C'è sta roba che poi uno si sorprende delle cose.
Dici che in Italia siamo ritardati in tutto, retrogradi, che c'è il maschilismo. Che se ti presenti al lavoro ti guardano male perché sei giovane e tu che esperienza vuoi avere: sei giovane. Non puoi avere dell'esperienza. Sei giovane, è una cosa brutta. Poi pensi di emigrare ma in realtà passati i 25 anni non è che negli altri paesi sei considerato più giovane eh. Sei uno normale.
Insomma, siamo davvero un po' la Repubblica del Bunga Bunga perché come ti rigiri te la mettono in culo.
Tipo uno dei giorni di questa settimana c'era medicina33 su Raidue. E anziché parlare di prostata come al solito c'era un professore vecchio (quindi si pensa autorevole, qui in Italia. Non rincoglionito) che diceva "oh, la facoltà di Medicina è così piena di donne che quindi dovremmo andare a prendere i chiurghi all'estero".
E siccome non era pago di tutto ciò se ne è uscito pure con "eh, dopo le donne vogliono farsi tra i 30 e i 40 anni i figli e trascurano la professione".
Certamente. Come no.
Io infatti l'unica chirurgo generale che conoscevo a Parma so di certo che è stata costretta ad emigrare in posti ove si parla inglese. Perché era l'ultima ruota del carro perché trentenne e donna. Ah, e con la pelle leggermente ambrata.
A me queste cose scandalizzano e fanno incazzare ancora, e sappiate che la classe baronale medica purtroppo prima dei 75-80 non ce la togliamo dai coglioni. E pensa ancora in quel modo. Ha il machismo nel sangue. E non si rendono conto che dal basso tutto sta cambiando.
Comunque se avessi saputo che quel chirurgo lì fosse uscito a Saxa Rubra di lì a poco partivo da casa con un paio di cesoie e andavo a tagliarglielo. In stima.