Omofobia portami via (allora via anche Malgioglio da youtube!)

Perfume Genius il nuovo Anthony? Non lo so, ma con la pubblicità indiretta il suo si candida ad essere musicalmente un buon disco con un enorme hype dietro.

[e la Matador, dopo l’anno passato con Anna Calvi, già si sfrega le mani…]

Il fatto: Mike Hadreas da Seattle decide di fare un video in cui due uomini si scambiano tenerezze. Uno è lui, l’altro è la pornostar Arpad Miklos. Cosa c’è di strano o di offensivo nel video? Niente. Forse vedere gli artigli alla Freddy Krueger per me ora che ho il mal di testa può essere noioso, altrimenti niente.

La conseguenza: dentro youtube o ci lavora un neocatecumenale o una serie di suffragetti si sono scandalizzati, sicché il video è stato rimosso per contenuto offensivo.

Il cliffhanger: Michael Stipe dei Rem ha un tumblr. Occhio, alcune pagine sono nsfw causa alcuni peni di modelli in mostra (e meno male! Con tutte quelle tette e culi di donna…) Ma non posta sempre cose da bimbominkia come facciamo TUTTI noi su tumblr. Per una volta si incazza e dice: “For YouTube to deem this advertisement as “non family safe” is dumbheaded discrimination; I find their actions in doing so disgraceful and cowardly. YouTube, shame on you.  You were born of the 21st Century, now act like it.

Ora se volete vedere il video potete andare su vimeo. La canzone merita.

Ché con quel nome potreste sembrare una band Heavy Metal, no?

Band of Skulls live at Locomotiv club, BolognaEmma Richardson dei Band of Skulls è la versione non buzzicona di Alison Mosshart dei The Kills. Ma non canta come la Mosshart. E non è una cosa a suo sfavore. Soprattutto è più presente a se stess… ehm. Mi è solo una ragazzona di un metro e ottantacinque col basso in braccio.

Ora voi sapete che penso che noi donne alte siamo fighe e che le donne che suonano il basso sono fighe. Quindi immaginate e deducete.

Lei rimane in centro del divano lì al Locomotiv, dopo che io accendo il registratore e inizio a parlare con loro. Stretta nella giacca, col frangettone, timidona. A volte non parla e quindi io interrompo e dico “oh, how is she so cute?” agli altri due colleghi. Lei allora ride e dice che è tutta una recita. E allora ci sblocchiamo e anche con Russell (che sembra il figlio di Taylor Hawkins dei Foo Fighters, diciamocelo) e Matt (arrivato dopo perché in pausa paglia) iniziamo a sparar bene risposte con un certo ritmo.

Voi dovreste ascoltare Sweet Sour quando esce. Io non ne posso fare la rece fino al primo febbraio, ma sappiate che il disco è bello, è all’altezza del primo e lo supera leggermente in radiofonicità. Saranno supporter dei Black Keys, lo sono stati per delle date dello stadium tour dei Muse, e lo sono stati per i Black Rebel Motorcycle club.  Canzoni loro sono finite in pubblicità e telefilm. Sono una delle cose migliori che tra poco potreste ascoltare e rivedere dal vivo in estate.

Perché dal vivo sì, spaccano.

Harrison is watching you (and he's quite aMUSEd)

Ciao, amici in Matthew Bellamy. Non vi tedieremo circa argomenti importantissimi come “ODDIO l’album esce a ottobre, come facciamo ad arrivarci” e più leggeri come “ODDIO MATT SI SPOSAH”. No.
Fortunatamente Tom Kirk (che l’altroieri si lamentava circa “oh, lavoro troppo e non ho una giornata per fare stronzate”) ci da materiale per finire gioiosamente la settimana.

Cielo.

Dieci indiez visti nel 2011 e ci conviene replicare ancora.

In pratica resta sempre un “se ritornano andate, se li avete vicino casa correte anche con le piaghe e la febbrah”. Le altre due classifichine le avete sempre nella stessa categoria.

10. Wallis Bird live at Kalinka, Carpi
Wallis Bird live at Kalinka, Carpi
Ve lo dissi già l’anno scorso, che Wallis è imperdibile. Sta ragazza è sia fuori come un balcone sia una forza della natura. Vederla live almeno una volta nella vita è doveroso, perché ti sblocca qualcosa nella capoccia che non so dirti.
9. Jamie Woon live at Frequency Festival
Jamie Woon live at Frequency Festival
In Italia lo ha chiamato solo Nikki di Radio DJ. Jamie è un ragazzo intelligente, che ha fuso una gran voce, buone canzoni, e un buon lavoro al pc di casa sua. C’è poi sul palco, e non pensavo. Continue reading “Dieci indiez visti nel 2011 e ci conviene replicare ancora.”

Dieci concerti che ho visto quest'anno e avreste dovuto farlo anche voi.

Un elenco che mi obbliga a tenere fuori tante cose considerate belle ma non all’altezza viste ovunque in europa. Dieci è troppo poco. Ma fa pendant con questo post da piccola carampana e un post venturo di gente conosciuta da pochi che invece dovreste recuperare. Vogliamoci male. Siamo pronti? Via.

10. Kasabian live at Alcatraz, Milano.
Kasabian live at Alcatraz, Milano
Le due date venture italiche sono soldout. Spero di rientrare in astrusi calcoli che fanno di me “la stampa” altrimenti come si recitava per i mondiali di calcio “andiamo a Berlino”. I Kasabian sono la band live che spacca dell’ultimo periodo. E dire che io prima di vederli live li consideravo un po’, con un’abile parola che ne riassume eoni, meh. E invece no. Spaccano. [E Sergio se ti guarda negli occhi ha un magnetismo della madonna: nonostante la nutria sul capo] Continue reading “Dieci concerti che ho visto quest'anno e avreste dovuto farlo anche voi.”

Dieci artisti che ho visto quest'anno in concerto e li guardavo tipo Spank.

Questa è un po’ una cosa diversa: anziché fare le classifiche come coi voti di Pitchfork, serissime ma fatte totalmente a cazzo estraendo i voti come la nonna estrae i numeri dal sacchetto della tombola, qui si farà una cosa ancora meno seria. Una tripartizione di post ove si parlerà di concerto dell’anno (dannazione, devo lasciare fuori i festival), artista live da rivedere (gente che voi in Italia non conoscete), concerto più fangirlizzato dell’anno (robe viste anche ai festival dove io ero lì cogli occhi a cuore e insomma la dignità random a pupazze).

Naturalmente iniziamo dall’ultimo, i dieci concerti che mi hanno più mosso qualcosa e non era a livello intestinale:

10. Kaizers Orchestra live at Sankt Poelten, Frequency Festival.
Kaizers Orchestra live at Frequency Festival
I Kaizers sono il miglior gruppo non metal scandinavo. Raramente un concerto riesce a gasarti così tanto, ma sono completi. La musica non è forte ed estraniante ma è quella che entra dentro e ti fa sentire come se hai una di quelle ciucche bellissime dove ti prende a ridere. Dannato metà set soltanto. Ma è stato bello uguale. Forse perché li aspettavo da almeno un lustro. Continue reading “Dieci artisti che ho visto quest'anno in concerto e li guardavo tipo Spank.”

Scusate, visto che mi sta venendo l'ansia del nuovo disco dei Muse devo condividerla con voi.

Ricordiamo che abbiamo gente come questa in studio di registrazione.

Quindi io mi chiedo perché mi debba venire l’ansia per il nuovo disco: no sai come è, cazzo, son sempre gli stessi deficienti. Chissenefrega di come pensano di tirarlo giù, anche perché a parole sia quelle di Bellamy su twitter che quelle di Chris per NME ce ne possono dire di ogni, certo. Un punto di svolta, ‘na roba nuova. Ma quanto sarebbe figo se facessero qualcosa alla Foo Fighters, nei suoni? Ok, dici, potrebbe essere qualcosa di radicalmente differente, questo, rispetto a Neutron stars salcazzi o rispetto a quegli inni da stadio whoo-ooh. Lasciateli ai Radiohead. Tu però mi prendi per il culo trollandomi (Tom Kirk, io ti vorrò sempre bene fino al livello fisico, sappilo) mettendomi i videini su youtube ma intanto hai il camion della London Synphony Orchestra sotto lo studio. E quindi? Quindi nulla, siamo abituati. Solo che io un po’ me la faccio sotto, e questa roba che ormai si condivide tutto sui social, con una roba che esce al giorno mi aumenta l’attesa e mi accresce l’ansia. Ogni album dei Muse è come un parto. Un po’ come ogni cosa mia che deve essere bella, ma in caso la distruggo io e non voglio che smerdino gli altri. Che roba ‘sta cosa, temo sia proprio l’amore per quei tre minchioni…

Ché brutti stronzi, sebbene qui ci facciate le setlist alla sesso di segugio e voi trattiate meglio i mangiarane e i connazionali nessun altro vi fa ‘ste coerografie negli stadi. Dopo che ci mettete nei libri fotografici senza di noi, eh?

Rihanna però è più bassa di me.

Che dire, è stata un’esperienza figa. Non ci credevo, non ci pensavo, sinceramente non ci speravo. Sai quando sei abituata a far concerti come spettatrice, come quelli che si prendono birretta e panino e stanno lì ai cancelli dalle 15. Io quest’anno ho visto un turbinio di concerti (devo contarli) e molti prevedevano il “ci vediamo al soundcheck per 15 minuti di intervista, mi raccomando puntuale” e quindi li ho vissuti tutti con una stretta allo stomaco e una tensione nervosa come se dovessi andare a Rischiatutto.
Rihanna live at Palaisozaki Torino
Invece no, qui ospite di Nivea Italia, di cui Rihanna è testimonial per il centenario del brand, ero servita e coccolata così tanto che continuavo a chiedere “ma davvero? ma posso? ma sicura?” che non mi sembrava vero: mi sono venuti a prendere con una Lancia Thema e l’autista, mi han portato in un cinquestelle firmato Renzo Piano al Lingotto, mi hanno passato le birrette, mi hanno fatto incontrare Rihanna, ho potuto fare quante foto volevo come un giapponese in gita senza che nessuno mi abbattesse. Per pareggiare tutto questo karma naturalmente il mio operatore di telefonia ha deciso di non funzionare (strano: ogni volta che ci sono eventi con più di cinquemila persone il mio operatore telefonico si suicida. Forse è un segnale), ma il team che mi accompagnava (grazie Lia, grazie Gaia) mi ha anche fornito l’iphone per twittare e farvi vivere un po’ di concerto con me. Dodicimila persone a Rihanna per Torino per questo appuntamento del Loud tour… Continue reading “Rihanna però è più bassa di me.”