Mi hanno dato della deracinata?

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Buon Divertimento,

Lo staff di Eidos Communication

In pratica mi hanno dato della cretina, o no?
[on air: Afterhours – Male di miele]

For one moment, I wish you’d hold your stage, With no feelings at all
Open minded, I’m sure I used to be so free…

[on air: Muse – Citizen erazed]

Se siete lettori di vecchia data [la decina dei miei affezionati-bimbette urlanti] sapete quanto umorale sia l’andamento di questo sglaps. Insomma, va con gli umori miei, coglie ispirazione dalla coda alla cassa del superercato o la coda sullo stradone causa Nazionale che gioca. Non scrivo di professione. Probabilmente [purtroppo] non lo farò mai… ma ho il vizio di comunicare quel che sento.

Non posso far a meno di pensare come l’empatia riesca a distogliermi da tutto, a irrigidirti fino a paralizzarti nei tuoi gesti. Anche se ho “quella faccia che sta quasi a dire – non rompermi i coglioni perchè non me ne frega nulla-“ fondamentalmente il non poter far qualcosa, o almeno il credere di non far qualcosa di buono per i tuoi amici nel momento del bisogno ti taglia le gambe. Perchè quando i problemi sono tuoi lotti fino allo strenuo delle forze perchè sai quali sono i tuoi limiti. Ti conosci, sai dove puoi arrivare e fino dove puoi arrampicarti e arrancare. Con gli altri no. Devi osservare, cercare di capire. Non puoi immedesimarti in loro perchè non è la stessa cosa. Hai quel senso di impotenza che ti fa guardare lo scorrere dei loro problemi come se fosse un film proiettato al cinematografo. E tu lì. Vorresti fare ma più di tanto non devi e non riesci. E ti dispiace, e ti fa sentire piccolo piccolo…

La calata del freddo venuto dal nord.

Oggi solo due i gruppi di persone che si sono vestiti leggerini:

a) quelli con i calori come me (credo che debba anche temprare un po’ il fisico in previsione dell’inverno sennò mi ammalo subito….)

b) i bielorussi, gentili ospiti in previsione della partitona di domani della nazionale al Tardini. Loro si che vengono dal nord. Come li ho distinti? Un gruppetto ne usciva da una pizzeria a taglio gestita da cinesi (peggio della pizza di Londra, insomma). Sciarpe al collo e maglietta tipo la mia.

Gli altri già in principio di assideramento, mani viola e guance bordeaux. A chiederti: “Ma sei sicura di non avere freddo? te con quell’impermeabilino e qualla magliettina… mi metti freddo solo a guardarti. E guarda che fa freddo eh. Io ho già la maglia di lana oltre al maglione e la felpa…. e te niente maglia della salute sotto… io ho fredddo.”

E il freddo freddo freddo deve ancora venire. Mah…

[On air: Duran Duran: Reach up for the sunrise]

Apologia del grissino.

[sottititolo: son cose (cit.)]

Genesi: questo post nasce da uno stimolante quanto improbabile scambio di email avuto col signor Personalità Confusa. In una sorta di outing, adagiata non sul lettino dell’analista ma sul banner di gmail a parlare di quel prodotto originato dalle fornerie torinesi per uno dei Savoia.

Il post urge di stesura per via delle coincidenze: oggi mi è arrivato il pacco Barilla per il premio dell’essere stata cavia-assaggi. E cosa c’era di bello? Quattro pacchi di grissini. E visto che col Confuso si parlava proprio dei “grissini fatti a Parma, in via Mantova e denominati Torinesi” e del procedimento con cui vengono stirati i grissini [gli stirati all’acqua non significa che ci si giovi della vaporella eh…]

In attesa del post confuso mi dedico al mio rigagnolo di ricordi: quando ero piccola e gironzolavo per quella foresta (di sedie) che era la sala pranzo dell’hotel. L’unica cosa commestibile che si poteva cacciare in mezzo a tutto ciò era il famoso grissino di Chianciano. Busta bianca monodose [mono, ce ne erano ben 5], scritta rossa con qualche bordino blu. Eh, quanti ne ho uccisi, di grissini [anche eprchè al di fuori dei grissini e del formaggio ‘un si mangiava punto… Che cmq mi scervellavo anche per togliere la quantità di buste giusta, e che non arrecava danno al cliente, dai cestini verticali infissi là sui tavoli con sotto le sedie di cassina].

Tutto molto bello…

Chissà se si troverà ancora la vecchina, nella panetteria torinese, che mi stira con le mani unte d’olio d’oliva i grissini uno ad uno fino a renderli sottiiiili sottili come quelli in giandujottonia….

[on air: U2- One]

missblog #2

Missblog: seconda prova [vota su ]

Premessa: tanto nessuno mi vota, sono in balia dei voti della giuria. Cmq sta poesirotfl è tutta colpa dello squaraus.

Un uomo è arrivato ad estraniarsi dal suo tempo:
esce dal suo corpo materiale
vagola per gli spazi astrali
raggiunge l’infinito e si fonde con lui.

Si inebria dei pensieri degli altri, uomini come lui
si discosta dai bisogni, gode del distacco dalla contingenza.

Poi si sveglia, esce di casa e trova le ganasce alla Punto.

[clap clap clap: on air –> Muse: space dementia]

Bacheche.

[disclaimer: non vi incazzate se appartenete a una delle tre facoltà sottocitate]

a) bacheca di Farmacia: a destra le offerte di posti letto, razionalmente raggruppate per zona e con le indicazioni sui servizi, oneri e onori dell’offerta. A sinistra, in zona fotocopiatrici, le offerte dei libri. Prezzo, edizione, fotocopiatura o meno, presenza o meno di sottolineature o appunti, foglietti staccabili per prendere il numero e cercare l’offerente. Il foglietto lo attacchi lì e dura un semestre. Se cade lo riattaccano.

b) bacheca di Medicina: anzitutto esistono zone random. Trovi misto a “cerco disperatamente libro di Fisiologia usato a prezzo ragionevole, chiamare ad ogni ora” cose come “vendo panda anno 1989 color rosso porpora revisionata. Notevole impianto stereo”. Nessuno preforma i biglietti col numero di telefono del venditore così devi trovare un pezzo di carta su cui scrivertelo. Trovi 40 libri di una materia, ma zero di un altra. In compenso sai benissimo che “Giuseppe riparazioni cicli e motocicli è aperto con orario continuato” e che i “nuovi camici in fibra di cotone costano per gli studenti solo 32 euro”. Gli annunci immobiliari li trovi sul pavimento [ma sono del tipo: “posto letto fronte ospedale a 200 euro, solo settimana corta, bagno in comune con 8 persone”]

c) bacheca di Economia: zona in alto a destra di vendita dei libri. Con le scritte piiiiiccole, quasi a vergognarsi. Però sotto troneggia la serata latino-americana, le riduzioni del dadaumpa, il manifesto del corso “Come parlare in pubblico”, la sfilza di foglietti dove si prevede la vendita di pc, hd, stampanti, autoradio, lettori cd, dvd, bici, motorini, richieste di lavoro e offerte di dispense su come si fanno i tortellini o la parmigiana.

[on air: Renato Zero- Mi vendo]

Ristoro studenti.

Quella stanzetta di 10 metri quadri con un paio di vetrate, un cambiamonete, un distributore di schifezze solide, un distributore di surrogati caldi, un distributore di bevande fresche.

Quel minuscolo locale viene riempito da frotte di studenti in specialmodo nei 5 minuti di pausa delle 9. Chi va a fumarsi una paglia, chi si prende una qualsiasi bevanda che contenga in concentrazioni opinabili un tot di caffeina. Lo studente medio è un caffenoimane a livelli da intossicazione… Lo riconosci dalla chiavetta attaccata al portachiavi e ostentata con imprudenza di fronte al collega assonnato.

Stamani, forte dall’illuminazione avuta dal sig.Confuso ho tenuto il mio piccolo seminario sui preparati liofilizzati.

«Ah, ma sai cosa ti cambia tra capciocc e mocaccino?»

«No, ma potrebbe anche interessarmi… a volte mi mancano argomenti di conversazione….»

«In pratica la differenza è sottile… Mocaccino è fatto di latte, caffè e cioccolata mentre il capciocc è caffè, cioccolato e latte…»

«Sai che non ci avevo pensato?»

E intanto mettevo la mia dozzina di monetine in rame e nichel con la gente dietro di me che tirava madonne…

«E pensa che il solo caffè è polvere lavazza. Mentre gli altri sono simil liofilizzati…»

Sento il segnale acustico. La sottospecie di caffè macchiato di 29 cent è stato prodotto.

Si accettano scommesse sulla mia gastrite incipiente. Anche perchè da noi l’acqua preposta ai caffè è amabilmente clorata… quindi i liquidi hanno quel sapore che neanche la sambuca nel caffè riesce ad eguagliarli.

[P.S. Avevamo seriamente pensato a fornelletto più Nescafè da fare nei corridoi….]

[On air: Queen- under pressure]

Varie ed eventuali.

1) in occasione dell’uscita del nuovo libro di Giorgio Faletti mi sono sperticata per scrivere una recensione del vecchio qui. È cmq in uscita, sempre per Baldini e Castoldi il secondo libro dello juventino, Niente di vero tranne gli occhi. Nell’intervista letta oltre ai dettagli del romanzo spicca una frase finale geniale a cui non avrei mai pensato ma che inserirò nel mio hd cerebrale:

Credi al soprannaturale?
«Come tutti gli esseri umani preferisco crederci, piuttosto che pensare che tutto finisca qua. Applicando alla vita il principio di Lavoisier, mi viene da chiedere: se tutto è ciclico, possibile che solo la vita degli esseri umani sia lineare?».

2) ma lo sapevate che esiste google in esperanto? ma soprattutto… quanti esperantisti ci saranno in Italia. Dal mio punto di vedere le cose l’esperanto è utile come un evidenziatore del deserto, ma potrete smentirmi portando validi argomenti.

3) uno dei miei gloriosi linkati ha sospeso l’attività sglapsatoria. Mi spiace molto. Gaetano, spero si risolva tutto :*

4) i mondiali di ciclismo, a Verona….

[on air: Richard Ashcroft- A song for the lovers]