L’uomo è nato per vivere, non per prepararsi a vivere.*

Fra Salibene

Io l’ho detto, anzi lo dico spesso.

Io non ci tengo ad avere la bella tomba al cimitero. Anzi, fossi per me li abolirei. Al massimo sarebbe bello avere quei cimiteri tipo quelli da noi di guerra inglesi. Ce ne è uno al lago di Bolsena, proprio fronte lago qualche curva prima di arrivare a Bolsena stessa che è bellissimo. Quelle croci, là, bianche sui declivi, sotto un albero. Non so mi suggeriscono una immagine bella e inquietante del trapasso e del riposo al tempo stesso. L’ordine, ecco, l’idea dell’ordine che va quasi al filosofico.

Gli altri non so. Non ho questo gran gusto gotico. Ho magari questa attitudine all’ordine e al semplice che non inorridisce ma sghignazza vedendo sepolcreti costruiti con artifici architettonici astrusi. Ovvero: già in vita ci misuriamo la ricchezza con macchine e vestiario e anche di fronte a quella cosa opposti alla quale dovremmo essere tutti uguali tentiamo di risalire la china anche lì?

Eh, insomma.

Io che sono nel mio piccolo un po’ testa di cazzo lo dico sempre al mio compagno di università, ché invece lui vorrebbe la tomba tipo quella di quell’industriale che non ricordo ma che ha in mezzo anche lo pseudolaghetto artificiale.

Io vorrei essere cremata, essere messa in uno spazietto 20 per 20 ma vorrei la lapide fuori qualche edificio figo del centro che in modo falso e ampolloso [come una lapide, difatti] celebrasse le mie perizie.

Tiè, vi ho fregato.

Arriva poi la notizia che hanno imbrattato la Tomba di Pasternak.

Insomma, cavolo, Pasternak, mica il signor Peppino Cispotti.

Pasternak poi lo collego anche a una domanda del test di ingresso a medicina che diceva tipo abbinate le coppie e c’era, ricordo, Gargantua e Rabelais, Don Chisciotte e Cervantes, il Dr Zivago e Pasternak.

Così, ricordi. Come ad esempio rifiuto l’idea che per essere ricordati serva un opera grande in muratura anziché l’opera grande in vita. Pensate a Pigeon, su cui Thurs ci fece un raccontino. Chi cazzo sa chi sia Pigeon? Con quel cognome poi ti suggerisce scagazzi sui monumenti pria che lampade. Invece magari pensi a Cartesio e te lo trovi sepolto da qualche parte in una chiesa ma con una targhettina 30 per 40 che dice che è sepolto lì, però di Descartes hai testimonianze quasi quotidiane.

A Pasternak invece già non gli vollero pubblicare il dott. Zivago in patria, e dopo morto insomma è finito in un cimiteriello in Dacia, mica che.

Infatti, porello, lo scrittore aveva la tomba in un cimitero scrauso con una lapide normale, ma anche lì gli han dato noia. Questa come la chiamiamo, sfiga?

*Boris Pasternak

**Nella foto: Lapide dedicata a Fra Salimbene, Parma, via al Duomo.


0 thoughts on “L’uomo è nato per vivere, non per prepararsi a vivere.*”

  1. Post molto Totiano (non ToTTiano, eh!)

    M’ha ricordato “‘a livella”, la ricordi?

    Comunque:

    1) i cimiteri monumetali militari inglesi e americani sono l’ideale. Concordo con te.

    2) non ho mai pensato a come vorrei la mia tomba. Dice il tale: “Voglio vivere per sempre e, per ora, ci sto riuscendo”

    :)

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