi della terra per sentirsi in comunione con la natura e pregare, ‘ste cose non vanno fatte eh.
Una cosa è essere francescani/pronti ad aiutare il prossimo e l’altra è ritrovarsi gente che magari si miracola alla fine della giornata dopo essere stata zoppa per ore (mi dicano il santo che pregano, sisamai).
Ora, io ricordo sempre la mamma di una mia compagna di liceo, che erano americani e battisti. Lei diceva che non faceva l’elemosina, ma lasciava da mangiare. Ora, questa, per me che ragiono un po’ come una genovese/scozzese/ebrea suonò ai miei neuroni come una paraculata fighissima. Così, non solo ripulisci la dispensa dall’inutile [tipo i cerealix in vista della scadenza] ma fai un gesto nobile nonché non alimenti la malavita.
Ganzo, eh?

Non è solo questione di decoro del luogo e della città (cioè, quello è il minimo. Da più noia il turista ammerrigano che si mangia un materasso di pizza e sta in canottiera e pantaloncini più infradito coi rotoli di adipe in mostra eh) ma è questione di giramento di coglioni del cittadino.

In un luogo austriaco abbastanza prossimo al confine italiano infatti ho deciso di non entrare in una chiesa dacché c’erano fuori l’unica entrata due mendicanti che addirittura ti aprivano la porta e ti stavan lì con la mano a questuare. Non avendo le monete arroventate tipo Marchese del Grillo ho desistito dall’avvicinarmi altrimenti avrei reagito leggermente male.
Odio le costrizioni.
Io, l’elemosina a quelli che mi stanno attaccati alla gamba o al braccio come cagnetti in calore, non gliela faccio.
E io sono il tipo che torna indietro a lasciar soldi a chi sta in un angolo senza rompere il cabbasiso eh.

Eppoi c’è la caritas, checcazzi.
[tanto presto ci troveremo a pranzare tutti lì, continuando così]

Ratman medico (son cose).

Ratman dottore.Fumetteria TuttoFumetto, rassegna Schizzi d’autore, Parma.
Ore 15: una coda inimmaginabile di ragazzini e meno ragazzini.
Ripasso dopo un’altra ora, peggio. Ma decido (ehm, non io, mi ha invogliata mia mamma) di rimanere. In realtà tutto ‘sto casino, a fumetteria ancora chiusa, era per un autore di fumetti un po’ famoso, tal Leo Ortolani, autore di Rat-man.

Un centinaio circa di persone, bimbi che si infilavano dappertutto e cercavano di saltare la fila, due davanti a me che han passato il tempo a limonare e a farsi le sigarette che andavano a fumare uno alla volta tenendosi il posto (e lei si chiamava Erica, con la C). Clima così, simpatico, parecchio caldo e un festival dei microbi e bacilli ovunque. Sotto fondo, oltre le chiacchere, radio uan-nescion-uan-stescion a palla.
Tre ore circa di coda. Vi dico solo che per uscire il proprietario ci ha aperto, perché aveva sbarrato tutto ed eran le 19.
Lui è simpaticissimo, occhi vivaci, voce alla Bordone parmigiano e battuta pronta.
Prima di me ho sentito cose del tipo "mi fai rat-man NARUTO?" o "mi fai un rat-man in versione Volverine? … lo conosci no?".
Quando arrivo io mi son sentita quasi troppo normale a chiedere un rat-man medico, infatti lui mi guarda e mi fa: "che specializzazione?".

Inutile dire che il disegno me lo incornicio e me lo mettero nel futuro (rotfl, futurissimo) studio medico, per distogliere l’attenzione dalla laurea ovviamente.

Per l’altra dedica conquistata col sudore della fronte citofonare diqquà.

Pacificamente, serenamente, siamo uomini, ma anche donne, ma anche sglapsers.

blogdailyfinaleNotare le iniziali della testata. PD. Io, che da quando ho sentito che Uolter ha scelto "Mi fido di te" di Jovanotti ho pensato che allora erano meglio i Vianella con "core mio, core mio, la speranza nun costa gniente… quanta ggente cià taaanti sordi e l’ammore noo. E stamo mejo noi, che nun magnamo mai".
Dicevo però, è presente una mia intervista (la prima da blogger) su Parmadaily. Abbiate pietà, ho risposto ad ore vampiresche e non sapevo cosa rispondere.
Sì, son cose.
P.s. La fotina da annunciatrice è bella, nevvero?

Fattore Gnocca.

Daniela_elle, vicina di Twitter, mi ha segnalato che per la (mmm, boh, quante sono?)… che son finita su City, pagina 17, nella sezione un blog al giorno di Stefano Gallarini.

Temo sia l'unico regalo di natale.

Soprattutto lodi e petali di rose per aver sdoganato sulla stampa bauscia il termine sglapser. Ché già lo vedo l’inventore, oltre che a piangere per disgrazie sue personali, frignare per non aver messo il copyright, sicché finalmente potevamo diventare ricchi, eh.

Ora, però, oltre a segnalare (iononsonosuperstiziosa) che la pagina, che potete trovare nel pdf. è la diciassette vorrei porre un punto di discussione, a voi fedeli e intelligenti lettori del giornale Fran.

Perché finisco sulla stampa quando si parla sempre di passera, e non come cognome di economista, politico o quel che era?
La cosa mi preoccupa eh.

Cioè, non è che mi preoccupa, ma prima la Hunziker un anno fa, ora la Bruni… certo, va bene, però ehm, coff. Son cose. E stranamente cose sempre pensate con l’Autore. Ora, va bene che gli scemi vanno a copp… coff.

Grazie a tutti, d’ora in poi dovrò fare la colonna dei successi: e ora voglio la citazione di Signorini a Verissimo e sono apposto eh.

Faccio del mio meglio.

Panariello al Teatro Regio.

Spero che ora il mio rapporto con Panariello subisca una brusca frenata.
Quando una sa a memoria il repertorio di Giorgio Panariello, o perlomeno il 70% di quello proposto in «Faccio del mio meglio», attuale spettacolo teatrale del comico tosco… ecco una se le pone le domande.
Perché una cosa è capire l’attacco di una canzone dei Muse e dirlo alle vicine di concerto in Arena di Verona, un’altra è capire che sta per arrivare Naomo in scena ed essere l’unica ad essersene accorta al Regio.

Capitemi.
Io che l’unica volta che avevo visto Panariello dal vivo egli ci aveva indosso la tuta, ed era il primo anno di tv su raiuno. Io bevevo l’acqua santa di Chianciano alle terme, lui che faceva uguale. Io che mi produco in un "uh, Panariello". Lui che si nasconde come se io fossi chissà che e io che vado a mangiarmi un cornetto (brioche, per voi nordici).
Io che avevo scambiato Renato Zero a Parigi per Panariello che si esercitava oltralpe ad imitarlo (anche perché, sfido anche voi, ma sentendosi dire da Renato in persona riguardo al passeggiare per Parigi e non sentirsi i kilometri nelle gambe: "nì, qui mica è come girà ppè roma, coi sampietrini che te massacreno", a me qualche dubbio verrebbe eh).
Io, che ho attaccato manifesti di Panariello due volte in sei mesi.
Io, che ho avuto l’infanzia oltre che segnata da Bonolis che discetteva con Uan, io ce l’ho avuta segnata anche da Conti e Panariello ad Aria/Vernice Fresca.

Lo so, beceri, non mi capite.
Iniziamo dalle critiche. Prima quelle che non c’entrano col Giorscgclunei de noantri: i miei vicini di palco erano due rompicazzi assurdi ai quali ho augurato chirurgicamente le peggio cose.
Lei, bionda, isterica, parlava continuamente di tutto e tutti. Commentando addirittura le persone in platea fila per fila e paragonandole ai loro conoscenti. Lui, e la buzza di lui, erano spaparanzati nel palchetto coprendo qualsiasi visuale. Io, io mi trattenni da qualsivoglia commento e anche dal chiedere "oh giovane, ti sposti che io ho pagato come te?" ma decisi una cosa. Mi misi come corpo morto addosso alla sua seggiola facendo del mio meglio per scassargli le balle e scatenare un casus belli. Da lì mi sarei prodotta in un:
– "se lei si producesse meno in posizioni sbragate alla Caccamo qui c’entreremo tutti. E non si illuda che io le sto addosso: non è il mio tipo".
– "scommette che lei entro due minuti sentirà un capogiro che la farà cadere improvvisamente da questo secondo ordine di palchi alla platea facendosi un po’ male?"
Ma mi sono trattenuta e son stata tremante (per motivi di salute) addosso ad ello per due ore circa. Credo di avergli fatto del bene, nel senso che minimo minimo se funziona la vibrazione come dicono nelle televendite ello deve aver perso circa 3kg.

Panariello secondo me dovrebbe togliere due cose dallo show.
a) Pistarino: la scenetta del Pista sommelier si riprende (spoiler) solo quando poi esce Merigo l’ubriacone. Sennò prima è di una tristezza assurda.
b) la scenetta del vecchietto sulla panchina. Anche lì avessi avuto ammennicoli maschili me li sarei giocati tosto. Non so, inizialmente fa sorridere e poi piomba nella tristezza. Fate voi, già farei l’areosol col gas ultimamente, quindi sono intollerante.

Poi non anticipo tante battute, ma segnalo, che ne so, uhm poi la battuta sull’auditel, che a lui da fastidio perché è come se il signore della prima fila facesse l’amore con la su mogliela sera stessa, cosa alquanto improbabile, e la signora il mattino dopo a colazione facesse "AAAAAAAAAH AAAAHHH"
Poi secondo me ha fatto una cosa carina, nel senso, si è interessato a una serie di frasi in parmigiano e l’ha dette all’inizio, nonché luoghi e cose così. Tipo "ho fatto lo spogliarellista al dadaumpa" "la mia carriera è iniziata qui, ma ho smesso quando anziché le banconote negli slip hanno iniziato a strisciarmi la carta di credito". Ecco, son cose. Se vi capiterà di vederlo vale.

[le precedenti puntate del Panariellogate le vedete qui e qui. Videi orrendi qua. That’s all folks]