PresDelCons.

Allora, c’è un odio nei miei confronti. A me il governo non mi ha mandato il prezioso volumetto con la guida all’uso dei farmaci. Non so perchè, c’è dell’odio penso… neanche il convertitore mi mandarono… bah.
Però: checculo, oggi ne ho trovato uno.
In pratica l’ha scritto uno che non bazzica ambienti medici. Sembrava più un numero vecchio di Tiramolla [con tutti i disegnini su quando chiamare il dottore. Ma cazzo, è una pubblicazione per gente adulta… io queste cose a fumetti non le avevo neanche quando ci spiegavano le prove di evacuazione alle elementari…] che una ragionata guida contro lo spreco farmaceutico. Non so se sia scarsa fiducia nel cittadino ma secondo me il governo ha gettato alle ortiche altri soldi per prevenire la fuffosa idea di rendere consapevoli i cittadini. Bah.
Chi è invece coscenzioso potrebbe leggersi codesto sito in Inglese dove sono riportati i medicinali più pericolosi in commercio.

Sevilla, olè.

L’unica cosa che un po’ mi dispiace [non è vero, è solo facciata…] dell’annata schifosa del Parma è che l’anno prossimo non ci sarà più un simpatico turbinio di tifosi ospiti in città.
Peccato dai.
Oggi era pieno di tifosi del Siviglia. Carucci. Carucci anche nel senso che alcuni erano molto boni. Facevano merenda sul prato della Pilotta con gin e J&B. Soprattutto erano notevoli le sciarpette: tipo quelle cinquemaggesce interistolaziali, oggi erano metà gialloblù con scritto Forza Parma e l’altra metà con Vamos Sevilla.
Bello.

Il bidet.

Sempre sia beato.
Ma ogni volta che mettevo piede e zone perineali in Francia mi chiedevo filosoficamente: perchè codesto agglomerato di ceramica tiene un nome in francese e qui in Francia per trovarlo devi penare abbastanza?

Cioè, io non chiedo il cesso supertecnologico come quelle Toilette superlusso presenti sia nei bagni pubblici, sia negli alberghi in Giappone. Infatti esistono dei gabinetti full optional nipponici con tanto di: tavola autoriscaldante [sia mai che è freschino e vi si blocchi la minzione], radio [eh, uno si annoia. Poi se non riesce ad andare di corpo aspetta D’Alessio e…], telecomando, televisore, lettore cd, e la possibilità di "bidet automatico" con il quale un getto d’acqua di temperatura gradevole laverà automaticamente il vostro sederino dopo i bisognini. Lì dopo come faresti a usarlo se non capisci le istruzioni?
 

L’altra cosa che mi fa collegare ai miei circuiti della memoria la parola "bidet" fu la dichiarazione di Emanuele Filiberto di Savoia circa la sua inutilità.
Come è inutile? Ma se è comodissimo… io non so come facciano i paesi nordici. Sì, esiste la doccia, ma non è che i bisognini li fai programmati solo prima che ti docci.

Imho è segno di retrogradismo non averlo. Sarà che sono igienista, oh. E i piedi poi? dove li lavi? sì, a volte nel lavandino, ma quando non ti sale più la gamba come HeatherParisi?
Basti pensare che il bidet, che fece le sue prime apparizioni all’inizio del XVIII° secolo, rimase a lungo una rarità avversato dalla morale dominante come oggetto indecente assai pericoloso per la sessualità femminile, ovvero peccaminoso. Bidet in francese è l’equivalente di "pony" (infatti nel francese antico "bider" significa trottare, e la posizione del cloppete cloppete è medesima a quella di seduta sul sanitario…). E da lì gli inglesi sono rimasti diffidenti… mah (cit.)

Bidet strani visti negli hotel:
a) a Barcellona un bidet con copribidet del quale sto ancora pensando la destinazione d’uso.
b) ad Atene un bidet con uno "spruzzo" simile alla doccia al centro. Rimpiango di non averlo fotografato.

P.s.Sicuramente Elio partendo da una canzone di Jako gli dedicò una lirica. Ma altri?

Poco fa al telefono

«Pronto?»
«Bevilacqua?»
«No, di solito altro. Con l’acqua mi ci lavo…»
«Eh?»
«Birra, vino…»
«Mi prende in giro?»
«No, rispondevo.»
«Mi passi la signora Rita e la smetta…»
«Dove la trovo?»
«Ma chi ho chiamato???»
«Aspetti che vado a vedere sulla carta d’identità che non ricordo…»
«tuuuut… tuuuuut…»

Raduno-iscj, Verona 12-13 Marzo.

Sarà, ma l’ultimo raduno pare sempre il più bello.
No, non si dice per far rosicare il paccaro dell’ultimo minuto o quello che non si smuoverebbe mai da casa neanche sotto la minaccia di cataclismi naturali, ma proprio perchè è un dato oggettivo.
Stavolta a dire il vero non mi sono eccessivamente sbattuta per organizzare. Son cose… è un po’ come chi, e sottolineo *chi*, non studia una mazza e si presenta agli esami passandoli con trenta e lode. Così eh…
Dicevo, gran bel raduno. Poi magari è stato un mio modo di vedere le cose in un impeto di ottimismo. Al raduno pare aver partecipato anche mr Ass, o almeno un suo lontano parente arrivato trafelato da San Siro dopo che aveva propiziato il suo protetto Kakà. Son cose. [Calcisticamente parlando mi chiedo com’è che debbano sempre capitarci dei dementi nella terna arbitrale. Ah, non si accettano rosicate nei commenti perchè sporcate eh…]
Partiamo da sabato. Arrivo a Verona già stanca, dopo che per uscire da Parma mi fan fare la strada dell’orto per riuscire a raggiungere la direttrice per Mantova. Arrivo in hotel e mi metto a mo’ di pinguino spiaggiato sul letto.
Penso che sarebbe bello uscire e vedere Verona. Però il sonno è sonno e sono le quindici. Mi appisolo circa un’oretta. Dopo quel lasso di tempo mi chiama Rolando, che con Mara son già arrivati dopo un viaggio un po’ tribolato in treno. Visto che mi sentivo quasi in colpa di fronte alla loro vitalità e voglia di uscire tento di riassettare l’apparato locomotore e mi avvio con la mamma verso la hall dell’hotel. A piedino, dalla zona stazione, raggiungiamo piazza Bra. Lì c’è la pausa merendera [sì, con vergogna -ma per fare compagnia a Rolando eh- ammetto di essermi scofanata un affogato all’amarena, moooolto buono]. Poi andiamo a fare un giretto per la città. Pausa alla presunta casa di Giulietta per toccare una delle due mammelle resa più lucida dal toccatocca dei turisti, piazza delle erbe… il castello… e sul ponte…
Sul ponte mi squilla il telefono. Cerco di armeggiare in tasca con la lampo e come tutte le volte mi incacchio con la profondità della tasca. Dopo sue secondi mi accorgo che il demen… ehm, il losco figuro che a sinistra mi stava fissando mi fa: «puoi anche non rispondere…»
E chi era? Steve… «Vaffangn…». Si scambiano due parole, lui la sera sarà in compagnia dei suoi amici ma l’indomani dovrà essere scarrozzato da un iscjer a caso alla volta del ristorante.
Poi gli altri 3 rimasti si fidano del mio senso dell’orientamento per ritornare in piazza. Appuntamento alle diciannove e trenta sotto la statua di un Vittorio Emanuele a caso. Arrivano prima Matteo (Video68) e Vilma. Poi anche John, che ci guida alla volta del ristorante. Il primo è chiuso. Si torna indietro dirigendoci verso piazza delle Erbe. Il secondo pure. La terza volta è quella buona, in piazza dei signori. Ci sediamo, ordiniamo e aspettiamo Kus&Pib che devono arrivare da Padova. Già Steve mi aveva avvisato del dramma digestivo occorso alla brigata romana post-burgherking. Come dire… l’hamburger si era piantato ‘n ‘goppa ‘o stommaco e ci aveva preso residenza stabile.
Intanto, mentre erano arrivati al ristorante con fame zero i due sovracitati, al tavolo attiguo si consumava un dramma di coppia.
Lui, quarant’anni circa. Inversamente tricotico. Occhiali dalla montatura improbabile. Lei…. mmm, non l’ho vista, se mi giravo davo troppo nell’occhio. Però lui non riusciva a toccare cibo, guardava la pizza come se fosse stata una stampa tarocca di Van Gogh. Lei sezionava la pizza con l’accuratezza di un chirurgo. Il gelo lì in mezzo sebbene nel ristorante ci fossero circa 43 gradi che mi facevano avere delle vampate tipo donna in menopausa. Dopo ho saputo il sonoro della conversazione (eeeh, son cose): lui accusava lei di parlare male in giro e che lo sapevano tutti bla bla bla…
Appena finita la pizza rustica e la meringata mi ridirigo con i compagni d’hotel verso la stazione. Dovevano essere 1200 metri secondo il depliant. Staminchia. Imho circa 3-4 km.
Torno e tento di studicchiare. Tento. Metto la ZDF di sottofondo mentre parlano di sport. Dopo un po’ parlano anche della Roma dipingendola come la vergogna del calcio europeo perchè non si saprebbe comportare con gli arbitri. Spengo la tv. Il materasso è troppo comodo, ergo non riesco a dormire. Conto le ore, non dormo una mazza. Quando parte l’abiocco saranno le 5 di mattina. Alle nove mi alzo, mi rigoverno e poi colazione. Argh, mangiare di nuovo? Spelucco un cornetto. Poi alle 11:30 ci ritroviamo nel piazzale della stazione per andare verso il punto di ritrovo a Verona est.
Riusciamo a distinguere Steve: «Ti vedo, girati su te stesso…» «…» «ecco, vedi una che agita una mano? siamo lì…»
Arriva anche Matteo e Vilma e andiamo a prendere l’autostrada. Inizialmente in un impeto di Wallyte ci dirigiamo verso Milano. Kap ci chiama dandoci per dispersi e lamentando i morsi della fame. Dopo che ce ne accorgiamo di aver fatto casino torniamo indietro (ringraziando lo sciopero dei casellanti). Arriviamo al parcheggio dell’Holiday Inn dove ci aspettano già tutti. Bedo infatti mi chiama chiedendo: «Eh, sono arrivato…» «Aspetta, vedi uno con la maglia dell’Arsenal?». Fabio come punto di riferimento è ottimo. Comincio a sospettare faccia apposta a mettersi sempre la magliettà di titì.
Con un simpatico torpedone ci dirigiamo verso Quinto (risbagliando un po’ strad… friullillì…), alla volta del ristorante. Pranzo luculliano. Diciassette iscjers schierati al tavolo: io, mia madre, Rolando Bonciani e Mara, Fabio5, Kus, Pib, Kap, Bigkat, Stevetk, Bedo e Mara, Kino, squeeze, Video68 e Vilma  e… John :)
Dopo un antipasto, due primi, un secondo e un turbinio di dolci cerchiamo di riprenderci. Arrivano i saluti di Amarok e di Marina. Solo quelli mi pare. Quelli di Enzo mi arrivano ormai a casa [mentre l’amiciccio moderatore chiamò la sera prima…].
Sui disorsi al tavolo… troppo sonno, continuo domani…

Argh,

Oddio.
Dal refferral di ieri notavo strani accessi da una strana pagina, questa.
Quando ho letto il pezzo ivi contenuto [ifg non è istituto fighe girovaghe, ma istituto formazione giornalisti o una cosa del genere…] mi è venuto più da piangere di quando un giornale locale scrisse un pezzo su di me in quanto capitana della squadra di calcio e ne fecero un quadro simil-velina.
 

La ragazza che uccideva i grissini
"Uccidi un grissino: salverai un tonno…" è il grido di battaglia di Fran, all’anagrafe Francesca Fiorini, ma è anche un bel modo di "perdere tempo riordinando i propri pensieri e disorientandoli agli altri". Francesca, "leggermente alta, leggermente cinica, leggermente rompicoglioni", ha aperto un blog – ma lei preferisce chiamarlo "sglaps" – il cui comun denominatore è l’"avere ventanni": si parla di musica, di politica, del caroaffitti a Parma. Pensierini del mattino miscelati a temi "caldi", insomma, ma infarciti della sapiente ironia della creatrice e di una punta di sano narcisismo (come in ogni blog che si rispetti). Navigando nel mare informatico di Francesca, si scoprono allora le "intervistozze e i giornalaismi", con le notizie sulle personali "battaglie" dell’autrice contro il mondo dell’editoria parmense, e la "glapsicanalisi", sorta di consulenza psicologica per blogger. Il tutto passando per le inchieste su "dove prende i soldi Babbo Natale" e le campagne che invitano a "salutare alle rotatorie". Il blog di Francesca non è imperdibile, intendiamoci: non rivela cosa passi per la testa di Bush o perché il Milan abbia vinto col Manchester United in Coppa Campioni. Però fa ridere, il che, francamente, non guasta. (Andrea Celauro)

 Perchè il Milan ha vinto col Manchester? Mr ass ™, ovvio. Perchè dirlo.

Questo non è un post sportivo.

Se vi aspettate della sportività potete anche cercare la croce in alto a destra e chiudere la pagina.
Allora, sono già stati scritti dei post sull’argomento. Però ho da fare una piccola cronaca della serata.
Ore 20:40: «Mmm, che c’è stasera in tv, Francesca?» «Ehm… la partita…» «Ah. Io non la seguo che soffro…»
Minuto ottavo: Mi metto sul letto in posizione comodissima come seguo le partite importanti di Champions, ossia coi calcagni nell’incavo dato dalle clavicole. Comodissima, vi giuro, vi fa respirare molto meno e sentire meno la tensione.
Pausa tra i due tempi: il becero tifoso milanista vicino bussa come se fosse un muflone in calore al muro di confine. Il centroitalia che c’è in me risponde: «O biondino, cazzo fai? Daje che te sei già passato col Mancesterre…»
Ripresa della partita: Sento un peso sulla vescica, ma alzarsi porta male.
Gol di Trezeguet: «GOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOLLLLLLLLLLL!!!!!!!!!! E TREEEEEEEEEEEEZZZZZZZ!!!!!!!!!»
Espulsione di Ronaldo: No, meglio che non dico cosa ho detto. È fortemente antisportivo starvi a dire che stavo aspettando da un momento all’altro che replicasse la valle di lacrime con cui inondò l’Olimpico il cinquemaggio.
Pausa tra il novantesimo e i supplementari: pipì-stop.
Supplementari: non so più come stare e soprattutto vivo la partita peggio di Capello. Penso al panterone e ai supplementari col Barça….
Centodiciottesimo minuto: io sul letto a sbattere i cuscini e urlare tramite uno di essi «Panteroneeemmmpf…». Mia mamma preoccupata chiede: «Ma, ma… così abbiamo vinto vero?», credo se ne sia accorta perchè io stavo zampettando per casa imitando la vispa Teresa e urlando frasi impronunciabili tipo "Galacticos di merdaaa".
Ho ancora otto litri di adrenalina, meglio perchè fino alle diciannove non esco dal bunker. Addopo.

Il calduccio-uccio-uccio.

Occhio e croce alzarsi la mattina è una delle cose più difficili da fare.
Sì, poi il senso del dovere, lo spauracchio del capo o del prof ti convincono a mettere i piedi giù dal letto per poi deambulare in direzione bagno.
Però il problema è propruio quello: reagire allo start dato dalla sveglia e toglierti le coperte di dosso. Che palle… proprio in quel momento dove dentro il letto si era creato quel delizioso microclima che stavi anche sognando. Fuori piove, nella stanza ci sono una ventina di gradi ma lì dentro quella trentina che ti procura una goduria immane.
Perchè uno si deve alzare, perchè?
Ma soprattutto: perchè quando la sera ti metti dentro il letto non lo trovi già quel calduccio-uccio-uccio tanto bello? Io la mattina se resto al letto non dormo, vegeto godendomi il caldino. Pensa te che bello, lo trovo un delitto sprecarlo.
Buonanotte a tutti.