Io ve la butto là: provincialismo.

Tacciare di provincialismo i bellissimi Brit Awards di quest'anno è dovuto solo a causa della solita comparazione: ahinoi fortunatamente i Grammys hanno fatto il miracolo votando gente più meritevole e per una volta i britanni hanno fatto la figura non dei soliti che ne sanno a pacchi di musica ma dei provincialotti che seguono i bimbiminkia e le vendite.

[sì, noi abbiamo il festival di Sanremo dove Anna Tatangelo sembrava Anna Oxa e viceversa. O dove Giovanardi dei La Crus somiglia in modo allucinante ad Elly Jackson-La Roux]

Il fatto che dopo che i premi ad Arcade Fire e Mumford and Sons diciamo iniziamo a scadere nel meh. Non ricordo chi altri fosse candidato col buon Cee-Lo(l), ma è indubbia la sua bontà vocale. A Laura Marling (che è piccina ma anche lei ha una vita amorosa che te la raccomando, difatti ha abbandonato Marcus Mumford poco fa) non avrei dato il premio viste le alternative, ma non siamo ancora allo scandalo. La tristezza è condensabile in:

International Female Solo Artist: Rihanna
International Breakthrough Act: Justin Bieber
Critics’ Choice: Jessie J
British Male Solo Artist: Plan B
British Breakthrough Act: Tinie Tempah
British Group: Take That
British Single: Tinie Tempah, Pass Out

D'altro canto la cerimonia resta una delle più belle in circolazione. Molto belle le performances ai Brits sia di Adele che degli Arcade.

La spocchia, la Juve, la gente, i Grammy.

Il fatto per cui noi italioti non riusciremo mai a far nulla di buono è perché ci mancano le capacità critiche e la voglia di approfondire.
Tolto questo, vedere i Grammy dopo la serata miracolosa ove la Juventus vince già fa capire come potrebbero andare le cose. Vincono gli Arcade Fire album dell'anno. Non ci credono neppure loro, e fanno una cosa che li renderà tantissimo simpatici negli US: ringraziano il Canada. Giusto, bene, fate scendere ancora di più lo spauracchio francese sulla platea: tutti gli addetti ai lavori tifavano voi per quanto stavano meno simpatici gli altri. Un po' come nella categoria nuova persona che suona e che fino due anni fa dicevamo chiiii? Dai: l'importante per tutti era che non vincesse Bieber, poi quando ha vinto Esperanza Spaulding (non sono sicura dello spelling del cognome, ed ho fretta) che da noi viene per due date a Bari e a Catania, e a Parigi va a suonare in un posto sconosciuto di Belleville certo, ci rimani basito, però sticazzi: qualcuno ha il fermo immagine di Giustino scioccato? E' stato un momento bellissimo.

L'articolo bilanciato di Spin può darvi un'idea dei Grammys. Posso poi dirvi che degli Arcade mi frega tanto e non quanto (non sono nelle mie prime cento band) ma vedere anche La Roux e Danger Mouse tra i vincitori mi ha fatto piacere. I due premi ai Black Keys mi sembrano un po' troppo. I Lady Antebellum (chiii?) sono un po' come Taylor Swift dell'anno scorso: ergo ce li ritroveremo tra i coglioni tantissimo. Purtroppo.

Ma parliamo dei nostri truzzi del Devon preferiti.

In una serata dove GaGa si veste con una cosa di lattice che ricorda tanto il preservativo indossato da Leslie Nielsen in un suo film. Con un inizio dedicato ad Arethra con la Aguilera che svisa anche i respiri. Le più belle performance sono quelle di nonno Jagger, che in culo a qualsiasi altro rocker dimostra di avere ancora fiato e di Cee-Lo(l) che si concia come un Eltonjohn qualunque. Perché i nostri, diciamolo, hanno voluto strafare. E non si fa . E capisco l'emozione.

In Uprising tutti sappiamo che la double Neck guitar, quella che va nelle canzoni truzze abbestia, è subentrata solo che dopo tutte le altre sono volate e rotte. E quindi? E quindi c'entrava poco metterla anche ora per sminchionare ancora dippiù la intro. E soprattutto, prenderla così alta all'inizio. E poi, l'hai presa così alta per poi non falsettare? Dillo che eri emozionato, su. Ma ecco, ci sono stati Uprising migliori: direi tutti. Ma era una performance così truzza da piacere agli americani. Io ve l'avevo detto che The Resistance era studiato per quel mercato. Poi se hanno vinto anche grazie alle connessioni di gossip, beh, oh. Bah.
E comunque, capire tutta la dedica di Bellamy, oltre a quella alla sua fidanzata bellissima incinta, è una di quelle cosa che ti fa commuovere: ho davvero così migliorato il mio inglese o il nostro piccolo schizzato si sta calmando a sparar parole?

E ora facilmente scoprite che la mia fanciullezza fu televisivamente monopolizzata da Limiti e Bonolis.

Ora vorrei farvi un lungo pipponzio su come le signore di colore dalla avvolgente voce siano tutte fuori come una begonia dal poggiolo.
Ma se vi parlassi anche della pazzia di Nina Simone (un giorno dovrò parlarvi anche di quella di re Giorgio, che era porfiria) mi brucerei un post, che invece posso comodamente fare un altro giorno dimostrandovi quanto le trasmissioni di Paolo Limiti mi abbiano profondamente segnato da piccina.
Tanto da chiedergli amicizia su facebook nel 2010.
Eh. Sorvoliamo. Una cerca di farsi tutto il curriculum della ragazzina ai concerti indie e poi segue la musica vecchia.

Un passo indietro.
Mentre i parenti già litigano sull'eredità come dei Vianello qualsiasi il Guardian ha detto: "Etta James soffre di demenza e leucemia"
Sperando che la signora veda morire prima le sanguisughe di lei ho affermato: "beh, quindi la novità è la leucemia".
O perlomeno spero che affetti i maroni al parentado fino all'ultimo dei di lei giorni. Dajè vecchiè.
Jamesetta Hawkins, diciamocelo, oltre a quella meravigliosa voce da contralto ci ha anche un caratterino che te lo raccomando. Esempio: Beyonce (nella foto quando rappresentò proprio Etta nel film con Adrien-naso-Brody Cadillac Records -film con momenti yawnduepalle ma tutto sommato guardabile e con però una soundtrack da ahò scanzete ne facessero ogniddì- del 2008 reduce da quella dieta sololimoneapranzocenaecolazione che la fece smagrire dibbrutto) a Seattle nel gennaio 2009 sbroccò come se fosse una Winehouse qualsiasi -forse per quello amiamo anche quella fattona dimmerda?- dicendo “Avete presente il Presidente? Si quello con le orecchie grandi? Beh non è il mio Presidente… E quella donna che ha cantato per lui, cantando la mia canzone, dovrebbe avere il culo frustato. La grande Beyonce (sarcastico), non la posso sopportare, ha cantato la mia canzone, quella che io ho sempre cantato e portato al successo”.

Poi due secondi dopo ha detto che scherzava, rosicava (forse era anche un po' stata fraintesa, non so, l'età è quella) ed ha deto "no, beh, è il mio alzheimer, ogni tanto fa così".
Un po' come l'anziana media che gira nelle città, è un po' gattara, un altro po' brandisce l'ombrello e spaventa i piccioni e non solo. Così.

Cheppoi rosicare per At Last, è come se Albano Carrisi sbroccasse per Volarenelbludipintodiblu. Non è sua. At Last è una canzone scritta nel 1941 da Mack Gordon ed Harry Warren. Fu originariamente interpretata nel film e registrata da Glenn Miller poi da Nat King Cole. Infine nel 1960 fu registrata da Etta James, che impovvisò sulla melodia di Warren ei l brano diventò uno dei popolari della James e la sua la versione più conosciuta, dal tanto successo che ebbe. Ma poi negli anni, ad esempio, ne ha fatta una cover anche Celine Dion, Norah Jones, la Aguilera, Cindy Lauper e Stewie Wonder. Chiunque. E sicuramente sarà stata maltrattata anche in qualche X factor a caso.

Voi però andate a sentirvi All I Could Do Was Cry e (soprattutto) I'd rather go blind per farvi un'idea di quanto ci mettesse anima e interiora a interpretare le canzoni. Ah. Sospiro.

Avrai un piccolo alienino da succhiare (oh, si aprono scenari che non so)

FERME TUTTE TIRATE FUORI IL SIGNORINI, ALFONSO CHE E' IN VOI.

Carissime.
Kate Hudson pare essere incinta.
Quindi Matthew Bellamy diventerà padre.

Cito: "A source confirms exclusively in the new Us Weekly, out Wednesday, that Kate Hudson, 31, is 14 weeks pregnant with boyfriend Matthew Bellamy's baby. "

[svolgimento]

Poi ragà, la cosa che è non programmata e inaspettata suvvia… vi dobbiamo spiegare come si evita? Per favore, Kate sei già al secondo figlio come un rocker. Non dirmi che non capisci che quelle non sono schitarrate, dai.
Comunque, io è da quando l'ho sentito che mi ronza in testa che Bellamy dedichi una canzone al figliolo un po' come Baglioni, solo che al posto di cose di "legnetto di cremino da succhiare" e "carezze per parlare coi cani" mi vengono in mente cose con alieni e onde elettromagnetiche che cambiano il pensiero. Ho paura anche io, lo so.
Prepariamoci a tante piccole tutine glitterate.

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Quindi ora coi cinque di Wolstenholme e uno di Bellamy siamo a sei figli di Muse. Dom: tieni duro (ehm, oh, beh, non in quel senso… o sì se vuoi. Ma nel senso resisti… ehm. Non se ne esce)

10 biggest concerts of 2010 o una cosa del genere o perlomeno oh di quelli visti da me

Escludendo il Frequency Festival.
Premesso che ho saltato un casino di grandi concerti in suolo italico (Arcade Fire su tutti) cerco di razionalizzare quali sono i dieci memorabili dell'anno.

10. Serj Tankian, live at Estragon, Bologna.

Serj Tankian live at Estragon, Bologna
Dunque, per mettere lui ho tagliato concerti più fighi magari sul piano esecutivo ma che mi hanno meno intorcinato le budella. Per lui ho corso in mezzo a tutta la festa del Pd di Bologna, arrivando a metà set dei Viza. Poi sentire Empty Walls col quartetto d'archi è una roba che ti può svoltare la giornata. Tu provaci.

9. The Cranberries, live at Forum Assago

The Cranberries, Assago

Sai quando sei giovane e ti piace una band, degli album, ma abiti in posti dimenticati da Iddio e quindi sai benone che non riuscirai mai a vedere? Ecco, poi la vedi dieci anni dopo ed è una botta di ricordi, di puccismo, di robe che dici oh, gli anni, la sciatica, la tauromachia. Poi ringrazi anche lo stesso Iddio che ti aveva dimenticato che la O' Riordan non ha fatto cancellare per malanni anche la data di Milano. Pareggio?

8. Mumford and Sons, live at Covo Club Bologna

Mumford & Sons live at Covo Club, Bologna

Io grazie a questo blog ho conosciuto una ragazza che mi legge e si chiama Alice. Ali mi ha passato la prenotazione di questo concerto, che era andata in fumo in 5 minuti. Aver visto i Mumfords al Covo è stata una botta di culo, tolti gli inglesini mbriachi e limonanti vicino. Ho sentito il pavimento del Covo oscillare. Sai quando sei tuttuno con tutto e tutti e il palco e la sala e boh che sbornia musicale.

7. Pixies, live at Ferrara

Pixies, live in Ferrara

Sai la roba della gente epica che suona in un posto della madonna dove qualsiasi concerto anche un po' pippettoso e quindi anche se il concerto non fosse stato bello e anche non so, boh, tutto, tu sei lì pressato e guardi tutto e ritorna tutto bello preciso puntuale. Ti giri e vedi gente più grande dei tuoi genitori, stai lì cogli amici che fanno giornalini per l'evento e siete tutti felici. La gioia.

6. Rufus Wainwright, live at Conservatorio, Milano

Rufus Wainwright live at Conservatorio, Milano

E' una storia lunga: questo concerto lo dovevo vedere mi pare tre anni fa con una persona, e invece poi no. Quando dovevo prendere il biglietto quest'anno non avevo soldi o quasi, e un mio amico mi ha detto "siccome ci ho ormai debiti enogastronomici enormi con te ti regalo 'sto concerto" "uh" "cosa vuoi? prima fila?" "no no, piccionaia, prendi il più economico, ma ti pare?" Poi arrivata lì siccome non c'era nessuno sono scesa di 13 file. Poi quando sono uscita Rufola mi ha autografato il biglietto sulla mano. Sai quando pensi dentro di te che hai recuperato tutto e fanculo al mondo? Sì, quello.

5.The Gaslight Anthem, live at Magazzini Generali, Milano

The Gaslight Anthem, live at Magazzini Generali, Milano

Mi pare che in Italia sia la marchettatrice ufficiale dei Gaslight e ne sono soddisfatta. I soli problemi di questo concerto son stati: posto di merda, gente di merda, organizzatore delirante, solito blocco milanese alle 23:30 che ci ha regalato la scaletta più corta del tour Europeo. 'Sti ragazzi secondo me tempo 4 anni e possiamo piazzarli in grandi arene. E se non lo capiamo tutti, in Italia, sticazzi. L'importante è che l'abbiam capito io e voi.

4. Rammstein, live at Castello Scaligero, Villafranca di Verona.

Rammstein live in Villafranca di Verona

C'è la capa di una label che avendo visto che mia mamma mi ha accompagnato a intervistare Gnecco ha detto che è troppo rock. Ecco, se sapesse che mia mamma l'ho portata a vedere i Rammstein con me e io che ci avevo l'angoscia e le dicevo "no, beh, si sta dietro, però sai, è musica un po' forte, io la ascoltavo da giovane. Cioè, se lì si poga a sangue c'è un perché" e poi la mia mamma si ascolta a nastro i Rammstein guardandosi i live su youtube e continuando a ridere e stupirsi di quello che fanno ecco, quasi le faccio fare una rubrica su Radionation mettendo cosa le colpisce e cosa le fa schifo visto da un range di età diversa.

3. Muse, live at Stadio Meazza, Milan.

Muse, live in San Siro
Breve spiegone della terza posizione: concerto da ruolino programmato dei Muse. Scaletta non esaltante. Inserimento di Back in Black con Chester dei Jet ganzo. Fantastica gestione dell' "evento" col crescendo di supporter Calibro35, Friendly Fires, Kasabian. Non mi son piaciuti i Muse in se, dove invece al Frequency avevo i lagrimoni agli occhi, ma il tutto era impacchettato molto bene. Anche se l'acustica di San Siro, bah, dai. Allora a sto punto capisco il mettere concerti a Rho.

2. Florence and the Machine: live at Estragon, Bologna.

Florence and the Machine live @Estragon

Dire che s'è rischiato la vita per vederla direi che è una litote. Lastrone unico di ghiaccio in autostrada, raggiungimento dell'A1 dall'Estragon solo col GPS perché tutte le indicazioni erano coperte di neve. Lei dentro invece ci scalda i cuori, ci zompetta felice, ci fa un concertodellamadonna. E la felicità ci colpisce come un proiettile nella testa e cose simili lì.

1. The National, live at Alcatraz, Milano.
The National, live at Alcatraz, Milano

Concerto dell'anno. Fine.

Una lista è solo una lista/1: cantanti che vedendoli quest'anno sappiamo che ci conviene spendere anche in futuro.

Domani faccio la lista concerti di tizi che sono stati i venti più fighi dell'anno. Io la classifica dei dischi non la faccio, ci si deve mettere troppa ratio e troppo sbattimento e poi cazzo faccio a scegliere? Almeno coi live hai 234 discriminanti tra cui anche il tempo, la security e i vicini di concerto.
Questa vuole essere solo una semplice lista di priorità di persone che ho visto suonare quest'anno in ordine di "mi ci scapicollerei per loro prima di/ sono valsi il biglietto/ sì, se ritornano sepoffà"
Non volevo mettere Editors e Muse per dei motivi groupistici poi è andato il perché no?
'nnamo:

20. The Record's: band indiepop dell'anno. Finalmente degli italiani esportabili che sanno suonare e sanno cantare in inglese. Bel dischetto, molto bravi dal vivo. Se non li avete visti son da recuperare subito. Thanks Brescia.
19. Joycut: la mia band italiana dell'anno. Li ho sentiti al Covo e mi hanno letteralmente fulminata. Sai l'amore a prima vista? Se mi migliorano anche i vocals un attimo mi groupizzo.
18. Johnny Flynn: ora il folk lo fanno anche alla sagra della porchetta di ariccia, ma appena mi nominano il genere mi viene in mente lui: uomo puccissimo e bravissimo. Anche se non so, temo che lo caghiamo io, NME e Zane Lowe.
17. LCD Soundsystem: posizione scelta apposta. Live totalmente scazzato causa abbuffata con la salama da sugo a Ferrara (madò, sembrava dovesse ruttare da un momento all'altro), macchina da guerra al Frequency. Ma in ogni caso una delle poche band (band?) che ti fa shakerare il culo in sicurezza. Investimento.
16.Wallis Bird: irlandese, che spacca in crucchia. Da noi forse si è sentita solo per una hit da sottofondo veline. Molto brava, molto graziosa. Melodica e folk assieme, senza annoiare.
15.Blue October: la cosa più emo che metto in classifica. Sono bravi ma sono anche rock, non solo emo. Da noi praticamente sconosciuti, in US e Germania vendono. Mi piacerebbe rivederli sicuramente ma anche per loro, come per i Kaizer Orchestra occorre sconfinamento austriaco. Se vi appassionate si fa il pullmino.
14. Kasabian: Eh. Che ci scrivo? Vi dico questo: una delle mie amichette di concerti è andata a vedere gli U2 a Torino per vedere i Kasabian. Nel mio scarso trasporto sul commentare le cose vi direi "son bravi, cazzo" e non mi viene altro. Ma tipo spero di beccarli a un festival.
13. Yeasayer: boh, credo miglior live elettronico dell'anno. Non mi hanno annoiato, mi sono divertita, hanno coinvolto il pubblico. Li andrei a rivedere se facessero un concerto di capodanno in qualsiasi posto.
12. Melissa Auf der Maur: come vi spiego che delle Hole amavo lei e mi rompeva il cazzo Courtney Love? Il suo album è molto buono. Lei dal vivo è solidissima. Sembra che abbia sempre cantato da secoli, lì, da sola. E invece è solista da poco, suonando un basso. Sorpresona dell'anno a livello "uh, chi si rivede.
11.!!!: altra garanzia sul muovere il culo a un concerto. Ironici, con poche menate, e rimessi in sesto dopo la disgrazia avuta all'interno della formazione. A Ferrara meglio loro infinitamente rispetto agli LCD. Persi a Novembre a Milano causa congestione settimanale di live, e rosico abbestia.
10. Rufus Wainwright: Il prossimo tour spero non ci sia la pantomima operistica iniziale che lo fa scendere in posizione cutoff (la decima). Bella eh, sai suonare eh, figata eh, sì, tranquillo non ti applaudo ma mi stavo abbioccando. Recuperò poi con una seconda parte della madonna dove sembrava l'avessero cambiato nel camerino. Eppoi è bellissimo.
9. The National: gente con la voce baritonale che beve tantissimo vino (stima) e camminando sulla folla (stima due) continua a cantare come prima (stima a mille) supportata da musicisti della madonna. Era l'unico concerto che 30 euro sembravano pochi [PROMOTERS STIAMO SCHERZANDO OVVIO]
8. Rammstein: come invecchiare senza diventare la pantomima di se stessi. I Dvd dei Rammstein dovrebbero vederseli molti cantanti italiani e prenderne spunto: fanno da anni lo stesso show che tutte le volte lascia a bocca aperta.
7. Mumford and Sons: carini, umili, e se fanno un secondo album migliore anche del primo io vado a lustrargli le scarpe. Unico gruppo dell'anno che al Covo mi ha fatto saltellare alla seconda canzone facendomi smettere alla settima. Sì, loro che son tranquilli. Pensa un po' te.
6. Editors: se non avessi visto i live degli anni passati i due di quest'anno li liquiderei con "mestiere". E invece stanno crescendo, i ragazzi. Ma non sono pronta ancora a vedere lo switch di Tom Smith in Dave Gahan.
5. Muse: San Siro non mi è piaciuto, è stato mestiere. Poi li ho visti a un festival e li ho riconosciuti nuovamente. Ora la dicotomia mi preoccupa molto (come la storia che se fanno due serate attaccate la prima è sempre con una setlist di merda e la seconda no) però ecco. Ehm.
4. The Gaslight Anthem: io in loro ci credo tantissimo. Se gli Editors si inseriranno nella nicchia "vedove dei Depeche Mode" e i Muse "vedove degli U2" qui prendiamo tutti gli Springstiniani. Avessero un carattere meno da riccio e fossero meno americani gioverebbe. Ma noi li amiamo.
3. Florence and the Machine: paurosamente migliorata. Nel solo arco di quattro mesi. Nell'attitude: era molto inglese (parlava starnazzando ed era poco paracula) e ha mitigato ciò. In gestione della voce. In controllo del palco. Non ha fatto neppure una canzone così urenda per Twilight e ci ha svincolato il capello rosso. Come si può non volerle bene? Per lei ho già affrontato la A1 con un unico lastrone di ghiaccio da Panigale a Parma.
2. Marina and The Diamonds: sta ragazza è brava quanto è bona. Spacca il palco. Ma proprio lo tiene e ci fa quel che vuole. E' polistrumentista. Ha una gran voce. Il fatto che in Italia ancora non la si caghi completamente è una cosa a me ignota. Poi finisce che al secondo cd ce la ritroviamo ovunque qui in italico suolo eh?
1. Jimmy Gnecco: ora, parliamoci chiaro. Io aspettavo un suo live da 10 anni, quindi poteva anche cantare a rutti che ero soddisfatta tantissimo uguale. Uno showcase piccino mi ha fatto capire che sì, è come sul bootleg. Quindi io esigo un live degli Ours almeno in Europa per cantare a squarciagola l'ultimo ciddì. Basti vedere come mi tremavano le mani su Run away to tell the world.

Jingle bells ploff.

Ricordo la lezione di Pilates una settimana prima di Natale l'anno
scorso: la mia insegnante, santa donna che mi ha rimodellato le gambe
facendomi stramazzare con esercizi astrusi, mise su anziché il solito
cd di classica-yawing-operistico-

niueig un cd di canzoni di Natale.
Mai fatta così tanta fatica quanto quel giorno. Voi ci pensate, io già
ho quel problema del sopportare il clima puccipocrita natalizio
figuriamoci una intera ora di esercizi improbabili ove ogni tua fibra
muscolare viene estesa con gente che sbadiglia e campanellini a go go
sotto.

L'inferno.

Cheppoi non so, ma una traccia natalizia l'hanno fatta davvero tutti,
sebbene i tg vi facciano sentire solo non so, la Carey e Crosby. Ma
proprio tutti, o quasi. E se volete proprio evitare questo e perculare
chi vi farà ascoltare interi cd natalizi (Celine Dion, la Houston…
sbaglio o hanno fatto interi cd di Natale?) parliamo delle peggiori
canzoni natalizie di sempre. La classifica la stilò l'anno scorso il
Mirror, e se voi che state leggendo avete uno scoglionamento tanto
ecco, magari vi spunta un sorrisino, dai.
Al decimo posto il gruppo heavy metal californiano Stryper con “Winter
Wonderland”, al nono il sassofonista di Seattle Kenny G con “Let It
Snow”. Scalando la classifica, l’ottavo posto è occupato dalla coppia
inglese formata da Dennis Waterman And George Cole con la canzone
“What Are We Going To Get For ‘Er”, alla settima posizione c’è il dj
svedese Basshunter con la sua personalissima rivisitazione di “Jingle
Bells”, mentre alla sesta il cantante pop inglese Cliff Richard con
“Mistletoe and Wine”. Giungendo alla top five troviamo un big, Robbie
Williams con “Walk This Sleigh”, al quarto posto invece Mr Blobby con
l’omonima e delirante (direi anche incredibilmente trash) hit “Mr
Blobby“.
Sul gradino più basso del podio, il coro The Innocent Big Knit Choir
che canta la canzone dedicata alle nonne “There’s No One Quite Like
Grandma” ed appena più su di posizione  My Christmas Card To You degli
Shooting Star. Vince la classifica della peggior canzone natalizia un
cantautore americano che ha fatto la storia del rock folk: John
Denver, con la sua “Please Daddy “(Don’t Get Drunk This Christmas)”,
un invito al padre a non tornare a casa anche questo Natale ubriaco.

E anche voi, mollate la bottiglia: c'è ancora capodanno.

[28 luglio 2010, Post sotto l'albero (appena dopo visto il primo addobbo natalizio)]

Poi vedi Ben Harper con un basso in mano e dici eh beh.

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Allora. C'è questa roba, che secondo me ecco… vi ricordate (l'ho scritto anche qui?) il mio assoluto trauma pel concerto dei 30stm al Frequency? Quello dell'inginocchiatevi tutti ommioddio siete tutti al primo concerto vi sto sverginando tutti? Ecco. Era moooolto meglio del concerto di Bologna. Che mi ha fatto però ridere molto. Il casino sarà metterlo in 1800 battute serie per un quotidiano. Smettendo di ridere. Perché davvero, lui a un certo punto ha detto di non avere la voce. Eppure, al Frequency era uguale, ma si vedeva che si divertiva di più.
E comunque jaredleto ai social media manager gli mangia in capo. E se facessi una laurea fuffa in economia di qualcosa farei la tesi su di lui: si vende daddio.

Poi capita che dopo 48h vedi un concerto che è l'esatto contrario. Tranquillino, con 3 buone voci e 3 musicisti della madonna. L'album ti ha fatto un po' dormire (che strano: loro e i Tired Pony, i due supergruppi di quest'anno mi han creato euguale yawn pur essendo bravissimi) però i Fistful of Mercy sono bravi. E hanno il supporter irlandese veramente interessante ed azzeccato, tal James Vincent McMorrow. Insomma. Io ai ragazzini che fanno i superbiosi darei il loro dvd per vedere come suonano. E ai colleghi recensori in importanti webzine vorrei dire che In The Sun non era una cover dei Coldplay/Stipe ma una canzone di Joseph Arthur, proprio un terzo dei Fistful of Mercy assieme a Dhani Harrison -veramente bravo, mica come un figlio di Pooh- e Ben Harper, rifatta poi da Michael e Chris per tirar su fondi per l'uragano Katrina.

Saperle le cose (poi fanno i maroni a julienne a me)