In pratica il mio neuropsichiatra è il solo che mi prende ancora sul serio. Minimizza le cose che faccio. Continua a dire che né gli amici né mamma può fare qualcosa.

Almeno lui.

Quello che non volevo fare era rimanere sola. Lui dice che io devo bastare a me stessa. Che la mia situazione fisicochimica è sballata. Io so solo che non riesco più a fare nulla. Che le situazioni sono quelle che si trascinano da anni, che sono peggiorate. Che sono incazzata col mondo in modo sbagliato.

Il punto è che non è disagio, come se vi muore qualcuno. Il punto è che sono malattie multisfaccettate: togli un’arancio nel cervello, ci sono ancora tutti i semi attorno che lo offuscano.

Il problema è che arrivata così alla fine del post ho fatto una fatica boia a scriverlo. Faccio solo non fatica a piangere o tagliarmi. Il resto ho le medicine che agiscono poco, e io che non mi reggo in piedi. Un esercito di falsi amici che se ne va. Mio padre visto per la prima volta in vita mia preoccupato. Questo. Questo da noia.


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