Questione di mentalità.

C’è tanto da scrivere in questi giorni. Ho aspettato a farlo perchè forse il mio modo di vedere e affrontare le cose in modo un po’ distaccato e cinico potrebbe dar fastidio. Ma in fin dei conti lo spazio è mio.

Diciamolo. Il vero problema in Asia adesso non è stato lo Tsunami. Questo, permettetemi il paragone da “medico”, è come ricevere una botta con una spranga di ferro sul costato che ti rompe qualche costa… per poi fare una tac e accorgersi di un tumore.

Il vero problema di chi va in Indonesia, Maldive ed India vede solo il paradiso che la natura in quell’angolo mostra e ciò che il Tour Operator vuole far apparire al cliente. Cliente che naturalemente avendo pagato non vuol sapere nulla di gente che vive in povertà, anzi anche al di sotto della soglia di povertà [ma magari è lo stesso che vedendo le immagini in tv finge di commuoversi]. Il problema reale è la povertà. Perchè qualsiasi catastrofe si riversi in Asia o Africa sarà amplificata decine e decine di volte di più, visto che mancano le difese immunitarie.

Geologicamente il terremoto di Sumatra sarà il primo di una serie di terremoti che interesserà in nostro pianeta. Capita. Anche per gli sfollati di Sarno o del terremoto dell’Umbria quella era l’Apocalisse. Credo che bisognerebbe fare una scala delle priorità nei problemi. Devono agire i governi. Prima. Claza benone l’adagio pubblicitario del prevenire è meglio che curare, ma suona inutile detto ora.

Cordoglio. Ma ora pensiamo alle cose nelle nostre vicinanze [non solo esiste lo stesso pericolo nelle varie Los Angeles o Sumatra ma anche davanti a Catania eh..] e non buttiamoci random a fare i samaritani qua e là che se non fatti in modo razionale ci possiamo dimenticare magari dei problemi nelle nostre realtà, che forse sarebbero più facilmente risolvibili.

[Consiglio cmq la lettura dell’articolo dell’ottimo Servegnini qui]


0 thoughts on “Questione di mentalità.”

  1. Il problema è proprio questo, le case che crollano uccidono, le case egli alberghi costruiti in riva al mare uccidono, non i terremoti o le ondate anomale. Uccidono anche i tetti delle scuole non costruiti a norma, come è successo due anni fa da noi. Io penso che il re sia molto più nudo di quello che crediamo ed incerte pari del mondo nessuno lo vuole vestire. A partire da casa nostra. John

  2. Il problema è proprio questo.
    Ogni epoca ha i suoi casini, noi proporzionalmente ai casini che abbiamo ora stiamo molto bene perchè abbiamo delle potenzialità per il futuro. Solo che non c’è voglia… Sì, voglia. Non mezzi e altre cose.
    Quando vai in Indonesia i soldi li beccano i tour operator, mica la gente di lì che non ha neanche le strutture sanitarie… è un discorso molto lungo da fare. Non so se è opportuno continuarlo…

  3. L’Indonesia è la capitale mondiale del turismo sessuale eh ? batte cuba solo perchè si prostituiscono anche le bimbe, che sono merce ricercata … e per pochi spiccioli… scusate la franchezza… ma lì un occidentale ha millemila milioni di modi di raccattarsi una trombata per poco oppure di vivere tra sfarzi e sabbie fini (vedi maldive) … e non c’è neanche un modo per ricevere dall’istituto di controllo delle hawaii la notizia del maremoto … e soprattutto non c’è la minima preparazione o via di fuga … che bello

  4. eh, ma un occhio qui e la bisogna pur buttarlo… se non altro per trovare il posto dove trasferirsi, sai, robe tipo fughe di cervelli, repressione …. ste cose qui… scartata l’asia e l’oceania… considerando che la francia non mi piace particolarmente, in inghilterra c’è Tony … Blah..ir … nutro avversione contro la penisola iberica … mi rimangono solo il canada ed il venezuela, dove per altro c’è una pseudoguerra civile in atto… ‘nsomma, da qualche parte dovremmo pur rifugiarci no ? Quasi quasi telefono a tom hanks e gli chiedo come stanno messi in crakozia

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