Speak now! For work

Sono state "speak now"tante le situazioni da facepalm dove abbiamo sentito lavorativamente intorno a noi gente che parlava un inglese che ecco, ehm, neppure a capirsi a gesti.

Lo so, lo so.

Non è che qui si sia completamente nati imparati, come si suol dire, eh.

Anzi: dopo che si parlavano altre lingue codeste infettavano tremendamente l'accento puro inglese (provocando ilarità nel madrelingua che ci ascoltava) (vi ci voglio: il crucco rimane dibbrutto nell'inglese) oppure senza un'adeguata pratica non riuscivamo a farci capire dell'interlocutore giacché i nostri insegnanti di inglese al liceo avevano fatto, su loro confessione, gli esami nella facoltà universitaria di lingue in idioma italiano. Una roba che tu ecco, a volte ti chiedi perché.

Ora si è molto migliorati, tanto più che gli amici non mi prendono più in giro e gli interlocutori non fanno espressioni strane. Ma parliamo di noi stessi che abbiamo (perché continuo a parlare col plurale majestatis? Mh…) a disposizione palestre per esercitarsi tipo alcune interviste così, pronti via con gente che uno si chiede chi sia e in che cavolo di accento stia parlando. Serve molto, o ti svegli o ti svegli. Ma non tutti noi possono sottomettersi a tali shock. E meno male: un po' vi invidio.

Può quindi l'inglese medio dell'italiano medio essere buono?

No.

Era una domanda retorica, ma ci stava bene. Ed ecco che ci sono corsi di lingue, ad esempio c'è "speak now", in una nuova versione lavorativa. Infatti in Speak Now for work Sloan aiuta a entrare e muoversi nel mondo del lavoro, in Italia e all’estero attraverso la conoscenza dell’inglese.

Il corso è composto da 20 uscite ciascuna costituita da un cofanetto contenente un dvd e un libro. Poi in seguito i cofanetti saranno in edicola ogni lunedì al prezzo incrementale di 12,90 euro in vendita con Repubblica o l’Espresso.

L’argomento del primo cofanetto, in vendita il 9 gennaio con Repubblica o l’Espresso al prezzo incrementale di 4,90 euro, sarà come trovare il lavoro ideale, guidandovi quindi in modo multimediale.

"John Peter Sloan" , noto televisivamente anche per programmi come Zelig, dispensa consigli utili per capire il mercato del lavoro, selezionare i tipi di lavoro più adatti ai propri desideri e preparare un curriculum con la relativa lettera di assunzione, grazie a storie esilaranti da seguire sul DVD.

Ed ecco, ora: ci raccontiamo le nostre figure barbine fatte con l'inglese? Dai dai.

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Gli Eco Days a Ferrara.

ciuffino ecodaysVa che bellina la mascotte.

C’è una bella iniziativa in quel di Ferrara. Spinti da un obiettivo comune: dare un piccolo contributo per mìgliorare il mondo, ci saranno gli Eco DAYS 2012, evento di respiro internazionale dedicato all’attuale tema dell’ecosostenibilità.

I giorni che saranno interessati all’iniziativa vanno dal 23 al 30 gennaio 2012. L’evento punterà a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla salvaguardia della propria salute e quella del pianeta.

La manifestazione prevede musica e artisti di alto profilo internazionale impegnati nella causa, incontri, conferenze, mercati ecosolidali, il coinvolgimento di istituzioni, aziende, operatori economici, circuiti enogastronomici tematici, università, scuole, patrimoni, mezzi di comunicazione.

E poi il 30 si chiude con il concertone di Terra Naomi al teatro di Copparo :)
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L'area del Millennium City Center a Budapest

Budapest: Panorama
La zona del Millennium a Budapest è andata ad occupare un vero e proprio buco che c’era sulle rive del Danubio, nella zona che era vicino a Lágymányosi hid. Il Palazzo delle Arti (Művészetek Palotája in ungherese) è un edificio in Ferencváros , Budapest , Ungheria, inaugurato nel marzo 2005. Il Teatro Nazionale , che ha aperto nel 2002, è situato accanto ad esso.

Presente inoltre la Bartók National Concert Hall con uno dei più grandi organi d’Europa; il Ludwig Museum museo d’Arte Contemporanea arte con dipinti di Picasso (“Moschettiere con la spada”), David Hockney, Tom Wesselman, Richard Estes (“Rappaport Farmacia”) e dipinti di questi Maestri di arte moderna ungherese, Imre Bukta Laszlo Feher, e Bak. E opere di Yoko Ono, e Markus Lüpertz. E poi Teatro Festival, nel terzo orientale del Palazzo delle Arti, 452 posti a sedere e dispone della tecnologia più moderna.

Le opere a corredare tutto ciò sono a livello kitsch, come delle finte rovine greche e una specie di torre di Babele, ma l’area è molto bella.
Budapest: Panorama

Kerepesi temető a Budapest: storia del cimitero.

Budapest: Kerepesi CemeteryNon ha una bellezza estrema come altri cimiteri monumentali, ma vale una visita, Kerepesi, a Budapest. Il cimitero è molto ampio, con tombe molto spaziate tra loro e piuttosto ordinate. Un vero e proprio parco: sinceramente i 56 ettari di cui sarebbe composto non li ho notati. Questa spaziatura è dovuta a una riorganizzazione in epoca comunista, dove si è cercato proprio di fare del Kerepesi una sorta di mostra delle glorie ungheresi comuniste trapassate, nonché di forti bombardamenti durante la seconda guerra mondiale. Solo un settore (entrando il più distante dall’ingresso mantenendosi sulla destra) rimane non curato e con le croci inghiottite dalla natura… Per il resto c’è ampio respiro. C’è una grande differenza tra fuori, lungo Fiumei út, e dentro nella solitudine del cimitero; sembra quasi di entrare in un parallelo santuario di pace nel cuore della città e uno dei migliori parchi per passeggiate e contemplazione tranquilla a Budapest. Un buon posto per trascorrere un pomeriggio o forse l’eternità.

Vi posso solo dire che tutte le foto che avevo visto prima di andare mi avevano dato un’altra idea del luogo. Sono rimasta sorpresa, positivamente.

Nel 1841, il conte István Széchenyi decise che ci dovresse essere un pantheon nazionale ungherese. Otto anni dopo, la sepoltura è iniziata nel Kerepesi. Cerchiamo di darvi un’infarinatura se volete andare a fare una visita. Continue reading “Kerepesi temető a Budapest: storia del cimitero.”

C'era tutto un sistema cooperativico (!) dietro.

Io ci ho sempre avuto idee strane in testa, perché se le cose non mi tornano le devo per forza far tornare. In un modo o nell’altro eh, se non mi do una spiegazione logica non mi ricordo neppure le cose. Però questa di dover far tornare in qualche modo le robe posso dire che era una cosa bellissima per matematica e chimica perché potevamo considerarlo il metodo Fiorinì, ossia te lo faccio tornare apposta a volte serve.
Quindi io avevo risolto in modo fantasioso un dubbio che non doveva attanagliare alcun bambino: Babbo Natale e/o la Befana, esistono?
[cioè: perché chiederselo? Vi ci voglio a voi a crescere a Chianciano col nulla attorno. Alcune domande te le ponevi. Mica esisteva ancora la internet, sky e robe così]
Per me inizialmente non potevano esistere. Insomma, mica potevano averci spie ovunque, io non scrivevo la letterina e sicuramente quindi dialogavano con i miei genitori. Oppure quando scrivevo la letterina non arrivava un cazzo di quello che chiedevo o solo il 10%. C’era quindi sicuramente una falla nel sistema da capire.
La prima spiegazione plausibile fu che le aziende di giocattoli producevano in surplus e verso Natale davano più giocattoli a basso costo o quasi gratis a questa fantomatica organizzazione Babbonatalesca, che siccome girando vedevo tanti babbonatali di diverse taglie avevo capito che quelli vestiti di rosso erano dei co.co.co.pro.
Poi arrivai dopo un paio di Natali alla versione definitiva: Babbonatale o la Befana non esistevano come figura in se ma in realtà erano, diciamo, una organizzazione di facciata per mezzo della quale i genitori demandavano i regali ottenendo prezzi di favore e poi le facevano distribuire da tizie vestite da anziane per l’occasione o tizi vestiti da anziani rossi per l’occasione, in modo quindi da far guadagnare qualcosa e creare posti di lavoro.
Il problema è che proprio non mi ritornava la storia del gratis, quindi sì, all’inizio pensavo che i genitori mettessero una quota, poi direttamente che fosse un servizio pagato dai genitori per mantenere il tutto e poi ridistribuito in modo proporzionale.
Poi, mica potevano entrare in casa senza chiavi, ‘ste figure mitologiche con la scopa o con le renne (le renne, poi diobono)

Non saprei, era grave?

Dieci indiez visti nel 2011 e ci conviene replicare ancora.

In pratica resta sempre un “se ritornano andate, se li avete vicino casa correte anche con le piaghe e la febbrah”. Le altre due classifichine le avete sempre nella stessa categoria.

10. Wallis Bird live at Kalinka, Carpi
Wallis Bird live at Kalinka, Carpi
Ve lo dissi già l’anno scorso, che Wallis è imperdibile. Sta ragazza è sia fuori come un balcone sia una forza della natura. Vederla live almeno una volta nella vita è doveroso, perché ti sblocca qualcosa nella capoccia che non so dirti.
9. Jamie Woon live at Frequency Festival
Jamie Woon live at Frequency Festival
In Italia lo ha chiamato solo Nikki di Radio DJ. Jamie è un ragazzo intelligente, che ha fuso una gran voce, buone canzoni, e un buon lavoro al pc di casa sua. C’è poi sul palco, e non pensavo. Continue reading “Dieci indiez visti nel 2011 e ci conviene replicare ancora.”

Occupyopera e quello che sta succedendo a Budapest

Già quando dissi che le condizioni per chi operava giornalismo in Ungheria erano un bel po’ incasinate (chi non era affine alla corrente di partitoShare photos on twitter with Twitpic governante ha avuto alcuni allontanamenti) in giro si minimizzò, dicendo l’unione europea e cose. Poi capitano serate come questa dove ti trovi in mezzo a oltre centomila persone (oltre, ad occhio 150000, compreso qualche turista che non sapeva nulla e non sapeva come uscire) in Andrassy ut e ti crolla un po’ il mondo addosso, e ti dai ragione come una Cassandra sfigata.

Recap. Continue reading “Occupyopera e quello che sta succedendo a Budapest”

Enel premia i blogger

Ed ecco a voi, amisci e amiche a cui Babbo Natale ha fatto orecchie da mercante, un interessante concorso, In questo caso si deve avere solo l'aggravante (cielo!) di avere un blog Infatti il concorso di cui sono cominciate le iscrizioni l'Enel Blogger Award 2012: Enel premia i blog migliori con un iPad 3G!

Una segnalazione che quindi ci sembra molto interessante per voi lettori così legati al mondo dei blog e così vi invitiamo a fare un giro sul sito di Enel. 

Il concorso interessa principalmente i blogger che parlano di ambiente, finanza, attualità e lifestyle, i quali possono iscriversi al minisito del concorso presentando quello che a loro parere è il loro post più bello e significativo. I blog candidati dovranno essere attivi da almeno sei mesi e pubblicare almeno un post a settimana. Naturalmente la partecipazione è gratuita, ed esistono due fasi del concorso, di cui la seconda prevede una votazione diretta da parte di tutti gli utenti (quindi anche i vostri amici, parenti, nonni e anche chi vi odia, spero) che potranno votarvi fino al tredici marzo! Ma potete leggere interamente tutta la spiegazione e il regolamento sul sito di Enel che vi abbiamo segnalato.

I primi classificati per ciascuna categoria vinceranno un iPad 3G e saranno premiati nel corso di una cerimonia ufficiale presso l’auditorium Enel.

Non so se ci sono blogger meritevoli di partecipare e poi anche addirittura per vincere. Faccio già fatica a pensarlo quando c'è la blogfest, figuriamoci ora che le categorie sono ancora così più ridotte se posso avere delle idee del tutto chiare e univoche. La categoria attualità è poi così un gran calderone che in me si dipinge il grande boh illuminato sulla fronte.


Ma ci chiedono una decina di blog (ARGH! Ma che è: il mese delle dieci cose e/o classifiche dell'anno? Incubo) e noi ne mettiamo qualcuno giù.. Ad esempio recreathing, Il Potatore, Blog Biologico, nrg4life e Vita a Impatto uno tra i blog che parlano di ambiente, colorfulbeauty, Pro-Fumo, Il blog di playboy e Smeerch per il lifestyle, ParcoBuoi per la finanza…

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