La tangenziale di Milano è una brutta cosa (contiene i Jim Jones Revue e Bad25)

Ieri ho dovuto fare una di quelle cose che si chiama “accorpa gli appuntamenti”, una di quelle robe che sono costretta a fare causa carobenzina da diverso tempo.

Voi direte prendi i mezzi pubblici. Io vi dico una roba: avete presente dove stanno costruendo per l’alta velocità la stazione mediopadana? No? Ecco, quando venite da Bologna sull’A1, poco prima del ponte di Calatrava, c’è un’altra opera di design così, un po’ opinabile per noi che vediamo l’architettura con la stessa apertura mentale di tottifrancesco. Ecco, lì in mezzo al nulla. Credo che sarà complesso anche per i reggiani arrivarci. E non avete presente QUANTI regionali han cancellato e che di notte, dopo le 23.15, è complesso rientrare da Milano a Parma.

Era una divagazione ma anche una spiegazione.

Quando quindi nel mare delle email che ricevo c’era chi mi diceva “Ciao, ci sono i Jim Jones Revue al Magnolia e sono disponibili per interviste” e un’altra diceva “Ciao, SkyArte fa la proiezione di Bad25 invitando anche i blogger, e c’è anche un aperitivo incluso” capite che mezzo neurone ha lampeggiato.

I Jim Jones Revue sono dei signori, sono intelligentissimi nel parlare (a volte devo fare delle interviste che altro che ars maieutica) e soprattutto dal vivo spaccano. Ma spaccano tanto. Quando mi è capitato però tra le mani il promo di The Savage Heart sono rimasta conquistata. In un mare di dischi minimal e un po’ segosi è un bel disco diretto che usa il cuore ma te lo fa anche pogare da una parte all’altra del torace.

Altrove devo dire che non ero mai stata nella sede di Sky. E lì hanno meno controlli di quando si entra in Rai: quando si entra in Rai ti controllano che neppure quando vai al Parlamento, o quando vai al Bundestag. Peccato che appena entrata nella sede di Sky mi sia volato il telefonino a terra ma… dicevo, comunque ero lì per la proiezione di Bad25. E anche per mangiare qualcosa, ma ecco, conveniva non l’avessi fatto, perché ehm, sai la fortuna di avere avuto già da piccola la salmonellosi? Ecco, in questi casi serve, credo. Comunque dicevo: la stessa sera quel documentario passava anche in tv, ma io non ho Sky. Però credo lo potete trovare in lingua originale. Insomma, ho saputo tante cose da lì, è proprio una bella cosa da nerd questo documentario di Spike Lee: da Michael Jackson accreditato per lo schiocco di dita alla sua morte.

Poi ok, vedendo MJ in ginocchio contorcendosi ballando mi è venuto in mente Bellamy. Ma secondo me era colpa del catering.

Diciamo che la spiegazione un po’ meno fuffosa ve l’ho messa di qua. Però ecco, gran bel documentario.


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