Aux armes, citoyens.

Sette giorni a ferro e fuoco.
L’epicentro è una delle zone periferiche più belle di Parigi. Sant Denis, la zona che porta il nome del martire Dionigi che secondo la tradizione venne, giustappunto, martirizzato sulla collina di Montmartre. Poi con disinvoltura prese la sua capoccia come una palla da rugby e corse tipo giocatore verso la meta e stramazzò al suolo proprio lì, dove ora sarebbe la chiesa di Sant Denis che tutt’ora accoglie le spoglie e i cuori dei reali di Francia.
Ecco lì.
Pensate voi a dei poveri turisti russi che erano alloggiati all’hotel Campanile (un hotel che coniuga un buon rapporto qualità-prezzo se volete visitare Parigi) e siccome si trovano nel bel mezzo della guerriglia si vedono ciulare il bus.
Ma la cosa è doppiamente triste. La Francia, la patria della democrazia ridotta così. Cioè, se la Francia non riesce a uscirne fuori con i mezzi democratici da loro partoriti… beh cazzo, a me son cose che sconvolgono la mia visione politica.
Dicasi che in primo piano c’è soprattutto la rivalità fra il premier e il ministro dell’Interno Nicolas Sarkozy, che ha recentemente definito i rivoltosi "canaglie", attirandosi critiche dai media, dall’opposizione e da altri colleghi nel governo.

'ndo sta 'r pupino?

Il parto di Ilary Blasi ormai è atteso come il passaggio della cometa di Halley. O come lo scudetto dell’Inter, esagerando. Se la signora Totti non partorisce qui non andiamo avanti coi palinsesti e con la programmazione media televisiva.
Sì, ok… la principessa di Spagna ha partorito. Ma chissenefrega. Noi dobbiamo fare la veglia al pupino giallorosso, anche perchè in fin dei conti Tottigò è l’ottavo re di Roma o no?
E quindi via, bando alle Lecciso e agli Albani e chiediamoci tutte le mattina se ha figliato o no.
E chiediamoci anche come lo chiamera. E chi lo sa.
Naturalmente ora mi aspetto che ci avvertano a tutti con un sms sul cellulare. Lo esigo.
[Nella foto: l’unico ad aver partorito in casa Totti. Ecco perchè aveva risposto che Ilary aveva già figliato…. mmm, qualcuno gli spieghi che il cavolo e la cicogna sono delle metafore. La sequenza del Parto all’Olimpico.]

Rosico.

Un grazie grosso come una casa a Eriadan e al mio inviato Kap
Update: c’è il bellissimo resoconto della cosa del mitico Wally West (che non si è neppure perso per l’occasione. Miracoli del fumetto). Mi dissocio dal P.S.2 :P :
Vi racconto com’è andata.

Raggiungiamo lo stand di Eriadan e ci troviamo la sua ragazza (uguale a
quella disegnata sulle strip) e un tipo con pizzetto alla moschettiere e
lunghi capelli neri raccolti in una coda.

Kap: "Eriadan! Che piacere incontrarti finalmente! E il Blog di qui, e
bla bla di là, e bla bla di sopra & di sotto…"
Lui: "Veramente io non sono Eriadan. Sono un amico. Eriadan è nello
spazio conferenze…"
Io: "Ah! Ecco! In effetti stavo pensando a quanto disegna dimmerda
Eriadan, visto che se tu eri lui, significava che lui era assolutamente
incapace di farsi un ritratto minimamente somigliante….AH! AH! AH!"
Lui: "…"
Kap: "…"
La ragazza: "…"
Io: "AH AH AH.. ah… ah… … ahbbè, allora noi facciamo un salto al
salone conferenze e torniamo dopo, ok?…"

(figuradimmerd!) ^_^

In effetti Eriadan era alla cattedra del salone conferenze intento a
spiegare alla folla cosa fosse il CoCeMa.
Inutile dire che quelli che già conoscevano il blog annuivano
entusiasti, mentre tutti gli altri lo guardavano come si guardano i
pazzi scatenati… ^_^

Dopo siamo tornati al suo stand. E lui era lì, somigliantissimo alle
strip, barba incolta compresa.
Ha fatto il disegno a me e poi al Kap…
Kap: "Io lo faccio fare a Fran!"
Lui: "A Franne?"
Noi: "Fran!"
Lui: "Pran??"
(Era facile non capirsi, sopra il suo stand avevano fissato
l’altoparlante degli annunci. Che gracchiava a millemila decibel…)
Noi: "FRAN! Effeerreaenne. E’ il diminutivo del nome di una nostra
amica…"
Lui: "Ah!"
Noi: "…quella che ci ha fatto conoscere il tuo blog…"
Lui: "Ah!"
Kap: "Quindi scrivile qualcosa tipo "brucia di invidia", così ci
facciamo due risate!"
Lui: "AH!" (guardandoci come a dire "ammazza che bastardi!")
Lui: "Faccio il mio ritratto o faccio quello di Ipermao?"
Noi: "Il tuo, il tuo! Fran non deve semplicemente invidiarci, le deve
proprio scoppiare il fegato!"
Lui: "AH!" (ri-guardandoci come a dire "si, siete proprio bastardi!") :)

P.S.1: Tipo molto simpatico, comunque, e disponibile. Lo dimostra il
fatto che non ha sfanculato il tipo dopo di noi che aveva in mano almeno
20 copie del suo fumetto e voleva un disegno con dedica personalizzato
su tutte…

P.S.2: Quando è stato chiaro che "Fran" era una ragazza, dal lato del
tavolo dove stava la fidanzata di Eriadan è arrivata una folata di vento
gelido… ^___^

Progetto bolla.

Andando a zonzo per Parma si trovano applicate qua e là su cartelloni pubblicitari (seguiranno, spero, foto) si trovano applicate delle bolle vicino ai visi e ai volti dei fotografati. Le bolle non sono nient’altro che le gloriose nuvolette dei fumetti.
Il progetto è questo qui.
 
Una volta attaccati ai manifesti pubblicitari, questi adesivi trasformano il monologo delle aziende in un dialogo aperto. Incoraggiano la gente a dire la loro, a riempire il balloon con qualsiasi forma di auto-espressione libera dalla censura.

Piu’ balloon in giro = più spazi liberati
Più spazi = più condivisione dei pensieri e delle idee personali
Più condivisione = più reazione a quello che sta succedendo

Nella foto: Una "bolla" nella cabina telefonica di fronte al palazzetto dello sport Raschi di Parma.
 

Made in Taiwan

Ogni volta che penso alla pubblicità di Farmaindustria, che ci ricorda che sostiene la ricerca, ricordo le mie amichette di ctf e muoio dalle risate.
 
Per un laureato in chimica e tecnologie farmaceutiche lavorare in Italia e fare ricerca farmaceutica è una cosa quasi inconciliabile.
Però la casa farmaceutica regala le pennine luminose. Made in Taiwan.
 
Quindi devo dirvelo. La Roche che sotto una panepidemia inzia a dire "pfff, ma io non ce la faccio a produrre tutto questo Tamiflu… eccheccazzi" mi fa enormemente girare le palle. E alla fine fanno bene quelli di Taiwan che si produrranno il farmaco da soli.
E se la Roche si lamenta può sempre iniziare a considerare un uso alternativo dei gadget made in Taiwan.

Una volta c'era almeno solo Marta Flavi.

Oddio, sono cose che fanno rabbrividire.
 
Nel contenitore domenicale di raiuno non bastava l’appuntamento al buio tra mamma e potenziale moroso della figlia. Ennò. Ora al grido di "non voglio rimanere zitella" delle donnine overaged (una oggi aveva 67 anni) vanno in tv per cercare il fidanzato.
 
A sessantasette anni di gente in acchiappo ce ne è in quantità a Chianciano. Almeno vanno alle Terme a rimorchiare e non in televisione ad esporsi al pubblico ludibrio. Ma non solo di sessantasette. Lì a Chianciano finchè c’è un alito di vita la filosofia resta sempre: "il mi’ nonno, che era un grand’omo, mi disse da provarci sempre…"
Meravigliosa come filosofia eh. Magari ce l’avessero alcuni giovani eh.
 
Però vedere che in televisione, forse per accontentare il target di pensionati che seguono i programmi, anche le nonne del circolo della canasta vanno a cercare il fidanzato snocciolando una wishlist da far paura…. insomma, ti fa pensare. Sarà stato l’effetto De Filippi?
 
Bello quando una volta c’era un programma che si chiamava "Agenzia Matrimoniale" e "Ti amo parliamone" e tutto era circoscritto lì. Anche perchè Marta Flavi aveva maggiore signorilità nel condurre il tutto…

[esperimento]

Il soggetto che vi scrive aveva la bici sulla destra, il sedere sulla panchina, i casi di Blu Notte tra le mani da leggere.

Una signora si siede a sinistra. Ha un cagnolino di quelli bianchi, bassi bassi, tutti pelosi che sembrano dei paraspifferi da mettere di fronte alle finestre. Guardo il baubau con aria tenera come mi capita con tutti i cani da quando non c’è più la mia [«Che teeeeenero… che cariiiiiiino….» Tocco delle vette di tenero carampanismo assurde….] e mentre mi perdo nel guardare quel groviglio di peli passa un’altra signora.

«Signora, è maschio?»

Alzo gli occhi poi mi metto mafiosamente a capo basso a fingere la lettura del tomo, friullillì…

«S-sì… pperchè?»

«No sa, avrei una femmina… che siccome ha già ben tre anni direi che è ora di farle fare i cuccioletti…»

«Ma…»

«E ma sa, vedo che ha tutte le sue cosette apposto…»

Il cane mi prende a musate la caviglia. Ciccio, hai ragione. Solo a sentirle ti si prende l’ansia da prestazione. Ti porterò di soppiatto il Viagra nella ciotola…

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