Sì, certo, una cosa improvvisa mai preventivata.

Io ricordo sempre la fine di Agosto che faceva questi temporali così, un po' tipo che aspettavi che Noé passasse da un momento all'altro, in cui vedevi risalire su tuo padre dagli scantinati coi pantaloni bagnati fino a metà coscia perché mezz'ora prima aveva diluviato l'ira diddio e le fogne non ce la facevano a ricevere acqua: la strada in discesa del 15% sembrava un torrente incazzoso e se volevi spostarti di edificio e andare sotto la pioggia beh, non ti conveniva.

[e vi giuro: dalle fogne uscivano i topi affogati]

Ora dicono che a Roma si sorprendono che un nubifragio abbia causato addirittura un morto. Dai, succede sempre coi temporali. Anche quella volta che a Marina Velka, nel litorale laziale, le case vennero inghiottite. Ora non diciamo che è una disgrazia non preventivata. I temporali in quel modo al nord sono una cosa causale: da Firenze in giù ci siamo abituati che in mezz'ora piova quanto piove per tre mesi. Siamo realisti. Qui al nord invece al massimo può iniziare a piovere ora e finire tra tre giorni. Modalità diverse. E' anche perché quassù non uso mai l'ombrello: piove così gentile che è quasi inutile adoprarlo.

Ora vi spiego perché ho questo feticismo quasi per Kitchen Nightmares.

Per quelli che sono poco avvezzi volevo dire che è quel programma, tradotto in italico idioma con "Cucine da incubo", con quel cuoco che è grezzo come la carta vetrata e si chiama Gordon Ramsay e fa delle trasmissioni varie di cucina, tra cui questa che potete anche vedere su realtime, che si vede che è pilotatissima il cui canovaccio si districa così:

  • Gordon arriva a un ristorante che sembra mediamente decente ma che in realtà ha grossissimi problemi finanziari
  • Gordon inizia a testare il ristorante e trova il cibo dimmerda: lo evidenzierà con vari "cazzo" bippati.
  • Alché con somma grazia e simpatia dirà che il cibo era una mmerda, il locale sembra il cesso della stazione e il servizio sembra fatto da monchi nonvedenti
  • I proprietari reagiranno come i genitori a cui SOS Tata dice "vedete? Il bimbo non va fatto sgrufare nella terra: lì prende i vermi". Ossia tra il basito e tra l'incazzato.
  • La gente non va di norma nel ristorante neppure se gli danno il cibo aggratis.
  • Di solito lo chef è un testa di cazzo: una cosa verosimile. Ah, e la testa di cazzo non è Ramsay.
  • Ramsay va a controllare le cucine: usciranno fuori blatte, cibo marcio, zecche, pantegane, sugna del 1973, insalata marcia, cibo di polistirolo, vlad the impaler nel freezer.
  • Tutti basiscono (cit. quasi)
  • Inizia il life coaching: modo figo per dire che di solito al proprietario si da il coraggio mettendogli del pepe al culo, si fa abbassare le penne allo chef ridimensionandolo e dandogli fiducia suggerendogli solitamente un menù che non prevedeva più le 345 portate proposte e ingredienti più facilmente reperibili, suggerendo a tutti la cucina casalinga che faccio anche io e solitamente metto nei contenitori ikea nel frigo quando sono nervosa e cucino molto
  • Tutti inizialmente si fanno coraggio, poi vanno nel panico, poi vedono la gente felice e abbracciano il Ramsay
  • Nel mezzo ci sono scazzi, insulti, parolacce

Il fatto è che al di là della struttura base, telefonatissima e recitatissima, è molto vicino alla verità. Io son cresciuta in famiglia alberghiera. E' tutto molto autentico: tutti i cuochi che abbiamo avuto erano o alcolisti, o psicopatici o teste di cazzo. Quindi rivedere ogni puntata è come rivedere tutto quello. Perché quindi lo guardo? Perché è catartico. E perché se pagano Gordon Ramsay per dire tutte quelle parolacce allora possono pagare pure me.

Esaggggerati.

Ora i miei amici di Ciccsoft (che sono ancora più amici perché hanno rincominciato a far la radio su Radionation) mi han detto che oggi gli ha scritto un avvocato tedesco perché avevano usato una foto di biscottini tedeschi e quanto pare questa si sente il copyright sulla foto di biscottini e quindi li han cazziati.

Io che devo dire che usano la foto del mio nobile pupazzo Rodesindro anche sui blog francesi (la terza foto, grazie) sui bimbi maltrattati?
AVVOCATOOOOO.

Si deve tutelare l'immago del pupazzo.

Tanto più che il Pupazzo Rodesindro ora che il comune di Parma è traballante sta pensando a una carriera come sindaco. Dice che lui almeno è senza macchia e ci ha un programma di base molto semplice: culo al caldo per tutti. Mi sembra che potrebbe funzionare, la sua semplice strategia.

Sebbene già sta tentando delle strategie interne per farsi eleggere Faraone che non ho capito bene, ma ha detto che sarebbe il giusto coronamento tra le sue velleità di pupazzo Duca e pupazzo Santo, quindi si è messo in testa questa idea del Faraone e tutte le sere mi chiede perché il faraonato (!) non sia durato sinora. 
Gli ho spiegato che poi i romani, la repubblica ma secondo lui non funziona il modello repubblicano e mi dice che no, lui ha seguito le lezioni di storia dell'arte di Paolucci di notte su uninettuno e che quindi dalla storia dell'arte ha tratto che i popoli è meglio governarli dibbrutto, dice.

Non so, ci ho paura.

Comunque non so, credo si debba fare un corso alle persone per far mettere le foto con link verso di te e via andare. Non serve molto. Del tipo ecco, la foto l'ha fatta tizio. Senza che tu debba impecettare la foto con copyright e robe del genere che mettono una noia astrusa. Fanno tanto 1996. L'abc. Poi si parla di condivisione e robe, tzè.

Oh, se ci pensate è un'idea figa.

Mi è arrivato come comunicato in email, lo ammetto, ma io la trovo una cosa figa.

Laura Martini_SYgumHERE_retro
Laura Martini_SYgumHERE_retro by franfiorini on Zooomr

Laura Martini designer e artista milanese, declina la sua forza creativa e comunicazionale su “Stick your Gum here”, il progetto che combatte la maleducazione ed educa il cittadino al rispetto dell’ambiente. E’ proprio attraverso quella cattiva abitudine di attaccare le gomme da masticare dietro lo schienale delle sedie, da generazione in generazione paradossalmente tramandata a scuola, che Laura Martini, con ironia e creatività, fa leva sulla memoria e ricorda di rispettare l’ambiente. 
Anziché trovarsi le gomme dappertutto (e diciamolo, quelle nuove sono pazzescamente semiliquide, io ogni volta che devo sputare una daygum mi escono le madonne) è una cosa creativa, daje.

E' un copincolla, ma ci tengo molto.

Questo mi è arrivato via email: l'iniziativa si chiama Non c’è Pace Pace Senza Giustizia e richiede al solito donazioni: ma anche conoscenza. 
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Il 13 settembre scorso si sono aperti i lavori della 66ª sessione ordinaria dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, momento cruciale dal punto di vista politico, delle interlocuzioni fra i rappresentanti dei vari Stati, ai fini dell'acquisizione del risultato della campagna di Non c'è Pace Senza Giustizia per la messa al bando delle mutilazioni genitali femminili (MGF).

Le possibilità di riuscita sono più d'una e grazie ad un intenso lavoro di Non c'è Pace Senza Giustizia e la Coalizione BanFGM con il quale lavoriamo, che ha coinvolto ministri, parlamentari e attiviste anti-MGF, e ha avuto come risultato l’adozione il 1 luglio 2011 di una Dichiarazione dei Capi di Stato africani riunitisi al Vertice dell’Unione Africana a Malabo, Guinea Equatoriale, che impegna gli Stati africani a presentare a questa Assemblea Generale un testo di Risoluzione per la messa al bando della pratica, e a compiere tutti i passi necessari affinché il documento sia messo all'ordine del giorno e adottato in plenaria.

Un'assunzione di responsabilità di questa portata non può che avere effetti positivi sulle complesse dinamiche onusiane, dove molto spesso le sensibilità di singoli Stati o gruppi regionali rappresentano ostacoli difficili da superare per poter trovare una posizione comune anche su questioni che pure godono di un consenso condiviso. Questo è tanto più vero quando la posta in gioco afferisce alla sfera della protezione e promozione dei diritti umani, questione ancora delicata per molti Paesi.


A riprova della leadership che i paesi africani stanno assumendo rispetto alla messa al bando delle MGF, il 15 settembre scorso, i Rappresentanti Permanenti del Gruppo Africano presso le Nazioni Unite hanno ospitato attivisti della Coalizione BanFGM per una presentazione del problema, e molti di loro hanno in seguito riaffermato il loro impegno a dare seguito alla decisione dell'Unione Africana di far adottare la Risoluzione a questa Assemblea Generale. Si tratta ora di capire quale sarà, dal punto di vista delle procedure, la strada che il Gruppo Africano sceglierà di perseguire: se far passare la Risoluzione dal 3° Comitato, che è quello che si occupa di questioni legate ai diritti umani, per poi metterla ai voti in plenaria a dicembre, o se presentarla direttamente in Assemblea Generale a gennaio o febbraio 2012. Molti Stati sono orientati alla prima soluzione, che è quella che noi stes si riteniamo la più efficace, e stanno lavorando a livello diplomatico per creare le condizioni di consenso necessarie a compiere il passo.

Consolidare e rafforzare, dunque, i paesi del Gruppo Africano che hanno elaborato una posizione comune a sostegno della presentazione e adozione della Risoluzione alla 66ª Assemblea Generale dell’ONU continua a essere una priorità delle nostre attività, condotte anche grazie al ruolo cardine svolto dall’Italia negli ultimi anni nella lotta contro le MGF non solo alle Nazioni Unite a New York ma anche e soprattutto nelle capitali africane, dove il Comitato Inter-Africano contro le Pratiche Tradizionali e le altre organizzazioni con cui Non c'è Pace Senza Giustizia ha lavorato nel corso dell'ultimo decennio, sono in piena mobilitazione perché i propri Ministri degli Esteri continuino ad esprimere senza esitazioni il sostegno alla Risoluzione, in coordinamento con le rispettive Rappresentanze Permanenti presso l’ONU e guidata dalla Rappresentanza Permanente dell'Unione Africana.

Compito di Non c'è Pace Senza Giustizia in questa fase è accompagnare questo complesso processo fornendo assistenza a tutti i livelli e intervenendo ad hoc laddove richiesto, attraverso la preparazione di documenti a sostegno del lavoro svolto nel corso dell’ultimo decennio sul tema delle MGF, contribuendo a massimizzare l'impatto del lavoro portato avanti dai nostri partners dentro e fuori il palazzo di vetro, e continuando a raccogliere firme di cittadini di ogni parte del mondo a sostegno dell'appello internazionale per la messa al bando delle MGF, in modo che sia palese la volontà della comunità internazionale di mettere fine a questa pratica una volta per tutte.

La Giornata degli Animali.

Come ogni anno, eccoci a scrivervi della Giornata degli Animali, il tradizionale appuntamento ENPA che, nel weekend  del 1-2 ottobre 2011, da la possibilità agli amanti degli animali di incontrarsi in oltre centinaia di piazze a festeggiare gli amici a quattro zampe. L’obiettivo dell’edizione 2011 è raccogliere contributi per la costruzione di nuovi ambulatori veterinari di primo soccorso. Un passo indispensabile per consentire ai volontari Enpa di curare ed assistere più tempestivamente gli animali bisognosi.
A sostenere la Giornata degli Animali 2011 si sono già schierati gli operatori telefonici assegnandoci l’SMS solidale 45501 per il periodo dal 15 settembre al 10 ottobre e l’agenzia Lowe Pirella Fronzoni che ha ideato, gratuitamente, la campagna stampa e radio.

Dovrebbero dare il patentino per stare sulla internet.

Le recensioni degli alberghi sulla internet stanno diventando una schifezza. Non si riesce a capire con chiarezza se un hotel ha delle mancanze o meno. Per non parlare di tripadvisor dove tu ti aspetti la foto della camera o della muffa del bagno e invece non so, vedi la foto di chi ha fatto la recensione sotto la tour Eiffel abbracciato colla morosa.

In pratica quindi se io volessi sapere cose del tipo "minchia, il parcheggio è inesistente e ti ciulano l'autoradio" oppure "la colazione non è inclusa, costa 34 euro e fa cagare l'anima" oppure "i letti sono duri", che per me in questo caso è una cosa positiva, o "nella doccia ci puoi fare una coltura risparmiando le piastre di petri" non lo saprai mai. No: perché nelle recensioni degli italiani le prime cose che troneggiano sono "non sanno l'italiano", "non c'è il cornetto a colazione", "non hanno il bidet".

Ora, va bene che io con la mia motilità intestinale benedico ogni giorno il bidet dacché mi salva dai nemici dell'igiene tra doccia e doccia, però ecco, quando vado a dormire in un hotel e quindi non è che ci stia diciamo -mettendo dell'ottimismo- più di dieci ore al dì e quindi ecco non è che in quelle dieci ore per 4-5 giorni sento propriamente la mancanza del bidet o la mancanza di un piatto di spaghetti, ecco.

[poi è come gli italiani che vanno negli altri Paesi e se ne catafottono degli usi e costumi poi il nostro ministero deve andarli a soccorrere: vedi il padre che tira la cinquina al figliolo in Svezia e poi si sorprende, vedi quelli che non si mettono il velo nei paesi islamici osservanti. Minchia il fastidio.]