Guardavo la pubblicità della mozzarella Francia e la colonna sonora mi sembrava di quando la Barilla faceva pubblicità serie e nazionalpopolari. Mica quella della bYNba (cit.) con la madre che, pensandola, le ha fatto i piccolini però ce li fa digerire a noi.
Ma veniamo al succo.
Già ci esprimem… espres… ehm, già si disse qui in codesti lidi che c’era una telenovela bavarese che suscitava ilarità tra gli astanti.
Tanto è che qui non la si chiama con il suo vero nome, ovvero Tempesta d’Amore ma con altri nomignoli.
Chi di voi non ricorda la telenovela interpretata da uno sbiadito Conte in bianco e nero all’interno di un fu famoso programma comico non sarà all’oscuro del perché, qui, s’è scelto di ribattezzarla con il nome Gradite un cordiale.
Difatti il pathos, i barocchi intrecci e i dialoghi ampollosi ne ricordano le fila.
Ma proprio andiamo al nocciolo. Qui non si sopporta l’eroina del pamphlet, ovvero Mahler Laura.
La Laura sarebbe la pasticcera dell’hotel. Che dopo cento puntate abbiamo scoperto che è la figlia del proprietario. Ma lei non sa che l’omo di cui è innamorata [tra vari tormenti e cose non dette che se fossero successi a Beautiful ci sarebbe natalità zero] non è in realtà suo fratello, ma il figliolo del portiere d’hotel.
Poi ci meravigliamo se Maria Luigia d’Austria o la nonna dell’attuale principe di Montecarlo si ripassava cuochi, camerieri e stallieri.
Il punto è che la Mahler è scarsamente mazziniana. Altro che pensiero e azione. Lei è pensiero, pensiero, pensiero e cogito. In questo momento sta pensando se rimettersi con l’ecs moroso alto, bello, intelligente, bono, libero e non diretto parente mentre lui si sta zerbinizzando e le fa gli occhioni dolci più di uno dei di lei cioccolatini destaciospa.
Però ci ha gli scrupoli, perché lei pensa sempre ad Alexander, che intanto ciula con la moglie, ma è un dettaglio, perché anche lui soffre di queste tormentate pene (ahem) d’amore.
Ma alla fine, ci sta come il cacio sui maccheroni la riflessione dello stimato Autore Lovejoy.




