Papà me lo diceva che avrei dovuto fare il Classico, così sapevo anche 'ste cose inutili.

E invece come ho scoperto 'sta parola, che è bellissima, è da nerd. Nel senso che l'ha twittata una ragazza americana e ho pensato: figata.

La parola è Melolagnia.

Melolagnia vuol dire eccitamento sessuale provocato dall'ascolto della musica. Poi se volete tutto lo spiegone sull'uso che ne fece Shakespeare ne La Dodicesima notte e pippe varie vi leggete il wiki inglese.
Melolagnici/che che non siete altro.

Certo: la trama, i dialoghi, la recitazione. Quello.


Tipo dummennega su Raidue, che è rimasta una delle poche reti assieme a rai4 che il mio digitale terrestre riceve, c'è stato dopo NCIS 'sto telefilm, che si chiama Hawaii Five-0 e dicheno sia un remake di un telefilm vecchio tipo anni settanta. O sessanta. Non lo so.

La cosa per cui mi interessava di vederlo, è Alex O'Loughlin.

Io non so se ci ha doti recitative, ma mica guardo tutto il telefilm. Solo gli screencaps. Checcevoletefà.

I got love for you if you're born in the 80s'.

E' un periodo così dimmerda che se si facessero autopsie in strada neppure necessiteremo neppure di spalmarci di Vicks per non sentirla.

Sentire tutti i miei coetanei in questo periodo così, nelle stesse difficoltà mie, un po' in tutti i settori non so se mi fa rabbia o mia ammoscia. Perché non è come quando ci sono quelli in facoltà che fanno la lagna, come si dice dai posti dove provengo quella da "piangi il morto e frega il vivo". No, è che il casino è ubiquo e ha le parole del "ma tanto sei giovane" "sei troppo giovane" "voi giovani". Un cazzo, verso i 30 anni si è normali. Con una vita bene o male avviata, perché deve essere avviata, non puoi aver vegetato tutti questi anni. Non è compiuta, non può essere sbocciata, ma non siamo giovani, piccoli, che dobbiamo imparare. Ormai la strada è stata presa. Il casino è che tu, "grande" dimmerda vuoi invece tarparmi le ali, bloccarmi le braccia, sgambettarmi. Quello è il casino, perché ti sembra che quello che hai ottenuto non lo devi mollare, ti sembra che fai una regalia a qualcuno.
Sai, anche nel cinquecento si teneva qualcuno a bottega e poi si ricordava che era allievo di tizio o caio. E spesso superava il maestro. Queste cose cambiano.

Cioè, tu che stai davanti a me: prima o poi capita qualcosa eh.
Poi che a me dia fastidio che io e le mie competenze dobbiamo star seduti, e che io devo rinnovare le mie competenze sennò si inacidiscono mentre te magari vai avanti per inerzia a me rode assai. Ma è un problema mio, lo so: risolviamo i tuoi. Smolla quel culo.

Ora finisco di menarvela con Jimmy Gnecco due mesi. Promesso.

Jimmy Gnecco live at Radio Popolare, MilanIo sinceramente un po' ci avevo la caga. Non so, ma sbobinare tutto, riascoltarmi che lì avevo il fiato cortissimo (ero nervosa, avevo una soglia di attenzione a +15000 per diversi motvi: era la mia prima intervista con la casa discografica- ciao ragazzi!- nonché sapevo la aspettavano anche dalla label oltreoceano -mh, no, loro non mi leggono- ed era alla persona che per mesi con la musica mi aveva tenuta incollata in un posto dove non volevo più) e non riuscivo ad articolare nulla. Poi esci e ti capita di azzerare tutto, come gli esami che tu ti chiedi come mai tu non ricordi più nulla e invece gli altri dopo si scrivono tutte le domande.

Come se non bastasse che all'inizio prima di registrare io a Jimmy Gnecco gli ho detto son dieci anni che ti ascolto, forse in un periodo ti ho ascoltato anche troppo e cose così, vergognandomi e guardando altrove mentre lui invece mi fissava e mi sorrideva, con quegli occhi così limpidi e quel modo di parlare così calmo che sembra ponderi ogni parola per poi lasciarla cadere pesante quando la dice, ecco io mi son fatta vedere sotto nell'androne del palazzo dal mio cantante preferito rovistare nella mia borsa cercando il cellulare, che avevo perso in macchina, tirando fuori tutte le cose.
E lui mi ha detto ciao, uscendo con la chitarra sottobraccio, come a una capretta di Heidi.

O una capretta ad Heidi?
Beh, ecco, insomma. Figure dimmerda a spiovere come accorgersi che lui oltre ad essere magrissimo è anche qualche cm meno di te e tu pieghi le ginocchia, ma facendo la faccia buffa così che lui rida. Almeno quello.
Cose così, insomma.

Aver paura di rivivere un momento che è stato così bello che hai paura di sciuparlo.
Fangirlism.

Poi il fatto è che non mi ricordavo davvero un'autentica fava, ma volevo troppo mettere la trascrizione. Ché avevo fatto un adattamento su Grazia, ma voi capite. Anche la traduzione mia della trascrizione non mi piace. Mi piace la trascrizione, il rileggere le parole, il ricordarmi le espressioni di chi avevo avanti. Il contestualizzare i rumori di fondo del nastro, tutte le cose così. Sorridere pensando che sorridevi. Circoli viziosi, neuroni specchio.
E she can read she can read she's bad.

Se lo rivedo gli dico che io sono sì nata lo stesso giorno di Paul Banks, ma la storia del mettersi un personaggio su la devo ancora imparare. Io, purtroppo, sono una diretta come lui. Forse per quello mi piace.

Daje, con chi la prossima figuradimmerda?

[se volete andate a leggere o anche no, vedete voi]

Sense of failure.

Ultimamente il 70% delle cose che faccio, che scrivo, che produco non mi piacciono. Poi le paragono a quelle che fanno altri, che sono più basicamente semplici e più efficaci -credo- e mi incazzo il triplo. Poi mi abbatto. Poi vedo se posso imparare. Poi mi rendo conto di essere fatta complicata e che quindi sia ci ho un mio percorso tortuoso accazzo e sia debbo rendermi conto che non è che posso fare robe diversamente.

Checcazzo, accontentiamoci.

(no?)

Certo, posso dire comodamente ad ENIA che non gli pago la bolletta ma li cito tutto il giorno col mio pupazzo.

C'è un insieme di gente che mi chiede se gli cedo mie foto da pubblicare gratis. Incidentalmente sono foto belle e quasi tutte fatte in posti dove un essere umano non fotograferebbe o non andrebbe se non costretto dagli eventi. 
Io gli dico che le foto se le vogliono le devono pagare e improvvisamente o si incazzano dicendo che no, di solito gli altri gliele danno gratis ("allora se le faccia dare dagli altri, io sono per cederle dietro piccolo pagamento") o scappano dicendo che non sono più interessati.

Che è un po' a corollario di quelli che finché gli fai un lavoro gratis è tutto bellissimo ma quando gli chiedi un minimo inizi ad essere un puzzone.

Poi ti dicono "no, ma ti cito, ci metto il tuo nome". E grazie al cazzo!
Ora non so, dico anche a Telecom che gli scrivo 5 twit pieni di cuoricini e puccismi anziché pagargli quei 90 euro bimestrali. A loro andrà benissimo, vero?

Fonti alternative di mantenimento di noi giovini debosciati.

Voi non capite, ormai qui ognuno deve costruirsi il proprio mestiere per prendere quelle robe chiamate danaro e mettersi un titolo lavorativo da new economy a caso.

Nel senso: il lavoro che vorremmo fare non ci da neppure il pane, il lavoro che facciamo non ci da il circenses che vorremmo.

Allora ci si arrangia senza andare a spacciare.

Oltre a scrivere post prezzolati marchettosi qui sopra, che a voi faranno schifo ma a me permettono quelle cose tipo andare a bere fuori, andare a fare la groupie fuori, pagarmi la benzina senza limonarmi uno sceicco, io di robe in questo modo per farmi entrare quei 100 euri al mese per o la bolletta improvvisa o la spesetta futile che tanto ci garba annoi.

Io faccio la mystery shopper.
Fare mystery shopping vuol dire quietare quel sentimento ummarelliano dentro di noi. Che non vuol dire andare in un posto e cagare il cazzo, ma significa andare in un posto, guardare tutte le cose che non vanno, e se non vanno elencarle tutte una volta tornati a casa e se vanno invece tirare fuori che vanno tutte e quindi le persone non vanno prese a scudisciate.
Roba così, dal negozio di elettronica, al benzinaio, al negozione di borse, a quello di scarpe alfine della palestra.

Very easy. Ummarellism.

Si prende una fame, ma ecco, almeno pagano.
Che brutte robe eh?