Eventi del 2019 in Gran Bretagna

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1 gennaio

La parata di Capodanno di Londra si è trasformata in uno dei più grandi spettacoli di strada del mondo, con circa 10.000 artisti provenienti da tutto il mondo e un pubblico che si avvicina a 500.000 spettatori. La sfilata inizia alle 12:00 ed è piena di bande musicali, cheerleaders, acrobati, aquiloni e altro.
Stoats Loony Dook, Edimburgo, Scozia

1 gennaio

Benvenuto nel nuovo anno col botto! Unisciti a migliaia di “Dooker” per il Loony Dook (noto anche come “tuffo pazzo”!) Partecipando, in primis, a questa nuotata annuale nel freddo (per non dire congelato) fiume Forth e, di seguito, prendendo parte alla Dooker Parade su High Street. La tradizione dura da più di 30 anni e i partecipanti raccolgono decine di migliaia di sterline da dare in beneficenza. Gli spettatori sono invitati a tifare per i Dooker in vari punti panoramici lungo il percorso o sulla spiaggia.
London Fashion Week Men’s, Londra, Inghilterra

5 – 7 gennaio

Il meglio della moda maschile britannica arriva nella capitale, con sfilate, eventi e presentazioni.

Celtic Connections, Glasgow, Scozia

17 gennaio – 3 febbraio

Si tratta del festival annuale di folk, roots e world music di Glasgow, evento che celebra la musica celtica e le sue connessioni con le culture di tutto il mondo. È il più grande festival invernale di musica del suo genere e la principale celebrazione britannica della musica celtica, con oltre 2000 artisti e 300 eventi in 20 luoghi, tra cui concerti, ceilidh, conferenze, mostre d’arte e workshop.
Slapstick Festival, Bristol, Inghilterra

18 – 20 gennaio (e 10 febbraio)

Inizia l’anno di buon umore con lo Slapstick Festival, l’evento annuale che celebra la scena artistica del muto. Si terrà, come ogni anno, a Bristol dove si riuniranno commedianti, esperti e storici del cinema in una appassionata ed esilarante celebrazione della classica commedia muta e visiva. Il suo Silent Comedy Gala ha una data a se stante a febbraio e si terrà all’Hyppodrome Theatre di Bristol per il 2019. Uno schermo HD di grandi dimensioni mostrerà i classici accompagnati dal Bristol Ensemble, orchesta di 40 elementi che eseguirà la colonna sonora durante la proiezione del capolavoro di Chaplin Modern Times (1936).

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La Norvegia cresce tutto l’anno

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Credit: Bergen Tourist Board / Robin Strand – visitBergen.com

I nuovi dati pubblicati da Statistics Norway relativamente al turismo confermano il trend positivo degli ultimi anni.
I pernottamenti degli italiani in Norvegia nel 2018 sono stati 271.612, con una crescita pari all’8%rispetto all’anno precedente, stabilendo il nuovo record assoluto.
Ancora una volta i fiordi, e in particolare la regione di Bergen, si sono rivelati la destinazione preferita dagli italiani. Da rimarcare è anche il successo ottenuto dal Nordland, con le isole Lofoten e Vesterålen, che ha registrato un aumento del 22%.
Si riconferma la predilezione per l’estate: il 62% dei pernottamenti di italiani è concentrato nei mesi di giugno, luglio e agosto. In media gli italiani hanno soggiornato nel periodo estivo per oltre 11 giorni.
Anche la stagione invernale – spinta dalla possibilità di vivere esperienze uniche nella natura artica e vedere l’aurora boreale – ottiene ottimi risultati, rappresentando un quarto del totale, con un aumento dei pernottamenti del 16% rispetto allo stesso periodo del 2017. Questi dati si inseriscono in una progressiva tendenza alla destagionalizzazione emersa negli ultimi 10 anni: dal 2008 al 2018 i pernottamenti nel periodo ottobre/marzo hanno registrato un ragguardevole +143,6%.
Non stupisce che i turisti italiani in Norvegia siano tra i fruitori maggiori delle attrazioni culturali, ma è da rimarcare come siano anche quelli che più apprezzano le attività all’aria aperta.
L’hotel resta il tipo di alloggio preferito dai turisti italiani (77,14%), seguito dal campeggio (14%), dalla casa vacanza e infine dall’ostello.

Ticketmaster in prima fila nella lotta contro il cancro

In occasione del World Cancer Day, la Giornata Mondiale contro il Cancro promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, Ticketmaster UK annuncia la propria partnership con Cancer Research UK – il più grande finanziatore della ricerca sul cancro indipendente al mondo – e il suo network di associazioni benefiche, per raccogliere fondi in vari mercati internazionali.

In qualità di piattaforma leader mondiale nella vendita di biglietti, Ticketmaster sosterrà le associazioni benefiche impegnate nella lotta contro il cancro in 20 mercati tra Europa e Australasia. Le iniziative a favore della ricerca oncologica spazieranno dalle attività di fundraising dedicate ai dipendenti alla possibilità di aggiungere una donazione ai biglietti acquistati sui siti e-commerce di Ticketmaster, passando per campagne di sensibilizzazione dedicate al grande pubblico.

“Sono orgoglioso di annunciare la nostra partnership con Cancer Research UK,” commenta Mark Yovich, Presidente di Ticketmaster International. “Pensando alla vita di tutti i giorni, il cancro ha probabilmente toccato tutti noi da vicino – la nostra famiglia, gli amici o addirittura i colleghi. Unendo tutti i nostri mercati a livello internazionale, possiamo amplificare i nostri sforzi su scala globale, apportando un grande contributo alla lotta contro il cancro. I nostri team sentono grande affinità per questa causa, e ripongo grande speranza in ciò che insieme riusciremo a raccogliere per Cancer Research, quest’anno e in quelli a venire”.

In Italia, Ticketmaster ha siglato una partnership con AIRC, che nella giornata di lunedì 4 febbraio partecipa al World Cancer Day promuovendo la campagna ‘I Am and I Will’, invitando tutti i cittadini a impegnarsi in prima persona nella battaglia contro il cancro. Ticketmaster Italia contribuirà alla campagna in maniera duplice: oltre a sostenere direttamente AIRC, dal 4 al 10 febbraio attiverà una campagna di comunicazione online dedicata alla sensibilizzazione, invitando tutti gli utenti a effettuare una donazione su airc.it per sostenere il lavoro dei 5.000 ricercatori ogni giorno al lavoro per costruire un futuro sempre più libero dal cancro.

“Quella contro il cancro è una sfida per la quale ci impegniamo fortemente, come individui e come azienda,”aggiunge Daniele Bei, Managing Director di Ticketmaster Italia. “Pertanto, per noi è un onore potervi contribuire e coinvolgere in questa nobile causa non solo i fan che ogni giorno acquistano biglietti sulla nostra piattaforma, ma tutto il grande pubblico italiano, chiedendo di unirsi a noi per combattere insieme questa battaglia”.

Sei luoghi di benessere dove accogliere il nuovo anno in UK

Senti la necessità di disintossicarti dopo le pranzi e cenoni? Ecco una selezione luoghi del benessere in Gran Bretagna, dai quali salutare l’arrivo del nuovo anno.
Gilpin Hotel & Spa, Lake District, Inghilterra di nord-ovest

I meravigliosi paesaggi del Lake District sono fonte d’ispirazione sufficiente per far desiderare a qualcuno di abbracciare uno stile di vita più salutare, come proposito per il nuovo anno. Per provare questo, e molto di più, fai il check-in al Gilpin Hotel per un’esperienza di benessere di grande qualità. Oltre alle 25 camere da letto, tutte con vista sul lago, l’hotel offre cinque nuove Lodge Spa distaccate.  In ognuna troverete una spa privata (immagina saune all’aperto e vasche idromassaggio per idroterapia e docce in stile pioggia e bagni turchi pieni di vapore).  In alternativa puoi soggiornare presso la Gilpin Lake House, situata a un miglio di distanza in una tenuta separata. Questo è veramente un santuario del benessere, disponibile per essere prenotato e utilizzato privatamente da 12 persone. Possiede il suo lago, vasche idromassaggio, sauna, piscina. la Jetty Spa, ovvero una sala per trattamenti spa in stile svedese situata sotto una copertura creata dagli alberi. Completa l’esperienza di relax gustando piatti sani e appetitosi presso il ristorante HRiSHi, premiato con stelle Michelin.
The Sharpham Trust, Devon, Inghilterra di sud-ovest

Situato in una tenuta di 550 acri sul fiume Dart nel Devon meridionale, lo Sharpham Trust mira a portare la natura e la completa mindfulness ai suoi ospiti. Il suo programma di ritiri di mediazione si svolge al The Barn, un linhay convertito (un tipo di fattoria a due piani particolarmente diffuso nel Devon), mentre i suoi ritiri dedicati alla mindfulness si svolgono nella villa georgiana di Sharpham House, edificio tutelato. Il Trust, attivo da oltre 30 anni, porta le sue esperenzie di benessere nel meraviglioso parco progettato da Capability Brown. Sono inoltre disponibili ritiri nei boschi, che offrono una fantastica opportunità di essere molto vicini alla natura. Gli ospiti potranno soggironare nelle iurte nei boschi, o considerare di prenotare uno dei  corsi sul pensiero positivo,. Queste esperienze vanno da un giorno a nove settimane.
ecoYoga, Scozia

L’aria fresca delle Highlands scozzesi è un’ottima alleata per far entrare un po’ di benessere nella propria vita. Dirigetevi verso il tranquillo rifugio di ecoYoga Scotland sul fiume, luogo dalle vibrazioni rilassanti; qui troverete una varietà di corsi di yoga e ritiri che ben si sposano con gli insegnamenti di vita sostenibile. L’ecoYoga Center è alimentato da una turbina idroelettrica e pannelli solari, l’acqua arriva direttamente da una sorgente naturale e gli ospiti possono essere coinvolti in creazioni forestali, giardinaggio e una serie di altre attività in stile ecologico. Anche quando non ci sono eventi in corso, gli ospiti possono soggiornare in questo luogo in modalità self-catering, seguire corsi di yoga  e godersi i bagni caldi del fiume. Le lezioni di yoga presentate anche da insegnanti ospiti e includono stili come Ashtanga e Iyengar.

 

Seren Retreat, Gower, Galles del Sud

Sei interessato alla terapia della polarità? Questa tecnica, che si concentra sul flusso di energia del corpo, è una specialità del Seren Retreat, un resort benessere a 15 minuti dalle splendide spiagge della penisola di Gower. Questo luogo è situato in 23 acri di bosco ed è gestito da Rex e Alaea Beynon, che hanno 30 anni di esperienza nelle arti curative. I ritiri in questa località mirano a promuovere la felicità emotiva, mentale, fisica e spirituale. I trattamenti e le sessioni di counseling sono supportati sia dalla guida nutrizionale che dallo yoga mirati a mantenere uno stile di vita sano. I ritiri di yoga e di mediazione utilizzano tecniche di ringiovanimento ayurvedico e  possono essere prenotati in diversa durata: da tre a dieci notti. Ci sono anche dimostrazioni di cucina ayurvedica.

Neal’s Yard Holidays, in varie località in Gran Bretagna

Pause vegane detox e succhi di frutta disintossicanti, ritiri yoga e di benessere – qualunque sia il modo in cui stai cercando di ricaricare le batterie e dare il via a uno stile di vita sano, è probabile che tu possa trovarlo passando del tempo alla Neal’s Yard Holidays , con varie sedi in Gran Bretagna. Il North Yorkshire è uno dei luoghi da tenere presente per godersi un periodo detox e a soggiornare in un luogo bellissimo. Gli ospiti possono partecipare a workshop di riequilibrio energetico e yoga. Ci sono anche ritiri benessere per sole donne, atti a combinare il life coaching con la meditazione e il crudismo gourmet, mentre i ritiri yoga si svolgono in alcuni dei luoghi più belli e tranquilli della Gran Bretagna.

 

Stoke Park, Buckinghamshire

A poco più di mezz’ora da Londra e a sole sette miglia dall’aeroporto di Heathrow, troverai lo Stoke Park Hotel, nel cuore della splendida campagna del Buckinghamshire. Troverai lusso a cinque stelle e la possibilità di dare il via a alle endorfine per farti iniziare il nuovo anno senza stress. Ami il tennis? Allora sei approdato nel posto giusto. Qui troverai 13 campi da tennis in erba, argilla e al coperto, ideali per ogni livello di giocatore. Stoke Park vanta una palestra di 4.000 mq per gli ospiti, dove potrai scegliere fino a 40 lezioni personalizzate a settimana. Ti attendono anche un campo da golf a 27 buche, una piscina coperta e 14 acri di giardini privati ​​per passeggiare.  Per rilassarti dopo tutto quello sport, approfitta della sauna in stile scandinavo.

7 passeggiate invernali perfettamente instragrammabili vicino a Londra

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Aria fresca e pulita, sole invernale splendente, gelo che scricchiola sotto i piedi: è il momento perfetto dell’anno per fare una passeggiata tonificante seguendo uno di questi itinerari perfetti, tutti a un paio d’ore dalla capitale.
Thames Path National Trail

Intraprendi questo percorso a lunga distanza (294 km) per scoprire in modo eccellente lo splendido scenario lungo il Tamigi, alla ricerca di una serie di panorami perfetti per Instragram, splendidi quando baciati dal sole invernale e impreziositi dallo scintillio creato dalla brina. La tranquillità rurale ti darà il benvenuto lungo il Thames Path National Trail . Il percorso inizia proprio dalla sorgente del fiume nelle Cotswolds, prima di snodarsi attraverso diverse contee rurali e villaggi incantevoli dell’Inghilterra meridionale. Il percorso passa anche da città come Oxford, Windsor e Henley, regalandoti ulteriori opportunità fotografiche (college universitari, “guglie magiche” e un castello o due per citarne solo alcune). Attraverserai gli incantevoli borghi frondosi di Richmond e Kew e proseguirai fino agli storici Docklands di Londra. Questo è un perfetto percorso per passeggiate invernali dato che ci sono molti posti in cui fermarsi per riscaldarsi durante il tragitto; Il percorso vanta una collaborazione il birrificio Hop Kettle che produce la Trail Ale Liquid Highway, una birra su misura venduta lungo il percorso con una donazione fatta per il suo mantenimento.

Tempo di viaggio da Londra: 2 ore per arrivare all’attacco del sentiero. Vanno aggiunti I tempi di cammaninata.
Constable Country, Essex

L’area delle Dedham Vale and the Stour Valley ha attratto i visitatori desiderosi di ritrarre la loro bellezza per secoli. Uno dei pittori più famosi della Gran Bretagna, John Constable, ha raffigurato quei meravigliosi paesaggi in molte delle sue famose opere . La zona conta graziosi villaggi, prati pittoreschi, boschi antichi e un labirinto di vicoli carini. L’area di Dedham Vale di straordinaria bellezza naturale e la zona di Stour Valley vanta numerosi percorsi a piedi da fare. Se ti rechi al National Trust a Flatford non ti sarà difficile notare quei famosi paesaggi e villaggi he hanno ispirato le famose opere di Constable, The Hay Wain e Flatford Mill. Le potrai catturare con il tuo smartphone e postarle sul tuo instagram creando una moderna esposizione.

Tempo di viaggio da Londra: 2 ore
Hampstead Heath Circular, Nord di Londra

Londra e i suoi sobborghi sono famosi per i loro spazi verdi, quindi puoi goderti una splendida passeggiata invernale senza allontanarti troppo dal centro della capitale. Hampstead Heath, a nord di Londra, è un luogo popolare per passeggiare, con diversi sentieri disponibili. Se sei sul percorso circolare, avrai la possibilità di scattare foto di architettura vittoriana lungo la Hampstead High Street, vicino ai famosi stagni di Hampstead e delle magnifiche viste panoramiche sul centro di Londra, una volta raggiunta la sommità di Parliament Hill. Tornando indietro da Heath potrai anche ammirare la signorile Kenwood House, che ospita importanti opere d’arte, e l’elegante Hampstead Grove.

Tempo di viaggio da Londra: 30 minuti
Waddesdon Manor, Buckinghamshire

I terreni del Waddesdon Manor, gestiti dal National Trust, sono ideali da esplorare durante la stagione fredda e contengono persino un giardino d’inverno. Il percorso intorno ai Winter Gardens enfatizza i punti più belli della tenuta di campagna, con vista su Flint House, un edificio dall’aspetto unico che viene utilizzato per ospitare accademici e artisti che lavorano con il programma educativo e artistico di Waddesdon, programma che ha vinto anche il RIBA House of the Year 2015 e che mette in risalto i notevoli colori nero e bronzo caratteristici del Winter Garden. Prenditi del tempo per camminare verso la Giant Aviary, per osservare le specie esotiche di uccelli, fermati per una foto con le stupefacenti sculture di piante 3D o con le fantastiche opere contemporanee disseminate nei giardini, prima di scaldarti di nuovo con una tazza fumante di cioccolata calda nello Stables Café.

Tempo di viaggio da Londra: 1 ora e tre quarti
Saxon Shore Way, Kent e East Sussex

Potrebbe essere un percorso a lunga distanza,  che parte da Gravesend nel Kent e abbraccia la costa dell’Inghilterra sud-orientale fino a Hastings, East Sussex, a 262 km di distnaza, Qualsiasi punto tu percorra della Saxon Shore Way ti farà scattare grandi foto. Attraversa due AONB (Areas of Outstnading Natural Beauty) e una serie di riserve naturali dove potrai avvistare una moltitudine di uccelli, farfalle e mammiferi. Troverai alcuni panorami da non perdere lungo le scogliere da Folkestone a Rye e lungo quelle di arenaria di High Weald, vicino Hastings.

Tempo di viaggio da Londra: 2 ore
Leith Hill, Surrey

Vicino all’affascinante market town di Dorking c’è Leith Hill, curata dal National Trust. Chi si impegna a scalare questa collina e sarà ricompensato da una vista sbalorditiva sulla contea e sulle colline del Surrey. Raggiungi questo luogo in una giornata limpida: potresti anche riuscire a vedere Londra a nord e la costa a sud. Con numerosi sentieri che attraversano la brughiera o il bosco, avrai la possibilità di provare diversi terreni sui quali camminare. Il punto da raggiungere per scattare delle perfette foto panoramiche è la Leith Hill Tower: il punto più alto del sud-est nell’Inghilterra. Qui capirai perché questa parte di Surrey è una AONB.

Tempo di viaggio da Londra: un’ora e mezza
Coombe Hill & Chequers, Chiltern Hills

Vi siete mai chiesti come fosse la grande residenza di campagna del primo ministro britannico? Scoprilo seguendo questa passeggiata di 13 km attraverso paesaggi di campagna curati dal National Trust. Il percorso include anche la possibilità di salire al Boer War Memorial, nella parte superiore della collina di Coombe nella contea di Buckinghamshire e, da qui, ammirerai le spettacolari vedute sulle Cotswold e Aylesbury Vale.  Potrai scorgere anche lontani punti di riferimento grazie al toposcopio situato in cima alla collina. Nell’andartene, attraverserai boschi meravigliosi, il grazioso villaggio di Ellesborough fini ad arrivare al cancello di Checkers, la residenza di campagna del Primo Ministro.

Tempo di viaggio da Londra: un’ora e mezza

B&B Day 2019 – sabato 9 marzo si dorme gratis nei B&B italiani

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Torna il B&B Day, la festa nazionale del B&B italiano, giunta alla sua 13esima edizione.
Sabato 9 marzo si dormirà gratuitamente nei bed and breakfast d’Italia
a patto di prenotare almeno un’altra notte

Casali in campagna, antiche ville, dimore di charme, accoglienti strutture familiari nei borghi più belli della penisola o nei centri storici delle città d’arte: tutti pronti all’accoglienza per il B&B Day, l’appuntamento fisso ideato nel 2007 e da allora organizzato ogni anno a marzo dal sito www.Bed-and-Breakfast.it.

Solitamente l’evento si svolge nel primo fine settimana del mese: l’edizione 2019 è posticipata al secondo weekend di marzo per non sovrapporsi con i festeggiamenti del Carnevale e dare a quante più strutture possibili la possibilità di partecipare con delle camere disponibili.

I B&B affiliati al portale che aderiscono all’iniziativa offriranno il soggiorno di sabato 9 marzo in omaggio agli ospiti che avranno prenotato a pagamento anche il giorno precedente (venerdì 8) oppure il successivo (domenica 10): a conti fatti, una vacanza a metà prezzo.

Il sito www.BBDay.it raccoglie tutte le strutture ricettive disponibili per questa 13esima edizione della giornata nazionale del B&B. È possibile effettuare ricerche per città, regione, tema di viaggio (montagna, borghi, neve, campagna, ecc.) e restringere i risultati ai soli alloggi che abbiano specifiche caratteristiche: in caso ci si muova con i propri amici a quattro zampe, ad esempio, si può circoscrivere la ricerca ai soli B&B connotati come pet friendly. Scelto il Bed and Breakfast, il costo per la notte del 9 marzo sarà decurtato in automatico al momento della richiesta alla struttura o della prenotazione.

Il B&B Day è una ricorrenza ormai consolidata nel calendario vacanziero del nostro paese: viene celebrata infatti l’affermata formula ricettiva calorosa, intima, rilassata, responsabile e sostenibile che gli host e gli ospiti dei bed and breakfast condividono. Ed è un’occasione da non perdere per sperimentare l’ospitalità familiare o conoscere più approfonditamente l’universo B&B – a condizioni ancora più economiche del consueto – scoprendo al contempo scorci d’Italia inaspettati.

Nel weekend del 9 marzo, inoltre, saranno in corso molti grandi eventi: la retrospettiva su Escher al Pan di Napoli, i capolavori di Van Dyck o la splendida esperienza interattiva dedicata a Monet a Torino, oppure l’esposizione dedicata a Dalì nella meravigliosa cornice dei Sassi di Matera, Capitale della Cultura 2019, solo per citarne alcuni. Quale migliore occasione del B&B Day per una visita a città e museo?

B&B Day: www.bbday.it

Gold Collagen Active per rimettervi in forma

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Avevo provato tempo addietro Gold Collagen, mi è stato dato modo di provare anche la versione Active.

A casa mi è arrivata una Beauty in a Box, che contiene 1 confezione di trattamento liquido di bellezza Gold Collagen Active, 1 maschera con tecnologia «Second Skin» e in regalo un trattamento labbra antietà volumizzante.

Formulato per uomini e donne sempre in movimento, gold collagen active non solo combatte la comparsa dei segni dell’invecchiamento, ma si prende cura anche di legamenti, muscoli e articolazioni, grazie alla sua formula ricca di collagene idrolizzato, glucosamina, condroitina, acido ialuronico, l-carnitina, vitamine e sali minerali.
GOLD COLLAGEN® ACTIVE contiene una miscela di 16 principi attivi e, con il suo sapore di mela e mango, è il modo più gustoso per nutrire il corpo dall’interno. Devo dire che personalmente l’ho trovato meno gustoso dell’altro, ma ho davvero molto apprezzato la maschera in tessuto, che davvero rimpolpa la pelle, e il lip volumizer, che applicato tre volte al dì per trenta giorni fa ottenere buoni risultati.

In sintesi, GOLD COLLAGEN® ACTIVE:

  1. Aiuta ad avere un aspetto della pelle più giovane
    Promuove un aspetto sano di capelli e unghie
    Aiuta a sostenere muscoli e articolazioni
    Promuove l’efficienza energetica

Se volete potete acquistarlo su Amazon. (link affiliato)

Repubblica Ceca a tutto shopping “Spese folli” per le vie di Praga, ma non solo

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Destinazione dallo straordinario patrimonio storico, artistico e architettonico, meta culturale per eccellenza, la Cechia non disdegna nemmeno un pizzico di mondanità e propone numerosi indirizzi di tendenza, non solo a Praga, per acquisti griffati e souvenir tipici, di alta qualità.

“Spese folli” per le vie di Praga, ma non solo

Disegnata tra il XIX e XX secolo su modello dei boulevard parigini, come tradisce il nome, la Via Parizska a Praga –che attraversa il quartiere ebraico, da piazza della Città Vecchia fino alla sponda della Moldava- vegliata da palazzi eleganti e di rappresentanza e orlata di alberi, è affollata di negozi e boutique di lusso. Si affacciano qui, tra le altre, le vetrine di Hermés, Dolce & Gabbana, Louis Vuitton, Prada, Gucci, Jimmy Choo, Dior e Burberry. Alcune di queste griffe, assieme a marchi più popolari, si trovano anche nei principali centri commerciali della capitale, come il Palladium (in pieno centro, di fronte alla Casa Municipale) e quello di Chodov (di fronte all’omonima stazione della metropolitana), in fase di ampliamento per arrivare a ospitare dagli attuali 200 a 300 negozi. Tanti e davvero vari anche i negozi di via Na Prikope: da non perdere quello di giocattoli di lusso, su più piani.
In realtà, i grandi centri commerciali, sembrano essere la tendenza del momento un po’ ovunque. Segnaliamo, per esempio, il Nova Karolina a Ostrava che, in linea con il resto della città, nota come straordinario sito di archeologia industriale riconvertita, è stato ricavato all’interno di una fabbrica dismessa. I principali negozi del centro storico si sono trasferiti qui, lasciando spazio a caffè e ristorantini. A Brno l’indirizzo più gettonato è certamente la Galleria Vankovka, sempre in una ex fabbrica, a pochi passi dalla stazione e quindi comodissimo per uno shopping “toccata e fuga”.

Design d’autore

Gli appassionati del genere sanno che la Repubblica Ceca è patria di alto design, verso il quale negli ultimi decenni si è convertito anche il meglio dell’artigianato tipico, a partire dai famosi e raffinati cristalli di Boemia. La capitale del design ceco è naturalmente Praga, con una selezione di gallerie, negozi e showroom specializzati. La Dox Gallery espone e vende oggetti d’arte e design d’autore, dai quadri ai gioielli. Davvero imperdibile il Passage of Czech Design, spazio espositivo ricavato in quello che durante la Prima Repubblica era il passaggio della Banca Nazionale Ceca su Na Prikope. I suoi spazi fungono anche da temporary shop per gli artisti che vi espongono. Pezzi unici di design, vintage e non, possono poi essere scovati sui banchi dei mercatini che si tengono regolarmente (di solito uno per stagione) a Praga, in piazza Vaclav Havel, nei pressi dello storico Teatro Nazionale. Gli appassionati d’arte devono assolutamente visitare la Krehky Gallery, nel cuore di Josefov, l’ex ghetto ebraico di Praga. Ma anche la Morna Art Gallery ai piedi della collina di Petrin e l’atelier di Modernista, all’interno della Casa Municipale, dove ripercorrere la storia del miglior design e della migliore arte applicata cechi degli ultimi cento anni. Di particolare pregio, le copie di opere cubiste e funzionaliste. E parlando di arte, non si può non far cenno ai fragili capolavori di Moser, storico produttore di cristalli di Boemia artistici con rinomato showroom a Praga, sulla piazza della Città Vecchia, ma sede produttiva a Karlovy Vary, dove varrebbe la pena di preventivare un viaggio.

In viaggio, a caccia di souvenir

Karlovy Vary, in Boemia occidentale, è la capitale del cristallo. Nota fin dai tempi antichi sia per le benefiche terme che per il suo raffinato artigianato, ha saputo trasformare la produzione e soffiatura del vetro secondo le mode. Accanto al marchio celebre Moser, che compie 160 anni, sono numerose anche le piccole botteghe artigiane. Qui, non lontano da Germania e Polonia, altre storiche roccaforti della produzione europea di cristalli di pregio, corre la Via del Vetro, alla scoperta di una maestria antichissima che ha saputo però interpretare i tempi e reinventarsi. A costellare l’itinerario tematico sono musei, gallerie, fabbriche (spesso visitabili), fucine, laboratori, atelier e gioiellerie specializzate.
Restando in Boemia, ma nella parte orientale, ecco un altro prodotto tipico, e golosissimo: il pan di zenzero di Pardubice. Non solo buonissimo, con tutto quel miele e il mix speciale di spezie (tra cui pepe, anice e coriandolo), ma anche bellissimo da vedere, perché decorato con complicati e meticolosi disegni di glassa. Una specie di cameo del gusto! Secondo tradizione, viene offerto in dono alle persone care o come ringraziamento e non è quindi raro trovarlo con dediche bell’e pronte. Al pan di zenzero artistico è dedicata persino una casa-museo…

Non lontano da qui, a Nove Mesto nad Metuji, consigliamo poi di far visita a una delle poche manifatture di orologi, la PRIM, che ancora assemblano i loro prodotti interamente a mano. Ogni singola componente è prodotta in loco e assemblata secondo un metodo antico. Ne risultano prodotti di altissima qualità, che nulla hanno a che vedere con quelli proposti oggi a prezzi stracciati dal mercato asiatico.

Se la birra ceca non ha bisogno di presentazioni e i sempre più numerosi microbirrifici sparsi tra la capitale e il resto della Boemia invitano a portarsi a casa etichette davvero originali, va detto invece che anche i vini cechistanno conquistando sempre più i palati stranieri e che la Moravia ne è la generosa culla. Tappezzata, soprattutto nella sua parte meridionale, di vigneti sempre più pregiati, è meta enoturistica assai apprezzata, con un ampio circuito di cantine visitabili e aperte alle degustazioni. Di rosso o bianco che sia, una bottiglia di vino moravo sarà sicuramente gradita dagli amici a casa… Senza dimenticare l’ice wine, il raro vino del ghiaccio, faticosamente ottenuto da acini lasciati a gelare sui tralci.

Una volta tornati alla base, Praga, non lasciate la Repubblica Ceca senza un regalo per i bambini rimasti a casa (o per il bambino che c’è in voi): le bellissime, variopinte marionette in legno e pezza tipiche della capitale, dove ammiccano dalle vetrine delle botteghe artigiane. Un tempo l’arte antica di realizzare pupazzi con i fili era diffusa un po’ in tutto il Paese e dallo scorso anno rientra nella lista del Patrimonio Culturale Immateriale stilata dall’Unesco.

Proprio come la Blaudruck, l’arte –condivisa con Germania, Austria, Slovacchia e Ungheria- di produrre pregiati tessuti dall’inconfondibile colore blu indaco e dai tipici disegni a stampo bianchi. Per rintracciare gli unici due maestri cechi di questa produzione artigianale raffinata oggi sopravvissuti bisogna tornare in Moravia meridionale, ma ne vale la pena. Frantisek Joch Jr, alla quinta generazione di tintori indaco, nonostante la veneranda età, muove ancora gli ingranaggi della produzione artigianale. A conduzione familiare da oltre 150 anni, la stamperia di Jiri Danziger Jr a Olesnice utilizza ancora gli stampi originali e una procedura esclusivamente manuale.

Fino al 17 febbraio si può sostenere la campagna UNHCR #Mettiamocelointesta

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Fino al 17 febbraio si può sostenere la campagna UNHCR con un sms o chiamata al numero solidale 45588. Costa solo due euro.

Mi sembra molto più importante scriverlo subito e magari poi anche reiterarlo nel corso del post, ma è una cosa che non mi stanco neppure mai di dire ogni giorno su twitter. Se pensate che solo con questo gesto (quanto è? Meno di due caffè?) una bimba riesce ad avere accesso all’istruzione per un mese è una cosa davvero bellissima.

Lunedì mattina all’evento degli Horti Sallustiani a Roma infatti non solo c’è stata la spiegazione tecnica, se così possiamo chiamarla, della campagna. C’è stato un intenso momento teatrale dove alcuni dei testimonial della campagna, ossia Pannofino, Dazi e Giannetta, hanno dato corpo e voce alle storie di alcune bambine che anziché essere nel sicuro di una scuola hanno affrontato un destino ben peggiore: chi sfruttata lavorativamente a raccogliere legna, chi “venduta” in matrimonio, chi lasciata indietro perché femmina e i genitori hanno preferito scommettere in un futuro migliore. Fa impressione. Come mamma e come donna ammetto che ho sentito un groppo alla gola specie durante il reading di Cecilia Dazi e la bambina che aveva solo 13 anni ma era mandata in matrimonio con un uomo di 42, che ne ha violato l’innocenza e minato il futuro.

Sono, infatti, circa 4 milioni i bambini rifugiati in tutto il mondo che non hanno la possibilità di andare a scuola (quasi 500 mila in più rispetto allo scorso anno). E l’accesso all’istruzione tra i bambini e le bambine rifugiate non è uguale. Sono le bambine le più discriminate: per loro è ancora più arduo accedere all’istruzione e completare il corso di studi. Le ragazze rifugiate, infatti, hanno la metà delle probabilità di iscriversi ad una scuola superiore rispetto ai loro coetanei maschi. E purtroppo, matrimoni precoci, abusi e sfruttamento sono tra i principali rischi che corrono le bambine e le ragazze rifugiate che non hanno accesso all’istruzione.

 

 

 

Nel corso dell’ evento, organizzato oggi a Roma per lanciare la campagna #Mettiamocelointesta, che ha visto la partecipazione dei testimonial Cecilia Dazzi, Maria Chiara Giannetta e Francesco Pannofino, l’Agenzia ONU per i Rifugiati (UNHCR) ha evidenziato l’importanza cruciale dell’istruzione per la sopravvivenza e il futuro delle bambine rifugiate. Loro non hanno scelto di diventare rifugiate, ma tutti noi possiamo contribuire a garantire loro protezione e un’istruzione di qualità.

Sono circa 4 milioni i bambini rifugiati in tutto il mondo che non hanno la possibilità di andare a scuola (quasi 500 mila in più rispetto allo scorso anno). E l’accesso all’istruzione tra i bambini e le bambine rifugiate non è uguale. Sono le bambine le più discriminate: per loro è ancora più arduo accedere all’istruzione e completare il corso di studi. Le ragazze rifugiate infatti hanno la metà delle probabilità di iscriversi ad una scuola superiore rispetto ai loro coetanei maschi. Eppure per le bambine rifugiate la mancanza di istruzione rappresenta un rischio enorme per la loro stessa sopravvivenza: lontane da scuola sono infatti molto più esposte al rischio di subire abusi, contrarre matrimoni precoci, finire nella rete degli sfruttatori. Un diritto negato che inoltre segna un gender gap nell’istruzione per le bambine rifugiate che, stando a quanto riportato da un recente studio della Banca Mondiale, determina anche un costo di 30 mila miliardi di dollari in termini di produttività e mancati guadagni.

Garantire istruzione e un futuro dignitoso alle bambine rifugiate e contrastare i rischi del loro mancato accesso all’istruzione sono gli obiettivi al centro della III edizione della campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi, promossa dall’Agenzia Onu per i Rifugiati (UNHCR),“Mettiamocelo in testa”, che si può sostenere dal 27 gennaio al 17 febbraio 2019 con sms o chiamata da rete fissa al numero solidale 45588.

Secondo i dati del Rapporto dell’UNHCR Turn the Tide, solo il 61% dei bambini rifugiati frequenta la scuola primaria, rispetto al 92% dei bambini nel mondo. E con l’età, questo divario aumenta: alla scuola secondaria accede solo il 23% dei rifugiati rispetto all’84% dei bambini su scala globale; questa percentuale scende, infine, all’1% quando si parla di istruzione superiore (vs. il 37% dei ragazzi nel mondo). E per le bambine rifugiate la situazione è ancora più drammatica e allarmante: crescendo, devono affrontare una maggiore emarginazione e il divario di genere in età scolare aumenta, complici le convenzioni sociali e culturali (che fanno sì che i ragazzi abbiano priorità a scuola), le strutture inadeguate (come la mancanza di servizi igienici dedicati o forniture per il ciclo mestruale), oltre al fatto che i libri, le uniformi scolastiche e il viaggio per arrivare a scuola possono avere costi proibitivi per le famiglie.

“Continuare a trascurare l’istruzione delle ragazze rifugiate provocherebbe conseguenze disastrose per molte generazioni a venire. Più alto è infatti il livello di istruzione delle bambine e delle ragazze rifugiate, più elevate saranno le loro abilità in termini di leadership, capacità imprenditoriale e piena autonomia, qualità fondamentali che aiuteranno sia l’integrazione nelle comunità ospitanti e il loro sviluppo, che la ricostruzione dei paesi di provenienza – commenta Carlotta Sami, portavoce dell’UNHCR per il Sud Europa.  “Per questo l’UNHCR si impegna a difendere e promuovere il diritto a un’istruzione di qualità. Una bambina rifugiata non può scegliere, ma noi sì. Possiamo salvarla dagli abusi, dallo sfruttamento e dai matrimoni precoci e assicurarle il diritto di andare a scuola. Per queste ragioni – conclude Sami – chiediamo a tutti di sostenere la campagna UNHCR con un sms o una chiamata da rete fissa al 45588”.

Secondo i dati Unesco, se tutte le ragazze potessero completare la scuola primaria, i matrimoni precoci si ridurrebbero del 14% (se terminassero la scuola secondaria anche del 64%); pure la mortalità infantile dovuta alla diarrea, alla malaria o alla polmonite decrescerebbe drasticamente (dell’8% con un’istruzione primaria e del 30% completando quella secondaria).

 

Servono inoltre più scuole per far spazio anche alle bambine rifugiate; maggiore protezione dalle molestie o aggressioni durante i viaggi per raggiungere la scuola; una lotta costante contro il bullismo e la violenza sessuale di genere nelle classi; incentivi alle famiglie rifugiate per permettere alle figlie di continuare a studiare; più insegnanti donne, che rendano le bambine più propense a frequentare la scuola; infine, dei doposcuola che possano fornire alle ragazze un arricchimento e migliorare il loro rendimento scolastico e la fiducia in se stesse.

I fondi raccolti con la campagna #mettiamocelointesta andranno quindi a sostenere il progetto “Educate a child”, avviato dall’UNHCR nel 2012 in 12 paesi: Siria, Iran, Pakistan, Yemen, Etiopia, Malesia, Kenya, Uganda, Ruanda, Sud Sudan, Ciad, Sudan. Nei primi 5 anni dall’avvio del progetto, nei 12 paesi coinvolti si è riusciti a garantire un’istruzione a 1 milione e 350 mila bambini; sono state costruite e ristrutturate 263 scuole; è stato garantito sostegno economico diretto a più di 104 mila bambini provenienti da famiglie vulnerabili; sono stati reclutati e formati 31.402 insegnati (ben 12.091 solo nello scorso anno). Dal 2012, a tutti i bambini rifugiati l’UNHCR ha distribuito circa 3.075.000 tra libri di testo e altri materiali didattici e 752.776 uniformi scolastiche; infine ha fornito sostegno a 8.233 bambini con disabilità, che altrimenti non avrebbero potuto frequentare la scuola.

#METTIAMOCELOINTESTA

Dal 27 gennaio al 17 febbraio la campagna può essere sostenuta inviando un SMS da 2 euro al numero solidale 45588. Il valore della donazione sarà di 2 euro per ciascun SMS inviato da cellulari Wind Tre, TIM, Vodafone, PosteMobile, Iliad, Coop Voce e Tiscali. Sarà di 5 euro per ciascuna chiamata fatta allo stesso numero da rete fissa TWT, Convergenze e PosteMobile, di 5 o 10 euro per ciascuna chiamata fatta sempre al 45588 da rete fissa TIM, Wind Tre, Fastweb, Vodafone e Tiscali.

Nasce il Fondo Forestale Italiano

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L’associazione crea e protegge foreste per combattere i cambiamenti climatici, mitigarne gli effetti sul territorio italiano e preservare gli habitat naturali. Lanciato il primo progetto: la raccolta fondi online per la protezione di una foresta in Umbria.

 

Isola del Liri, febbraio 2019 – Si è costituito il Fondo Forestale Italiano, associazione senza fini di lucro nata per combattere i cambiamenti climatici creando nuove foreste e conservando quelle esistenti. Il Fondo Forestale Italiano acquista e riceve in dono terreni che andranno a costituire un fondo inalienabile dove gli alberi non verranno mai tagliati per scopi economici. Le foreste che si svilupperanno costituiranno nuovi habitat per la fauna e la flora; contribuiranno alla lotta al riscaldamento climatico assorbendo CO2; assorbiranno gas e sostanze inquinanti, mitigheranno gli effetti locali dei cambiamenti climatici (siccità, erosione del terreno e desertificazione); e, non ultimo, aumenteranno la bellezza del territorio e la qualità della vita dei cittadini.

L’associazione si avvale della consulenza del suo Comitato Scientifico, composto da docenti, ricercatori e professionisti nel campo delle scienze forestali, delle scienze naturali e della biologia.

Il Fondo Forestale Italiano ha cominciato ufficialmente la sua attività il 27 ottobre 2018, con la riforestazione di un piccolo terreno vicino a Viterbo, gentilmente donato da due sostenitori.

 

IL PROGETTO E IL CROWDFUNDING

Il Fondo Forestale Italiano si presenta ora al pubblico con un progetto di conservazione per il primo terreno che intende acquistare, e a questo scopo lancia una raccolta fondi online sulla piattaforma di crowdfunding Produzioni dal Basso. (link)

L’area individuata come ideale dal Comitato Scientifico è un terreno di circa 15 ettari nel Comune di Scheggino, in provincia di Perugia, in Umbria. La futura riserva naturale è inserita in un contesto di particolare valore ambientale: la Val Nerina, nota al pubblico per la presenza delle Cascate delle Marmore e per i pregiati tartufi; un territorio dichiarato Sito di Interesse Comunitario dall’Unione Europea per le sue caratteristiche ambientali e sede del Parco Fluviale del Fiume Nera.

Il terreno della futura oasi ha un’altitudine variabile tra i 250 e 900 metri sul livello del mare ed è coperto da boschi cedui tra i 10 e i 50 anni di età, caratterizzati dalla presenza di diverse specie arboree (roverella, cerro, carpino, leccio, differenti specie di acero, orniello, olmo, albero di Giuda, maggiociondolo, salici, nocciolo, ontano nero e pino d’Aleppo), e habitat di diverse specie animali protette, tra cui il lupo e l’aquila reale.

Un piccolo appezzamento di 2.000 metri quadri lungo il corso del fiume Nera è invece seminativo.

 

Il Fondo Forestale intende acquisire questi boschi recentemente tagliati per garantirne lo sviluppo fino allo stadio di foresta vetusta, intervenendo per favorire la rinaturalizzazione, la crescita ottimale degli alberi e le dinamiche naturali. L’associazione intende inoltre piantare degli arbusti tra gli alberi nelle zone adatte per aumentare la biodiversità e offrire riparo e nutrimento alla fauna selvatica.

Una parte della futura riserva è inoltre attraversata da una strada in terra battuta facilmente percorribile, che verrà trasformata in un percorso didattico con informazioni sulla fauna e la flora locali, in un’ottica di promozione dell’educazione ambientale.

L’area a seminativo, che si trova lungo il corso del fiume Nera, sarà invece riforestata con le specie arboree adeguate al territorio.

 

La raccolta fondi sarà aperta da lunedì 28 gennaio a domenica 28 aprile 2019 sul sito Produzioni dal Basso per la cifra di 40.000 euro, necessari all’acquisto del terreno, ai successivi lavori di avviamento ad alto fusto, alla messa a dimora degli arbusti, alla creazione del percorso didattico e alla riforestazione della parte non boschiva.

 

PERCHÉ UN FONDO FORESTALE ITALIANO

Il Fondo Forestale Italiano nasce con l’idea di combattere i cambiamenti climatici e proteggere la biodiversità creando nuove foreste e conservando quelle esistenti.

Se è vero che l’Italia ha visto negli ultimi decenni un aumento della superficie boschiva (ritorno del bosco), buona parte delle foreste italiane è però costituita da “boschi poveri”, poiché spesso degradati da tagli a scopo commerciale che ne hanno alterato la struttura le dinamiche naturali, oppure ancora troppo giovani.

Le aree coperte da foreste vetuste sono sempre più ridotte e separate fra di loro da zone urbanizzate o sfruttate in altro modo, e non offrono un habitat sufficiente per le specie minacciate.

L’attuale politica orientata a favorire le biomasse forestali come fonti di energia rischia di portare a una gestione dei boschi italiani in un’ottica di mero sfruttamento economico: una visione cieca di fronte all’importanza delle foreste in quanto habitat complessi e patrimonio comune da tutelare.

È quindi imperativo e quanto mai urgente agire per salvaguardare l’esistente e ripristinare parte di quanto è stato perduto in termini di patrimonio forestale.

Evidenze scientifiche sempre maggiori portano alla conclusione che la riforestazione e la conservazione delle foreste siano, tra le soluzioni proposte, tra quelle di maggior impatto positivo in termini di riduzione della CO2 in atmosfera; inoltre hanno costi contenuti e provvedono ulteriori e significativi benefici di carattere ambientale, quali la conservazione della biodiversità, il miglioramento della qualità del suolo, la sicurezza idrogeologica e la salute pubblica.

Il Fondo Forestale vuole quindi costituire sul suolo italiano un fondo inalienabile di terreni in corso di rinaturalizzazione o coperti da foreste e lasciati alla loro evoluzione naturale.

Gli alberi non saranno mai tagliati a scopo commerciale; l’associazione non venderà mai i terreni e non cederà mai quote di CO2. Il Fondo Forestale proteggerà le sue foreste dai tagli, dagli incendi e da qualunque interferenza le possa danneggiare, nella consapevolezza del loro ruolo fondamentale per la salute del pianeta e di tutto gli animali che lo abitano, inclusi gli esseri umani.

 

CHI SIAMO

Il Fondo Forestale Italiano si è costituito nel 2018. L’associazione si avvale della consulenza del Comitato Scientifico, composto da: Fabio Clauser (Decano del Corpo Forestale dello Stato); Franco Pedrotti (professore emerito dell’Università di Camerino; già presidente della Società Botanica Italiana e della Commissione per la flora del Ministero dell’ambiente, già delegato per l’Italia presso la Comunità Europea per la Direttiva Habitat, già componente del Consiglio Direttivo dei Parchi Nazionali d’Abruzzo, Monti Sibillini e Gargano);  Alessandro Bottacci (Colonnello del Corpo Forestale dello Stato, Vice Comandante dei Carabinieri Forestali della Toscana, Capo dell’Ufficio Centrale Biodiversità); Bartolomeo Schirone (professore di Selvicoltura e Assestamento forestale presso l’Università della Tuscia); Maurizio Sciortino (Ricercatore ENEA su adattamento ai cambiamenti climatici, sistemi territoriali e satellitari per la valutazione del degrado del territorio); Kevin Cianfaglione (Ricercatore e docente di Botanica, Ecologia e Paesaggistica all’Université de Bretagne Occidentale, Brest, Francia); Simone Lonati (dottore in Scienze Forestali e Ambientali e libero professionista).

L’attuale presidente dell’associazione è Emanuele Lombardi.