Ora come minimo mi tacciate di fortuna esagerata e noiosa. E invece

In pratica c'è l'ente turismo Danese (ma anche quello Norvegese. Quello invece Ungherese da solo soggiorni a quelli di Travelblog, dopo tutti i soldi che invece lascio io in Ungheria e dopo quanto marchetto la Pannonia con tutti… si chiama Karma, certo) che ogni tanto fa questo concorso qui e te ti proponi per andare 3 giorni e 2 notti là da loro e in cambio devi fare il report twittando ogni rutto, fotografando ogni merluzzo, filmando ciascheduno girante in bici.

Ho vinto io.
Ok, quelle cose già le faccio normalmente ma la notizia stranissima è che quelle lì sono le mie ferie. Allora quando Barbara mi ha mandato in mail ciò

sto già cercando di prenotare i voli e vorrei sapere se questa proposta può andarle bene:
Milano Lin – CPH ven.1/10 h. 6.30
CPH – Milano LIN dom 3/10 h.20.55 (arrivo alle 23)
 
oppure Milano MXP – CPH ven. 1/10 h. 11.25
CPH – Milanon MXP dom 3/10 h. 16.55 (arrivo h.19)

Indovinate cosa ho scelto? Certo! Svegliarmi alle 2 da Parma per prendere l'aereo a Linate pur di allungare di sei ore la vacanza.

['mazza che morta di fame, eh]

My Own Private Milano

Milano fotografata da forestieri e raccontata da veri e presunti milanesi, così nasce My Own Private Milano (Pdf, 13 MB).

Ricordo che la mia foto l’abbiamo scelta con Paolina poche ore dopo che Squonk aveva dato il via alla cosa. Io non ci tengo un granché alla mia foto fatta con la prima fotocamera digitale che avevo, fatta a dicembre 2006 al parco delle Basiliche. Però il racconto di Cimny ci va sopra da dio e la rivaluta, quasi dandole nuova vita e un significato ad una foto fatta camminando, a caso. Grazie, a lei, mille.

Scaricatelo, è bello.

Qua c’è anche la pagina facebook.

Bloggherz al forno, ché si iscioglie il grasso.

I puristi dello scrivere a pane e acqua e attaccati alla sedia tipo Vittorio Alfieri si scostino. Questa non è una marchetta, ma è quello che sarà una vera e propria prova ad ostacoli nel corso di mesi sei.

Allora, un passo indietro.
Voi non avete presente come è casa mia. Non la voleva nessuno difatti. Metratura sprecata nella scala interna, una casa tutta luuuuuuuunga che in pratica è un largo corridoio che per arredarla all’ikea ci ho sudato giorni e notti. Nel senso, se mettevo qualcosa che sporgeva più di 40 cm io dovevo passare di fianco. Per di più quando ho arredato casa come dire, ehm, ero una morta di fam… ehm, la mia situazione economica non era così rosea. Diciamo che il forno arrivato ora costa esattamente un quarto del costo della mia cucina. E non c’entra nella mia cucina. Nel senso, spè, vedete dalla foto.
Il forno!
Un forno sì grosso che ci entra non so, un tizio che si è spostato per lavoro a Vienna (scusate, è un inside joke per amici), un porceddu, 30 rodesindri.

Per dirvi, il tizio del corriere che l’ha consegnato me l’ha appioppato a piano terra. Non facendo mezzo gradino dicendo "signò, ‘mazza, pesa quanto un cristiano morto". Io posso dire ai miei colleghi di essere quindi già pronta agli occultamenti di cadavere visto che l’ho alzato e portato su per i miei 17 gradini. Sperando che la cassettiera ikea lo regga. Però ‘sto jet chef è bellissimo. In pratica è la cosa più costosa che ho in casa mia.

Il problema è anche questo: jet chef. Egli cucina. Io avevo un microonde che boh, serviva a fare cose minime. Questo fa di tutto. Ha più accessori che la Barbie je verrebbe un travaso di bile. Non so neppure bene a cosa possano servire e la mia pigrizia non m’invoglia a capirlo né a leggere le istruzioni. Ma prometto che mi impegnerò, non posso essere il fanalino di coda del gruppo…
Io sono abituata a cucinare tutto in padella. Sarà una sfida assurda: non cucino qualcosa al forno di decente da quando l’Italia non era ancora campione del mondo dopo il 1982.
In pratica la whirlpool, con lo zampino degli amici di Varesenews, mi ha selezionato per un’operazione quasi disperata: fare una che sta in casa per dormire e mangiare sulla tastiera del computer una persona che può fingersi quasi anche foodbloggher. Il gruppo sperimentale di colleghi è già più attivo di me (ché io col caldo oggi sono andata avanti a pinguì e redbull) e potete andarli a leggere qua sopra.

[Paco, vedi, avevamo chiesto il pc e invece è arrivato il forno. Come facciamo ora per il pc?]

Una volta esisteva la ramazza.

In questo momento c’è un coso che sta girando con le spazzole sottocasa facendo una sorta di lavaggio strade. Con il cielo che è grigio.

Pomeriggio spostavano le foglie con quella specie di maxiphon a zainetto che ogni tanto il tizio riboccava con la nafta.
Pensare che una volta esisteva l’anziano con la scopa di saggina, che ti metteva un po’ ansia perché te la misurava sul groppone, però almeno era a emissioni zero, maiala ladra.

Tu stai pistolando facendo il nerd e intanto ti senti 'sti bassi della pupazzazzozza.

Buzzparadise mi ha dato modo di aderire a una campagna di Creative e di testare i prodotti in modo da poterne parlare anche a voi. In poche parola, i prodotti Creative accompagneranno le vostre giornate grazie alla altissima qualità dei suoi altoparlanti facili da trasportare ed installare.

L’obiettivo del brand è quello di presentarvi le sue ultime creazioni, e quelli arrivati a me sono gli auricolari Aurvana In-Ear2 e gli altoparlanti  ZiiSound D5. Piccoli gioielli tecnologici pronti a conquistarvi con le loro numerose qualità. Ma il punto di forza è senza alcun dubbio la compatibilità degli altoparlanti con tutti i dispositivi Bluetooth! Li ho provati entrambi per circa una settimana ed ecco le mie impressioni.

Parlando degli Auricolari:
Allora, tra i tanti problemi che presento c’è quello che normalmente non riesco ad utilizzare gli auricolari "normali" perchè mi scivolano dall’orecchio . Quando acquisto gli auricolari, perciò, pongo maggiore attenzione al fatto che mi stiano sulle orecchie più che alle prestazioni audio. In questo caso sono stata esterrefatta nonappena li ho calzati:  il corpo molto piccolo in plastica dell’auricolare è avvolto da un cappuccio di gomma morbidissima che si infila e si adatta perfettamente a qualsiasi tipo di orecchio. Nella scatola vengono date in dotazione 3 coppie di differenti misure di cappucci di gomma in modo da essere sicuramente perfettamente aderenti con qualsiasi orecchio.

Andando alla qualità audio, è eccezionale: sembra che la musica arrivi direttamente al cervello. Il merito è sia della tecnologia usata dalla Creative, sia dei cappucci di gomma che isolano perfettamente dall’ambiente esterno. In pratica è come avere dei tappi in silicone (non quelli in gommapiuma pressochè inutili) che non ti fanno sentire i rumori esterni e contemporanemante ti sparano la musica nelle orecchie. Sono i primi auricolari che non posso tenere a tutto volume neanche quando vado in bici perchè il suono è troppo potente.

Questi auricolari sono ideali anche per ascoltare la musica comodamente rilassati a casa propria: il suono arriva pieno, i bassi fanno pulsare le orecchie e gli alti sono senza distorsioni. E’ difficile avere la stessa resa con un impianto stereo normale, a meno di non andare su prodotti di alta gamma come la Bose e ad alto volume.
Ovviamente questi auricolari non sono neanche paragonabili alle classiche cuffie ad archetto economiche; se invece si confrontano con cuffie ad alto livello allora in termini di audio il confronto ci può stare, ma non in termini di praticità: questi auricolari sono leggerissimi e non si sentono, mentre le cuffie dopo un pò pesano e scaldano le orecchie.

Paradossalmente l’unico "problema" che questi Aurvana In-Ear Earphones hanno rivelato è che mi isolano talmente bene dai rumori esterni non sento le voci di chi mi parla, o tutti rumori che, con le cuffiette che finora ho avuto, percepivo abbastanza facilmente. Ma chiamarlo difetto è pretestuoso.

Ultima cosa: nella confezione, oltre alle 3 coppie di gommini di cui ho accennato, è presente una comoda scatoletta in cui riporre gli auricolari. Non è presente il controllo del volume e se corri ti rimbalzano troppo sul petto creano l’odioso: "effetto microfono".

Per quanto riguarda lo
ZiiSound D5 :

La dotazione, oltre alla base, ad un Dongle Bluetooth da collegare all’iPod / iPhone e ad una piccola staffa dotata di 7 gommini (uno per ogni modello di iPod / iPhone, fino al 3GS). Il setup è immediato: connettete il dongle all’iPod, collegate l’alimentazione e accendete la base. La base (che mi è arrivata sporca di bianco: spero sia borotalco eh) è un bell’oggetto di design che si piazza bene in qualsiasi angolo di casa, presenta due cromature ai lati e una al centro: in quella centrale ci sono i comandi cromature e comandi del volume luminosi che si attivano col touch. Un po’ scomodo il pulsante di accensione, situato sul retro dell’apparecchio in una posizione non facile da raggiungere, così come il jack da 3.5mm per collegare lettori mp3 o pc.
La connessione bluetooth del ZiiSound permette di tenere il vostro iPod lontano dalla base ma se volete potete inserire il dongle nella base permettendo così di ricaricare il vostro lettore musicale mentre ascoltate musica o a lettore spento. Io ho anche usato il bt per comunicare da netbook a casse e va da dio. L’unica cosa che vi costringe a fare è pigiare il tastino di connessione "connect" al bt per poco tempo, avanti, per il setup iniziale. Sul retro trovano spazio un ingresso Aux-in (cavo mini jack-mini jack incluso nella confezione) per collegare il sistema a una sorgente audio direttamente via cavo, oltre al pulsante di accensione, e alla presa per la corrente. Oltre ai due altoparlanti frontali cilindrici, c’è un terzo diffusore sul retro: singolare che non si trovino dati riguardo la potenza di uscita, né sulla confezione, né sulla documentazione. Si tratta di un sistema con potenza intorno ai 15 Watt, sufficienti in casa, ma solo in casa. Sconsigliamo assolutamente l’utilizzo di ZiiSound all’aperto. I pregi e i difetti sono presto riassunti, a fronte di ingombri minimi ed eleganza i puristi potrebbero storcere il naso per la mancanza di un display e di un’equalizzatore… Ma mettete la comodità di non avere i cavi?

Il suono? Beh, leggermente inferiore solo a un impianto Bose ma di gran lunga più costoso. Non ho provato i soliti mp3 ma ho preso dei file audio flac, che per noi puristi suona come un vinile, e sinceramente la differenza rispetto alle casse normali si nota tantissimo.

Se avete qualche soldino da spendere è un acquisto figo.