Scene così non si vedevano dalle fiction Garko-Arcuri.

Devo ammetterlo che adoro sotto sotto l’iconografia dei grandi regimi. Un po’ come il viavai di Arcore: avessi avuto i registri di entrata e d’uscita avrei avuto un fremito, lo ammetto. E voi (non so, ve l’han detto i tg italiani?) non vi sarete persi i meravigliosi solenni funerali del dittatore nordcoreano Kim Jong-Il, durante i quali il corteo funebre ha percorso in tutto 40 chilometri da un capo all’altro di Pyongyang, prima di fare ritorno al punto di partenza, facendo durare il tutto complessivamente tre ore e finendo con colpi di cannone (esistevano i colpi di cannone a morto? ne ero ignorante)

Se vi siete persi tutto c’è un abile riassunto sul sito dell’AGI.

In tutto questo ricordatevi che la Corea del Nord non è messa politicamente benissimo: per orchestrare quindi l’addio al dittatore il regime deve aver spinto sull’accelleratore per avere scene di isteria collettiva che da noi si vedrebbero solo se Lady Gaga aprisse i saldi di H&M. Soldati con lo sguardo perso a fare da cordone di sicurezza al feretro che passava sotto la neve. Lagrime di millemila prefiche, orfani, padri di famiglia che si comportavano in un modo che sinceramente boh, mi lascia tuttora basita. Ma che ci volete fare. Però questo ministero della propaganda funziona benissimo: altro che lelemora.


0 thoughts on “Scene così non si vedevano dalle fiction Garko-Arcuri.”

  1. Altro che la proverbiale compostezza orientale, qui mi sa che i nordcoreani hanno attinto a piene mani dalla sceneggiata napoletana alla Mario Merola….

  2. Un giornalista americano, mi sembra, aveva parlato della situazione nordcoreana come la realtà più vicina alla trama di 1984 di Orwell. Controllo totale del pensiero delle masse. Pauroso a dir poco.

Rispondi