Al MAN di Nuoro, capolavori dalla Collezione Maria Cernuschi Ghiringhelli

Maria Cernuschi Ghiringhelli è stata una figura unica nel panorama dell’arte italiana tra le due guerre. Considerata la “musa astratta” di Carlo Belli e Osvaldo Licini, all’inizio del 1930 divenne un’appassionata sostenitrice dell’arte astratta italiana e internazionale, riuscendo a intercettare le proposte più innovative con una grande autonomia di giudizio. Una Peggy Guggenheim italiana, capace di intrattenere solidi rapporti con gli artisti, anche quelli più giovani e non ancora affermati, poiché ciò che più le interessava era “seguire e se possibile incoraggiare, gli sviluppi di un tipo di ricerca artistica in cui credevo”.

Partendo da alcuni opere chiave dell’astrattismo italiano degli anni Trenta, passando per le ricerche percettiviste e preconcettuali degli anni Sessanta, fino all’arte Optical e la Nuova Pittura degli anni Settanta e Ottanta, la mostra, a cura di Ilaria Bonacossa e Francesca Serrati, assistente curatore Michela Murialdo, ripercorre la storia della collezione – conservata presso il Museo di Villa Croce a Genova – dialogando con alcuni dei principali movimenti artistici e autori del Novecento italiano.

L’incontro di Maria Cernuschi con l’arte si deve al marito Gino Ghiringhelli, artista e proprietario della galleria milanese “Il Milione”, luogo fondamentale per la promozione dell’arte astratta in Italia. Tra il 1934 e il 1935 la galleria presenta il lavoro di artisti quali Kandinsky, Vordemberge-Gildewart, Albers, Fontana, Licini, Melotti ed è il primo spazio espositivo a ospitare opere di Soldati, Radice, Rho e Veronesi. Nel 1933 la Galleria aveva supportato la pubblicazione di Kn, saggio di critica d’arte di Carlo Belli, dedicato proprio a Maria Cernuschi Ghiringhelli, e definito da Kandinsky “il vangelo dell’arte astratta”.

Nel 1940, anno della separazione dal marito, Maria Cernuschi inizia ad acquistare una serie di quadri che diventano testimonianza di una nuova fase della sua vita, rappresentando, più che una scelta documentaria, una spinta sentimentale che la porta a definire la propria raccolta non come una collezione razionale, ma più semplicemente come la “sua” collezione (“i miei quadri”). Nel 1950, stanca dell’ambiente milanese, si trasferisce in Liguria, dove respira un clima nuovo, culturalmente vivo, grazie alla presenza di un nutrito gruppo di artisti attivi soprattutto presso le fabbriche di ceramica di Albisola.

A partire dal 1965 gli acquisti si fanno sempre più frequenti e le scelte più rigorose. I criteri di acquisizione abbandonano la sfera privata e si orientano sempre più verso il tentativo di documentare in maniera organica gli esiti della ricerca artistica contemporanea, soprattutto italiana, nell’ambito dell’astrazione. Una scelta che, negli anni Settanta, trova un elemento di specificità nell’attenzione alla ricerca portata avanti nel contesto ligure.

Maria Cernuschi Ghiringhelli è stata capace di cogliere gli elementi di novità nella produzione artistica del suo tempo senza attenderne la consacrazione da parte della critica o del mercato, come testimoniano le date – tutte precoci – dei lavori di Piero Manzoni, di cui in mostra è possibile vedere uno dei primi Achrome, di Agostino Bonalumi, di Lucio Fontana, di Osvaldo Licini, di Gino Ghiringhelli di Bruno Munari e di numerosi altri autori. Una lungimiranza nelle scelte affiancata e supportata dallo stretto e mai interrotto rapporto con le generazioni artistiche attive prima della guerra, ed in particolare proprio Melotti, Soldati, Munari e Fontana.

Se l’interesse di una collezione privata lo si può ricondurre soprattutto alla sua originalità, alla sua “differenza” dalle altre, dettata da una visione, da incontri e da esperienze personali, quella di Maria Cernuschi può essere senza dubbio considerata una delle collezioni italiane più interessanti del Novecento.

“Una visione astratta. Opere dalla Collezione Maria Cernuschi Ghiringhelli” si propone di presentare al pubblico il cuore di questa collezione privata, rappresentativa di un momento storico e artistico fondamentale, ma anche specchio di storie, scelte, pulsioni e sentimenti personali della sua artefice.

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Museo MAN
via S. Satta 27- 08100, Nuoro
tel. +39 0784 25 21 10
orari: 10-20 lunedì chiuso
www.museoman.it

ROUTES2ROME: festival e itinerario culturale europeo per il bicentenario di Goethe (24 novembre)

ALL ROUTES LEAD TO ROME
#routes2rome

Museo Nazionale Romano
Palazzo Massimo Alle Terme – Largo Villa Peretti, 2 – Roma

Ingresso libero

Venerdì 24 novembre – ore 10.00

GOETHE IN ITALIA: DAL BICENTENARIO AL FESTIVAL, ALL’ITINERARIO CULTURALE EUROPEO

Saluti e introduzione:
ROBERTO DI FELICE / Sindaco di Ariccia
ALESSANDRO RICCI / Segretario Generale della Società Geografica Italiana

Intervengono:
SINDACI E AMMINISTRATORI DEGLI ENTI E DELLE ASSOCIAZIONI ADERENTI
MARIA CRISTINA VINCENTI / Archeologa
ROBERTO CROSTI / Discesa Internazionale del Tevere
VIENNA CAMMAROTA / AIGAE – Cammino di Goethe

Conclusioni:
FEDERICO MASSIMO CESCHIN / Segretario Generale di Cammini d’Europa

Tra il 1816 e il 1817, quando fu pubblicato “Viaggio in Italia”, l’intellettuale tedesco Johann Wolfgang von Goethe era ormai ottantenne, raggiunta una fama internazionale con una lunga carriera di successo, e consegnava una narrazione di struggente nostalgia per celebrare un lungo soggiorno italiano, vissuto trent’anni prima.
Eppure, a duecento anni di distanza, l’opera mantiene intatto il carisma che spinse frotte di viaggiatori a simulare l’impresa, e soprattutto sembra avere ancora molti messaggi da consegnare ai suoi lettori.
Forse perché “Viaggio in Italia” non è una semplice descrizione del Paese, ma delle impressioni che Goethe riceveva dalla gente, mescolata a riflessioni su arte, cultura e letteratura. È dunque un libro sull’Italia ma, ancor prima, un ritratto degli italiani.

Il bicentenario si presenta dunque come una straordinaria occasione per fermarci a riflettere, come italiani, sul nostro patrimonio culturale, sulla sua attrattività, sui modelli di gestione, sui flussi turistici che interessano – e spesso soffocano – le principali città d’arte mentre ignorano le aree interne e sostanzialmente l’intero Mezzogiorno, anche se poi chi si avventura sull’Appennino o verso Sud rimane totalmente affascinato (“Gli Appennini rappresentano per me un meraviglioso pezzo del creato”).
Da qui l’idea di “Goethe in Italia”, Festival di letterature, arti e culture di viaggio: un movimento di pensieri e di opinioni che stimola le comunità locali ad attivarsi in modalità collettiva, itinerante e diffusa sul territorio nazionale, dai confini con l’Austria fino alla Sicilia, mantenendo al centro Roma.

L’appuntamento conclusivo del bicentenario sarà con “All Routes Lead to Rome – Tutti gli Itinerari portano a Roma”, che concluderà ufficialmente le celebrazioni. Ma il progetto prosegue, prevedendo la redazione di un “Dossier di candidatura” da presentare all’accordo parziale allargato tra Commissione Europea e Consiglio d’Europa – per tramite dell’Istituto Europeo degli Itinerari Culturali di Lussemburgo – al fine di certificare l’Itinerario europeo di Goethe come Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa (secondo le previsioni e i criteri descritti nella risoluzione CM/Res(2013)67).
Va costituendosi una Associazione Culturale Europea tra i Comuni attraversati dall’Itinerario – capofila il Comune di Ariccia che offrirà la sede presso la “Locanda Martorelli – Museo del Grand Tour” – e un Comitato scientifico internazionale che coinvolgerà personalità e studiosi di Cammini d’Europa, Società Geografica Italiana, Goethe-Institut, Museo “Casa di Goethe” e da altre autorevoli istituzioni culturali.

SCARICA PROGRAMMA E IMMAGINI DI SEGUITO:

170310_Goethe-in-Italia_abstract-v301.pdf

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Sito ufficiale: www.routes2rome.it  
Pagina Facebook www.facebook.com/routes2rome

Una cartolina d’autore per Arturo Toscanini

Una mostra di illustrazione contemporanea che celebra Arturo Toscanini a 150 anni dalla nascita. Dal 17 novembre in Piazza Garibaldi, sotto i Portici del Grano, a Parma

Da Bologna a Rio De Janeiro, da Parigi a New York, passando naturalmente per Parma. Nove artisti dedicano una tavola illustrata al Maestro, ricostruendo un viaggio tra le città più significative per la sua storia personale. La mostra “Baci da Arturo. Una cartolina d’autore per Toscanini” nasce dalla collaborazione tra Comune di Parma, Casa della Musica e S.O. Giovani, Fondazione Toscanini, Kreativehouse ed Ale Giorgini.

Baci da Arturo, 2017 © Riccardo Guasco courtesy of the artist

Lo schiaffo di Bologna, il “miracolo” di Rio de Janeiro, le luci scintillanti di Parigi, il successo nel Nuovo Mondo, il ritorno in Italia dopo la guerra, ma anche lo stupore davanti alla bellezza della natura. La vita di uno dei più straordinari talenti del Novecento raccontata alle nuove generazioni attraverso il linguaggio universale del disegno da alcuni dei più celebri illustratori italiani contemporanei. La rabbia, la speranza, la passione, tutte le sfumature della complessa personalità del Maestro Toscanini, catturate in 9 cartoline d’autore per un viaggio immaginato che da Rio, Milano, New York, Parigi, Bayreuth, Bologna, Gerusalemme ci riporta proprio qui a Parma, dove tutto ha avuto inizio 150 anni fa.

Ogni cartolina è come un ricordo, porta con sé un viaggio, un momento importante di crescita e cambiamento. Ogni tavola è una tappa nella storia di Toscanini e custodisce un messaggio del Maestro, trasformandosi così in un’occasione per scoprire e raccontare tutte le sfumature di una delle personalità artistiche più interessanti del secolo scorso.

Dove trovare le cartoline da collezione

Le cartoline da collezione sono anche uno speciale percorso per immagini attraverso la città, si potranno infatti ricevere gratuitamente in alcuni luoghi chiave di Parma: la Casa natale, la Casa della Musica, il Conservatorio, Fondazione Toscanini, lo IAT del Comune di Parma, il Parma Point.

Gli artisti in mostra

L’inconfondibile tratto “geometric retro” di Ale Giorgini, le atmosfere futuriste e vintage di Riccardo Guasco, l’acquerello poetico ed essenziale di Gianluca Folì, l’esplosione di forme e colori di Elisa Macellari, la matita di MARTOZ sospesa tra il fumetto e la grande pittura del Novecento, l’illustrazione onirica e cinematica di Gloria Pizzilli, il taglio iconico e “flat” delle immagini Francesco Poroli, lo scenario metafisico di Giovanna Giuliano e infine l’eleganza digitale di Simone Massoni.

La mostra

Baci da Arturo – Una cartolina d’autore per Toscanini.
La vita, il genio e il temperamento di Arturo Toscanini raccontato in nove cartoline d’autore.
Parma, Portici del grano, Piazza Garibaldi, dal 17 novembre.Con opere di Gianluca Folì, Ale Giorgini, Giovanna Giuliano, Riccardo Guasco, Elisa Macellari, Simone Massoni, MARTOZ, Gloria Pizzilli, Francesco Poroli. Le cartoline d’autore si possono collezionare recandosi presso: la Casa natale, la Casa della Musica, il Conservatorio “A.Boito”, la Fondazione Toscanini c/o CPM Arturo Toscanini, lo IAT del Comune di Parma, il Parma Point.

Al via la mostra fotografica Two Cities One Break – Tel Aviv e Gerusalemme

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L’Ufficio Nazionale Israeliano del Turismo, Mondadori Store e Mediamond presentano la mostra fotografica “Tel Aviv e Gerusalemme: per esploratori di luoghi e anime”, nel Mondadori Megastore di Piazza Duomo a Milano. La mostra, allestita presso lo spazio eventi al terzo piano, sarà aperta al pubblico venerdì 10 novembre dalle ore 13:00 alle 22:00; sabato 11 e domenica 12 dalle ore 9:30 alle 22:00.

 

Il percorso espositivo, curato da Denis Curti, invita il pubblico a scoprire attraverso 20 scatti le due città di Tel Aviv e Gerusalemme, i due volti di Israele. I visitatori saranno accolti in uno spazio che richiama la casa di un viaggiatore, sulle cui pareti sono affissi ricordi di un viaggio nelle due città: panorami mozzafiato, volti, angoli inaspettati di due città diverse e allo stesso tempo vicine.

 

Crediti a Michael Shmidt, JerusaLENS

“Il viaggio è una porta attraverso la quale conosciamo nuove realtà. Da sempre una parte essenziale dell’offerta di Mondadori Store, che affianca alla proposta libraria un’ampia gamma di prodotti e servizi dedicati. Con questa iniziativa siamo felici di poter dare ai nostri visitatori un’occasione in più per scoprire da vicino due città come quelle di Tel Aviv e Gerusalemme, capaci di unire la tradizione e l’innovazione, in continuità con la nostra mission, quella di offrire un mondo di cultura ed emozioni al più ampio pubblico possibile”, dichiara Francesco Riganti, Direttore Marketing di Mondadori Retail.

 

“Un grande sforzo per accompagnare in un viaggio che va oltre il viaggio stesso: spiritualità, modenità, esperienza unica e indimenticabile. Questo è ciò che rappresentano Gerusalemme e Tel Aviv: due città che si toccano, che sanno emozionare ciascuna in un modo diverso, l’una attraverso storia e tradizione, l’altra attraverso ricerca e modernità. Tel Aviv e Gerusalemme rappresentano il viaggio della vita per tanti, per molti, noi speriamo per tutti, e con queste splendide immagini vogliamo regalare l’emozione a quanti vorranno scoprire una dimensione davvero inaspettata della destinazione” ha dichiarao Avital Kotzer Adari, direttore dell’Ufficio Nazionale Israeliano del Turismo.

 

Tradizione, vita in città, luce, persone: queste le quattro tematiche sulla base delle quali sono state selezionate le immagini presentate nello store.

 

La mostra presenta per la prima volta in Italia sette fotografie scelte tra le 100 finaliste del concorso JerusaLENS, realizzato lo scorso marzo in Israele e finalizzato a mostrare aspetti inediti ed originali della città di Gerusalemme. Al concorso hanno preso parte fotografi provenienti da tutto il mondo che hanno saputo così offire prospettive personali e maghifiche vedute della città.

14.500 sono state le foto inviate da ben 84 nazioni  la fase finale ha visto l’invio di non meno di 2.400.000 voti!

 

Tra i fotografi scelti per la mostra milanese  ricordiamo gli Israeliani: Michael_Shmidt; Amir_Ehrlich; David_Mor; Yigal_Dekel; Tomer_Montilia; Vincent_Kahkejian e Laura_Ben-David. Oltre a loro anche il brasialiano Alexandre_Siqueira e il filippino Romel_Pineda.

 

Un ringraziamento profondo deve essere poi riservato a Alon Wald, direttore operation e marketing, Ammunition Hill di Gerusalemme, per aver  collaborato a far arrivare in Italia le foto del concorso.

 

All’interno del percorso espositivo saranno presenti anche immagini scattate da artisti della fotografia che hanno  realizzato negli ultimi anni servizi fotografici in collaborazione con l’Ufficio Nazionale Israeliano del Turismo, promotore dell’iniziativa: Giovanni Tagini; Daniele Pellegrini; Graziano Perrotti; Bruno Zanzottera; Alessandro Gandolfi;Vanda Biffani.

 

Un’ampia parte delle immagine che saranno in mostra a partire dal 10 novembre p.v. sono state poi selezionate dall’agenzia fotografica di Mondadori Portfolio.

Crediti all’agenzia fotografica Mondadori Portfolio

 

Domenica 12 novembre, inoltre, lo spazio della mostra prenderà vita con la performance dal vivo della cantante Yevgenya Kimiagar che eseguirà musica israeliana accompagnata da  Giovanni Iazzarelli al flauto e Daniele Quercia al contrabbasso; le esibizioni avranno luogo a partire dalle 15.30 fino alle 18.30 in differenti momenti all’interno dello spazio dedicato alla mostra.

 

La mostra “Tel Aviv e Gerusalemme: per esploratori di luoghi e anime” è parte della partnership tra l’Ufficio Nazionale Israeliano del Turismo e Mondadori Store, il più esteso network di librerie presente in Italia. Per un mese, dal 19 ottobre al 16 novembre, infatti, i clienti online e quelli di più di 30 punti vendita Mondadori Store selezionati hanno la possibilità di vincere un viaggio per due persone in Israele alla scoperta di Tel Aviv e Gerusalemme: per partecipare è sufficiente effettuare un acquisto e registrarsi sul sito www.2cities1breakmondadoristore.it

 

L’iniziativa è promossa online, sui social e all’interno dei punti vendita Mondadori Store, su schermi e totem dove sarà trasmesso il video della campagna Two Cities One Break. I clienti dei negozi riceveranno poi in omaggio speciali segnalibri dedicati a Israele. Nella settimana della mostra, inoltre, una vetrina del Megastore Duomo sarà interamente dedicata a Israele e l’iniziativa sarà promossa sui ledwall esterni allo store.

 

Crediti a Bruno Zanzottera, parallelozero

 

Tel Aviv e Gerusalemme sono le due anime di Israele: due città diverse, ma al contempo vicine. A meno di 4 ore di volo dall’Italia, le due città distano soltanto 45 minuti di auto l’una dall’altra: perfette da abbinare in un unico viaggio, tra cultura ed intrattenimento.

 

Per un citiesbreak a Tel Aviv e Gerusalemme clicca qui

Eurospin Vini Integralmente Prodotti

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Buzzoole
Un altro prodotto di eccellenza nelle file Eurospin. Oggi parliamo di #vinieurospin
L’azienda Eurospin coltiva, raccoglie l’uva, la lavora e imbottiglia nella sua immensa cantina, e insieme all’aiuto del sommelier Luca Gardini ha selezionato per voi numerosi vini DOC/IGT/DOCG prodotti rigorosamente nelle zone vinicole italiane più di tendenza.

Vi invito a visitare il loro sito web cliccando QUI

Alla scoperta del vero spirito natalizio norvegese

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Credits: raafoto/Foap/Visitnorway.com

Dicembre è un mese vivace per le città norvegesi: i negozi sono ricchi di offerte natalizie, le case si vestono di luci e colori, i bambini aspettano l’arrivo di Babbo Natale e non c’è tempo per annoiarsi!

Nel periodo che precede il Natale la capitale Oslo si veste a festa e organizza molte iniziative: https://www.visitoslo.com/it/eventi/natale/eventi/mercatini/

Come da tradizione, il Museo del Folklore Norvegese, un museo all’aria aperta, organizza l’annuale mercatino di Natale. Passeggiando tra le oltre 100 bancarelle si potranno trovare regali per ogni gusto: addobbi, oggetti d’antiquariato, composizioni floreali, stoffe, e naturalmente dolci e delizie tipicamente norvegesi. I salotti del museo sono addobbati con decorazioni tipiche natalizie e mostrano come si festeggiava tradizionalmente il Natale nelle diverse regioni della Norvegia. Periodo: Dal 2 al 3 dicembre e dal 9 al 10 dicembre. Orari: 11.00-16.00. www.norskfolkemuseum.no

Per chi ricerca invece un mercatino più intimo con un’atmosfera divertente e accogliente, dal 18 novembre al 30 dicembre a Spikersuppa verranno allestite le tradizionali bancarelle natalizie. Gli stand e i tendoni saranno adornati con le tipiche luci di Natale e offriranno prodotti e specialità dell’Avvento, addobbi e prodotti artigianali. Orari: dalle 11 alle 19.

Un insolito mercatino natalizio da visitare è quello al Blå, un locale a Grünerløkka, qui potrete trovare ogni tipo di abbigliamento anche di seconda mano, prodotti di bigiotteria, ceramiche, vetri, giocattoli e addirittura vecchi LP e quadri.

Alla vetreria, Hadeland, il Natale si annuncia ogni anno con una grande festa all’aperto, in cui il Governatore della Regione accende 50˙000 luci che fanno scintillare il parco con tutte le antiche e splendide case in legno. Questo singolare evento, chiamato “Festa della Luce”, segna l’inizio dell’Avvento, ovvero quelle settimane buie, ma dall’atmosfera familiare, che precedono il Natale. Il Mercatino al coperto offre poi, nella sua calda atmosfera, un’ampia varietà di attività pensate anche per i più piccoli, squisiti dolci natalizi tipici norvegesi, e una vasta selezione di articoli in vetro per un elegante regalo di Natale. http://www.hadeland-glassverk.no/

Per tutti coloro che ricercano un’idea regalo originale consigliamo il mercatino presso il Centro Norvegese per il Design e l’Architettura (DogA): qui i designer norvegesi vendono i loro prodotti, abiti, gioielli, borse, accessori e complementi d’arredo. Periodo: Dal 2 al 3 dicembre. Orari: 10.00-17.00. www.dejm.no

Il Blaafarveværket, anticamente famoso per le miniere di cobalto e a solo un’ora di strada di macchina da Oslo offre a partire dal 25 novembre fino al 17 dicembre, la più autentica atmosfera natalizia: al ristorante Kroa si potranno degustare biscotti, prelibatezze culinarie locali come le salsicce e le aringhe di Natale, il paté di fegato e il formaggio stagionato nelle miniere. Saranno aperti anche i negozi per lo shopping natalizio: il “Blue Shop” con una grande selezione di vetri blu cobalto, e l’emporio con il suo delicato profumo di caramelle e un’ampia offerta di giocattoli per bambini. I mercatini saranno aperti tutti i giorni dalle 12 alle 17, durante il weekend ci saranno inoltre laboratori gratuiti dedicati alle decorazioni natalizie per i bambini. www.blaa.no

A Bærums Verk, antico centro artigianale del XVII secolo e oggi centro commerciale composto da piccole botteghe, si trova uno dei più grandi alberi di Natale di tutta la Norvegia. Durante il mese di dicembre vengono organizzate attività di intrattenimento per tutti i gusti. https://www.baerumsverk.no/aktiviteter/jul-pa-baerums-verk/

La casa di Natale a Drøbak è aperta tutto l’anno e oltre ad proporre una vasta scelta di prodotti natalizi dà la possibilità di inviare gli auguri natalizi dall’ufficio postale di Babbo Natale con tanto di timbro ufficiale. http://julehus.no

A Bergen la stagione natalizia inizia come da tradizione il 2 dicembre, data in cui le famiglie sfilano con le torce accese attorno al lago Lille Lungegårdsvann, nel centro della città, per assistere a un magnifico spettacolo di fuochi artificiali.

In città è possibile visitare anche Pepperkakebyen, un’insolita ricostruzione di Bergen creata dai bambini delle scuole e degli asili con biscottini di pan di zenzero. Pepperkakebyen è ormai un’istituzione per Bergen ed è anche la più grande città di zenzero al mondo.

Per entrare nel vero spirito natalizio, durante le quattro domeniche che precedono il Natale è possibile recarsi sul Monte Fløyen e ammirare le imponenti candele dell’Avvento che creano un’atmosfera unica. Lì ad aspettarvi ci saranno Babbo Natale e i suoi aiutanti che raccoglieranno tutti i desideri dei più piccoli.

Gli appassionati di shopping potranno recarsi a Julehuset, un negozio che tutto l’anno offre un’ampia selezione di oggetti tipici della tradizione natalizia norvegese.

Novità di quest’anno il Mercato di Natale di Bergen che si terrà nella piazza Festplassen. Aperto dal 7 al 23 dicembre 2017 metterà a disposizione dei visitatori oggetti artigianali o fatti in casa. Il Natale è anche la festa per i golosi di tutte le età e Bergen, città della gastronomia, con le sue pasticcerie e gli chef provenienti da tutti gli angoli del mondo sa offrire il meglio delle prelibatezze natalizie e dei dolci tipici. Oltre al cibo attività ed esperienze all’aperto e indoor per bambini e adulti. Da visitare anche il Juletorget, il piccolo bazar di Natale con bancarelle dove sarà possibile acquistare regali natalizi unici di tutti i tipi. www.visitbergen.com

Egersund, cittadina del sud della Norvegia, è la rivisitazione norvegese del Natale delle città tedesche: luci colorate, bancarelle che vendono cibi e regali natalizi, sculture di legno, maglie e stoffe colorate in pezzi unici che non troverete nei centri commerciali. Per assaporare la vera tradizione, potrete passeggiare tra i vicoli accoglienti e godervi il profumo della polenta, del vin brulé e del pan di zenzero. Per gli appassionati, Egersund offre spettacoli di teatro dei burattini e di canto corale. Dal 7 dicembre: http://www.julebyen.no/

A Maihaugen, un museo all’aria aperta con case di epoche diverse, il 2 e 3 dicembre dalle 11 alle 17, si può vedere come si celebra il Natale nelle case norvegesi dal 1780 ad oggi. Passeggiando tra le case e le oltre 100 bancarelle si può assaggiare cibo tipico norvegese e comprare regali di Natale che non si trovano da nessun’altra parte. http://www.maihaugen.no/

Da non perdere il mercatino di Natale nel cuore di Røros. Con le sue case di legno colorate e coperte di neve, Røros incanta grandi e piccoli. È l’ambiente ideale per assaporare lo spirito del Natale, visitando le bancarelle del mercatino. Periodo: 7-10 dicembre. Orari: 11.00-16.00. https://julemarkedroros.no/christmas-market-in-roros/

Anche Trondheim si veste a festa per il Natale: ogni anno a dicembre la piazza del mercato si anima di luci, colori e bancarelle natalizie con tante idee per i regali. Qui potrete trovare oggetti della tradizione norvegese fatti a mano, piatti tipici e alberi di Natale. Inoltre potrete assistere a rappresentazioni teatrali all’aperto, fare un giro su una slitta trainata dai cavalli oppure entrare in una tipica tenda lavvu e ascoltare le favole tradizionali norvegesi. http://julemarkedet-trondheim.no/english

A Henningsvær nelle isole Lofoten, durante i mesi di novembre e dicembre (3 novembre – 17 dicembre), si può assistere a un evento insolito. Dal venerdì al sabato (dalle 11 alle 16) chiunque è invitato a provare una nuova esperienza di shopping natalizio: lontano dai classici centri commerciali, gli artigiani del posto, con molta esperienza nel campo, espongono e vendono oggetti di produzione locale e artigianale. www.lofoten.info

 

VisitNorway: Verso il record di presenze italiane in Norvegia

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Le statistiche relative ai pernottamenti degli Italiani in Norvegia registrano un andamento decisamente positivo anche per il mese di settembre (+10%).

Sulla scia del trend positivo avviato già da diversi anni, negli ultimi 9 mesi sono stati registrati 220.983pernottamenti italiani, con una crescita del 5%, incremento che riguarda non solo l’alta stagione. Se la tendenza di crescita rimarrà costante ci si aspetta di superare il record di pernottamenti di turisti italiani stabilito nel 2016.

Ottime le statistiche ai pernottamenti in hotel relative solo al mese di settembre con un ragguardevole +22,1% rispetto al 2016. Questo dato assume una valenza particolare se consideriamo che questa è la tipologia di pernottamento sicuramente più popolare fra gli italiani e quella a maggior valore aggiunto.

Il 76% sceglie di pernottare principalmente negli hotel a seguire il campeggio (15%), la casa vacanza e infine gli ostelli.

Fra i trend evidenziati, notiamo che sta aumentando la percentuale di viaggiatori italiani che nei mesi invernali sceglie di vivere esperienze particolari come “andare a caccia” di aurore boreali o partecipare a safari fotografici per osservare da vicino balene e orche. Le mete più apprezzate rimangono le isole Lofoten e Tromsø, e tutto il nord del Paese. Il periodo ottobre-marzo 2016/2017 ha visto aumentare la presenza degli italiani nella Norvegia del Nord addirittura del 46,22% rispetto allo stesso periodo della stagione 2015/2016.

A Jesolo tutta la grandezza dell’Egitto: Dei, faraoni, uomini

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Nei 1500 mq quadri dello Spazio Aquileia 123 del Lido di Jesolo, dal 26 dicembre 207 al 15 settembre 2018, ad essere protagonista sarà l’antico Egitto. Con la mostra “Egitto. Dei, faraoni, uomini” curata da Emanuele Ciampini e Alessandro Roccati, prodotta da Cultour Active e Venice Exhibition e promossa dalla Città di Jesolo con Culture Active e Venice Exhibition.
Spettacolo e rigore scientifico sono i due punti di forza di questa grande mostra che non teme di fare del racconto e dell’emozione la sua cifra.

L’ideazione è stata affidata ad egittologi di sicuro prestigio e i reperti esposti provengono da musei e collezioni pubbliche e private molto importanti, a partire dal Museo Nazionale del Cairo per proseguire poi con il Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco di Roma, Museo Archeologico Nazionale di Firenze – Museo Egizio, Civico Museo Archeologico di Asti, Civico Museo di Storia ed Arte di Trieste.

Ma nulla in questa rassegna sarà “imbalsamato”. Qui il pubblico sarà condotto per mano alla scoperta di una grande civiltà, immergendosi nel mito che l’ha da sempre circondata, in un viaggio in undici tappe che risulterà intensamente rivelatore di una grande pagina della storia universale.
Una storia che geograficamente si concentra nelle terre bagnate dal Nilo ma che, grazie anche a ciò che è emerso dalle più recenti campagne di scavo, si situa molto più “dentro” il Mediterraneo di quanto si usasse pensare.

Partendo dal Mare Adriatico si sfocia nel Mediterraneo, entrando in contatto con le civiltà che fiorirono sulle sue sponde, per risalire infine il fiume Nilo, si arriverà a far conoscenza con le dinastie dei Faraoni, le divinità egizie, le pratiche legate al mondo dell’oltretomba, ma anche l’arte, la scrittura, i riti e le usanze.
Una sezione sarà riservata alle Regine e alle Dee d’Egitto, dando così uno spazio anche alle grandi donne della civiltà egizia.

“Egitto. Dei, faraoni, uomini” si rivolge a tutto il pubblico, scuole e famiglie in primis. Le classi prenotate sono ad oggi oltre 200. “Nessuno qui deve sentirsi escluso perché non all’altezza”, ribadiscono gli organizzatori.

I preziosissimi reperti originali concessi alla mostra dai musei e dalle collezioni di diversi Paesi saranno illustrati ed accompagnati da proiezioni animate e da postazioni multimediali interattive, che trasformeranno la conoscenza in scoperta e questa in meraviglia, grazie ad animazioni video, e schermi touch, il tutto realizzato – per i contenuti scientifici – sotto la regia di esperti egittologi.

Senza alcun timore di “unire il sacro al profano”, accanto alle teche blindate che accoglieranno i reperti museali saranno proposte fedeli riproduzioni, scenografie e sofisticate installazioni tecnologiche, a comporre un ricco itinerario che si soffermerà sulla storia, le dinastie, la religione, i culti, le abilità tecniche e artistiche dell’antica terra dei faraoni, partendo dal passato e arrivando fino ai giorni nostri.

Il pubblico avrà anche l’emozione di esplorare di persona due delle più emblematiche camere sepolcrali egizie: la tomba dell’artigiano Pashed e la leggendaria tomba di Tutankhamon, “il faraone fanciullo” dodicesimo re della XVIII dinastia egizia, scoperta da Howard Carter nel 1922, entrambe perfettamente ricostruite in scala 1:1.

Protagonista assoluta sarà la mummia di Asti, da poco restaurata e mai esposta al pubblico, che coinvolgerà i visitatori in una vera e propria attività di ricerca scientifica tramite un’installazione multimediale. Grazie al supporto e alla collaborazione della polizia criminale è stato infatti possibile realizzare la ricostruzione del volto che sarà presentata in anteprima alla mostra e con il reparto di radio diagnostica dell’ospedale di Asti è stata realizzata una TAC sulla mummia che ha rivelato incongruenze e misteri per ora irrisolti, e che sta già richiamando l’attenzione dei più grandi studiosi ed egittologi. Di chi era il corpo della mummia? Chi ha violato la sua sepoltura, e in quale epoca? Domande che troveranno risposta nella sala dedicata alla mummia di Asti

Insomma una grandiosa mostra “orgogliosamente didattica”, dove l’aggettivo non si conclude nelle sole scuole e non ha alcuna connotazione riduttiva.
“Tutti abbiamo voglia di imparare, affermano ancora gli organizzatori, e questa mostra offre infiniti spunti, suggestioni e puntuali informazioni”. Con in più la presenza di reperti originali di rilievo, di un comitato scientifico di livello, di una capacità progettuale già ampiamente collaudata, aspetti di non poco conto che distinguono nettamente “Egitto. Dei, faraoni, uomini” dalle molte mostre fotografiche o multimediali “di giro”.

info: www.mostraegitto.com

Ernst Knam alla Festa del Torrone di Cremona 2017

Ernst Knam
protagonista alla Festa del Torrone di Cremona


Domenica 19 Novembre
quadruplo appuntamento con il grande pasticcere tedesco

Ernst Knam, il grande Chef Pâtissier tedesco di base a Milano, sarà protagonista a Cremona per la Festa del Torrone. Domenica 19 novembre, quattro imperdibili appuntamenti con il mago dei dolci e del cioccolato!

Si inizia alle ore 10.30 all’Hotel Continental, dove lo Chef creerà e presenterà il Dolce pensato in esclusiva per la Festa del Torrone. Una creazione ideata e realizzata appositamente per dar vita a un insieme di sapori che racchiuda il perfetto equilibrio tra cioccolato e torrone.
Un momento squisito, alla fine del quale saranno offerti assaggi del dolce agli invitati. L’appuntamento sarà riservato alla stampa, ingresso su invito.

Alle ore 12.00, in Sala Quadri nel Palazzo Comunale, sarà consegnato ad Ernst Knam il premio “Ambasciatore del Gusto”, in un evento pubblico alla presenza delle autorità cittadine e dei giornalisti. In questa occasione lo Chef racconterà alcuni episodi salienti dei suoi 30 anni di carriera nell’ambito della pasticceria. L’evento è ad ingresso libero.

Alle ore 15.00 si riprende a creare delizie al Dellearti Design Hotel, con una degustazione di praline appositamente ideate per la Festa del Torrone. Un appuntamento che permetterà di compiere un vero e proprio viaggio sensoriale attraverso cui i tre sensi, il gusto, la vista e l’olfatto, riusciranno a raggiungere una completa e sublime armonia.
L’appuntamento è riservato solamente ai possessori di invito.

Alle ore 16.30, invece, sul palco di Piazza del Comune, Knam riceverà il premio e saluterà la città di Cremona e il pubblico del Torrone, attendendo poi insieme l’arrivo del Corteo Storico del matrimonio, che celebra la nascita del dolce del Torrone.

Ernst Friedrich Knam, classe 1963, tedesco di nascita e milanese d’adozione, dopo numerosi anni passati nelle cucine dei più grandi ristoranti stellati e di prestigio del mondo, arriva in Italia ed entra nella cucina di Gualtiero Marchesi come Maestro Pasticcere, ultimo passo di formazione prima di intraprendere l’attività imprenditoriale.
Nel 1992 apre infatti la sua ormai storica pasticceria a Milano, un mondo dove la creatività è all’ordine del giorno.
La Pasticceria di Knam è caratterizzata per ricercatezza e abbinamenti fuori dal comune. Le sue creazioni seguono la stagionalità degli alimenti e le sue interpretazioni di cioccolato, spezie e frutta rendono la sua pasticceria inconfondibile.
Ernst Knam ha ricevuto diversi riconoscimenti internazionali, tra i quali: il primo premio nella sezione Pasticceria al Toque d’Or di Lucerna nel 1988 e 1990, nella sezione Cuoco dell’Anno si aggiudica il terzo posto al Toque d’Or di Lucerna nel 1994 e Miglior Pasticceria dell’anno in Italia nel 2004 a Bruxelles. Spaziando come da sua abitudine nella cucina a 360°, si aggiudica il Campionato Italiano di Panini a Rimini, il gran finale a Cancun e il premio della giuria nel Campionato Europeo a Lione nel 2005. Inoltre è stato proclamato Campione Italiano di Cioccolateria 2009/2010, Campione Italiano di Finger Food nel 2011, Campione del mondo di Gelateria nella Coppa del Mondo di Gelateria del 2012 come Capitano della Squadra Italiana e Scultore del Cioccolato.


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A Catania “Pablo Echaurren. Soft Wall”.

«La beauté est dans la rue», slogan del maggio francese, può essere considerato il concept della mostra che, pur attraversando un percorso cronologico di tre decenni, non è una antologica bensì una rassegna a tema, incentrata sul costante dialogo che Pablo Echaurren intrattiene con le espressioni della comunicazione, percorrendo le vie di una ricerca tesa ad abbattere le separazioni culturali e allargare così le pareti dell’estetico oltre i confini istituzionali.

Certe modalità espressive da graffitismo metropolitano, l’utilizzo vivace dei colori, l’arte come mezzo diretto di (contro) informazione, quel non distinguere tra l’alto e il basso sono elementi che anticipano la diffusione dell’odierna, cosiddetta street-art, e dunque consentono di considerare Pablo Echaurren un precursore del genere.

La mostra prende le mosse con un ciclo di lavori realizzati tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta, in cui irrompe la storia contemporanea con la fine della Guerra Fredda. In queste opere, che ricordano la comunicazione iconografica del muro di Berlino, emerge uno scenario di graffiti metropolitani, cancellazioni di scritte, reperti fumettistici, emblemi e figurazioni allegoriche d’ascendenza medioevale, linguaggi e segni stereotipati del nostro sistema comunicante.

Una sezione è dedicata ai collage prodotti negli anni Novanta. Lo shock percettivo procurato dalla grande città viene raffigurato in queste sintesi visive del paesaggio urbano basate sul montaggio di manifesti strappati, annunci, insegne, titoli, segnaletica allarmante, che rendono il senso della percezione simultanea.

La comunicazione murale compare anche nella produzione più recente, le “pitture muro contro muro” con il loro inedito alfabeto simbolico di scritte murali cancellate, icastiche rappresentazioni di un mondo fatto di contrapposizioni, di opposte fazioni che si sovrappongono l’una all’altra.

A queste opere fanno da contraltare alcuni quadri sul sistema dell’arte e le sue aggressive strategie planetarie, che ancora una volta testimoniano l’esigenza di dar forma a quella tensione critica e sociale, intellettualmente lucida, tipica della ricerca dell’artista.

Spiega Francesca Mezzano, curatrice della mostra: «L’arte di Pablo Echaurren nasce per parlare alla collettività. Lo fa senza steccati, sperimentando ogni forma espressiva possibile; usa il segno, la scritta, lo stencil, il lettering, la parola come linguaggio comune, annullando qualsiasi distinzione tra alto e basso, alla costante ricerca di una sintonia con la storia presente, con i suoi problemi, e le sue criticità nascoste allo sguardo comune. E lo fa esprimendosi sempre attraverso un immaginario vivo e incandescente, che possa tradurre un’istanza politica e morale in arte. Quella che lo stesso Pablo ha definito “la questione murale”. ».

Il Prof. Avv. Emmanuele F. M. Emanuele della Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo, che promuove e realizza l’evento, aggiunge: «La mostra che qui presentiamo – ideale continuum della retrospettiva ospitata nel 2010 a Palazzo Cipolla a Roma – conta oltre 150 opere, tutte accomunate da un dialogo costante e inevitabile con la storia presente, specchio e sintesi di una società irrequieta e della sua parabola umana, così come l’abbiamo vissuta negli ultimi quattro decenni. Echaurren è intimamente uomo contemporaneo e metropolitano: non si eleva al di sopra delle masse come un vate portatore della Verità, ma partecipa attivamente e con passione – senza indossare colori politici né abbracciare alcuna ideologia – alla dialettica che nasce, si alimenta e si propaga spontaneamente per le strade, tra la gente, sui muri. Ed è proprio il muro – da qui il titolo di questa mostra, “Soft Wall” – il mezzo privilegiato attraverso il quale l’artista comunica il proprio messaggio: quello stesso muro su cui la società urbana scrive attraverso gli anni la propria storia diventa infatti protagonista della sua ricerca artistica, sia esso un muro “soffice”, fatto di tela, oppure un brandello reale di muro cittadino.»

L’esposizione, infatti, comprende anche collage e mappe, ricordi di viaggi, di passeggiate psicogeografiche trascorse dragando sui muri urbani reperti cartacei, sticker, biglietti, brandelli memoriali che costruiscono paesaggi emozionali e mentali della moderna città attraversata da un’arte diffusa.

Biografia
Pablo Echaurren nasce a Roma nel 1951. Inizia a dipingere a diciotto anni e, tramite Gianfranco Baruchello, viene scoperto dal critico e gallerista Arturo Schwarz che fa conoscere il suo lavoro in Italia e all’estero. Tra il 1971 e il 1975 espone a Berlino, Basilea, Filadelfia, Zurigo, New York, Bruxelles e nel 1975 è invitato alla Biennale di Parigi.
Il suo esordio avviene all’insegna di un minimalismo, di una concettualità e di un’antipittoricità alternativi all’idea di opera d’arte come feticcio. Questa è la direzione in cui l’artista si è mosso da allora, sempre alla ricerca di nuovi linguaggi e nuove forme di espressione, senza mai adagiarsi sul già fatto. 
Non solo pittore, si è impegnato in un’intensa attività applicata, realizzando illustrazioni, manifesti e copertine, tra cui quella del best seller Porci con le ali, nonché “metafumetti” che indagano sul possibile rapporto tra avanguardia e arte popolare, cercando quel necessario e fecondo cortocircuito tra alto e basso, tra cultura e leggerezza, in sintonia con l’ideale di un’arte diffusa. La sua creatività si è sviluppata anche nel campo scrittura, pubblicando romanzi e pamphlet sul mondo dell’arte.
Dopo il Duemila, la sua poliedrica produzione è stata presentata in alcune esposizioni personali: Pablo Echaurren. Dagli anni settanta a oggi (Chiostro del Bramante, Roma 2004); Pablo Echaurren a Siena (Palazzo Pubblico, Siena 2008); Crhomo Sapiens (Museo della Fondazione Roma, Palazzo Cipolla, Roma 2010-2011); Lasciare il segno (MAR, Ravenna 2011); Al ritmo dei Ramones (Auditorium Parco della Musica, Roma 2006); L’invenzione del basso (Auditorium Parco della Musica, Roma 2009); Baroque’n’Roll (MACRO, Roma 2011); Matta: Roberto Sebastian Matta, Gordon Matta-Clark, Pablo Echaurren (Fondazione Querini Stampalia, Venezia 2013); Iconoclast (Estorick Collection of Modern Italian Art, Londra 2014); Contropittura (Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Roma 2015-2016); Make Art Not Money (Museo Nacional de Bellas Artes, Santiago del Cile 2016); Du champ magnétique (Scala Contarini del Bovolo, Venezia 2017).

Organizzazione Civita Sicilia
Catalogo Allemandi & C.


SCHEDA INFORMATIVA

Titolo
PABLO ECHAURREN
SOFT WALL

Periodo
24 novembre 2017 – 14 gennaio 2018

Sede
Palazzo Platamone – Palazzo della Cultura
Via Vittorio Emanuele II , 95131 Catania

Informazioni
TEL. 091 7657621
www.fondazioneterzopilastromediterraneo.it

Orari
Dal martedì alla domenica dalle ore 10.00 alle ore 19.00
Chiuso il lunedì
Ingresso gratuito