Mo-mo-motus.

Mamma mia, ora che ci penso.
Forse alcuni di voi giovini abitanti la costa tirrenica o le vicinanze si ricorderanno che fino all’avvento del digitale terrestre nei canali analogici si prendeva quella che una volta era formalmente chiamata "Antenne2" e poi dalla seconda parte degli anni novanta "France2", ossia il primo canale della televisione di stato Francese.
Io mi sento un po’ come gli albanesi, che quando arrivavano anni va al di qua dell’adriatico dicevano di aver imparato la lingua via televisione, e che vedevano che da noi era tutto bello, lindo, pulito, caruccio e costosamente confortevole.
Thierry Beccaro
Ora però vi dirò una cosa, vedete sta specie di Alfonso Signorini francese qui accanto? Ecco, egli è un po’ il Mike d’oltralpe, se ci pensiamo per stasi televisiva visto che io andavo alle elementari e il signor Thierry Beccaro già conduceva alla telè francese.
E guardando giustappunto nel sito di France2 vado a notare che il programma che mi scandiva le mattinate influenzali a letto è ancora in programmazione.
Tal programma si chiama Motus.
Il giochino è assai semplice, e lo potete trovare in un simpatico programmillo giusto qui.
In pratica consta nell’indovinare parole di cinque lettere, come in una sorta di gioco dell’impiccato. Ora potete ridere mentre vi confesso che buona parte della mia conoscenza del francese deriva da tutto ciò. Sì, pensate voi che non l’ho mai studiato seriamente ma lo parlo abbastanza correttamente. Checculo.
Una migliore spiegazione del gioco la trovate qua in lingua transalpina. Loro ci vedono tante rassomiglianze, per me è l’impiccato in versione pro.
Detto tutto ciò arriviamo a dire che comunque la televisione francese l’è un po’ triste.
L’unico programma che mi piaceva [cazzo, anche questo esiste ancora] era Tout le monde en parle. Più che programma direi una tonnara di persone il sabato sera in seconda serata. Però non era male, non so perché ma ridevo. Mah.

Volevo essere Arvin Sloane.

Che poi non l’ho capito. Tutti mi credono una stronza ma magari lo fossi, cazzo.
L’altra cosa che non ho capito perché tutti adorano Lost e Alias invece ce lo siamo cagati in quattro. Ecco, Alias è finito. Cazzarola, negli ultimi 4 episodi ci han fatto vedere i sorci verdi. Tutto ciò che si trascinava dalle stagioni precedenti, tutto condensato lì peggio di un consommé.
Che comunque Vaughn era sì bono, ma il personaggio che adoravo e idolatravo era Arvin Sloane.

Suvvia, come non si poteva amare il buon vecchio Arvin.
Riassuntino per non carampane: esso era il malvagio della serie. Uno che era l’amico paterno di Sydney, che la ospitò in casa quando pensarono che il suo babbo ammazzò la su’ mamma [ma in realtà la donna era un’agente kgb infiltrata e aveva avuto anche una figliola con lo Sloane]. Prima capo dell’SD6, che almeno Syd  pensava fosse una divisione occulta della Cia, ma anche no. In realtà era una divisione criminale portata e diretta sotto le ossessioni dell’omino di cui sopra. E da lì poi esce il tutto. Perché diciamolo, mica Sydney era la protagonista, era quanto aveva rotto i coglioni Sloane prima e la Derevko poi con ‘sto Rambaldi.
Ecco, era un ossessionato dal personaggio di Milo Rambaldi, una sorta di genio rinascimentale creato dalla fantasia di Abrams e creatore di alcune macchine strane e fantasiose da incastrare tutte tra loro peggio di tutte le raccolte kinder che poteranno però alla fine a conoscere il segreto dell’immortalità [sì, un insieme tra sticazzi e mecojoni]. Ma perché raccontarvi di più, che mi sa che ho già spoilerato abbestia?

E nelle ultime puntate vedete lì, Arvino, addobbato come Meissner scalerebbe il K2 a puntellare e scalare i ghiacci del monte Subasio. Sì, perché Abrams sarà anche geniale, ma ‘sti americani hanno una conoscienza della geografia… cioè, dai un’occhio all’altimetria… guarda su google earth prima il Monviso e poi il Subasio e risparmia sulla scenografia. Ecco, tra una pippa mentale e l’altra, vedendo sempre la figliola, che lui stesso aveva ammazzato perché stava distruggendo un manoscritto Rambaldiano, con una compilation immane di sensi di colpa le parla e tenta di lavarsi la coscienza, perché dice di essere contento perché potrà avere vicini sia lei che Rambaldi. Ma dopo che si reca alla tomba dello stesso parmesàn in Mongolia [eccerto, dove vuoi che muore un parmense…] e tutto quello per cui ha sacrificato anni di carriera, crimini, inganni, salcazzi, pause pranzo, moglie, figlia, amici e ferie pagate si accorgerà che valeva la pena. Fino a quando vedrà che non gli servirà a un fico secco. Ma solo alla fine, ed avrà tutto il tempo per potersi disperare.

Insomma, un cattivo così cattivo non tanto in sè, ma oserei dire in altro da sè è difficile a trovarsi. Dai, credere in qualcosa, sperare di raggiungerlo, conquistarlo e poi vedere che non serviva a un cazzo è una girandola di eventi che ti porta quasi a farti avere tenerezza per un bastardo simulatore e dissimulatore, che ha cambiato il suo volto da carnefice a benefattore mille volte senza subirne i danni.
Sarebbe bello essere Arvin Sloane e programmare tutte le mosse, pensare a dosare le parole, i gesti, mentire e nascondere quello che non serve. Ma mentire sforza troppo il cervello, dicono. E poi, a me, manca il mio Rambaldi di fiducia.

Ah, comunque. Il padre di Sydney, cornuto e amico tradito di ritorno, si sacrifica a fare il kamikaze nella grotta di Rambaldi perché Sloane immortale c’è diventato davvero. Sì, ma con le gambe sotto una colonna e il deserto attorno l’immortalità te la metti un po’ dove non batte il sole [sotto la colonna, non per nulla]

[P.s. Sapete che tutto questo post ha anche un metasignificato ed è figurato? Chi ne capisce il senso, e sarà difficile, vince una razione di torta fritta e salumi da ritirarsi in Parma. Ecco. Gli altri sappiano che comunque sì sbavavo su Vaughn ma che Sloane ogni volta che ne faceva una mi mettevo le dita giunte, picchiettandole tra loro ed esclamavo: "Che personaggio meraviglioso…"]

Pari opportunità.

Che poi, si parla di pari opportunità, solo Sydney Bristow al quinto/sesto mese di gravidanza va ancora a tirar calci al cattivone che minaccia la sicurezza nazionale del mondo. Il resto delle donne romperebbe i coglioni a chicchessia con le voglie e i corsi preparto.
Lei invece chiama il babbo perché la Jaguar che stava guidando è stata innalzata a sessanta metri dal suolo, con una collega nel bagagliaio in incognito, e insomma non sa mica cosa può fare.
A una cristiana normale già si sarebbero rotte le acque e la placenta si sarebbe già secondando.
Ma a Syd non succede, ma anche lei è umana, e pensa che se ci fosse stato il suo Vaughn scegliere il bavaglino sarebbe stato più facile, ecco. Cazzo, che drammi, datemi un kleenex.
Povero Vaughn, ce lo vogliamo ricordare così.

Michael vartan

[Mi perdonino tutti coloro i quali non sanno un cavolo di Alias, ma sappiate che seguendolo non è che vi si chiarisce meglio tutto veh]

Matthew uber alles.

In pratica è guerra.
Io e i miei vicini gobbi oltre alla condivisione del tifo calcistico e all’odio verso tutti quelli che sbattono il cancello nella fascia oraria due di notte – sei di mattina non abbiamo nulla.
Ieri quella diversamente alta della mia vicina [ahò, arriva con la clavicola alla ringhiera quando a me ci arriva l’ombelico] quando io avevo messo un certo gruppo inglese che ululava "Yoooou wiiiiil buuuuurn in heeeeell foooor youuur siiiins" [dedicato ai cazzari che sbattono il cancello, ovviamente] la vicina spalanca la finestra e cosa ti mette?
Le Tatù.
Cioè….
Ora, quelle di sopra… ehm, quelle insomma… mettono pausini/dirisio/negramaro e sarcazzi vari e vabbè…. ma le Tatù…

Matthew Bellamy

Ciò significa che oggi si mettono i Muse in heavy rotation [‘n’arto po’?]
Ciò vuol dire che oggi mi ascolto spaparanchiata sulla soglia della finestra Glorious, di cui vi faccio magnanimo dono sonoro, ululandola come un maremmano [pastore, nel senso di cane] in calore.
Già una bella immagine, amisci.
Ma soprattutto, cosa ne penseranno gli avventori che, siccome il sor google manda qui porci e cani [forse anche loro pastori maremmani] avendomi messa in prima pagina in lingua italiana, cercano Matthew Bellamy …. son soddisfazioni da carampana [del tipo…. ommamma, mica si cercherà anche LUI su google…. argh….]
 [clicca qui se vuoi vedere il feticcioso screenshot…]

Mi sono ricordata di amare Zizou.

Ovvero, il popolo più spocchioso d’Europa, e io stasera che ho gioito al gol di Henry [Fabio, capisci, io che gioisco quando segna Titì, ma non è un bell’uomo, non posso darti ragione… quel cranio oblungo…].
Ma insomma, Zinedine… sniff, quanti ricordi di vedovanza.
[s’è imbruttito e incofanito, ma vederlo giocare mi fa sempre scattare la lacrimuccia, cazzo quanto sono sentimentale ultimamente, uff]

Ma per esempio, avessi avanti a me Matthew Bellamy…

Dell’essere groupie.
Che oggi con la mia amichetta Thursdaynext si parlava del concerto-premiere di Black holes and Revelations.
Che si leggeva chi, oltre ad andare al concerto, aveva incontrato i tre più il nuovo tastierista biondino a cena. E che solleva un interrogativo ben importante. Quando te incontri il tuo idolo… cosa fai? Svieni? Vomiti? Balbetti? Ti genufletti?
Se ci pensate è una delle cose da mettere in conto. Uno dei primi post di questo onorevole sglaps parlava proprio dell’aver accompagnato una mia compagna di università, ora emigrata a Bologna, a vedere e interloquire con Samuele Bersani. Dico al concerto del 25 aprile qui a Parma. A me non fregava un tubo. Quindi ci feci chiaccherata, foto e autografo. Lei riuscì solo a dirgli:
"Ah, sei mancino?"
Ecco. Io ci penso e cerco di trovare spunti per non ripetere una cosa del genere. Una frase brillante e intelligente che non ti faccia ripensare a quel momento rosicando e mangiandosi degli indumenti a caso come un Rockerduck qualsiasi.
Se ne parlava oggi, su cosa dire o poter dire al proprio idolo, o perlomeno cosa succederebbe:

Annarè: "mi piacciono le vostre canzoni" mi sembra il "ho portato il cocomero" di dirty dancing 
 me: io pronunzierei suoni gutturali
Annarè: io mi chiuderei in un bel silenzio
me: oppure, geniale: "vi ho fatto musicalmente conoscere ai miei amici: metà ne ha le palle piene e metà vi adora"
Annarè: si questa è divertente :D
me: eh
Annarè: boh, io non ho mai chiesto nemmeno un autografo a nessuno
me: o anche "ciao, ti credevo più alto, ma mi sei idolo"
Annarè: perchè mi sembra una cosa scema
me: sapessi io, li ho sempre chiesti per altri

Ne ho anche altre:
"Sai che somigli a Pavel Nedved senza meches? Solo che suoni meglio e non mi fai incazzare quando lavori"
"Quando cantavo Knights of Cydonia in doccia il giorno dopo i miei vicini mi guardavano in modo strano. Ma ne vado orgogliosa."

[accettasi aiuti, anzi, spremete le meningi (le gonadi ci ha già pensato il sor Matt in Supermassive black hole)]

[e ora voglio… mmm, Matthew Bellamy a cena, ecco]

Allora, qui sono troppo umile. La mia pr e trendsetter Thursdaynext mi spinge a cambiare questo stallo da umile sglapser nella vigna del web e di iniziare a bullarmi degli avvenimenti prodigiosi che stanno infestando codesto minuscolo sglaps provinciale.

Difatti questa settimana, seguendo San Technorati, GianlucaNeri è apparso nel post della blogfest (ne rendiamo grazie)

Quest’oggi, ricercandosi tramite google apponendo tra virgolette il suo nomecognome è arrivato qui il primo vip.

Matteo Ceccarini.

[sì, lo so, zitto]

[eh, si sarà cercato su google per quello…]

Dicevo, su questo post s’è trovato scritto:

 

#5 16:58, 11 maggio, 2006

Mi presento. Sono Matteo Ceccarini, mi dispiace che hai considerato il mio lavoro "unz unz"… Ti capisco, comunque. Un bacio

 

Matteo, perdonaci ma viviamo ancora nell’ignoranza. Però io ho consultato la mia trendsetter nonché pierre

Thursdaynext: lol si è letto echiccazz’è fantastico

comunque l’ha presa bene

" ti capisco, comunque"–> io trovo stupenda questa frase

ti capisce nel senso che pure lui lo considera unz tunz?

che vorrebbe darsi alla musica classica?

e invece lo costringono a fare unz tunz perchè si sa, nella moda, eh

ho deciso che mi sta simpatico

Bene: abbiam deciso che ci sei simpatico. Quando molli il tuo blog e ripassi per di qui, caro Matteo, facci sapere cosa è e cosa fa un music designer che noi qui non lo sappiamo.

Paoooooooooliiinoooo.

Ieri mentre io e Donna Ari parlavamo del più, del per e del qualunque [e la sottoscritta imitava inconsapevolmente il coreografo di Catello, rivolgendosi mica alla Ari eh] si spulciava l’avvenimentone musicale del week-end che si cercherà di seguire coi nostri non potenti mezzi [suppongo pregando che non si pianti tutto, indipercui oggi si da via alla masterizzazione del possibile che si possiede qui sopra e che non serve a scopi radiofonici] abbiam trovato un soggetto da carampanizzare:

Paolo Nutini.

Paolo Nutini

Echiccazz’è?

No, non lo sapevamo neanche noi. Paolino è un giovine di belle speranze. Voce niente male. Di chiare origini italiane ma scozzese di natali. Oltre che di belle speranze il Paolo, diciamocelo, col visino che ha mi fa strage di carampane.
Paolo Nutini

‘Ste generazioni CBCR (oh, ha diciannove anni… il bimbo)

Paolino su myspace. Per chi volesse ascoltarlo, ecco.
Paolo Nutini (il sito, ma non è granchè… il sito).

Sicuramente se ne parlerà più e più ampiamente su Carampanismi.

[NB per gli uomini che leggono codesto sglaps. Prima di lamentarvi: la Fran pensa anche a voi. Guardate qui codesto video meraviglioso (via swen) della Pepsi.]

Semicroma.

Non è giusto.
Da quando ho sentito Jeremy Irons che parla del mondo visto dagli oblò della Fiat Croma mi è venuta voglia di posare il didietro almeno una volta su quella macchina smile. Altro che Lapo.
Cioè, boh, ha una voce a tratti meravigliosa. Potrebbe parlare anche di stitichezza e dispareunia e l’argomento sarebbe affascinante e fantastico.
Ora, ditemi che ci sono degli mp3 di fiabe della buonanotte declamate da lui che li pago anche.
 
[e intanto dopo Pippo l’ippopotamo la mia critica pubblicitaria di riferimento ne esce con un altro post ganzo, brava Tati]
 
Intanto, via Mattia, volevo avvertire noi/voi carampani del signor Di Cataldo che sebbene il mondo complotti contro il nostro idolo abbiamo sempre una speranza. Infatti nessuno ci ha mai avvertito che l’ultima settimana di gioco tutti i concorrenti precedentemente eliminati saranno riproposti al pomeriggio e sottoposti al televoto.
Quindi daje Massimo.