MUTINA BOICA: CONFERENZE E SPETTACOLI PER SCOPRIRE LA FONDAZIONE DELLA COLONIA DI MUTINA

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Nell’ambito della nona edizione della rievocazione storica a cura di Crono Organizzazione Eventi viene approfondito in diversi appuntamenti l’anniversario della fondazione della colonia romana di Modena che, insieme a Parma e Reggio Emilia, venne istituita nel 183 a.C.: nel fine settimana due importanti incontri, in collaborazione con i Musei Civici, e quattro spettacolari ricostruzioni di battaglie animeranno la manifestazione, oltre al ricco programma in partenza già da giovedì 7

Mutina Boica, da giovedì 7 a domenica 10 settembre presso il Parco Ferrari e il Novi Ark – a ingresso gratuito – prevede un ricco programma di appuntamenti per approfondire l’anniversario della fondazione della colonia di Mutina, filo conduttore dell’edizione di quest’anno, ed è realizzata con il contributo del Comune di Modena e in partenariato con i Musei Civici.
Per riflettere sul tema dell’istituzione di Mutina in relazione alla politica di Roma e alla fondazione delle altre colonie romane transalpine Marc Mayer Olivétiene una lectio magistralis – in collaborazione con il Museo Civico Archeologico di Modena – dal titolo “La prima Mutina, porta di Roma o città di frontiera?”. Come di consueto nell’ambito della manifestazione i Musei Civici propongono infatti un incontro di approfondimento scientifico con un esperto di livello internazionale. Quest’anno è la volta di Marc Mayer Olivé, professore di Filologia Latina all’Università di Barcellona e Vicepresidente dell’Associazione Internazionale di Studi Classici (sabato, ore 17.00, Musei Civici, Sala dell’Archeologia). A seguire, al Novi Ark, si potrà assistere al tradizionale arrivo del corteo storico da Largo Porta Bologna e a una visita guidata attraverso i monumenti conservati nei Lapidari al piano terra di Palazzo dei Musei.
Domenica 10 sarà la volta della lectio magistralis di Giovanni Brizzi, ordinario dell’Università degli Studi di Bologna e profondo conoscitore delle vicende della Seconda Guerra Punica che, nell’appuntamento dal titolo “183 a. C. Annibale e Scipione, ultimo atto”, tratterà delle scomparse, a pochi mesi di distanza, di Annibale e Scipione l’Africano, entrambe avvenute nel 183 a. C., figure chiave di quella fase storica e utili a far comprendere il quadro politico nel quale si inserì la fondazione di Modena (domenica, ore 17.00, Parco Ferrari).
Anche quest’anno poi, al Parco Ferrari, saranno tanti gli spettacoli realizzati da oltre 400 reenactors celti, romani ed etruschi: a partire da Il mito delle origini: da Romolo e Remo alla fondazione di Mutina, uno spettacolo di ricostruzione storica, ideato da Fabio Ferretti, a cura di Crono Organizzazione Eventi (venerdì 8 e sabato 9, ore 22.00), che tra mito e archeologia ripercorre la fondazione di Roma, le vicende del progenitore Enea e della leggenda di Romolo e Remo.
Come si svolgevano i giochi gladiatori che celebravano la fondazione delle colonie? Lo spettacolo Ludus Mutinensis (sabato, ore 21.00) illustrerà aspetti dei giochi pubblici legati alla città di Mutina, con riferimenti a Marziale, Glauco e alla coppa della Scartazza. A interpretarlo Ars Dimicandi, un gruppo storico di fama internazionale che ha anche preso parte al cast dell’ultimo kolossal “Ben Hur’”, remake della celebre pellicola del 1959.
E, ancora, altri due grandi spettacoli di rievocazione storica: Mutina deducta est: La fondazione di Modena tra guerra e rito, battaglia campale a cura di Crono Organizzazione Eventi, in cui andranno in scena episodi legati alla nascita di Modena (domenica, ore 18.00) e Munera Gladiatoria, spettacolo gladiatorio a cura di Ars Dimicandi (domenica, ore 19.30).
La battaglia vedrà il coinvolgimento di oltre 200 rievocatori e sarà raccontata attraverso le voci degli attori Lara Guidetti, Marco Marzaioli, Riccardo Palmieri e Saverio Bari. La regia e la scrittura dei testi sono a cura di Fabio Ferretti per Crono Organizzazione Eventi.

Idee per Copenhagen low cost

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Che si tratti di una prima visita o di un ritorno in Danimarca, Copenaghen è la meta ideale per un city break in vista dei prossimi ponti di autunno. Ecco alcuni spunti per vivere pienamente l’atmosfera della vivace accogliente capitale danese, mecca del design e della gastronomia nordica.  La città offre tante attività gratuite, da visite guidate, all’ingresso ad alcuni musei storici, oltre che tante esperienze per gustare la nordic cuisine con un occhio al portafoglio.  

 

A spasso per la città

 

Pronti per un giro della capitale? Unitevi a una guida locale per un tour gratuito a piedi del centro di Copenaghen! Esistono diversi tour, dalla passeggiata guidata di 3 ore che parte dal Municipio  fino al Palazzo Reale Amalienborg ad un giro più breve di 90 minuti da Christianshavn all’ingresso di Christiania.

Per una vista meravigliosa a 360° sulla città si può salire in cima alla Torre Rotonda, il più antico osservatorio funzionante d’Europa, costruito nel XVII – l’ingresso costa solo 3,50€.  Proprio fronte alla Torre, troverete l’Hot Dog (tipico street food danese) più buono di Copenaghen. In alternativa, è possibile ammirare la città dall’alto del Tånet di Christiansborg Palace, la torre più alta di Copenaghen. La visita è gratuita e nelle giornate limpide si riesce a vedere anche la Svezia.

 

La Copenhagen Card è un modo economico per esplorare la città, beneficiando di ingressi gratuiti in oltre 79 musei e attrazioni, di sconti nei ristoranti e di accesso gratuito a tutti i mezzi pubblici (autobus, treno, harbour bus e metro) compreso il trasporto dall’aeroporto al centro città. Partendo da GI. Strand, con la carta è gratuito anche il tour dei canali in battello, che permette di ammirare i principali monumenti dall’acqua. La carta per gli adulti permette di accompagnare fino a un massimo di due bambini sotto i 10 anni. La Copenaghen card è disponibile per visite di 24, 48, 72 e 120 ore. Potete acquistarla  anche online ma va sempre ritirata fisicamente in uno dei numerosi sales point.

 

La città è piccola ed è facile spostarsi anche a piedi per visitare alcune attrazioni gratuite, come La Sirenetta, Christiana, il celebre canale Nyhavn, Børsen (il bellissimo e antico edificio della borsa) e il Giardino Botanico. Esistono inoltre numerosi parchi pubblici cittadini, come il Giardino del Re al Castello di Rosenborg, ed il tranquillo parco-cimitero di Assistens a Nørrebro, dove è possibile visitare le tombe di illustri danesi, come lo scrittore di fiabe Hans Christian Andersen e il filosofo Søren Kierkegaard.

 

Fate come i danesi, montate in sella e pedalate! Per un’esperienza autentica del lifestyle danese un giro su due ruote percorrendo la vasta rete di piste ciclabili è un must! Non perdetevi il ponte Bryggebroen (noto come Bike Snake) lungo 190 metri, che collega Havneholmen a Islands Brygge, ma anche il nuovissimo Cirkelbroen che collega Christiansbro e Appelbys Plads. Progettato dall’artista danese-islandese Olafur Eliasson, il circle bridge è un nuovo punto di riferimento architettonico. E’ stato concepito come nuovo spazio urbano, invitando chi lo attraversa a rallentare il passo e ad avere nuove prospettive sulla città.

 

Musei e attrazioni da non perdere

 

Sono numerosi i musei con ingresso gratuito, tra questi il Museo Nazionale, che ripercorre la storia danese dall’età della pietra e dai Vichinghi fino ai giorni nostri, o la Gliptoteca Ny Carlsberg, che il martedì offre accesso gratuito al bellissimo giardino invernale del museo e agli oltre 10.000 capolavori della più grande collezione della Scandinavia di opere impressioniste francesi. Allo Statens Museum for Kunst (Galleria d’arte nazionale) con accesso gratuito alle mostre permanenti, che presentano collezioni eccezionali di arte danese e internazionale degli ultimi sette secoli.

 

Per gli amanti dell’arte contemporanea e non solo, consigliamo una visita al Museo d’Arte Moderna Louisiana (ingresso a pagamento e incluso nella Copenaghen card) affacciato sul mare a circa 45 minuti di treno dal centro città. Il Louisiana ospita una collezione d’arte permanente di oltre 3.500 opere contemporanee, oltre che esposizioni temporanee dal calibro internazionale. Il museo ha inoltre un magnifico giardino con bellissime sculture, a due passi dal mare. Da non perdere una visita ai i Giardini di Tivoli (ingresso incluso nella Copenaghen card), il parco divertimenti famoso in tutto il mondo. Creato nel 1843, è il secondo parco divertimenti più antico al mondo, il Tivoli ha ispirato i parchi tematici di Walt Disney, e offre moltissime attrazioni, attività divertenti, giostre, spettacoli teatrali, concerti e ristoranti per tutte le tasche.

Con la Copenhagen Card è possibile accedere gratuitamente a queste attrazioni e a molti altri musei in città.

Copenhagen Street Food on Papirøen (Paper Island) in Copenhagen is the city’s first and only genuine street food market. In the small food trucks you can get delicious sustainable street food from all corners of the world – and enjoy it indoors in the raw halls or in the sun overlooking the city’s waterfront.
There is something very Copenhagen-like and something very foreign about Copenhagen Street Food. There are scents of Corean and Mexican as well as Italian and Danish food from the small colourful food trucks, but the place – the raw halls in the maritime setting – has a destinct Copenhagen feel to it, that resembles that of Copenhagen’s Meatpacking District. Something raw, genuine and authentic.
The ambitions are as high as the ceilings inside the great halls. They are to create a cheap street food market in Copenhagen, where both culture, food, sustainability and the good cause go hand-in-hand at the last untouched place in Copenhagen’s harbour. There are food trucks, coffee, beers, and drinks.
Some food trucks serve organic food, but the priority is that the food tastes good, is made from scratch, and it must be sustainable, meaning for an example that the ingredients are not transported over long distances, but are local produce. “Genuine, honest and aesthetic” is the motto. Last but not least, you can eat a meal for DKK 50. Some dishes cost more, but there is always at least one option in that price range.

 

Mangiare e bere spendendo poco

 

Con ben 18 stelle Michelin assegnate a 15 ristoranti, Copenaghen è conosciuta come capitale della “Nuova Cucina Nordica”. Tuttavia la città offre anche tante esperienze gastronomiche di alto livello e per tutte le tasche. Il Copenhagen Street Food, ad esempio, aperto nel 2014 su Paper Island, offre un cibo di strada fantasioso, sostenibile ed economico proveniente da tutto il mondo in uno spazio colorato costellato da food truck e bancarelle.

 

Per un’esperienza culinaria raffinata ma comunque a budget contenuto, la città offre 10 ristoranti insigniti del Bib Gourmand, la categoria di riconoscimento della Guida Michelin per grandi ristoranti più accessibili e con un ottimo rapporto qualità prezzo. Prezzi interessanti anche per i ristoranti Cofoco (Copenhagen Food Consulting): al momento sono 14 le strutture in città che offrono cibo di alta qualità con menu a prezzo fisso, come il ristorante nordico Höst o il ristorante sudamericano Llama. Anche Madklubben offre 9 ristoranti di alta qualità a prezzi ragionevoli – l’ultimo ristorante del concept ha aperto recentemente nella vivace zona di Vesterbro.

 

Per un boccone leggero invece, la città offre una grande varietà di caffetterie e locali bio tra queste GRØD specializzato nel porridge, con uno spazionel quartiere di Nørrebro e nel centro di Copenaghen. Per gli amanti del take away o degli spuntini veloci suggeriamo anche una sosta al mercato coperto di Torvehallerne, sempre a Nørrebro dove potrete gustare gli Hot Dog (strett food tipico) più buoni della Danimarca. A Vesterbro invece molti bar che servono drink a prezzi ragionevoli nel Meatpacking District, oppure alla Boutique Lize, mentre al Dupong insieme a una birra o un cocktail si può giocare a ping pong!

 

Dove dormire

L’economico WakeUp Copenhagen offre due hotel centrali del famoso architetto danese Kim Utzon, entrambi caratterizzati da un design moderno e minimalista ma al tempo stesso di moda e di alta qualità. Per un alloggio cool e a buon prezzo, consigliamo gli Hotel Cabinn e per chi al Design non può proprio rinunciare consigliamo l’Ostello Stealhouse per soggiornare con stile nella capitale in un ostello di Lusso.  A proposito di lusso, il nuovissimo Hotel Denmark mette a vostra disposizione delle camere low cost prenotabili sulla piattaforma di Airbnb.

 

Come arrivare

Copenaghen è facilmente raggiungibile con voili diretti da diverse città italiane con compagnie low-cost.

Per raggiungere il centro città dall’aeroporto occorre prendere la metropolitana (direzione Kongens Nytorv o Nørreport Station) o il treno (direzione Copenaghen Central Station). Entrambi richiedono circa 15 minuti per un prezzo di circa 5 euro, o gratuito con la Copenhagen Card che si può acquistare già all’aeroporto.

 

CÉZANNE – Le Chant de la terre

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OPERE DI CEZANNE DI ILLUSTRE PROVENIENZA ITALIANA
NELLA GRANDE RASSEGNA DELLA FONDATION PIERRE GIANADDA
A MARTIGNY IN SVIZZERA

Fra gli oltre cento capolavori di Paul Cèzanne esposti per tutta l’estate (fino al 19 novembre) nella grande
rassegna proposta dalla Fondation Pierre Gianadda a Martigny (Svizzera) figurano anche alcune opere che
potremmo definire “italiane” perché appartenute a personaggi significativi della nostra storia
imprenditoriale e culturale o perché provenienti dai nostri musei.
In primo piano senza dubbio sono da considerare due dipinti che Egisto Paolo Fabbri, fiorentino nato a New
York nel 1866 e morto a Firenze nel 1933 acquistò in occasione dei suoi soggiorni a Parigi, dove aveva una
residenza, dopo essere rientrato in Italia dagli Stati Uniti con lo zio Egisto (1828-1894) che, morto il fratello
Ernesto, aveva adottato lui e i suoi fratelli, prima del rientro in Italia nel 1883. Negli Stati Unii il vecchio
Fabbri in 33 anni di permanenza (dal 1850 al 1883) si era costruito un piccolo impero sia come banchiere –
in società nientemeno che con John Pierpoint Morgan – sia operando nel campo dei trasporti marittimi con
la ditta Fabbri & Chauncey descritta allora da The New York Times come "one of the biggest shipping
houses in America".
Il giovane Egisto Paolo aveva studiato pittura a New York alla scuola di Julian Alden Weir, pittore che
aveva conosciuto in Francia l’impressionismo, considerandolo in prima istanza orribile, per poi
comprenderne la novità e farsene promotore in patria. L’arrivo in Italia e la possibilità di
soggiornare a Parigi lo introdussero in modo diretto alla produzione impressionista e in particolare
all’opera di Cézanne, di cui divenne un vero cultore oltre che un collezionista appassionato: ben 38
sono le tele del Maestro che ornavano le pareti del suo appartamento parigino e che per la quasi
totalità furono acquisite direttamente da Ambroise Vollard, “il” mercante parigino di Cézanne. Fra di
esse, anche quindici paesaggi, due dei quali sono ora a Martigny: La Côte des Jalais à Pontoise (1878-1879),
ora di proprietà della Fondation Louis Vuitton di Parigi, e Le Hameau du Valhermeil, Auvers-sur- Oies (1881),
opera che è ora in una collezione privata di Tokyo ma che è passata, fra le altre, dalla collezione dello
scrittore tedesco Erich Maria Remarque (pseudonimo di Erich Paul Remark), autore notissimo in particolare
per il libro “Niente di nuovo sul fronte occidentale”, e poi della moglie di lui l’attrice Paulette Goddard, che
la conservarono nella loro casa di Ronco sopra Ascona, in Canton Ticino,per quasi 40 anni, dal 1940 al 1979.
Della prima di queste opere, particolarmente efficace nei colori e nella composizione, Daniel Marchesseau,
che illustra in catalogo tutte i dipinti esposti, scrive che essa “partecipa pienamente dell’impressionismo e
testimonia della frenesia del pittore che va a disporre il proprio cavalletto di fronte a dei punti di vista dalle
prospettive inaspettate.”
Due anche le opere – l’olio Maison parmi les arbres (1904-1906) e l’acquerello Rochers à Bibemus (1895-
1900) – che appartennero a Lionello Venturi, storico dell’arte raffinato e acuto che, trasferitosi in Francia
nel 1931 dopo essere stato rimosso dalla cattedra di Storia dell’Arte all’Università di Torino per non aver
accettato (uno dei 13 tra gli oltre 1200 cattedratici italiani) di prestare giuramento di fedeltà al fascismo,
realizzò nel 1936 il primo Catalogue raisonné (catalogo ragionato) dell’opera di Cezanne che fu pubblicato
con il titolo “Cézanne, son art, son oeuvre” da Paul Rosenberg, illustre gallerista parigino. La Maison parmi
les arbres, acquisita da Venturi direttamente da Vollard, è forse l’opera più intrigante presente in mostra,
dalla modernità sconcertante: l’artista ha ormai settantacinque anni e racconta il paesaggio con rapidi
tocchi di pennello, macchie indistinte che spiccano sulla tela lasciata grezza per buona parte della sua
superficie. Un racconto alla maniera dell’acquerello, potremmo dire, ma estremamente fresco con quei
colori che annunciano più che descrivere la campagna nei dintorni di Aix-en- Provence. Anche nella seconda
opera la scena è simile e ancor più della “casa” tende inconsapevolmente all’astrazione. Da segnalare che
questo lavoro passò dalla Collezione di Venturi a quella – altrettanto illustre – di Gianni Mattioli.

A segnare l’attenzione del collezionismo italiano verso Cézanne sono in esposizione altre due opere, una –
Le Cabanon de Jourdan (1906) – che appartenne al milanese Riccardo Jucker (ora conservata presso la
Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea di Roma) che è considerato l’ultimo dipinto di
Cézanne e un Esquisse de baigneuse (1900 ca), una sorta di disegno ad olio su tela che passò dalla
Collezione di Ambroise Vollard prima al milanese Carlo Frua De Angeli e poi al parmense Luigi Magnani che
la destinò (con una serie di acquerelli di Cèzanne che aveva acquisito nell’ultimo decennio della sua vita)
alla Fondazione Magnani Rocca dove tuttora è conservata.

Gli Architects e la sicurezza per le donne ai festival

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Con Lost in Groove siamo stati (grazie ancora a Saar de Graaf) anche al Lowlands questanno. Abbiamo prodotto queste photogallery (day one, day two, day three) e ho scritto due note senza accennare a commenti personali visto che non c’era un inviato lì e non potevamo sapere esattamente come andavano le cose.

In questo festival ci sono state ovviamente altre cose da raccontare, ma per il taglio che ho voluto dare alla “mia” webzine la polemichetta o la ricerca del like a tutti i costi, anche se mi garantirebbe share sui social, retweet, indignazioni, pacche sulle spalle, aumento di ranking, seo priapizzata etc etc. Sì, in questa ottica posso risultare poco furba, lo so.

Non mi appartiene perché se voglio scrivere qualcosa ho questo spazio, me ne assumo le responsabilità io e non tiro nella merda un collettivo di persone. E’ una mia scelta. Non sto giudicando quelli che lo fanno, ciascheduno ha i suoi metodi. Ma quando mi insegnarono l’abc del giornalismo i metodi erano diversi e ora fatico un po’ a capire come siano cambiati solo per venire incontro a logiche da socialino.

Il punto del mio post, dopo questa noiosa premessa, è uno: sono stati dedicati tantissimi post contro quello che è successo al Bravalla (sono due anni che al festival svedese si sono contati più stupri di biciclette rubate a Milano in un anno) tanto che alcuni artisti sapendolo a posteriori si sono inorriditi e gli organizzatori sono stati costretti a dire che non ci sarà una edizione 2018. Dicendo “oh, al massimo apriamo per sole donne”.

Non è che sia una soluzione eh, perché ok… almeno non hai noie lì per lì: ma per tornare a casa prendi il treno e vuoi che una testa di cazzo non si apposti con la mano sulla patta nel primo vagone sapendo che ci saranno tante ragazze lì sopra? Deve cambiare qualcosa più concretamente.

Fatto: gli Architects stavano suonando al Lowlands. Il cantante vede un molestatore tra la folla, interrompe il concerto e gli fa il culo a strisce.

‘So, i’ve been going over in my fckng mind about whether I should say something about what I saw during that last song….’. Poi continua Sam Carter con “I saw a girl crowdsurfing over here, and I’m not going to fucking point the piece of shit out who did it, but I saw you fucking grab at her boob. It is fucking disgusting, and there is no place for that shit. It’s not your fucking body, and you do not grab at someone, not at my fucking show. So if you feel like doing that again, walk out there [outside the tent], and fuck off and don’t come back.”

C’è nulla di eroico. Ma ha fatto il suo dovere. Il giorno successivo anche Frank Carter ha ribadito una cosa che non è nuova nei suoi show. Ossia creare un ambiente sereno in cui le donne possano divertirsi ai suoi concerti e fare crowdsurfing in “sicurezza”.

Kerrang è l’unica testata che ha scritto bene e estensivamente di tutto questo, anche perché Architects e Frank Carter sono parte della musica di cui trattano abitualmente.

Il problema di cercare di addolcire ogni comportamento borderline con “ah ma è colpa di alcool e droga” con me non ha mai attaccato. Vi faccio un esempio. Quando abbiamo studiato la segale cornuta e quindi anche l’LSD a farmacognosia la professoressa ci disse “ok, se lo prende uno che è tifoso di calcio avrà allucinazioni relate magari alla sua squadra. Come quando nel medioevo la consumavano non sapendolo le monache o i frati e vedevano un po’ la Madonna ovunque”.

Purtroppo in tutta la società occidentale è stata fatta passare come goliardia questa cosa riassumibile in rompere le scatole a una ragazza. Non dite che è un problema maschile, ma anche femminile: quante donne scrivono commenti schifosi ogni volta che qualcuna viene stuprata? Puntacazzinando su come fosse vestita o come certe cose non vadano fatte se si è una femmina. Peccato che le loro genitrici non abbiano insegnato loro il rispetto per altri esseri umani al di là delle varie distinzioni di genere che possano essere fatte.

Grazie comunque perché il ruolo degli artisti nella società moderna è importantissimo. Inutile dirvi però che i cambiamenti nella società partono anche da voi: non nascondere la testa come struzzi, impegnarsi incanalando l’indignazione in modo giusto, difendere qualcuno quando capita qualcosa anche partendo dal principio “ehy! può capitare a me/a mia sorella/alla mia famiglia” già andrebbe molto bene.

La grande storia della Pubblicità in Italia alla Villa dei Capolavori

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La storia della Pubblicità in Italia
200 opere nella Villa dei Capolavori

È la Pubblicità la protagonista della grande mostra in programma dal 9 settembre al 10 dicembre 2017 nei saloni della Fondazione Magnani-Rocca – la ‘Villa dei Capolavori’ a Mamiano di Traversetolo presso Parma che fu la sontuosa dimora di Luigi Magnani.

Volete la salute??
Bevete il Ferro China Bisleri

È il 22 giugno 1890 e sulla ‘Tribuna Illustrata’ appare il primo e più antico slogan italiano a cui ne seguirono tanti negli anni successivi come:

Bianchezza dei denti Igiene della Bocca …. La vera Eau de Botot è il solo dentifricio approvato dall’Accademia di Medicina di Parigi.

fino al celebre A dir le mie virtù basta un sorriso per il dentifricio Kaliklor (1919) esito felice di un concorso aperto a tutti divenuto una pietra miliare della storia della comunicazione pubblicitaria. 

Da questi primi passi della storia della pubblicità prende avvio la mostra, a cura di Dario Cimorelli e Stefano Roffi, che, attraverso duecento opere dalla fine dell’Ottocento all’era di Carosello, si pone l’obiettivo di raccontare la nascita in Italia della pubblicità dalle sue prime forme di comunicazione semplici e dirette, all’introduzione dell’illustrazione come strumento persuasivo e spiazzante per novità e per fantasia, al rapporto tra illustrazione e messaggio pubblicitario attraverso i diversi media, dal più conosciuto manifesto, alla locandina, alla targa di latta e poi al packaging della confezione, fino all’arrivo della radio come strumento di comunicazione di massa.

La sezione iniziale racconta come i primi illustratori furono principalmente artisti e i loro bozzetti e manifesti venissero realizzati seguendo l’idea dell’illustrazione come elemento di comunicazione, intrinsecamente bella e quindi indipendente dal contenuto promosso, dove la rappresentazione spesso stupisce, altre volte cattura l’attenzione per la sua costruzione e composizione cromatica, altre volte impaurisce, altre ancora attrae con ironia.

La seconda sezione è dedicata al rapporto tra illustrazione e messaggio pubblicitario, dove uno rafforza l’altro, dove il prodotto è rappresentato, o comunque evocato nella rappresentazione, e quindi descritto con il suo nome e la sua marca alcune volte associato a uno slogan che ne rafforza le caratteristiche e la sua distintività. In questa sezione divisa in capitoli, attraverso marchi celeberrimi quali Barilla, Campari, Cinzano, Motta, Pirelli e molti altri, si indaga il mondo del manifesto in un incrocio virtuoso tra temi (la donna, gli animali, l’uomo etc.) i settori merceologici (bevande, moda, trasporti, turismo etc..) le scuole (le grafiche Ricordi, Richter, Chappuis etc..) le prime agenzie pubblicitarie (Maga, Acme Dalmonte etc..) e i grandi maestri (fra i quali, Cappiello, Dudovich, Mauzan, Codognato, Carboni, Nizzoli, Testa).

La terza sezione riguarda tutti gli strumenti di promozione pubblicitaria che si sono sviluppati accanto al più conosciuto manifesto, come locandine, depliant, targhe in latta fino all’illustrazione della confezione.

La quarta e ultima sezione è dedicata ai nuovi strumenti di comunicazione che si affacciano dal 1920 in poi, la radio prima e poi la televisione fino al giorno in cui nacque Carosello, il primo passo verso un’altra storia.

La mostra, fra gli altri contributi, si avvale della collaborazione col prestito di un importante numero di bozzetti originali di Carboni, Nizzoli, Testa, Sepo del Centro Studi e Archivio della Comunicazione (CSAC) dell’Università di Parma, e di manifesti d’epoca del Museo nazionale Collezione Salce di Treviso, della Civica Raccolta delle Stampe ‘Achille Bertarelli’ del Comune di Milano, della Collezione Alessandro Bellenda – Galleria L’IMAGE, Alassio (SV).

Il catalogo dell’esposizione, edito da Silvana Editoriale, prevede i saggi di Dario Cimorelli, Nando Fasce, Elio Grazioli, Peppino Ortoleva, Stefano Roffi, Stefano Sbarbaro, Anna Villari oltre alla riproduzione di tutte le opere esposte.
Principali temi trattati in catalogo:
Anna Villari – la pubblicità dalle origini a Carosello
Elio Grazioli – arte e pubblicità
Nando Fasce – la pubblicità a confronto USA-Italia
Peppino Ortoleva – la pubblicità radiofonica
Stefano Sbarbaro – le Officine Grafiche Ricordi

PUBBLICITÁ!
La nascita della comunicazione moderna 1890-1957
Fondazione Magnani-Rocca, via Fondazione Magnani-Rocca 4, Mamiano di Traversetolo (Parma).
Dal 9 settembre al 10 dicembre 2017. Aperto anche tutti i festivi, compresi 1 novembre e 8 dicembre.
Orario: dal martedì al venerdì continuato 10-18 (la biglietteria chiude alle 17) – sabato, domenica e festivi continuato 10-19 (la biglietteria chiude alle 18). Lunedì chiuso.
Ingresso: € 10,00 valido anche per le raccolte permanenti – € 5,00 per le scuole.
Informazioni e prenotazioni gruppi: Tel. 0521 848327 / 848148 info@magnanirocca.it www.magnanirocca.it Il martedì ore 15.30, il sabato ore 16 e la domenica e festivi ore 11.30, 15.30, 16.30, visita alla mostra PUBBLICITÁ! e al focus su Francis Bacon con guida specializzata; è consigliato prenotare via email a segreteria@magnanirocca.it , oppure presentarsi all’ingresso del museo fino a esaurimento posti; costo € 15,00 (ingresso e guida).
Presentando il biglietto d’ingresso della Fondazione è possibile visitare lo Csac a prezzo scontato www.csacparma.it; in programma iniziative comuni fra Fondazione Magnani-Rocca e Csac.
Sempre presentando il biglietto d’ingresso della Fondazione, fra il 30 settembre e l’8 ottobre, ingresso a prezzo scontato al Mercanteinfiera presso le Fiere di Parma www.mercanteinfiera.it.
Ristorante e Caffetteria nella corte del museo Tel. 0521 848135.
Mostra e Catalogo a cura di Dario Cimorelli e Stefano Roffi
il catalogo (Silvana editoriale) presenta interventi di Dario Cimorelli, Ferdinando Fasce, Elio Grazioli, Peppino Ortoleva, Stefano Roffi, Stefano Sbarbaro, Anna Villari.

Info: www.magnanirocca.it

Roma Fringe Festival 2017: dal 27 agosto, l’invasione teatrale. Il Teatro InFesta. 150 appuntamenti per 250 artisti

ROMA FRINGE FESTIVAL 2017
VI Edizione
La grande Festa del Teatro Indipendente torna a Casa
e incontra il Cinema
Oltre 150 appuntamenti, per 50 compagnie da Italia e dal Mondo tra nuove drammaturgie, performance art, stand up comedy, teatro civile e visual
27 agosto – 17 settembre
Villa Mercede, Via Tiburtina 113 – 115. Dalle 19.30 a mezzanotte
Per info, prevendite e programma: www.romafringefestival.it
All’interno dell’iniziativa Estate Insieme del Municipio II, il Roma Fringe Festival con il patrocinio del World Fringe Network di Edimburgo, dal 27 agosto al 17 settembre torna a Villa Mercede (San Lorenzo) con la sua ormai rodata invasione teatrale, con 50 compagnie da Italia e dal Mondo, per oltre 150 appuntamenti tra prime italiane e internazionali, nuove drammaturgie, performance art, stand up comedy, teatro civile e provocatori riadattamenti di grandi classici per una divertente e festosa full immersion di teatro nel centro vivo e pulsante della capitale.
A cura di Fringe Italia, la vetrina nazionale e internazionale del teatro indipendente giunta alla sesta edizione e divenuta punto di riferimento, appuntamento alternativo e mainstream dell’estate capitolina, sfiderà il pubblico più pigro mettendo a disposizione una rassegna unica nel suo genere, un ambiente verde in cui trovare 8 spettacoli a sera, attività per bambini, letture, ospiti, un mercatino vintage, equosolidale e due aree mescita bio e artigianali.
Tutti i giorni si parte dalle 17.30 con l’apertura del mercato e dalle 18.30 con le attività pomeridiane. Il Roma Fringe Festival entra però nel vivo a partire dalle 19.30 con gli spettacoli in scena che spaziano dalla commedia, al dramma, dalla performance, alle provocazioni: un’offerta ancora una volta in grado di soddisfare il pubblico teatrale e, al tempo stesso, coinvolgere nel gioco del teatro nuovi spettatori, accompagnandoli per mano in un viaggio tra le nuove proposte italiane e non solo.
“Quest’anno siamo riusciti a fare una selezione di spettacoli in cui circa il 90% è costituito da nuove drammaturgie”ha dichiarato il direttore artistico Davide Ambrogi. “Testi che, dal taglio civile, ironico o poetico, affrontano lacontemporaneità, l’attualità con un occhio particolare alla società dei ‘social’ e dell’immagine, ma anche storie vere,dal terremoto alla Palestina, passando a delle interessanti analisi generazionali, con madri e padri a confronto. Non mancano le performance art che incontrano in alcuni casi visual e media per rompere i grandi classici e incontrare il fumetto nella creazione ‘live’ dello spettacolo teatrale. Insomma un’offerta ampia anche quest’anno che regalerà al pubblico e agli addetti ai lavori una panoramica sulla scena teatrale contemporanea… tutto in un unico festival: oltre i generi”.
Con qualche novità. Dalle 22.00 in poi, in collaborazione con Arene di Roma, il pubblico potrà anche godere di unaraffinata selezione di pellicole presentate nei cinema nell’ultima stagione e non solo, con ospiti e “chicche” per il Movie Fringe Arena.
Tutto dando vita a una vera e propria festa del teatro e del cinema aperta a tutti, inclusiva e giocosa, in cui tutti sono coinvolti, e tutti son chiamati a partecipare: dagli studenti alle famiglie, dai turisti ai romani, dai cultori a chi ha solo voglia di buttarsi in un folle e irresistibile alternarsi di spettacoli. Per tutti i gusti, per tutti i palati… e soprattutto da oggi al 2019.
Il Premio in denaro con ingaggio sarà a cura del CivitaFestival, che ospiterà il vincitore nella prossima edizione.
L’iniziativa è parte del programma dell’Estate Romana promossa da Roma Capitale Assessorato alla Crescita culturale.
I Roma Fringe Festival è curato da Fringe Italia e si svolge con la collaborazione artistica di Teatro Trastevere, Teatro Studio Uno, Teatro Brancaccino, Teatro Porta Portese, Teatro Le Sedie, i festival Inventaria, Do It e Artenova Festival.
L’arena cinematografica estiva è in a cura di Arene di Roma.
Appuntamento con il Roma Fringe Festival dal 27 agosto al 17 settembre a Villa Mercede, Via Tiburtina 113 – 115 (Zona San Lorenzo). Ingr. gratuito, spettacoli 6 euro.
Media Partner: Periodico Italiano Magazine, Gufetto, Saltinaria, Media e Sipario, Persinsala, Recensito, Paper Street, La Platea, Roma Tre Radio – Radio ufficiale dell’Università degli Studi di Roma Tre”.
Per info, prevendite e programma: www.romafringefestival.it

Un autunno d’arte. Venti appuntamenti che valgono un week end

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Un autunno d’arte (e non solo) come non si vedeva da anni.
Venti appuntamenti che valgono un we

Con l’estate quasi alle spalle, il popolo delle mostre comincia a programmare le visite “imperdibili” del prossimo autunno.
Quest’anno, la stagione si presenta decisamente generosa, a conferma di una ritrovata effervescenza del settore dei grandi appuntamenti espostivi. Da nord a sud, isole comprese.
Vediamone alcuni, in ordine di apertura al pubblico.
Dal nove settembre, in quel luogo davvero magico che è la Fondazione Magnani Rocca a Mamiano di Traversetolo nel parmense, ad aprire la stagione è la grande monografica dedicata a la “Pubblicità”, intelligente e divertente storia del nostro Paese attraverso manifesti, scatole e altri “strumenti” pubblicitari, dai primordi del Novecento a Carosello. Da sottolineare la presenza di molto bozzetti originali, accanto alle opere stampate e realizzate.
Dal 13 settembre, a Camera – Centro Italiano per la Fotografia, in quel di Torino, “Arrivano i Paparazzi”, popolare storia dei fotografi e del costume, 150 fotografie e più di mezzo secolo di storia dei divi dalla Dolce Vita a oggi.
A Pistoia, Capitale Italiana della Cultura 2017, dal 16 settembre, doppio appuntamento nel nome di Marino Marini. Con la maggiore retrospettiva sino ad oggi realizzata sullo sculture arricchita da confronti ad altissimo livello con coloro che lo hanno ispirato, dagli Etruschi a Donatello, e raffronti con i maggiori scultori del Novecento mondiale con cui egli dialogò o che da lui trassero stimoli. In parallelo, il Marini pittore sarà esposto in Palazzo del Tau, sede del Museo Fondazione Marini, a raffronto, molto preciso, con Mirò. Titolo di questa seconda mostra: “Mirò e Marino. I colori del Mediterraneo”.
A Firenze, Palazzo Corsini, dal 23 settembre al primo ottobre, imperdibile appuntamento con l’arte e l’antiquariato di eccellenza proposto dalla “XXX Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze”, la maggiore del settore in Italia e tra quelle di riferimento assoluto a livello mondiale.
Sempre il 23 settembre, ma a Rovigo, in Palazzo Roverella, prende il via la grande mostra “Secessione. Monaco Vienna Praga Roma. L’onda della modernità”. Per la prima volta, le quattro grandi Secessioni sono messe a confronto in una mostra che riunisce opere fondamentali, entrate nella storia dell’arte europea e mondiale.
Non ha necessità di alcuna sottolineatura la mostra-evento – attesissima – che prende il via il 7 ottobre a Vicenza, in Basilica Palladiana. E’ la monografica su Vincent Van Gogh. Riunisce ben più di cento opere dell’artista, tra disegni e oli tra i più celebri, lungo il fil rouge rappresentato dalle lettere del pittore.
Valorizza uno dei patrimoni artistici che hanno fatto grande Ravenna, la Mostra e la Biennale Internazionale dedicati al “Mosaico” che prendono il via il 7 ottobre con epicentro al MAR, Museo d’Arte della Città. La grande mostra evidenzia come non abbia alcun valore la trita demarcazione tra arte e arti applicate, sopratutto quando – come nei capolavori qui riuniti – ad esprimersi con la tecnica del mosaico sono artisti tra i maggiori del secolo.
E’ un tuffo nella Milano e nell’Italia tra gli anni ’60 e ’70, l’ampia retrospettiva “Arte Ribelle” proposta dal 12 ottobre alle Gallerie del Credito Valtellinese. Arte e artisti che, intorno agli anni del ’68 e dei primi ’70, trasmutano l’espressione artistica in testimonianza politica, in espressione di appartenenza.
Dalla prima settimana di ottobre e per tutti i fine settimana del mese, a Lodi, il
“Festival della Fotografia Etica”. Impegno sociale e grande fotografia documentaristica, in un Festival che abbina alla fotografia come arte, il ruolo della fotografia come interprete delle società più marginali, ovunque nel mondo. Con in più l’impegno che porta molti a lavorare perché gli ultimi siano meno ultimi.
Di grande livello e di valore internazionale, l’appuntamento con la mostra “Konrad Mägi” a la Galleria Nazionale di Roma (dal 12 ottobre). Mägi è il maggiore artista estone del Novecento, la sua è una pittura forte e magnifica e la mostra è un omaggio al Semestre di Presidenza Estone dell’Unione Europea.
Mostra “rara”, raffinata e sontuosa quella che Ferrara e Palazzo dei Diamanti dedicano, dal 14 ottobre, a “Carlo Bononi”, l’ultimo sognatore dell’Officina Ferrarese. Ammirato da Guido Reni e stato accostato dalla critica a Caravaggio e Zurbaran.
Tutta al femminile “Divina Creatura. La donna e la moda nelle arti del secondo Ottocento” proposta, dal 15 ottobre, a Rancate (Canton Ticino), dalla Pinacoteca cantonale Giovanni Züst. Ritratti affascinanti, di una pittura che sa cogliere tutte le sfumature della femminilità.
E’ stato l’allievo preferito da Marino Marini e per questo, nell’anno in cui Pistoia celebra il suo massimo scultore, non poteva mancare un omaggio a “Kengiro Azuma. Sculture”, in Palazzo del Tau dal 22 ottobre.
Attesa e davvero originale, per il taglio e per la qualità delle opere, la mostra “Le trame di Giorgione”, dal 27 ottobre nella Casa-Museo Giorgione e in altre sedi
a Castelfranco Veneto, città natale del grande Maestro. Con Giorgione, altri grandi dell’arte veneta sino a Tiepolo, uniti dal tema del ritratto e del vestito come status symbol.
Dal 4 novembre, il MIC d Faenza propone la prima monografica di Achille Calzi, grane interprete della ceramica faentina “Tra Simbolismo e Liberty”, per avviare un percorso che, accanto ai grandi interpreti universali della ceramica, accenda l’attenzione anche sui grandi faentini.
Non è una delle “solite” mostre su Kandinsky quella che mette in calendario, dall’11 novembre, Palazzo Magnani a Reggio Emilia. Il filo conduttore della mostra sta nel rapporto tra “Spiritualità, Arte e Musica” in Kandinsky e, dopo di lui in altri grandissimi, sino a Cage.
Secondo appuntamento, dal 14 novembre, al nuovo Museo Nazionale Collezione Salce di Treviso. Qui, con il titolo di “Illustri persuasioni”, sono proposti un centinaio di magnifiche testimonianze dell’arte pubblicitaria tra la prima e la seconda guerra mondiale, dal 1920 al 1940.
Dopo il Bembo, Galileo. Dal 18 novembre, a Palazzo del Monte, naturalmente a Padova. “Il cielo stellato sopra di noi. Galileo e le arti” è un originale viaggio nell’universo galileiano fatto di scienza non meno che di arte, letteratura, poesia.
A Lucca, sempre dal 18 novembre, torma Photolux Festival. Biennale Internazionale di Fotografia, per restarvi sino al 10 dicembre. Sarà dedicata ad un tema e ad un luogo simbolico: il “Mediterraneo”, qui raccontato ed indagato attraverso ben 22 notevoli mostre.
E per finire con il dolce in bocca, ecco che dal 18 ottobre al 29 novembre, a Cremona torna la tradizionale Festa del Torrone, che unisce gourmet, turisti e semplici golosi calamitati da tutta Italia e anche dall’estero a gustare le infinite sfumature del delizioso simbolo cremonese.

Rome Bondage Week: 13-17 settembre, una settimana dedicata all’Eros con i massimi esponenti da Italia e dal Mondo

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Dal 13 al 17 settembre 2017
11.00 AM – 5.00 AM
Lost and Found Studio, Via Arimondi 3 – Qube, Via di Portonaccio 212
Dal 13 al 17 settembre 2017, il mondo del bondage – consapevole – si riunisce a Roma(al Lost and Found Studio di Via Arimondi 3 e al Qube di Via di Portonaccio 212) per la prima settimana internazionale dedicata a questa antichissima pratica erotica, con i massimi esponenti dall’Italia e dal Mondo.
5 giorni, 60 ore di Bondage, 28 tra i migliori performer e maestri di Bondage internazionali, 14 Workshop con rigger e bunny italiani, 16 Masterclass con rigger e bunny esteri, 17 spettacoli, 1 Area Bondage Permanente aperta per libero utilizzo dalle 11 di mattina a mezzanotte, costantemente supervisionata da tutti i rigger e le bunny ospiti, pronti ad assistere gli utenti in un peer rope/workshop continuo, 1 Play Area Permanente aperta per libero utilizzo dalle 11 di mattina a mezzanotte.
Tutto per un evento unico in cui avvicinarsi senza paura a una pratica che coltiva l’immaginario erotico di molti, attraverso un’inedita esplorazione della cultura e dell’estetica del bondage nelle sue più varie declinazioni, dalla tradizione giapponese alle sperimentazioni occidentali contemporanee con workshop, performance, spettacoli, peer rope, eventi culturali e ludici, dedicati ai cultori del genere ma anche a chi vuole avvicinarsi e scoprire un nuovo approccio all’Eros, consapevole e attento.
Il termine Bondage identifica la pratica erotica dell’immobilizzazione per mezzo di legature. Il Bondage giapponese, chiamato Shibari o Kinbaku, è la tipologia di Bondage eseguito con le corde e si è sviluppato anche come disciplina artistica e performativa. Lo Shibari trae ispirazione dalle legature con cui anticamente venivano immobilizzati i prigionieri in Giappone. Padre dello Shibari può essere considerato il pittore, fotografo e scrittore Itoh Seiu (1882-1961).
Il festival è prodotto da Ritual The Club, il primo Modern Fetish Party in Italia nato a Roma nel 1999, rappresentante del Torture Garden in qualità di Torture Garden Italy. Partendo dall’esperienza dell’Extreme Clubbing, Ritual The Club ha creato la divisione Ritual LAB, dedicata agli aspetti didattici, artistici e socioculturali del Fetish, del BDSM e dell’Erotismo.

Ritual LAB promuove iniziative legate alle discipline artistiche e performative relative al mondo della sessualità alternativa e delle sottoculture, in costante dialogo con le istanze dell’arte contemporanea, dal Design alla Body Art. Da questa volontà di conoscenza e condivisione nasce Rome Bondage Week. La Direttrice Artistica di Ritual LAB e Rome Bondage Week è la famosa rigger e performer italiana Red Lily.

All’interno della Rome Bondage Week sabato 16 settembre ci sarà anche un evento Ritual The Club – The Next Vision of Clubbing: un format ormai storico del clubbing italiano che porta in pista tra arte, musica e perfomance un ambiente fisico e mentale in cui sentirsi liberi di portare ogni espressione di sé stessi.
Info e prenotazioni: www.romebondageweek.com

Med Store, esperti Apple dal 1982.

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BuzzooleSi sa: quando vogliamo fare una spesa in ambito tecnologico e non siamo dei nerd accaniti abbiamo bisogno di affidarci con fiducia a seri professionisti: ma come fare in questi tempi in cui i negozi sono sempre meno frequenti a favore delle grandi catene di distribuzione?

Qualcuno è rimasto: ad esempio c’è Med Store, Apple Premium Reseller, che offre un’ampia gamma di prodotti e servizi. Dalle novità Apple ai migliori accessori hi-tech, passando per le grandi offerte di apertura (anche sottocosto), arrivando ai numerosi servizi come l’assistenza tecnica ufficiale Apple, le estensioni di garanzia e la protezione da danni accidentali e i numerosi corsi di formazione. Scoprite qui il SITO.

Med Store, infatti, vanta oltre 30 anni di esperienza nel mondo Apple, nel quale opera mantenendo da sempre gli altissimi standard richiesti da Cupertino. Nel Centro Assistenza Med tutti i tecnici sono certificati da Apple e si è seguiti nel percorso dalla vendita dei prodotti, agli interventi di installazione, riparazione e assistenza tecnica senza essere mai lasciati soli.

Il Gruppo Med Store è sinonimo di professionalità ed assistenza, ed è punto di riferimento nel Centro/Nord Italia per le aziende e liberi professionisti alla ricerca di soluzioni hi-tech. E’ scelto da migliaia di privati, aziende e pubbliche amministrazioni in tutta Italia come partner per il proprio progresso tecnologico. Non solo: anche se vi servono corsi o volete usare i prodotti della Mela in ambito scolastico trovate in Med Store un punto di riferimento!

Festivalfilosofia 2017: le forme del creare. “Arti” è il tema dell’edizione di settembre

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Da venerdì 15 a domenica 17 settembre a Modena, Carpi e Sassuolo quasi 200 appuntamenti fra lezioni magistrali, mostre, concerti, spettacoli e cene filosofiche. Tra i protagonisti Bodei, Bianchi, Cacciari, Cucinelli, Galimberti, Marzano, Massini, Recalcati, Severino, Vegetti Finzi, Augé, Clifford, Lipovetsky, Nancy

Dedicato al tema arti, il festivalfilosofia 2017, in programma a Modena, Carpi e Sassuolo dal 15 al 17 settembre in 40 luoghi diversi delle tre città, mette a fuoco le pratiche d’artista e le forme della creazione in tutti gli ambiti produttivi, esplorando la radice comune che lega arte e tecnica. La diciassettesima edizione del festival prevede lezioni magistrali, mostre, spettacoli, letture, giochi per bambini e cene filosofiche. Gli appuntamenti saranno quasi 200 e tutti gratuiti.

Il festival è promosso dal “Consorzio per il festivalfilosofia”, di cui sono soci i Comuni di Modena, Carpi e Sassuolo, la Fondazione Collegio San Carlo di Modena, la Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi e la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena. Piazze e cortili ospiteranno oltre 50 lezioni magistrali in cui maestri del pensiero filosofico si confronteranno con il pubblico sulle varie declinazioni delle arti: il programma esplorerà la radice comune e talora sottovalutata delle arti e delle tecniche, che si manifesta negli oggetti “fatti ad arte”, con la maestria che accomuna artisti e artigiani in tutti i campi del produrre, anche quelli ad alta tecnologia. Si indagherà il carattere artificiale non solo delle opere, ma della stessa umanità nell’epoca in cui le biotecnologie permettono la manipolazione e riproduzione della vita.

Quest’anno tra i protagonisti si ricordano, tra gli altri, Enzo Bianchi, Massimo Cacciari, Brunello Cucinelli (Lectio “Confindustria Emilia”), Roberto Esposito, Umberto Galimberti, Michela Marzano, Salvatore Natoli, Massimo Recalcati (Lectio “Gruppo Hera”), Emanuele Severino (Lectio “Rotary Club Gruppo Ghirlandina”), Carlo Sini, Silvia Vegetti Finzi (Lectio “Coop Alleanza 3.0”) e Remo Bodei, Presidente del Comitato scientifico del Consorzio. Particolarmente nutrita la componente di filosofi stranieri: tra loro i francofoni Agnès Giard, Nathalie Heinich, Gilles Lipovetsky, Marie José Mondzain, Jean-Luc Nancy, Georges Vigarello e Marc Augé, che fa parte del comitato scientifico del Consorzio; l’americano James Clifford, il britannico Daniel Miller, il croato Deyan Sudijc, la tedesca Rahel Jaeggie lo spagnolo Francisco Jarauta. Venti in totale i volti nuovi.
Il programma filosofico del festival propone anche la sezione “la lezione dei classici”: esperti eminenti commenteranno i testi che, nella storia del pensiero occidentale, hanno costituito modelli o svolte concettuali rilevanti per il tema delle arti: dallo statuto delle tecniche in Platone alla questione della poiesis in Aristotele, fino al ruolo di tecnica e lingua per la civilizzazione in Lucrezio. Per l’età moderna si discuterà l’intreccio di arti, tecniche e scienza nell’opera di Galilei. Con una lezione su Simmel si osserverà la vita urbana come palcoscenico, mentre risalto verrà dato alla teoria dell’opera d’arte di Benjamin. Si indagherà il ruolo della tecnica nell’antropologia filosofica di Gehlen, così come l’origine dell’opera nella prospettiva di Heidegger. Con Adorno emergerà il significato estetico del brutto.

Se le lezioni magistrali sono il cuore della manifestazione, un vasto programma creativo, non ancora completo, coinvolgerà performance, musica e spettacoli dal vivo, di cui saranno protagonisti, tra gli altri, il premio Oscar Nicola Piovani, Corrado Augias, Alessandro Preziosi, Teresa De Sio, Luca Barbareschi, Massimo Zamboni. Un sorprendente Alessandro Bergonzoni raddoppierà la sua presenza e, oltre a una lezione, si esibirà in una performance presso la Galleria Estense di Modena incentrata sulla tutela del corpo. Non mancheranno i mercati di libri e le iniziative per bambini e ragazzi.

Quasi trenta le mostre proposte in occasione del festival, tra cui una dedicata alla carriera di Cesare Leonardi, una di xilografie di Georg Baselitz, una personale di Giuliano della Casa, un intervento di street art di Eron e un’installazione di luce di Mario Nanni. Talento e formazione saranno il tema di una mostra curata da Sky Arte e Fondazione Fotografia.

E, accanto a pranzi e cene filosofici ideati dall’Accademico dei Lincei Tullio Gregory per i circa settanta ristoranti ed enoteche delle tre città, nella notte di sabato 16 settembre aperture di gallerie e musei fino alle ore piccole.

Il programma del festival, diretto da Daniele Francesconi, è realizzato con il contributo di Michelina Borsari.

Infoline: Consorzio per il festivalfilosofia, tel. 059/2033382 e www.festivalfilosofia.it