[è per aiutare i cani] "Marley chi? La mia vita con tre Labrador”

C’è un librino di cui vorrei parlarvi, visto che l’ha scritto un’amica ed è a fin di bene.

Senza falsa e ridondante paggeria posso assicurarvi che Chiara è una persona meravigliosa. Non ci siamo mai incontrate di persona ma la stimo parecchio, mi fa ridere, ed è un vulcano.

La sua vita comprende a coabitazione con tre bionde. Ed è di loro che parla. “Marley chi? La mia vita con tre Labrador”, è un libro ironico  scritto per raccogliere fondi a favore della Onlus Animalibera (www.animaliberaonlus.it).
L’intero ricavato del libro, acquistabile su internet sia in ebook che in versione cartacea, andrà ad aiutare i cani e i gatti di cui si occupa Animalibera.  Ogni copia venduta rappresenta un piccolo contribuito per aiutare i quattro zampe in difficoltà.

“Marley chi? La mia vita con tre Labrador” disponibile dal 22 ottobre 2012 in ebook (già acquistabile su UltimaBooks e BookRepublic, arriverà entro una settimana presso tutti i principali store on line) al prezzo di €4,99 e in versione cartacea (acquistabile a breve su UltimaBooks.it) al prezzo di €15,00.

[accattatevillo e iniziate a pensarlo come regalo di Natale, ché tanto mancano due mesi]

Non ho molto tempo per scrivere ma vi dico:

  1. Anche De Agostini fa uscire da adesso le statuette del presepe. Nulla contro: a me o’ presepe piasce. Ma la musichina mi sta facendo odiare tutti, anche perché è caldo ancora.  Checazzo… non posso già pensare al natale, che angoscia.
  2. Ma secondo voi l’esondazione di Lourdes non è un po’ un segnale divino? Tipo anche basta, ragà? Oppure sono segnali divini, le catastrofi naturali, solo quando capitano in regioni comuniste?
  3. Abatantuono che doppia l’orso Vodafone: la volta buona che veramente cambio compagnia.
  4. Ho pensato che, come per gli eschimesi c’è un casino di parole per indicare la neve, nella mia zona di origine c’è un troiaio di termini per indicare il prodotto del venire alle mani. Perdonate quindi, in caso, qualsiasi mio atto di violenza praticato dalle mie mani.
  5. La mia vita è scandita e governata dal mio intestino. Sì: una vita di merda.

Oh, ve lo dico: secondo me meglio l'album dei Two Door Cinema Club.

Un po’ di tempo addietro c’è stata una settimana dove sono usciti, sapete queste vicissitudini del far uscire gli album un po’ tutti assieme, non si capisce bene come e perché. Però ecco: uno era Come of Age dei Vaccines

 

E l’altro Beacon dei Two Door Cinema Club.

 

Ecco, la disfida a livello album venduti l’ha vinta quello dei Vaccines. Posso dirvi che invece nel lettore cd della mia auto sta perdurando più quello dei TDCC. Vah.

I video de paura (del resto si chiamano Team Ghost)

Una volta, parallelamente al programma Radiosglaps, avevamo il progettillo Framesglaps ove si parlava della videografia musicale. Ecco perché è carino e in linea con l’imminente (da voi festeggiato) Halloween parlare del video che i francesi Team Ghost hanno uscito.

Team Ghost sono un gruppo di 5 elementi fondato da Nicolas Fromageau e Cristophe Guerin, ex-membri di M83. Combinano elementi post punk, shoegaze ed elettronici – non è difficile immaginarli nella colonna sonora di un film di John Carpenter. La loro musica è stata descritta da Pitchfork come “waves of synths, sunburst crescendos, harsh shoegaze drones,tickly electronic effects”.Il gruppo ha all’attivo due EP per l’etichetta inglese Sonic Cathedral e ha già girato l’Europa con Liars e Crystal Castles. Se vi interessa qualcosa di musicalmente trovabile sul loro soundcloud c’è roba di un anno fa, ma è in uscita il loro ep di debutto il 20 novembre.

Il video è stato diretto da Simon Cahn, classe 1982, che tra gli altri ha già  co-diretto con Spike Jonze il cortometraggio d’animazione Mourir Auprès De Toi e lavorato con Lady Gaga.

Ed è subito anno 2000, bravi. (post dei Muse che parla di scalette, sia mai)

Io ieri volevo essere lì al kickoff del tour Europeo dei Muse a Montpellier: non ho trovato i cazzo di biglietti. Ho rosicato con molta compostezza. Ma cosa dico: abbestia.
Insomma, ti suonano Falling down e Host. E tu inizi quindi a fare dei voli mentali della miseria su cosa possono fare in Italia.
Molto probabilmente Feeling Good e Invincible.
Miglior commento alla cosa:

Write to review? Well how objective can I be?

Maximo Park interviewNo no, dopo ve lo scrivo come è stato il concerto dei Maximo Park. Loro erano un’altra di quelle band che per una sfiga o per l’altra quando passavano in Italia non riuscivo mai a vederli. E anzi: altra cosa, essendo in headline sul greenstage del Frequency in contemporanea con i Cure (I CURE!) sul Racestage… ecco.

Glielo ho anche detto: “ma tanto vi vedo stasera. Ma i Cure, capisci…”

Comunque sto notando che è la seconda intervista che ho fatto con una doccia di fronte. Mh.

Paul Smith aveva delle gran belle scarpe. Il problema è che sono stata così gentile e mi sono accorta che c’era così poco tempo per quanto parlare e ho fatto solo due domande delle seguenti. Mitigandone una. Quali?

Colsi, non, le rose.

Non amo che le cose che potevano essere e non sono state.

Se penso che per l’ennesima volta dobbiamo rinunciare a tutto e quel rinunciare non è per colpa mia ma per fottute cause esterne i miei rimpianti si moltiplicano. Come vorrei avere solo rimorsi, invece. E neppure quelli.

La rilettura musicale della lambada però fa rivomitare i ceci di Natale.

Sempre per la serie “concerti di cui non devo parlare perché tanto non è che mi han cagato lavorativamente” c’è quello di Jennifer Lopez a Bologna. Uno di quelli organizzati così bene che il palco era piccino (luci della madonna, ma al confronto di quello dei Radiohead sembrava una cosina rimediata come quello che fecero qui per il concerto dei Jon Spencer Blues Explosions, che infatti non poterono suonare dacché non c’era la copertura antipioggia ed erano a rischio scintille come un concerto dei Beatles negli anni sessanta) e i bagarini fuori facevano i biglietti a metà prezzo. Che era quello ragionevole eh, 25 euro anziché 50 diciamo che ci stava da dio. Ma ecco, su, fate quelli che tengono il prezzo così io per i concerti buoni mi devo svenare.
Jennifer Lopez live at Unipol Arena
 

Comunque. Che dire di Jennifer Lopez fa bene a limonarsi uno più giovane e abbastanza figo. Che magari ci arrivassi io a 46 anni in quel modo. Che non è poi così cagna a cantare e recitare. Poi comunque è una ballerina fantastica. Certo che se le canzoni precedenti non erano la cosa più bella che il soulpop potesse darti quelle nuove (dall’inno-fiat-Papi) fan cagarone. Soprattutto Get on the floor, o come si chiama, che è la sua rilettura della lambada. Che all’inizio canta in ispagnolo. Insomma. Boh. Posso dire che però nel suo campionato a quelle più giovani je magna ancora in testa. Brava: o donna dal culo latino come tutte noi.

Ché voi pensate che il Gulash sia spezzatino, invece è zuppa del mandriano.

Il gulash o gulyàs, in ungherese, è uno dei piatti più conosciuti e rappresentativi della gastronomia ungherese, imitato quasi dovunque.
E’ un piatto piuttosto laborioso da preparare, ma molto saporito e particolare grazie all’accostamento della carne di vitello con la cipolla, il pomodoro e soprattutto la paprika, regina della cucina ungherese.
L’origine di questa ricetta è molto povera ed è da ricercarsi tra i mandriani ungheresi che, quando trasportavano i pregiati manzi grigi dalla pianura della Puszta ai mercati di Moravia, Vienna, Norimberga e Venezia, usavano preparare questa sorta di spezzatino di carne di vitello dentro un grande paiolo, messo sopra un fuoco di legna all’aperto.
Il nome stesso della ricetta sembra confermare questa versione, visto che il termine Gulyás, deriva proprio dalle parole gulyás, che significa mandriano e da gulya che significa mandria.
E’ col passare del tempo, verso la fine del XVIII secolo, che la gulyásleves, la minestra dei mandriani, dalla prateria arrivò ad essere conosciuta dalle famiglie borghesi e a riscuotere grande successo.

Ingredienti:
brodo 250 ml,
carne di manzo 1 kg,
cipolle 2,
olio extravergine di oliva 1/2 bicchiere,
paprika 1 cucchiaio,
8 patate,
pomodori pelati 500 gr.

Preparazione: lessate le patate che avrete precedentemente pelato e tagliato in quattro parti, fino a metà cottura e tenetele poi da parte nella loro acqua di cottura.
Fate scaldare in una pentola abbastanza capiente l’olio e, quando sarà ben caldo, aggiungete la cipolla tritata abbastanza grossolanamente.
Fate imbiondire la cipolla mescolando sempre, e aggiungete la carne di vitello tagliata a pezzettini, facendola rosolare e girandola sempre in modo che la cipolla non si bruci.
A questo punto aggiungete la paprika e, quando la carne sarà ben rosolata, i pelati, il brodo ed il sale, quindi abbassate la fiamma e fate cuocere il tutto, coprendo con un coperchio, per almeno un ora e mezzo, fin quando la carne non sarà diventata morbida.
Mescolate il vostro gulash di tanto in tanto e quindici minuti prima dei fine cottura aggiungete le patate ed un po’ del loro brodo di cottura in modo che il sugo rimanga denso e cremoso.
Servite il gulash ben caldo, magari accompagnato da qualche verdura cotta.

Musica per i pigri e musicalmente ciompi (TM)

[la definizione è della Prezzemolo: potrebbe diventare una rubrica continuativa del vostro venerdì]

Ci sono due videi da segnalare perché belli. Uno riguarda Tomorrow’s World, che è una nuova joint venture tra Jean-Benoit Dunckel, aka uno dei due del duo elettropop francese Air, e la londinese Lou Hayter.

L’altro mi sa che ve lo ho presentato su tutti i social. Ci sono due uomini che musicalmente qualsiasi cosa facciano la fanno bene. Un po’ è fastidioso. Ma Damon Albarn e Jack White sono dei geni. E il video di Giacomino per “I’m Shakin'” è una gran figata.