No, ma va tutto bene.

Ho bisogno di ferie, fondamentalmente. Sono in balia della forte voglia di picchiare qualcuno, ma pare brutto. Ad esempio i miei vicini di casa. Per dirvi: i miei vicini di casa si svegliano di solito alle 3 e mezza o le 4 di mattina per litigare. E prima non è che non hanno fatto rumore. Devono capire, tipo, che i muri sono molto sottili, tale che io riesco a distinguere le apnee in mezzo al russamento dell’uomo che ci abita. Ha delle apnee di 5 secondi e quasi mi verrebbe voglia di dirglielo. Poi mi dico “ma chi gli sta vicino non se ne accorge?”. Pare di no.

In tutto questo i miei vicini pare che abitino in duecento in una casa. Una densità che non si vede neppure in Giappone. Densità tale che fa sì che la nonna urli al nipote (ma è normale che ‘sto figlio non esca mai di casa? e che non parli ancora?) come notoriamente in maremma si fa al cavallo distante per farlo fermare. Un suono soave che alle 7 di mattina o anche prima risuonerà svegliandovi con un AAAAAOOOOOH melodico che vi farà affrontare con un vorticoso giramento di balle tutta la giornata.

Capite che questo è uno dei motivi per cui mi gira male. Tre giorni fa sono arrivata a capire moltissimo Olindo e Rosa. Ma si può? No.

Oggi ero all'Iday e ho detto "veh, che finalmente mi vedo i Green Day"

Invece non so: posso iniziare un lungo tunnel di sindrome premestruale, in pratica.

Ho visto gente totalmente incazzata bestemmiare la qualunque e gente che piangeva in lacrime. Io ero lì boh, incredula? Non credo sia l’aggettivo adatto. Anche perché la comunicazione -al solito non essendoci maxischermi ma il palco solo più basso della media europea- c’è stata data col solo audio di questo video.
(al solito i commenti spaziano tra il rotfl e il “ma cosa si cala la gente?”)
Comunque mai vista tanta gente piangere così. Neppure dei ciellini al funerale del papa. Pazzesco, irreale. Io cosa ne penso? Mi rode, parecchio. Anche perché avevo scelto loro anziché i Sigur Ros. Si fosse saputo anche all’ultimo… anche alle 15, beh, si poteva tentare un cambio di programma.

Però ecco, c’è della verità in questo twit:

[i miei 40 euro di benzina, maiala ladra]

COMUNICATO SINDACALE

Il sottoscritta
alla luce dei ripetuti martellanti e pleonastici servizi giornalistici e televisivi sul controesodo, sulla pallosissima sindrome da stress che colpisce un italiano su tre al rientro dalle vacanze (una vergogna nazionale che colpisce solo gli intervistati di Italia 1), sulle terrificanti esperienze in coda sulle varie autostrade italiane per tornare a casa dopo un mese di abbronzatura esotica e magari anche no, ma pur sempre vacanza,

tenuto conto
di avere trascorso contro la propria volontà l’intera estate senza grandi vancanze e con ottimi motivi per essere di pessimo umore

comunica
di non provare solidarietà alcuna per chi è al rientro dalle vacanze estive, per chi è già rientrato e per chi rientrerà,
che si riserverà il diritto di essere particolarmente stronza con chi si permetterà di sbuffare o mostrare anche un lontano segno di depressione da rientro,

fa sapere
di non provare solidarietà alcuna per chi ha patito le pene dell’inferno in coda al rientro sulla A4 o in attesa dell’aereo all’aeroporto di Malindi “in mezzo a tutti quei negri”,

altresì ufficializza
di meditare vendetta tremenda vendetta per i mesi invernali, andando nell’altro emisfero

vieppiù precisa che
qualora oggi mi trovaste particolarmentre stronza, o vogliate contestare qualche mia opinione o – peggio ancora – siate d’accordo con me potete inserire il vostro indirizzo e-mail nei commenti e potrete assistere privatamente alla stura del contenitore che comprime l’incazzatura del sottoscritta da diverso tempo a questa parte. Lo stesso indirizzo da voi fornito verrà eventualmente anche inserito nella mailin’ list che prenderà il titolo di “saluti dall’Oceania, lì che tempo fa?” quando schiatterete di freddo e tristezza quest’inverno… a meno che non vogliate unirvi in una pernacchia oceanica nell ‘urlare come dei fessi “I-ta-lia-uno!” a cavallo di un canguro…

Non vi ho mai fatto il pipponzio sugli allestimenti museali? Davvero?

462ac2b6004e036b495540daf525e319.jpgDevo dire che il polo museale di una grande città di una piccola nazione come il Belgio è molto ben sviluppato. Del resto, capitando anche sul sito della municipalità di Bruxelles, una volta che ho pensato “maccome, in Belgio l’eutanasia è legale?” con ammirazione, ho cercato se valesse la pena visitare i loro cimiteri o se me ne ero persa uno notevole (e invece no) e ho trovato parecchie informazioni sulla città sia al cittadino che al turista. Cose da far girare la testa.

Gli allestimenti museali ottocenteschi in Belgio non esistono più. La cosa figa è che fa sì che quindi anche nei musei meno attraenti ci sia molta gente perché interattivi e culturalmente ricchi. Il museo della musica di cui vi ho parlato è un esempio.

Posso dirvi che però contrariamente a quanto tutti dicono il museo Magritte (nella foto, presa di nascostissimo) non mi è piaciuto un granché. Bello, bel percorso, bell’allestimento… ma nelle opere qualcosa manca. E’ un po’ il problema degli artisti del secolo scorso causa collezionismo, ma mh… mi aspettavo di più.

Blog che ci piacerebbe avere e invece non ci sono, ancora.

Ecco, la cosa che manca nei millemila food blog che stanno crescendo come funghi (basti vedere, quest’anno, i Macchianera Blog Award: mica ci siamo più noi diaristi. Anche perché siamo rimasti pochi, e tipo i panda… del resto io ho delle occhiaie mica male) che sono fighi magari perché alcuni raccontano la materia prima, altri il ristorante, altri ancora ti fanno le ricette… ma dunque…

Mancano dei cazzo di blog che raccontino il cibo di strada, dal kebabbaro allo zozzone appostato fuori dalle aree concerti, a qualsiasi altra schifezza locale che non mangeresti mai se hai un minimo di buonsenso ma che azzerano la tua fame chimica. Non dico cibo spazzatura: l’omologazione dei fast food è bleah, ma proprio quelle robe protopovere salvezza della fame.

Su, uscitelo.

Brussels for foodies: Restobiéres

Restobieres in BrusselBrussels è una delle città nel mondo che ha più ristoranti stellati Michelin pro-capite più di ogni altra città al mondo.

Ma non c’è solo eccellenza di quel tipo: la reputazione di città dove si mangia (e bene) di Bruxelles è tenuta in alto da tante piccole e medie realtà nella cittadina. Ad esempio, all’interno del quartiere ormai caratteristico di “Les Marolles” c’è Restobiéres.  Il locale è piccolo ma molto accogliente, caratterizzato dai mille oggetti collezionati dal proprietario, Alain Fayt, dal 1987 ad oggi:rRigorosamente suddivisi in ordine tematico, potrete ammirare nell’attesa tra un piatto e l’altro macinini da caffè, scatole di latta e vassoi ritraenti la famiglia reale belga, asparagiere di ogni foggia e dimensione. Alzando la testa, vedrete anche, appesi al soffitto, una sfilza di passaverdure… e un piccolo cavedio che da verso l’esterno. Continue reading “Brussels for foodies: Restobiéres”

Sint-Pieterskerk a Lovanio, lì (durante la pioggia: pioggia nelle Fiandre?)

LeuvenE’ situata nell’imponente Grote Markt (la piazza principale del mercato della città), proprio a fianco del decorato municipio. Costruita principalmente nel XV secolo in stile gotico brabantino, la pianta della chiesa ha una forma di croce latina con un basso campanile mai terminato. La prima chiesa del luogo, realizzata in legno e fondata forse nel 986, s’incendiò nel 1176 e venne sostituita con una chiesa romanica, fatta di pietra, con un estremo occidentale affiancato da due torri rotonde come nella basilica di Maastricht. Dell’edificio romanico resta solo una parte della cripta, sotto il cancello della chiesa attuale. La costruzione moderna, parecchio più grande della precedente, è cominciata nel 1425 ed è durata più di mezzo secolo, mantenendo uno stile uniforme. Nel 1497 l’edificio era praticamente concluso, anche se le modifiche sono continuate soprattutto sul lato occidentale.Panorama 27
Nella 9° cappella potrete ammirare infatti tre capolavori dell’arte fiamminga: si tratta de Il trittico delle Deposizione del Maestro della pittura fiamminga, Rogier van der Weyden e il trittico di S. Erasmo e il trittico della Cena, entrambi di Dierick Bouts.

Ho un po' l'allergia alle visite guidate.

Leuven
La città di Leuven mi aveva offerto la possibilità di visitare alcuni loro monumenti di interesse tramite un voucher: la Stella Artois, il museo, la cattedrale e la visita guidata al municipio.
Ora, sinceramente lo Stadhius è un edificio bellissimo di colore bianco che si trova nel Grote Markt
La facciata del Municipio è composta da quasi 300 nicchie, collocate nelle finestre dell’edificio e nelle tre torri. Queste nicchie sono occupate da figure storiche, soprattutto da rappresentazioni di personaggi biblici. Trattasi di arte con finalità didattiche, molto utile in società analfabete; pone in evidenza la differenza tra il bene e male, la tematica del peccato e della punizione.
Panorama 15
Dentro, beh ecco: forse non è un granché aspettare la visita… viene fatta in francese e olandese. Non c’è molto da vedere e la visita è molto lenta. Forse sono un po’ intollerante alle visite guidate, dipenderà da questo?

Uagliò, ora abbiamo stracciato la minchia (a.k.a. I miei veri traumi coi Muse)

[Oh, che palle: eccola con un altro post sui Muse. Sì, scusate. Ma finché non ho l’album intero tra le orecchie sono noiosamente rompicazzi.]

Chris Martin l’ho stimato due volte, dopo che la mia simpatia musicale pei Coldplay è scemata dopo A Rush of Blood to the Head. La prima quando ha trattato da pezzente Fiorello, la seconda ieri. Il fatto che abbia linkato ciò congiunto a come i Coldplay abbiano ormai raggiunto gli apici della discografia ammerrrigana mi fa ben sperare per i nostri tre smandrappati del Devon.

Ma volevo dire altro.

Io faccio parte di due categorie di tifo di persone mai contente: la prima è gli juventini, che sebbene un po’ sboronino quando vincono sotto sotto non sono mai contenti della squadra. Perché magari vinciamo anche il trofeo Menasfiga ma ecco, secondo me nelle fasce non c’è gioco e poi si è rotto Buffon, capisci. Poi sono un’invasata dei Muse. Non so se si era capito. E ora c’è tanto celolunghismo su essere fan dei Muse. Come se, sempre per fare una metafora da spogliatoi, se uno ha una mazza lunga quanto una sequoia è sempre meglio di quello arrivato per ultimo ma con tanta inventiva nell’usare qualcosa più piccina. L’essere fan dai tempi di OOS (ecchime) o anche prima (ecco) non è una scusante. Vi dico una cosa: anche a me piacciono molto gli Interpol. Non sono la band della mia vita, forse per quello l’ultimo album mi ha fatto cagare e lo uso un po’ come sottobicchiere. Ne salvo quattro canzoni… e quando Fogarino mi disse, insomma, tra le righe che gli Interpol giostreranno sempre quei quattro accordi sono rimasta un po’ di merda. Poi ho pensato “sticazzi, le vecchie mi piacciono”. Finita lì. Per i Muse è diverso. I Muse, per fortuna o purtroppo, sono la band della mia vita. Quella che seguirò anche quando saranno dei bavosi rincoglioniti ma ancora con i led addosso, i pantaloni aderenti e con un figlio in arrivo. Non capisco ora notarne una svolta pop. C’è gente anche qui che esce fuori ora e si stupisce. Io non capisco, davvero.

Ora vi spiego dove ho avuto i miei maggiori traumi.

Ho iniziato ad accorgermi dei Muse ad un live, erano coi Bush, in crucchia. A Gavin Rossdale meno di una settimana fa ho dato la colpa: è colpa tua se sono ossessionata dai Muse, aprivano per te. Lui ci ha riso. Meglio così. Era uscito Showbiz, era il mmm, 2000? Continuo a riguardare la data su Musewiki ma non ricordo mai se fosse il 2000 o il 2001. Poi da lì ho visto molti concerti e per me vedere i concerti, ché ero in culo ai passeri e ogni volta era un viaggio della speranza, è stato uno sforzo sovraumano.

Ricordo a un Rock Am Ring quando suonarono Hysteria durante il tour di OOS. Pensai: cazzo è sta merda. Sì, ora pensi al riff, al basso e dici che è una bella traccia. Ma immaginatevi un concerto coi pezzi di OOS e di Showbiz: attaccano Hysteria e tu dici “minchia sono, gli ABBA?”. Specie se lo ascolti a metà di un concerto. Altro che Neutron Stars Collision a metà di San Siro. Che poi anche lì magari non mi abbia colpito del tutto, il live di San Siro, è un’altra storia… bello eh, ma mh.

Il problema più grosso è rimasto quando ero seduta qui, nello stesso posto

Credo che il salto dello squalo per i Muse c’è stato con Supermassive Black Hole. Mi ricordo benone: ero qui, al tavolo di cucina. Vidi su Muselive il link all’mp3, lo scaricai. Venti minuti dopo sarei andata in radio in diretta e… non mi vergogno a dirlo: rimasi prima pietrificata. Poi mi venne il magone e sentivo bruciare gli occhi. Mi veniva seriamente da piangere. Fissavo il mio vecchio portatile e mettevo repeat sulla traccia. Non ci credevo. Tutto quello che c’era di alternative rock nella mia band preferita si stava stemperando verso il pop, lì. Lì, cazzo.

La ascoltai per due giorni di seguito, il più possibile per ammortizzarla. Ma ecco, niente. Poi sentita dal vivo è andata giù. Di BH&R salvai alla fine quattro tracce e addirittura penso che la bonus track era superiore a molte messe dentro (Assassin deprivata del bridge poi rimesso nell’Omegabossesedition o come si chiamava fa capire di come quell’album sia mutilato più di un emo tagliuzzato dalle lamette)  Quando arrivò The Resistance mi piacque molto, soprattutto la lavorazione. Era più album, c’erano più tracce bilanciate. L’altro no. L’ho sofferto. Ma proprio fisicamente. Io capisco se molti abbiano mandato affanculo i Muse lì, ci sta. Ma ora?

Ora non voglio capire. Voglio solo continuare a insultarli per come si conciano e perché in Francia fanno 345 date in più che altrove. Del resto frega cazzi.

[fine, giuro che fino che ho ascoltato l’album non ne parlo più, giuro]