La prova del cuoco.

Io per 13 anni filati e qualcuno supplementare ho capito che era domenica, o che perlomeno quello che stavo vivendo era sabato sera, vedendo il menù (del giorno dopo, se era il sabato) sul bancone di portineria.
La domenica, il menù dell’hotel, prevedeva lasagne al forno e riso fiorito.
Il riso fiorito non era ‘sta grande invenzione, prevedeva zucchine e verdure di recupero, però il nome faceva figo.

Bello direte voi. Un cazzo. Provate voi a mangiare per 13 anni da Aprile a Ottobre quel menù lì.
E non pensate che la vita dei figli degli albergatori sia bella. Oddio, ci sarà gente che ha culo. Vedi la Hilton. Vedi che magari io non ci ho avuto fortuna, diciamo.

Per papà non era possibile far cucinare qualcosa d’altro dal cuoco, ché sennò si alterava la normale attività alberghiera. A volte il cuoco aveva pietà di me, controllando se c’era un surplus di materia prima. Ad esempio, l’ultimo anno c’era quello che ebbe come maestra la mi’nonna e mi disse che gliela ricordavo, quindi di soppiatto mi faceva le fettine che io nascondevo in borsa e poi mi cuocevo in casa. Ma se se ne accorgeva mio padre sclerava. Oppure c’era quello dell’Amiata che dopo che si preparava cose per se mi lasciava una porzione anche a me di qualcosa di diverso, sebbene il conto da pagare era subirsi un mix di bestemmie e storie della sua gioventù.

L’unica cosa che si poteva mangiare, senza che mio padre si incazzasse, erano i formaggi. I formaggi e livellare al ribasso le marmellate della sala colazioni.
Ora non mangio più marmellata da circa sei anni. A mia madre invece il formaggio è stato sulle balle fino a due anni fa. Ora riusciamo anche a fare la raccolta punti Granarolo.
Alcune sere quindi buttava così. Quando fissavi la tavola (papà faceva prima dei raid in cucina a mangiare in piedi, per far vedere a tavola che lui mangiava poco e in realtà eravamo noi che consumavamo tanto) e avevi lo stomaco che sognava da solo il cacciatorino scattava la frase che poi era divenuta un incubo: "Hai fame? Vuoi il formaggio?".
Quindi c’erano delle sere che io cenavo con la mozzarella, col contorno di stracchino e proprio se andava di lusso ci mettevo anche la fontina come dessert.

Quando una domenica anziché il Riso Fiorito ci fu la Zuppa d’Orzo andai in crisi.

0 thoughts on “La prova del cuoco.”

  1. “verdure di recupero” è bellissimo.

    E poi non riesco a evitare una citazione colta: “Ma oggi non è domenica!”

    (per il caso in cui appaiano lasagne in giorno diverso da…)

  2. bè ognuno ha i suoi punti di riferimento.

    mio padre invece aveva la fissa che i salumi andassero mangiati per forza col pane.

    una volta ricordo che davanti a una tavolata di 20 persone sbracò con una frase del tipo “che cosa pensi di essere?la figlia di agnelli?guarda che qua siamo PROLETARI” perchè avevo preso un pezzetto di prosciutto.

    per inciso, non abbiamo mai avuto problemi economici, nè tantomeno ha fatto la guerra.

    sono manie, è inutile.

    oggi lo perseguito con lo stesso ritornello, anche se è diabetico e il pane non lo può mangiare. se l’è cercata eh.

    a.

  3. Buonasera.

    C’ho amici che dicono che il formaggio sia un cibo altamente tossico, peraltro proveniente dallo spazio.

    Ammè, piace.

    Ecco munque:

    Formaggio: (semi-inglesism.) Prodotto caseario riservato ad un preciso mese dell’anno.

  4. Vedi, è un po’ come la massima del calzolaio che gira sempre con le scarpe rotte.

    Io sono un cuoco (anche se non pratico momentaneamente) e quando lavoravo in ristorante mangiavo ogni giorno la stessa pasta…

    quanto ti capisco.

  5. da come scrivi sembri dell’italia centrale: ma con tutti i formaggi locali è possibile che nel tuo albergo spacciassero solo formaggi da ospedale tipo stracchino, mozzarella e fontina?

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