La Via dei Bambini in Repubblica Ceca

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Se pensate che in Repubblica Ceca ci siano solo vecchie pietre e noiosi musei, vi sbagliate di grosso. Arte, architettura, storia, svago e sport sono sempre declinati in formato famiglia. Accanto a grandi parchi verdi dove dedicarsi ad attività open air, anche funambolesche, castelli fatati, vecchi treni a vapore, laboratori per piccoli scienziati pazzi, mondi vecchi e nuovi da esplorare, itinerari dedicati. La vacanza in Cechia, indipendentemente dall’età anagrafica, può essere sempre vissuta con gli occhi, curiosi ed entusiasti, dei più piccoli.

Ce n’è davvero per tutti i gusti e le aspirazioni. Piccoli scienziati, esploratori, avventurieri, naturalisti, possono cimentarsi con le proprie passioni, apprendendo attraverso il gioco. La noia in Repubblica Ceca è bandita e ogni gita si trasforma in un’avventura indimenticabile. L’intero territorio offre spunti irresistibili per giornate in famiglia dense di emozioni. Regione per Regione, dalle città alla campagna, dalla pianura alla montagna, dal passato al futuro, la Via dei Bambini è una tentazione per tutti, adulti compresi, che non solo faranno felici i propri piccoli, ma ritorneranno anche loro un po’ bambini. Vi proponiamo quindi un itinerario modulabile e personalizzabile, attraverso l’intero Paese e attraverso mondi tutti diversi e curiosi.

Praga senza età
Nella capitale la prima, grande attrazione per un pubblico dai 0 ai 99 anni è certamente il famoso Zoo di Praga, tra i più belli del mondo. In diverse ambientazioni vivono poco meno di 690 specie animali, tra cui il rarissimo gaviale del Gange: un tipo di coccodrillo, unico sopravvissuto della famiglia dei Gavialidi, stanziato esclusivamente in India e in Nepal. Quello di Praga è l’unico zoo europeo a ospitarne degli esemplari. Con ben 12 padiglioni e oltre 150 esposizioni, il giardino zoologico vanta tra gli altri anche il Children’s Zoo: un’area speciale dove i cuccioli di uomo entrano in contatto con gli animali domestici e imparano a prendersene cura. Niente male nemmeno la Riserva Bororo, area gioco le cui ambientazioni si ispirano alla Foresta Amazzonica. Inoltre, all’interno del parco è possibile percorrere un sentiero geologico lungo il quale i piccoli possono scavare in cerca di riproduzioni perfette di antichi fossili.
Dai miracoli della natura a quelli dell’uomo. Al Museo Nazionale della Tecnologia, una serie di esposizioni interattive permettono di scoprire i segreti nascosti dietro le tante conquiste tecnologiche dell’uomo, a partire dalle numerose macchine di uso quotidiano cui non sapremmo più rinunciare ma che a qualcuno un tempo toccò inventare. Dal funzionamento della lavatrice a quello della macchina fotografica, dal televisore all’aeroplano, i piccoli –ma sicuramente anche i grandi- resteranno a bocca aperta.
Per toccare il cielo con un dito basta invece prendere la funicolare che conduce in cima alla collina di Petrin e qui arrampicarsi in vetta alla Tour Eiffel ceca, copia perfetta seppur in scala ridotta di quella francese. Dai suoi 66 metri di altezza (niente paura, se preferite c’è l’ascensore!) si gode di un panorama letteralmente mozzafiato sulla città e i suoi dintorni. Accanto alla torre panoramica, anche un castello in miniatura, con tanto di labirinto degli specchi…
Sempre a Praga, nel quartiere Smichov, i piccoli visitatori dai 4 anni in su non vorranno perdersi il Regno delle Ferrovie: i ragazzini si entusiasmano per i modellini di treni e di automobili che si danno la precedenza agli incroci, per l’alternarsi della modalità giorno e della modalità notte o per le miniature di edifici importanti. E’ persino possibile pilotare i treni, mentre i più piccoli impazziscono per lo spazio loro dedicato con i trenini Lego.
Ciack, si gira. Al Karel Zeman Museum, i bambini possono emulare le avventurose peripezie del Barone di Munchausen e scoprire i segreti della regia di film d’azione. Proiezioni, postazioni interattive, effetti speciali, suggestioni ed escamotage virtuali rendono il tutto assolutamente verosimile.

Boemia centrale: parchi per tutti i gusti
C’è tanto da vedere, e da fare, nel cuore della Regione attorno alla capitale. Parchi verdi, di divertimento, avventura e acquatici… un vero spasso per tutti, grandi e piccini.
Avete mai visto uno stagnino all’opera? Vi aspetta al Botanicus di Ostrá, un villaggio dove risprofondare nelle atmosfere medievali, assistere a dimostrazioni di antichi mestieri e addirittura provare a cimentarvicisi. La situazione è talmente realistica, che occorre innanzitutto cambiare le corone ceche in groat, le antiche monete britanniche, unica valuta accettata in questa bolla sospesa nel tempo. Vi basteranno pochi spiccioli per provare la caccia all’oro, produrre un foglio di carta o creare una saponetta alle erbe. E a proposito di erbe, potrete godervi un pranzo sano a chilometro zero, a base di prodotti dell’orto locale. Per digerire, una bella passeggiata nei giardini ben curati, dove un labirinto verde aspetta i bambini. E nel weekend, ci sono anche gli artisti di strada!
Un bel viaggio nel passato, anche se non tropo lontano, è anche l’invito del museo all’aria aperta Vysoký Chlumec, perfetto per i bambini a partire dai 6 anni. Qui sono state reimpiantate case e fattorie tipiche di qualche secolo fa, provenienti dall’intera regione di Pribram e rappresentative di come si viveva e lavorava un tempo in campagna. Oltre a una ricca collezione di attrezzi antichi, la ricostruzione di ambientazioni uniche: dalle vecchie cucine tutte annerite dove si cucinava e si affumicava sul grande focolare aperto, fino al mulino a pietra dove si macinavano i cereali. Spesso, ad animare il grande villaggio sono feste dedicate al folklore e all’artigianato locali.
Al Mirakulum Park, i sogni dei bambini diventano realtà. Ad attenderli è un vero e proprio regno della fantasia, con tanto di castello… Ma attenzione, potrebbe non essere accessibile a tutti. I piccoli avventurieri dovranno raggiungere le sue 8 torri lungo percorsi arditi: tunnel, ponti di corda, cunicoli sotterranei e scale a pioli. E le sfide nel regno non finiscono mai: labirinti, una città sugli alberi, scivoli ecc. In estate, poi, c’è il parco acquatico con tante attrazioni. Per i più piccoli, ci sono un’enorme sabbiera in cui giocare e uno zoo interattivo.
Un vero e proprio tuffo nel divertimento vi attende invece all’Aquapalace Praha, il più grande di tutta l’Europa Centrale. Un luogo rinfrescante, rilassante ma anche e soprattutto elettrizzante. Qui le sfide adrenaliniche nell’acqua non mancano: scivoli ripidissimi e lunghissimi (è qui quello più lungo del Paese), coperti e scoperti, a spirale… Per non parlare delle onde artificiali. A incombere sul Palazzo del Tesoro c’è persino un galeone dei pirati. Non mancano nemmeno l’Acquario e il Centro Wellness.
Infine, per piccole romantiche e piccoli avventurosi, ecco anche un castello vero: quello di Loučeň, tra le residenze della stirpe Thurn und Taxis. A condurre le visite guidate saranno la Principessa Carolina o la Principessa Marie, oppure un loro valletto. Tra una tavola imbandita e la camera dei giochi, bisognerà cercare il gatto di casa che si è smarrito, individuare i passaggi segreti del castello, scoprire che cosa si nasconde nelle soffitte e superare i vari labirinti dei giardini reali. E chissà, magari potreste capitare proprio durante una delle tante feste organizzate a corte…

Boemia meridionale: avventure e acquolina
Dimenticate cellulare, Ipad e consolle… qui la sfida è a mani nude. Nei monasteri di Český Krumlov siete chiamati a provare a scrivere non schiacciando un tasto ma destreggiandovi con una vera penna d’oca e l’inchiostro del calamaio, non a sparare con armi virtuali ma a improvvisarvi alchimisti mescolando la vostra personalissima pozione, non a indossare occhiali 3D ma a riscoprire la bellezza dei giocattoli di un tempo. Niente paura però: un po’ di (sana) tecnologia c’è anche qui, per aiutarvi tramite postazioni interattive a rivivere epoche passate e praticare mestieri dimenticati. Ammodernati a dovere, i tre monasteri di Český Krumlov riescono a incantare e coinvolgere le nuove generazioni, senza tradire le vecchie tradizioni. Un percorso culturale e didattico ben studiato, svela non solo la storia passata ma anche il modus vivendi dei monaci e le meraviglie del Medioevo. Tantissimi, poi, i laboratori per bambini, che si improvvisano vetrai, sarti, calzolai, vasai, panificatori, cuochi e persino rilegatori di libri.
Se volete far felici i vostri piccoli, non potete mancare una visita allo Zoo di Hluboká, che è anche centro recupero animali. Sono ben 2500 quelli ospitati qui, provenienti da tutta Europa e dal mondo, alloggiati in habitat il più possibile simili a quelli originari. Per un’esperienza completa di avvicinamento alla fauna, lo zoo consente ai piccoli di accudire e nutrire alcuni animali, imparare le abitudini di quelli selvatici grazie a un’area didattica interattiva, osservare quelli notturni durante speciali tour by night. Grazie a un ponticello di legno sullo stagno, si possono ammirare anche pesci e anatre. Per non tralasciare proprio nessuno, infine, c’è un museo con scheletri di specie da tempo estinte.
Stanchi di fare “semplicemente” gli spettatori? Avventure e grandi scoperte attendono i piccoli curiosi al Parco Zeměráj. Un parco naturale pieno zeppo di sorprese: un’area archeologica, un borgo medievale, un labirinto di legno, un intero villaggio di giochi, caccia al tesoro, tiro con l’arco, un sentiero da percorrere rigorosamente a piedi nudi e giochi acquatici.
Per gli artisti in erba, ecco la Sladovna Písek Malthouse. Si tratta di un antico edificio un tempo adibito alla produzione del malto e poi caduto in disgrazia, oggi restaurato e trasformato in una galleria d’arte per bambini e ragazzi. Qui le mostre non sono solo da guardare: è obbligatorio toccare e interagire! Niente lunghe e noiose didascalie, ma percorsi ludici e interattivi che coinvolgono anche i più piccoli. Attraverso le immagini, il colore, le seduzioni e le suggestioni i visitatori usciranno con un concetto nuovo e soprattutto entusiasmante di quello che è l’arte. Oltre alle esposizioni permanenti, la galleria ospita continui eventi.
Per prendere i vostri cuccioli per la gola, infine, ecco i Musei della Cioccolata e del Marzapane, rispettivamente nei centri di Tábor e Třeboň (a un’ora di auto l’uno dall’altro). Un filo di acquolina lega queste due città, dove sono di casa altrettante specialità, perfette da degustate sia singolarmente che in abbinata. In entrambi i musei, i visitatori non si limitano a osservare, deglutire e assaggiare, ma si improvvisano pasticceri, grazie a speciali laboratori di lavorazione delle due materie prime.

Parco Nazionale di Šumava (Selva Boema): a tutta natura
Al confine con la Germania, la Selva Boema è una sconfinata area verde protetta dove far conoscere la natura ai vostri bambini, dal didentro, direttamente sul campo. Due i centri visitatori del Parco: uno a Srní e uno a Kvilda. Nel primo si impara tutto sui lupi e le loro abitudini. Da un ponte a 3-4 metri dal suolo si osservano i predatori raccolti in branco dentro un recinto. Un sentiero didattico con pannelli illustrativi descrive fauna e flora locali. Nel secondo centro è invece protagonista il cervo, cui sono dedicati pannelli illustrativi, sentieri didattici, punti d’osservazione e materiali multimediali. Anche gli altri animali selvatici e il loro habitat vengono spiegati ai bambini.
Dove trovare creature fantastiche fuori da mondi fantastici? Qui, nella Selva Boema che pare essere popolata di elfi, spiritelli e altre magiche creature. Questi e altri bizzarri personaggi abitano il Fairy-Tale Cottage.
L’Active Park di Lipno è perfetto per piccoli (e grandi) scatenati. Qui si può praticare ogni tipo di sport e lanciarsi in diverse avventure. Ci sono il parco delle corde, quello per le peripezie in bici, una pista per bob estivo, un fantastico parco giochi interamente in legno, un percorso sospeso tra gli alberi che culmina in una grande torre panoramica, realizzata con una grande spirale in legno, il cui culmine offre una vista mozzafiato.
Per piccoli cavalieri e piccole principesse ecco anche un maniero tutto vero… Speciali visite guidate a misura di bambino svelano tutti i segreti del castello di Kašperk, spesso utilizzato anche come set cinematografico. I piccoli scoprono che cosa significava essere allevati come nobili, come si svolgevano le danze e i giochi di un tempo, quali erano i giocattoli a corte e come indossare un’armatura. Nel frattempo, mamma e papà possono concedersi un tuffo nella storia. Poi ci si ritrova tutti insieme nel cortile del castello per una golosa merenda medievale, a chilometro zero.

Boemia occidentale: marionette, fiabe, boschi incantati e adrenalina
Emozioni per tutti a Ovest di Praga, in particolare nella zona tra Pilsen –patria dell’omonima, celebre birra- e la Foresta dell’Alto Palatinato. Romanticoni, sognatori, aspiranti scienziati e temerari avranno un bel daffare da queste parti…
Techmania, a Pilsen, è un avveniristico centro scientifico, dove la matematica e la fisica diventano un gioco letteralmente da ragazzi. Qui non solo è possibile, ma doveroso toccare tutto, esplorare, sperimentare… Divertendosi, i bambini scoprono tutti i segreti della natura e della scienza. Per esempio, imparano come funzionano il sottovuoto, la scossa elettrica, il forno a microonde, quante calorie il giorno si consumano con un lavoro sedentario e uno faticoso. C’è uno spazio anche per i piccolissimi, dove fare esperienze e giochi sensoriali con vari materiali. Non manca nemmeno il Water World, da cui è impossibile uscire asciutti! Grazie alla mostra “Il futuro nel piatto”, i piccoli familiarizzano con il cibo, i suoi valori nutrizionali e apprendono i principi di una corretta alimentazione. Vietato, infine, andarsene senza aver visitato il planetario 3D.
Dopo tanta scienza, sempre a Pilsen, ecco un po’ di sana, vecchia “magia”. Il Museo delle Marionette, ospita oltre 300 esemplari di splendidi pupazzi con i fili, la cui antica produzione è tra i vanti artigianali di Praga e di tutta la Cechia. Ce n’è davvero di tutte le epoche e di tutti i tipi. Non mancano ovviamente spettacoli animati, lezioni su come si manovrano le marionette e la possibilità di improvvisare una storia dietro il micro-sipario.
Nei dintorni di Pilsen, all’Offpark Sušice, i più scatenati (comunque a partire dai 6 anni) saranno travolti da un’ondata di adrenalina pura. Ci sono spazi e sfide per tutte le età. C’è da arrampicarsi, lanciarsi con le corde, correre, saltare, attraversare ponti traballanti, dondolare nel vuoto e persino fare rafting sul fiume. Gli adulti possono anche sfidarsi a paintball.
Al castello di Švihov e nei suoi dintorni ci si può muovere sulle orme di Cenerentola. E’ stato infatti girato qui il film-tv “Tre nocciole per Cenerentola”, insolita versione della celebre fiaba di Perrault, in cui la ragazza vessata dalle odiose sorellastre è una cacciatrice, vive ai margini del bosco e qui trova non solo il principe ma anche tre nocciole magiche che la aiuteranno. Le visite al castello dedicate ai bambini sono particolarmente suggestive e c’è persino la possibilità di noleggiare costumi d’epoca o di mettersi alla prova con arco e frecce… Nei dintorni del maniero, un sentiero di circa 3,5 chilometri (percorribile eventualmente con le biciclette offerte a noleggio) conduce sempre sulle orme dell’antica favola e della sua rivisitazione cinematografica.
Altro castello, altre avventure. A quello di Velhartice si possono provare antiche armi da difesa come l’arco, il trabocco, la balestra. Ma anche giocare a scacchi, birilli russi e a risolvere enigmi. In particolari occasioni, poi, il castello risprofonda nel Medioevo allestendo un vero e proprio campo militare, proponendo non solo la cucina dell’epoca ma anche giochi e tenzoni dimenticati, nonché raccontando gli antichi mestieri, come per esempio quello del cerusico, una specie di antenato del chirurgo.

Karlovy Vary: a tutta salute (e divertimento)
Sempre in Boemia occidentale, una nota a parte merita il territorio, verdissimo, attorno a Karlovy Vary, perla termale rinomata in tutto il mondo fin dai tempi antichi per le sue acque benefiche. Se mamma e papà desiderano regalarsi coccole e benessere tra bagni termali e Spa di ottimo livello, i bambini non devono rinunciare al divertimento. Insieme, grandi e piccini, possono intraprendere per esempio i 24 chilometri di itinerari cicloturistici disegnati tra le montagne e nel grande parco intorno a Jáchymov. Il percorso Azur, in particolare, è dedicato ai piccoli biker e ai principianti e una comoda seggiovia conduce alla partenza. Per una scossa di adrenalina, invece, ecco il parco delle funi di Svatý Linhart, con diversi percorsi e sfide per piccoli (e grandi) temerari. Il centro si trova a un soffio dalla foresta protetta di Linhart, dove ammirare in libertà cervi, daini e cinghiali.
Da vedere, il Boehminium: un parco in miniatura dove visitare l’intera Repubblica Ceca con le sue principali attrazioni in pochi passi. Tra i 5 parchi del suo genere più grandi d’Europa, sfoggia 75 siti cechi in versione mignon. Alla curiosità e allo stupore per i piccoli visitatori si aggiunge l’emozione di non essere affatto piccoli: anche i bambini qui sono (quasi) come Gulliver e si muovono con passi ciclopici tra monumenti-cameo. A seconda del periodo dell’anno, poi, si può incappare in uno dei numerosi eventi tra il fiabesco e il folkloristico organizzati nel parco.
Nella Fattoria didattica Bernard se ne vedono davvero di tutti i colori. Si perché qui, oltre a familiarizzare con animali da cortile e da stalla, ci si trasforma in artigiani provetti. I bambini possono disegnare e confezionare magliette personalizzate, produrre candele e saponette profumate, scoprire la delicata arte dell’ebanista o apprendere il mestiere dell’apicoltore.
Un percorso guidato dedicato espressamente ai bambini, con tanto di materiale a tema fiabesco confezionato ad hoc, entusiasma i piccoli visitatori dei castelli di Becov nad Teplou. I manieri sono infatti due, intervallati da splendidi giardini e collegati da un tunnel. Alla fine del tour i bambini potranno fare una riflessione su quanto appreso sulle dimore, i loro abitanti, gli usi e i costumi dell’epoca e riceveranno non solo un attestato di partecipazione ma persino il “titolo nobiliare” ad honorem. Da non perdere nemmeno il vicino orto botanico, dove non solo ammirare le varie specie coltivate ma anche partecipare a laboratori creativi con materiali naturali.

Boemia settentrionale: tutti in fattoria!
In Boemia nordoccidentale, ai piedi dei bellissimi Monti Metalliferi, i vostri piccoli imparano a conoscere, apprezzare e rispettare la terra “a tutto tondo”: fattorie biologiche, sconfinati spazi verdi dove giocare, oscure miniere da esplorare… il mondo è davvero fantastico.
La missione dell’Eco-Fattoria Klouček a Klíny è quella di sensibilizzare fin da piccoli all’ecologia e al rispetto del pianeta. Qui si recuperano i mestieri e i metodi produttivi di una volta, decisamente ecosostenibili. I bambini apprendono come cardare la lana, usare l’arcolaio e manovrare un telaio. Oppure trasformano la cera d’api in profumate candele.
Sempre a Klíny ecco uno straordinario complesso sportivo all’aperto, pensato appositamente per i bambini con attrazioni ma anche servizi su misura per famiglie. Ci sono scivoli, funi, trampolini, pareti da arrampicata, taboga, bike-park e tanto altro. Volendo, i piccoli possono essere affidati a istruttori esperti.
Le miniere di argento e rame di Hora Svaté Kateřiny sono ormai in disuso, ma continuano a sfoggiare il loro misterioso fascino al pubblico, che può visitare gli antichi cunicoli. Le gallerie sono ben 64. Quando ne avrete abbastanza del buio e degli spazi angusti del sottosuolo, tornate alla luce e regalatevi il panorama sconfinato offerto dalla torre Hláska.
Nell’era dei videogame e di Internet, chi non prova almeno un po’ di nostalgia per i cari, vecchi giocattoli in legno? Forse solo chi non li ha mai conosciuti o maneggiati. Rimediate subito portando i vostri figli in visita alla NBW, antica fabbrica locale ancora in attività. E’ possibile persino provare a lavorare il legno e produrre un proprio manufatto.
I più piccoli impazziranno alla fattoria Selský dvůr, popolata da cavalli, pony, asini, capre, pecore, maiali e conigli… Ai bambini viene insegnato come sellare un cavallo, vengono mostrate le scuderie e proposto il battesimo della sella.
Diversi spunti anche nella zona di Česká Lípa e dei Monti Jizera: lo Zoo di Liberec, famoso per le sue tigri bianche e altri animali rari; il centro scientifico iQLandia dove fare esperimenti, apprendere giocando e persino indossare i panni di un astronauta; il centro sportivo e ricreazionale Vrchbela con percorsi didattici, pista di pattinaggio e persino tre splendidi castelli in miniatura; il parco acquatico Staré Splavy con le sue atmosfere caraibiche e infine la fabbrica del vetro di Ajeto dove ammirare tutte le fasi della produzione e partecipare a quella “magica” della soffiatura.
Per una eccitante vacanza a tutta natura consigliamo infine il cosiddetto Paradiso Boemo, splendida area protetta e sotto l’egida Unesco. Qui gli agenti atmosferici hanno scolpito nel tempo dei veri e propri capolavori geologici nelle rocce di arenaria. Ognuno può leggere nei pinnacoli volti umani, animali e statue; nessuno può negare l’eccezionalità e la magia di questi luoghi.
Passa di qui anche la Greenway Jizera, la ciclovia di 190 km che parte dalla sorgente del Jizera al confine polacco e conduce fino al punto in cui si getta nell’Elba, nei pressi di Praga. Il tratto Malá Skála-Turnov è particolarmente affascinante. Il paesaggio qui è dolcemente ondulato e quindi l’itinerario è fattibile anche per i bambini, in ogni caso si può optare per percorrerlo in battello, sul fiume. Lungo il percorso incontrerete comunque scorci indimenticabili, antichi castelli, ruderi affascinanti e borghi rurali dalle architetture tipiche.
Il parco avventura Šťastná země propone sfide per tutti i gusti: pareti da arrampicata, trampolini, teleferica, un geoparco nascosto nel bosco, minizoo e persino un modellino in legno d’acacia del Castello Trosky.
“La città delle fiabe” è il nome di un festival in calendario ogni anno la seconda settimana di settembre a Jičín, dove trascorse l’infanzia un celebre autore di favole ceco (Václav Čtvrtek). In quell’occasione, la città è in mano ai bambini. In programma incontri, giochi, laboratori, spettacoli e tanto altro. In città c’è anche il Museo dei Giocattoli.
Nei castelli di Staré Hrady, un mondo fatato aspetta i vostri figli. Ma attenzione ai draghi! Ce ne sono più di 30 tipi in agguato. Non mancano nemmeno elfi, nani, spiritelli, streghe e altre creature.

Boemia orientale: paesaggi vertiginosi
Chi considera la montagna noiosa e monotona, qui avrà di che ricredersi. A parte la varietà di paesaggi, lo spettacolo della natura e il clima salubre, tra la corona di monti della Boemia orientale si nascondono attrazioni inattese, per tutta la famiglia. I Monti Giganti, un capolavoro della natura vasto 361 chilometri quadrati, sono solcati da sentieri-avventura a più tappe, lungo i quali anche la camminata diventa un gioco. Il più avventuroso è però certamente il Tree Top Trail nel Parco Nazionale dei Monti Krkonoše, bellissimo percorso di un chilometro e mezzo tra le chiome degli alberi, sospeso a 24 metri d’altezza. Il tour (per i più pigri) culmina ai piedi di una fantastica torre panoramica in legno, a spirale, alta 45 metri. Il percorso, tra l’altro, è accessibile davvero a tutti, in quanto privo di barriere architettoniche.
E’ molto più di un semplice zoo quello di Dvůr Králové. Si tratta infatti di un vero e proprio Safari Park, dove è possibile incontrare fino a 2.500 animali in un solo giorno. Basta noleggiare una macchina attrezzata e avventurarsi. Non mancano un parco di funi, la possibilità di improvvisarsi ranger del parco e di dormire all’aperto o in bungalow, per ascoltare i suoni notturni della Savana.
Il parco avventura Pecka conduce i piccoli direttamente dentro la natura. Qui si osservano le formiche giganti, le favolose corna ramificate dei cervi, l’anatomia di una vipera e altre meraviglie, dislocate in tre diverse aree tematiche.
Nella regione è ampia la scelta di resort alpini che garantiscono, oltre ad atmosfere uniche, attività per tutta la famiglia, tutti i gusti e tutte le stagioni: sport, escursioni, laboratori creativi e didattici, piscina, scuola di sci, avventure.

Hradec Králové: fascino antico
Sempre in Boemia orientale, la regione di Hradec Králové è un grande libro di storia aperto a tutti. Qui non occorre studiare, basta muoversi tra le meraviglie architettoniche e storiche del territorio per respirare aria d’altri tempi, resa ancora più magica da racconti favolosi e personaggi fiabeschi. La città è a misura di famiglia e verdissima: il suo favoloso parco –più cha altro un bosco- offre svago per grandi e soprattutto piccini, con sei percorsi a tema, un parco per allenamento, un parco giochi dedicato a principesse e cavalieri e persino recinti abitati da animali selvatici.
Negli immediati dintorni della città ecco un tuffo nel passato più lontano, grazie al Parco Archeologico di Všestary. Qui si apprende come vivevano gli uomini preistorici, si ammirano fedeli ricostruzioni delle loro capanne, si osserva come funziona uno scavo archeologico e si partecipa a laboratori didattici.
La Valle di Babččino (la Valle della Nonna), solcata dal fiume Úpa, è uno dei luoghi più affascinanti della regione di Hradec Králové, particolarmente cara ai cechi per aver dato i natali allo scrittore Božena Němcová, cui viene puntualmente reso omaggio con un ricco calendario di eventi culturali e appuntamenti letterari. Punta di diamante del territorio –che consigliamo di ammirare in tutta la sua estensione e bellezza dall’alto della torre panoramica, nei pressi del villaggio Žernov- è il castello di Ratibořice, immortalato, insieme ad altri scenari, in numerosi film.
Restando in tema di castelli e atmosfere magiche, non si può trascurare la cosiddetta Loira ceca, tra le destinazioni europee d’eccellenza. Proprio come accade in Francia, anche qui una teoria di 6 tra castelli e manieri è collegata dallo scorrere di un fiume: il Divoká Orlice. Ogni residenza riserva le sue avventure…
La gita alle Montagne dell’Aquila si trasforma presto in una fiaba. Ad accompagnare i bambini lungo un sentiero di favola è la principessa Katerina. Diviso in più tappe, il percorso è lungo poco meno di 11 chilometri, diviso in 8 tappe tematiche e affollato di sorprese e attrazioni, come per esempio un parco di funi e persino un laboratorio di campane.
Prima di lasciare la Boemia orientale, ricordate che sono ancora tanti gli spunti per una giornata indimenticabile da trascorrere in famiglia: il Museo del Pan di Zenzero, nascosto nel bosco ai piedi del Monte Kunětice; il Dolní Morava Resort con tanti percorsi avventura e un parco acquatico, il Museo degli Antichi Mestieri dove scoprire non solo i segreti dell’artigianato ma anche come lavorava per esempio un dentista agli inizi del XX secolo, il Museo all’aperto di Veselý Kopec dove muoversi liberamente tra abitazioni, fattorie e annessi rurali tipici dell’area a inizio ‘800. Da non dimenticare, infine, che la città-gioiello di Litomyšl ha elaborato per i bambini uno speciale tour a tappe da seguire in libertà con l’ausilio di un’apposita mappa, punteggiato di meraviglie e con tanto di premio finale a sorpresa.

Slesia e Moravia: tra passato e futuro
Spesso ingiustamente relegate all’ombra di Praga e della Boemia, in fatto di fascino Slesia e Moravia non hanno nulla da invidiare loro. Provare per credere.
Nella regione di Vysočina vi attendono il bellissimo Zoo di Jihlava, particolarmente attrezzato per i bambini, anche i più piccoli; l’Altenator Eco-Technological Centre di Třebíč, dove apprendere le basi della tecnologia e dell’ecologia in modo facile e divertente; il centro storico e il castello rinascimentale di Telč, splendidi nella loro eleganza, e aperti ai piccoli anche con visite speciali interattive e persino notturne; il Museo dei record e delle curiosità di Pelhřimov dove scoprire per esempio come è fatto lo spazzolino da denti più grande del mondo o quanto misura la sciarpa più lunga in assoluto. A Žďár nad Sázavou, infine, vi aspettano non solo un bellissimo castello, ma anche il Museo della Nuova Generazione, dove passato, presente e futuro si mescolano in una esperienza sensoriale unica.
In Moravia meridionale accogliete l’invito del parco a tema Permonium, che racconta attraverso il divertimento il faticoso mondo dei minatori e la storia dell’attività estrattiva in Repubblica Ceca. Toccare, imparare e divertirsi: sono tre le parole d’ordine al centro scientifico VIDA! dove i fenomeni naturali e i segreti dell’universo vengono svelati con successo anche ai piccolissimi. Cervello a riposo, refrigerio e puro divertimento invece al Parco acquatico Moravia, il top nel suo genere nel Paese, con ben 20 attrazioni distribuite in 12 piscine, di cui alcune ad acqua termale. Per incontrare la grande passione di tutti i bambini, i dinosauri, occorre invece recarsi al Dinopark Zoo di Vyškov, dove i giganti primordiali sono protagonisti di ricostruzioni fedeli e a grandezza naturale, ma anche di un parco giochi a tema, di proiezioni 4D e altre attrazioni. Grazie a uno speciale tour in costume d’epoca, il viaggio nel passato tra i corridoi e i saloni del castello di Milotice entusiasmerà particolarmente i vostri cuccioli dalle fantasiose menti.
Una scorpacciata di musei, mai noiosi, vi aspetta in Moravia orientale. Consigliamo il Museo all’aperto della Vallachia, che raccoglie una serie di antiche abitazioni dalle architetture in legno, tipiche di questa storica regione morava. Visitarlo è come sprofondare nel tempo, apprendendo come si viveva, lavorava e coltivava in campagna nel XIX secolo.
Sempre avidi avventure, i bambini non potranno non apprezzare una visita al Film Node di Zlín. Qui potranno “spiare” al lavoro i creatori di pellicole d’animazione e persino provare a produrre da soli un corto. Il tour degli studios si rivelerà davvero interessante.
Meritano sempre una visita anche lo Zoo di Zlín, prima destinazione turistica in assoluto in Moravia, e lo Zoo di Metallo di Staré Město: una collezione davvero originale di 250 animali realizzati a grandezza naturale riciclando rottami di ferro.
In Moravia centrale e sui Monti Jeseníky consigliamo lo Zoo di Olomouc con anche una sezione dedicata agli animali marini; il Parco Sportivo di Hrubá Voda con persino un trampolino per bungee-jumping e tante soprese sugli alberi e sottoterra; il Centro Ecologico di Sluňákov dove intraprendere percorsi a tema e sensoriali; l’antica cartiera di Velké Losiny (non lontano da uno splendido castello rinascimentale, visitabile), in attività dal XVI secolo, cui è stato affiancato un Museo della Carta.
Con una comoda seggiovia si raggiunge il Kouty nad Desnou Resort: splendidi panorami, sentieri didattici, un museo all’aperto, bike-park, pista di pattinaggio e un’infinità di percorsi per il trekking.
Tra la Moravia settentrionale e la Slesia ecco altre tentazioni irresistibili per piccoli curiosi e scatenati. Ad Ostrava, capoluogo dalle atmosfere quasi lunari grazie agli scheletri di numerosi impianti siderurgici ed estrattivi oggi riconvertiti, li aspetta per esempio lo Svet Techniky, grande centro scientifico e tecnologico dove scoprire come funzionano tutte le “diavolerie” di uso quotidiano cui siamo ormai abituati. Dalla prima macchina a vapore fino alle più recenti invenzioni robotiche, il progresso è raccontato tutto nei suoi padiglioni. E i piccoli si divertono un sacco grazie a postazioni interattive, simulazioni di volo, laboratori ecc. Dalla scienza alla natura, sempre a Ostrava è imperdibile lo Zoo, realizzato ai margini della città, in un magnifico ambiente verde punteggiato di stagni. Richiestissimo il safari su trenino, attraverso le ambientazioni africane e asiatiche, tra giraffe, antilopi e altri ungulati.
Per scoprire la vita dura dei minatori di un tempo e contemporaneamente vivere un pizzico di avventura, regalatevi una visita al Landek Park, vasto sito minerario oggi museo, attraversato in lungo in largo da un trenino da miniera originale.
E’ invece un vero e proprio treno, storico, a vapore e a scartamento ridotto, quello che percorre la linea Třemešná-Osoblaha. La lentezza consente di ammirare appieno la bellezza dei paesaggi alle pendici dei Monti Jesenik, risparmiati dallo sviluppo industriale e solcati da una rete di percorsi cicloturistici e sentieri escursionistici. A seconda del periodo dell’anno partono treni speciali, a tema, che entusiasmeranno i bambini.
Se avete in programma una gita a Bílá, mettete in conto che i vostri piccoli non vorranno più venire via dal Parco estivo e a funi loro dedicato. Tra sport, giochi, sfide adrenaliniche, avventure, attrazioni acquatiche e non, la giornata volerà in un lampo.

La vacanza attiva. In famiglia.
La Repubblica Ceca non è solo uno scrigno infinito di sorprese storiche, architettoniche e una riserva di parchi gioco, divertimento e avventura, ma anche e soprattutto una sconfinata palestra verde sotto il cielo. Dove praticare ogni tipo di sport outdoor, anche con i bambini al seguito. I piccoli gradiranno certamente le sfide in bicicletta, i giochi nell’acqua, le passeggiate… Non c’è che l’imbarazzo della scelta. Il territorio ceco è solcato complessivamente da ben 5.300 chilometri di percorsi cicloturistici, per tutte le gambe. Laghi e fiumi con spiagge attrezzate invitano a belle nuotate e tutta una gamma di sport acquatici divertenti e qualche volta persino adrenalinici. Quanto a scarponcini e zaino, sono 40.000 i sentieri ben tracciati, di varia difficoltà e anche transnazionali. A piedi o in bicicletta mettete comunque in conto di fermarvi spesso: non per la fatica, ma per la varietà di attrazioni irresistibili che incontrerete lungo il percorso. Dalla pianura alla montagna, passando per le colline, incapperete in giardini zoologici, fattorie didattiche, centri sportivi e ricreativi, antiche abbazie, siti minerari, regali castelli, laboratori artigianali, musei interattivi, parchi avventura e acquatici, insoliti fenomeni geologici…
In inverno, poi, la palestra verde si trasforma in un fantastico circo bianco, dove godersi fiabeschi paesaggi di neve, ma anche praticare sci di fondo e da discesa, snowboard, passeggiate con le racchette, slittino, bob,

“The Painted Bird”: finalmente un film ceco di nuovo in lizza per il Leone d’Oro a Venezia

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Era dal 1994 –quando a partecipare fu un film di Jiri Menzel- che una pellicola prodotta, e in parte anche girata, in Repubblica Ceca non entrava nella selezione più prestigiosa della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica puntualmente organizzata in Laguna e applaudita in tutto il mondo.

Nabarvene Ptace (The Painted Bird-L’uccello dipinto), film scritto e diretto da Vaclav Marhoul, è tra le pellicole che in questi giorni concorrono all’ambito Leone D’Oro alla 76ma Mostra del Cinema di Venezia. Dopo 25 anni, la Repubblica Ceca torna a conquistare un posto nella categoria più prestigiosa del Festival. Non solo: è la prima volta che nei tre festival più importanti d‘Europa (Venezia, Cannes e Berlino) viene presentata l’opera di un regista cresciuto dopo il 1989.
Il copione è tratto dall’omonimo romanzo (1965) di Jerzy Kosinski, scrittore polacco naturalizzato statunitense, e narra le vicende di un ragazzino ebreo durante la Seconda Guerra Mondiale, affidato dai genitori a dei parenti in una zona rurale e isolata dell’Europa dell’Est. Si troverà così a sfuggire dalle persecuzioni naziste, ma a dover affrontare la solitudine, nonché l’ostilità della popolazione locale.
L’opera di Marhoul –primo film girato, seppur parzialmente, in lingua artificiale ausiliaria interslava- nasce da lontano: l’autore comincia a pensare a un adattamento del libro già nel 2008, ancor prima di ottener i diritti cinematografici del romanzo. La stesura della sceneggiatura durerà circa tre anni, la ricerca dei fondi altri quattro. Le riprese –in diverse località tra Ucraina, Slovacchia, Polonia e Repubblica Ceca- sono cominciate a marzo 2017 e si sono protratte fino a luglio 2018. La pellicola, drammatica, è volutamente in bianco e nero per sottolineare la storicità della vicenda.
A rappresentare la Repubblica Ceca in Laguna, anche i film:
SH_T HAPPENS (cortometraggio, 2019) di David Stumpf e Michaela Mihalyi, nella categoria Orizzonti
EXTASE (1932) di Gustav Machaty in versione restaurata e digitalizzata, nella categoria Classics.

Parma, Città Capofila XX Giornata Europea della Cultura Ebraica – Domenica 15 settembre 2019

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Torna domenica 15 settembre 2019 la Giornata Europea della Cultura Ebraica, la manifestazione che invita a conoscere e approfondire storia, cultura e tradizioni ebraiche.
“Città Capofila”, il luogo dove si inaugurano ufficialmente gli eventi, sarà quest’anno Parma, dove risiede una comunità ebraica le cui origini risalgono al XIV secolo.

L’apertura ufficiale della Giornata avrà luogo domenica 15 settembre alle ore 10.00 nella cornice della Biblioteca Palatina (Piazza della Pilotta, 3), alla presenza delle Autorità.
Nella Biblioteca Palatina è conservata una delle più importanti collezioni a livello mondiale di antichi manoscritti e libri a stampa ebraici, il fondo De Rossi, tra Bibbie miniate, testi e commentari rabbinici, trattati di filosofia e di medicina. I pezzi più importanti saranno esposti al pubblico in occasione della Giornata.

Alle 11.30 ci si sposta nella Sinagoga di Parma (Vicolo Cervi, 4), dove si terrà una cerimonia per il rientro di un “Sefer Torah”, un prezioso Rotolo della Legge settecentesco, restaurato da Rav Amedeo Spagnoletto.

La Giornata prosegue alle 16.00 nella vicina Soragna, dove è presente il Museo ebraico “Fausto Levi” (Via Camillo Benso Conte di Cavour, 43), un piccolo, suggestivo gioiello tra gli itinerari ebraici di questa parte d’Italia.
Qui avrà luogo l’apertura al pubblico e la visita guidata a cura di Roberta Tonnarelli, Conservatrice del museo.
A seguire, intrattenimento musicale con il cantautore Alex Ezra Fornari, il polistrumentista Rocco Rosignoli, la pianista Miriam Di Pasquale.
Informazioni complete sul sito del museo: http://www.museoebraicosoragna.net 

La Giornata si chiude a Parma, al Teatro Farnese (Piazza della Pilotta), alle ore 21.00, con il recital “L’albero dei sogni”, con musiche originali composte dal M° Riccardo Joshua Moretti, compositore nonché presidente della Comunità Ebraica di Parma; le coreografie dello spettacolo sono di Valerio Longo per i ballerini del Balletto di Roma Paolo Barbonaglia e Giulia Strambini.
Il balletto di ispira al titolo della Giornata: “I sogni, una scala verso il cielo”, che richiama un noto episodio della Genesi che ha per protagonista il patriarca Giacobbe.
Ne “L’Albero dei sogni” musica e danza attivano un immaginario fatto di visioni, capace di condurre lo spettatore al senso profondo di un’universalità impressa nella mente e nell’anima dell’essere umano.
Per il recital al Teatro Farnese la prenotazione è obbligatoria, scrivendo all’email: prenotazioni@museoebraicosoragna.net o sul sito: www.parmaoperart.com

Tutti gli eventi, e concerti, sono ad ingresso libero e gratuito, fino ad esaurimento posti.

La Giornata Europea della Cultura Ebraica gode del Patrocinio del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, del Dipartimento per le Politiche Europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani. E’ inoltre riconosciuta dal Consiglio d’Europa.

Quest’anno aderiscono alla Giornata Europea della Cultura Ebraica ottantotto località in Italia, dove avranno luogo centinaia di eventi, tra visite guidate a sinagoghe, musei e quartieri ebraici, concerti, incontri d’autore, spettacoli teatrali, degustazioni kasher e iniziative per i più piccoli.

A livello europeo, la manifestazione è coordinata dall’AEPJ – The European Association for the Preservation and Promotion of Jewish Culture and Heritage. I programmi dei singoli Paesi sono consultabili sul sito www.jewisheritage.org. 

Ulteriori materiali sono disponibili sul sito www.ucei.it/giornatadellacultura. 

Sondaggio by LELO sull’utilizzo dei preservativi

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LELO, brand leader nel settore dei sex toy, ha recentemente condotto un sondaggio sul sesso sicuro. Dei 3.978 partecipanti, il 79% dichiara di praticare sesso sicuro, di questi, il 44% utilizza il preservativo come metodo preferito. Il preservativo rimane ad oggi l’unico metodo per proteggersi dalle MST – malattie sessualmente trasmissibili, per questo è importante scegliere il modello migliore e saperlo conservare e utilizzare al meglio. 

Anche se alcuni dei partecipanti al sondaggio dichiarano che l’utilizzo del preservativo riduce la sensibilità e, in alcuni casi, rende persino impossibile raggiungere l’orgasmo, il preservativo è sicuramente la scelta migliore per chi non vuole rischiare. Inoltre, negli ultimi anni ci sono stati diversi passi in avanti per quanto riguarda la composizione e la sottigliezza dei preservativi. Ad esempio, LELO HEX attraverso la caratteristica struttura esagonale rinforza il lattice e riduce il rischio di rottura o dello spostamento del condom durante il rapporto. Questo ha permesso anche ai produttori di rendere il lattice più sottile e trasmettere meglio il calore corporeo, riducendo “la strana sensazione di gomma”, a detta di molti utilizzatori per descrivere gli altri condom. 

È anche importante sottolineare che il 72,7% dei partecipanti ha dichiarato di non utilizzare il profilattico nelle relazioni a lungo termine, mentre solo il 50% fa il test per le malattie sessualmente trasmissibili prima di ridurre la protezione nei rapporti con il partner di lunga data. La percentuale scende al 39% quando si tratta di nuovi partner. Se la paranoia non è salutare e per niente sexy, è invece molto raccomandato essere sempre prudenti e consapevoli. Non è una conversazione estremamente piacevole da fare, ma getta le basi per divertirsi insieme in modo appassionato e sicuro. 

Nota di merito dei partecipanti al sondaggio: ben l’86,9% (sia uomini ma anche donne) pensa da solo alla propria protezione comprando i contraccettivi.

Perchè questo piccolo promemoria? Perché al rientro dall’estate, con la ripresa del lavoro e della routine quotidiana, ci si potrebbe dimenticare di usare una protezione durante il sesso. 

 

Scopri il mondo LELO su >> https://www.lelo.com/it

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La Parma Ebraica

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La prime notizie della presenza di una comunità ebraica a Parma risalgono alla metà del secolo XIV, epoca in cui la città era compresa nel Ducato di Milano.
Nella seconda metà del XVI secolo, a seguito di un decreto di espulsione dalla città che vietava loro la residenza, gli ebrei sono costretti a lasciare il capoluogo per stabilirsi in alcuni piccoli centri del territorio circostante come San Secondo P.se, Soragna, Colorno, Busseto, Borgo San Donnino, Fiorenzuola, Monticelli d’Ongina ed altri che conservano ancora oggi le belle testimonianze di queste comunità attive fino alla seconda metà del secolo scorso. 

Sul finire del XVIII secolo gli ebrei cominciano un rientro graduale e frammentario dalla provincia verso Parma, andando lentamente a ricostituire un nucleo comunitario. Nel corso del XIX secolo la comunità è particolarmente attiva rispetto agli avvenimenti politici e sociali. Il primo periodico ebraico in Italia, la Rivista Israelitica, viene pubblicato proprio a Parma dal 1845 al 1848.

Dopo l’Unità d’Italia, diversi esponenti dell’ebraismo locale sono tra i fondatori del Comitato di Provvedimento, istituzione filantropica che apre le porte alla Società Mutualistica della Pubblica Assistenza. L’ebreo Giuseppe Melli, oltre che presidente, è anche sostenitore degli Ospizi Civili, Commissario dell’Opera degli Orfani di guerra e presidente della Società di incoraggiamento degli artisti.

Mentre proseguiva l’emancipazione e l’integrazione dell’élite ebraica nella classe dirigente, nel 1865 è formalmente costituita la Libera Società Israelitica di Parma e si dà inizio all’edificazione della Sinagoga di Vicolo Cervi, inaugurata nel 1866. Tra il 1924-25 le comunità di Soragna, Fiorenzuola, Fidenza, Busseto, Monticelli d’Ongina, ormai costituite da pochi membri, vengono annesse alla più numerosa Comunità Ebraica di Parma.

Anche a Parma la politica antisemita iniziata nel 1938 con le leggi antiebraiche fasciste ha le sue ripercussioni, fino alle persecuzioni naziste, che provocano deportazioni e vittime, anche di bambini. Dettagliate testimonianze storiche su queste tragiche vicende si trovano documentate nella Sala della Shoah del Museo Ebraico di Soragna.

Attualmente la Comunità Ebraica di Parma, che è territorialmente competente per le provincie di Parma e Piacenza, fa parte delle 21 comunità che costituiscono l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane riconosciute dallo Stato con l’Intesa del 1987 e s.m.i

 

Torino-Milano, andata e ritorno: auto, pullman o treno?

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https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Turin_monte_cappuccini.jpg

“Essere o non essere? Questo il problema”. Così citava il glorioso, conosciutissimo verso di una gloriosa opera letteraria. Tuttavia, anche al giorno d’oggi, diversi sono gli interrogativi che spesso ci poniamo. Punti interrogativi che diventano doppi, tripli se non, addirittura, quadrupli quando la nostra mente è presa d’assalto alla vigilia di un viaggio che ci accingiamo a fare. Quanti bagagli portare? Cosa mettere? Come andare? Auto, pullman oppure treno? Quest’ultimo interrogativo si rivela la più intrigante patata bollente da raffreddare. Quesito ancor più interessante se ci chiediamo come muoverci per andare da Milano a Torino e viceversa. La città della Madonnina e la città della Mole, negli ultimi anni sono diventati i due centri nevralgici per eccellenza del nord Italia.

Milano, ormai non fa più notizia, occupa una posizione di prestigio internazionale in qualità di capitale della comunicazione, del design, della moda, dell’architettura creativa e dell’imprenditoria. Nel giro di quattro anni ha letteralmente battuto la sua eterna rivale, Roma, ritagliandosi un ruolo di protagonista assoluta e coraggiosa. Il gran successo ottenuto con Expo 2015, ha consolidato le sue potenzialità sotto l’aspetto pratico- organizzativo, ha ulteriormente rafforzato sia le capacità di attrarre turisti che di fare business. Tutti elementi che hanno permesso a Milano di candidarsi e aggiudicarsi, insieme a Cortina, l’edizione 2026 dei Giochi Olimpici Invernali.

Torino, invece, ha una storia letteralmente diversa: per diversi anni, ha rivestito il ruolo di città provinciale, operaia, buia e chiusa mentalmente. Nel 1990, già in occasione dei Campionati del Mondo di Calcio disputati in Italia, ha avuto una possibilità di rinascita. Possibilità gettata al vento. I torinesi moderni e “open mind” sono stati costretti ad attendere 16 anni, esattamente i Giochi Olimpici Invernali del 2006, per conoscere la seconda vita della loro città. Da quell’anno, Torino ha cominciato a vivere, a voler usare il gergo politico, la sua seconda Repubblica: non a caso un anno dopo, nel 2007, è nata Eataly. Il Lingotto, inaugurato nel 2002, è diventato operativo al 100% dando vita ad un ampio centro commerciale, l’8 Gallery. Il Salone Internazionale del Libro, nato nel 1988, ma per anni rimasto nell’ombra mediatica, ha potenziato il suo seguito. Oggi, è un’importante rassegna culturale che, ogni anno, tocca l’apice del successo.

Come raggiungere Milano o Torino? Per spostarci dalla Madonnina alla Mole Antonelliana o viceversa, conviene andare in auto, pullman oppure in treno? L’auto, che sia la nostra oppure un’automobile o servizio di car-pooling, potrebbe essere una soluzione conveniente se ragioniamo, solo ed esclusivamente, in base alla nostra voglia di essere indipendenti, senza dipendere da orari di bus o treno. Sotto l’aspetto dei tempi di percorrenza e costi di benzina o di servizio, il discorso cambia del tutto. Il possibile traffico in autostrada, i costi non proprio economici della benzina, potrebbero trasformare una piacevole gita odierna in un vero e proprio incubo. Vivremmo la stessa situazione, anche se decidessimo di andare a Milano o Torino con un pullman di linea. Con l’avvento dell’alta velocità e delle Frecce, si arriva a Milano o Torino nel giro di appena un’oretta. Optando per il treno, la nostra gita odierna o il weekend sarebbero molto più rilassanti e piacevoli. Come organizzarci negli spostamenti? Quali siti d’informazione è necessario consultare? Diverse sono le “finestre” online che potremmo visitare con un solo click, pronte a fornirci tutte le informazioni necessarie per andare da Milano a Torino o nel senso opposto. A cominciare dai siti di Trenitalia e Italo che, ogni giorno, offrono diverse tratte da scegliere per recarsi a Milano, Torino e per andare da Milano a Torino o da Torino a Milano. A questi due principali siti, ve ne sono altri che rivestono, egregiamente, il ruolo di mappa o personal travelling trainer con l’obiettivo di guidarci nella migliore scelta del tragitto da percorrere. Virail ne è un esempio (treno Torino Milano). Trattasi di una piattaforma che offre validi suggerimenti per viaggiare in modo comodo, pratico e semplice, recandosi da Torino a Milano, da Milano a Torino oppure per viaggiare tra Torino e Milano. Nel caso avessimo, ancora, dei dubbi se viaggiare o meno con la nostra automobile, con un servizio di car-pooling, con il bus o il treno, questo sito ci informa su tutte queste diverse soluzioni, annunciandoci i tempi di arrivo e, aspetto fondamentale, i costi di viaggio. Andare in treno o in pullman da Milano a Torino o da Torino a Milano, se prenotiamo in tempi ragionevoli, orientativamente ha lo stesso costo. La differenza potremmo trovarla se parliamo di tempi di viaggio e arrivo. Con l’alta velocità, sia Trenitalia che Italo, raggiungiamo Milano e Torino nel giro di sessanta minuti o poco più. Con il regionale veloce, considerando le fermate obbligatorie nelle città di Chivasso, Santhià, Vercelli, Novara e Magenta, da Torino si giunge nella città meneghina nell’arco di quasi due ore. I costi di viaggio, confrontando alta velocità e regionale veloce, all’incirca si equivalgono.

Questa lunga indagine, testé condotta, con l’aiuto di Virail e dei principali siti dedicati al solo trasporto ferroviario, ci insegnano che per raggiungere Milano, Torino oppure muoverci tra queste due città, il treno è la migliore scelta da fare. Pratico, veloce, decisamente più economico e un risparmio non indifferente di tempo. Non vi resta che trovare il treno e l’orario più adatto a voi e alle vostre esigenze. Buon viaggio!

Estate in Danimarca: il bagno si fa in città!

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Open air swimming right in the centre of the city. Meet local families with children, beach boys and regular swimmers alike. On hot days, Copenhageners swim with the city's skyline in free view. During the week, many locals pass the pool for a quick dip on their way home from work. The quality of the water is checked daily and has to b approved by the authorities before swimmers are let in. There are five pools in all, two of which are specifically for children. The shallowest pool is 30 cm deep. The diving towers are one, three, and five metres high respectively. During the winter period you may catch a glimpse of local winter bathers. There is a lawn in front of the pool where you find lots of room for sun-bathing, picnics, ball games, etc. Lifeguards overview the facilities.

Restare in estate in città e godersi l’effervescenza della movida cittadina senza rinunciare al piacere di una bella nuotata all’aria aperta? In Danimarca si può, turisti e locali possono rifrescarsi con una pausa rigenerate in pieno centro nei suggestivi Harbour Bath.
Si moltiplicano infatti le strutture balneari firmate dai più prestigiosi studi di architettura e dotate di piscine, trampolini e spiagge, che animano i vivace waterfront delle città danesi.

Aarhus Ø Harbour Bath
Inaugurato lo scorso anno l’harbour bath firmato Bjarke Ingels a Aarhus, seconda città della Danimarca. La piscina nel porto è dotata di ben tre vasche – una di 50 metri, una per bambini ed una piscina per le immersioni – e due saune. Completano l’esperienza campi di beach volley, bar, e caffé lungo il water front. L’Harbour bath di Aarhus, aperto fino alla fine di agosto, è la più grande struttura di questo genere con acqua salata, un luogo di tendenza e un inno al relax.

Bagno nel porto di Copenaghen
Il complesso di lslands Brygge è il primo bagno nel porto creato a Copenhagen. Progetto dell’archistar Bjarke Ingels è stato inaugurato nel 2002 ed è ancora il più frequentato della città. E’ dotato di una piscina di 75 metri, una per tuffi, ed una vasca per bambini. Il complesso di lslands Brygge si trova nel cuore di Copenhagen: edifici di straordinario design e il suggestivo ponte di Langebro ne fanno da cornice. Un vero must per chi si trova a Copenhagen nei mesi estivi, da non perdere un tuffo in questo bagno cittadino che combina al meglio un’esperienza balneare a 5 stelle con la vibrante energia della capitale.

Fisketorvet
Fisketorvet è una piscina olimpionica utilizzata anche per gli allenamenti dei nuotatori di triathlon. E’ dotato anche di una piscina separata per le immersioni e di una vasca per i bambini. Al martedì sera offre lezioni gratuite di nuoto in stile crawl aperte a tutti.

Sluseholmen
l bagno del porto di Sluseholmen uno spazio balneare raccolto. Il bagno è costituito da un’area dedicata a nuotatori, sub e bambini con quattro piscine: una per bambini, una per tutti e due piscine per le esercitazioni e le immersioni. La forma di Havnebadet Sluseholmen è ispirata a quella dei coralli.

Danimarca green. Niente piedi per terra – la vacanza sull’albero è la nuova tendenza per disconnettersi da tutto.

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La creazione di una società sostenibile è uno degli obiettivi chiave per la Danimarca oltre che un valore fondante della cultura danese. Più del 20% dell’ energia danese proviene già da fonti rinnovabili, con l’obiettivo di raggiungere il 100% entro il 2050. Gran parte delle energie rinnovabili proviene da fonte eolica, grazie alla leadership del paese nello sviluppo di queste tecnologie.

Le novità
Løvtag
Niente piedi per terra. La vacanza sull’albero è la nuova tendenza per disconnettersi da tutto!
Løvtag è un complesso di casette in legno in cima agli alberi, un’oasi di tranquillità nascosta in una zona di incredibile bellezza nei pressi del Mariager Fjord. Il posto ideale dove ricaricarsi e trascorrere la notte tra gli alberi!

Camp Adventure
Inaugurata questa primavera, la Forest Tower a Camp Adventure è una passerella che si inoltra dolcemente tra le chiome degli alberi fino a una piattaforma che regala una vista spettacolare sul paesaggio circostante. A meno di un’ora a sud di Copenaghen.

Esperienze green a Copenaghen
Copenaghen eccelle nel combinare soluzioni sostenibili con la crescita e un’alta qualità della vita per i suoi cittadini. L’ambizioso profilo verde della città ha un chiaro obiettivo: diventare la prima capitale con bilancio neutro di CO2 entro il 2025. Acque pulite, eco – hotel, cucina a km0 e soprattutto cultura della bicicletta, sono alcuni degli aspetti che permettono scoprire la capitale e vivere un’autentica esperienza locale. Con un traffico di biciclette superiore a quello delle auto, Copenhagen conta circa 400 km di piste ciclabili, e il 40% della popolazione si sposta quotidianamente in bicicletta.

La capitale in bicicletta
Le biciclette costituiscono un aspetto importante di Copenaghen e sono parte integrante del suo traffico e delle infrastrutture urbane. Arrivando in città, sarete stupiti dal grade flusso di ciclisti, e dalle tantissime biciclette parcheggiate in ogni stazione e in ogni strada. Le biciclette svolgono un ruolo fondamentale nella vita di tutti i giorni. La bicicletta viene utilizzata per tutte le esigenze: per andare al lavoro o a scuola, per uscire la sera, per trasportare materiali, portare i bambini all’asilo, o andare a fare una gita. La bicicletta offre un modo economico ed ecologico per spostarsi. E spesso è il modo più veloce per muoversi in città.

Itinerari in bicicletta e green:
L’Harbour Circle, offre un percorso di ben 13 km per poter camminare, correre e andare in bicicletta intorno porto di Copenaghen. L’itinerario si snoda lungo entrambi i lati del porto da Nyhavn a nord a Sluseløbet a sud ed è interconnesso da cinque ponti per ciclisti e pedoni: Inderhavnsbroen, Cirkelbroen, Bryggebroen, Belvederebroen e Slusen. Harbour Circle attraversa 12 aree imperdibili di Copenaghen, da percorrere per tutti i 13 km o in tappe più brevi.
La cultura della bici affascina sempre più anche i turisti, che possono scoprire la città su due ruote, grazie a diversi tour organizzati, tra questi Bike Mike Tours, Cycling Copenhagen e Bike the City (escursioni con GPS). Per tour in bicicletta (e non) in italiano Linda Escursioni

Copenaghen è una delle città più verdi al mondo e non si è mai troppo distanti da un parco in cui rilassarsi. La città è ricca di incantevoli parchi, come Il Giardino del Re (Kongens Have) a Rosenborg ed il Frederiksberg Garden, oppure con una breve gita in bicicletta verso nord o verso sud ci si può trovare nel bel mezzo di una natura incontaminata. Il suggestivo Il Parco dei cervi a Klampenborg si estende nella parte settentrionale della città e la strada per raggiungerlo costeggia spiagge e stupendi panorami.

GoBoat rental di imbarcazioni realizzate con materiale riciclato, dotate di motori non inquinanti e pannelli solari. Noleggiando una GoBoat, è possibile rilassarsi nei canali di Copenaghen e fare un pic-nic a bordo ordinando il pranzo o la merenda da GoDeli, che propone bevande e cibo biologico – a chilometro zero. The Green Kayak invece offre noleggio gratuito di kayak nei canali se in cambio durante il tour si raccolgono lattine e buste di plastica.

Dormire Green a Copenaghen
Gli appassionati di biciclette alla ricerca di una sistemazione dal basso impatto ambientale avranno a disposizione una vasta scelta di alloggi. Il 71% delle camere d’hotel a Copenaghen hanno un’eco certificazione. Tra le opzioni:

Crowne Plaza Copenhagen Towers è il primo albergo in Europa con certificazione UE Green Building e il primo hotel certificato CSR del mondo
Kong Arthur e Ibsens Hotel sono entrambi del gruppo Arthur Hotels di Copenaghen, la prima catena di alberghi al mondo a impatto zero di CO2
Gli hotel della catena Guldsmeden a Copenaghen sono stati premiati con l’etichetta ufficiale Golden Ø, poiché garantiscono più del 90% di cibo biologico
Gli Scandic Hotels, eco-certificati con il Nordic Ecolabel, sono stati i pionieri dello sviluppo sostenibile nel settore alberghiero, introducendo l’idea del “Hang up your towel if you want to use it again”
Il più grande centro congressi in Danimarca, Bella Center, presenta all’esterno una grossa turbina a vento, come per ricordare che l’energia eolica è la più importante risorsa rinnovabile di energia per il paese
BedWood Hostel è un ostello che ha aperto recentemente nel pieno centro di Copenaghen, ricavato da un vecchio magazzino. I proprietari hanno usato per lo più materiali riciclati.

Dove mangiare:
L’uso di prodotti rigorosamente locali e di stagione è un must per gran parte dei ristoranti della città e pilastro dei numerosi locali ispirati alla Nuova Cucina Nordica.

BioM, ristorante dove tutto è pensato in rispetto dell’ambiente, dalla vernice bio usata sulle pareti alle candele ecologiche, passando per le sedie in plastica riciclata www.biom.dk
BioMio, green café e ristorante con cucina 100% biologica, nel quartiere di Vesterbro www.biomio.dk
Caffè per i ciclisti https://heritage-coffee-bikes.myshopify.com/
DØP, stand di hot dog che serve salsicce biologiche – un fast food di qualità www.doep.dk
Food Market a Flæsketorvet, qui gli stand vegetariani, vegani e a km 0 non fanno che aumentare
Geranium, ristorante completamente biologico con 3 stelle Michelin www.geranium.dk/en
Gourmandiet, la gastronomia-macelleria che di sera dal giovedì al sabato si trasforma in ristorante, servendo bistecche di carne biologica e vino biodinamico www.gourmandiet.dk
GRO Spiseri, il ristorante con la sua fattori urbana sui tetti di Østerbro https://www.grospiseri.dk/

Bornholm

Nel 2008, l’isola di Bornholm accettato la sfida sostenibile e si propone di raggiungere l’obiettivo di emissioni zero entro il 2025. Bright Green Island è un programma di azioni sostenibili e a lungo termine che coinvolge gli abitanti dell’isola di Bornholm, le aziende locali e lo sviluppo di nuove infrastrutture ecologiche per i visitatori. Il progetto agisce su più livelli: dagli abitanti dell’isola passando dagli albergatori fino ad arrivare ai produttori e ai turisti – tutti soggetti coinvolti in attività e abitudini sostenibili e nello stile di vita green dell’isola. Oggi, tutta l’energia prodotta a Bornholm è generata attraverso il vento, il sole e i generatori a biomassa, senza l’utilizzo di carburanti fossili.

Samsø

Samsø, isola nella Danimarca centrale, situata tra la Selandia e lo Jutland continentale, è a prima isola a energia rinnovabile al 100% del mondo. Samsø ha realizzato un programma di riorganizzazione verde. Nel 1997 è stata infatti nominata Isola danese della Renewable Energy ed è stato avviato un progetto concreto di lungo termine volto a modificare l’approvvigionamento energetico dell’isola e sostituendolo con fonti rinnovabili. Nel 2007 Samsø è diventata al 100% autonoma dal punto di vista energetico, dando grande spazio a fonti quali il vento, il sole e la biomassa. Un risultato realizzato grazie agli investimenti e al sostegno della comunità locale. La riorganizzazione dell’isola continua. Nel 2007 è stata inaugurata la Samsø Energy Academy. Questa accademia funge da luogo di incontro professionale e popolare per le partnership di piccoli e grandi progetti energetici su Samsø, e attrae migliaia di professionisti e turisti ogni anno. Uno dei progetti chiave si propone di rendere Samsø completamente indipendente dai combustibili fossili prima del 2030.

Se lo spirito green ha contagiato anche voi, Samsø è la scelta giusta per una vacanza detox. Sebbene sia consentito l’accesso alle autovetture e il trasporto pubblico tramite autobus, Samsø è l’ideale per una corsa in bicicletta. Chi ama surf potrà provare surf meravigliosa esperienza sull’isola. Samsø è perfetta anche solo per rilassarsi in una delle sue bellissime spiagge, tra queste qulla di Stavns Fjord sulla costa nord-occidentale, che amerete per il bellissimo paesaggio e le acque poco profonde, o ancora le spiagge di sabbia a nord (spiaggia di Mårup) e ovest (spiaggia di Sælvig).

Per vivere una vera e propria esperienza green, consigliamo di raccogliere e degustare i prodotti freschi dagli agricoltori locali. Fragole, patate, cipolle, porri, carote, piselli, ma anche miele, sottaceti o marmellate bio.

Festivalfilosofia 2019: Divenire persone

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Nelle piazze e nei cortili del festival si discuterà di autonomia e diritti delle persone, di maschere e peculiarità del volto, di costituzione del Sé in tutte le fasi della vita e dei generi d’identità, sempre oscillanti tra io e noi

L’edizione 2019 sarà imperniata sulla parola chiave persona. In oltre 50 lezioni magistrali saranno affrontate le varie declinazioni di questo tema, una categoria di lunga durata della cultura europea, fondamento dell’autonomia individuale e dei diritti umani. Sempre immersa in una rete di reciprocità, alla persona si riconduce il principio di dignità, sia nel campo sociale e politico, sia nelle questioni della vita individuale. Si indagherà anche il modo in cui l’essere persone – richiamandosi al suo significato originario di maschera – passi attraverso il riconoscimento e la messa in scena del sé in cui si esprime la soggettività di ciascuno.
Strutturato per gruppi di questioni, il programma filosofico porterà pertanto in primo piano un lessico concettuale a più voci dove si confronteranno prospettive filosofiche plurali e anche divergenti.

1. Genealogie della persona
La prima pista affronta alcuni degli assi concettuali e storici ancora operativi nell’uso contemporaneo di questa categoria. Tra le tracce di lunga durata significativa è quella religiosa, che risale fino alla questione della natura umana e divina, come mostrerà Enzo Bianchi. Una seconda traccia, di cui parlerà Emanuele Stolfi, rinvia al diritto romano, nel quale la summa divisio tra persone (liberi e servi) e cose costituisce uno dei perimetri originari in cui si è svolto il discorso istituzionale e morale intorno alla persona. Questo dispositivo è stato successivamente recuperato su un piano filosofico e morale, ma sempre ispirato al primato del classico, nella visione umanistica di un antropocentrismo fondato sulla «dignità dell’uomo», su cui interverrà Massimo Cacciari in una lezione dedicata alla memoria di Tullio Gregory. Più a ridosso della contemporaneità, ulteriori svolte hanno segnato la riflessione sulla persona. In ambito fenomenologico, come mostrerà Roberta de Monticelli, è emersa la questione del rapporto tra l’evidenza della soggettività, che è corporea e relazionale, e l’«individualità essenziale» in cui è racchiuso il segreto dell’irripetibile unicità di ogni persona, capace di portare la propria novità nel mondo. Sul terreno della biopolitica, per converso, la critica alla persona ha mostrato la necessità di pensarla sempre in relazione all’impersonale, ovvero al collettivo, o in altro senso all’organico, per mostrare come la consistenza del vivente (umano, ma non solo) sfugga all’astrazione giuridica e istituzionale che pare inevitabile, data la struttura della persona: ne discuterà Roberto Esposito.
Un’ulteriore soglia problematizza la questione chiamandoci a discutere lo statuto delle persone non-umane e la soggettività animale: Leonardo Caffo farà il punto sulle sfide poste alla filosofia dalla questione delle specie, mentre Luisella Battaglia indicherà come il riconoscimento dei diritti degli animali implichi una vera e propria estensione della nostra comunità. Emanuele Coccia spingerà la riflessione fino a domandarsi se non esista un “io vegetale” che accomuna i viventi.

2. Maschere e volti
Il secondo terreno di analisi riguarda il significato etimologico e, come si vedrà, iconologico, della persona, che in latino indica la maschera (in greco la parola si affermerà in epoca bizantina per indicare la persona morale del sapere giuridico e verrà tradotta con prosopon, ossia con un termine che anch’esso rinvia al significato arcaico avente a che fare col volto e l’immagine). Marc Augé, membro del Comitato scientifico del festival, ne ricostruirà la dimensione antropologica e rituale, mentre Remo Bodei, Presidente del Comitato, si soffermerà sul rapporto tra maschera e volto che emerge anche nella disciplina del ritratto. Uno speciale tipo di maschera, con le sue implicazioni culturali ed etiche, è il tema della lezione di Maria Bettetini, che discuterà il significato iconologico del velo in varie pratiche culturali e religiose. Carlo Sini, discutendo lo statuto del corpo tra soggettività e automatismo, mostrerà come il corpo che siamo possa essere la nostra prima maschera. Jean-Luc Nancy farà vedere come siano la pelle e la sua fragilità, esponendo il corpo al mondo, a costituire il nostro primo legame con esso.

3. Lessico dell’individuo
Nella terza pista tematica si farà il punto sui diversi lessici dell’individualità, della soggettività e della singolarità, per cogliere i contesti e le caratteristiche peculiari dell’idea filosofica di persona. Mentre la questione dell’individuo si pone sul piano ontologico in relazione alla totalità, facendo emergere anche il carattere illusorio delle parti rispetto al tutto dell’Essere (è la proposta di Emanuele Severino), è possibile anche rintracciare ampia evidenza di una trasformazione che l’individualità ha subito in epoca contemporanea. Come indicherà Danilo Martuccelli, gli individui contemporanei ambiscono a essere uguali solo a se stessi e incomparabili con chiunque altro. In questo processo di singolarizzazione, il cui esito paradossale è spesso il conformismo assoluto, Mauro Magatti intravede l’opportunità di ripensare un individuo che, dalla propria crisi, riscopra il valore fondante e generativo della reciprocità. La soggettività, del resto, non è un dato ma una costruzione, un complesso processo di edificazione di sé e del proprio carattere, come mostrerà Salvatore Natoli.
Ogni esistenza è d’altronde essenziale e intangibile. Ai gesti di violenza biblica che attaccano la singolarità della vita, facendone per contrasto brillare il valore, è dedicata la lezione di Massimo Recalcati.
In un contesto completamente differente, la singolarità è una caratteristica cosmologica, come nel caso dei buchi neri, dove i sistemi fisici perdono la capacità predittiva. Questo affascinante tema, che ha a che fare con le più avanzate teorie sull’origine dell’universo, verrà discusso da Mariafelicia De Laurentis e Massimo Pietroni (in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, dibattito condotto da Marco Cattaneo).
A come sopravvivere nel mondo conservando la scintilla dell’umanità e con l’ausilio del racconto sarà dedicato l’intervento di Stefano Massini (Lectio Coop Alleanza 3.0).

4. Io e noi
Il tema dell’identità, che non si sovrappone a quello dell’individuo, indica una questione che dal piano individuale (non solo cognitivo, e nella nostra epoca neanche esclusivamente corporeo, ma anche digitale), si carica tuttavia anche di valenze politiche. Funzionale e costruttiva, l’identità rinvia sempre all’appartenenza, a una cultura o alla comune umanità: tutti concetti porosi e non essenzialistici, di cui provare a sondare limiti e potenzialità. Nathalie Heinich indicherà il contesto individuale di formazione dell’identità, decostruendo tutto quello che nel discorso pubblico passa per “identitario”, senza a rigore esserlo, mentre Donatella Di Cesare farà vedere come, in un mondo che non sa più pensare il fuori, l’identità valga soprattutto come cancellazione dell’alterità. Su un diverso piano, Silvia Vegetti Finzi mostrerà viceversa che essere se stessi è un’arte che si impara nel lungo passaggio tra infanzia e vita adulta.
Il transito dell’identità e della personalità dal piano individuale a quello collettivo comincia con Carlo Galli, il quale discuterà le istituzioni pubbliche per evidenziare come la politica si fondi su figure che implicano una soggettività generale, mentre Colin Crouch (nella Lectio Gruppo Hera) affronterà il tema dell’appartenenza e dell’identità collettiva tra globalizzazione e rinascita delle nazioni. Al tema dell’identità culturale – e in particolare alla questione dei valori europei nel loro rapporto con le radici religiose del cristianesimo – sarà invece dedicata la lezione di Olivier Roy.
C’è un campo tutto nuovo nel quale il crinale tra privato e pubblico, identità individuale e immersione nella “community”, viene articolato in forme spesso senza precedenti: è quello del web e dell’identità digitale cui non sfugge ormai gran parte delle persone. Paolo Ercolani ne misurerà limiti e potenzialità – tra soggettività social e perdita di realtà – mentre Davide Sisto mapperà un fenomeno di grande portata antropologica, ossia quello della sopravvivenza digitale (negli account social delle persone decedute e nelle tracce dei propri dati), per cui si profila un vero e proprio nuovo rapporto tra i vivi e i morti.

5. Sé come altro
La quinta pista ruota attorno alla costituzione psichica del Sé e alle prove cui è sottoposto. Umberto Galimberti si chiederà se ciascuno, preso come persona, sia uno o molti, mentre Alain Ehrenberg farà il punto sull’individuo contemporaneo interrogandosi sul rapporto tra la meccanica delle passioni oggetto delle neuroscienze e le patologie da cui è affetto il soggetto in una società ad elevato livello di prestazione. Focalizzandosi sul caso dell’autismo, Marco Francesconi ne prenderà spunto per segnalare che la “mente pieghevole” è caratteristica di ogni persona, mentre Massimo De Carolis, indicando come ogni identità riposi sull’imperfezione, mostrerà come la personalità sia sempre una costruzione politica.
L’essere se stessi si dipana tra la vita e la morte, ponendo questioni “bioetiche” che si possono filosoficamente racchiudere nella formula della “memoria del Sé”, come quando si pone la domanda su cosa resti di noi di fronte a malattie che sembrano cancellare memorie e personalità (ne parlerà Michela Marzano nella Lectio Rotary Club Gruppo Ghirlandina): è in gioco, lo sosterrà Michael Quante, l’idea fondamentale dell’autonomia personale. Delicato e dilemmatico è il momento del fine vita, in cui traspaiono le esigenze di restare sovrani della propria vita (ne parlerà Paolo Flores D’Arcais) e di salvaguardare la vita con la cura fino all’estremo (su cui interverrà Vincenzo Paglia).

6. Diritti delle persone
Si giunge infine nella sesta pista all’idea della persona come fondamento di autonomia morale e dei diritti. Mediatrice tra uomo/donna e cittadino/cittadina, la categoria di persona è il perno dell’idea contemporanea dei diritti umani, ossia del set di tutele giuridiche che spetta a chiunque, indipendentemente dalla sovranità degli Stati e dall’idea di cittadinanza. Frutto, come si è visto, di una lunga genealogia, questo tema ha anch’esso una premessa classica: mentre Ivano Dionigi mostrerà le politiche di inclusione romane e la loro attualità, Maurizio Bettiniricostruirà il significato classico dell’idea di “ius humanum”, con le analogie e le differenze rispetto al concetto di diritti umani.
Una delle virtù essenziali che si attribuiscono alla persona è quella della dignità, sul cui principio interverrà Michael Rosen nella Lectio BPER Banca. Gustavo Zagrebelsky, in prospettiva analoga, indicherà che la prima forma di riconoscimento, nonché la prima tutela giuridica, sta nel “diritto di avere diritti”.
Uguaglianza di fronte alla legge e differenza delle culture saranno il tema della lezione di Michel Agier, che ci ricorderà come tutti siamo sottoposti all’essere stranieri, mentre Roberto Mancini si soffermerà sull’importanza di riconoscere dignità e solidarietà alle persone nei processi economici. Sempre in chiave economica e sociale, Enrico Giovannini si interrogherà sul ruolo delle persone e sul destino dei posti di lavoro nella quarta rivoluzione industriale (Lectio Confindustria Emilia Area Centro), mentre Chiara Saraceno affronterà la doppia e intrecciata disuguaglianza che riguarda disparità di genere e mercato del lavoro, con i costi umani e sociali che essa comporta. Sempre muovendosi entro una questione di genere, Elena Pulcini indicherà come la vulnerabilità, presa come condizione esemplare dell’epoca contemporanea, possa divenire una risorsa per chi voglia praticare la responsabilità e la cura del mondo.

7. La lezione dei Classici
Completerà come di consueto il programma filosofico la sezione “Lezione dei classici”: grandi interpreti del pensiero filosofico presentano le opere che hanno maggiormente segnato la riflessione sul tema “persona”.
Giuseppe Cambiano presenterà la “Politica” di Aristotele per risalire, nella discussione della polis e del ruolo degli schiavi, a una delle prime dicotomie tra persone e cose. Fabrizio Amerini si dedicherà alla “Summa teologica” di Tommaso d’Aquino per commentare un’influente teoria della persona, tra teologia trinitaria e antropologia.
Venendo alla prima età moderna, Nicola Panichi commenterà i “Saggi” di Montaigne, vero e proprio spartiacque nella visione della soggettività e dell’autobiografia. Discutendo “Per la pace perpetua” di Kant, Massimo Mori mostrerà i dilemmi del diritto cosmopolitico tra diritto di migrazione e politiche di ospitalità, mentre Angelo Panebianco, con una lezione su “La democrazia in America” di Tocqueville, analizzerà la prima compiuta versione dell’individualismo.
Più a ridosso del contemporaneo, Remo Bodei si focalizzerà sull’idea multipla di persona che emerge in “Uno, nessuno e centomila” e più in generale nell’intera opera di Pirandello.
Con una lezione su “Totalità e infinito” di Lévinas, Silvano Petrosino ricostruirà una delle proposte filosofiche più cruciali nell’attuale dibattito su empatia, riconoscimento, centralità del volto per la morale e il rapporto all’altro, mentre Laura Boella guiderà il pubblico alla scoperta di “La persona e il sacro” di Simone Weil, un testo nel quale cura per gli altri e aspirazione alla trascendenza si gemellano.
Con una lezione su “Sé come altro” di Paul Ricoeur, infine, Francesca Brezzi ripercorrerà alcuni concetti chiave di uno dei più significativi autori della filosofia dopo il personalismo.

Mostre, installazioni, musica e narrazioni: Maschere e personaggi
Mostre, installazioni, musica e narrazioni: Maschere e 
personaggiUn nutrito programma di eventi, tutti gratuiti, affiancherà le lezioni magistrali del festivalfilosofia dal 13 al 15 settembre a Modena, Carpi, Sassuolo

1. Genealogie della persona
Modelli e soglie dell’umano raccontano ed esibiscono la storia della civiltà e le frontiere della persona

Alla radice della nostra civiltà sta il dilemma se adottare le leggi del cosmo o le leggi dell’io. Nel dialogo immaginario tra Lucrezio e Seneca “Quando la vita ti viene a trovare”, venerdì 13 alle ore 22 presso il Teatro Storchi a Modena, il latinista Ivano Dionigi fa incontrare due personaggi con visioni rivali del mondo, icone della bigamia del nostro pensiero e della nostra anima (produzione: Emilia Romagna Teatro Fondazione, in collaborazione con: Cooperativa Le tre corde-Compagnia Vetrano/Randisi, Ravenna Festival). La mostra di Vittorio Guida “Where Are We Now? Volumi I e II”, presso la Palazzina dei Giardini a Modena, racconta viceversa un futuro già fattosi presente, in una efficace sintesi di primitivo e digitale, interrogandosi su ciò che siamo oggi o, meglio, su “dove” siamo oggi (produzione: Fondazione Modena Arti Visive). A Sassuolo, i maestri ceramisti Bertozzi & Casoni, nel Museo loro dedicato, celebrano e rivisitano, con la mostra “Ritratto”, l’ambiguità di un’opera canonica come il volto di Mademoiselle Rivière di Ingres (1805) con una inedita versione scultorea, dove il volto femminile risulta sostituito da quello di una giovane gorilla (produzione: Museo Bertozzi & Casoni, presentazione: venerdì 13 alle ore 17 con un intervento di David Riondino).
Seguendo lo statuto del corpo e il suo rapporto con l’identità personale, la mostra “Prosopon” ripercorre lavori di Hermann Nitsch sulle forme e gli organi: il Teatro Anatomico di Modena che la ospita si riappropria così della sua natura celebrativa sull’indagine del corpo (curatori: Elena Corradini, Francesco Silvestri, Tiberio Cattelani, produzione: Polo Museale Università di Modena e Reggio Emilia, con: Archivio Cattelani, Ago Modena Fabbriche Culturali, presentazione: venerdì 13 ore 19.30). Presso l’Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena, la mostra “Leggere il corpo. Illustrazioni anatomiche tra Cinquecento e Seicento” segue l’evoluzione scientifica e iconografica della rappresentazione del corpo umano dalle tavole anatomiche di Berengario da Carpi ai trattati e alle tavole xilografiche e calcografiche di incisori dei secoli XV-XVII (curatrice: Milena Ricci, a cura di: Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena).
Grazie a brani musicali inediti, a immagini suggestive e a una scenografia costruita ad hoc, una conferenza scientifica diventa un’esperienza immersiva alla portata di tutti. Con Telmo Pievani e Deproducers in “DNA” il pubblico avrà l’occasione di ripercorrere la storia che accomuna ogni essere umano, dalla formazione delle prime cellule alla comparsa dell’Homo Sapiens, fino alle nuove conquiste della genetica, attraverso uno spettacolo appassionante che sottolinea il valore della ricerca scientifica sia come strumento fondamentale contro il cancro, sia come metafora del processo di miglioramento di se stessi attraverso la conoscenza (Carpi, Piazza Martiri, venerdì 13 ore 22).
Corpo non è solo quello degli animali umani ma anche quello dei non umani, con le relative differenziazioni: “L’attrazione fatale degli animali” consentirà di evidenziare come molti animali sviluppino differenze per attrarre l’altro sesso (Modena, Museo di Zoologia, curatori: Elena Corradini, Ivano Ansaloni, Andrea Gambarelli, a cura di: Polo Museale Università di Modena e Reggio Emilia, Museo di Zoologia e Anatomia Comparata, presentazione: venerdì 13 ore 17.30). Nei dipinti di Riccardo Sghedoni, veri e propri ritratti di specie, si mostrerà viceversa che razza di razza siamo: “Umani e altri animali” (Modena, Riccardo Sghedoni Art Factory).
Sulla soglia tra umano e artificiale, lo spettacolo “Creature” vedrà protagonisti giovani attori e studenti delle scuole di Modena e Sassuolo, già impegnati nel Progetto Clip del festivalfilosofia, con la messa in scena di un viaggio nel capolavoro di Mary Shelley “Frankenstein” (Complesso San Filippo Neri di Modena, a cura di: STED, con il coordinamento di Tony Contartese, Marco Marzaioli, Marina Meinero, produzione: festivalfilosofia, sabato 14 ore 18, domenica 15 ore 16).
La fabbricazione dell’umano è al cuore anche della mostra di Metronom a Modena, “Antropotecniche”, che presenta il lavoro di cinque artisti, Bundurakis, Christto & Andrew, Desaubliaux, Kard, Schiesari, i quali si confrontano con la rappresentazione e la costruzione di corpo e figura, tra umano e postumano, per mezzo di fotografia, sculture digitali, stampa 3D (curatrice: Marcella Manni, produzione: Metronom).
Venerdì 13 alle ore 22, sulla falsariga del noto autore di fantascienza Isaac Asimov, Sandra Tassi propone nel reading de Il Leggio il divenire persona di un automa “difettoso”, fino alla accettazione libera e volontaria della propria morte, condizione ultima e necessaria per una vita autentica: “Il sogno di una vita. Legittimi desideri di un robot” (Modena, Palazzo Santa Margherita – Chiostro, a cura di: Associazione culturale “Il Leggio”).
Nuove soglie dell’umano, dall’Homo Sapiens all’Intelligenza Artificiale, sono misurate nel gioco a quiz “Anthropos o Androide? Sfida te stesso e scopri quanta Intelligenza Artificiale è in te!”, che misura il livello di “evoluzione digitale” (a cura di: Ufficio Comunicazione del Comune di Modena e Palestra digitale – MakeitModena, in collaborazione con i volontari del Servizio Civile, Piazza Grande – Ufficio Relazioni con il Pubblico, venerdì 13 ore 17-21, sabato 14 ore 17-21). L’Intelligenza Artificiale non esiste. A partire da questa provocazione, Energy Way cura e propone un percorso laboratoriale attraverso i differenti stadi di programmazione di una rete neurale, per mostrare quanto l’Intelligenza Artificiale sia, in realtà, profondamente umana: “Educare a pensare” (Modena, Via Sant’Orsola, 33; sabato 14 ore 15-19, domenica 15 ore 10-13; 15-18). Andrea Lazzarini e Andrea Zanni propongono in “Umani e digitali” una conversazione tra studiosi, esperti di informatica umanistica e il pubblico stesso sull’opera “Della pubblica felicità” di L.A. Muratori, svolgendo una sessione interattiva sull’annotazione collaborativa degli archivi digitali grazie all’uso delle tecnologie digital humanities (Ago Modena Fabbriche Culturali – Future Education Modena, a cura di: Gallerie Estensi con Ago, Centro DHMORE e Ati Extense, max. 25 partecipanti, sabato 14 ore 15; 16.30).
Collegata alla conversazione “Umani e digitali”, la mostra “Gigapixels!!” permette di scoprire l’affascinante processo che dall’oggetto fisico porta alla creazione di surrogati digitali ad altissima definizione, a partire dalla celebre collezione di mappe della Biblioteca Estense (Modena, Palazzo dei Musei – Biblioteca Estense, curatore: Luca Panini, a cura di: Gallerie Estensi, Franco Cosimo Panini).
I benefici della tecnologia sulle persone, con la lunga storia di innovazione di Olivetti, sono invece presentati nella mostra “Una storia di innovazione” (AGO Modena Fabbriche Culturali, a cura di: Olivetti S.p.A., in collaborazione con: Gruppo Giovani Imprenditori Confindustria Emilia Area Centro).
Al Crogiolo Marazzi di Sassuolo, la selezione di “Non è l’Ennesimo festivalfilosofia” (a cura di: Tilt Associazione Giovanile – Ennesimo Film Festival, sabato 14 alle ore 21) indaga la persona immersa nella contemporaneità sotto diversi aspetti: nel campo sociale, lavorativo, nell’affermazione del sé all’interno della società o della propria comunità, nel bisogno di emergere e in quelle che sono le più comuni azioni dell’essere umano.

2. Maschere e volti
Nel volto e nel ritratto è inciso il carattere delle persone, in un continuo gioco di finzione e rappresentazione

Lo statuto rituale e iconografico della maschera, con l’influenza che i manufatti provenienti dal mondo africano e australe hanno esercitato sull’arte contemporanea, è ricostruito nella mostra “Personae”, nell’ambito della XIX Biennale di Xilografia contemporanea di Carpi, in cui si propongono una cinquantina di incisioni realizzate da Picasso, Kirchner, Chagall (Palazzo dei Pio – Musei di Palazzo dei Pio, curatori: Manuela Rossi, Enzo Di Martino, produzione: Musei di Palazzo dei Pio, presentazione: venerdì 13 ore 19 alla presenza dei curatori). Farà da cornice alla mostra lo spettacolo itinerante e installativo “Volti di polvere”, sul tema del doppio della persona e sulla maschera quale oggetto in relazione simbolica con l’aldilà (Palazzo dei Pio – Musei di Palazzo dei Pio e Archivio Storico Comunale, a cura di: Musei di Palazzo dei Pio, Teatro Comunale di Carpi, Archivio Storico Comunale; venerdì 13 ore 20, 21, 22; sabato 14 ore 21, 22; domenica 15 ore 18, 19). Sempre presso Palazzo dei Pio, l’esposizione “Personalità della materia” raccoglie capi, art book e trend book realizzati dagli studenti dell’Istituto Europeo di Design di Milano, provenienti da diverse realtà geografiche, allo scopo di tradurre la materia in espressione della personalità, servendosi del vestiario come interfaccia tra singole individualità e collettività (a cura di: Scuola Postgraduate di IED Milano, con: Musei di Palazzo dei Pio, presentazione: venerdì 13 ore 19.30 alla presenza degli organizzatori).
A Modena, invece, la mostra di Tommaso Mori “R-Nord”, in collaborazione con il Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo, presenta ritratti fotografici di oltre 200 abitanti di un quartiere della città di Modena, con articoli, documenti, progetti architettonici e urbanistici originali (AGO Modena Fabbriche Culturali – Chiesa di San Nicolò, curatore: Matteo Balduzzi, produzione: Fondazione Modena Arti Visive). Con “Cantiere permanente. La messa in scena del sé” Fondazione Modena Arti Visive avvia un progetto a lungo termine volto a valorizzare le collezioni di fotografia, grafica e disegno di Comune di Modena e Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, a cui verranno in futuro dedicate alcune sale in modo permanente. Il tema “Persona” è il primo episodio in questa direzione: un’indagine su come gli artisti abbiano affrontato la soggettività e la messa in scena del sé, in un allestimento sperimentale in continuo divenire (Palazzo Santa Margherita – Galleria Civica, curatori: Chiara Dall’Olio, Daniele De Luigi, produzione: Fondazione Modena Arti Visive). Al MATA – Ex Manifattura Tabacchi, Luisa Menazzi Moretti, con “Solo”, a produzione Fondazione Modena Arti Visive, propone scatti su volti e persone smarrite, ignare sul da farsi. Sempre a produzione Fondazione Modena Arti Visive, il laboratorio “I Wanna Dance with Somebody. Set fotografico aperto a tutti” crea un’atmosfera di musica e colori, un fondale e tanti accessori per ideare il proprio personalissimo look e portarsi a casa un ritratto fotografico in stile anni Ottanta (sabato 14 ore 20-23, domenica 15 ore 15-19). I fili comuni del progetti proposti da Fondazione Modena Arti Visive sono discussi nella conversazione “In sé fuori di sé”: Vittorio Guida, Luisa Menazzi Moretti, Tommaso Mori affrontano i concetti di identità e alterità, di individuo e gruppo, di essere e apparire, attraverso le loro opere più significative (Palazzo Santa Margherita – Chiostro, conduce: Daniele Pittèri, a cura di: Fondazione Modena Arti Visive, sabato 14 ore 22.30).
Presso i Musei Civici di Palazzo dei Musei a Modena, sono allestite due esposizioni. La prima, “Faccia a faccia con la mummia”, con le avanzate tecnologie digitali del designer 3D Cicero Moraes, è dedicata a un’ipotesi di ricostruzione del volto della mummia di bambino esposta nella mostra “Storie d’Egitto. La riscoperta della raccolta egiziana del Museo Civico di Modena” (curatrice Cristiana Zanasi, a cura di: Musei Civici, presentazione: venerdì 13 ore 17.30). La seconda testimonia il percorso artistico di Oscar Sorgato, pittore di origini modenesi e protagonista del movimento del Chiarismo; in “Tenera è la luce”, i suoi paesaggi e i suoi ritratti ci restituiscono uno spaccato sociale della Milano degli anni Trenta, con una particolare attenzione alla condizione femminile. Alcune delle figure ritratte saranno animate dai racconti sonori composti per l’occasione dagli scrittori Andrea Vitali e Roberto Barbolini (curatori: Stefano Sbarbaro, Cristina Stefani, a cura di: Musei Civici, Collezione Koelliker di Milano, presentazione: venerdì 13 ore 18). A trarre ispirazione dalla mostra è anche il laboratorio “Così ti dipingo”, che permetterà a bambini e famiglie di servirsi di un’autentica sala di posa (Palazzo dei Musei, a cura di: Dida – laboratorio didattico, sabato 14 ore 15-19, domenica 15 ore 10-19). Sempre a cura del Dida, in collaborazione con il Teatro dell’Orsa, lo spettacolo “L’acciarino magico sono io”, con Bernardino Bonzani, porterà in scena una delle più belle fiabe di Andersen, in cui l’autore si è immedesimato nel protagonista (Palazzo dei Musei – Dida – laboratorio didattico, venerdì 13 ore 21).
Presso la Galleria Estense, con “Personart. Alla ricerca del tuo sosia in Galleria!”, tramite un software elaborato dal Dipartimento di Ingegneria di Modena allestito nella sala 21 della Galleria, si propone ai visitatori di partecipare ed interagire con l’installazione, per poi addentrarsi nel percorso museale alla ricerca dei “personaggi” che il software avrà identificato come più simili al loro volto (curatrice: Martina Bagnoli, a cura di: Gallerie Estensi, AlmageLab – Unimore, presentazione: venerdì 13 ore 11 alla presenza di Martina Bagnoli e Rita Cucchiara).
Sempre attorno al ritratto ruota l’esposizione che propone opere della Collezione e Archivio storico di BPER Banca, in un percorso che ne mostra la caratteristica di immagine parlante sospesa tra verità e illusione, tra somiglianza e idealizzazione, tra mimesi e introspezione: “Protagonisti in posa. Il ritratto tra Rinascimento e Barocco” (Modena, produzione: La Galleria. Collezione e Archivio Storico BPER Banca, curatrice: Lucia Peruzzi, Presentazione: venerdì 13 settembre ore 16:00 alla presenza della curatrice).
La visita “Un ritratto collettivo. Storie e volti da Collegio dei Nobili a Fondazione San Carlo” illustrerà uno dei luoghi più suggestivi della Modena Barocca e presenterà i giovani nobili che furono allievi dell’antico Collegio San Carlo, futura classe dirigente tra il XVII e il XIX secolo (Fondazione Collegio San Carlo, conduce: Patrizia Curti, a cura di: Fondazione Collegio San Carlo, 45’, max. 30 partecipanti, venerdì 13, sabato 14 e domenica 15 ore 19.30).
Sabato 14 alle ore 21 presso il Teatro Comunale Luciano Pavarotti si mette in scena la realizzazione di una celebre scena lirica, tratta dal Don Giovanni di Mozart, in cui il tema dello scambio di persona apre le porte ad una riflessione su quello dell’ambiguità della “maschera”: “Lo scambio di persona”, a cura di Modena Città del Belcanto. Tra maschere ed enigmi, le persone del Carnaval di Schumann sono invece oggetto dello spettacolo-concerto “Ritratti fantastici”, con video coreografie dei personaggi che attraversano la partitura, proiettate presso il Teatro San Carlo domenica 15 alle ore 20.30 (a cura di: Fondazione Gioventù Musicale d’Italia – Sede di Modena).
Altri ritratti, dell’umanità più varia – commesse, negozianti, studenti, medici, viaggiatori, operai e anziani – sono quelli dei quadri di Clara Malavasi in “Anime per strada” (Modena, Redecocca Art Gallery, curatori: Giuliano Della Casa, Teresa, Mariangela, Stefano e Giovanna Righi Riva, presentazione: venerdì 13 ore 17 alla presenza dei curatori).
Le opere di Flavio Pellegrini, in “Diario degli umori”, sono volti, aperti al confronto, di persone pronte ad indossare la maschera che la situazione richiama attingendo dal “personale” sedimento di esperienza (Modena, Studio d’Arte La Darsena, curatori: Angela Balestri e Siro Leonelli, presentazione: venerdì 13 ore 18).
Infrangendo la barriera tra finzione e realtà, lo spettacolo “Da persona a persona” conduce il pubblico a reagire fisicamente e mentalmente a episodi della vita reale, con il teatro Forum che mette in scena dei quadri in cui ciascuno è chiamato a interpretare le forme e i rituali dell’interazione quotidiana (Modena, Palazzina Quartiere 1; con Margherita Salati, a cura di: Coordinamento delle Banche del Tempo della provincia di Modena e Reggio Emilia, con DES Modena, sabato 14 ore 15.30-18.30, domenica 15 ore 9.30-12.30).
“Ritratto scomposto” è una performance fotografica in cui l’artista Ivana Galli dedica a ogni singolo soggetto una sessione individuale di 15 minuti, penetrando l’identità degli individui che ritrae per svelarla a loro stessi (Modena, Bottega Consorzio Creativo, a cura di: Consorzio Creativo, presentazione: sabato 14 ore 18 alla presenza dell’artista).
Nell’operare pittorico di Silvia Paci, in “Senza maschera levare”, i suoi lavori si presentano attraverso personificazioni ibride, modello vivente delle diverse personalità che vivono nell’essere (Modena, ArtEkyp Open Studio, produzione: ArtEkyp Open Studio, presentazione: venerdì 13 ore 18 alla presenza dell’artista e dei curatori).
Le opere di Marco Lombardo ed Ersilia Sarrecchia, in “Effetti personali”, hanno come matrice comune il ritratto fotografico, raccontando i personaggi attraverso l’immagine scaturita dal rapporto e dall’incontro tra artista e soggetto (Modena, Rana Rossa 3.0, curatrice: Silvia Petronici, a cura di: Rana Rossa 3.0, presentazione: venerdì 13 ore 18 alla presenza degli artisti).
La rassegna cinematografica “Portraits”, curata da Alberto Morsiani al Filmstudio 7B di Modena, presenta storie di ordinaria anormalità, con ritratti filmati di esseri umani considerati in sé o nelle loro funzioni sociali, alle prese con differenze di etnia, sesso, età, cultura. Ritratti di persone comuni però eccezionali, come il Memmo, garzone di bottega poi testimone di personaggi ed epoche irripetibili, in “Il venditore di colori” di Daniele Costantini (Ita/Svi 2019, 62′), venerdì 13 ore 19.30, o come i due adolescenti perduti del tremendo Rione Traiano di Napoli, che grazie a uno smartphone escono per qualche tempo da una “normalità” di morti e droga in “Selfie” di Agostino Ferrente (Fra/Ita 2019, 78′), venerdì 13 ore 17,50. O come gli abitanti neri di New Orleans, che cercano, anch’essi, di sfangarla col mestiere duro del vivere, in “Che fare quando il mondo è in fiamme?” di Roberto Minervini (Ita/Usa/Fra 2018, 123′, v.o. con sottotitoli), sabato 14 ore 17.10, o come un transessuale filippino ramingo per il mondo in cerca di accoglienza, in “Shelter – Addio all’Eden” di Enrico Masi (Ita/Fra 2019, 81′), domenica 15 ore 16.20, o come, infine, gli italiani qualunque di “Normal” di Adele Tulli (Ita/Sve 2018, 70′), impietosa radiografia di una esistenza conformista, domenica 15 ore 18. Ritratti, però, anche di persone eccezionali, come un tetro monaco buddista birmano, che purtroppo diventano normali quando riescono, con la loro influenza, a rendere “normale” l’intolleranza e la violenza sugli altri: “Il venerabile W.” di Barbet Schroeder (Fra/Svi 2018, 100′, v.o. con sottotitoli), sabato 14 ore 19.30.
Tutti i filosofi protagonisti della 19° edizione di festivalfilosofia sono ritratti a penna su carta da Giuliano Guatta in “Fisiognomica del pensiero” (Modena, D406 presso Studio fotografico Rolando Paolo Guerzoni, a cura di: Galleria D406, presentazione: venerdì 13 ore 18.30 alla presenza dell’artista). Contrapposta a questa parte di “ritrattistica ufficiale”, l’autore ha inoltre realizzato dei ritratti/autoritratti, dedicati ai maggiori pensatori del secolo scorso.
Domenica 15 alle ore 19.30 il Teatro dei Venti organizza “Malaparata”, una sfilata itinerante per le vie del centro di Modena, un’allegoria dei vizi dell’uomo che utilizza la musica, le maschere, i trampoli e gli strumenti del teatro di strada, affrontando il tema del diverso, incarnato da un Pulcinella in gabbia senza maschera.

3. Lessico dell’individuo
Messe in scena, racconti e mostre ruotano attorno a nomi propri e discendenze familiari, identità e riti di riconoscimento

Dormono, dormono sulla collina… I protagonisti degli epitaffi tombali dell’Antologia di Spoon River tornano a nuova vita con David Riondino in “Non al denaro, non all’amore né al cielo di Fabrizio De André”, omaggio d’autore all’album omonimo (1971) del cantautore ligure (Modena, Piazza Roma, a cura di: Biblioteca civica Antonio Delfini, venerdì 13 ore 21).
Sulle tracce dei nomi propri che nei secoli hanno caratterizzato gli abitanti della comunità modenese, la mostra “Nomen omen. Le carte delle identità” propone un suggestivo percorso attraverso carte e documenti conservati all’Archivio Storico del Comune di Modena, alla ricerca della nostra identità, solida ma talvolta fragile, di persone e di cittadini (Palazzo dei Musei – Archivio Storico, curatori: Gabriella Roganti, Giuseppe Bertoni, a cura di: Archivio Storico del Comune di Modena, presentazione: venerdì 13 ore 18.30). Punteggiano la mostra i racconti dal vivo, il serio e l’ironico, dello scrittore modenese Ugo Cornia: in “Scutmai. Nomi, nomignoli e altre umanità” ispirandosi ai documenti d’archivio presentati nella mostra, intreccia elementi autobiografici ad esilaranti aneddoti su nomi e soprannomi di famigliari, antiche origini e improbabili discendenze (Palazzo dei Musei – Archivio Storico, a cura di: Archivio Storico del Comune di Modena, sabato 14 ore 18; 18.45; 19.30). Sui registri canonici, traccia dei movimenti migratori, e in particolare sui registri dei battezzati di diverse epoche e di diverse località, si incentra la mostra “Battesimo” (Archivio storico diocesano di Modena – Nonantola, curatrici: Federica Collorafi, Laura Farina, presentazione: venerdì 13 ore 18).
Cosa accade quando sulla terra irrompe una persona che traccia una scia indelebile, quasi fosse una meteora? “Polvere di stelle” racconta, con le performance di quattro attori, le vite di David Bowie, Margherita Hack, Amy Winehouse e Domenico Troili (Museo Universitario GEMMA, a cura di: Pensieri Acrobati, in collaborazione con: Museo Universitario GEMMA).
Il percorso guidato e breve laboratorio “Chiamami col mio nome” conduce 20 persone per ogni turno (prenotazione consigliata) a conoscere “personalmente” e dare nome alla flora urbica presente nelle strade del centro storico di Modena (Palazzo Universitario – piano terra, a cura e conduzione di: G. Bosi, G. Barbieri, F. Buldrini, P. Torri, produzione: Orto Botanico, Università di Modena e Reggio Emilia, venerdì 13 ore 15.30; 17; sabato 14 ore 10; 11.30; 15.30; 17; domenica 15 ore 10; 11.30; 15.30; 17).
Sempre dedicato all’importanza dei nomi è il dialogo tra pittura e narrazione, per grandi e piccini, “Tarantolin rabbioso. Una storia per filo e per segno”: bambini da 3 anni in su sono coinvolti nella ricerca di un nome, attraverso la nota fiaba dei fratelli Grimm (Modena, Palazzo Santa Margherita – Biblioteca Delfini, a cura di: Biblioteca Civica Antonio Delfini, con: Sassolini Tracce di Fiaba, domenica 15 ore 17, 45′). Sabato 14 alle ore 17, il laboratorio di pittura e collage “Il mio nome, il nome mio…” si ispira alla stessa fiaba per creare sperimentazioni con la pittura e le lettere del nome di bambini tra i 6 e i 9 anni (Palazzo Santa Margherita – Biblioteca Delfini, a cura di: Biblioteca Civica Antonio Delfini, con: Sassolini Tracce di Fiaba, 25 posti dal 2 settembre, previa iscrizione).
Le sculture fatte esplodere dall’artista Matteo Mezzadri nel suo studio e ritratte nel preciso momento della loro distruzione, in “L’opera e la polvere”, rievocano i tragici episodi della cronaca recente, tuttavia quelle stesse opere non scompaiono nel nulla, ma al contrario riaffermano la loro presenza, la loro stessa essenza (Modena, ROPE Contemporary Art Gallery, curatrice: Federica Petricca, produzione: ROPE Contemporary Art Gallery, presentazione: sabato 14 ore 17 alla presenza dell’artista e della curatrice).
Seguendo un processo chimico, Tommaso Mori, in “Aeterna (2019)”, genera luce a partire da una goccia del proprio sangue, del proprio io, unico e irripetibile, creando un’installazione site-specific evocativa e immersiva a testimonianza della potenzialità generativa di ogni essere umano (Modena, GATE 26A, a cura di: GATE 26A, presentazione: sabato 14 ore 18 alla presenza dell’artista). In un gioco didattico sulla conoscenza della storia, i partecipanti del laboratorio “Memorie dei nomi” dovranno scoprire un particolare importante – un fatto, una data, un’identità – a partire da una “pietra della memoria”, una delle stele o monumento commemorativo di eventi del 900 (Modena, Casa del Mutilato, a cura di: Ass. Naz. Mutilati ed Invalidi di Guerra – sezione di Modena, presentazione: sabato 14 ore 18.30 con letture di Andrea Ferrari, venerdì 13 ore 17-20, sabato 14 ore 10-13; 17-20; domenica 15 ore 10-13).
Tra fotografia, scultura e video, facce malate, ferite identitarie e reliquiari post-umani rappresentano il Grado Zero che “Mustafa Sabbagh” in “MKUltra: personal data” rintraccia e cataloga per la cultura (Sassuolo, Galleria Paggeriarte, produzione: Comune di Sassuolo e festivalfilosofia, in collaborazione con: Galleria Marcolini, presentazione: sabato 14 ore 18.30 alla presenza dell’artista).

4. Io e noi
Singolare e collettivo, privato e pubblico, orizzontale e verticale vengono attraversati da prospettive creative

Una sorprendente accoppiata, quella tra il filosofo e critico cinematografico Roberto Escobar e l’attore Lino Guanciale, introdotti da Claudio Longhi, conversa attorno a Massa e potere di Elias Canetti per discutere le implicazioni di un pensiero che ha fatto del confine tra io e noi uno sterminato campo d’indagine: “Massa e individuo. Canetti oggi tra filosofia e teatro” (Modena, Piazza Roma, a cura di: Emilia Romagna Teatro Fondazione, sabato 14 ore 22.30).
Al rapporto tra individui e comunità è dedicata anche “VIXI. Persone e personaggi al trapasso dalla vita alla morte”, che valorizza il patrimonio dell’Archivio storico di Carpi mostrando come cerimoniali e tradizioni della ritualità funebre pubblica vengano interiorizzati e vissuti nella dimensione privata delle persone comuni, poste di fronte all’evento ultimo che caratterizza la fragilità umana (Carpi, Archivio Storico Comunale, a cura di: Archivio Storico Comunale e Centro Etnografico di Carpi, presentazione: venerdì 13 ore 18).
Un diverso slittamento tra privato e pubblico è quello della “mostra-esperienza” “L’importanza di chiamarsi Francesco” condurrà i visitatori del Palazzo Ducale di Sassuolo in un viaggio attraverso le personalità di tre duchi, Francesco I, Francesco II e Francesco III d’Este (1698-1780), ricorrendo a un sussidio immersivo tramite la proiezione di una rappresentazione simil-ologramma che metterà in scena un dialogo immaginario e impossibile fra i tre (curatori: Angela Fiore, Federico Fischetti, Simone Sirocchi, produzione: Gallerie Estensi, Unimore, presentazione: venerdì ore 18.30 alla presenza della Direttrice delle Gallerie Estensi Martina Bagnoli e dei curatori).
Analogamente, con la mostra “Illustrissimo Principe et Excellentissimo Signore” si ripercorrono, attraverso i documenti conservati dall’Archivio di Stato di Modena, le diverse fasi di costruzione, legittimazione e celebrazione del potere ducale estense, dalla “persona ficta” o persona pubblica, all’individuo (a cura di: Maria Carfì, Lorenza Iannacci, Miles Nerini, Riccardo Pallotti e Annalisa Sabattini, con il coordinamento di: Patrizia Cremonini, produzione: MIBAC – Archivio di Stato di Modena, presentazione: venerdì 13 ore 18.30 alla presenza dei curatori, con visita guidata a cura di Paolo Cova). Correda la mostra il laboratorio “Di proprio pugno. Scrittura e personalità della firma” (con: Giorgia Filossi, a cura di: MIBAC – Archivio di Stato di Modena, domenica 15 ore 16-18).
 “Nella mente di chi guarda. Memoria, dignità e identità del quotidiano” è un’esposizione collettiva che riunisce artisti di rilevanza internazionale e artisti emergenti, che attraverso linguaggi diversi raccontano l’umano e il corpo, tra storie religiose e quotidiane, valorizzando l’arte come simbolo della responsabilità verso il prossimo, della tensione all’altro e dell’educazione alla diversità, forza motrice nel dialogo tra le persone (Modena, Chiesa di San Giovanni Battista, curatori: Marco M. Coltellacci, Laura Solieri, Alessandro Mescoli, coordinamento: Federica Sala, Andrea Barillaro, Massimiliano Piccinini, Sergio Bianchi, contributi critici di: Ilaria Dall’Olio ed Enrico Turchi, produzione: Arcidiocesi di Modena – Nonantola, presentazione: venerdì 13 ore 18.30 alla presenza degli artisti e dei curatori, con performance di Karin Dolin alle ore 18.30 e dei Multispilla alle 19.30). Nella mostra dei Musei del Duomo di Modena “Corpi celesti. Reliquiari antichi e preziosi tra cielo e terra” sono esposti circa 40 reliquiari che conservano i resti mortali di persone considerate sante in virtù dei loro meriti (curatrici: Giovanna Caselgrandi, Francesca Fontana e Diana Marchi, a cura di: Musei del Duomo, presentazione: venerdì 13 ore 16.30 alla presenza delle curatrici).
L’angelo che si fa uomo è la figura centrale e iconica di intercessione celeste, presente in tutte le religioni, ed è il soggetto dell’artista Fabrizio Loschi, in “Aladiterra. L’alba di un contratto”, presso Mazzini 43 a Sassuolo (curatori: Elena Bernardi, Francesco Raffaele Mutti, a cura di: Whiteside, Discromie, Amoof Consulting, presentazione: venerdì 13 ore 19.30 alla presenza dell’artista). Sempre a Sassuolo, i laboratori “Sono perché siamo” mettono a disposizione spazi a misura di famiglie dove grandi e piccoli (0-14 anni), attraverso giochi e attività pratiche, sperimentano l’essere persona, nella relazione con sé, l’altro, la memoria (Villa Giacobazzi – Parco Vistarino, a cura di: Centro per le Famiglie Distrettuale – sede di Sassuolo e Servizi Educativi Comune di Sassuolo, sabato 14 ore 9.30-12.30; 15-19; domenica 15 ore 9.30-12.30; 15-19).
Se tra io e noi vi è connessione, è anche perché i singoli raccontano la propria identità e l’appartenenza culturale sulla propria pelle. Cinque progetti fotografici, di Castelli, De Filippo, Federzoni, Rossi, Ravera, raccontano i “Segni distintivi” che concorrono alla personalizzazione del Sé, presso il Centro Culturale G. Alberione di Modena (curatore: Gianni Rossi, a cura di: Fotoclub Colibrì BFI, presentazione: venerdì 13 ore 17.30 alla presenza degli artisti).

5. Sé come altro
La differenza che siamo, il nuovo che vogliamo diventare, la scoperta di emozioni che non conoscevamo

Sabato 14 alle ore 22, Massimo Cirri e Peppe Dell’Acqua raccontano in “Tra parentesi” la vera storia di un’impensabile liberazione, con la chiusura degli ospedali psichiatrici frutto dell’opera di un ampio movimento sociale, il cui leader fu Franco Basaglia. Attraverso le tante storie minime di uomini e di donne che l’internamento lo hanno vissuto sulla propria pelle si delinea una storia che non è finita e che non potrà mai finire (Sassuolo, Piazza Garibaldi).
Siamo esseri le cui funzioni vitali sono concentrate in organi involontari, viviamo se il cuore batte. Ma a cosa serve il cuore e che rapporto c’è tra cuore, persona e memoria? Chiara Valerio, in “A questo serve il cuore”, mette in scena un racconto che, dalla mitologia greca, dalla letteratura e dai cartoni animati arriva al diritto (Modena, Piazza Roma, sabato 14 ore 21).
Sulle musiche di “Schubert”, con Marco Sgarbi, Federico Nicoletta, Diana Hobel, voce recitante, testo e pianoforte si alternano e si accompagnano per raccontarci la sua vita doppiamente outsider: omosessuale e artista non (ancora) affermato, Schubert vive in un limbo, quale “non persona” costretta dietro a una maschera, una narrazione, un’identità che non gli corrisponde appieno (Modena, Teatro San Carlo, produzione: Amici della Musica Modena, venerdì 13 ore 21).
Nel percorso “Expand yourself”, otto installazioni interattive, basate su evidenze pedagogiche e supportate da tecnologie aumentative e intelligenza artificiale, porteranno il pubblico di ogni età a sperimentare tre dimensioni fondamentali del rapporto tra apprendimento e persona: immedesimazione, introspezione, informazione (Ago Modena Fabbriche Culturali – Future Education Modena, a cura di: Future Education Modena, venerdì 13 ore 17- 22, sabato 14 ore 17-22, domenica 15 ore 9-13).
Il laboratorio “Scelte di fine vita” permette di sperimentare un breve momento di Death Education, simulando, in un ambiente protetto, la compilazione delle Disposizioni Anticipate di Trattamento: l’esperienza intende aiutare ad affrontare le difficoltà psicologiche e culturali relative alla rimozione di malattie e perdite, attraverso l’esercizio del proprio diritto all’autodeterminazione e alla condivisione delle scelte rispetto ai propri percorsi di cura (Modena, Palazzo Universitario – Aula Magna, a cura di: Fondazione ANT Italia Onlus, in collaborazione con: Polo Museale Unimore, venerdì 13 ore 15-19, sabato 14 ore 15-19, domenica 15 ore 15.00-18.00).
La rassegna cinematografica a cura della Biblioteca Loria di Carpi si concentra sul tema de “Il doppio”, del sosia, della dissociazione. Si inizia con l’uomo duplicato in “Enemy” di Denis Villeneuve (Canada/Spagna 2013, 90′), inedito nelle sale italiane, venerdì 13 alle 21, proseguendo alle ore 22.30 con il cult “Strade perdute” di David Lynch (USA/Francia 1997, 135′), thriller allucinato come un incubo che tratta dell’incapacità di un uomo di mantenere il controllo sulla propria vita. Sabato 14 alle ore 21, si proietta il grande classico di Akira Kurosawa “Kagemusha – L’ombra del guerriero” (Giappone 1980, 153′), in cui, nel medioevo giapponese, un sosia arriva all’immedesimazione totale con l’interpretato, il valoroso principe Takeda, fino ad assumerne il valore e il coraggio di fronte alla morte; chiude alle ore 23.35 “Inseparabili” di David Cronenberg (Canada/USA 1988, 115′), con i gemelli Elliot e Beverly e un delirante triangolo.
Protagonista della sonorizzazione live di “Soundtracks – Musica da Film” è “Lo Sconosciuto” di Tod Browning, con la doppia identità di Alonzo (Modena, Palazzo Santa Margherita – Chiostro, a cura di: Centro Musica Comune di Modena – Progetto Sonda azione Residenze Artistiche, Associazione culturale MUSE – progetto Arts & Jam, con il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e Regione Emilia-Romagna, con la Direzione di Corrado Nuccini dei Giardini di Mirò, sabato 14 ore 21). Il laboratorio esperienziale di scoperta del diverso oltre la pietra, “Metope empatiche e sguardi curiosi”, pienamente fruibile dalle persone con disabilità visiva, consente di interrogarsi su cosa è persona e cosa non lo è, attraverso le creature scolpite (Modena, Museo Lapidario del Duomo, conduzione: Nadia Luppi, Cristina Mori, a cura di: Musei Civici di Modena, Coordinamento Sito UNESCO, in collaborazione con: Musei del Duomo di Modena, sabato 14 ore 19; 20; 21; 45′).
Il ricordo e l’oblio, a differenza della memoria che attribuiamo anche alle macchine, sono cifra identitaria della persona insieme con le lacrime e il sorriso: la mostra “La persona che resta” si compone di un’istallazione video-scultorea di Armida Gandini (Gustose e dolcissime), di un video e di 6 scatti fotografici di Cinzia Naticchioni Rojas, e di 5 opere pittoriche di Stella (Modena, Galleria ArteSì, curatrice: Cristina Muccioli, presentazione: sabato 14 ore 18 alla presenza delle artiste e della curatrice).
“Sospira” è una performance site-specific, con teche installative, ideata e interpretata da Elisabetta Di Terlizzi e Laura Gibertini, il cui oggetto è la definizione dell’identità attraverso l’espressione del corpo e la narrazione dell’identità biologica precedente e successiva alla coscienza (Modena, OM Studio, a cura di: OM Studio, venerdì 13 ore 18-19, sabato 14 ore 16.30- 17.30, domenica 15 ore 16.30-17.30, 20′).
Un’installazione scultorea con le identità multiple di Teseo e Pirandello è l’opera di Laura Tarugi in “Uno: centomila, centomila: uno”, accompagnata da interventi performativi in sede di mostra venerdì 13 ore 19.30, 20.30 e 21.30 e sabato 14 ore 15.30, 16.30, 19.30, 20.30 e 21.30 (Studio Torti 10, presentazione: venerdì 13 ore 19 alla presenza dell’artista).
Venerdì 13 ore 21 lo spettacolo “Persona in dialogo” ricostruirà vita e pensiero di Carlo Maria Martini, con proiezioni, letture sceniche, intermezzi musicali e testimonianze eminenti (Modena, Chiesa di San Bartolomeo; a cura di: Associazione di Volontariato “Ho Avuto Sete”, in collaborazione con: Centro culturale F.L. Ferrari, Fondazione Culturale Ambrosianeum, Istituto Luce-Cinecittà, Fondazione Carlo Maria Martini).
Nutrito è il programma del Castello dei ragazzi di Carpi. Il percorso espositivo ispirato ai libri di Clotilde Perrin “Le Emozioni siamo Noi” propone sagome tridimensionali ad altezza di bambino, che riproducono i personaggi delle storie, presentando i tratti emotivi più caratteristici e permettendo ai visitatori di giocare attraverso particolari interattivi (Palazzo dei Pio – Torre dell’Uccelliera, a cura di: Castello dei ragazzi, Franco Cosimo Panini Editore, presentazione: sabato 14 ore 19 con intervista all’artista).
La narrazione di Monica Morini, Bernardino Bonzani, “Batticuori in valigia. Paura, amore e barattoli di felicità” racconta le emozioni in storie che sono ponti e domande, formule, mantelli, ripari potenti contro ogni paura (Biblioteca ragazzi Il falco magico, a cura di: Castello dei ragazzi, con: Teatro dell’Orsa, sabato 14 ore 17, domenica 15 ore 17; 18.30). Il laboratorio creativo “Barattoli di felicità” porta i bambini dai 6 anni in su a dare forme e colori alle memorie felici (Biblioteca ragazzi Il falco magico, a cura di: Castello dei ragazzi, con: Teatro dell’Orsa, sabato 14 ore 18, domenica 15 ore 18, con iscrizione dal 2 settembre). Il workshop con Clotilde Perrin “Dentro di te, dentro di me. Parole e emozioni di tutti i colori” prende spunto dall’albo “Le emozioni siamo noi” e vuole stimolare i partecipanti, dai 6 agli 8 anni, a riflettere sulle emozioni, utilizzando grandi fogli bianchi e assemblandoli in piccoli pop-up (a cura di: Castello dei ragazzi, Franco Cosimo Panini Editore, sabato 14 ore 16.30, domenica 15 ore 16.30, con iscrizione dal 2 settembre).
Il laboratorio creativo “Dacci un taglio!”, dai 4 anni in su, invita a creare nuovi e originali meccanismi animati per svelare e nascondere i segreti di rabbia, tristezza, gioia, disgusto e paura (a cura di: Castello dei ragazzi, sabato 14 ore 18, domenica 15 ore 18).

6. Diritti della persona
Laboratori, racconti e mostre mettono a tema esclusione e inclusione, tra riconoscimento e diritti

Forse abbiamo dato per scontati, anche con i nostri figli, tanti diritti, conquistati: salari adeguati, orari umani, diritto di sciopero, all’assistenza, alla sicurezza. È doveroso ricordare, allora, le condizioni di vita, le fatiche e le lotte, delle donne e degli uomini che ci hanno preceduto: lo si farà con Pamela Villoresi in “100 anni di lavoro” attraverso racconti, musica e poesie in un affresco lungo un intero secolo (Modena, Piazza Grande, venerdì 13 ore 22).
Una donna, che si impegna per i diritti delle donne, e una vita sempre in prima linea: Edith Stein è un luminosissimo enigma, che in qualche modo riassume il Novecento e parla di noi, al punto da essere divenuta patrona di tutta l’Europa come Santa Teresa dalla Croce. Lella Costa ne ripercorre la parabola umana e si misura con il suo pensiero nello spettacolo “Ciò che possiamo fare”, domenica 15 alle ore 21 (Sassuolo, Piazzale della Rosa). Altre voci di vittime della persecuzione nazista provengono dai volti e dalle storie passate per Fossoli: volti di donne che hanno vissuto la Seconda guerra mondiale e che con le loro storie raccontano una prospettiva femminile, ricostruendo la storia come tessuto di eventi umani, in “Frida e le altre. Storie di donne, storia di guerra: Fossoli” (Ex Sinagoga, curatori: Elisabetta Ruffini, Dario Carta, produzione: Fondazione Fossoli, presentazione: venerdì 13 ore 19.30 alla presenza dei curatori e degli autori, interviene Roberto Rugiadi, figlio di Frida Misul). 7 donne ci vengono incontro nell’itinerario teatrale “Frida e le altre. Accogli il mio abbraccio”, offrendo un contatto diretto, tra attrice e spettatore, e un modo inusuale, intimo di visitare il Museo Monumento al deportato, attraverso le lettere delle condannate a morte delle Resistenza (a cura di: Fondazione Fossoli, con: Teatro dell’Argine, venerdì 13 ore 20-22).
Nessuno lo sapeva, ma tra il 1943 e il 1944, l’eroe dello sport Gino Bartali, a rischio della vita, ha salvato centinaia di persone dalle persecuzioni nazi-fasciste. Nel suo racconto “Il vecchio e il Tour”, Michele Dalai, con l’ausilio dell’archivio sonoro per la regia di Guido Bertolotti, ricostruisce la storia di un uomo giusto, campione di sport e sacrificio (Carpi, Piazza Martiri, sabato 14 ore 22.30).
A Modena, la mostra “Keine Papiere” di Collettivo FX denuncia la condizione di chi non ha documenti, l’apolide, esponendo biglietti e “fotografie viaggiate”, un dipinto a tappe che diverrà libro d’artista (Palazzo dei Musei – Biblioteca Poletti, curatrice: Carla Barbieri, a cura di: Biblioteca civica d’arte Luigi Poletti, presentazione: venerdì 13 ore 19 alla presenza dell’artista).
Dove sono le nostre radici in quanto Persone? È sufficiente nascere umani per essere umani? Il percorso sensoriale, di circa 10′, proposto da “Considerate che questo è un uomo” accosta il passato al presente, invitandoci a ribaltare lo sguardo per riflettere e puntare a un futuro più umano (Modena, Centro di accoglienza “Papa Francesco” – chiostro, a cura di: Bambini nel deserto ONLUS, Caritas diocesana modenese, Centro missionario diocesano-animazione e formazione, venerdì 13 ore 16-21; sabato 14 ore 10-13.30; 16-21; domenica 15 ore 10-13.30; 16-21).
Presso il Complesso San Filippo Neri di Modena, “Riti d’accoglienza” presenta alcuni dei “contesti de-umanizzanti” accaduti nella storia fino ai giorni nostri, attraverso video, testimonianze, foto, articoli di giornale, portando singoli o gruppi a conversare con chi – nella propria vita e nella propria professione – ha compiuto un “percorso di ri-umanizzazione” (a cura di: Fondazione San Filippo Neri, 30′, sabato 14 e domenica 15 ore 11-13; 16-19).
Nei laboratori “In prima persona. Esercizi di riconoscimento” i temi della solidarietà e del volontariato saranno presentati in maniera giocosa, interattiva e divertente, per tutte le età (Modena, Piazza Matteotti, a cura di: Centro Servizi per il Volontariato di Modena, sabato 14 ore 15-19, domenica 15 ore 15-19).
La donna in musica si rivela di volta in volta in una veste simbolica, vincente, sofferente, assoggettata: “Donne senza maschera” presenta la musica al femminile nel Seicento presso la Chiesa di San Bartolomeo di Modena (a cura di: Grandezze & Meraviglie Festival Musicale Estense, sabato 14 ore 21).
Presso il Teatro San Carlo di Modena, invece, “Ogni mare ha un’altra riva” mette in scena la storia di due fratelli, che si perdono e si ritrovano lungo la rotta dalle acque del Mediterraneo al canale Saint Martin di Parigi, sottratti all’indifferenza statistica e restituiti alla loro dignità di individui (produzione: Associazione Artisti Drama, sabato 14 ore 21).
Il tema scelto per la mostra fotografica “Invisibile” è l’invisibilità della persona, che in molti casi corrisponde alla “non-persona”, figura spogliata di personalità, essere a cui non è riconosciuto lo statuto di individuo responsabile e la titolarità di diritti e doveri, umani e civili (Modena, Complesso culturale San Paolo – Cortile del Leccio, curatrice: Maura Pozzati, a cura di: Associazione Donne Fotografe – ITALIA, presentazione: sabato 14 ore 17 alla presenza della curatrice e delle artiste).
Tre giorni per ampliare la propria conoscenza del Pilastro europeo dei diritti sociali, con “WelFARE? Benfatto!”, che presenta il progetto su pari opportunità e accesso al mercato del lavoro, condizioni di lavoro eque, protezione sociale e inclusione (Modena, Palazzo Comunale – Galleria Europa, a cura di: Comune di Modena – Centro Europe Direct, con il sostegno di: Rappresentanza a Milano della Commissione europea).
Quasi sempre invisibili, le vittime della guerra reclamano il riconoscimento del loro diritto di umanità: “L’Ospedale di tutte le guerre – The Hospital of all the Wars” di Alessio Mamo, Marta Bellingreri è una mostra fotografica che, attraverso undici storie, racconta l’inizio di un nuovo capitolo per altrettante vittime dei conflitti (Modena, Complesso San Paolo, produzione: Medici Senza Frontiere, presentazione: sabato 14 ore 18 alla presenza degli autori).
Il percorso teatrale “Attraver-siamo” porta gli ospiti dagli 8 anni in su in viaggio sulle orme di Enea, facendo emergere i temi dell’accoglienza, del diverso, del nuovo. Il pubblico si ritroverà a vivere diversi ruoli, ad essere straniero e – all’opposto – ad essere colui che accoglie lo straniero (Sassuolo, Villa Giacobazzi – Biblioteca dei ragazzi Leontine, a cura di: Biblioteca dei Ragazzi Leontine e Associazione Culturale Quinta Parete, venerdì 13 ore 16.30; 17.30, sabato 14 ore 10.30; 11.30; 16.30; 17.30, domenica 15 ore 10.30; 11.30; 16.30; 17.30).
Il gioco di ruolo educativo online “Hold The Line – Scelte di confine. Nei panni di una persona migrante” stimola i partecipanti a vivere, come sulla propria pelle, le possibili vicissitudini e le difficoltà delle loro scelte che caratterizzano, sin dal momento di approdo nel nuovo Paese, il percorso delle persone migranti richiedenti Protezione Internazionale (Sassuolo, Via Cesare Battisti, a cura di: Croce Rossa Italiana – Comitato di Sassuolo, venerdì 13 ore 16-19, sabato 14 ore 10-13; 14-19; domenica 15 ore 10-13; 14-19; ci si iscrive sul posto oppure su Eventbrite, 40′).
Con “Scarti? La dignità non si butta”, un’installazione in più “stanze” esplora il tema della “dignità” e del ridare valore a ciò che viene considerato “scarto” (oggetti e persone), concludendosi con un percorso iconografico e fotografico che mostrerà casi eloquenti del passaggio da scarto a valore (Sassuolo, Villa Giacobazzi – Parco Vistarino, a cura di: il Melograno e Nuovamente, in collaborazione con: Centro Servizi Volontariato Distretto di Sassuolo, sabato 14 ore 10-12; 16-18; domenica 15 ore 10-12; 16-18).
Francesco Cannadoro in “#cucitialcuore. Oltre gli ostacoli” documenta con immagini e filmati la difficoltà di integrazione delle esigenze connesse alla disabilità (in particolare quella infantile) in una società, quella italiana, che non è ancora “a misura” di disabile (Modena, Salotto Culturale Aggazzotti, curatori: Maja Argenziano, Renzo Pavignani, Lorenzo De Vinco, Elisa Perri, a cura di: Ideas4u, presentazione: venerdì 13 ore 18 alla presenza dei curatori e dei protagonisti, con letture di Daniele Sirotti).
La mostra “Lo avete fatto a me” viene raccontata da Luigi Ottani con otto volti incorniciati, mentre Roberta Biagiarelli, autrice teatrale e curatrice della mostra, realizza un’ambiente vocale-musicale che accompagna il visitatore nel percorso (Modena, Complesso San Paolo, a cura di: Babelia & C. Progetti Culturali, performance: sabato 14 ore 19.30 alla presenza dell’artista e della curatrice).
Il concerto di Ologramma “…anche fragile”, attraverso un percorso nella musica d’autore, presenta la forza del suono e del riconoscimento reciproco attraverso le vibrazioni, i toni, le storie che aiutano a non sentirsi soli, condividendo la propria fragilità con gli altri (Modena, Piazza Roma; produzione: Istituto MEME Modena, CEMU Centro Europeo Musicoterapia, UPGB Università Popolare “Gregory Bateson” Modena, sabato 14 ore 18).
Due spettacoli a cura del Comune di Sassuolo si inseriscono nella serie di produzioni “teatro in casa”, per un numero limitato di spettatori e obbligo di prenotazione, con la regia di Ennio Trinelli e in collaborazione con GaiaitaliapuntocomEdizioni, festival Urla dal Silenzio, Cooperativa Sociale Svoltare ed Europa Teatri: in “Guinea Konakry altrimenti Guinea Francese. Racconto di una fuga” il giovane attore Pierre Panival Bangouri ci racconta un emozionante spaccato della cultura del suo paese tra tradizioni, danze, cultura e devastazione morale, politica, sociale (venerdì 13 ore 19, sabato 14 ore 19, domenica 15 ore 19), mentre in “Jeux du Sable. Una traversata del deserto” Guainou Ibrahim testimonia il dramma di un’intera generazione di esseri umani in pochi metri quadrati, partendo da un gioco di bambini con la sabbia che scivola dalle mani ed alcuni bastoncini (venerdì 13 ore 21, sabato 14 ore 21, domenica 15 ore 21).
I Cortili di Ago propongono a Modena due serate speciali per il festivalfilosofia dedicate al rap, genere in cui si esprime la soggettività e la voglia di riscatto, a partire dalle esperienze della marginalità urbana: venerdì 13 alle 21.30 gli Assalti frontali in concerto in “Periferie della città, centro dell’anima”, mentre sabato 14 alla stessa ora Murubutu, in una serata di parole e musica, presenta “La cura del rap” (Modena, Ago Modena Fabbriche Culturali, a cura di: Ago e Laika Mvmnt).

Infoline: Consorzio per il festivalfilosofia, tel. 059/2033382 e www.festivalfilosofia.it

Da Gino Paoli a Mariangela Gualtieri, da Enrico Ruggeri a Maurizio Cucchi, da Connie Palmen a Caterina Caselli, da Stefano Dal Bianco a Enzo Gragnaniello: ecco Poesia Festival 2019

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Dal 16 al 22 settembre la poesia sarà protagonista nei borghi antichi di nove comuni modenesi. Oltre cinquanta fra grandi autori e giovani promesse testimoniano la vitalità della poesia oggi. Per citarne solo alcuni Mariangela Gualtieri, Gian Mario Villalta, Giusi Quarenghi, Umberto Fiori, Antonio Riccardi. Saliranno sui palchi sparsi per le colline modenesi anche artisti del calibro di Gino Paoli, Danilo Rea, Enrico Ruggeri ed Enzo Gragnaniello per oltre 30 eventi in sette giorni, tutti gratuiti

Vignola (Modena), 20 agosto – Ancora una volta il Poesia Festival invaderà pacificamente la provincia modenese che si adagia ai piedi del primo Appennino con la sua quindicesima edizione. Dal 16 al 22 settembre nove comuni del modenese saranno lo scenario per l’ormai tradizionale rassegna d’inizio autunno dedicata alla poesia e alle sue contaminazioni con le altri arti. Un coro di voci diverse che testimoniano quanto la poesia sia uno strumento prezioso e malleabile, in grado di parlare alle donne e agli uomini del nostro tempo.
I poeti Silvia Bre, Mariangela Gualtieri, Maurizio Cucchi, Giusi Quarenghi, Stefano Dal Bianco, Gian Mario Villalta, Antonio Riccardi, Umberto Fiori, Mariagiorgia Ulbar, Maria Grazia Calandrone, artisti come Gino Paoli, Danilo Rea, Enrico Ruggeri ed Enzo Gragnaniello, scrittori come l’olandese Connie Palmen e Guido Conti, attori come Fabio Testi e Ilaria Drago concorreranno a dar voce al nostro tempo in una cornice che è uno dei grandi repertori di bellezza, arte, gastronomia ed eccellenze produttive del nostro Paese.
Ad accendere le luci dei nove comuni del modenese coinvolti nel festival, mercoledì 18 settembre alle ore 21 al Teatro Fabbri di Vignola, una grande inaugurazione; tocca al cantautore Gino Paoli, accompagnato al pianoforte dal jazzista Danilo Rea aprire il festival con un concerto davvero prezioso poiché le apparizioni dal vivo del musicista genovese sono diventate in questi anni una vera rarità. Prima dell’esibizione di Paoli la lezione magistrale e le letture poetiche di Stefano Dal Bianco, uno dei maggiori poeti contemporanei italiani.
Pescando in ordine sparso fra gli oltre 30 eventi disseminati nei 9 comuni, non si possono non citare due appuntamenti dedicati a grandi poeti del passato: sabato 21 settembre alle 21 al Teatro di Marano sul Panaro Mariangela Gualtierilegge Giovanni Pascoli, mentre Silvia Bre domenica 22 alle 16 alla Rocca di Spilamberto dedica il pomeriggio a Emily Dickinson.
Proseguendo al femminile sabato 21dalle ore 15 presso la Sala delle mura a Castelnuovo Rangone, tre poetesse leggono le loro opere: Maria Borio, Cristina Alziati e Giusi Quarenghi.
Sabato 21alle 17 e 30 alla Sala dei Contrari nella Rocca di Vignola appuntamento con la grande scrittrice olandese Connie Palmen, il cui ultimo libro “Tu l’hai detto”, pubblicato per i tipi di Iperborea nel 2018, è dedicato a Ted Hughese Sylvia Plath, una delle storie di poesia e morte più note della letteratura del Novecento.
Ancora in parte al femminile l’appuntamento di domenica 22 alle 18 alla Rocca di Spilamberto con protagonista la grande Caterina Caselli, cantante, produttrice e talent scout che insieme a Riccardo Sinigallia cantante, autore e produttore di artisti del calibro di Gazzè, Fabi, Tiro Mancino e Motta e al giornalista Stefano Lusardi, raccontano come sono cambiate le parole nella musica.
Ancora le sette note al centro dell’incontro/concerto di sabato 21alle 21 in piazza dei Contrari alla Rocca di Vignola che ha per protagonista l’amato cantautore milanese Enrico Ruggeri. Prima del concerto il poeta e performer Dome Bulfaro si cimenta con un reading dedicato alla poesia dialettale milanese e ai suoi grandi protagonisti: Carlo Porta, Delio Tessa ed Enzo Jannacci.
Dalla Milano di Ruggeri e Jannacci alla Napoli del cantautore Enzo Gragnaniello, tre volte vincitore della “Targa Tenco” e definito il “Leonard Cohen della canzone italiana”, protagonista sul palcoscenico del Teatro Dadà di Castelfranco Emilia venerdì 20 alle 21.
Dalla musica alla radio, ospite al Poesia Festival con due appuntamenti: il primo “condotto” da Maria Grazia Calandrone venerdì 20 alle 22 presso la Sala della mura di Castelnuovo Rangone, autrice e conduttrice di “Radio 3 Suite Alfabetiere. Prima di lei i reading di Maria Luisa Vezzali e Mary B. Tolusso; il secondo appuntamento, che chiude il festival domenica 22 alle 21 alla Rocca di Spilamberto, è con la trasmissione di Radio Capital, “Parole Note” insieme a Maurizio Rossato e Giancarlo Cattaneo.
Largo ai giovani domenica 22 alle 17 alla Rocca di Spilamberto con la premiazione e il reading delle poesie della cinquina dei finalisti di quello che è diventato il più importante concorso riservato ai poeti under 35 d’Italia.
Natura e poesia sono le protagoniste di due appuntamenti che nelle scorse edizioni hanno raccolto i favori del pubblico; il primo è sabato 21alle 17 e 30 al Monte delle tre crocidove si alternano alla lettura delle proprie opere un gruppo di poeti modenesi; il secondo è la “passeggiata poetica” a Zocca, prevista per domenica 22 alle 10 del mattino, guidata da Tiziano Fratus, poeta e massimo esperto di poetica della natura.
Dedicata al cinema, alla musica e alle parole della “mala” l’appuntamento previsto per venerdì 20 alle 21 al Teatro della Venere a Savignano, che ha per protagonisti l’attore Fabio Testi e Nicola Longo, il “poeta con la pistola” come lo definì Federico Fellini e il critico cinematografico Stefano Lusardi.
A Guiglia sabato 21alle 21 appuntamento con l’attore Andrea Ferrari e con una sua particolare rilettura in occasione dei 200 anni dalla composizione de “L’infinito” di Giacomo Leopardi. Chudiamo la carrellata su tutti i comuni coinvolti nella kermesse con l’appuntamento a Castelvetro giovedi 19 alle 21 presso la tenuta “Chiarli” dedicato al poeta Guido Gozzano che ha per protagonisti il poeta e filologo Alberto Bertoni e l’attrice Diana Manea.
Come di consueto nel primo giorno del festival, lunedì 16 alle 21 a Castelnuovo Rangone, presso il Museo della Salumeria Villani, una grande serata di poesia con due tra i maggiori poeti italiani, Antonio Riccardi e Gian Mario Villalta.
Di particolare rilievo lo spettacolo della grande attrice Ilaria Drago dedicato a Simone Weil “Concerto Poetico” a Castelnuovo Rangone domenica 22 settembre e la prima nazionale dello spettacolo di Pierpaolo Capovilla “Finchè galera non ci separi” con le poesie di Emidio Paolucci a Levizzano Rangone venerdì 20 alle 21; e la lezione di Guido Conti sul rapporto tra gli animali, reali e fantastici, e la letteratura al Museo di Storia naturale di Marano sul Panaro, giovedì 19 alle 18.
Novità dell’edizione 2019 il coinvolgimento con ben tre appuntamenti del capoluogo Modena; il primo lunedì 16 alle 19 e alle 21 presso “Abate Road 66”, vera e propria anteprima della manifestazione, dedicata alla “Slam poetry“, una sfida a colpi di versi fra i migliori “slammer” italiani, a cura dei Modena City Rimers.
Martedì 17 alle 18 presso la Biblioteca Delfini presentazione e reading del libro “Poesia marzolina“, opera nata da dieci anni di incontri fra poeti, studenti dell’Istituto d’arte Venturi e insegnanti. Segue l’incontro con i tre poeti Marco Marangoni, Evaristo Seghetta e Paolo Donini.
Terzo e ultimo appuntamento sotto la Ghirlandina è quello di venerdì 20 alle 18 in contemporanea alla Pomposa, in Sant’Eufemia e davanti al teatro Storchi, realizzato in collaborazione con il Festival e Premio Virginia Reiter e dedicato ai tre Bertolucci: il padre Attilio grande poeta e i figli Giuseppe e Bernardo registi e sceneggiatori. Si esibiscono compagnie teatrali modenesi e le grandi attrici vincitrici delle passate edizioni del Premio Reiter.
Quando: dal 16 al 22 settembre 2019
Dove: Unione Terre di Castelli – (Castelnuovo Rangone, Castelvetro di Modena, Marano sul Panaro, Savignano sul Panaro, Spilamberto, Vignola, Zocca e Guiglia) e il comune di Castelfranco Emilia
Promotori: Unione Terre di Castelli, Fondazione di Vignola, Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, Regione Emilia-Romagna, Comune di Castelfranco
Con la collaborazione: di ERT, Università di Bologna
Organizzazione: Ass. Laboratorio Musicale del Frignano
Sponsor: Gruppo Hera, BPER Banca, Gruppo Cremonini, Salumi Villani, Magni telescopic Handlers, Aitec, Assicoop, Ocmis Irrigazione Spa, Abitcoop, Cooptip, Chiarli
Comitato scientifico Poesia Festival:
Roberto Alperoli (direttore)
Alberto Bertoni
Roberto Galaverni
Emilio Rentocchini
Andrea Candeli (direttore di produzione)