Al centro daaaaa cronaca: malasanità.

[ci rifacciamo a codesto post…]
 
Nonna di Fran: "…che poi, quando ero lì in ospedale lì su quel tavolaccio e mi avevano tagliato tutti i vestiti…"
Fran: "ehm, nonna ma quella è la procedura…"
Nonna: "Sì, vabbè… fammi parlà. Dicevo mentre stavo uno di quei zuccaroni lì aveva detto "io in 13 anni di carriera non ho mai visto un caso del genere"… ma ti pare…"
Fran: "Vabbè, ma quando il chirurgo operò me? Son tutti pucciarotti…"
Nonna: "A Francè, il giorno dopo hanno arrestato quel falso medico che erano 13 anni che pigliava per il culo…."
Fran: "…."
 
[in compenso mia nonna è sopravvissuta al falsomedico A.K., strano che non avesse mai avuto esperienza clinica eh…]

Nelle fogne una volta c'erano le tartarughe Ninja.

Ecco, ora invece si scende nelle cloache per monitorare i metaboliti.
 
Non solo quelli della cocaina. Ma ad esempio in una regione svizzera, visto che tutti prendono farmaci per la pressione, minz… vabbè, pisciando fanno in modo che quel farmaco venga ritrovato in quantità nel lago delle vicinanze.
Il professor Silvio Garattini, fondatore nel 1963 e direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche "Mario Negri", ha condotto con il suo staff una ricerca nelle acque del Po circa la presenza del principale metabolita urinario della cocaina (benzoilecgonina) e di metaboliti di altri farmaci [il metabolita è tutto ciò che resta dopo che il vostro corpo fa uso del farmaco che ingerite e che viene scartato dal vostro corpo perchè non più utilizzabile].
 
Praticamente tra un pesce siluro e un tronco d’albero nel Po ogni giorno circolano 4kg di cocaina. E pensare che nelle due Dora e nel Ticino ci trovi ancora le pagliuzze d’oro…
 
[il linguaggio è stato portato volutamente verso il rozzo per la comprensione del volgo, spero sia di facile comprensione.]

Rotatorie.

Diciamolo, l’utonto medio italico non capisce una beata fava nell’affrontare una rotatoria.
Io non riesco a pronunciarla, sembro Tremonti quando pronuncia la parola Euro. Ma non procediamo in divagazioni.
 
Cari amici provvisti di un veicolo a motore, esistono tre tipi di rotatorie.
a) Rotatoria all’Italiana. Sebbene il nome suggerirebbe un uso aumma-aumma della rotatoria sappiate che con il termine si indica quella rotatoria che prevede si dia sempre la precedenza a chi viene a destra, come ai normali crocevia.
b) Rotatoria alla francese. In Francia ti mettono un "dare precedenza" grosso come l’altare della patria (o nel caso transalpino grosso come il palazzo del Trocadero) con scritto sotto "vous n’avais pas la priorité". Quindi ha la precedenza chi è già in rotatoria.
c) Rotatoria mista. Perchè in Italia siamo fantasiosi e non ci facciamo mancare nulla. Potremmo chiamarla anche rotonda del Frejus o rotonda alla Ventimiglia-Nizza.
 
Nell’indecisione nel capire se l’automobilista ogni volta si trovi nel caso a, b o c l’automobilista adotta il criterio a sboccia: ogni qualvolta che si appropinqua ad affrontare una rotatoria si comporta come si fa tutt’ora in alcune parti d’Italia alla vista del semaforo rosso. Avanza timidamente di pochi centimetri alla volta, armeggiando più di frizione che di acceleraratore, fintantochè non si trova al centro della rotatoria abbracciato al platano secolare infisso in mezzo ad essa.
 
Capitemi però, finchè, come a Viterbo, esistono 4 rotatorie in tutta la città si può digerire il tutto. A Chianciano ce ne sono mmm… due? Ecco…
A Parma la cura Vignali ha fatto moltiplicare le rotatorie un po’ come le cimici sui convogli trenitalia.
A fine settembre se ne contavano sessantacinque. Mica cavoli, 65. E altre cinque sono di prossima costruzione.
Dappertutto in pratica. Temo che anche il piacente assessore (che ho sempre visto in bici, ecco perchè… mica le affronta lui con la figosa Punto le rotatorie) ne abbia fatta costruire una nel corridoio di casa sua per smistare il traffico tra bagno, soggiorno e camera da letto.
 
L’utilissima rotatoria.
Utile se qualcuno ci sapesse andare.
Sarebbero comode anche se fossero utilizzate fuori centro urbano (perchè affrontare una rotatoria dove prima non c’era… suvvia, le vedo le persone che si rodono perchè fino all’anno prima c’era il semaforo ed era meglio, secondo loro).
 
Secondo studi francesi la rotatoria l’è utile per:
– la diminuzione delle velocità: non puoi affrontare con l’acceleratore a tavoletta una rotatoria dove ti attraversano i pedoni, hai le bici e i motorini a lato e un cretino che pensa di fare prima di te ad immettersi a sinistra che ti stringe la strada.
– La pianificazione dello spazio: beh, figo. Ti fai delle aiuole in mezzo che sono opere d’arte e per di più colleghi una autostrada a una strada della grandezza di un budello.
– La capacità: è superiore a quella di un incrocio ordinario ed è inferiore a quella degli incroci regolati da gruppi semaforici. Ma ci si imbottiglia sempre e non si sa il perchè.
– Il funzionamento: a parte la manutenzione dell’isola rotazionale (che può essere minima), la rotatoria non richiede una manutenzione specifica e non comporta costi di gestione (non può rimanere in panne come i semafori…)
– La moderazione della circolazione: nessuno può fare il riscaldamento dei motori tipo formula uno quando si aspetta lo spegnimento dei semafori rossi e tutti cercano di far sentire le differenze tra dodici cilindri. Però l’uso del clacson non è contemplato…
 
[ci avete capito ancora di meno, nevvero?]

Il freddo (o freschino, vah)

Seconda parte di annotazioni per giornalisti: come ovviare alla ripetitività delle notizie in autunno dopo che Fazio non si dimette, l’Inter non vince una partita e quindi già va in crisi (anche se la settimana prima stava vincendo il mondo) e si fanno simulazioni ovunque (e non parliamo di roba hard).

Scaletta media di un tg:

Il freddo: parliamone con il meteorologo. I dati storici. Le inqudrature nelle maggiori piazze italiane. Il montaggio grafico cupolone/temperatura, il Lambro a Milano che sta per esondare ma in Sicilia c’è ancora il sole.

Il papa che essendo crucco e di Regensburg non gli da noia né il caldo né l’umido [mamma mia, Regensburg ha una umidità relativa più alta di Zibello…]

Gente fermata per strada chiedendo se va di corpo, se ha mal di gola, di orecchie, di denti e se inizia a sentire i primi reumatismi. Quando vi tossirà in faccia fingete di star male.

Poi l’appuntamento col virologo che vi illustrerà le meraviglie della polmonite aviaria, della sars e della cinese, la giapponese e la spagnola. Evitare di seguire il bollettino se si è impressionabili o se ipocondriaci. Magari mettere il medico figo o anziano (figo fa molto giorgclunei, anziano fa di uomo di esperienza) che indica un manichino a caso, fa tanto professionale.

Il costo del riscaldamento…. relato con l’effetto serra, il riscaldamento delle acque dei mari e voi che fumate sul terrazzino. Il gasolio costerà il triplo quindi per riscaldarvi andrete all’ikea a comprare due librerie Billy e farci il fuoco, niente diavolina però. Occhio a tenere di riguardo il servizio sull’esondazione dei fiumi e l’esperto sulle precipitazioni che fa il confronto tra i millimetri di pioggia caduti ogni mese. Poi un bello zoom sui sacchi sui bordi che fanno tanto persone nella tragedia e l’ascolto si impenna.

Cosa fa il vip? Il pigiama in flanella è vero che non è più di tendenza?

Meglio il cappuccino o la tisana?

Bike sharing.

Tanto ormai ci si riduce a chiamare qualsiasi cagata col nome inglese, per renderla una cosa figosa.
 
L’iniziativa in se è molto bella. Già l’assessorato alla mobilità di Parma aveva approntato una card per coloro i quali usano la bici e altre amene iniziative.
Dopo il punto di via Toschi sono stati messi una sorta di postazioni nei luoghi strategici della città (vicino ponte di Mezzo, ad esempio, o in piazzale Santa Croce) dove attraverso una card prepagata sarà possibile prelevare una bici, usarla e poi riconsegnarla in un qualsiasi altro punto della città. La stessa card avrà anche la funzione di allertare, tramite sms, il gestore del servizio e l’utente, in caso di mancata riconsegna delle “due ruote”.
 
Ecco, una bella iniziativa, no?
 
Peccato che ieri mentre ero ferma al semaforo di ponte di Mezzo le bici parcheggiate pronte al noleggio avevano tutte le ruote posteriori a terra…