Al via un anno denso di eventi in Repubblica Ceca

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Anche il 2019 in Cechia si presenta affollato di appuntamenti per tutti i gusti. Eventi imperdibili e spunti originali per una breve fuga all’insegna di cultura, musica e folklore.

Musica per… tutte le orecchie

Si parte in corsa, con un appuntamento dal sapore tutto italiano, ma internazionale al tempo stesso. Il 25 gennaio, l’immensa Arena O2 di Praga, tra i palazzetti polifunzionali più moderni d’Europa, dall’ottima acustica, vibrerà delle più belle canzoni di Ennio Morricone.

Sempre nella capitale e sempre in tema di buona musica, il 17 febbraio al Forum Karlin si esibirà la cantautrice francese Zaz, il cui improvviso successo internazionale l’ha portata sui palchi di tutto il mondo.

E non c’è Praga senza Opera. Gli appassionati del genere potranno ascoltare, il 28 marzo alla Casa Municipale, il meglio del repertorio di José Cura, celebre tenore argentino, ma anche compositore e direttore.

Altra musica: il 7 maggio, all’Arena O2, arriva niente meno che Elton John, leggenda britannica e mito senza confini.

E non c’è bella stagione senza Primavera di Praga, il rinomato festival internazionale di musica classica, le cui note vibreranno in diverse location della capitale –tra cui il Rudolfinum e la Casa Municipale- dal 12 maggio al 4 giugno.

Praga non disdegna però nemmeno la musica moderna, con i concerti della star britannica George Ezra il 21 maggio all’Arena Tipsport, e dei Muse, rock band britannica alternativa, il 26 maggio all’aeroporto Letnany.

Ancora musica con la M maiuscola, dal 13 giugno al 7 luglio, con il Festival internazionale Smetanova Litomysl, prestigioso omaggio alla musica classica (ma anche a quella contemporanea), nonché ottimo pretesto per (ri)scoprire il fascino di questa perla Unesco, in Boemia orientale. Cornice d’eccellenza del festival sarà il castello rinascimentale.

A dare il benvenuto all’estate, infine, en plein di concerti a giugno nella capitale: Maroon5 e Slipknot all’Arena O2 rispettivamente il 5 e 11 giugno,  ZZ Top e Kiss all’arena Eden il 19 giugno, Orchestra Filarmonica Ceca il 19 giugno in piazza Hradcanske, il 21 e 22 giugno  ai Prague Exhibition Grounds il Metronome Festival, rassegna di musica elettronica cui parteciperà anche Liam Gallagher, e infine… Phil Collins, il 25 giugnoall’Arena O2.

Corri e lascia correre

Per gli sportivi, invece, in primavera è tempo di scaldare… i polpacci! Il 6 aprile torna la Mezza Maratona di Praga, che vedrà correre per le strade della capitale e lungo la Moldava alcuni tra i migliori maratoneti del mondo, ma anche una folla di semplici appassionati. E non è che un “riscaldamento” appunto: il 5 maggio tocca alla Maratona di Praga, che da 25 anni si corre su un percorso spettacolare di 42 km (ma c’è anche la mini-maratona)  nel centro storico e nei parchi della capitale, con la colonna sonora di oltre 30 gruppi musicali. Per ammirare gli agonisti, non solo maratoneti, dagli spalti invece, l’appuntamento è invece il 20 giugno a Ostrava con il Grand Prix Golden Spike, gara internazionale di atletica che vede le stelle sportive (tra le quali in passato si annovera persino Usain Bolt) sfidarsi in decine di diverse discipline.

C’era una volta e ancora c’è

Storia e tradizioni di Cechia rivivono in occasione della Festa della rosa a cinque petali, quando Cesky Krumlov, città sotto tutela Unesco in Boemia meridionale, risprofonda per tre giorni –dal 21 al 23 giugno– in pieno Rinascimento. Un viaggio romantico all’epoca degli ultimi signori della dinastia Rosenberg. Corteo in costume, giocolieri, musici, tornei di cavalieri, scacchi viventi, giochi e musica d’epoca e tanto altro. Altrettanta magia durante la Festa delle Argenterie Reali, in programma a Kutna Hora, in Boemia centrale, dal 23 al 25 giugno. Una straordinaria rievocazione in stile medievale e barocco, che ricorda l’epoca fiorente della dinastia reale dei Premyslidi e le antiche tradizioni della città quando fu importante centro minerario.

TEFAF Maastricht ospiterà le opere delle Collezioni di Stato di Dresda

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Maastricht Marketing/Sarah Leonara

TEFAF Maastricht ospiterà le opere più belle delle Collezioni di Stato provenienti da Dresda.
Anticipazione sui nuovi allestimenti e riaperture del 2019

TEFAF ospiterà 23 opere di rilievo provenienti sia dai Paraderäume (Appartamenti di Stato) del Residenzschloss (Palazzo Reale) di Dresda che dalla Semperbau (Galleria Semper), che ospita la Gemäldegalerie (Galleria degli Antichi Maestri) e la Skulpturensammlung (Collezione di Sculture). Tutti i pezzi in mostra appartengono alle Staatliche Kunstsammlungen Dresden (Collezioni d’Arte di Stato di Dresda) e costituiranno l’esposizione di opere in prestito ospitata nella sezione di TEFAF Paper durante l’edizione 2019 di TEFAF Maastrichtt. La mostra farà da preludio all’apertura dei Paraderäume prevista per settembre 2019 e alla riapertura della Semperbau che si terrà a dicembre 2019. I visitatori della Fiera avranno la straordinaria opportunità di ammirare dipinti come ‘Ratto di Ganimede’, 1635, di Rembrandt van Rijn (1606 – 1669) prima che facciano ritorno alle esposizioni permanenti di Dresda. TEFAF Maastricht, la fiera d’arte e antiquariato più importante del mondo, avrà luogo dal 16 al 24 marzo al polo fieristico MECC (Maastricht Exhibition and Congress Centre) di Maastricht, Paesi Bassi.

L’apertura dei Paraderäume nel mese di settembre 2019 sarà il culmine di un ampio progetto di restauro e ristrutturazione del Palazzo Reale di Dresda. Nel 1997, il governo della Sassonia decise di ricreare i Paraderäume, ovvero le stanze volute da Augusto II di Polonia 300 anni fa, nel settembre 1719, e distrutte durante la guerra. Magnifici tessuti, porcellane e arredi della Rüstkammer (Sala d’Armi), Porzellansammlung (Collezione di Porcellane) e del Kunstgewerbemuseum (Museo di Arti Decorative) metteranno in luce il ritrovato splendore della Corte Sassone all’interno dei Paraderäume.

Inoltre, dopo anni di ricostruzione e restauro, la Semperbau riaprirà le sue porta a dicembre 2019. La galleria ospita dipinti di fama mondiale e importanti sculture, che verranno ora presentati in una nuova ambientazione mirata a enfatizzare al meglio l’impareggiabile prestigio e significato dei loro artisti. Il disegno degli interni seguirà un’organizzazione dei dipinti basata sull’origine geografica e la scuola dei loro autori, ponendo l’accento sui temi più importanti trattati durante ogni periodo. L’intero design enfatizzerà inoltre l’influenza reciproca tra pittura e scultura, sottolineando l’importanza della scultura antica per la pittura rinascimentale e barocca.

Tra le 23 opere di rilievo che verranno messe in mostra a TEFAF Maastricht spiccano la corona di Augusto il Forte, principe elettore di Sassonia e re di Polonia, creata nel 1697 (in prestito dalla Rüstkammer); una rara serie di cinque vasi Meissen, quattro rappresentanti i rispettivi elementi e il quinto, al centro, raffigurante lo stemma e il ritratto di Luigi XV, creata da Johann Joachim Kändler (in prestito dalla Porzellansammlung); lo straordinario dipinto Ratto di Ganimede, 1635, di Rembrandt van Rijn (1606 – 1669) (in prestito dalla Gemäldegalerie); e una magnifica scultura, Apollo e Dafne, in stile Bernini, ca.1700 (in prestito dalla Skulpturensammlung).

“L’edizione di quest’anno di TEFAF Maastricht ospiterà delle opere esclusive delle Collezioni d’Arte di Stato di Dresda. Desideriamo fornire un assaggio dei capolavori presenti nelle nostre collezioni e che esporremo quando riapriremo a fine 2019. Le opere d’arte della Rüstkammer, del Kunstgewerbemuseum, della Gemäldegalerie Alte Meister, della Skulpturensammlung e della Porzellansammlung saranno così presentate a un pubblico numeroso ed esperto, fornendo una vera e propria anteprima delle nostre riaperture. Il completamento del palazzo reale rappresenta davvero un progetto europeo sotto molti punti di vista, inclusa la cultura materiale e la ricerca delle maestrie artigiane più tradizionali del continente. Siamo lieti di esporre a TEFAF Maastricht, essendo una delle migliori fiere d’arte del mondo”, ha dichiarato il Direttore Generale delle Staatliche Kunstsammlungen Dresden (Collezioni d’Arte di Stato di Dresda), il Prof. Dr. Marion Ackermann.

-Note per i giornalisti-
Per comunicati stampa e immagini ad alta risoluzione visitate www.tefaf.com/press

TEFAF Maastricht
TEFAF Maastricht, la Fiera d’arte e antiquariato più importante del mondo, si fregia dei migliori mercanti d’arte ed esperti del mondo. È stata la prima fiera d’arte a essere organizzata dai galleristi per i galleristi, e da sempre rappresenta un’ispirazione per gli amanti e i compratori d’arte. La trentaduesima edizione di TEFAF Maastricht si terrà al Maastricht Exhibition and Congress Centre dal 16 al 24 marzo 2019.
TEFAF. Your Art Community.
L’arte, più di un asset
TEFAF condivide con il suo principale sponsor, AXA Art, la visione di un’arte che va oltre lo status di solo asset. Questa partnership fornisce ai collezionisti d’arte un servizio unico che copre l’intera gamma di prevenzione dei rischi, conservazione, recupero e restauro, consentendo loro di mantenere le proprie collezioni nelle migliori condizioni possibili. www.axa-art.com

Fetish day – 18 gennaio 2019 | LELO presenta i più comuni feticci

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Secondo il vocabolario, un feticcio è: “un oggetto o parte non genitale del corpo che provoca una risposta o una fissazione erotica abituale”. Quindi, per celebrare la giornata internazionale dei feticci, il 18 gennaio, lascia andare la tua eccentricità e dedicati al tuo oggetto di culto.

 

LELO ti presenta alcuni dei più comuni feticci, fino a quelli meno conosciuti, così da poterti consigliare come godere durante il “fetish day”: un giorno speciale dedicato ad assecondare le tue fantasie.

 

Bondage

 

Anche se il fenomeno di “50 Sfumature di Grigio” ha iniziato a svanire, ciò che ha trasmesso alla cultura popolare e al pubblico è l’aspetto dolce del BDSM di cui puoi godere con il tuo partner. Possiamo anche affermare che è diventato così tanto diffuso che non è quasi più visto come una richiesta insolita, ma come parte della normale routine sessuale. Puoi renderlo più estremo e godertelo in numerose varianti; LELO è qui per aiutarti se sei alla ricerca di  qualcosa di elegante per rendere la situazione più piccante. Con BOA la fascia del piacere, non puoi sbagliare! É consigliata se ti stai affacciando al mondo del light bondage.

 

Foot Fetish

 

Anche il feticismo del piede, una forma di ammirazione che è stata resa popolare in molte sitcom, film e spettacoli, è stata ormai inserita nella categoria “pratiche comuni”. Se non oltrepassi i confini e se hai trovato la giusta via per soddisfare il tuo partner consensualmente, non fermarti e coccola quelle dita meravigliose.

 

Role Playing

 

Chi dice che puoi travestirti solo ad Halloween? Se è nel tuo mood, puoi cambiare il tuo essere in ciò che desideri ogni giorno. “Il gioco di ruolo” può essere un modo per attingere a desideri sessuali che altrimenti non saresti disposto a provare e può essere liberatorio per entrambi i partner. Puoi travestirti ma se non hai tempo, puoi semplicemente giocare creando diversi scenari.

I più popolari includono: Dottore / Paziente, Professore/ Studente.

Ma se lasci perdere l’immaginazione, puoi essere chiunque tu voglia, o qualunque cosa ti ecciti.

 

Objectophilia

 

É una forma di pulsione sessuale che porta alcune persone ad essere attratte da cose o oggetti.

La gente adora ascoltare le storie bizzarre di persone che si innamorano della Torre Eiffel, di un ponte o della loro macchina. Ma questa è una visione limitata. Se applichiamo questa definizione a tutti quelli che provano attrazione per tacchi, lingerie, ecc, la maggior parte delle persone potrebbe essere catalogata come “persona strana”, quindi senza far vergognare nessuno, ricordati che non sai mai quando potrebbe essere il tuo turno!

 

Spectrophilia

 

Se non ne hai mai sentito parlare, è un’attrazione sessuale nei confronti di un fantasma. Hai mai visto il film del 1990 “Ghost”? Quindi la possibilità di avere rapporti sessuali con un’apparizione non è nuova come idea. Anche se possiamo sicuramente discutere sull’esistenza reale dei fantasmi, esistono molte persone che sono attratte da queste forme spettrali, tra cui molte star di Hollywood. Può darsi che il tuo “amico speciale” abbia bisogno di aiuto, quindi proponigli INA Wave™  che si ispira alla carezza delle dita di un amante per donare una notte di grande  orgasmo.

 

Potremmo andare avanti e contare la lista dei desideri più intimi e nascosti fino alla prossima giornata internazionale del fetish, ma termina la lettura e dai spazio alle tue fantasie.

 

A Venezia la grande mostra su Alberto Burri

L’isola di San Giorgio Maggiore a Venezia presenterà dal 10 maggio al 28 luglio 2019 BURRI la pittura, irriducibile presenza, ampia e importante retrospettiva antologica dedicata ad Alberto Burri, a coronamento di una stagione di grande celebrazione dell’artista umbro sia in Italia che all’estero.

La mostra, curata da Bruno Corà, Presidente della Fondazione Burri, e organizzata dalla Fondazione Giorgio Cini e dalla Fondazione Burri in collaborazione con Tornabuoni Art e Paola Sapone MCIA, è un progetto concepito appositamente per Venezia che ripercorre cronologicamente le più significative tappe del percorso del Maestro della ‘materia’ attraverso molti dei suoi più importanti capolavori. Dai rarissimi Catrami (1948) agli ultimi e monumentali Cellotex (1994), BURRI la pittura, irriducibile presenza con circa 50 opere provenienti da importanti musei italiani e stranieri, dalla Fondazione Burri e da prestigiose collezioni private, ricostruisce nella sua interezza la parabola storica di uno dei più grandi protagonisti dell’arte italiana ed europea del XX secolo e riporta Burri a Venezia dopo la memorabile personale che nel 1983 vide protagoniste 18 opere del ciclo Sestante nel suggestivo edificio degli ex Cantieri Navali alla Giudecca, segnando una tappa fondamentale nella carriera dell’artista.

Il percorso espositivo offrirà al visitatore l’opportunità unica di ammirare una selezione inedita di opere che rappresentano tutti i più famosi cicli realizzati da Burri: dai primi e rari Catrami (1948) e dalle Muffe (1948), presentati in stretto confronto con gli iconici Sacchi (1949-50), ai Gobbi (1950), per arrivare alle affascinanti Combustioni (1953), i Legni (1955), i Ferri (1958), le contorte Plastiche (1960) e l’evoluzione straordinaria dei Cretti (1970), divenuti uno dei temi di ricerca più iconici di Burri, fino ai grandi Cellotex, realizzati fino a metà degli anni Novanta. La mostra veneziana – il cui titolo si rifà alla celebre definizione data dallo stesso artista alla sua opera, e alla difficoltà di tradurla in parole – offrirà così una lettura penetrante del modo in cui questo pioniere della nuova pittura del secondo Novecento ha affrontato il tema centrale del suo tempo: quello dell’utilizzo e della trasformazione della materia in opera d’arte.

“Dopo un quarto di secolo dalla sua scomparsa, avvenuta nel 1995, la mostra pone in evidenza la trasformazione recata da Burri nell’arte del XX secolo – spiega Corà – Non è improprio paragonare l’innovazione linguistica introdotta da Burri con la ‘presentazione’ sistematica della materia reale al posto della mimesi rappresentativa, alla rivoluzione giottesca compiuta nel sostituire ai cieli d’oro della pittura medioevale il celeste che si poteva osservare in natura. In entrambe le innovazioni veniva introdotto il ‘vero’ nella pittura al posto della finzione imitativa di esso. Lo shock prodotto da Burri negli anni dell’immediato dopoguerra – continua il curatore – si può misurare solo con l’effetto ottenuto in tutto l’arco di esperienze artistiche da lui influenzate: dal New Dada di Rauschenberg, Jonhs e Dine, al Nouveau Réalisme di Klein, César, Arman e Rotella, dall’Arte Povera di Pistoletto, Kounellis, Pascali e Calzolari all’arte processuale e fino al neominimalismo a base monocroma”.

Nella mostra alla Fondazione Cini saranno ricostruiti alcuni fondamentali passaggi della pittura di Burri quale caposcuola della pittura materica: verranno ad esempio riuniti per l’occasione tre grandi Sacchi del 1952, larghi 2,5 metri ciascuno, che Rauschenberg ebbe l’occasione di osservare l’anno successivo durante la preparazione della propria mostra alla Galleria dell’Obelisco di Gaspero Dal Corso e Irene Brin dal titolo Scatole e feticci, in occasione di una visita compiuta nello studio di Burri, e che lo impressionarono così fortemente da indurlo a cambiare lavoro, giungendo nel 1954 a dipingere i Combine Paintings sotto l’evidente influsso burriano. In esposizione ci sarà anche un nucleo rilevante di Plastiche e un monumentale Cellotex del 1979 di quasi 3 metri per 4.

BURRI la pittura, irriducibile presenza porta inoltre a compimento un percorso di riconoscimenti internazionali che negli ultimi anni ha ulteriormente affermato la grande attualità dell’opera di Alberto Burri, confermandolo tra i grandi maestri dell’arte italiana del Novecento: nel 2015 in occasione delle celebrazioni del Centenario della nascita dell’artista il Solomon R. Guggenheim Museum di New York ha dedicato a Burri una retrospettiva antologica, così come la Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen K21 Ständehaus di Düsseldorf, a cui si sono aggiunte manifestazioni in numerose istituzioni italiane, tra cui la grande mostra nella sede della Fondazione Burri a Città di Castello (Perugia) a fine 2016.

La lettura della carriera di Burri sarà resa organica dalla presenza di una sezione documentaria multimediale dell’intera attività dell’artista, in cui sarà possibile vedere anche alcuni rari film che lo ritraggono in azione. Il catalogo bilingue (italiano-inglese), introdotto da un saggio critico del curatore Bruno Corà, Presidente della Fondazione Burri, e di Luca Massimo Barbero, Direttore dell’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini, conterrà il repertorio di tutte le immagini delle opere e offrirà così rinnovati strumenti di conoscenza del lavoro e del profilo dell’artista stesso, anche grazie a una sezione bibliografica interamente aggiornata. L’allestimento è realizzato da Archea Associati.

Pilsen, un gioiello di arte, design e architettura

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Una meta alternativa a Praga o una splendida gita fuoriporta per chi scelga comunque la capitale

Tra i più potenti centri industriali della Cecoslovacchia, ai tempi della Prima Repubblica Pilsen ospitava una forte e ricca comunità ebraica, ai cui facoltosi investitori si deve il merito di aver ingaggiato l’allora ancora semisconosciuto Adolf Loos. Il grande architetto austriaco, riconosciuto oggi come uno dei pionieri dell’architettura moderna, ha firmato in città otto splendidi interni, divenuti simbolo del top in fatto di design e cultura del living. Quattro oggi sono aperti al pubblico.
Un poker eccezionale per gli amanti dell’abitare con stile. Quattro degli otto appartamenti di alto design firmati da Adolf Loos, archistar di inizio Novecento, e punte di diamante dell’architettura di Pilsen, sono oggi visitabili. I diversi tour guidati, consultabili al sito www.adolfloosplzen.cz, conducono nel mondo di eleganza e stile dell’interior design di inizio secolo. Un tripudio di salotti lussuosi, raffinate sale da pranzo, pareti a specchio, boiserie, caminetti-gioiello e bagni-capolavoro, ma anche accessori, soprammobili, opere d’arte e ammennicoli vari. Tutti testimonianza di un certo bien vivre, riservato all’èlite.

Appartamenti Kraus e Vogl

Il primo tour svela in tutto il loro splendore gli appartamenti delle famiglie Kraus e Vogl. Si inizia con casa Kraus, al numero 10 di via Bendova. Qui si resta a bocca aperta di fronte al salone dal soffitto a pannelli di mogano e dalle pareti in marmo svizzero Cipollino, cui però nulla ha da invidiare la sala da pranzo con pareti a specchio. Il marmo velato verde scuro alle pareti delle camere crea suggestioni magiche. Un vero gioiellino funzionalista, poi, la camera da letto con gli armadi a muro e la toeletta. Meno di 400 metri più in là, in Klatovska trida 12, ecco l’appartamento originale del dottor Josef Vogl, dalle pareti rivestite in marmo e travertino. Colpisce la grande sala da pranzo con mobili a incasso.

Casa Brummel

Il secondo tour porta in Husova 58, dove ammirare uno spazioso appartamento bifamiliare, ancora parzialmente arredato con mobilio originale e considerato tra le opere più originali di Loos a Pilsen. La visita, di un’ora circa, comincia già dalla tromba delle scale, realizzata su modello di quella di Goethe a Weimar. Tra le chicche, la cabina armadio in legno di ciliegio, che nasconde anche un gande bagno, e il soggiorno con caminetto gigante e terrazza panoramica sul giardino.

Residenza Semler

Con il terzo tour si arriva in Klatovska 110. E’ qui la residenza Semler, unico esempio a Pilsen di applicazione da parte di Loos del suo celebre principio del Raumplan (soluzione spaziale). Gli interni furono progettati, verosimilmente su idea di Loos, da un suo allievo e collaboratore: Heinrich Kulka. Dell’appartamento si visita la vasta zona di rappresentanza: ampio soggiorno, guardaroba, sala da pranzo e cucina.

Altre architetture del periodo tra le due Guerre

A Pilsen gli appassionati del genere, dopo aver ammirato le opere di Loos, possono visitare anche gli edifici a firma di Hanus Zapal, il più grande architetto della città, il cui talento fu a lungo trascurato. Oggi la sua vasta produzione -sparsa in tutta la Boemia occidentale e capace di riassumere l’intera architettura moderna, dal neoclassicismo all’art nouveau, passando attraverso il modernismo, il cubismo di Kotera, il rondocubismo, il purismo e il funzionalismo- è oggetto di nuovi studi e di grande apprezzamento.

Gusto e leggerezza con Philips Air Fryer

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Cosa ci ricordano le Feste Natalizie? Dai: ammettiamolo. In primis quelle abbuffate pantagrueliche con tanto di avanzi che durano fino all’Epifania (e conseguente transumanza di tutti in palestra, pieni di sensi di colpa). E soprattutto la fiera di tutte le salse, dolci, fritti, sughi che dovremmo consumare con moderazione li ritroviamo tutti concentrati in pochi pasti. Bisognerebbe arrivare allenati: intendo col mangiare in leggerezza ma con gusto. Non parlo di insalatine e acai bowl.

Parlo di trovare un modo per cucinare il cibo gustoso ma anche sano, grazie agli strumenti giusti.

Ad esempio, Philips, (brand a cui sono molto affezionata anche per la linea dedicata alla bellezza e ai più piccoli) ha sviluppato degli elettrodomestici innovativi che ci permettono di mangiare bene senza rinunciare a qualche sfizio. In questo caso specifico, mi riferisco alla friggitrice ad aria calda: nella nostra cucina può aiutarci a preparare pasti e sfizi in modo gustoso e leggero senza danneggiare la nostra salute.

 


Ho scoperto questo tipo di friggitrici (anche se chiamarle così potrebbe risultare riduttivo) su internet e sono rimasta molto incuriosita dal fatto che potessero friggere senza olio o con al massimo un cucchiaio. Devo dire che le aspettative sono state ampiamente ripagate in quanto oltre a cucinare con tempistiche nettamente inferiori rispetto a quelle di un forno tradizionale anche ventilato, quindi con conseguente risparmio di tempo e di energia elettrica, i piatti cucinati risultano croccanti all’esterno e ben cotti al suo interno senza venire bruciati. Una volta in funzione c’è da sottolineare anche il fatto che l’apparecchio non sia per niente rumoroso, si sente solo l’azionamento della ventola che però non arriva mai a livelli eccessivi. La pulizia è molto semplice perché basta estrarre il cestello e il contenitore e procedere alla loro pulizia sotto acqua o addirittura in lavastoviglie. mi sento di consigliare vivamente l’acquisto di questo tipo di prodotti ed in particolar modo questo modello che per il modo in cui è costruito (sembra un piccolo parallelepipedo nero lucido) risulta essere anche un elemento di arredo per la zona cucina.

Tanto gusto e nessuna ansia per la vostra linea e salute fisica.
L’estetica è ottima e in vista su un mobiletto è bella da vedere. Cosa da non sottovalutare visto che ormai le nostre piccole cucine sono pieni di elettrodomestici!

Imperdibili appuntamenti d’Arte a Modenantiquaria

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Importanti incontri a Modenantiquaria
per scandagliare con gli esperti
il complesso mondo dell’arte

Modenantiquaria è, per tradizione consolidata, non solo il luogo dove ammirare e acquistare opere d’arte di grande livello ma anche sede ed occasione per confrontarsi con veri esperti intorno al complesso mondo dell’Arte.
Una scelta, anzi una vocazione, che trova puntualmente conferma nell’ edizione del 2019 della manifestazione modenese (in Modena Fiere dal 9 al 17 febbraio).
Tre le più rilevanti occasioni di confronto tra il pubblico e gli esperti.
La prima, di sabato 9 febbraio, vedrà i protagonisti del sistema dell’arte italiana a confronto: per discutere sulle tendenze, novità museali e legislative, problemi e opportunità di un mondo in continuo cambiamento. Con inizio alle 18.00, nello ‘Spazio Incontri’, intorno al tema “ll magico mondo dell’arte” si confronteranno Martina Bagnoli,  direttrice delle Gallerie Estense, Enrico Frascione,  Presidente della Associazione Antiquari d’Italia, Fabrizio Moretti,  Segretario Generale Biennale di Antiquariato di Firenze (che quest’anno festeggerà i suoi primi 60 anni di storia) e Giulio Volpe  avvocato esperto nella circolazione delle opere d’arte.
Il secondo appuntamento è in calendario per domenica 10 febbraio, con inizio sempre alle 18.00, avrà come tema “Ottocento, che passione! Mostre, libri, collezionismo”.
Se il Novecento è stato il Secolo breve, la modernità dell’Ottocento, con le sue innovazioni sociali, politiche, culturali, artistiche, è di lunghissima durata e ci continua a coinvolgere con numerose mostre, pubblicazioni ed eventi di successo. Il più recente dei quali si sarà appena aperto al San Domenico di Forlì, dove è appunto al suo via la grande rassegna “Ottocento. L’ Arte dell’Italia tra Hayez e Segantini” . Un successo che trova conferma anche a ModenaFiere che, nell’ambito di Modenantiquaria, allestisce una sezione, ‘EXCELSIOR’, dedicata all’arte dell’800-900 felicemente giunta al suo ventennale appuntamento.
Chiamati a confrontarsi in questa tavola rotonda sono Alberto Mattioli, giornalista de “La Stampa”, colto saggista musicale, gran conoscitore dell’Ottocento,Fernando Mazzocca, storico dell’arte tra i più noti e curatore scientifico della grande mostra di Forlì, l’antiquario Marco Voena e Pietro Cantore Presidente della Associazione Antiquari modenesi. Entrambi gli incontri saranno moderati da Leonardo Piccinini.
Notevole interesse desterà anche il terzo dei talk, dall’emblematico titolo “Dalla galleria alle Gallerie”, esplicitato dal sottotitolo che recita: “Le recenti acquisizioni di opere d’arte dal mercato antiquariale alle istituzioni pubbliche” (appuntamento alle ore 18 di sabato 16 febbraio).
Cecilie Hollberg, Direttore delle Gallerie dell’Accademia di Firenze, Paola Marini, già Direttore delle veneziane Gallerie dell’Accademia e ora Presidente della Fondazione Roi, Carlo Orsi, antiquario, moderati da Marco Carminati del Domenicale del Sole 24 Ore, discuteranno intorno alle recenti acquisizioni compiute da musei ed istituzioni italiane attingendo al mercato antiquariale. Un’attività che, nonostante le difficoltà economiche, continua, spesso anche grazie al supporto di privati. Ed è meno marginale di quanto comunemente si pensi.
L’ingresso ai tre incontri è libero per chiunque, antiquario o visitatore, sia presente in Modenantiquaria.

Informazioni: info@modenantiquaria.it;tel +39 059 848380
http://www.modenantiquaria.it

Un altro riconoscimento Unesco per la Repubblica Ceca. Blaudruck è patrimonio UNESCO

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Un altro riconoscimento Unesco per la Repubblica Ceca. L’antica arte tintoria conosciuta come Blaudruck e perpetuata da secoli dagli artigiani di Germania, Austria, Ungheria, Cechia e Slovacchia è oggi ufficialmente Bene Immateriale dell’Umanità.Una maestria antica che va oltre i confini, che accomuna più Paesi in fatto di tradizione e passione, non può che essere considerata patrimonio di tutti. E non poteva sfuggire all’occhio attento dell’Unesco, che ha affidato all’Umanità i gesti sapienti tramandati dai tintori della Mitteleuropa, dove ancora oggi i tessuti dall’inconfondibile blu indaco e dai disegni a stampo sono un’eccellenza inimitabile. Di cui la Cechia va giustamente fiera.

Tovaglie, selle per la tavola, tendaggi, costumi tipici, camicie, grembiuli, sciarpe e foulard, scamiciati per bambine, borse di tela, cuscini, gilet, pupazzi… da secoli e secoli la Blaudruck –tipica tecnica artigianale di tintura del lino e del cotone di blu indaco, rigorosamente dopo averla decorata con disegni impressi con stampi di legno e metallo cosparsi di colla naturale, perché rimangano bianchi- è regina dell’arte tessile in tutto il Centro Europa.

L’effetto dei decori –fiori, foglie, ghirigori ma anche disegni geometrici- che sembrano stampati e invece semplicemente non si sono, come invece il resto del tessuto, impregnati del blu intenso durante la tintura, è talmente elegante e delicato, che ricorda quello di fragili stoviglie artistiche, tanto che questo tipo si è soprannominato “porcellana”. La Blaudruck -in tedesco, stampa blu- non è quindi in realtà una tecnica di stampa, ma di arte tintoria. Dalle probabili, lontanissime origini indiane e orientali, si è sviluppata in Europa Centrale a partire dal XVII secolo e ogni Paese ha poi elaborato la sua personale tecnica. Pur partendo da parametri comuni, ogni artigiano può creare prodotti diversi dosando per esempio l’intensità del fondo blu, che dipende dall’ossigenazione del tessuto. La stoffa, precedentemente impressa con i motivi prescelti, viene tesa e immersa in enormi catini contenenti acqua e pigmento, quindi tolta dall’acqua colorata e lasciata a colare la tintura in eccesso e asciugare. Un procedimento tutt’altro che semplice, che richiede passione ed esperienza e che si tramanda di generazione in generazione con passione. La stessa dei mastri artigiani che realizzano gli stampi, con l’impronta scolpita direttamente nel legno o realizzata in ferro e incastonata nella matrice.

I sopravvissuti della magia blu

Sono naturalmente sempre meno i maestri della Blaudruck ed ecco perché l’Unesco ha sentito l’esigenza di tutelare dalla scomparsa questa tecnica artigianale. In Repubblica Ceca oggi sono soltanto due le aziende specializzate nella tecnica, naturalmente a conduzione familiare. Una è a Straznice, in Moravia meridionale. Frantisek Joch Jr, alla quinta generazione di tintori indaco, nonostante la veneranda età, muove ancora gli ingranaggi della produzione artigianale. L’altra è a Olesnice, sempre in Moravia meridionale. A conduzione familiare da oltre 150 anni, la stamperia di Jiri Danzinger Jr utilizza ancora gli stampi originali e una procedura esclusivamente manuale.

Non hanno buttato lo stampo, per fortuna

Una nota particolare va a chi lavora in silenzio, dietro le quinte blu indaco di quest’arte antica: gli artigiani degli stampi. Senza la loro abilità nel realizzare le matrici, ma anche nel riparare quelle antiche, questo tipo di stoffa ricercatissima avrebbe già cessato di esistere. Milan Bartos e Jaroslav Plucha di Dvur Kralove nad Labem sono gli ultimi creatori e restauratori di stampi per Blaudruck della Repubblica Ceca. Milan ha ereditato la sua pittoresca bottega di via Rybova, piena zeppa di attrezzi del mestiere, dal nonno nel 1972. Oggi, con il suo collaboratore Plucha, lavora per i due ultimi laboratori cechi della Blaudruck.

Quest’anno, LELO ha pensato proprio a te e al regalo perfetto da mettere sotto l’albero!

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Il Natale è alle porte e trovare il regalo perfetto per te o per il tuo partner è fondamentale! Hai pensato di optare per un gift piccante, che ti possa soddisfare al 100%? Quest’anno scopri il magico mondo LELO: tra accessori e prodotti per il piacere intimo siamo certi che sarà un caldo Natale. Scopri l’estasi di scartare un pack LELO e parti per un viaggio verso un lusso intimo e discreto.

 

E dopo lo stupore… il desiderio di fare uso del regalo! LELO ti suggerisce tantissimi spunti per trascorrere le feste in modo piccante e romantico.

 

Per massaggi dolci, ma birichini

Crea l’atmosfera giusta, con le candele profumate FLICKERING TOUCH che sciogliendosi diventano un olio setoso per massaggi. Realizzate con ingredienti assolutamente naturali, come cera di soia, burro di Karité e olio di albicocca, sono disponibili in 3 profumazioni: Vaniglia e Crema di Cacao, Pero Alpino e Legno di Cedro, Pepe Nero e Melograno.

 

Per la coppia

In due è meglio: lo sa bene anche LELO che propone accessori sensuali per dare pepe all’intimità.  

Riscopri la magia di una vibrazione intensa con TIANI 2, lo speciale massaggiatore per la coppia, che, grazie alla tecnologia SenseMotion™, permette di modificare le sensazioni durante il rapporto attraverso i movimenti del telecomando.

 

Per lei

Ma se preferisci divertirti in solitaria, dovresti proprio abbandonarti alle languide carezze vibranti di ORA 2, il pluripremiato vibratore per sesso orale, così bello da sembrare un addobbo natalizio.

 

Per lui

Non sarà la classica stellina di Natale, ma saprà accendere anche il desiderio più nascosto. Per un piacere tutto al maschile HUGO è un massaggiatore prostatico dotato di telecomando che rappresenta un modo tutto nuovo di pensare il piacere maschile. Con due potenti motori vibranti, alla base e sulla punta, HUGO ha una forma slanciata creata per l’orgasmo prostatico più intenso e duraturo.

 

Anche queste festività LELO ti farà cantare di gioia! Lasciati tentare dalle offerte speciali! Solo su: www.lelo.com/it/holiday-promotion

 

Auguri vibranti da LELO.

 

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Come avere una casa pulita a prova di bambino!

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Post in collaborazione con Philips

 

Ebbene sì: arriva il momento della vita della vostra prole in cui inizia ad esplorare casa. Parlo di gattonare o camminare. E insomma, anche se siamo amici del pulito non è mai davvero così pulito per terra (e negli angoli, e sotto posti che boh, ok che ci va il gatto ma mai avresti pensato che anche tuo figlio davvero non volesse andarci). Ma cosa fare per limitare un po’ i danni affinché il proprio piccolino non si muova in una nuvola di polvere?

 

Philips ha ideato un aiuto utile, leggero e maneggevole: la sua scopa elettrica senza fili ciclonica.

 

Davvero un prodotto da provare, le premesse sono molte, le caratteristiche lo rendono un valido alleato per la pulizia di casa. La batteria ha una durata di circa un’ora, così non devi preoccuparti che si scarichi e magari puoi approfittarne per caricarla direttamente di notte.
Le luci led sono il top, un particolare che arricchisce ulteriormente la tecnologia di questa scopa elettrica…. aiutano a vedere la polvere nascosta e addirittura polvere che credevo aver tolto lavando i pavimenti.
Con un click si trasforma in un utilissimo aspirabriciole (anche il vostro pupo è in fase sbriciolamento biscotti? Ecco.)
Pienamente soddisfatta di tutte le caratteristiche: ogni dettaglio è stato studiato per renderlo un aiuto nelle faccende quotidiane facilitandole senza spreco di tempo e di energia.

Per il resto un prodotto fantastico, innovativo, tecnologico, all’avanguardia!