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Flickr a troje.
Sto cercando di riprendermi dalla risarella di avere nel mio photoset di Parigi su Flickr:
– Alla voce "Ruota insabbiata" una ottuagenaria al compleanno
– alla voce "Boschetto di bambù" 3 donnine di cui una petto all’aria
– alla voce "Palais Royal" uno col batacchio a sventare.
Tutto ciò a tratti è meraviglioso.
Give me the peace and joy in your mind.
Ci vediamo tutti a Milano, visto che starò su per colpa/merito di questi signori qui sopra.
Il giornale Fran (cit.) arriverà domani verso la mezza in Panettoneland.
Sarà bello conoscere alcuni blogger che conosco solo via remoto [e la Ari, che già conosco]
e passerò del tempo con la mia amica Annina [vabbè, anche il tatino] che mi subirà ciabattante in casa.
Stavolta sicuramente la connessione ci sarà. Ci si becca.
In realtà io vorrei scrivere guide turistiche.
Orbene il bagaglio che vedete qui sopra è relato a una simpatica iniziativa. Cliccando qui sopra potrete approvvigionarvi di una simpatica guida Schmap nell’idioma della perfida Albione provvista però di ben otto foto provenienti dal mio flickr, e per meglio dire dall’album di Parma.
Per quanto riguarda invece il mio gigioneggiare su Flickr [ringrazio ancora coloro i quali mi hanno regalato l’account Pro, è stato un regalo di compleanno graditissimo] ho scoperto grazie ad Aleroots come geotaggare le foto. E sto divertendomi proprio come una bimbina….
Ah, e comunque una riguardata ai Frantour datela ;)
Frantour (essay 2)
Sappiatelo, dopo lunga cernita sono riuscita a pubblicare tutte le foto di Parigi.
Naturalmente ho messo le più meritevoli, altrimenti sarebbero state circa 500.
Ora sarà la volta di Chantilly, Senlis, Fontainebleau e Dijon. Prima di Natale sicuramente ce la farò a mettere su tutto, anche perché mi sto divagando coi vari pool di flickr e così mi diverto un mondo.
[lo so, vi ho sfinito, me lo dite spesso sul messenger, coraggio]
Al solito ora si posteranno delle fotine, cliccabili come l’altra volta, di posticini particolari che potreste visitare nella vostra gita a Parigi. Poi almeno tornate a casa e fate i fighi con parenti e colleghi e dite "quella lì del grissino che ho conosciuto a causa della Hunziker me l’aveva detto, perché io la conosco quella lì e oltre a far ridere a volte dice anche cose inutili ma belle" [quasi mi ci convinco anche io].
Pronti?
Se ci avete [in famiglia ce ne è sempre una] la zia casaechiesa pretina e chiesina che vi guarderà come peccatori per essere andati a Parigi, nota città che ti trascina tra night e mignotte [non so, l’immaginario collettivo a volte è strano] la sorprenderete e la farete rosicare tirando fuori la fotina del santuario della Medaglia Miracolosa. Uscita metro Sevres-Babylon, rue du Bac (70 e qualcosa, 74 forse). Fuori trovate opuscoli informativi, così non sfigurerete di fronte alla zia che sicuramente ne saprà per sentito dire.
Usciti a destra c’è la più grossa Epicerie di Parigi. Una gastronomia con davvero di tutto da ogni parte del mondo. Ecco, come dire… c’è di tutto. Nei miei giorni di visita anche un prosciuttaio napoletano che affettava del Parma.
Di norma ci si ferma al Pantheon, si guardano le tombe e si scappa verso i Giardini del Lussemburgo o a volte non si guardano neppure quelli. Trenta passi dopo il Pantheon, esattamente dietro a sinistra c’è St Etienne du Mont. Chiesa che vi sorprenderà per le balaustre interne. Nella navata di destra, prima del coro, c’è la tomba di S.Genevieve, patrona di Parigi, trasportata qui dopo la sconsacrazione del Pantheon. Nella parte in fondo proseguendo nel deambulatorio dopo la sagrestia, nell’abside a sinistra una colonna sta a indicare la tomba di Racine, a destra quella di Pascal, le cui spoglie vennero portate qui da Port-Royal. Esisterebbe anche una fotina del sepolcro di Pascal ma non la linko, perché è davvero orrenda e me ne scuso.Qui se siete studenti di medicina, lo so, gioirete. Questo accanto è il chiostro [come tanti chiostri medioevali ne è l’ex cimitero] di St Severin. Chiesa molto bella, in gotico fiammeggiante, nota alle cronache perché si presume che ivi quella lavandaia di Dante Alighieri, nel suo presunto viaggio a Parigi, si sia fermato qui spesso in preghiera.
Ma rimaniamo al chiostro. Nel 1417 qui ebbe luogo la prima operazione di calcoli alla cistifellea. Luigi XI promise la salvezza a un condannato a morte qualora fosse stato disposto a farsi operare [eh, mal che vada moriva sotto i ferri, ma invece sopravvisse…]
Nel 1871, il filantropo inglese Richard Wallace si trasferì dalla sua terra natia a Parigi. Vedendo le difficoltà di approvvigionamento idrico nelle zone più periferiche della città che andavano espandendosi e in cui era concentrata la maggior parte della popolazione decise di intervenire. Non per nulla l’era filantropo. Quindi offrì alla città di Parigi 66 fontane per abbeverare i cittadini. Di queste curiose fontanelle ne son rimaste pochine, tra le tre viste in giro ricordo una sui campi elisi, una sul boulevard de la villette, l’altra davanti a San Sulpicio. Questa è proprio quella sui campi elisi, a sinistra lasciandosi alle spalle l’arco di Trionfo proprio a due passi dal semaforo pedonale che da su place de la Concorde. Da segnalare che esistevano attaccate sotto le figurine, per mezzo di alcune catenelle, delle ciotole da usare come bicchiere. Tolte poi in seguito perché non era igienico.
St, Roch è ubicata nella via più elegante, o almeno una tra le più eleganti, di Parigi. Infatti tra le varie facciate di rue du Fabourg St Honore trovate anche questa della chiesa, lunga 126 metri e con una peculiarità. L’unica chiesa di Parigi orientata con l’asse nord-sud, le altre sono tutte est-ovest. Oltre ai sepolcri del drammaturgo Corneille, del sovrintendente ai giardini Le Notre [che disegnò anche Parco Ducale a Parma oltre a numerosi giardini francesi] e il filosofo Diderot troverete anche un pezzetto d’Italia.
Infatti all’inizio della navata sinistra troverete la lapide che sta a ricordare che tale Alessandro Manzoni, durante un celeberrimo attacco di agorafobia dovuto al casino generale per i festeggiamenti -mi pare- del matrimonio di Napoleone III, ritrovò qui la sua Fede.
Forse perché era la zona in cui lavoravo e dove alloggiavo, ma mi ci sono quasi innamorata. La zona del Parc de La Villette è meravigliosa. Qui a lato vedete la Géode, una vera e propria palla ricoperta di acciaio lucidato [6500 triangoli] dove all’interno si proiettano film sfruttando l’emisfericità dello schermo di mille mq. Esternamente, proprio alle spalle rispetto a dove ho fatto questa foto, c’è una bizzarra scultura. La bicyclette ensevelie, di Oldenburg. Una sorta di bici insabbiata che mostra solo un pedale, il sellino, parte del manubrio col campanello e un pezzo di ruota.
Annessi cutanei.
Ho deciso una cosa. Terrò le unghie lunghe fintantoché non mi caverò dalle ovaie gli esami preclinici e dovrò rimettere zampa in corsia dai malati.
[Poi naturalmente i malati li toccherò come si faceva nei sanatori, guardandoli dall’alto e spostando le vesti con lunghe canne di bambù. Oh, la maggior parte delle infezioni è dovuta dalla scarsa igiene dello zozzone che avete nel letto accanto.]
Solo che c’è un problema. A me i capelli e le unghie crescono con dei ritmi troppo veloci. In pratica dopo un mese- due mesi potrei rivendere a centimetraggio codesti annessi cutanei. Specie le unghie, ma non so se esiste un commercio come per i capelli. Se ci fosse magari avvertitemi, che qui ci si sbarcherebbe il lunario.
Regalo comunque pezzi di unghie, non so come potreste attaccarveli, il Bostik mi pare inadatto.
Già mi ci vedo a firmare lo statino con le unghie rigirate alla Flo-Jo.
[nella foto la mia mano destra dopo 20 giorni di non taglio di unghie. In futuro non potrò più, lasciatemi bullare. Putroppo ci son due o tre sbaffature di smalto, ma insomma, poi se ne vanno]
Frantour (essay 1)
Ciò significa farvi vedere le cose più simpatiche [sarà una rubrica del sabato, che rimaniamo noi 4 gatti con la connessione a casa] che vi porta a vedere le cose un po’ meno turistiche e più figose da sboroneggiare con gli amisci.
Bernard Tschumi, ha disseminato per il Parc de la Villette una miriade di strutture rosse con destinazioni diverse. A volte bar, a volte stazione dei pompieri, altre toilettes.
Sono anche ben visibili zoommando da google maps.
Nella zona invece di Montmartre, di fronte all’ultima vigna esistente dentro le porte di Parigi, in rue des Saules c’è un locale di cabaret che trae il suo nome attuale, ossia Au lapin Agile, dalla sua insegna disegnata che figurava un coniglio che scappava dalla pentola. Da qui il gioco di parole "Lapin à Gill" [dal pittore Andrè Gill] e "Lapin Agile".
Ritrovo di artisti e letterati rimane ancora ora un locale tipico di cabaret.
L’effigie accanto può sembrare oscura. Si trova sul sagrato di Notre Dame ed è quasi esclusivamente fotografata da giapponesi [coff coff, facevo le stesse inquadrature degli amici nipponici ed avevo lo stesso ritmo di scatto. Paura.] Cosa è? Niente altro che il point zèro, ovvero il punto da cui si misurano tutte le distanze riferite a Parigi.
Sens invero è un’amabile (coff coff, sput) località accanto a Parigi della quale vi narrerò in quanto con la pioggia, il vento e gli avversi numi l’ho visitata causa lavoro. Ma codesto, a Parigi, ne è l’hotel. Situato in rue de figuier ora è una biblioteca, anzi la sede della biblioteca d’arte Forney. Relegata qui Margherita di Valois dal suo marito, Enrico IV, vi troieggiò e sperperò abbestia, esemplare un avvenimento: un suo ex favorito uccise barbaramente l’amante del momento e ivi poi venne decapitato [uso in seguito, qui eravamo nel seicento, poi molto amato sui suoli parigini], ci troviamo nel Marais.
In square des Innocents sussiste uno dei pochi monumenti rinascimentali rimasti di Parigi. Sussiste, insomma, venne traslocato dalla vicina rue St Denis dopo l’immenso sgombro ottocentesco del cimitero degli Innocenti [se vi interessa questo episodio, quasi da girone dantesco a tinte fosche, è narrato benissimo in "I segreti di Parigi" di Augias], visto che la fontana faceva da corollario alle mura del cimitero. Bene, proprio le mura portarono a chiudere il cimitero, che era pieno [impressionabile, salta alla prossima foto, grazie] di cani ululanti che erano attratti dai lezzi e i miasmi cadaverici visto che i corpi erano malseppelliti. Un giorno un muro di una cantina di una taverna, che confinava con una fossa comune del cimitero, vide invadere le botti dal contenuto della fossa stessa. Così si capì che versare litri di profumo non giovava all’igiene, e quindi si spostarono le ossa [ci vollero un paio d’anni di lavori indefessi] nei cunicoli della zona sud di Montparnasse. Lì ora sono situate le catacombe. Qui invece ci troviamo in zona les Halles.
Infine una cosa trovata così, ciabattando. Sotto i portici di rue de Vaugirard, dietro al Senato e i giardini del Lussemburgo, trovate il Metre Etalon. La convenzione nazionale, al fine di generalizzare tra la gente il passaggio al sistema metrico, fece piazzare alcuni metri marmorei nei luoghi più frequentati di Parigi. Questi metri furono installati tra febbraio 1796 e dicembre 1797. Codesto è uno dei due reduci a Parigi e l’unico ancora nel suo sito originario.
Priscilla.
Non è più con noi dal 29 giugno del 2004, ma è stata una grande compagna di vita. La mia bassotta Priscilla, che siccome era del 30 marzo 1990 è vissuta non vedendo uno scudetto dell’Inter, porella.
[quando di solito prendeva il sole al mare… qui meno poeticamente si testa però Zoomr]














