Il parco nazionale delle dune olandesi: dove la natura collega la città al mare

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Sulla costa del Mare del Nord, fra spiagge ed entroterra, intessuto in stretta connessione con le grandi città (L’Aia è raggiungibile in tram), si trova il Nationaal Park Hollandse Duinen (Parco Nazionale delle Dune Olandesi). I Paesi Bassi devono la loro esistenza a queste dinamiche dune. È il luogo in cui il mare incontra la terra e la natura incontra la città. Un luogo dove natura, arte e cultura si fondono nella zona più densamente popolata dei Paesi Bassi, dove è anche possibile avvistare una foca a breve distanza. L’accostamento di paesaggi naturali e artificiali rende questa zona assolutamente ‘olandese’.

 

Dune ricche di storia 

Questo paesaggio si è formato più di 5000 anni fa, a seguito dell’aumento del livello del mare. È un luogo in cui sono ancora visibili e percepibili alcune parti della storia olandese. Vi si trovano ad esempio antichi serbatoi d’acqua a torre, antiche dimore di campagna o resti del Muro Atlantico, la linea difensiva costruita dalla Germania durante la Seconda Guerra Mondiale per prevenire le invasioni dal mare. L’uomo ha svolto e continua a svolgere un ruolo fondamentale nel mantenere vive le dune olandesi. La pesca, la coltivazione di bulbi, l’estrazione dell’acqua, l’agricoltura e la costruzione di serre sono solo alcuni esempi dell’attività dell’uomo. Quest’area è riuscita a crescere grazie a sempre nuove iniziative e cogliendo opportunità e possibilità uniche. Ciò si riflette nelle soluzioni intelligenti come i parcheggi nascosti sotto le dune a Katwijk e la protezione costiera come il Sand Motor, di cui vi parleremo nella prossima newsletter.

 

Una diversità compatta di cui non ci si annoia mai

Con oltre 6800 specie, la biodiversità del parco è smisurata: le dune sono un ambiente assolutamente necessario per la sopravvivenza di piante e animali. Il Parco è una combinazione di foreste, distese di dune e campi di fiori. Con oltre 4.500 ettari di preziosa natura, 36 chilometri di spiaggia, decine di meravigliosi villaggi, campi di tulipani mozzafiato, dimore signorili e innumerevoli musei ed edifici storici, il Parco offre una sensazione di totale libertà.

Al suo interno è possibile rilassarsi e ricaricarsi: dalle scuole di surf dove noleggiare tutto il necessario per lanciarsi all’avventura e sfidare le onde, ai numerosi musei, meta degli appassionati d’arte antica e moderna, il Parco vanta diverse offerte culturali e sportive adatte ad ogni esigenza. Gli amanti della natura incontaminata possono visitarlo accompagnati da esperte guardie forestali che svelano ogni curiosità e dettaglio sulla flora e sulla fauna del parco nazionale.

 

www.nationaalparkhollandseduinen.nl

 

Alcuni esempi di esperienze che si possono fare nel Parco Nazionale delle Dune Olandesi


Trailrun a Noordwijk

Nella località balneare di Noordwijk si può percorrere un “trail run” della lunghezza di 20 chilometri. Il percorso attraversa la natura selvaggia del parco nazionale Hollandse Duinen, passando da pendii sabbiosi a sentieri stretti. Lungo il percorso ci sono buone possibilità di incontrare cervi e daini. A causa della diversità del suolo e delle altezze, è un percorso ideale per chi vuole fare allenamento di corsa pesante.

https://www.staatsbosbeheer.nl/Routes/hollands-duin/trailrun-hollands-duin

 

Museo Voorlinden

Tra le dune di Wassenaar, circondato da foreste, prati e acqua, si trova il museo Voorlinden. Un museo di arte moderna e contemporanea con mostre temporanee e un giardino di sculture. Oltre ad essere un museo, Voorlinden è anche una tenuta aperta al pubblico in cui scoprire la sua ricca natura. Nelle sue vicinanze si trova inoltre la riserva naturale Meijendel. Una vasta area naturale di dune, ricca d’acqua che qua e là vede la presenza di bunker risalenti alla Seconda Guerra Mondiale. La sabbia della riserva naturale Meijendel è sempre in movimento e forma pertanto un paesaggio in continua evoluzione. http://www.voorlinden.nl

 

Seguire il vento sulle dune di “Houwaarderduin”

A Houwaarderduin, a nord di Noordwijk, gli amanti della natura possono godere di un’ampia vista su dune, pinete, e sul mare e se si è fortunati, passeggiando nelle ore serali, si possono incontrare volpi e cervi www.noordwijk.info/uploads/media/57b71fce61ec2/kustwandeling-12km-nederlands.pdf

 

Il paesaggio de Coepelduynen

Il Coepelduynen è un piccolo ma caratteristico paesaggio alternato di dune chiamato anche “il paesaggio del villaggio di mare”. Qui in passato tra le dune gli abitanti dei villaggi marini facevano essiccare le reti da pesca, coltivavano patate e facevano pascolare il bestiame. Oggi queste dune sono una variegata riserva naturale con molte specie di piante rare, tra cui muschi e funghi rari.

https://www.natuurzuidholland.nl/gebieden/coepelduynen

 

La vita e le origini di Vincent Van Gogh nel secondo tour esperienziale a Zundert

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Nederland, Zundert, 11-09-10 Van Gogh Huis. © Foto Merlin Daleman

Zundert, città natale di Vincent Van Gogh, è un bel posto per un tour, e ne avevamo parlato in una sorta di prima puntata. Intitolato “Tour nella terra nativa di Van Gogh: le radici del maestro” , esso è la seconda delle tre Esperienze a Impatto Sociale (Social Impact Experiences) dedicate a Vincent Van Gogh e lanciate da AirBnb, in collaborazione con Van Gogh Brabant, per stimolare i viaggiatori a seguire le tracce dell’artista nella caratteristica regione del Noord-Brabant. Fu proprio qui che Van Gogh visse e trasse ispirazione per le sue prime opere. La seconda di queste esperienze si svolge a ZUNDERT.

Peter Dictus, produttore teatrale nato nel Brabant e guida locale, ha tratto ispirazione dalla vita e dalle opere di Vincent Van Gogh fin dalla più tenera età. Durante questo tour sarà proprio lui ad accompagnare i visitatori alla scoperta delle radici dell’artista, dove e come è cresciuto e quale fu l’influenza che Zundert e i suoi dintorni esercitarono sulle sue opere.

Questo tour condurrà il visitatore in una parte molto speciale della città natale di Vincent, darà la possibilità di visitare luoghi unici e partecipare al racconto di episodi inediti della vita del pittore.

Punto di incontro sarà la Vincent Van Gogh House, dalla quale si partirà per la visita alla canonica in cui il padre di Vincent assolse al proprio dovere di pastore per 22 anni, proseguendo nell’adiacente cimitero in cui è sepolto il fratello Theo. Dopo una passeggiata nel giardino in cui Van Gogh giocava da bambino, seguirà la visita alla Vincent van Gogh House, la casa natale di Vincent Van Gogh. Non si tratta di un classico museo, ma di un vivace centro artistico e culturale in cui si assiste a una presentazione permanente molto coinvolgente della vita e delle opere di Vincent Van Gogh dal titolo “Vincent van Gogh – le radici di un maestro”. Qui Peter svelerà i retroscena dell’infanzia di Vincent, grazie anche alla possibilità di accedere ad alcuni luoghi non conosciuti al pubblico.

Ulteriore tappa sarà la scultura dedicata a Vincent e al fratello Theo, famosa in tutto il mondo, scolpita da Ossip Zadkine, inaugurata il 28 maggio 1964 da Sua Maestà la Regina Juliana dei Paesi Bassi.

https://www.airbnb.co.uk/experiences/714253

2019 l’anno dedicato al Secolo d’Oro scoprire il Secolo d’oro nella Delft di oggi

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Il Secolo d’Oro fu un periodo di grande prosperità dal punto di vista economico, delle arti e della scienza. In nessun altro luogo, il Secolo d’oro fu più visibile e tangibile che nella città di Delft.

Passeggiando oggi lungo gli antichi canali del centro storico, si percepisce ovunque il ricco passato della città e la costante presenza del Secolo d’oro.

 

Nel 1602 la città ebbe un ruolo importante nella fondazione della VOC (la Compagnia olandese delle Indie Orientali) e fu una delle sei città che potè vantare una Camera della VOC. Famosi maestri olandesi come Johannes Vermeer, Pieter de Hooch e Carel Fabritius vivevano e lavoravano in questa città. Delft ebbe inoltre un ruolo chiave nella scienza durante il questo periodo di fioritura. Nacquero proprio a Delft scienziati come Hugo de Groot, Reinier de Graaf e Antoni van Leeuwenhoek che ancora oggi vengono ricordati in tutto il mondo per i loro importanti contributi scientifici. Infine, il famoso Delft Blue ebbe origine proprio in questa città nel 17 ° secolo.

 

Per l’anno tematico dedicato al Secolo d’oro, la città ha inoltre sviluppato una speciale linea di prodotti legati al tema tra cui i biscotti del forno De Diamanten, preparati secondo l’antica ricetta, la birra Golden Age del birrificio Bierhistorie Delft, il caffè Miss Morrison, il cioccolato VOC del rinomato negozio De Lelie e il formaggio alle spezie di Boerderijzuivel & meer .

 

Estate d’Oro

Gli eventi che si terranno durante l’estate 2019 avranno un tocco particolarmente dorato con attività speciali per grandi e piccini.

 

https://www.delft.com/enter-the-golden-age

 

Sesso sociale: come i social media stanno cambiando il sesso – LELO presenta i dati della ricerca

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LELO, brand leader nel settore dei sex toy, che ha un seguito social media di circa 250.000 persone, ha intervistato il pubblico per vedere come i social media stanno influenzando le nostre vite sessuali. 6.500 intervistati hanno condiviso i loro dati personali (in modo anonimo) in uno degli studi più completi sull’argomento.

Oggi LELO condivide questi approfondimenti sul rapporto tra sesso e tecnologia.

PUNTI SALIENTI

  •       Quasi tre quarti (72,5%,) degli intervistati si considerano utenti attivi di social media.
  •       Quasi un terzo (31,7%) ha avuto rapporti sessuali con qualcuno che ha conosciuto solo dai social media.
  •       Di quelli che hanno fatto sesso con qualcuno che hanno incontrato attraverso i social media, due terzi (65,8%) hanno detto che l’esperienza era “esattamente ciò che si aspettavano”.
  •       Di quelli che non hanno mai fatto sesso con qualcuno conosciuto grazie ai social media, oltre la metà (50,3%) ha dichiarato che lo farebbe.

Oggigiorno gli smartphone e i social media stanno certamente cambiando il modo in cui comunichiamo, ma non solo: sempre più persone usano la tecnologia per esprimersi sessualmente, attraverso fotografie, sexting e appuntamenti.

 

Dei 6.500 intervistati:

  •       Il 19,3% ha pubblicato un’immagine sui social media che è stata scattata durante il sesso.
  •       Il 33,3% ha utilizzato i social media in modo specifico per organizzare un appuntamento di sesso.
  •       Il 58,5% include il sexting nelle loro vite sessuali.
  •      Il 22,4% mantiene un account di social media “segreto” per motivi sessuali.

 

I social media, quindi, sembrano un modo efficace per collegarci e conoscere le persone e, nonostante tutto, non entrano sempre anche in camera da letto,anzi, un imponente 87,4% dichiara di non controllare i social media dopo il sesso.

Il Brand Manager di LELO, Stu Nugent, ha dichiarato: “Che epoca stupefacente quella in cui viviamo! Grazie a quel costoso pezzo di silicio e vetro che portiamo tutti nelle nostre tasche, possiamo interagire direttamente con le nostre celebrità ed eroine preferite, tenerci aggiornati con le notizie e trovare un partner sessuale compatibile ovunque e in qualsiasi momento. Fino a un paio di anni fa, l’utilizzo dei social media – o addirittura dei siti di appuntamenti – sembrava essere qualcosa di cui vergognarsi. Ma penso che stiamo tutti iniziando a capire che la verità è esattamente l’opposto: i social media stanno diventando una parte intrinseca della nostra espressione sessuale, e decidiamo di conseguenza.”

I social media sono dunque un’opportunità di sviluppare nuove relazioni, anche a letto, LELO raccomanda comunque sempre di utilizzarli con la massima cautela negli incontri e nel comunicare contenuti e informazioni personali o fotografie di cui non si ha l’autorizzazione, per vivere appieno e consapevolmente il sexting e il sexdating.

 

Scopri il mondo LELO su >> https://www.lelo.com/it

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Un avventuroso pernottamento nella natura: ecolodge nel Parco Nazionale De Biesbosch

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L’ostello Stayokay Dordrecht, situato ai margini del Parco Nazionale De Biesbosch, ha recentemente inaugurato l’originalissimo alloggio Ecolodge per un pernottamento indimenticabile a contatto diretto con la natura e con l’acqua, all’interno di una casa galleggiante.  Ecolodge è una modernissima struttura mobile dentro al parco nazionale de Biesbosch, disegnata dal designer Marijn Beije. Un “Floatinglodge”, unico nel suo genere tra acqua, uccelli e natura incontaminata.

Un alloggio unico nel suo genere, per tre persone, dotato di WC , terrazza sul tetto e una torre di avvistamento. Le ampie vetrate offrono una vista completa della natura circostante per godere al massimo della flora e fauna che il Biesbosch ha da offrire. E per avventurarsi nel parco nazionale ci sono canoe e biciclette a disposizione degli ospiti.   

L’Ecolodge può essere prenotato dal 1 aprile al 31 ottobre. Il prezzo della struttura parte da 70 € per notte, nel quale è compresa la prima colazione che però verrà servita nel vicino ostello Stayokay di Dordrecht, dove sarà possibile anche fare la doccia. L’alloggio è prenotabile sul sito

https://www.stayokay.com/nl/hostel/dordrecht/kamers/ecolodge

L’Airborne Museum di Oosterbeek dedicato alla battaglia di Arnhem

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Il 6 giugno 2019 si celebra il 75esimo anniversario dello sbarco in Normandia: una delle più grandi invasioni anfibie della storia, attuata dagli Alleati in una fase decisiva del secondo conflitto mondiale, ovvero allo scopo di aprire un secondo fronte in Europa (dopo quello orientale, in carico all’Armata Rossa), di recuperare i territori occupati dai nazisti e quindi di dirigersi verso il cuore della Germania stessa. Il 6 giugno del 1944 è passato alla storia come D-Day in inglese, in Francia Jour-J.

Sarebbe trascorso ancora un anno (con centinaia di migliaia di morti, tra militari e civili, da ambo le parti) prima che l’Europa nord-occidentale venisse finalmente restituita alla libertà e alla democrazia.

Una delle battaglie più cruente fu quella di Arnhem, che si svolse a settembre 1994 durante l’Operazione Market Garden, quando divisioni aviotrasportate britanniche e polacche vennero incaricate di impossessarsi del ponte sul Reno di Arnhem. I soldati vennero però paracadutati troppo distanti dal ponte, quindi il grosso delle truppe non lo raggiunse mai, mentre solo un piccolo contingente riuscì a farsi strada verso il ponte, sebbene non riuscendo a conquistarne entrambe le sponde.  

Il museo Airborne Museum ‘Hartenstein’ di Oosterbeek racconta questa tragica vicenda: la collocazione da sola merita il viaggio, perché Oosterbeek si trova a meno di 5 km da Arnhem e l’edificio museale ospitava, ai tempi dell’Operazione Market Garden, il quartier generale britannico. Presso l’ex quartier generale inglese si possono seguire da vicino le esperienze dei militari britannici, polacchi e tedeschi, nonché dei civili che vivevano nel terrore. Indimenticabile la pluripremiata Airborne Experience (900 m2), che rende la sensazione di trovarsi nel mezzo dei combattimenti e rivivere la battaglia di Arnhem in prima persona.

Clicca qui per scoprire di più sulla Liberation Route https://www.holland.com/it/turismo/storie-dolanda/percorso-della-liberazione/percorri-la-liberation-route-europe.htm

 

Airborne Museum Hartenstein

Utrechtseweg 232

6862 AZ Oosterbeek

Tel 0031 26 3337710

www.airbornemuseum.nl

Tour privato sui tetti di Rotterdam: una spettacolare prospettiva sullo skyline

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Rotterdam ha più terrazze di qualsiasi altra città dei Paesi Bassi: 14.5 milioni di metri quadri di esse sono al momento inutilizzate, un milione nel pieno centro della città. Tale ricchezza è in parte dovuta al fatto che lo skyline della seconda città olandese è frutto della grande opera di ricostruzione avvenuta nel periodo post-bellico, in seguito ai bombardamenti del maggio 1940, che risparmiarono solo il Municipio, le Poste Centrali, la Borsa e la Chiesa di San Lorenzo. Proprio questa, unico edificio di epoca medievale, è uno degli oggetti delle scenografiche  foto che si potranno scattare grazie al tour privato sui tetti di Rotterdam, progettato appositamente per Inside Rotterdam da Esther Wienese, autrice del libro “Rotterdam Rooftops”, pubblicato nel 2017. Nel libro, Esther Wienese, esperta in comunicazione nell’ambito dello sviluppo urbano sostenibile, accompagna i propri lettori lungo un percorso su cinque esclusive terrazze, spiegando la loro origine e quali siano i loro rapporti con la “sottostante” città.

 

Il tour parte dall’ufficio del turismo all’interno della Stazione Centrale di Rotterdam. Dopo una breve introduzione sul tour, sui rooftop del centro di Rotterdam e degli edifici e relativi tetti collocati intorno alla piazza della Stazione, si visita il tetto più lungo dei Paesi Bassi e un nuovo edificio che avrà – una volta ultimato – quattro tetti particolari. Di nuovo sul piano strada, si percorre la storica via dello shopping dei Paesi Bassi, si visitano due piazze e quindi si termina il tour nella piazza della Stazione, ospiti del primo bar sul tetto di Rotterdam.

Questo tour è particolarmente interessante, stimolante e informativo. Si vive la città da una prospettiva diversa e si impara tutto sul ruolo cruciale dei rooftop multifunzionali delle città resilienti.

 

Il tour in breve

 

Dettagli:

  • Punto di partenza/di arrivo: Stazione Centrale di Rotterdam
  • Durata: 2,5 ore/intorno ai 4,5 km
  • Lingue: olandese e inglese
  • Prezzo: 29 € a persona, con un gruppo di almeno 10 persone

www.insiderotterdam.com

Orto urbano e niente sprechi al The Green House Economia circolare nella città di Utrecht

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Nel sempre più vasto e variegato panorama dei ristoranti di tendenza di Utrecht si distingue il nuovo The Green House che racchiude in un unico concept un ristorante, una fattoria urbana, un green hub e una terrazza cittadina.

Il ristorante si trova a pochi minuti a piedi dalla Stazione Centrale, zona che ha visto negli ultimi anni una grande trasformazione.

The Green House è un ristorante basato su principi circolari: niente rifiuti, un edificio temporaneo e cibo rigorosamente “a chilometro zero”. Un perfetto esempio dell’interesse della città verso una svolta ecologica.

 

Orto urbano sul tetto del ristorante

In cucina, gli chef preparano gustosi piatti con ingredienti freschi e genuini, provenienti dall’orto urbano costruito appositamente sul tetto dell’edificio o al massimo dai dintorni di Utrecht.

La natura green del ristorante è evidente anche al momento del conto: è possibile infatti pagare solo con carta di credito, i contanti non sono accettati.

L’edificio

L’edificio è completamente realizzato con materiali riciclati e altamente resistenti. Qui si cerca di riutilizzare ogni materiale e il rivestimento in vetro, proveniente dalla ex Knoopkazerne, è solo uno degli esempi. Inoltre, l’intero padiglione può essere smontato e rimontato, permettendo alla struttura di essere trasferita, donandole così una natura temporanea. La città di Utrecht incoraggia e facilita iniziative come questa, che fondono iniziativa pubblica (gli spazi sono stati messi a disposizione dall’Agenzia Immobiliare del Governo Centrale, Rijksvastgoedbedrijf) e privata (gli investimenti privati ​​ammontano infatti a 2,5 milioni di euro).

 

Sostenibilità ambientale e gestione delle risorse

Il progetto The Green House ha creato tra 30 e 40 nuovi posti di lavoro e dispone di postazioni di workstation autonome, a disposizione di chi abbia bisogno di una base temporanea dove lavorare. Un modello di business completamente circolare diventa possibile anche grazie alla gestione delle risorse.

The Green House non è solo sinonimo di sostenibilità verso l’ambiente. In collaborazione con The Colour Kitchen, il ristorante si pone l’obiettivo di trasmettere anche un importante messaggio sociale: il suo staff è infatti formato al 20% da talenti che hanno recentemente perso il lavoro e hanno bisogno di un piccolo aiuto per trovare (di nuovo) la propria strada sul mercato del lavoro.  

https://www.thegreenhouserestaurant.nl/

Zigzagando in bicicletta, attraverso la Cechia

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E’ tempo di salire in sella. Nonostante qualche ultima bizzarria climatica, è arrivata la bella stagione e l’invito è a scoprire la Repubblica Ceca -tutta, anche la più nascosta- pedalando senza fretta e senza limitazioni, godendo intensamente di ogni paesaggio. Ce n’è davvero per tutti i gusti e le gambe. E si possono fare anche incursioni oltre confine…

Intramontabile, ecologico, divertente, “panoramico” e salutare. La bicicletta è il mezzo di trasporto perfetto, soprattutto in vacanza. Lo sanno bene in Repubblica Ceca, dove il cicloturismo è praticabile comodamente e in totale sicurezza lungo numerosi e variegati itinerari –anche transnazionali- per bike e mtb che solcano il Paese in lungo e in largo. Centinaia di chilometri ciclabili su territorio urbano, in campagna e in montagna, alcuni assai rinomati a livello europeo, consentono di setacciare ogni angolo di Cechia: moderne metropoli e città storiche ma anche pittoreschi borghi rurali, colline ammantate di vigneti, fiumi, laghi, campagne coltivate, prati e boschi, fenomeni naturali e capolavori architettonici.

La ciclabile Becva
Orgoglio della Moravia, la pista scorre panoramica lungo il fiume Bečva, che nasce nei monti Beskydy e sfocia in pianura, gettandosi nel fiume Morava, dopo quasi 160 km. L’itinerario ne segue il corso quasi per intero: inizia tra gli scenari ondulati dell’area verde protetta dei Monti Beskydy e scende lentamente verso la pianura, seguendo il fiume. Proprio per le caratteristiche non impegnative del percorso, è particolarmente adatta alle famiglie con bambini. Oltre ad ammirare lo splendido paesaggio, si ha l’opportunità di visitare uno dei primi e più grandi musei europei a cielo aperto: quello di Roznov pod Radhostem, con oltre cento edifici di architettura popolare locale, sotto tutela. Si passa anche accanto alle terme di Teplice nad Becvou: bevendone l’acqua benefica, si reintegrano i minerali persi pedalando… Infine, sempre a proposito di sorprese del sottosuolo, ecco le grotte di aragonite di Zbrasov, nelle immediate vicinanze delle terme.

Tra i vulcani spenti
I Monti della Boemia centrale, a nord di Praga, sfoggiano cime e colline vecchie di milioni di anni. Al centro scorre il fiume Elba. A svelare questo paesaggio unico e variegato, è una splendida pista ciclabile, lunga circa 100 km. Inizia ai piedi del monte Rip, per terminare a un soffio dalla Germania. L’itinerario è vario e modulabile: ponti e traghetti permettono di attraversare il fiume in più punti e di improvvisare un percorso in base al proprio estro e alle proprie esigenze. Il consiglio è comunque di non tralasciare una visita al castello di Decin, che domina l’Elba. A Decin, così come a Hrensko, si ammira inoltre una singolare città rupestre. Litomerice è invece una città storica, che conserva le antiche mura medievali, la Cattedrale di S. Stefano e numerose gallerie e musei. Struggente e imprescindibile una tappa a Terezin, la fortezza del XVIII secolo, oggi monumento alla memoria e reduce da un recente restauro, che i nazisti trasformarono in un campo di concentramento per gli ebrei di Boemia.

In Boemia meridionale, tra borghi sospesi nel tempo
Punteggiata di paesini di campagna dove il tempo pare essersi fermato, la Boemia meridionale garantisce la rete di piste ciclabili segnalate più fitta della Repubblica Ceca. Attraversano in lungo e in largo un paesaggio di stagni, viali orlati di alberi secolari, villaggi pittoreschi e città storiche. Oltre naturalmente a numerosi castelli: a Cervena Lhota, Hluboka e Cesky Krumlov (sotto tutela Unesco) e tanti altri. Patrimonio dell’Umanità Unesco, il villaggio di Holasovice è unico per il suo stile barocco rurale. La pista più lunga è la ciclabile della Moldava, che inizia sulle colline della Selva Boema, vicino a Kvilda, e termina al castello di Zvikov e tocca alcuni tra i più bei monumenti della regione: Cesky Krumlov, che è un capolavoro al di là del suo castello, il monastero di Vyssi Brod, il castello di Rozmberk  e il monastero di Zlata Koruna.

Tra i monti di Vysocina
A solcare la regione di Vysocina, che prende il nome dalla catena montuosa al confine tra Boemia e Moravia, sono quasi 2500 km di piste ciclabili, che si snodano tra prati fioriti e bellissimi monumenti. Tra le più popolari, quella che va da Zdar nad Sazavou a Pribyslav, ricalcando il percorso di linee ferroviare dismesse. Tra le meraviglie di Vysočina facilmente raggiungibili con le due ruote, la splendida chiesa di San Giovanni Nepomuceno sul Monte Verde, a firma dell’architetto barocco Santini, inclusa nella lista Unesco. Ma anche il castello di Pernstejn e il complesso del monastero e castello di Zdar nad Sazavou con l’originale Museo della nuova generazione. Le piste ciclabili, però, conducono soprattutto attraverso aree paesaggistiche bellissime, come quella protetta delle colline di Zdar, ben attrezzata turisticamente. Le cosiddette Piste del bisonte, un sofisticato sistema di circuiti tematici, conducono infine alla scoperta del territorio intorno a Bystrice nad Pernstejnem.

L’Europa passa di qui
Da non dimenticare, poi, che la Repubblica Ceca è al centro dell’Europa… geograficamente, storicamente e anche in fatto di circuiti cicloturistici internazionali. Passano infatti di qui alcune delle più importanti ciclovie transnazionali: la Greenway Praga-Vienna, il tracciato paneuropeo Praga-Pilsen-Parigi e il sentiero della Cortina di Ferro, che ricalca il vecchio confine tra Europa Est e Ovest. Parte invece proprio dalla Repubblica Ceca la Via dell’Elba (quasi 400km, da Praga a Dresda), un tuffo nella storia, prima lungo la Moldava e poi lungo l’Elba. Inaugurata solo da un paio d’anni, infine, è arrivata anche una ciclabile che ricalca l’antico percorso della ferrovia che collegava la città boema di Slavonice e quella austriaca di Dobersberg (13km), parte di quello che, una volta ultimato, sarà noto come il Ciclocircuito Thayarunde: 90 km di collegamento con anche le città di Waidhofen, Raabs an der Thaya e Pisecna.

Tutto per i biker
Non solo itinerari e ispirazioni. In Repubblica Ceca per ciclisti e cicloturisti c’è molto di più. Un bel numero di bike-park e tracciati per downhill innanzitutto, ma anche alberghi amici, officine attrezzate, centri noleggio, agenzie per tour guidati, ciclobus oltre a treni e battelli su cui è possibile viaggiare con le due ruote al seguito… Per non parlare della possibilità di ristorarsi dalla fatica con una cucina golosa e robusta, di rinfrescarsi con un’ottima birra e di premiare infine le stanche membra con benefiche acque calde o un massaggio nei tanti, storici stabilimenti termali cechi.

5 nuovi hotel in Norvegia che valgono il viaggio

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Amerikalinjen. Photo: ©Francisco Nogueira.

Il 2019 si sta delineando come un anno importante per il settore alberghiero norvegese, tra nuove aperture e importanti ristrutturazioni.

Il 1 marzo è stato inaugurato il Wood Hotel, l’edifico in legno più alto del mondo, una struttura contemporanea costruita con materiali locali. Si trova a Brumunddal, sulle rive del lago Mjøsa, raggiungibile da Oslo in poco più di un’ora di treno. I suoi 86 metri di altezza offrono una vista incredibile sulla natura circostante. Le camere sono 72, più una suite, distribuite su 18 piani.
www.frich.no

Il 1 marzo 2019 ha riaperto anche il Clarion Hotel The Hub, dopo importanti lavori di restauro. Situato nel cuore di Oslo, è il più grande albergo della Norvegia, con oltre 800 stanze e 22 sale meeting. L’hotel vanta una particolare attenzione alla sostenibilità, prefiggendosi lo scopo di ridurre il suo impatto ambientale.
www.nordicchoicehotels.com

Dopo una ristrutturazione durata 3 anni e costata quasi 150 milioni di dollari, il 1 aprile 2019 ha nuovamente aperto i battenti l’Hotel Britannia di Trondheim che, con le sue 5 stelle, entra a far parte dei Leading Hotels of the World. Risalente al 1870, l’hotel è sempre stato punto di incontro per locali e personalità di spicco come politici, esploratori e artisti internazionali. Chef del ristorante è Christopher Davidsen, vincitore della medaglia d’argento al Bocuse D’Or 2017.
www.britannia.no

Questa primavera ha visto anche l’apertura del nuovo boutique hotel Amerikalinjen di Oslo. L’albergo si trova in quello che in origine era il quartier generale della compagnia di navigazione The Norwegian America Line che nel XX secolo trasportava in America merci e persone. Il restyling, curato dallo studio di Oslo Kritt Architects, ha conservato lo stile grandioso dell’epoca e molti dettagli originali a tema marittimo.
www.amerikalinjen.com

Lo scorso 2 maggio è stato infine inaugurato il Mandal Hotel, l’albergo più meridionale della Norvegia, a Mandal. La struttura, costruita fronte mare, riflette la cultura marittima e industriale del posto. Tutte le 83 camere offrono una vista magnifica e le terrazze panoramiche consentono agli ospiti di godere del sole del Nord e della brezza dell’oceano.
www.mandalhotel.no