Sbonk.

Per primo: gli infermieri e anestesisti del comparto operatorio di cardiochirurgia a Parma son persone meravigliose. Seriamente, mai vista gente brava e premurosa così, mica solo per dovere. Io davvero li stimo abbestia dopo stamattina (nonché però sto correndo a farmi cambiare connotati, ché se mi rivedono secondo me mi linciano).

Seconda cosa: mi vergogno peggio che se avessi scassinato il bussolotto delle offerte sotto la statua di Sant’Antonio in chiesa.

Raccontiamola, sono svenuta in sala operatoria alla prima operazione non mia. E sono svenuta a ultimo quarto di intervento, mica all’inzio o a cose così appena entrata. Son stata benissimo seguendo e interagendo quasi tutto l’intervento. In posizioni scomodissime, da circo Togni. Da tigrotto del circo Togni. In realtà non ho trovato alcuna cosa trascendentale e/o spaventevole. Però è bello, molto. Cavolo, spippolare con un ago vicino al cuore di uno addormentato lì. Anche perché magari pensi che non sei te per una volta e quindi boh, ti senti sollevato. Ma andiamo sui torbidi dettagli.

Io mi ricordo una cosa tipo il chirurgo operatore che ricuciva ben bene la coronaria alla protesi e poi boh, il fotogramma successivo sono io a terra con la anestesista che mi schiaffeggia e l’infermiera che dice: "maccazzo, mi ero allontanata proprio solo ora!" e io che guardo verso uno dei due chirughi e chiedo:
"oddio, non è che ho fatto casino?".
Mi caricano in tre in barella (modestamente io ci ho un fisico imponente) e loro continuano a chiedermi come sto. Io stranamente rispondo che sto bene, ma chiedo se ho fatto danni. Loro mi imbarellano, mi alzano le gambe, rispondono che no, son caduta sulla sonda (di una macchina da trecentomilaeuri) ma non ho fatto danni, ma continuavano a chiedermi come stessi, dacché ero pallidissima e sudavo. Io ho risposto che stavo bene, mi sentivo solo frastornata. Da lì l’anestesista… dico, l’anestesista diobono… ci abbiamo di là un anziano col torace aperto e tu vieni a vedere come sto io… l’anestesista mi prende la pressione e si accorge che è 145/90. Da lì l’infermiera mi porta un té, e l’altro infermiere si intrattiene a parlare con me su quanto è bella la Toscana. E che chi fa il primario lì in mezzo son svenuti tutti. Io che lì ero a dirgli che in realtà mi vergognavo e basta, e che ne avrei fatto a meno. Lì allora mi dicono: "beh, la ragazza nell’altra sala ha vomitato". Non sapevo se andare più orgogliosa di non aver sporcato o deprimermi sentendomi mezzasega. Poi ci avevo tutti i ferristi che venivano a vedere come stavo, e io lì che allora mi sentivo ancora quasi più in colpa, vedete voi. Poi mi son tirata su e via.
[ecco, quando sto tanto ferma in piedi mi schizza la pressione in alto a volte. Solo che per occuparmi a seguire mi son dimenticata che avevo le gambe di legno. Che pirla.]
Da lì il capoccia (il primario, diobono) mi dice di andar di sotto al Pronto Soccorso. Io che sono allergica ai medici. Io, che non ci sarei andata se non avessi intenzione di rientrare in comparto operatorio la prossima settimana (non posso risvenire, dai, due volte nello stesso posto no, dopo mi umilio in mail col prof e gli chiedo di vedere un’altra operazione, eh). Al pronto al triage becco uno che conosco che mi fa "aaaaaah, ma anche io son svenuto lì a Cardiochirurgia… certo che magari iniziare col cuore fa così."
Non è vero una sega, iniziare in cardiochirurgia è bello. Vi assicuro che anche vedendo (spiego: purtroppo si assiste stando su una specie di scaletta/sgabello con le ginocchia rivolte verso la testa del paziente, guardando il campo operatorio dall’alto) il torace aperto non fa impressione nonché a livello odoroso poi non si sente granché, solo quel odore dolciastro del sangue. Non so, vedere lì lavorare sul cuore è bellissimo, non so spiegarvi. So solo che vorrei ritorrnare a vedere.
Da lì aspettare in sala d’aspetto vedendo la Clerici alla tv, entrare in ambulatorio, subire l’ennesima infermiera che non mi trova la vena (ho un ponfo sulla mano destra che non vi dico, ché me l’han presa lì) nonché i lividi/escoriazioni/bozzi me li terrò (orgogliosa, quasi eh). Tornare a casa in bici con il compagno di università e la mamma che si sono un po’ incazzati perché son tornata da sola. Però boh, ehm, devo mandare quella mail al prof eh…

[dio che vergogna, anche se tutti mi dicono che son svenuti pure loro. Vah, che tristezza.]

0 thoughts on “Sbonk.”

  1. Quando ho visto la prima autopsia lo specializzando anziano ci ha detto, scherzando: “Se vi sentite male accorgetevene prima ché non vogliamo gente per terra. Se no finite pure voi sul tavolo”.

    Invece la prima esperienza in cardiochirurgia: 5 minuti (turni), occupati a capire come mettere la mascherina in modo che nn si appannassero gli occhiali. Visto niente, ché c’era un sacco di gente e stavo in un angolo. Tornerò.

    sporad

  2. Sèèèè “non segni di trauma cranico”! Non lo leggono il tuo blog? :D

    Lo dovresti incorniciare quel referto.

    sporad

  3. La prima autopsia non mi ha fatto nulla, sebbene il puzzo era enorme. Qui cazzo mi sa che la mia salute dimmerda mi ha un po’ fregata (cielo, voglio trovare l’ispirazione per la mail)

  4. tesora… Beh consolati io svengo alla sola vista del sangue…del tipo che se mi taglio mentre mi rado annego nel lavandino…

    ok non faccio medicina ma sono solo dettagli…

  5. Il dr. House sarebbe andato a casa tua, avrebbe frugato nei tuoi cassetti, aperto la piccola farmacia nel tuo ridente cesso, avrebbe interrogato la portinaia, i tuoi vicini, i parenti fino al settimo grado, aperto il tuo pc, letto le tue email e soltanto dopo, avrebbe diagnosticato un episodio lipotimico.

    In Italia, siamo troppo avanti! :)

  6. in effetti se gli vomitavi sul cuore aperto non era bello…

    ma le operazioni non le seguite da una tribuna come a grey’s anatomy? che se io fossi il paziente, e avessi un briciolo di lucidità in quel momento, a vedere tutti quei lurker lassù gli farei pagare il biglietto, santo cielo…

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