Il mio amministratore potrebbe essere un bravuomo in un paese di narcolettici.

Buongiorno,
con la presente sono a informare che nel condominio e principalmente nella vostra scale stanno avvenendo fatti incresciosi quali danneggiamento a serramenti condominiali e privati, schiamazzi in orari notturni, ecc…
Per quanto sopra sono a chiedere eventuale vostra disponibilità ad un incontro straordinario per porre fine alle lamentele.
Resto a disposizione.

Cordialmente.

Posso dire, come fu per Berlusconi, che anche io non ho scelto questo amministratore di condominio. Ma siamo così culi pesi che non abbiamo mai voglia di andarcene a cercare un altro. Così ce lo dobbiamo tenere, lui e il suo onorario che tutte le volte mi fa esclamare un tenero “apperò, mica cazzi eh”. No. Purtroppo non riesco neppure a dialogare con lui. Sembra un po’ come se io parlassi un linguaggio diverso. Non mi caga mai le mail ma spesso se ne esce così.

Ora vi dico cosa è successo di nuovo.

Sapete che il mio condominio è un po’ pieno di artisti, diciamo così, no? Cosa che se facessi suonare i Prodigy qui nel cavedio condominiale anziché a Rho non si noterebbe la diversità acustica rispetto alla normale attività del nostro civico. Sicché in questi giorni, mentre io scatarravo e scaldavo il mio pupazzo meglio di un accumulatore termico, son successe simpatiche cose: come il trovare condom usati un po’ dappertutto. Il bello anche sul cancellino della porta di casa (è figo aprire al corriere che ti porta il nespresso con il ferro tutto decorato come se fosse l’alberello natalizio, veh) e non solo un po’ ovunque negli spazi comuni. E poi sempre codesti rumori che, mentre vi scrivo qui a orari marzulliani, ricordano molto l’accoppiamento selvaggio con il ferr… mh, un momento.

Ecco. Però, per farla breve: io sto nell’altra scala.


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