Appunti sparsi.

Io debbo ancora capire perché per una decina di giorni mi dovevo alzare alle 7 per essere in un certo posto alle otto, dove i cappuccini costavano un botto ma tanto li pagava il Capo, solo per essere lì per fare il "punto della situazione".
E meno male che lavoravo con dei tedeschi.
Anzitutto mi subivo, in tre o quattro idiomi, la domanda del secolo. Nuovissima eh. Mica me l’ha mai fatta nessuno.
"Ma tu, studi medicina e lavori pure?"
Alla sesta volta ho guardato il mio interlocutore negli occhi e gli ho detto di sposarmi e di mantenermi.
[non che ci tenessi, ma era per variare un po’, dare sempre la stessa risposta da noia. Che ci posso fare, purtroppo le tasse me le fan pagare.]
 

Ho scoperto alcune cose, andando in giro come un rondone.
Fisicamente mie, dico.
Ho un grosso problema. Le scale so farle solo in salita. In discesa, se sotto forte stress psicofisico, mi vengono male. La cosa è stata tragicomica quando ho tentato di scendere le scale alla stazione metro Butte Chaumont. Un consiglio, se siete depositari dello stesso problema non fatele. I pratica dovete scenderne davvero molti, io dopo le prime quattro rampe ero piegata in due dalle risate conscia di non poter arrivare in breve tempo fino in fondo [probabilmente l’aver rotto completamente la gamba sinistra una dozzina di anni fa con conseguente allettamento/sediaarotelle per mesi forse e dico forse può avere influito, ma vi dico che questa specie di priapismo nella gamba a volte da noia.]
 

Ma parliamo di cibo.
Se avete fame e siete in centro (e amate i dolci) fate un salto all’Ile St.Louis. C’è una boulangerie che vi passa buoni pezzi di torta per due euro circa. In rue des deux pont. Vicino ci sta il gelataio più famoso di Parigi, non male anche esso.
In complesso non si mangia male, sarà che poi io mangio prevalentemente dolci [quando non trovo panini al crudo] quando sto molto tempo fuori casa e in Francia, come in Baviera, non butta davvero male. Un ottimo rapporto qualità prezzo, maggiore degli standard parmigiani [per fare un esempio, eh]
Ma parliamo anche di pernottamento.
Con voi posso dirlo, mi davano un tot extra per le spese d’hotel. Ora, qui siccome anche venti euri fanno la differenza e insomma non è che si naviga nei 24 carati vi consiglio una cosina. Prenotare a Parigi a un costo accettabile in un posto molto spartano è possibile. Spesa di 53 euro al giorno, bagno in camera, hotel Etap La Villette. Posterò un paio di foto della camera (su google si trova l’ingresso), ma vi assicuro che lo standard di pulizia era maggiore di un tre stelle dove erano ospitati alcuni ragazzi che conoscevo. Aggiungete otto euro di garage al dì, 4 euro per la colazione e due se avete animali. Circa 150 metri dalla stazione della metro Laumiere, linea 5. Vi assicuro, mi sono trovata davvero molto bene. Poi l’avenue Jean Jaures è abbastanza viva ma non squallida. 

Sicuramente usciranno fuori altri post sparsi così, che i ricordi riaffiorano random. :)

0 thoughts on “Appunti sparsi.”

  1. Se c’è una cosa che apprezzo nei blogger e nella gente in generale è la trasparenza.

    La coerenza e il buon gusto di parlare male della gente quando questa è presente e può rispondere.

    Ma tanto poi la bogosfera degli influenti è piccola… Le voci circolano… Nonostante si cambi blog ogni tre mesi e nonostante si posti una foto in boxer per puro cazzeggio.

    Cara Fran, per quanto ti ho sempre letta mi sei scaduta…

    Complimenti per il gossip spicciolo da parrucchiera e per i commenti gentili da mercatino della frutta.

    Sw4n,

    me@sw4n.net

  2. Occazz’… doveva succedere, ma alla fine un grissino ha trovato il tuo blog. Mi spiace Fran, sei fatta :(

    (io non esisto °_°, fate finta di niente e procedete pure al flame in pubblico, bella usanza dell’era blogger in cui le e.mail non esistono più perché non sono sotto i riflettori… a meno che non le pubblichi sul tuo blog a posteriori…)

  3. Nessun flame, ci tenevo a ribadire in pubblico visto che in pubblico sono stato citato… La mia mail è un po’ ovunque, non rifiuto mai una risposta.

  4. vorrei intervenire, dal momento che ero presente alla conversazione, e dire che nessuno ha parlato male di assenti. Si è discusso del concetto di influenti per edelman, portando ad esempio il blog di sw4n. Nessuno ha sparlato di assenti.

  5. Anonimo, è sempre il solito discorso, non ho scelto come gli altri di essere in quella classifica… E non influenzo un bel niente. Ne sono ben consapevole. Dico solo che è lecito rimanerci un po’ male se ti considerano un deficiente e ti trattano come barzelletta quando non sei presente.

    Comunque Fran mi ha inviato la log della chat… parlerò privatamente con lei.

    Grazie…

  6. Filo, no, lavorerà con i genovesi, per cominciare, poi passerà agli scozzesi dopo avere fatto un po’ di gavetta.

    (fico, facciamo di questo post un trollaio :D )

    thurs

  7. si, dai, anzi, sai cosa faccio? mi fingo anonima, e vado a scrivergli “hanno parlato male di te qui” e gli metto il link.

    vai di trollaio

    Thus

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