Altro che capitan Findus.

Z halászléIl monumento più impattante a livello visivo sui bastioni di Buda è proprio chiamato, traducendolo, bastione dei pescatori.

Uno dei piatti più conosciuti sulla tavola ungherese è l’ Halászlé o “zuppa del pescatore”, che come tutte le  zuppe ungheresi ha una consistenza molto densa. Qui l’ingrediente principale è il pesce d’acqua dolce. Tradizionalmente la preparazione del pasto è affidata ai pescatori e avviene con dei bollitori posti lungo la riva del fiume, quindi ha diverse varianti, che differiscono secondo le spezie che ogni pescatore doserà secondo una propria ricetta, studiata per partecipare alle gare che si tengono durante le fiere.

Vediamo come possiamo preparare a casa questo piatto. Ci serviranno: Continue reading “Altro che capitan Findus.”

Cosa è il Turul?

BudapestUna delle figure mitologiche più importanti della tradizione ungherese è il Turul, un falco di enormi dimensioni. La parola deriva dal turco Togrul o turgul e significa falco pellegrino.

Sebbene nell’ungherese odierno ci si riferisca all’animale con il termine sólyom, in passato si usava proprio il termine Turul per riferirsi al falco sacro. Questo spiega l’importanza attribuita all’animale, la cui figura è strettamente collegata ad alcuni episodi chiave dell’epopea ungherese. Infatti, la leggenda vuole che Ermese, madre di Almos, fondatore dell’Ungheria, abbia visto in sogno proprio un Turul volare verso di lei e fecondarla; le annunciò inoltre che suo figlio sarebbe stato il fondatore di una grande dinastia. Questa leggenda è collegata all’etimologia stessa del nome Almos che in ungherese significherebbe “colui che è stato sognato”.
Nella seconda leggenda un Turul appare nuovamente in sogno ai capi delle 7 tribù ungheresi. In questo caso gli animali mettono in fuga le aquile che stanno attaccando i cavalli delle tribù.
Il significato attribuito al sogno fu che era necessario migrare verso nuove terre. Una volta in movimento, i Turul indicarono loro la strada, guidandoli verso la Pannonia che sarebbe divenuta la culla dell’Ungheria.
A questo animale sono state dedicate diverse statue. Tra queste la più imponente sorge a  Tatabánya. Eretta nel 1907, sembra che sia la più grande statua raffigurante un volatile in Europa: l’apertura alare della statua è di oltre 15 metri. Quella che però vedete nella foto è quella dell’animale che potete trovare sulla collina di Buda, proprio a guardare come di “traverso” il palazzo Reale.

Barackos Gomboc (che poi è un dolce che siamo in zona limite ancora da farsi)

Oggi parliamo di un dolce che secondo me mentre sta piovendo e ora che si trovano le albicocche (anche se ancora non buonissime) è fattibile. Si chiama Barackos Gomboc, nel cui interno nella ricetta base è racchiusa una deliziosa albicocca. Vi e’ anche una versione con le prugne, che vi dico sotto come cambia. La preparazione è un po’ lunga, ma non troppo complessa. Ad ogni modo la bontà di questo piatto ripaga ogni sforzo!
Con le albicocche:

Ingredienti:
– Kg 1 di patate
– gr 350 farina
– gr 30gdi burro
– 1 pizzico di sale
– gr 500 di albicocche
– 1/2 cucchiaio di cannella
– gr 100 di pangrattato
– gr 50 di burro
cannella e zucchero a velo
Esecuzione:
Lavate le albicocche, asciugatele, e snocciolatele. Cuocete le patate, sbucciatele quando sono ancora calde e schiacciatele dopo averle lasciate raffreddare impastate con la farina, il burro e il sale. Stendete l’impasto su un piano infarinato fino ad uno spessore di 1.5 cm cospargetelo di farina. Tagliate la pasta in modo da formare dei quadrati di circa 9 cm . Ricavati i quadrati di pasta mettete al centro di ognuno mezza fetta di albicocca cospargetela con la cannella. Richiudete il frutto con la pasta in modo da ottenere dei fagottini.
Fate bollire i fagottini nell’acqua, quando risalgono lasciateli bollire per 4 minuti ancora. Infine scolateli e passateli nel pangrattato precedentemente tostato. Lasciateli un pò riposare e poi serviteli ancora caldi cospargendoli con zucchero a velo e cannella.
Versione con le prugne

Ingredienti:
seguite quelli della versione precedente sostituendo le albicocche con le prugne
in più alcune zollette di zucchero.
Esecuzione
Lavate, asciugate e snocciolate le prugne. Procedete poi per la pasta come nella prima versione e dopo avere ricavato i quadrati mettete su ognuno di essi mezza prugna e una zolletta di zucchero. Richiudete i quadrati a semicerchio, in modo da dargli una forma simile agli gnocchi. Per la cottura procedete come nella versione precedente, l’acqua in questo caso deve essere leggermente salata.
Infine terminate sempre come nella ricetta con le albicocche.

[è ancora il tempo, poi viene l'estate] Csirskeporkolt

[dicono che il food-blogging vada tantissimo quest’anno]

Visto che oggi mi annoio e non mi viene molto di sensato da dirvi, vi passo la ricetta per riproporre sulla vostra tavola una ricetta tipica ungherese : il pollo alla salsa di paprica detto anche Csirskeporkolt o csirke paprikàs, che è un piatto semplice e veloce da preparare. Vediamo come.
Ingredienti per 4 persone:
– 1 pollo da 1 kg circa
– 3 cipolle
– 1 cucchiaio di strutto
– 1 cucchiaio di cumino
– 1 cucchiaino di paprika dolce
– 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
– 1 spicchio d’aglio
– 2 pomodori rossi maturi
– 2 peperoni rossi
– sale.
Preparazione:
Lavate il pollo e tagliatelo in quarti.
Fate rosolate in una casseruola la cipolla tritata con lo strutto e aggiungete la paprika, solo una volta allontanata la padella dal fuoco.
Rimettete sul fuoco il composto e aggiungetevi il poloo a pezzi, lo spicchio d’aglio, il concentrato di pomodoro e il cumino. Fate cuocere per 15 minuti a fiamma dolce. Solo questo punto regolate di sale.
Dopo questi 15 minuti, aggiungete i peperoni tagliati a rondelle e i filetti di pomodoro precedentemente pelati e privati dei semi.
Aggiungete un mestolo d’acqua calda e lasciate cuocere per un’ora e mezza a fiamma dolce con il coperchio.

Se volete una versione un po’ light: mettete l’olio al posto dello strutto e un quarto di panna acida. E poi al solito: pulite il pollo togliendo la pelle, tagliatelo a piccoli pezzi e soffriggetelo con abbondante cipolla. Una volta che il pollo sarà ben dorato, aggiungete il peperone tagliato a pezzetti, la paprica e un bicchiere d’acqua. Salate e proseguite la cottura a fuoco lento. Al termine versate la panna acida e servite.

Non è proprio come mettersi apposto il cortile di casa, eh, Orbàn.

IMG_1485Ciao amici, ho visto che molti di voi (?) oggi (!) [in realtà non è oggioggi, questo post è schedulato da qualche giorno. Ormai ho preso questa china] sono arrivati linkando codesto post mi è sovvenuta l’idea che non vi ho ancora parlato di questa cosa.

(mioddio, sta diventando una risorsa sull’Ungheria, perdonatemi)

Recap: Attila József (la sapete la cosa del prima cognome e poi nome à la pannonica, no?) era uno dei più grandi poeti ungheresi. Non se ne parla molto in italiano, come invece invece abbiamo buone cose di Sándor Márai. Ma potete recuperare i suoi versi in inglese, e sono molto pregiati. Ad esempio questa è una sua prima stanza di un poema tradotta: Continue reading “Non è proprio come mettersi apposto il cortile di casa, eh, Orbàn.”

Robe di Salisburgo che non tutti sanno.

SalzburgLa foto è di Sara Maternini.

Se possibile io vorrei saltare anche le mie ferie in Austria, ma purtroppo in Italia a) l’ospitalità alberghiera fa schifo b) i prezzi sono maggiori ovunque. Ma dall’altro canto un po’ tutti là oltralpe mi son simpatici come non ti dico cosa. Possibilmente penso, che tu, turista che va a Salisburgo, vuoi sapere al di là del mercatino natalizio e di Mozart, vero? (la
cui casa natale è riarredata con pezzi non originali ma della stessa epoca, ma il turista è normale voglia vedere qualcosa e che quindi venga tenuta su)

Vediamo: tu vai in una città che rese più schizzato e fece venire voglia a David Lynch di tornarsene negli statiuniti. Quindi non dirmi che non ti avevo avvertito, sai. Continue reading “Robe di Salisburgo che non tutti sanno.”

[tanto siete al freddo] Ricetta del Salzburger Nockerl

Mangiare a Salisburgo è un’esperienza che coinvolge veramente tutti i sensi. Non solo i piatti hanno sapori ricchi e decisi, ma i locali offrono ambienti accoglienti, caldi e piacevoli dove aleggiano gli appetitosi profumi provenienti dalle cucine. Un dolce tipico di Salisburgo è quello chiamato Salzburger Nockerl: è costituito da tre cupolette attaccate, tra la meringa e il soufflè, che dovrebbero rappresentare le tre colline di Salisburgo. Io vi ho detto che ne mangerei a quintali, ma sapete benissimo che nell’austroungheria mangio come un cassonetto, e quindi non è un buono sponsor, se piace a me. Solo che è un dolce che mi ricorda diverse robe e persone, e quindi ci sono affezionata.
The Dessert that Ate Salzburg Continue reading “[tanto siete al freddo] Ricetta del Salzburger Nockerl”

L'area del Millennium City Center a Budapest

Budapest: Panorama
La zona del Millennium a Budapest è andata ad occupare un vero e proprio buco che c’era sulle rive del Danubio, nella zona che era vicino a Lágymányosi hid. Il Palazzo delle Arti (Művészetek Palotája in ungherese) è un edificio in Ferencváros , Budapest , Ungheria, inaugurato nel marzo 2005. Il Teatro Nazionale , che ha aperto nel 2002, è situato accanto ad esso.

Presente inoltre la Bartók National Concert Hall con uno dei più grandi organi d’Europa; il Ludwig Museum museo d’Arte Contemporanea arte con dipinti di Picasso (“Moschettiere con la spada”), David Hockney, Tom Wesselman, Richard Estes (“Rappaport Farmacia”) e dipinti di questi Maestri di arte moderna ungherese, Imre Bukta Laszlo Feher, e Bak. E opere di Yoko Ono, e Markus Lüpertz. E poi Teatro Festival, nel terzo orientale del Palazzo delle Arti, 452 posti a sedere e dispone della tecnologia più moderna.

Le opere a corredare tutto ciò sono a livello kitsch, come delle finte rovine greche e una specie di torre di Babele, ma l’area è molto bella.
Budapest: Panorama

Kerepesi temető a Budapest: storia del cimitero.

Budapest: Kerepesi CemeteryNon ha una bellezza estrema come altri cimiteri monumentali, ma vale una visita, Kerepesi, a Budapest. Il cimitero è molto ampio, con tombe molto spaziate tra loro e piuttosto ordinate. Un vero e proprio parco: sinceramente i 56 ettari di cui sarebbe composto non li ho notati. Questa spaziatura è dovuta a una riorganizzazione in epoca comunista, dove si è cercato proprio di fare del Kerepesi una sorta di mostra delle glorie ungheresi comuniste trapassate, nonché di forti bombardamenti durante la seconda guerra mondiale. Solo un settore (entrando il più distante dall’ingresso mantenendosi sulla destra) rimane non curato e con le croci inghiottite dalla natura… Per il resto c’è ampio respiro. C’è una grande differenza tra fuori, lungo Fiumei út, e dentro nella solitudine del cimitero; sembra quasi di entrare in un parallelo santuario di pace nel cuore della città e uno dei migliori parchi per passeggiate e contemplazione tranquilla a Budapest. Un buon posto per trascorrere un pomeriggio o forse l’eternità.

Vi posso solo dire che tutte le foto che avevo visto prima di andare mi avevano dato un’altra idea del luogo. Sono rimasta sorpresa, positivamente.

Nel 1841, il conte István Széchenyi decise che ci dovresse essere un pantheon nazionale ungherese. Otto anni dopo, la sepoltura è iniziata nel Kerepesi. Cerchiamo di darvi un’infarinatura se volete andare a fare una visita. Continue reading “Kerepesi temető a Budapest: storia del cimitero.”

Occupyopera e quello che sta succedendo a Budapest

Già quando dissi che le condizioni per chi operava giornalismo in Ungheria erano un bel po’ incasinate (chi non era affine alla corrente di partitoShare photos on twitter with Twitpic governante ha avuto alcuni allontanamenti) in giro si minimizzò, dicendo l’unione europea e cose. Poi capitano serate come questa dove ti trovi in mezzo a oltre centomila persone (oltre, ad occhio 150000, compreso qualche turista che non sapeva nulla e non sapeva come uscire) in Andrassy ut e ti crolla un po’ il mondo addosso, e ti dai ragione come una Cassandra sfigata.

Recap. Continue reading “Occupyopera e quello che sta succedendo a Budapest”