Hike with Pride! Fai escursionismo con orgoglio!

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Foto © Monica Langen

I berretti colorati creati dalla DNT, l’Associazione Norvegese di Trekking, rendono il flirting ancora più facile nelle montagne norvegesi. Indossando il berretto verde per i single o il nuovo berretto arcobaleno creato per il Pride (il “Pride beanie”), può scoccare la scintilla.

Il responsabile dell’Associazione Norvegese di Trekking Dag Terje Solvang, che è gay, condivide i suoi consigli sul flirting e sui migliori sentieri in Norvegia.

“Credo che l’outdoor sia l’ideale per flirtare”, dice Dag Terje. “Io definisco ‘sostenibile’ conoscere qualcuno che ti piace in montagna piuttosto che in un bar, e l’escursionismo si è dimostrato un gradito rimpiazzo delle solite app di dating. Hai anche migliori possibilità di incontrare qualcuno quando condividi lo stesso sano interesse.”

“Il Pride beanie ha reso l’escursionismo nella natura norvegese ancora più eccitante e, se vuoi stare fin dall’inizio insieme a persone a te affini, puoi scegliere di partecipare a tour di gruppo dedicati e indipendenti. Due dei più popolari sono “Fjellgruppen” – per uomini a cui piacciono gli uomini a cui piacciono le montagne – e Lesbian Turlag. Inoltre l’Associazione Trekking Norvegese organizza tour per tutti”, dice Dag Terje aggiungendo che “fare trekking e flirtare in montagna Norvegia è una moda in rapida crescita”.

Nell’agosto 2018 l’associazione ha organizzato un evento chiamato #helenorgedaterute, traducibile come “tutta la Norvegia si dà appuntamento all’aperto” e ha anche scritto alcune divertenti regole su come provarci con qualcuno mentre si fa hiking.

Leggi l’intera storia sul trovare l’amore camminando per le montagne norvegesi qui.

La Festa del racconto a Carpi dipana il “tempo”: un weekend con Jonathan Coe, Stefano Bartezzaghi, Ferruccio de Bortoli, Marco Malvaldi, Nadia Terranova, Francesco Piccolo e molti altri

La Festa del racconto a Carpi dipana il “tempo”: un weekend con Jonathan Coe, Stefano Bartezzaghi, Ferruccio de Bortoli, Marco Malvaldi, Nadia Terranova, Francesco Piccolo e molti altri
La Festa del racconto a Carpi dipana il "tempo": un 
weekend con  Jonathan Coe, Stefano Bartezzaghi, Ferruccio de Bortoli, Marco Malvaldi, Nadia Terranova, Francesco Piccolo e molti altriLa Festa del racconto entra nel vivo, e prosegue fino a domenica 2 giugno a Carpi, Campogalliano Novi di Modena e Soliera. L’evento, giunto alla sua XIV edizione, vuole “raccontare il tempo”, snodandosi tra memoria, storia, futuro. Lo fa coinvolgendo numerosi protagonisti, tra cui lo scrittore inglese Jonathan Coe, Stefano Massini, i giornalisti Ferruccio de Bortoli e Stefano Bartezzaghi, l’attore Kim Rossi Stuart – al debutto con un libro di racconti – e perfino il fisico Guido Tonelli e il climatologo Luca Mercalli. 50 eventi e oltre 70 ospiti in tre giorni, tutti gratuiti

Una festa da assaporare parola per parola, che pone l’accento su un tema specifico, il tempo, anche attraverso il racconto, genere letterario che oggi conosce un rinnovato interesse nel nostro Paese. Raccontare il tempo è il titolo della XIV edizione della Festa del racconto, fino a domenica 2 giugno a Carpi (MO) e nei vicini comuni di Campogalliano, Novi di Modena, Soliera.
Il tempo viene indagato nelle sue molteplici prospettive: memoria, intesa come ricordi individuali e collettivi, che diventano testimonianza e narrazione; storia, come chiave di interpretazione del presente e colonna portante di un futuro tutto da costruire.
Autori, artisti e giornalisti esplorano questi aspetti, in dialogo con il pubblico, attraverso la scrittura, la musica, l’arte, per approfondire tematiche che accompagnano la nostra quotidianità e ricordare che lo scorrere del tempo è l’essenza stessa della vita.

Il tema viene affrontato insieme ai grandi nomi italiani e internazionali della cultura, come Jonathan Coe, Stefano Bartezzaghi, Ferruccio de Bortoli, Marco Malvaldi, Nadia Terranova, Francesco Piccolo, Annalena Benini, Guido Tonelli, Luca Mercalli e molti altri, con un programma di oltre 50 eventi che vede occasioni di analisi e approfondimento critico, che si allarga verso l’ambito artistico e coinvolge le giovani generazioni con una serie di iniziative appositamente pensate per loro.

Gli approfondimenti con gli autori
Venerdì 31 maggio a Carpi Ezio Mauro affronta invece la Storia con S la maiuscola, ripercorrendo le grandi vicende del nostro paese con l’occhio critico del giornalista nel suo intervento “Storia d’Italia” (ore 18.30, Carpi, tenda di piazza Re Astolfo).
A seguire, Kim Rossi Stuart presenta Le guarigioni, una raccolta di cinque racconti su personaggi curiosi, burberi, inafferrabili e irrisolti, ma anche fragili, buffi e testardi (ore 21.30, Carpi, tenda di piazza Re Astolfo).
È molto ricco il programma di sabato 1 giugno che vede, tra gli altri, uno dei padri del bosone di Higgs affrontare il mistero primo delle cose: il fisico del Cern Guido Tonelli ci conduce alle origini della vita stessa trasportandoci nel “Non-tempo da cui è nato tutto” (ore 10, Carpi, tenda di piazza Re Astolfo).
Ci salveremo? O il nostro Paese precipiterà in un nuovo Medioevo? Se lo chiede Ferruccio de Bortoli in un incontro dal titolo “Conquistare il futuro ricordando il passato”: il giornalista parla della deriva populista mettendo in luce anche le colpe e le ambiguità delle élite, della classe dirigente e dei media (ore 15, Carpi, tenda di piazza Re Astolfo).
Si continua con la nuova sfida di Marco Malvaldi, che in Vento in scatola prova a narrare il mondo dei detenuti con lo spirito della commedia all’italiana, usando il tono lieve che si riserva per le cose serissime, senza abbandonare l’ironia, il gusto del paradosso e l’inventiva che lo contraddistinguono (ore 16.30, Carpi, tenda di piazza Re Astolfo).
Soliera ospita il “Diario d’amicizia”, un confronto tra Roberto Alperoli, Alberto Bertoni, Emilio Rentocchini: tre amici, tre poeti molto diversi. A unificare i loro testi è il grande tema della memoria. Ricordare non è un imperativo ma una necessità che rimanda al rapporto intimo e profondo con il tempo, con il passato e con un presente che di quel passato si nutre (ore 18, Soliera, polo culturale Habitat).
Il pomeriggio si chiude con un sorriso, perché la vita si affronta meglio con uno sguardo “leggero”. Chiara Moscardelli e Federico Baccomo, a partire dai protagonisti dei loro recenti romanzi, raccontano la serrata ricerca di strategie per essere felici, o almeno per sopravvivere (ore 18.30, Carpi, tenda di piazza Re Astolfo).
Domenica 2 giugno la mattina a Carpi comincia con una riflessione sui tempi strani che stiamo vivendo guidata da Stefano Bartezzaghi, autore del saggio Banalità (ore 10.30, Carpi, tenda di piazza Re Astolfo).
Nel pomeriggio, Stefano Massini rende omaggio al protagonista della Festa, il racconto, con l’intervento “L’officina delle parole” (ore 16, Carpi, tenda di piazza Re Astolfo); parte da qui un viaggio fra personaggi lontani nel tempo, epopee, incontri, esperienze umane, emozioni con una sola stella polare: la potenza sempre antica e sempre nuova del racconto.
Tra gli incontri carpigiani più attesi c’è quello con Jonathan Coe su “Paesaggi contemporanei – Raccontare la Brexit”; Coe è riuscito, come pochi altri scrittori contemporanei, a tracciare il ritratto di una nazione, l’Inghilterra, attraverso magistrali affreschi in cui si mescolano la politica, la società e il fattore umano, il lato comico e quello tragico della vita. Incalzato dalle domande di Federico Baccomo, l’autore britannico prova a guardare l’attuale momento storico sotto la lente rivelatoria della letteratura (ore 18.30, Carpi, tenda di piazza Re Astolfo).
La sera di domenica 2 giugno a Carpi c’è Luca Mercalli con una riflessione sul clima, per ricordare che “Non c’è più tempo” se vogliamo salvare il nostro pianeta, ma anche che esistono modi facili ed efficaci per mettere al riparo il nostro futuro: è venuto il tempo di porli in atto (ore 21, Carpi, tenda di piazza Re Astolfo).
Il festival si chiude, come da tradizione, a Novi di Modena: l’attore, regista e scrittore Paolo Ruffini lancia un messaggio di positività con l’incontro “La sindrome di UP. E’ tempo di essere felici” (ore 21 Novi di Modena, PAC Polo Artistico Culturale).

Incontri non-stop
Poiché il mattino ha l’oro in bocca, nelle giornate di sabato e domenica lettrici e lettori della Festa possono fare “colazione con i libri” in compagnia di letterati d’eccezione come Paolo Nori o Loredana Lipperini, per scoprire e riscoprire i grandi classici del racconto negli incontri condotti dalla blogger e instagrammer Petunia Ollister.  Gli appuntamenti delle “Istantanee” sono invece momenti dedicati ai libri che procedono per “flash”: una straordinaria storia del tennis con le Vite brevi di tennisti eminenti di Matteo Codignola, e la personalissima Grande Russia Portatile di Paolo Nori.
Dopo il grande successo delle edizioni passate ritornano anche “I dialoghi del cortile”, luogo di confronto tra autori di narrativa italiana stimolati da un moderatore a riflettere sulle loro rispettive opere; partecipano autori e autrici del calibro di Simona Vinci, Beatrice Masini, Nadia Terranova, Loredana Lipperini, Annalena Benini, Giuseppe Culicchia, Margherita Oggero e Giampaolo Simi.

Eventi e spettacoli
Venerdì 31 maggio a Carpi dai ricordi si passa alla storia, quella musicale: in occasione dei 50 anni dal concerto di Woodstock, Gino Castaldo e il Wire Trio di Enzo Pietropaoli propongono la conferenza concerto “Woodstock Revolution!”, un’originale rilettura contemporanea di un evento epocale e irripetibile, che nell’agosto 1969 ha rappresentato l’apice della cultura hippie (ore 21, Carpi, Teatro Comunale).
La giornata di sabato 1 giugno a Carpi si chiude a teatro con un reading a due voci: la giornalista Annalena Benini e lo scrittore Francesco Piccolo raccontano la forza, la caduta, le lettere d’amore e l’eterna, profonda e comica differenza fra uomini e donne (ore 21, Carpi, Teatro Comunale).
A 20 anni dalla morte del più importante cantautore italiano anche Carpi tributa il suo omaggio all’artista genovese: sabato 1 giugno, in seconda serata, la band Flexus e ospiti cantano De Andrè in un concerto dedicato (ore 22.30, Carpi, tenda di piazza Re Astolfo).

Infoline: per ulteriori informazioni visitare il sito www.festivaldelracconto.it la pagina facebook e il profilo Instagram “Festa del racconto”
La Festa del racconto viene realizzata grazie al contributo di Fondazione CR Carpi e organizzata dalla Biblioteca Multimediale “A.Loria” in collaborazione con la Fondazione Campori, gli istituti culturali e gli assessorati alla Cultura dei Comuni di Carpi, Campogalliano, Novi di Modena e Soliera.

Un nuovo rapporto di Sony racconta l’impatto esercitato nel corso dei decenni dalla TV sul soggiorno di casa

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I

l report “L’evoluzione del soggiorno di casa” di Sony rivela quanto il numero dei pollici conti nella scelta del televisore e spiega l’impatto dei servizi in streaming sul nostro modo di guardare la TV

Secondo il report “L’evoluzione del soggiorno di casa”, pubblicato insieme a un sondaggio condotto su 6.000 consumatori europei e a una serie di considerazioni elaborate da alcuni esperti del settore, i cambiamenti dell’arredamento e del comportamento delle famiglie e l’avanzata dei contenuti in streaming non hanno impedito al televisore di continuare a essere l’elemento centrale del soggiorno.

Il report, che si è avvalso della collaborazione di un gruppo di esperti, tra cui gli interior designer italiani Stefano Mich e Alessandro de Pompeis,la Director del Geffrye Museum of the Home Sonia Solicari e la psicologa Emma Kenny, racconta l’evoluzione del soggiorno in funzione degli stili di vita moderni e del ruolo sempre centrale svolto dal televisore, anch’esso cambiato di pari passo con il soggiorno di casa.

Lo studio evidenzia come i televisori di oggi completino l’area living delle nostre case, ad esempio il modello XG95 di Sony, che offre un’esperienza di home cinema perfettamente aderente alle aspettative dei consumatori, e indaga sul fenomeno moderno dei servizi di streaming e dei contenuti on-demand, oltre che sulla disponibilità di schermi sempre più grandi.

Incentrato su diverse tematiche, quali l’avvento dello streaming nel soggiorno di casa e il continuo aumento delle dimensioni dei TV a dispetto della massiccia diffusione di dispositivi portatili più piccoli, il report offre un esame approfondito di come la tecnologia e la società abbiano plasmato lo sviluppo del soggiorno.

L’evoluzione del soggiorno di casa, dall’arredamento all’interazione familiare

Dal lancio del primo TV di Sony nel 1960 e con il crescere della sua popolarità, questo elettrodomestico è diventato un elemento centrale e imprescindibile del soggiorno. Nel caso specifico dell’Italia, un terzo (33%) ritiene addirittura che il televisore sia l’oggetto più importante della stanza, secondo soltanto al divano da cui viene guardato. Una tendenza che non mostra segni di rallentamento: il 64% delle persone europee intervistate ha dichiarato, infatti, di guardare la televisione tanto quanto dieci anni fa, se non di più.

A differenza di sessanta anni fa, quando le famiglie si stringevano attorno a schermi da 8”, oggi i soggiorni si sono trasformati in sale cinematografiche grazie a televisori che arrivano a 75”, come il TV XG95 di Sony.

Dalla fruizione di serie e film in streaming, modalità flessibile e senza stress, alla visione categoricamente “live” degli eventi sportivi

Nonostante la TV venga guardata con la frequenza più alta di sempre, con un tempo di visione media a persona di oltre 15 ore a settimana, la fascia della “prima serata” è destinata a scomparire in quanto solo il 6% delle persone guarda con regolarità un programma in diretta televisiva, preferendo invece lo streaming o la catch-up TV.

Il report ha inoltre rilevato che gli spettatori ora preferiscono i contenuti in streaming alla TV “programmata”. Le motivazioni addotte includono la flessibilità offerta dallo streaming, rispetto alle limitazioni imposte dalla programmazione in diretta (50%), nel caso specifico dell’Italia il 43%, la possibilità di trovare tempo per la visione dei programmi nonostante orari di lavoro più lunghi (32%) e di guardarli insieme ad amici e/o partner (31%).

L’esperta in psicologia e commentatrice televisiva britannica Emma Kenny commenta così i risultati: “La televisione non è semplicemente un mezzo che permette di usufruire di una serie di contenuti. Rappresenta numerose e diverse variabili e raggiunge gli individui in modi assolutamente unici.

Nonostante la società sia cambiata notevolmente dall’introduzione del primo televisore a oggi, molti dei nostri comportamenti sociali sono rimasti invariati. Siamo sempre degli esseri “sociali” che danno valore al tempo trascorso in famiglia e, considerata la vena nostalgica legata al “momento della TV” presente in tutta Europa, non mi sorprende che le famiglie continuino a guardare la TV insieme, come un’esperienza condivisa.

L’importanza dei pollici

Nonostante l’aumento della popolarità di dispositivi portatili, i televisori sembrano andare in controtendenza, con dimensioni sempre più importanti,

Secondo la ricerca condotta da Sony in Europa* nell’ambito del report “L’evoluzione del soggiorno di casa”, nel caso specifico dell’Italia quasi un quarto degli intervistati (il 24%) vorrebbe avere un dispositivo tra i 49 e i 55 pollici e, sempre nel nostro paese, il 29% vorrebbe un TV superiore ai 55 pollici.

Quasi la metà (48%) delle persone vorrebbe un TV più grande di quello che ha, ma sono soprattutto gli uomini ad avere questo desiderio (il 10% in più rispetto alle donne).

In realtà, possedere un televisore di grandi dimensioni è un bisogno rilevante, dal momento che una persona su dieci afferma di considerarlo tra i principali status symbol. più di smartphone e tablet (7%), abiti firmati (7%) o orologi costosi (6%). Dato che cresce al 13% – rispetto al 10% del campione europeo – nel caso specifico dell’Italia, dove si conta il maggior numero di persone che desiderano un TV migliore, con il 57% degli intervistati che vorrebbe un TV più grande.

Aggiunge Emma Kenny: ‘Che ci piaccia o no, associamo il possesso di oggetti che “si notano” a un segno di successo. Il mercato dei TV di grandi dimensioni è cresciuto, e questo lo ha reso un ambiente competitivo. Se vuoi sembrare una persona affermata con una casa moderna, gli status symbol sono importanti. Il sistema di valori per cui “più grande è, meglio è” trova nel mondo dei televisori la sua espressione più evidente.

Il salotto di casa si è trasformato in un cinema domestico, facendo sì che l’esperienza visiva sia oggi la migliore possibile. Molte persone non possono permettersi un abbonamento allo stadio per seguire la propria squadra del cuore, ma possono sentirsi come se fossero sugli spalti guardando la partita su uno schermo grande e di qualità.

Secondo Takayuki Miyama, Head of TV Product Planning and Marketing di Sony per l’Europa, “Questo report offre uno sguardo illuminante e nostalgico su come il soggiorno di casa è cambiato nel corso degli anni. La televisione ha svolto un ruolo enorme in questa evoluzione, e i televisori Sony si sono sempre dimostrati all’avanguardia dell’innovazione. Il lancio del modello XG95 rappresenta un traguardo fondamentale.

“Siamo consapevoli del ruolo centrale del TV tra le mura domestiche, per cui abbiamo voluto elaborare un dispositivo all’insegna della versatilità con sistema X-Wide Angle† integrato, per consentire ai telespettatori di sedersi in qualsiasi punto della stanza e godere di una qualità dell’immagine ottimale. Inoltre, la modalità calibrata per Netflix garantisce la massima aderenza ai contenuti così come originariamente pensati dal regista sul set, mentre la tecnologia X-Motion Clarity assicura i massimi livelli di fluidità nella visione dei programmi sportivi, insieme all’impeccabile emissione sonora del sistema Acoustic Multi-Audio. Qualora tutto questo non fosse abbastanza, abbiamo creato una gamma completa di TV di diverse dimensioni, adatti a qualsiasi casa.”

***

Note per la stampa

Sony XG95

Già disponibile, il modello XG95 è un TV LED Full-Array che offre immagini di qualità cinematografica tra le pareti domestiche.

Grazie al potente processore d’immagine X1™ Ultimate, XG95 garantisce un’esperienza di visione 4K HDR eccezionale, con livelli di dettaglio e nitidezza senza paragoni. La rimasterizzazione HDR “object-based” garantisce una migliore profondità, texture più accurate e, in ultima analisi, immagini più realistiche.

Il sistema X-Wide Angle† di XG95 è sinonimo di immagini di qualità impeccabile indipendentemente dall’angolo di osservazione e offre una qualità d’immagine migliorata, superiore alle normali capacità di un TV LCD, grazie all’esclusivo schema ottico di Sony e alla tecnologia X-Motion Clarity™, garanzia di una fluidità leader di settore per la visione dei programmi sportivi.

E per un’esperienza di intrattenimento ancora più coinvolgente, la serie XG95 vanta il sistema Sound-from-Picture Reality™ con innovativa tecnologia Acoustic Multi-Audio™ di Sony.

I TV delle serie XG95 sono dotati di modalità calibrata per Netflix, IMAX Enhanced**, Dolby Vision™ e Dolby Atmos™** per un’esperienza visiva il più possibile vicina alle intenzioni dei filmmaker.

Per una casa e un televisore ancora più smart, il modello XG95 è dotato di Google Assistant integrato***, nonché di microfono interno per il controllo vocale “hands-free”. In più, un’interfaccia utente di nuova concezione consente di accedere in modo fluido e semplice alle app preferite e alle impostazioni.

Il report

Il report utilizza i dati provenienti dalla società di ricerca di mercato One Poll che ha condotto il sondaggio e la ricerca dei dati in tutta Europa. Le statistiche riportate all’interno del documento fanno riferimento a 6.500 partecipanti intervistati in Regno Unito, Francia, Italia, Germania, Paesi Bassi e Belgio.

* Ricerca su 6.000 consumatori europei condotta da One Poll nell’aprile del 2019. Distribuzione dei partecipanti:

1.000 Regno Unito

1.000 Francia

1.000 Italia

1.000 Germania

1.000 Paesi Bassi

1.000 Belgio

** Disponibile tramite futuro aggiornamento software

*** La disponibilità varia a seconda della regione

† Disponibile nei modelli da 75” e 85”

‘If Walls Could Talk’ bbc.co.uk

‘The Story of our Rooms’ bbc.co.uk

‘The Story of our Rooms’ bbc.co.uk

Sondaggio by LELO in onore del Mese della Masturbazione: a che punto siamo con gli orgasmi?

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LELO ha intervistato 5.000 persone in tutto il mondo per svelare curiosi dettagli sugli orgasmi. Quanti lo raggiungono sempre e quanti fingono? Qual è la posizione preferita per raggiungerlo? Quanti usano i sex toy?

 

In onore del Mese della Masturbazione e della Settimana della Consapevolezza del Clitoride, che si festeggia proprio a inizio di maggio, LELO, brand leader a livello mondiale nel settore dei sex toy, ha intervistato 5.000 persone di tutto il mondo e scoperto dettagli curiosi sui loro orgasmi.

Gli esperti del piacere di LELO non si sono fermati qui, infatti, vi danno anche 4 buoni motivi per cui gli orgasmi fanno bene.

Ecco di seguito gli interessanti risultati del sondaggio di LELO.

Quanti raggiungono l’orgasmo?

Il 46,1% degli intervistati raggiunge sempre l’orgasmo durante i rapporti con il loro partner e il 74,4% con la masturbazione. Solo il 4,7% ha dichiarato di non provare mai piacere durante il sesso con il partner. Quali sono le cause? Il 28,9% degli intervistati ha dichiarato di non riuscire a rilassarsi mentre per il 26,2% il problema è non ricevere abbastanza stimolazione clitoridea, per altri il problema è legato allo stress, alla stanchezza o alla bassa autostima.

Quanti fingono l’orgasmo?

I partecipanti si dividono: il 52,7% ammette di fingere l’orgasmo, il 47,3% dice di non avere mai finto. Perchè fingere? Per fare sentire meglio il partner (38,6%) e per “concludere” più in fretta (24,6%). Ma ricordatevi che fingere spesso non è utile, infatti, non vi godrete il momento. Parlatene con il vostro partner e coinvolgetelo, raggiungere l’orgasmo sarà più facile.

Sex toy

Il 46,2% dei partecipanti al sondaggio usa spesso i sex toy, il 4,5% non li usa mentre il 3,1% ha dichiarato di averli provati anche se non li possiede. Il 60% dei partecipanti ha confermato che è più facile raggiungere l’orgasmo grazie ai sex toy, e il sito di LELO è sicuramente il posto più adatto per scoprire modi sempre nuovi di provare piacere!

La posizione preferita

Oltre ad essere stata dichiarata la posizione preferita del 2018, la doggy style, quest’anno è stata eletta anche come la posizione migliore per raggiungere l’orgasmo secondo il 31,9% dei partecipanti, seguita dalla posizione del missionario (26,9%) e della cowgirl (18,2%).

 

Infine, ecco qui i 4 buoni motivi per avere più orgasmi by LELO:

1.     Effetto anti-età: gli orgasmi sono più divertenti e costano molto meno dei trattamenti di medicina estetica (come ad esempio il botox)

É meglio farsi pungere da un ago o trascorrere un pomeriggio di puro piacere? Fare sesso di frequente (da soli o in coppia) potrebbe fare ringiovanire di alcuni anni. A voi la scelta!

2.     Effetto anti-stress: gli orgasmi ti impediranno di avere scontri con i tuoi colleghi

Un orgasmo al giorno, toglie lo stress di torno. Quando, dopo una dura giornata di lavoro, tutto quello che vuoi fare è prendertela con qualcuno o mangiare un’intera vaschetta di gelato, ricordati che il sesso è un ottimo aiuto per alleviare tutto lo stress della giornata.

3.     Benefici per il cuore

Andare in palestra e fare jogging fa bene al cuore, ma fare sesso  è un modo molto più divertente per “farsi venire il fiatone” e allenare il muscolo dell’amore. Prendi la tua dolce metà e bruciate insieme quelle calorie.

4.     Benefici immunitari

Uno studio scientifico condotto in Germania1 ha dimostrato che gli uomini che si masturbano più spesso hanno un livello più alto di leucociti. Un altro studio2 ha riscontrato una presenza elevata di Immunoglobina A nella saliva di chi ha orgasmi di frequente. La stagione dell’influenza è ormai passata, ma ricordatelo per l’anno prossimo!

Skagen e il Nord della Danimarca

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Una vacanza rilassante nella città della luceIl nord della Danimarca è un’oasi di pace e tranquillità, immersa in una luce magica. Skagen, la città più a nord del paese, vanta infatti il maggior numero di ore di luce della Danimarca. Ha un fascino artistico bohémien, tra spiagge incontaminate e natura selvaggia, ed è molto amata anche dai danesi. Skagen ha sempre suscitato un interesse particolare: artisti internazionali e impressionisti danesi vi hanno vissuto e lavorato sin dal XIX secolo, attratti soprattutto da una luce affascinante, in costante cambiamento, e da un paesaggio suggestivo.

5 buoni motivi per andare a Skagen 1. Cultura da non perdere

L’arte e la cultura sono parte integrante dell’anima di Skagen. Nella città è nata la famosa Scuola di Skagen, una colonia artistica apparsa alla fine del XIX secolo. Lo Skagens Museum espone oltre 1800 opere di artisti danesi e internazionali relative al periodo tra 1870 agli anni ’30. I dipinti rappresentano parte della produzione della Scuola di Skagen, con opere di PS Krøyer e Anna Ancher, considerata uno dei principali artisti danesi, ma sono anche una significativa testimonianza della vita e della cultura degli abitanti di questa colonia artistica.

2. Luce magica

La luce a Skagen è particolarmente suggestiva soprattutto nei mesi estivi, quando si può goderla fino a tardi passeggiando lunga la costa o nelle viuzze della città. Il pittoresco centro storico è costellato da bellissime gallerie d’arte e negozietti di artigianato locale, nonché da meravigliose casette gialle che illuminate dalla calda luce del sole regalano colori e atmosfere particolarmente affascinanti. 

3. Natura da vivere

La primavera e l’estate è il periodo ideale per visitare Skagen, godendo pienamente dei colori della natura e potendo esplorare le attività all’aperto con passeggiate a piedi, in bici o in mountain bike. 

4. Gastronomia

Oltre ad essere una perla naturale e artistica, Skagen è conosciuta anche per i suoi ottimi ristoranti di pesce e per le sue specialità gastronomiche. Molto pittoresco è il porto, caratterizzato da piccoli locali e squisiti ristorantini dove è d’obbligo assaporare i piatti a base di crostacei e pesce: il posto ideale per godersi dell’ottimo cibo e splendidi tramonti, soprattutto in estate. E oltre ai frutti d mare, potrete gustare anche il tradizionale prosciutto di Skagen, le bistecche di Angus bio o una vasta gamma di altre specialità locali.

5. Eventi e festival

Se in primavera fioriscono le tante gallerie di Skagen che ospitano mostre e installazioni artistiche, l’estate offre il meglio degli eventi all’aria aperta.        

Isole Faroe: natura e cultura

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18 isole incontaminate ancora poco conosciute, per una vacanza all’insegna della natura e della cultura, grazie anche ad un ricco calendario di eventi di musica, arte e gastronomia.

Le Faroe sono un vero e proprio paradiso per escursionisti e appassionati di birdwatching con paesaggi mozzafiato, montagne, scogliere a picco sul mare che ospitano svariate specie di uccelli marini – quasi 300. Tra pittoreschi villaggi di pescatori, vallate verdissime puntellate da infiniti greggi di pecore, le Faroe offrono un paesaggio vario e unico scaldato da una meravigliosa accoglienza. I Faroesi sono infatti molto ospitali e aperti e la straordinaria natura delle isole invita subito a sentirsi a casa.  Le Faroe sono una meta adatta a chi ama l’escursionismo, la pesca, le immersioni, la vela o semplicemente a chi desidera respirare l’aria pulita a pieni polmoni e godersi la tranquillità di una natura incontaminata.

La capitale: Tórshavn

Tórshavn è una delle più piccole capitali del mondo, ma offre tanti servizi, dagli hotel 4 stelle e i negozi di design locale, agli ottimi ristoranti che servono cibo a base di prodotti tipici, per non dimenticare la vivace scena musicale e culturale.

La gastronomia

Le isole Faroe hanno un’interessante patrimonio gastronomico. Il ristorante KOKS (aperto nel 2011) vanta ben due stelle Michelin e il suo giovane chef Poul Andrias Zisca ha ricevuto quest’anno anche il prestigioso titolo di Michelin Nordic Guide Young Chef 2019.

Il calendario degli eventi 

Tutto l’anno, ma in particolare in primavera e in estate, le isole si animano di eventi e festival di ogni genere, dalla musica alla cultura, passando ovviamente per la gastronomia. 

Le città ceche splendide mete per il city-break, ma anche porte d’accesso a Boemia e Moravia con le loro meraviglie insospettate

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Stitched Panorama

Sospese nel tempo o lanciate verso il futuro, piccole o grandi, perle classiche o nuovi indirizzi di tendenza, culle di storia o palcoscenici vibranti, le città della Repubblica Ceca sono meta prediletta per brevi fughe all’insegna della cultura, delle nuove mode e dello shopping. Il nostro consiglio è però quello di concedervi un po’ più di tempo, non solo per scoprirle al meglio, ma per spingervi nella Provincia. I capoluoghi sono infatti punti di partenza ideali alla scoperta del territorio, carico di sorprese precluse al turista mordi-e-fuggi.

Arrivi, mordi e fuggi. E’ sempre così quando la meta del viaggio è una città storica, così carica di spunti, attrazioni e proposte. A partire dalla capitale, i grandi centri della Repubblica Ceca sono certamente perfetti per un city-break che, anche se ripetuto più volte, non sarà mai uguale ma sempre all’insegna di nuovi stimoli. Provate però a fermarvi un attimo, nel vero senso della parola. Concedetevi qualche giorno in più, oppure rivedete la vostra scaletta di marcia. Pensate per una volta alle nostre splendide città non come un punto di arrivo, ma di partenza. Alla volta di tutti quegli infiniti e inattesi volti che il Paese può offrire a chi osa esplorarlo. Pensate alle nostre città non solo come culle di storia, templi dello shopping e del gusto, piattaforme di cultura… pensatele per quello che effettivamente sono: le porte di accesso alle meraviglie spesso ancora sconosciute di Boemia e Moravia.

Dietro il velo di Praga, la Boemia cuore d’Europa
Elegante, nostalgica e un po’ misteriosa, Praga ha un fascino intramontabile sul quale però non si adagia e, accanto al suo straordinario patrimonio storico e architettonico (di cui il Castello e il Ponte Carlo non sono che la punta dell’iceberg), propone quartieri nuovi, o meglio risorti a nuova vita e oggi fucina di arte e creatività. E’ il caso per esempio dell’Art District 7, affollato di gallerie, musei, teatri, caffetterie, ristoranti, club musicali, studi creativi e spazi culturali ibridi. Basta però lasciarsi alle spalle i fremiti della capitale per trovare ritmi e paesaggi diversi: la Boemia è un capolavoro di città storiche, aspre montagne (come i Monti Metalliferi), parchi rigogliosi (come la Selva Boema), scenari selvaggi, castelli nonché culla di storia, arte, letteratura e movimenti rivoluzionari. Tra le perle della Boemia, Cesky Krumlov, a sua volta porta di accesso a un territorio carico di sorprese. La prima sorpresa in assoluto è però la città stessa, sotto tutela Unesco per il prezioso centro storico medievale e gotico, sovrastato dal grande castello ingentilito nei secoli da tratti rinascimentali e barocchi. Passeggiare per il centro storico con la grande piazza e l’intrico di vicoli popolati di botteghe artigiane è un vero tuffo nel passato. Sempre in Boemia, Trebon: città termale con una bella piazza porticata e il castello dei Rosenberg. Poi c’è la città fortificata di Tabor, tra le culle del movimento hussita. Kutna Hora è la “città d’argento”, capolavoro medievale che dall’estrazione mineraria trasse grande fortuna. La sua cattedrale di Santa Barbara è sotto l’effige Unesco. Altro gioiello boemo è Litomysl, con il monumentale castello rinascimentale, che nasconde tra l’altro un teatro barocco originale, ancora funzionante. Infine Liberec, nota per lo più per l’alta torre panoramica, al centro di un famoso complesso turistico realizzato negli Anni ‘60, ma anche scrigno di molti tesori storici e architettonici. La città è inoltre punto di partenza per escursioni nei Monti Iser e apprezzata località sciistica. Da non dimenticare, poi, che la Boemia è patria di famosi cristalli dalla tradizione antichissima, oggi protagonisti anche di nuove linee dedicate al design. Assolutamente da concedersi, un tour delle vetrerie più antiche e famose lungo la Via del Vetro. Tappa obbligata sarà Karlovy Vary, elegante centro termale passato alla storia per le acque benefiche e i delicati cristalli, apprezzati in ugual modo da re, imperatori e aristocratici. Nei dintorni, il castello di Loket e quello di Becov nad Teplou.

Brno e la Moravia
Affascinante, interessante, affezionata al passato ma sedotta dal futuro, Brno spicca tra le Città Creative selezionate dall’Unesco. Qui è infatti particolarmente fervida la produzione moderna in architettura, arte e design. E non è nemmeno una tendenza troppo recente: lo dimostra l’ineguagliabile Villa Tugendhat, capolavoro funzionalista dell’architetto tedesco Ludwig Miese van der Rohe, che –seguita da altre opere nello stesso stile- già all’epoca segnò un salto in avanti nel tempo. Oggi la città è costantemente un passo avanti, almeno nella zona chill-out di piazza Jakubske, popolata di caffè, bar e locali dallo stile e dalle atmosfere originali. Anche dal punto di vista gastronomico, Brno è considerata un tempio delle sperimentazioni. Brno è però innanzitutto il capoluogo della Moravia, terra bellissima solcata dalla Morava. Anche qui, una natura rigogliosa fa da cornice agli interventi dell’uomo, non solo in fatto di architettura: la Moravia è famosa per i suoi ondulati scenari di colline ammantate da ordinati filari di vigne, all’origine di etichette apprezzate ormai in tutto il mondo. Il consiglio è di inforcare la bicicletta e concedersi un tour dei vigneti, delle cantine e dei borghi lungo la Via del Vino. Pretendete di degustare i bianchi e i rossi di qualità e fatevi raccontare il lavoro faticoso e meticoloso nascosto dietro ogni singola goccia di Ice Wine, il pregiato e raro vino del ghiaccio. Ancora poco nota agli italiani, questa terra è pregna di sorprese. Assolutamente vario il paesaggio: dalle colline delle regioni vitivinicole, alle montagne valacche, dalle fertili pianure di Hanà alle formazioni carsiche. Millenaria la storia morava, a lungo legata a doppio nodo a quella boema. Tracce dell’epoca imperiale sono ancora visibili nei vari castelli e nelle architetture delle città. A partire da Kromeriz, il cui castello con i relativi giardini è patrimonio Unesco. Nei dintorni, il castello di Velehrad, perfettamente conservato. Per non parlare di Olomouc, detta “la capitale spirituale di Moravia” per l’alta concentrazione di monumenti religiosi. Tra questi, la Colonna della peste della Santissima Trinità, sotto tutela Unesco. A Zlin ritrovate le orme non solo di una delle imprese calzaturiere più fortunate e famose al mondo –Bat’a- ma anche del genio lungimirante del suo fondatore, sostenitore del funzionalismo e promotore di una cittadella ideale per i propri dipendenti, a firma delle archistar dell’epoca. E poi naturalmente c’è Ostrava, l’ultima frontiera del turismo “curioso”. Nella capitale dell’archeologia industriale ceca, candidata all’iscrizione nella lista dell’Unesco, i siti minerari e metallurgici del XIX secolo sono stati riconvertiti nell’ottica del design e della didattica. Ostrava, un tempo grigia (per le ciminiere) è oggi decisamente cool. Anche i siti minerari Landek Park e Dolni Vitkoviche non sono semplici musei, ma centri pulsanti di musica, creatività e divertimento.

Praga kid’s friendly Nostalgica o avveniristica, la capitale seduce anche i più piccoli

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L’interesse per il passato, la curiosità per il futuro, lo spirito d’avventura, la passione per il mistero, la vocazione per il gioco… città magica per eccellenza, Praga sa bene come quali tasti toccare con i bambini.
Non abbiate remore a portarli con voi e lasciate anzi che siano loro a trascinarvi in un’esperienza indimenticabile, che in fondo non ha età.

A chi viaggia con i piccoli, la capitale ceca offre –oltre che strutture specializzate e servizi ad hoc- un’ampia gamma di luoghi dove condurli, raccolti nella speciale mappa “Praga con i bambini”, disponibile in italiano gratuitamente presso gli uffici turistici. Non solo monumenti e musei, testimoni di un passato affascinante e avventuroso, ma anche tracce di intramontabili leggende, spazi verdi, zoo e parco giochi, passeggiate e gite insolite, parchi acquatici, collezioni speciali e tappe golose.

Musei divertenti

I bambini amano i racconti di cavalieri e principesse, portateli dunque al Museo Municipale per scoprire la storia della città, come vivevano i suoi primi abitanti, come da semplici fortezze isolate si siano creati palazzi signorili e tante altre curiosità. Quale bambino, poi, non è impazzito per treni e trenini? Tappa obbligata allora al Regno delle Ferrovie, con modellini di treni e di automobili che si danno la precedenza agli incroci, per sfilare tra miniature di edifici importanti. Il Museo Nazionale della Tecnica affascina i ragazzi con una straordinaria collezione di invenzioni tecniche, apparecchiature e mezzi di trasporto di ogni periodo storico. Se questi non bastassero e alla parola “museo” i piccoli dovessero ancora storcere il naso, fateli ricredere una volta per tutte portandoli al Museo dei Giocattoli, al Castello, che raccoglie giochi, bambole, carrozzine, macchinine, trenini e orsetti di pezza dall’antichità fino ai giorni nostri. E per le bambine c’è anche una collezione di Barbie, protagoniste anche alla Galleria delle Bambole. Gli appassionati di Harry Potter e degli incantesimi non possono mancare il Museo di Alchimisti e Maghi della Vecchia Praga, con il laboratorio del famoso alchimista Maestro Kelly. Tutte le magie possibili con i mattoncini più amati nel mondo si scoprono invece al Museo privato dei LEGO, con oltre 2500 modelli di costruzioni. E poi ci sono il Museo della Polizia, dove scoprire come funziona guardia e ladri nella vita vera e dove divertirsi nel parco giochi dei mezzi pubblici, il Museo delle Cere, dove sono riprodotti anche i più recenti beniamini dei bambini, e pure il Museo della Cioccolata, da acquolina in bocca.

Avventure outdoor

Anche in fatto di avventure all’aria aperta, a Praga non c’è che l’imbarazzo della scelta: il giardino botanico con la serra tropicale Fata Morgana, un Dinoparco sul tetto di un centro commerciale e un grandioso zoo con ben 12 padiglioni, 150 esposizioni e il Children’s Zoo: un’area speciale dove i cuccioli di uomo entrano in contatto con gli animali domestici e imparano a prendersene cura. All’Ippodromo, mentre i grandi incitano i cavalli, i piccoli possono montare i pony. E poi parchi divertimento, avventura e acquatici, fattorie ecologiche visitabili, nonché aree verdi attrezzate per pic-nic, giochi e attività sportive.

Avventure indoor

Per emozioni stellari, ci sono il Planetario e l’Osservatorio Astronomico. Magnifico l’Acquario, con luminose vasche giganti popolate di specie anche rare e “arredate” con grotte coralline. Alla MaxLasergame Arena, in una vasta area coperta e buia, giocando con i laser l’adrenalina dei piccoli sale a mille. Per non parlare dell’esperienza nella galleria del vento alla Skydive Arena, dove i bambini sopra i 5 anni possono sfidare la forza di gravità lanciandosi senza paracadute in un tunnel che simula le condizioni della caduta libera. Nel parco sportivo Gutovka i piccoli trovano parete da arrampicata, skate-park, minigolf e uno straordinario mondo acquatico.

Gite e passeggiate insolite

Sono tanti i mezzi di trasporto disponibili per regalarsi una visita indimenticabile di Praga, da punti di vista insoliti. Ai piccoli piacerà certamente il trenino turistico, ma impazziranno per lo storico tram numero 91, che attraversa il centro e poi sale su verso il castello. Al capolinea, fate una puntatina al Museo del Trasporto pubblico. Per non parlare di una gita in carrozza, trainata da pony… E poi una crociera in battello sulla Moldava, magari quello a vapore che conduce fino allo zoo, oppure una bella sgambettata senza meta in pedalò. Il centro città si può visitare persino in auto d’epoca o con i piedi ben saldi su un segway (sopra gli 8 anni). Attenzione però a lasciar scegliere i bambini: sarà sicuramente l’opzione mongolfiera a vincere! Se non temete l’altitudine, ma il pallone aerostatico è davvero troppo, vi consigliamo di dirottarli sulla visita alla torre del Municipio nella Città Vecchia, a quella del quartiere Zizkov e alla torre sulla collina di Petrin (raggiungibile in funicolare), copia in miniatura della cugina francese Eiffel: tutte regalano panorami da brivido sulla città.

C’era una volta, dicono

Le atmosfere di Praga, soprattutto la sera, sono davvero fiabesche ma la città è soprattutto culla di numerose leggende, che aleggiano nei luoghi più famosi ma anche in angoli poco conosciuti della capitale. A partire dal Ponte Carlo, monumento-simbolo di Praga. Secondo le testimonianze lasciate dai costruttori dell’epoca, nell’impasto per tenere le pietre unite tra loro, vennero aggiunte le uova affinché risultasse più solido. Forse è anche per questo che il ponte ha resistito a numerose alluvioni, dalla sua costruzione nel 1357 a oggi. Anche il famoso e bellissimo orologio astronomico sulla Torre Municipale, nella Città Vecchia, è al centro di un’antica leggenda. Pare che i consiglieri di Praga temessero che il suo autore, il Maestro Hanus, potesse creare un simile capolavoro altrove e per questo motivo gli provocassero la cecità. Egli per protesta avrebbe fermato l’orologio per sempre, ma fortunatamente nel 1865 l’orologiaio Ludvik Hainz sarebbe riuscito ad aggiustare il meccanismo. Il Golem era un essere artificiale d‘argilla creato dal rabbino Löw con tre elementi (acqua, fuoco e aria), a dargli vita era un seme riposto sotto la lingua. Aveva una grande forza, e poteva fare quasi tutto, tranne parlare. Aiutava a casa del rabbino e nella sinagoga. Un giorno, tuttavia, il rabbino dimenticò di togliere il seme e il Golem distrusse tutto ciò che incontrò sul suo percorso. Quando infine il seme fu rimosso, il corpo del Golem si disintegrò e la materia che rimase a terra venne portata nella sinagoga Vecchia-Nuova, dove sarebbe custodita ancora oggi. La Torre Daliborka, prende il nome dal cavaliere Dalibor di Kozojed che difese i sudditi ribelli e per questo vi venne imprigionato. La leggenda dice che lì imparò a suonare il violino magnificamente. La gente era dispiaciuta per lui e gli mandava del cibo tramite un cestino appeso a una corda.

Piccoli intellettuali crescono

Praga è poi storicamente città di arte, musica e cultura. Perché allora non iniziare, qui in un contesto del tutto naturale, a dare ai nostri bambini una formazione intellettuale, rispettando i loro tempi e la loro sensibilità percettiva? Il Teatro Nazionale e il Teatro degli Stati (famoso per aver ospitato la prima mondiale del Don Giovanni di Mozart) vantano un programma eccezionale per i piccoli spettatori. A seconda della stagione programmano Lo Schiaccianoci, Cenerentola l’opera per tutta la famiglia Čarokraj e il balletto Peter Pan. Per un divertimento meno impegnato, è da tener presente che quella delle marionette è una tradizione fortemente radicata nella cultura ceca. Nel Paese dei Burattini, nel piccolo teatro in via Žatecka, gli spettacoli pomeridiani del week-end sono dedicati principalmente ai bambini, mentre nelle botteghe artigiane del centro storico è possibile acquistare bellissime marionette fatte a mano, splendido souvenir di Praga. Al Teatro Minaret, infine, vanno in scena favole d’autore.

Ponti di primavera in Danimarca

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Ponti di primavera in Danimarca

Comodamente raggiungibile in un paio d’ore di volo dall’Italia, la Danimarca è la meta ideale per un weekend lungo o una piccola vacanza, specialmente in primavera, quando le temperature diventano miti e le giornate più luminose. E quale occasione migliore dei prossimi ponti primaverili, per partire in coppia o in famiglia alla scoperta del piccolo grande paese scandinavo? Dal city break a Copenaghen, eletta città #1 Best in Travel 2019 da Lonely Planet, all’itinerario sulle tracce di Andersen a Odense, senza dimenticare i numerosi festival… le occasioni per godersi l’aria primaverile in Danimarca sono molteplici. Magari approfittando proprio delle offerte di primavera.

Dove andare e perché 

Copenaghen ha tutto ciò di cui un viaggiatore ha bisogno per trascorrere un perfetto city-break scandinavo, tra cultura, architettura, gastronomia, design e sostenibilità. La vivace e accogliente capitale danese è compatta quanto basta per essere esplorata a piedi o in bicicletta. Questo è senza dubbio il modo migliore per respirare l’atmosfera disinvolta e rilassata della capitale dai mille contrasti. E in primavera, saltare in sella a una bici, fare il giro dei canali in battello o godersi un pic-nic al parco diventa ancor più piacevole! Ma soprattutto, a Copenaghen non ci si annoia mai, con i tanti festival ed eventi in programma nei mesi primaverili, che spaziano dal food alla musica, dall’arte al design, e con la riapertura del Parco Tivoli per la nuova stagione.

Dove alloggiare: per vivere un’esperienza straordinaria, in un luogo danese iconico, soggiorna all’hotel Ottilia, il nuovo boutique hotel**** lusso nei locali dell’antica fabbrica della Carlsberg. L’hotel ha saputo reinterpretare l’architettura industriale ed iconica in un modo tutto nuovo pur conservando nella loro originalità e particolarità i dettagli architettonici degli edifici industriali della fabbrica.

Aria di novità alla Galleria Nazionale di Praga

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Quello proposto per il 2019 dallo storico museo –che a febbraio ha compiuto 223 anni- è un calendario davvero ricco. Fin qui niente di nuovo. Tante però le sorprese: nuove collezioni, un anniversario importante e persino un’incursione oltreconfine.
Con 223 anni appena compiuti, la Galleria Nazionale di Praga (Narodni galerie Praha) è la seconda struttura del suo genere più antica in Europa, dopo il Louvre di Parigi. Distribuita su più edifici –Convento di Sant’Agnese di Boemia, Palazzo Kinský, Palazzo Salm, Palazzo Schwarzenberg, Palazzo Sternberg, Maneggio di Wallenstein e Palazzo delle Fiere- raccoglie il meglio delle arti figurative ceche e mondiali. Se le esposizioni permanenti di arte antica, moderna e contemporanea sono già un ottimo pretesto per dedicarle una o più visite, quest’anno si presenta ricco di novità.

Arte senza confini

Dal 24 maggio al 15 settembre, a Palazzo Sternberg, sarà possibile ammirare una grande mostra dedicata al rapporto tra due regioni storiche confinanti, Sassonia e Boemia. L’esposizione, suddivisa in nove sezioni, si concentrerà sulla simbiosi tra arte e storia, sia nella vita quotidiana della gente comune, che negli eventi storici “scatenati” dall’élite dominante. Molti reperti saranno in Repubblica Ceca per la prima volta. Tra questi, opere preziose di arte gotica e rinascimentale, compresi i dipinti di Lucas Cranach, le tele dei manieristi, il barocco culminante e i quadri di Oskar Kokoschka.

Collezione autunno/inverno

La prima nuova collezione aprirà i battenti il 13 settembre, a Palazzo Schwarzenberg, davanti al  Castello di Praga. “Staří mistři” (Antichi Maestri) presenterà importanti collezioni di arte figurativa, in particolare del XVI-XVIII secolo. In mostra, tra le altre, opere di Hans von Aachen, Petr Brandl, Lucas Cranach e Peter Paul Rubens. La seconda esposizione sarà inaugurata il 12 novembre nel Palazzo delle Fiere. “1796–1917: Umění nejdelšího století” (1796-1917: l’arte del secolo più lungo) sarà incentrata sui temi più importanti e tipici della società, dalle guerre napoleoniche all’avvento della modernità, con quadri e sculture di Eugène Delacroix, Paul Gauguin, Pablo Picasso e Josef Mánes.

A 30 anni dalla Rivoluzione di Velluto

Quest’autunno la Galleria Nazionale celebrerà anche il trentesimo anniversario della rivolta che, nell’allora Cecoslovacchia, causò la caduta del regime comunista. Tra le tante iniziative, la mostra fotografica Havel na Hrad! (Havel al castello!), allestita nel Palazzo delle Fiere a partire dal 13 novembre e fino al 16 febbraio 2020. Le fotografie delle manifestazioni anti-regime saranno accompagnate da altri scatti dello stesso anno, il 1989, raffiguranti però la vita di tutti i giorni o i problemi sociali e politici.

Un intero anno di mostre

Palazzo delle Fiere: mostra 400 ASA: Fotografie, con scatti di Alžběta Jungrová, Antonín Kratochvíl, Karel Cudlín e Tomki Němec, 8/3–8/9/2019.
Scuderia di Wallenstein: mostra Cesta k vysoké hře (La strada verso l’alto) con opere di Josef Šíma, 19/4–30/7/2019.
Palazzo Kinský: mostra Francouzský impresionismus (Impressionismo francese) con opere di Monet, Degas, Renoir e Sisley, 28/6–20/10/2019.
Palazzo delle Fiere: retrospettiva dello scultore svizzero Alberto Giacometti, 19/7–1/12/2019.
Scuderia di Wallenstein: mostra Poklad mahárádži: indické umění z Džódhpuru (Il tesoro del maharaja: l’arte indiana di Jodhpur), con reperti da musei e collezioni private, ottobre 2019-aprile 2020.
Convento gotico di Sant’Agnese di Boemia: mostra Krásné madony (Belle Madonne) con statue gotiche di Maria, 22/11/2019-19/4/2020.