Love will be una gnegna.

Salve amisci, benvenuti al solito osservatorio Muse – Matthew Bellamy.
Non fare un post a settimana adesso sta diventando pericoloso: scusatemi.

Angolo gossip: voi avrete Vanity Fair. Io no. Però nei commenti mi han linkato sta roba di Facebook "WILL IT BE ONLY AN ECLIPSE ?" Interview with Gaia Polloni on ‘Vanity Fair’ (June 2010) che è una intervista alla Gaia.
Ora io vi farò un riassunto per come l’ho capito: non è lui, non sono io, è che la vita a volte ti porta dei traguardi che tu non sai e il mondo è volto all’entropia ma tutto può ancora succedere un domani finché non siamo due metri sottoterra (ragazze, ragazzi: copiatela pure se dovete smollare qualcuno. Non ho bisogno di citazioni, ve la regalo)
[non riassumendo lei dice che vanno ancora molto d’accordo (ora ho capito da dove vengono i vestiti) che sapeva della Hudson perché frequentano altri e quello che frequenta lei è famoso (pensa che ne so, se è Marco Mengoni da X factor… o uno dei dARI) e di come è stata la sua relazione con Matt e che lei è psicologa, psicoterapeuta e sessuologa. Se penso che anche il mio migliore amico lo è… mah. Comunque la cosa importante dell’intervista è che a lei come canzone dei Muse gli garba Map of your head. E ciò è buono, per una che è fan di Ligabue, dico]

Roba meno da carnazza da parruchiere: al Daily Record Matt dice che ha in programma di incontrare Robert Pattinson (un po’ come io ho in programma di incontrare su un treno non so, Raul Bova. Diciamo che è lo stesso) prima o poi perché hanno poi anche in comune una cosa: sono inglesi! (come io e Raul Bova siamo nati a Roma, mi pare). La cosa figa è che dice che lui energia prima di una performance la ha vedendo la folla da dietro le quinte, giacché lui può vedere noi ma noi non lui. Che sin da piccino voleva fare il musico. E che -ma lo pensa anche Pino Scotto- i talent musicali producono robaccia, e l’unico consiglio che si sente di dare ai giovini che fanno musica è “Perseverance is needed, above all else. Show yourselves and play everywhere you can. Early in my career I was playing in the street for a couple of pounds as a busker, but I was still playing my music. You have to love what you do.”

Parliamo di cose più serie: The Edge sul palco al Glastonbury con Bellamy che cantava mi ha fatto un effetto strano. Forse perché per la prima volta una canzone degli U2 veniva cantata da qualcuno con della voce (just kidding, nun ve incazzate dai) ma ecco, tolto questa cosa molto paracula (dai, gli U2 sono già di per se molto paraculi) in mezzo a una performance paracula (non hanno fatto Neutron Stars Collision per paura delle botte, sentammé) possiamo dire che han spaccato dibbrutto mettendoci molto nella musica suonata: anche organi interni e passione. E hanno fatto Citizen Erased. Ecco, per me quella è la loro canzone più bella se ne devo scegliere una sola con la pistola alla tempia. E appena ho sentito quella ho pensato "vaffanculo". Perché la volevo un po’ mia dal vivo. E invece era lì, in Albione. Porca Elisabetta. Cosa ti costava farla a Milano? Od ovunque, visto che te l’avevamo chiesta, noi fan. Niente: lì a Glastonbury. Razza di paraculo (disse frignando e battendo i piedi). Matt, se l’hai fatta perché lì avevi paura che ti picchiassero ecco… come dire: noialtri ci si rivede al Frequency Festival. Lì è Austria: ricorda che hanno dato i natali a Hitler e mettiti paura e rifalla, ok?

[ehm]

La Bonizzazione di Matthew Bellamy.

[set fenomenale a Glastonbury, domani ne parliamo, ma ecco, il titolo. Non ero pronta a tutto ciò]

The Edge ha suonato Where the streets have no name e c’era Matthew a cantare. Capitemi. L’incubo che avevo, che in tot anni Matt sarebbe diventato Bono mi si è palesato stasera.
Non ero pronta.

Affrontiamolo con molti bigodini in testa: Matthew Bellamy e Kate Hudson.

Per la serie: a me non interessa chi si intorta, basta che non mi scriva canzoni di merda. I miei artisti (ossia quelli per cui devolvo i soldi) possono fare qualcunque cosa: tranne schifo quando cantano/compongono/performano.

Premesso questo e premesso che yawn tanto ne parlano tutti parliamone anche noi, o simpatico gruppo d’ascolto musiano: Mattheuccio nostro si limona la Kate? Chissenefrega. Però c’è da dire come sono andate le cose, perché qui in Italia al solito tutti mettono una loro verità, e chi la dice per primo e la ripete di più ha ottime chanches di farla diventare la cosa ufficiale: ma ci siamo noi. Ah, e tutto questo post SI FA PER FARE DUE RISATE. Non arrivatemi con l’acredine.

  1. Il nostro non alto cantante preferito dalle mise sgargianti ci dice al Big Day Out che si è lasciato con la Polloni per cose scoperte su internet. Lei ha lasciato lui, si dice. Lei non ha più il suo profilo facebook. Quindi non è che Matt lascia l’italiana, anche perché ci aveva la psicologa gratis, buttala via se credi alla venuta degli alieni e ai complotti, è come essere in dialisi e limonarsi una nefrologa (dio, che fine potrei fare)
  2. Il nostro si fa conoscere negli US. I Muse sono arrivati negli USA dopo perché la loro distribuzione disse di Origin of Symmetry "nah, questo disco non funzionerà mai per il mercato americano". Certo. Mah. Comunque le cose sono andate così e quindi sono indietro di un album, e la loro notorietà sta sbocciando come è sbocciata da noi per il tardo Absolution. Ma dicevo: il nostro coi suoi amichetti va a suonare al SXSW, importantissimo festival lì in uno stato ammmerrigano un po’ retrivo, e ci sono tantissimi vips ammerrigani. In Ammerriga il divismo conta molto, non è come se fermi i musici inglesi e sebbene famosi si mettono a scherzare con te. Il vip americano un po’ come quello italiota se lo tira. E quindi al SXSW vedi sta gente lì in mezzo. E dice che lei l’ha veduto lì la prima volta.
  3. Un passo indietro: ma quindi, visto che Matt si era fatto fotografare (nel senso: cazzo, giravano assieme, normale li fotografavi) con Lily Allen in Australia perché non è partito lo stesso battage? Non capirò mai il gossip.
  4. Ora, le cose che ricordavo di Kate Hudson prima che ci fosse sto rumor erano due: a) quella del marine che fece schiantare un elicottero apache per vedere le sue tette mentre vedeva la Hudson -figlia di Goldie Hawn, quella che nella locandina "la morte ti fa bella" aveva il buco con lo stomaco intorno- prendere il sole su uno scoglio b) la sua performance canora in Nine. Poi tipo due mesi fa si diceva che si stava pasturando Thom Yorke. E che stava investendo in mastoplastica additiva.
  5. Ora quanto pare si vedono. Tipo la seconda foto che trovate l’han scattata a Parigi, perché si son visti dopo il secondo concerto allo Stade de France. Dicono. Cioè, li vedono e camminano assieme. Quindi cazzi loro. Ma allora? Boh, fa strano. Fine. 
  6. Cosa ne pensiamo (io e me, dico): Matt, non rincoglionirti come ha fatto un certo Chris Martin, sennò ti raddrizzo i denti. E comunque complimenti, sei nonalto: ma come fai a prenderle tutte più basse di te? Da persona troppo alta ti ringrazio assai per motivi di mercato.

[e ora passiamoci tutte lo smalto, da brave]

Tipo Reitano che apre i Beatles (Gabrielli che parla dei Muse)

Fran -Questa è una domanda poco professionale, lo so. Perdonami. L’8 giugno io e te siamo a San Siro: io al secondo anello rosso e te a suonare sul palco. In uno stadio stracolmo. Come la vedi ‘sta cosa? (il mio punto di vista spazia tra "speriamo non faccia troppo caldo sennò non mi bastano 3 litri d’acqua" e "speriamo mi bastino le pile per la fotocamera", te lo dico)

Enrico: Rispondo ad evento avvenuto. Caldo non lo è stato poi così tanto. Per cui il primo punto di vista è sazio, no? Le pile sono bastate? Resterà questo interrogativo per sempre. In ogni caso è stata un’esperienza che ci resterà appiccicata addosso per la vita. Un pò come Mino Reitano che ha aperto i Beatles.
Con la differenza che i Muse avevano un impianto e un light show tra i più imponenti mai visti. E i Beatles, e Reitano dunque, no.
Sono stato a bocca aperta tutto il loro concerto. O happening, chiamiamolo così. Dom, il batterista, si è complimentato nell’aftershow. Ma io non c’ero perchè cercavo un pronto soccorso per una congiuntivite bilaterale che mi stava uccidendo.
Con noi tutto lo staff, i Muse stessi e gli altri gruppi in apertura sono stati eccezionalemnte gentili. Abbiam tirato un respiro di sollievo. Le bottiglie ad altezza testa non piacciono a nessuno.

[La domanda più scema di una intervista invece carina che ho fatto a Enrico Gabrielli, che era lì a suonare nei Calibro35. Volevo precisare, e glielo scriverò via email, che dopo tanti concerti visti non avevo mai notato tanto entusiasmo per una band italiana di opening act (non si è consumato un caso Vibrazioni con gli AC/DC -cercare su youtube per capire cosa intendo- ma proprio la gente era felice). Come gli preciserò che i tre dischi chiesti alla fine sono per noi che abbiamo le ferie corte di due giorni]

Lo so che siete stati sviati da RTL 102.5 ma Bellamy Matthew è ora single e non sta con una di Como. Ci stava.

Così risolviamo subito ciò che vogliono sapere 900 persone che al dì accedono qui.
Per il resto è scritto tutto qui. Di Gaia Polloni, da quando ci si son messi, i gossipz, quando si è scoperto che si son lasciati etc etc.

Quei purciari di RTL 102.5 non l'hanno fatto.
Non so, quanto pare il lavoro di redazione nonché il professionismo è sopravvalutato. Non sapevano nulla di nulla sui Muse, cose che chiunque legge qui (tipo anche mia mamma) sa. Cioè, bah.
E soprattutto sarebbe stato bello spendere due parole circa l'impegno critico sociopolitico che sta dietro Uprising e la pantomima quindi della protesta prima dell'inizio del concerto. Non son cose.

Muse live in San Siro, Stadium, 08-06-2010

Muse, live in San SiroQuesto sarà il mio unico post, con il redirect da Radionation. Ho deciso di metterci tutto tutto.

Premessa: ero al concerto numero 14 e amo i Muse da diverso tempo, tipo 11 anni. Sono il gruppo della mia vita con il quale ho intenzione di invecchiare insieme. Appena avevo sentito che a Berna se ne erano fottuti del sondaggio stadium setlist ci son rimasta male. La dicotomia quindi vige: citando il primo successo della Aguilera (chemmetoccafà) "my body says let’s go, but my heart says no" la testa dice 8,5 come livello di spettacolo raggiunto -ma già erano una macchina da guerra prima- ma 6+ come cuore e coinvolgimento.
Matt si è emozionato su un paio di canzoni (ricordavano i tempi con Gaia?), han suonato bene ma in modo accademico, sentire però i cori da stadio, Back in black che non mi aspettavo (la mia compagna di concerto può testimoniare la mia bocca aperta) (e ho dovuto spiegare chi fosse nic chester, cazzo ci facesse lì. Dom: ti mangi le parole anche te ormai?) e l’apertura americanata alla ballerina modalità Cirque du Soleil.

Kasabian, live in San SiroAndiamo con ordine.
Set iniziale dei Calibro 35 molto tirato (suonare mezz’ora per loro pensavo che non è stato facile) ma efficacissimo. Mai visto un parterre così entusiastico per degli Italiani: ciò vuol dire che se azzecchi gli opening act non ti trovi il pubblico a fischiare o fare cosa. Io ve l’avevo detto.
Come del resto che anche i Friendly Fires del cantante dalle pelvi snodate erano facili e divertenti. Peccato lì che il fonico non abbia ben curato i microfoni del collettivo. Cosa che poi infatti i Kasabian debbono aver fatto notare e chiesto di aggiustare visti i numerosi check al microfono.
Stranamente il pubblico, visto da sopra, non si infiamma a dovere: Meighan però è una testa di cazzo meravigliosa e riesce a coinvolgere (parola che poi per il set dei Muse non riesco ad usare: scusate, troppi ricordi del passato) il pubblico in cori e saltelli. Bravi veramente. Il loro set è il classico di 45 minuti per i festival e spazia da Empire, Fire, Underdog, Club foot tralasciando solo la più famosa LSF.

Muse, live in San SiroI Muse arrivano alle 21:15 circa e suonano tantissimo. Fino alle 23:20. Alla faccia che il giovane Bellamy ci diceva che dopo un’ora e mezzo si rompeva il cazzo a suonare. In questo l’evoluzione dei Muse mi garba assaje.
Come mi piace l’evoluzione più tenerona di Matt sul palco (ve lo ricordate all’epoca di Origin of Symmetry come era piccolo operaio della musica e non sorrideva e non guardava da nessuna parte? Ecco)
La cosa lì dello spettacolo ve lo dissi andando a vedere Alicia Keys: un po’ mi spiace che vengano aggiunti orpelli da chi sa veramente cantare. Ma c’è anche da dire che fare un tour nello stadio prevede una certa spettacolarizzazione, quindi siccome il palco non era ‘sto granché (meglio quello del tour invernale, dai) han fatto bene per la navicella roteante e l’alieno che scende in Exogenesis come il cirquedesoleildenoantri. E anche la protesta iniziale (prodroma di un album meno pucci? magara)
Bello. Non eccezionale ma bello (tipo, secondo me il palco rotondo alla U2 potrebbe essere una soluzione migliore)

Muse, live in San SiroLa scaletta: ehm. Ok. Va bene. Allora perché ci avete illuso mesi fa su Citizen Erased? Posso dirvi una cosa: anziché della strabusata Feeling Good e di Unintended (dai, già il livello carie con Starlight e Neutron star collision era alto) poteva andare benissimo un cambio con Citizen e Sunburn/Showbiz. No? No. C’è qualcosa che mi sfugge e non capisco. Giustamente qui nei commenti dicevate che non ci si spiega come mai OOS e Showbiz stiano uscendo dalle scalette. Vi dico solo una cosa: la mancanza di Bliss ieri sera. Non me la spiego. Molti si son seduti su Neutron Star Collision e su Guiding Light. Li capisco un po’. Qui sopportare alcune mancanze anziché lamentarsi di alcune cose presenti è quasi paradossale ma è così.

Muse, live in San SiroCapitolo cover: sentendo House of rising sun ho sperato la cantasse. Ma ecco, uff. Back in black non me l’aspettavo. Nic Chester e i Muse già l’avevano fatta in occasione del Big Day Out ad inizio anno: sinceramente Nic mi sembra l’unico cantante che possa cantare quella canzone non rovinandola e non facendo rimpiangere gli AC/DC (alla chitarra, chevvedevodì, Bellamy è mostruoso). Peccato che su 61500 lo sapessimo in… mmm, 350? Lo so che fare lo spiegone era brutto, ma io e Paola l’abbiamo fatto al settore rosso 222. Meno male che lì almeno è arrivato.
 
Poi forse aggiungerò altro. Forse. So’ stanca.

Quindi che vi devo dire: spettacolare. Bello. L’evento dell’anno. Però lo dico senza entusiasmo, ma felice di esserci stata e di essermi divertita con la compagnuccia di concerto ed aver rivisto altri amici di internette.

Muse, live in San SiroDiscorso parterre: tutto quello che dicono qui lo condivido, e l’ho già detto lì sopra. MAI e dico MAI più un concerto dei Muse in Parterre in Italia. Se vado in Germania almeno c’è l’equa suddivisione delle zone: prime dieci file tranquille con al massimo saltello perché sennò muoriamo tutti. Dai lati fai quel cazzo che vuoi, perché significa che non vuoi morire. In fondo sei lì perché ubriaco o ti sei trovato al concerto per decisioni. In mezzo si poga, perché anche la security non può dirti nulla.

Discorso gestione trasporti milanesi: non è geniale dire "ehi, vi allunghiamo l’orario di servizio dei mezzi". No. Tu devi potenziare i mezzi nel senso far passare più bus. Noi abbiamo aspettato un’ora e un quarto un bus che ci ha messo tantissimo nel traffico. Ed era il bus che preso dopo mezzanotte e mezza doveva passare un’ora e dieci prima. Non ditemi che per voi tutto questo casino era la prima volta. Città evoluta stocazzo.

Set list

  1. Uprising
  2. Supermassive Black Hole
  3. New Born
  4. Map of the Problematique
  5. Neutron Star Collision (Love Is Forever)
  6. Guiding Light
  7. Interlude + Hysteria
  8. Nishe
  9. United States of Eurasia
  10. Feeling Good
  11. MK Jam
  12. Undisclosed Desires
  13. Resistance
  14. Starlight
  15. Back in Black (feat. Nic Cester)
  16. House of the Rising Sun intro + Time Is Running Out
  17. Unnatural Selection 
    Encore
  18. Unintended
  19. Bernie The UFO + Exogenesis: Symphony Part I (Overture)
  20. Stockholm Syndrome 
    Encore
  21. Take a Bow
  22. Plug In Baby
  23. Man with a Harmonica intro + Knights of Cydonia

[presto qui ci saranno i link a foto e video]

Road to Sansiro/2.

Ossia considerazioni tecniche su perché il concerto di San Siro dei Muse ci piacerà.
[qui sopra il nostro idolo coi capelli sparati in una foto dal Rock am Ring: so 2001 oppure troppa vicinanza con Jared Leto? Ossia, è un Buon Segno? Noi diciamo di sì, perché non so, ma diciamo di sì]

A orecchio e occhio meno lamentoso questo concerto sarà una figata cosmica. Lascerà un po’ di merda le seguenti categorie che nicchiano nel mio animo: a) lo stadio non è luogo architettonicausticamente deputato alla musica b) odio gli show troppo spettacolarizzati quando gli artisti sono molto bravi anche senza c) odio la gente in grandi quantità.

Comunque una piccola guida al concerto:
18:00-18:30: Calibro 35

Chi sono i Calibro 35? La cosa più figa che gira e valica i confini italiani ultimamente nel aere. Coniugano due cose molto fighe: le soundtrack di film epici e saper suonare. E non c’è nessuno che le sappia suonare meglio di Calibro35, un progetto nato dalla passione per questo dimenticato repertorio italiano, con l’intento di riproporne suoni e atmosfere. La commistione di funk, jazz e prog rock che caratterizzava le colonne sonore di “Milano Calibro 9”, “Il Gatto a Nove Code” e “La Mala Ordina” rivive grazie ai musicisti coinvolti: Enrico Gabrielli, fiati e organi (Mariposa), Massimo Martellotta, chitarre e lap steel (Stewart Copeland), Fabio Rondanini, batteria e percussioni (Niccolò Fabi, Collettivo Angelo Mai), Luca Cavina, basso (Zeus!, Transgender) e Tommaso Colliva, produzione (Muse, Afterhours).
Perché possono non piacervi: magari amate la musica con delle parole sopra.
Perché possono piacervi molto: sono musicisti bravissimi.

[Bonus: se i Muse suoneranno -credo di sì- I belong to you mi aspetto Gabrielli sul palco, dopo che sul disco. E lì me lo godrò il momento, appieno]

19:00-19:30: Friendly Fires

Scoperti da me al Glastonbury dell’anno scorso. E’ un ottimo complessino indie rock senza tante sovrastrutture, paranoie e pippe mentali. Si divertono e si sente e si vede. La loro hit più conosciuta (passata enne volte su Radiosglaps) Paris ti resta in mente subito. Jump in the Pool prende parecchio. E loro sono raccomandati da tanti che ne capiscono (Zane Lowe, NME…) e son stati nominati al Mercury Prize.
Perché non possono piacervi: non so, potrebbero scazzare il set?
Perché possono piacervi: sono molto divertenti, e leggeri.

20:00-20:45: Kasabian

Spiegarvi chi sono i Kasabian mi sembra inutile. C’è questa nicchia lasciata scoperta da quei coglioni (evoluzionisticamente parlando) degli Oasis e i Kasabian ci si stanno accomodando da dio. Parlare di supporter è un insulto. Un opening act di eccezione… La sottoscritta vede il loro set di 45 minuti come una botta di culo enorme avendoli persi durante quest’anno. Che vi devo dire, spaccano: e sul breve hanno anche sbancato i Brit awards.
Perché potrebbero non piacervi: Tom Meighan se la tira abbestia.
Perché potrebbero piacervi molto: potreste già stancarvi a ballare con loro.

Poi dopo vengono ‘sti ragazzi qui. Che sono già a Milano.

Ci ho già l’unico pensiero di "mi prendo la maglietta o no?". Con anche "mi basteranno le batterie?"
Son cose. [voglio bene a quei cialtroni lì. Cioè, gli perdono tutto. Ma si può?]

Road to Sansiro/1.

Inspira, espira.
L’8 c’è il concerto a San Siro. Vi avevo detto di sputarmi se andavo a San Siro. Beh, fatelo, ma i biglietti li ha procurati lei, quindi come in tutti i grandi drammi dell’umanità ho solo un concorso di colpa.
[ehi, queste cose qui sopra le dice mio padre di solito, quando parla di rapporti uomo donna]
[quindi sono cose che non valgono un cazzo]
[dovevo allungare il brodo]

Dicevo, l’8 c’è il Concertone dei Muse a Sansiro. Sono in clima preconcerto da 4 giorni (mica mi era successo con gli altri) perché non so, sai quando hai paura che la tua storia d’amore sia lì per finire o perlomeno le ridimensioni?
I Muse a Torino mi son piaciuti tantissimo, e sto temendo MIlano non sapete quanto. Anche alla luce della scaletta di Berna.

[In tutto questo stasera ho i Pixies, e i Pixies mi piacciono. E non li ho mai visti. Ma non sto cagando il concerto dei Pixies. Ciò è Male]

Poi il secondo post sull’argomento sarà meno pessimista, ve lo giuro.
Già non mi piacque la scaletta dello pseudosecret concert al Casino di Parigi. Dici: cosa c’è che non va oltre alle luci di natale sul completo di Matthew Bellamy nostro? Vediamolo

  1. Uprising (Riff version)
  2. Supermassive Black Hole
  3. New Born + Headup riff
  4. Map of the Problematique + Who Knows Who riff
  5. Neutron Star Collision (Love Is Forever)
  6. Guiding Light
  7. Interlude + Hysteria + Back in Black outro
  8. Nishe
  9. United States of Eurasia
  10. I Belong to You (Mon Cœur S’ouvre à Ta Voix)
  11. Feeling Good
  12. MK Jam
  13. Undisclosed Desires
  14. Resistance
  15. Starlight
  16. Time Is Running Out + Voodoo Child (Slight Return) riff
  17. Unnatural Selection
    Encore
  18. Unintended
  19. Bernie The UFO + Exogenesis: Symphony Part I (Overture)
  20. Stockholm Syndrome + riff + Endless Nameless riff
    Encore
  21. Take a Bow
  22. Plug In Baby
  23. Man with a Harmonica intro + Knights of Cydonia

Ora potrei fare un giro lunghissimo e dire che dagli album vecchi magari Unintended (sebbene caruccia pela un po’ i cojoni, su) e Feeling good anche basta, e che soprattutto… no, non ve lo allungo il brodo anche qui: ricordate che fecero un sondaggio sul loro sito chiedendo "ehi, amisci, che canzoni volete che suoniamo?" e noi ci si cascò con tutte le scarpe? Ecco, quanto pare dicheno che se ne impipano. E ciò significa quindi che non ci sarà la canzone che era in sottotitolo qui per anni: Citizen Erased. Una canzone che per me è molto. E quindi ci rimarrò male. Ma che se la faranno mi si prenderà un colpo.
E’ un po’ la sagra della pippa mentale e del tormento interiore.

Ma diciamo che con una scaletta come questa viene un po’ la voglia di scendere, cercare quale fosse la sedia di Mourinho e picchiarci con detto sedile con molta violenza ma per il suo bene il sig. Matthew.
Per lui.

La scaletta del Rock Am Ring invece è la solita scaletta di un festival quando hai un disco in giro. Magari me la ribeccherò in giro e non me ne lamento. Giuretta.

Looooove, ouuuusceeean, puccipucci.

Benvenuti all’osservatorio Matthew Bellamy.

Dunque, di cosa parliamo? Ma di Neutron Star Collision (Love is Forever) che è uscita ieri e che la sottoscritta si è ascoltata pedissequamente per voi. Inciso: rispetto all’essere fan o meno della saga le colonne sonore di twilight sono sempre discrete per quel che gira. E poi magari davvero i ragazzini si ascoltassero quella musica ivi contenuta: in Italia stanno ancora a D’Alessio o la cantante Emma, numerosi regazzini. Se con Eclipse mi svoltano a Florence o altri gioisco. Interiormente, ma gioisco.
Dunque, che dire di questa cosa che traina la soundtrack, quindi. Il problema è che a me questa traccia non dispiace. Cioè, non fosse dei Muse sarebbe stata anche ottima, ma ecco, il solito problema bla bla. Non sto dicendo che mi piace ma dico che è un buon prodotto. Non originale.

[a parte che io non capisco ancora perché con chiunque parli tutti mi dicano che The Resistance per loro è inferiore a Black Hole and Revelations. Io sono l’unica assieme a Pitchfork che pensa il contrario?]

Cosa è Neutron Star Collision (Love is Forever): una summa de(lle derive de)gli ultimi due album dei Muse. Un ingorgo di topos musiani (…): batteria galoppante, uso di sintetizzatori a mo’ di space invaders, parte potente di piano/batteria che sembra più epica anche con ‘sta impostazione vocale con una dizione tipo cotonenelleguance nonché questi riff che ti si stampano in capo.

Poi alla luce di quanto ha detto a Zane Lowe ci si aprono innumerevoli scenari:

“”Well actually the song was written, well I don’t wanna bring anyone down, when I broke up with girlfriend about 8 months ago or something, and I pretty much wrote that song immediately after that.

It was like that song was reflecting on that moment when you first get with someone and everything feels like it’s going to go on forever and it’s bit of like uh, bit of like a true love sentiment I suppose, but for me, when I wrote that song, it was quite heavy because it was like a memory of what it used to be like you know?

Like when you used to think that way but now obviously it’s the complete opposite of that when you break up. So when I’m singing that song, I’m kind of coming from that perspective really.

That song was floating around since about 8 months ago and that song was what I thought would probably be on another album in the future, but it’s gonna be a long time until we get to do that, and then obviously these Eclipse, the Twilight people contacted us and um, we were very keen to get a song for the film and I just thought ‘why not?’ you know?

Might as well just bug it out there and get it out there because probably the song is representing a difficult period of my life and by the time we get to the next album it might not be relevant anymore because my life might be changed or moved on or something.”

Cioé: avendo sta pucciataammoremioritornachecomoèinfiore ce la risparmiamo nei prossimi cd? Ha terminato? Ci abbiamo messo una pietra sopra a Gaia? Finalmente dalle pene d’amore ci stiamo risollevando e quindi ci rifai un altro album pieno denso di teorie del complotto, schifo verso alcuni potenti, disagio esistenziale e pippe varie? Davvero? Perché tutta ‘st’ottimismo, ‘sta botta di zuccheri di questa canzone, ‘sta cosa qua tipo orsetti gommosi ecco, ok, però capisci… no?

Matt. Io e lo psicologo Morelli (checculo, dirai) (lo penso anche io) (ma vedi cosa vuol dire avere lo switch del digitale terrestre con solo la vita in diretta a vedersi?) pensiamo che una volta finita una storia d’ammore ecco, lì basta, stop. Cazzo, smettila. Non ti stai sfrangiando i coglioni te, ma anche io. Ok, un po’ va bene, fa tanto sensibboli, tanto romantico. Tanto filmdivampirioddiopucci. Ma se ti azzardi a rimettere ‘ste pucciosità nel prossimo cd te li sfrangio io: con una bottiglia rotta. A Microcuts.