Qua la zampa: la guida definitiva per fare del tuo amico peloso una star di Instagram

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  • Se il tuo animale domestico è già una celebrità o se vuoi che lo diventi, assicurati di avere la fotocamera adatta per fotografarlo con la perfetta messa a fuoco: la nuova tecnologia Animal Eye Auto Focus di Sony è ciò che fa al caso tuo
  • Partecipa all’ultimo contest di Sony su Instagram per vincere una fotocamera dotata della tecnologia Animal Eye AF
  • Gli hashtag #dogsofinstagram e #catsofinstagram superano i 250 milioni di post
  • La guida include una serie di scatti realizzati da Gerrard Gethings, pluripremiato fotografo ritrattista di animali, in collaborazione con le star di Instagram @dolly_pawton e @danteduke_thecat

Che tu sia un amante dei cani o un appassionato di gatti, sui social media troverai sicuramente contenuti adatti a te: puoi letteralmente passare ore a guardare tutte le foto degli animali più simpatici che internet ha da offrirti. Nel 2019 Instagram è diventata la piattaforma principale per condividere le foto di animali domestici, ma con più di 250 milioni di utilizzi degli hashtag #dogsofinstagram e #catsofinstagram è difficile distinguersi. Grazie alla nuova ed esclusiva tecnologia Animal Eye Auto Focus di Sony, si possono finalmente scattare foto con la sicurezza di una messa a fuoco perfetta, per garantire ai propri amici a quattro zampe tutti i like che si meritano.

Per celebrare il lancio dell’esclusiva tecnologia Animal Eye AF sui modelli α6400, α7III e α7RIII, Sony ha collaborato con le star di Instagram Dolly Pawton (@dolly_pawton) e Dante Duke (@danteduke_thecat) per stilare la guida definitiva per scattare foto perfette della tua futura star di Instagram.

Dalla ricerca dei giusti backdrop alle lezioni di posa per il tuo cagnolino, Sony presenta la guida perfetta per trasformare il tuo amico peloso in una star di Instagram, grazie all’aiuto del fotografo professionista di animali Gerrard Gethings e dei pet-influencer Dolly Pawton e Dante the Cat.

Gerrard Gethings, fotografo professionista di animali, spiega: “C’è una grande differenza tra fotografare gli animali e fotografare le persone: quando fotografi un animale, devi creare una situazione in cui hai sotto controllo più elementi possibili. Devono regnare calma e tranquillità. Il trucco è attirare l’attenzione dell’animale abbastanza a lungo da riuscire a ottenere lo scatto che ti serve.”

“Una volta impostato tutto, spesso hai solo una frazione di secondo per scattare, quindi è fondamentale avere la giusta fotocamera. Tutte le foto scattate oggi sono state fatte con fotocamere di Sony, con l’utilizzo della tecnologia Animal Eye Auto Focus. La messa a fuoco è tutto. Questa tecnologia fa sì che la fotocamera rilevi in automatico gli occhi dell’animale, mantenendoli sempre a fuoco e questo mi permette di concentrarmi per realizzare lo scatto perfetto.”

Stella e Lucy (le mamme di Dolly Pawton) raccontano: “Il segreto è trovare la posa preferita del tuo animale. Quando Dolly era piccina, abbiamo notato che le piaceva appoggiarsi sul tavolo, così quella è diventata la posa che la caratterizza. Quando facciamo le foto, usiamo il suo giochino preferito di sempre (un piccolo raviolo bianco): sappiamo che lo guarderà qualsiasi cosa accada attorno a lei. Non sapremmo proprio cosa fare, se dovessimo perderlo.”

“Se devi fare più scatti, la chiave di tutto è mantenere viva la sua attenzione. Abbiamo imparato a usare la nostra creatività e a volte finiamo per fare un sacco di versi strani per attirare l’attenzione di Dolly – cosa che spesso attira sguardi perplessi dai passanti. Alla fine di tutto, Dolly viene sempre premiata con i suoi snack preferiti.”

Karen Duque, mamma di Dante the Cat afferma: “Nel caso dei gatti, è essenziale farli sentire sereni e rilassati. Dante è un tipo tranquillo, ma, quando vogliamo scattargli una foto, ci prendiamo sempre tutto il tempo necessario per farlo sentire a proprio agio con il set. Innanzitutto viene il suo rito: deve passeggiare, sfregarsi su tutti gli oggetti e annusarli, poi è pronto per il suo primo piano!”

Stella e Lucy (mamme di Dolly Pawton) ci hanno fornito anche un elenco di preziosi consigli per trasformare il proprio animale in una star di Instagram:

1. Esalta la sua personalità unica

Carino, vivace, bizzarro, avventuroso… Ognuno dei nostri amici pelosi ha il suo carattere: sappiamo bene quanto sono speciali, perciò metti in luce ciò che distingue il tuo pet e racconta la sua storia. Dolly ha una vocazione per la moda ed è una fervente attivista: tutti i suoi post richiamano il suo spirito.

2. Cambia outfit

Crea uno stile che si noti. Vestiti elaborati, accessori di stile o outfit a tema per le feste (zucche e berretti di Babbo Natale in prima linea). Chi non ama cambiarsi d’abito? Ma se questo non è lo stile del tuo amico a quattro zampe, nessun problema: ciò che conta è essere autentici.

3. Prepara la scena

Instagram è una piattaforma visiva, quindi creare un’immagine che catturi l’attenzione e che ti faccia fermare mentre scorri i contenuti è di enorme importanza. Oggetti di scena, sfondi, buona illuminazione e messa a fuoco impeccabile sono gli ingredienti fondamentali per mettere in luce il carattere del tuo animale e creare contenuti coinvolgenti.

Che si tratti di un brunch in un caffè, di un espresso di corsa al bar, di una passeggiata in riva al mare o di un pomeriggio di relax accoccolato sul divano di casa, l’importante è scegliere ambientazioni che aggiungano qualcosa, ma sempre in linea con il suo carattere.

4. Mettilo in posa

Scegli le angolazioni migliori per mostrare la personalità del tuo animale e le sue peculiarità fisiche. Più lavori con lui e più imparerai a capire qual è il suo punto forte, dalla posizione imponente che ostenta sicurezza ai teneri grattini sulla pancia che mostrano il suo lato giocoso. Ricorda, gli snack saranno sempre i tuoi alleati vincenti!

5. Concentrati sulla qualità

Usa le attrezzature migliori per ottenere immagini nitide e che esaltino ogni singolo centimetro della personalità e dell’aspetto della tua star. La nuova funzione Animal Eye AF delle fotocamere di Sony ti aiuterà a realizzare degli scatti perfetti, mettendo in luce l’unicità del tuo piccolo influencer fin nei minimi dettagli, che saranno le armi vincenti del suo successo sulla piattaforma. Si dice che “gli occhi sono lo specchio dell’anima”, e quest’ultima novità di Sony ti permetterà di ottenere immagini precise, nitide e sorprendenti di quegli “occhioni da cucciolo” che cattureranno l’attenzione di tutti gli utenti.

6. Usa le didascalie

Le didascalie sono la chiave per far leggere ai follower i pensieri del tuo animale e per mostrare il suo stile. Spirito e sarcasmo sono i toni che funzionano meglio insieme alla simpatia, ovviamente restando sempre in linea con la sua natura. Ricordati di aggiungere ai post gli hashtag di tendenza per assicurarti che ottengano la visibilità che si meritano.

7. Sii costante

Mantieni lo stesso tono sia nelle immagini sia nel testo, per impostare un’identità ben definita e facilmente riconoscibile. E ricordati di essere costante anche nella frequenza con cui posti le immagini, in modo da tenere i tuoi fan sempre aggiornati e tenere alta l’attenzione.

 

Le razze di cani con più hashtag su Instagram

  • 1.Chihuahua – 22,3 milioni di post
  • 2.Bulldog francese – 22,1 milioni di post
  • 3.Carlino – 17,4 milioni di post
  • 4.Golden Retriever – 18 milioni di post
  • 5.Labrador – 15,6 milioni di post
  • 6.Husky – 14,2 milioni di post
  • 7.Pastore tedesco– 12,2 milioni di post
  • 8.Pomerania – 12 milioni di post
  • 9.Shih Tzu – 9,6 milioni di post
  • 10.Bulldog inglese – 7,1 milioni di post

Festival filosofia 2019: Persona. Maneggiare con cura

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FESTIVAL FILOSOFIA 2017 foto©elisabetta baracchi

Da venerdì 13 a domenica 15 settembre a Modena, Carpi e Sassuolo quasi 200 appuntamenti fra lezioni magistrali, mostre e spettacoli, tutti dedicati al tema “persona”. Tra i protagonisti 53 relatori, di cui ben 24 debuttano al festival. Tra gli ospiti più attesi: Augé, Bodei, Bianchi, Cacciari, Crouch, Ehrenberg, Galimberti, Giovannini, Marzano, Massini, Quante, Recalcati, Rosen, Roy, Severino, Vegetti Finzi. In programma anche otto “menu filosofici” per ricordare Tullio Gregory

Dedicato al tema persona, il festivalfilosofia 2019, in programma a Modena, Carpi e Sassuolo dal 13 al 15 settembre in 40 luoghi diversi delle tre città, mette a fuoco la questione della persona tra diritti, civiltà e fragilità umana. La diciannovesima edizione del festival prevede lezioni magistrali, mostre, spettacoli, letture, giochi per bambini e cene filosofiche. Gli appuntamenti saranno quasi 200 e tutti gratuiti.

Piazze e cortili ospiteranno oltre 50 lezioni magistrali in cui maestri del pensiero filosofico si confronteranno con il pubblico sul tema “persona”, che indica una categoria di lunga durata della cultura europea, fondamento dell’autonomia individuale e dei diritti umani. Sempre immersa in una rete di reciprocità, alla persona si riconduce il principio di dignità, sia nel campo sociale e politico (come per esempio nel caso del lavoro), sia nelle questioni bioetiche di inizio e fine vita. Si indagherà anche il modo in cui l’essere persone – richiamandosi al suo significato originario di maschera – passi attraverso il riconoscimento e la messa in scena del sé in cui si esprime la soggettività di ciascuno.
L’edizione 2019, mentre conferma lo stretto legame con i maggiori protagonisti del dibattito filosofico, presenta ventiquattro voci nuove, su un totale di 53 relatori. Tra gli autori stranieri, due terzi sono al loro debutto al festival.

Tra i protagonisti ricorrenti si ricordano, tra gli altri, Marc Augé, Enzo Bianchi, Massimo Cacciari, Donatella Di Cesare, Roberto Esposito, Umberto Galimberti, Michela Marzano (Lectio “Rotary Club Gruppo Ghirlandina”), Stefano Massini (Lectio “Coop Alleanza 3.0”), Salvatore Natoli, Massimo Recalcati, Emanuele Severino, Carlo Sini, Silvia Vegetti Finzi e Remo Bodei, Presidente del Comitato scientifico del Consorzio.
Tra i “debuttanti”, Michel Agier, Leonardo Caffo, Colin Crouch (Lectio “Gruppo Hera”), Alain Ehrenberg, Paolo Flores d’Arcais, Enrico Giovannini (Lectio “Confindustria Emilia Area Centro”), Danilo Martuccelli, Michael Rosen (Lectio “BPER Banca”), Olivier Roy, Michael Quante.
Il programma filosofico del festival propone anche la sezione “la lezione dei classici”: esperti eminenti commenteranno i testi che, nella storia del pensiero occidentale, hanno costituito modelli o svolte concettuali rilevanti per il tema della persona.

Se le lezioni magistrali sono il cuore della manifestazione, un vasto programma creativo (ancora in corso di definizione) coinvolgerà performance, musica e spettacoli dal vivo. Tra i partecipanti: David Riondino (con un concerto bandistico), Lino Guanciale (in una conversazione su Canetti), Chiara Valerio (in un reading da un suo testo inedito), Lella Costa (in un recital su Edith Stein). Non mancheranno i mercati di libri e le iniziative per bambini e ragazzi.

Oltre trenta le mostre proposte in occasione del festival, tra cui le personali di Vittorio Guida e Luisa Menazzi Moretti prodotte da Fondazione Modena Arti Visive. A Carpi una mostra ai Musei di Palazzo dei Pio presenta incisioni di Picasso, Kirchner e Chagall sul tema della maschera, mentre a Sassuolo una personale di Mustafa Sabbagh è dedicata alla condizione dell’umano.
Prima edizione dopo la scomparsa di Tullio Gregory, il festival omaggerà la figura del grande maestro, tra l’altro, riproponendo alcuni dei più significativi tra i suoi “menu filosofici” per più di settanta ristoranti ed enoteche delle tre città.

Il festival è promosso dal “Consorzio per il festivalfilosofia“, di cui sono soci i Comuni di Modena, Carpi e Sassuolo, la Fondazione Collegio San Carlo di Modena, la Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi e la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.

Infoline: Consorzio per il festivalfilosofia, tel. 059/2033382 e www.festivalfilosofia.it

Sulle orme di Smetana. Un itinerario in musica.

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Fuori dai confini cechi, più del suo nome è famoso il suo capolavoro “La Moldava”, poema sinfonico (e fortemente simbolico) le cui note sono conosciute in tutto il mondo. Di Bedrich Smetana ricorrono i 195 anni dalla nascita e i 135 dalla morte. Quale modo migliore di celebrarne il genio di un itinerario sulle sue orme? Ecco dove andare e cosa vedere.

Di origini non nobili, Bedrich Smetana –il più celebre compositore ceco al mondo- nacque “quasi” a corte. Era il 2 marzo 1824: suo padre lavorava come mastro birraio nel birrificio di palazzo a Litomysl, in Boemia orientale, e la famiglia alloggiava in un appartamento che apparteneva al castello, oggi sotto tutela Unesco come eccellenza architettonica rinascimentale. Forse fu proprio il nascere tra tanta bellezza a condizionare la futura carriera di Bedrich da sensibile artista… Certo deve molto alla sensibilità dei suoi genitori, decisi a incentivare il suo evidente e precoce talento musicale. Il piccolo infatti suonava il violino già prima di andare a scuola e iniziò a comporre a soli 8 anni. Da adulto andò all’estero, in Svezia, ma poi non poté che tornare tra le braccia della sua Cechia, dove scelse Praga per vivere, studiare, lavorare e infine morire, all’età di 60 anni.

Un fiume, un poema
Il grande successo delle opere di Smetana fu più che altro postumo. Sta di fatto che oggi il suo capolavoro “La Moldava” è applaudito in tutto il globo. La Moldava è il fiume di Praga, ma è anche il fiume nazionale del popolo ceco ed è soprattutto il fiume di Smetana. Perché se attraversando l’altro simbolo del Paese, il Ponte Carlo, è una melodia generale di acqua, pietra, guglie e luci a rapire il viandante, il celebre compositore ha saputo catturare nelle note e regalare al mondo la poesia dell’intero corso del fiume, dalla sorgente nella Selva Boema fino all’incontro con l’Elba, poco dopo aver bagnato la capitale. Dal titolo originale “Vltava” (nome ceco del fiume), il suo è il secondo di sei poemi sinfonici che il compositore intitolò “Ma vlast”, ovvero “La mia patria”. Metafora della vita, la composizione romantica è un inno alla natura. La musica incalza lo scorrere dell’acqua ed evoca immagini vivide, con ritmi diversi per scorci sempre nuovi. Nell’ordine, descrive: la sorgente, il corso del fiume (melodia-ritornello), la caccia nei boschi, una festa di nozze contadina, la pianura di notte, le cascate, l’attraversamento trionfale di Praga e l’addio (confluenza nell’Elba). Nell’incedere dell’acqua è quindi possibile leggere anche il cammino dell’uomo verso un obiettivo. E’ un cammino convinto, deciso, carico di speranza, che fa di tutto ciò che incontra esperienza, arricchimento.

Sulle orme del compositore, sulle note della Moldava
Nel suo doppio anniversario, l’invito è dunque a ricalcare le orme di Smetana come pretesto per scoprire quegli stessi struggenti panorami che gli catturarono il cuore e lo spartito. Dopo che, grazie all’incantesimo della musica, avete sognato il fiume, preparatevi a vederlo dal vivo, a seguirne il poetico corso tra paesaggi di sogno. La Moldava nasce con una doppia sorgente tra i boschi della Selva Boema, vasta e affascinante zona montuosa della Boemia sudoccidentale, estesa lungo il confine con la Germania e l’Austria. Un paradiso verde, con alte vette, torbiere lucenti, laghi glaciali, fragorose cascate e foreste vergini. Insieme alla zona che si distende ai suoi piedi, detta Posumavi, offre al turista uno degli scorci più belli e rigogliosi della Repubblica Ceca. Oltre ai capolavori della Natura, sono concentrati qui diversi castelli (Kasperk, Svihov, Kratochvile e Rabi) e altri monumenti dell’uomo, inclusa la diga di Lipno che regala l’omonimo lago artificiale, apprezzata area turistico-ricreativa perfetta per le famiglie. In inverno, poi, l’area si trasforma in un gettonatissimo circo bianco per sciatori più o meno esperti, uno dei tanti a disposizione sulle montagne della Selva Boema. Sempre al genio dell’uomo si deve anche il Canale di Schwarzenberg, vero e proprio monumento d’ingegneria. Il canale, largo appena 4 metri, corre per 44 chilometri lungo il confine ceco-tedesco e ceco-austriaco e collega il corso della Moldava a quello del Danubio. Costruito tra fine ‘700 e inizio ‘800, porta la firma dell’architetto e ingegnere civile ceco Josef Rosenauer, cui fu commissionato dagli Schwarzenberg per poter rifornire Vienna di legname. A impreziosirne il corso, in parte incanalato in un tunnel, due porte in pietra in stile neogotico e napoleonico. Per organizzare la vostra vacanza lungo il fiume –a piedi, in bici e in navigazione- è utilissimo consultare il sito www.vltava-river.com, disponibile anche in inglese.

La Cechia di Smetana
Oltre all’affascinante e variegato corso del fiume, è possibile però inseguire altrove le tracce di Smetana come uomo e come artista. L’itinerario spazia quindi in lungo e in largo, toccando i luoghi salienti della sua vita e della sua carriera. Si parte naturalmente da Litomysl, dove nacque. La città è una perla preziosa incastonata nel verde e incontaminato paesaggio della Boemia orientale. Il suo centro storico, con l’intera collina con il castello sapientemente restaurata, è sotto tutela Unesco da 20 anni. Per celebrare l’evento sono previsti numerosi eventi, che culmineranno –il secondo weekend di settembre- nell’inaugurazione nazionale delle Giornate europee del patrimonio. A Litomysl è prevista anche la Festa Italiana, in omaggio a quel Rinascimento che ha plasmato il volto di questa città-capolavoro. Fino al 7 luglio, tra l’altro, incapperete nel Festival Internazionale di Musica “Smetanova Litomysl” (Litomysl di Smetana), tra i più antichi della Repubblica Ceca. Nel complesso del castello è aperta al pubblico la casa natale di Smetana, dove rintracciarne l’infanzia ma anche scoprire gli altri luoghi legati alla vita del compositore, tra cui Göteborg e Praga. Proprio a Praga dal 1926 è aperto il Museo Bedrich Smetana, non lontano dal Ponte Carlo. Qui, con vista sulla “sua” Moldava, all’interno dell’edificio neo-rinascimantale che un tempo ospitava l’acquedotto della Città Vecchia, sono riassunte la vita e l’opera del compositore, grazia anche un’esposizione di oggetti personali, tra cui il pianoforte. Davanti al museo sorge il monumento che la città gli ha dedicato. Omaggio “impalpabile” della capitale al compositore anche il fatto che la celebre Primavera di Praga, importante festival di musica classica, si apre tutti gli anni il 12 maggio (anniversario della morte di Smetana) e rigorosamente con l’esecuzione de “La Moldava”. Tra i luoghi di Smetana nella capitale, anche il Teatro Nazionale di Praga dove furono rappresentate le sue opere teatrali e dove fu direttore d’orchestra dal 1866. L’itinerario sulle sue orme conduce poi a Nord di Praga, nei pressi di Mlada Boleslav, dove –ospite della figlia e del genero nella casetta del guardacaccia di Jabkenice-visse i suoi ultimi anni, compose le sue ultime opere e completò il ciclo de “La mia patria”, nonostante la sordità sopraggiunta. Ultima tappa, inesorabilmente, il cimitero di Vysehrad a Praga, dove è sepolto.

Tel Aviv Pride 2019. Un successo senza precedenti

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250.000 PERSONE IN MARCIA A TEL AVIV

PER LA PIÙ GRANDE GAY PRIDE PARADE

 

DEL MEDIO ORIENTE

 

Il sindaco di Tel Aviv-Yafo:

 

 

“Continueremo a supportare la nostra cultura LGBTQ locale
e a identificarci come una destinazione aperta a tutta la comunità gay internazionale.”

 

 

L’International Ambassador del Tel Aviv Pride 2019, Neil Patrick Harris:
“Tel Aviv è diventata un importante simbolo internazionale di visibilità e tolleranza
per la comunità LGBTQ.”

250.000 persone da tutto il mondo si sono date appuntamento a Tel Aviv lo scorso 14 giugno per la più grande Pride Parade del Medio Oriente. L’edizione di quest’anno ha segnato il ventunesimo anniversario dal primo Gay Pride nella città israeliana.

 

 

Nominata “Best Gay City” dal portale GayCities.com e “Most Gay-Friendly City in the World” da Wow Travel, Tel Aviv ospita, con la sua Pride Parade, uno dei momenti più importanti per la comunità LGBTQ, attirando migliaia di turisti da tutto il mondo. L’attore, scrittore, produttore prestigiatore e cantante americano Neil Patrick Harris è stato scelto come “International Pride Ambassador” per l’edizione di quest’anno.

 

 

La parata di venerdì ha segnato la fine di un intero mese di eventi, che ha incluso il TLV Fest (il festival internazionale di cinema gay della città), una rassegna di eventi culturali LGTBQ, uno spettacolo speciale dell’Israeli Opera per celebrare le hit del recente Eurovision Song Contest, tenutosi presso l’hotel NYX della catena Fattal, hotel ufficiale del Tel Aviv Pride, e diversi tributi a figure chiave della comunità LGBTQ. I festeggiamenti sono poi proseguiti per tutto il weekend con numerosi after-party che hanno attirato decine di migliaia di spettatori, uno dei quali ha visto la partecipazione del celebre dj e icona gay Offer Nissim.

 

 

Ron Huldai, sindaco di Tel Aviv – Yafo, ha dichiarato: “Tel Aviv, che è già riconosciuta come città più gay-friendly al mondo e che rappresenta un emblema di libertà, pluralismo e tolleranza, è fiera di essere la casa di una grande e assortita comunità LGBTQ. La Pride Parade di Tel Aviv non è solo una festa, ma anche un’importante dichiarazione di sostegno e un’opportunità per chiedere diritti uguali per tutti. Continueremo a supportare la nostra cultura LGBTQ locale e a porci come una destinazione aperta a tutta la comunità gay internazionale”.

 

 

L’International Ambassador di questa edizione del Tel Aviv Pride, l’attore, scrittore, produttore, prestigiatore e cantante Neil Patrick Harris, ha affermato: “Tel Aviv è diventata un importante simbolo internazionale di visibilità e tolleranza per la comunità LGBTQ. Siamo entusiasti di visitare Israele per la prima volta e siamo onorati di fare parte di questa magnifica manifestazione, per unirci alla comunità LGBTQ israeliana e internazionale nell’anno del 50° anniversario dei moti di Stonewall.”

 

 

“Il mercato LGBTQ continua a crescere e Tel Aviv ne è diventata il simbolo, proprio per la sua capacità di accoglienza, in ogni giorno dell’anno. L’importanza di questo settore è testimoniata dai molteplici operatori che continuano a promuovere Tel Aviv come meta Gay friendly, con un’offerta sempre nuova e articolata in quanto è possibile fruire di servizi di altissimo livello con hotel e locali Gay Friendly e addiruttura una spiaggia dedicata”  ha dichiarato Avital Kotzer Adari, direttore dell’Ufficio Nazionale Israeliano del Turismo a Milano.

 

 

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Per le immagini crediti a: Guy Yechiely

Vivere Utrecht d’estate: Tra spiaggia urbana e giardini all’aperto

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Una delle spiagge cittadine più amate dai locali è la spiaggia urbana Soia nel quartiere Oog in Al di Utrecht. La spiaggia dove regna pace e tranquillità, si trova nel centro della città dove confluiscono l’Amsterdam-Rijnkanaal e il Merwedekanaal. Da Soia ci si può rilassare al sole durante tutta l’estate, pranzando o cenando nel ristorante sull’acqua o semplicemente bersi una delle numerose birre artigianali. E se il tempo non dovesse essere bello, la spiaggia è anche dotata di una terrazza coperta.

 

Durante i fine settimana si tengono poi corsi di Yoga all’interno del bar affacciato sulla spiaggia o sulla terrazza del locale. Le lezioni sono aperte a tutti, dai più esperti ai meno esperti.Il costo per una lezione è di 7,5€, la prenotazione va effettuata sul sito www.soia.nl.

SOIA è anche un luogo a misura di bambino: dal parco giochi esterno alle prelibatezze nel menù, offrendo ottime soluzioni di divertimento e relax per l’intera famiglia.

Indirizzo: Strand Oog in Al, Kanaalweg 199, Utrecht, www.soia.nl

 

I Giardini nascosti di Utrecht – 29 giugno

Dopo otto edizioni di grande successo, sabato 29 giugno si svolgerà il nono appuntamento dell’Open Gardens Day di Utrecht, durante il quale apriranno le proprie porte al pubblico circa 50 giardini privati dall’architettura sfarzosa, cortili nascosti presso chiese e monasteri, oasi verdi con statue e stagni non accessibili durante il resto dell’anno.

L’Open Garden Day di Utrecht rappresenta un’occasione unica per una visita insolita nell’affascinante centro storico della città. Le location si trovano tutte a breve distanza l’una dall’altra e lungo il percorso, percorribile a piedi, non mancano ristoranti e caffè per fare una sosta.

I giardini possono essere visitati tra le 10 e le 17 su presentazione di un passe-partout. L’ opuscolo riporta una descrizione di ogni giardino e una comoda mappa con il percorso. Il biglietto per accedere a tutti i giardini costa € 12,50 ed è disponibile presso l’ufficio del turismo di Utrecht (VVV Utrecht), oppure prenotabile in anticipo scrivendo a infovvv@utrechtmarketing.nl

VVV-Utrecht, Domplein 9-10, tel: 0031 30 2360004

A conclusione della giornata, un concerto gratuito per i possessori del pass presso la sala Smeezaal di Bartholomeus Gasthuis (Lange Smeestraat 40) dalle ore 17:15 alle 18:00.

Punti di partenza Open Gardens Day Utrecht:

– VVV Utrecht, Domplein 9

– Museo Catharijneconvent, Lange Nieuwstraat 38

– Grand Hotel Karel V, Geertebolwerk 1, ingresso a Springweg (di fronte a Springhavertheater)

http://opentuinendagutrecht.nl/

Un weekend nella bellissima Amersfoort: una meta da Independent Explorer

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La cittadina di Amersfoort, poco lontana da Utrecht riesce a sorprendere ogni visitatore, primi tra tutti gli stessi olandesi che apprezzano l’atmosfera rilassata di questa cittadina da favola.

Il tesoro più grande di Amersfoort è la sua storia. Nei numerosi monumenti, strade e canali si scopre questa città medievale che ha avuto origine nel 13 ° secolo.

Anche per questo, il modo migliore per visitare la graziosa città è quello di passeggiare per le sue stradine alla ricerca degli angoli più particolari, esplorando il centro e lasciandosi trasportare dall’istinto per scoprire i suoi cortili, i luoghi nascosti e i suoi panorami unici. Scoprirete che Amersfoort è anche una città estremamente fotogenica.

Ogni giorno dalle 14:00 alle 15:30 la città propone tour a piedi accompagnati da una guida esperta. Le passeggiate durano circa 1,5 ore e se ne trovano per tutti i gusti ed esigenze al prezzo di 5€ per gli adulti e 4€ per bambini fino ai 14 anni, disponibili presso l’ufficio turistico della città.

Per ammirare la città da un’altra prospettiva, si può fare una crociera attraverso i suoi canali: si passa la storica Muurhuizen, costruita dai resti delle mura della città originale. Quando infatti la città iniziò ad espandersi verso il 1380 a causa del boom economico, fu necessario costruire una nuova cinta muraria. Il vecchio muro fu demolito e dal 1500 circa il materiale rimasto venne utilizzato per costruire case ed edifici, seguendo la linea percorsa dalle vecchie mura.

Altra tappa obbligatoria è la Onze Lieve Vrouwetoren (“La Torre della Nostra Signora”) in stile tardo-gotico. la torre della chiesa di Amersfoort, sulla quale si può salire in cima.  

Le crociere possono essere prenotate fino alla fine di ottobre presso https://www.vvvamersfoort.nl/nl/uitagenda/2171291423/maak-een-rondvaart-door-amersfoort

La casa natale di Mondriaan

Una visita alla Mondriaanhuis si rivelerà un sorprendente incontro con lo stravagante artista, percorrendo un vero e proprio viaggio nella sua vita, scoprendo i suoi interessi più profondi, gli amici e l’educazione spirituale che ricevette, così come le sue iconiche opere.

Kunsthal KAdE

Kunsthal KAdE organizza mostre di arte contemporanea / moderna, architettura, design e cultura visiva contemporanea. https://www.kunsthalkade.nl/nl

Alcuni suggerimenti ad Amersfoort

Appena fuori dal centro storico in “The New City” si trova il locale KROAST, situato nell’ex fabbrica Rohm & Haas, sulla Eemhaven, esso condivide l’edificio con architetti e artisti. Questa ex zona industriale, recentemente ristrutturata in ottica sostenibile, è oggi punto d’incontro tra modernità e storia, un luogo che offre ampie opportunità al talento creativo e all’imprenditorialità.
Il locale serve un’ampia gamma di piatti per il pranzo, da sandwich a insalate preparate con freschissimi ingredienti, che, con il bel tempo è possibile gustarsi nel cortile all’aperto. https://www.kroast.nl/menu/

Una tappa da Rock City Brew Pub è obbligatoria per assaggiare le migliori birre locali. Indirizzo: Mijnbouwweg 15, Amersfoort http://rockcitybrewpub.nl/

Se poi volete assaggiare una tipica “pannekoek”, ovvero una crêpe, fate una tappa nel locale Juffrouw Jacoba (Krankeledenstraat 6). Questa creperia si trova nel centro di Amersfoort e si dice che produca le migliori crepes dei Paesi Bassi! Il menu comprende un‘ampia scelta di crêpes dolci e salate per tutti i gusti.
https://www.juffrouw-jacoba.nl/

Per una cena esclusiva ad Amersfoort c’è il Restaurant de Monnikendam, all’interno delle mura della città vecchia https://demonnikendam.nl/

Amersfoort è anche un’ottima meta per lo shopping. Lungo la Langestraat si trovano le catene di negozi più famose e internazionali, ma nella Krommestraat o al De Kamp si scoprono boutique e negozietti molto originali. Da Blur è anche possibile fare acquisti sostenibili scegliendo brand e prodotti green: vestiti ed accessori fatti a mano, formaggi provenienti da fattorie locali e regalini insoliti.

Dormire ad Amersfoort

Situato in un palazzo monumentale del XVII secolo nel centro di Amersfoort, l’Hotel de Tabaksplant propone 25 camere per trascorrere un weekend in città. Se si decide di fermarsi per più giorni, usando la cittadina come base per numerose gite nei dintorni, l’hotel offre anche la possibilità di affittare 6 bellissimi appartamenti, con ampio soggiorno e angolo cottura, bagno con lavatrice e camera da letto separata.

www.vvvamersfoort.nl

Basta orologi! L’isola di Sommarøy vuole diventare la prima “time-free zone” del mondo

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Photo ©Jøran Mikkelsen

A Sommarøy (“L’isola dell’estate”), nel Nord della Norvegia, non basta più mettere in discussione l’ora legale come avviene in molti Paesi del mondo. I suoi abitanti vogliono andare oltre e vivere l’estate senza orari diventando una “time-free zone”.

Durante l’estate il sole qui non tramonta per 69 giorni e nessuno avverte il bisogno di sapere che ora sia. Per gli isolani non ha senso parlare di ora di alzarsi, ora di cenare o ora di dormire. La luce del giorno è costante e loro agiscono di conseguenza. Alle 2 di notte è possibile trovare bambini che giocano a calcio, persone che dipingono le case o che tagliano l’erba, e ragazzi che fanno il bagno. Gli orologi sono visti come una seccatura inutile. Non è importante sapere l’ora, ma divertirsi e godersi il momento, la natura e la comunità.

Per i locali è giunto il momento di formalizzare questo stile di vita praticato da generazioni sottoscrivendo una petizione affinché Sommarøy venga ufficialmente dichiarata “time-free zone”. Se il governo dovesse accogliere la richiesta, le implicazioni legali e pratiche sarebbero notevoli, e anche le ore di scuola e di lavoro non saranno più fisse.

Se Sommarøy diventasse veramente una time-free zone, sarebbe sicuramente di grande attrattiva per chi cerca una vacanza senza stress.
I visitatori capiranno di essere in un luogo piuttosto particolare non appena percorreranno il ponte che collega la terraferma all’isola: al posto di essere coperto dai soliti lucchetti, troveranno appesi decine di orologi!

L’iniziativa, nata dagli abitanti di Sommarøy è supportata da Visit Norway e Northern Norway Tourist Board.

La prima fattoria galleggiante del mondo accoglie le sue mucche!

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Una floating farm autosufficiente e circolare  

 

Recentemente sono arrivate 32 mucche nella prima fattoria galleggiante al mondo.
Le mucche hanno ora a disposizione speciali mangiatoie e stalle spaziose, un robot per la mungitura e uno per i liquami, un nastro di alimentazione automatico e un comodo suolo in gomma. Se le mucche desiderano uscire all’aperto, hanno a disposizione il campo circostante.

Avvicinare il più possibile gli abitanti della città all’origine e alla preparazione del loro cibo quotidiano.
Trasparente, educativo, ricreativo e sano. La fattoria è trasparente, in modo che i visitatori possano vedere ciò che accade all’interno della Floating Farm. Il latte è trasformato in prodotti freschi e genuini, il letame viene separato per poi essere riutilizzato come concime ricco e biologico per le piante della città, dei giardini e dei parchi. Anche i robot utilizzati per la mungitura, per i liquami e per l’alimentazione sono esposti e visibili a tutti.

Floating Farm contribuisce all’obiettivo di una città circolare, riciclando le biomasse di Rotterdam in prodotti caseari di valore per i residenti della città.
Ovunque possibile, Floating Farm è autosufficiente e circolare. Tutta l’energia necessaria è fornita da pannelli solari galleggianti e l’acqua piovana è raccolta sul tetto per poi essere purificata. La maggior parte del mangime per il bestiame arriva dalla città. Il cibo per le mucche consiste tra l’altro in grano, crusca, bucce di patate ed erba proveniente da campi da gioco o campi da golf in città. Le mucche trasformano questi “prodotti di scarto” in sani latticini per i residenti locali. Dare nuova vita a rifiuti come l’erba e trasformarli in nutrienti (proteine) commestibili sta alla base della produzione di cibo sostenibile. I prodotti caseari sono in vendita presso la Floating Farm e a breve potranno essere acquistati anche nei negozi Lidl di Rotterdam e dintorni. A capo dell’intera operazione di vendita all’ingrosso troviamo Zegro.

“Transfarmation”
Dal piano più alto della fattoria galleggiante si vede per il momento un porto affollato ma che vedrà la trasformazione in un’area residenziale tra 10 o 15 anni. Si tratta di una fase di transizione per la zona Merwehaven a Rotterdam. I fondatori di Floating Farm attualmente chiamano questa trasformazione “trasfarmation”. Questo termine si riferisce al cambiamento che è necessario mettere in atto per ottenere città sostenibili e genuine (“transition” = transizione) e il fatto che produrre cibo sano e di qualità (“farming”= agricoltura, allevamento) debba rappresentare un tratto definitivo di queste città.
I motivi della nascita e sviluppo di Floating Farm vanno ricercati nel contesto: da un lato la crescente scarsità di terreno agricolo e dall’altro il costante aumento della popolazione mondiale. Questo porta alla ricerca di “Future Food System” – nuovi metodi per continuare ad essere in grado di nutrire la popolazione nel futuro. Le questioni climatiche sono un ulteriore fattore. Rotterdam si trova in una zona molto sensibile alle acque. Come molte altre città, Rotterdam deve far fronte allo scarico delle acque dai fiumi, a livelli del mare sempre più alti e a precipitazioni più violente. Tutto ciò può essere gestito in diversi modi, uno dei quali è proprio rappresentato da edifici galleggianti. Costruendo una fattoria galleggiante, la produzione di cibo può continuare anche durante un’alluvione.

Persino prima dell’apertura, questo progetto innovativo ha suscitato molto interesse e curiosità. La ricerca di un sistema alimentare sostenibile in un mondo che sta affrontando cambiamenti climatici è una delle priorità di molte città. Tutto ciò è stato reso possibile da investitori privati e consorzi di partners nella tecnologia, innovazione e ricerca.

I prossimi progetti riguarderanno un allevamento di polli e una serra galleggiante in cui ortaggi ed erbe possono essere coltivate, tutte finalizzate a produrre cibo fresco e genuino in modo trasparente e vicino al consumatore.

Avvicinando il trasporto degli alimenti direttamente al consumatore, la Floating Farm offre un importante contributo allo spreco di cibo e ovviamente all’inquinamento relativo ai trasporti.

La fattoria verrà aperta al pubblico, solamente quando le mucche si saranno ambientate. Per questo motivo non è stata ancora definita una data precisa.

Per ulteriori informazioni www.floatingfarm.nl

Percorrere la Liberation Route Europe Un itinerario internazionale lungo 3000 km

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‘Liberation Route Europe’ è un itinerario internazionale che si snoda attraverso nove paesi (Belgio, Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia, Lussemburgo, Olanda, Polonia e Repubblica Ceca), toccando siti commemorativi della Seconda guerra mondiale. Partendo dall’Inghilterra meridionale, si raggiunge l’Olanda, passando per Francia, Lussemburgo e Belgio. Quindi è possibile proseguire l’itinerario attraverso la Germania e la Polonia, oppure in direzione dell’Italia. Lungo il percorso si possono visitare diversi musei, luoghi della memoria, monumenti e cimiteri di guerra. “Liberation Route Europe” è stato creato in collaborazione con l’architetto americano Daniel Libeskind e Wandelnet, l’Associazione Escursionistica Olandese.

Questo percorso di memoria funge da testimonianza dell’eredità dei veterani che hanno liberato l’Europa dal dominio nazista, nella Seconda Guerra Mondiale. Il percorso si estende per 3.000 km, da Londra a Berlino, passando per centinaia di punti di interesse evidenziati da dei “vettori” (ovvero “marcatori di percorso”) appositamente progettati da Daniel Libeskind. Si potranno inoltre ascoltare racconti sulla Seconda guerra mondiale mediante un’app o presso i cosiddetti ‘luoghi di ascolto’.

Il percorso verrà lanciato nel 2020 durante le celebrazioni per il 75 ° anniversario della fine del secondo conflitto bellico mondiale.

Con “la Strada europea della liberazione” l’obiettivo è quello di insegnare, condividere esperienze, incoraggiare la comprensione e creare una consapevolezza unificata dell’importanza della libertà. La Fondazione Liberation Route Europe commemora gli eventi della Seconda Guerra Mondiale e incoraggia i cittadini dell’Europa a celebrarli e ad averne cura per il futuro e creare la consapevolezza che la libertà non dovrebbe mai essere data per scontata.

 

Aperta la raccolta fondi per sostenere Liberation Route Europe

Questo sforzo comune ha ora bisogno di sostegno, per realizzare i suoi ambiziosi obiettivi di raccolta fondi per finanziare lo sviluppo del percorso. Victoria van Krieken, presidente di Liberation Route Europe, dichiara: “Abbiamo creato una solida piattaforma di crowdfunding con vantaggi per tutti e diversi livelli contributivi, dando la possibilità di adottare un singolo chilometro del percorso. Vogliamo dare a tutti la possibilità di svolgere un ruolo in questo progetto, piccolo o grande, rendendo questa iniziativa veramente collettiva e offrendo un tributo di conoscenza e consapevolezza alle generazioni future”. https://b2b.liberationroute.com/donate/

 

Per saperne di più su Liberation Route Europe e i suoi obiettivi www.liberationroute.com

 

In canoa di Bed&Breakfast in Bed&Breakfast Nel Parco Nazionale Weerribben-Wieden

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Il 24 maggio scorso, durante la giornata europea dei parchi nazionali, è stato inaugurato il “paradiso delle canoe” all’interno del Parco Nazionale Weerribben-Wieden nella verde provincia olandese Overiijssel, considerato il luogo più bello per fare canottaggio nei Paesi Bassi.

Pagaiare da un B&B all’altro

Gli appassionati della canoa possono ora scegliere tra escursioni in canoa della durata di un paio di ore o di più giorni, avendo a disposizione una canoa fino a quattro giorni per attraversare in lungo e in largo il parco nazionale Weerribben- Wieden, potendo scegliere di dormire in tenda, nei bed & breakfast del parco o in graziosi cottage sull’acqua. Sarà l’organizzazione stessa del parco ad occuparsi del trasporto dei bagagli da un bed & breakfast all’altro o da un alloggio all’altro. Esiste inoltre la possibilità di fare corsi di canoa o essere accompagnati da una guida durante le varie escursioni.

Il percorso tra un Bed & Breakfast si può impostare in maniera flessibile , rendendo quindi il percorso adatto sia a principianti che ad esperti. Oltre ai pacchetti per la canoa, esistono anche varie opzioni per percorrere il parco a piedi.

I pacchetti comprendono sempre la colazione, il pranzo al sacco, la cartine con i percorsi e i vari punti di ormeggio, informazioni sulla flora e fauna del parco, attrezzatura anti acqua (per proteggere tra l’altro smartphone, occhiali, portafogli etc..) e giubbotto di salvataggio. Si potrà lasciare la propria auto gratuitamente all’inizio del percorso e sarà l’ultimo proprietario del Bed & Breakfast ad accompagnarvi a recuperarla a fine escursione.

Informazioni sul parco Weerribben-Wieden www.np-weerribbenwieden.nl
Maggiori informazioni sul “Canoe Paradise” sono disponibili su www.kanoparadijs.nl