Allora come spieghi questa maledetta nostalgia.

Ho una cosa che mi frega fortemente, la visceralità nei rapporti.

Il mio cane nacque il 30 Marzo del 1990. Si è addormentata dal veterinario qualche tempo fa. Quel tempo è riconducibile a una serie di post in cui cercavo di tirare fuori quello che stava cozzando dentro di me e da interminabili tre settimane in chat con i miei due migliori amici nonché cinofili che mi aiutavano ad ammortizzare il lutto.
PriPriscilla non mi rispettava granché come capobranco. Del resto nel 90 quando ci conoscemmo avevo sei anni, e la prima cosa che mi ricordo di quel cricetino bassottoso che dopo il giro al parco mi pisciò addosso. Ricordo i viaggi assieme con lei sulla pancia a leccarmi il viso. Ricordo i suoi scazzi, il suo essere mordace. Il suo implorarci con le zampette addosso alle nostre gambe di non lasciarla a Chianciano. Il suo prendere il sole sulle sdraio. Il fare la canizza in auto trapanandoti i timpani. Quando scoppiai a piangere in classe perché il veterinario vedendo che non camminava più la voleva abbattere: l’abbiamo curata a forza, punture, pannoloni, io che le facevo i massaggi ai prosciuttini. Quando riprese a camminare non ci credevamo, quasi. E riprese ancora di più il suo caratterino dimmerda da caporale nazista. Però le volevo così bene che le perdonavo anche quando mi mordeva. Non so, ho un flusso di ricordi che mi si stanno rivoltando nella testa e mi creano una gran confusione e un pogo interno di sentimenti.

Per la prima volta dopo epoche scrivo un post con lo stomaco che ha uno strano senso di angoscia e le lacrime alla radice nel naso.
Mi manca, e non mi perdono essermi persa l’ultimo anno della sua vita a causa della mia salute e del mio trasloco quassù. Forse mi sarei anche potuta accorgere prima che si stava ammalando. Forse poteva soffrire meno. Forse.

Io ho questa cosa orrenda, ché non sono fredda ma i rapporti li vivo qua nello stomaco e do un casino di me stessa.
Per quello poi vivo male i distacchi, e ho la sindrome da abbandono.

La prossima volta che prenderò un cane però voglio essere più sua compagna e più vicina a lei/lui. Sì, perché sono un noioso tipo da cane, da quelle bestie che cercano in te un appoggio e una guida. Quelle che ti stanno vicino quando ti senti una merda o quando stai da dio. Quelle bestiole che ci sono sempre perché ti vogliono un bene incondizionato. Perché forse dentro io somiglio caratterialmente a loro. Sono un cagnolino, un po’. E spesso mi son sentita dar calci e legare al guardrail, come capita ad alcuni di loro. Fanculo, agli umani.

Del resto c'è chi la chiama Padania.

Capisco che il maiale del centroitalia ha tutto un altro sapore e quindi è giusto che me lo mandi. Adoro la pizza di pasqua al formaggio e mi nutrirei solo di quella. Solo che nonna: non sono al confino, non devi mandarmi le scorte come se fossi in Norvegia.
Ed essendo a Parma non mandarmi il parmigiano, ché è antieconomico.

There’s something I shoud tell you, A thing that I’m not sure you’re ready to know.

Fin da piccola ho avuto un concetto di noia, non di lemma toscano, molto alto.

Ossia, io dopo un po’ mi rompo le ovaie. Mi rompo i coglioni a fare la stessa cosa. Mi rompo a non fare un cazzo. Tutto questo mi ha portato a iniziare a fare un sacco di cose -puntualmente mollate a tre quarti per noia- negli anni e a saperle fare anche discretamente bene.
Però, sta cosa, che fa tanto genio rinascimentale, alla lunga frega.
Un po’ in tutti gli ambiti.

A me l’unica cosa che mi salva è la testa dura e la consapevolezza che le mie idee sono buone (ma non siete pronti, tutti, per accoglierle)

Io se potessi comprare a chilo un po’ dell’essere finalizzatrice e dell’essere più precisina lo farei

Sfila la lama dalle carni, levala piano amore mio.

La mia vita è fatta di piccoli alti -chiamiamoli altopiani- e quotidiane discese profonde.

Quando mi capita infatti di avere una mezza giornata di contentezza non riesco neppure a festeggiare con la media moderazione. Perché domani sarà un giorno peggiore, lo sai.
E’ una cosa che ormai non vivo più con disperazione. Mi viene un vuoto solo dentro di me e la crescita esponenziale di un senso di frustrazione e inutilità.
In pratica non mi sento più neppure i dolori nuovi. Solo a metà pomeriggio, tra le varie telefonate, mi son sentita i dolori al petto e me ne son fregata. Meno male che dovrei fare una vita tranquilla. Meno male che tutti dicono che sono brava, e quasi se ne meravigliano e se ne rallegrano. Io il più delle volte mi sento una mezza sega in un mondo di lobotomizzati. Non sopporto più alcune categorie e alcuni comportamenti. Alcuni toni di voce ormai mi stizziscono a tal punto che difficilmente non mi arrabbio. Ho a che fare con dei deficienti che si offendono sempre e solo loro, e io secondo loro dovrei abbozzare e dare loro ragione. No, l’ho fatto per anni e ora non voglio più. Mi son stufata di essere docile e accomodante, sempre e solo io. Mi sono stufata di non essere creduta, di non essere presa sul serio. Quando lo so solo io cosa sono stati questi anni e cosa mi hanno portato ad essere: ho una rabbia così repressa e accumulata che non solo potrei esplodere prima o poi, ma potrei anche pianificare una strage. Diosanto, voi non vi rendete conto cosa ho dovuto subire e cosa ho visto e ho sentito sulla mia pelle negli ultimi quattro anni buoni. E’ qualcosa che mi ha fatto prima implodere su me stessa e che ora rischia invece di farmi esplodere completamente. Non l’ho retto, tutto. Per me ora qualcuno deve pagare tutto quello che subisco e ho subito, non riesco a dimenticare più la minima cosa e cerco di pensare nei momenti vuoti a come possa, quasi novella Montecristo, riusarla come arma contro i miei aguzzini. Perché se per ora non posso prendermela con quello lassù, ché mica si vede, ci sono tanti fatti di ossa coi quali voglio pareggiare i conti prima o poi.
Non dimentico. Il passato non fa più male, ma mi ha lacerato.

Quindi mi ritrovo con il lambrusco in corpo, con l’intestino che non lo tollera ma il resto dei tessuti che ringrazia altrimenti la tensione sarebbe maggiore. Però non dormo. Sto da schifo, ma anziché automutilarmi o autoinfliggermi punizioni come facevo da una decina di anni adesso scenderei a prendere il badile e massacrerei di botte qualcuno. Non ne posso più.

Mi ritrovo con la musica medioriflessivorealistomoscioinsommamasiamoancheunpodepressi nelle cuffie, perché i vicini urlicchiano e pensano che non sia notte. E io anche di quello non posso fare un cazzo. Niente, devo guardare la vita per forza anche se tento di prenderla per le corna. Io vorrei fare il torero e invece mi tocca fare la mucca che guarda il treno.

Non so cosa cazzo darei per almeno essere un po’ serena, per un anno.

…e quando infine spunta l'alba c'e' solo il vuoto intorno a me…

Dopo il periododormotroppo sì, subito arriva il periodonondormouncazzo.
Complice le incazzature e il non poterle scaricare su niente. Mi creano un male al petto fastidiosissimo, ma vai a guardare ormai ho il cuore di un criceto.

In questi giorni mi serve un nonnulla per farmi incazzare e una sciocchezza a farmi preoccupare. Sono un attimo logora. Sento come se stessi per incazzarmi di brutto o prendermela con me stessa.
Tutto è molto frustrante.
Anche perché a breve il fisico non reggerà, mica, lo stress.

Arrivano nuovi problemi, arrivano sorprese che ti fan capire perché i Fati non ti avevan ancora fatto fare qualcosa, si montano e si smontano cose. Sto troppo al telefono a sentire gente in giro. Gente che dovrei vedere mi da buca. Tutte cose così.
Ecco perché poi uno butta le mani avanti. Non ce la faccio. Sono a pezzi. Sono un cencio. Anche basta, cazzarola.

Dipendere dalle decisioni altrui è una cosa che ti fa desiderare un mondo pieno di rondepadane (e con te a casa).
‘Nculo, vaffa.

Come un rumore sospeso che non esplode.

Son stata circa quattro ore buona con il mal di stomaco e le fitte (fitte, suvvia, sembra che qualcuno abbia dimenticato un accendino acceso dentro) ma mi sono alzata quando, incazzata, mi son accorta che il display della radiosveglia è deceduto.

Io con le radiosveglie ho la stessa fortuna che con le persone del nordest: solo che gli apparecchi decedono uno dietro l’altro, e sempre per la stessa cosa.

Bah.
Ci sono cose inspiegabili, tipo il mio intestino che al quarto-mezzo-calice-di-bianco della festa di mercoledì ha smesso di fare male. Io non so come mai, qui funziona tutto alla cazzo di cane e mi da profondamente noia.

Poi c’è che uno dovrebbe scrivere cose intelligenti, sensienti, serie, accattivanti, specchio della propria verve ora che per motivi contingenti -leggi barcamp- passano porci e cani. E invece si fa la figura del piffero, visto che ci son solo le lagnanze base.
Che par di maroni, lo so, lo penso anche io.

Ohrwurm/Wehrmacht.

Sono talmente presa da quello che sto facendo per il barcamp che non mi ero accorta di avere la tv accesa su casaraiuno. Il problema è che stava suonando Povia.

Oh, ho tante cose da raccontare, però mi manca il tempo. Lo farò tutto in questo post.

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Il mio amministratore di condominio è palesemente un coglione: in pratica c’è un condomino che se ne impipa dei divieti ed ha detto "beh, io a quello lì non faccio nulla perché mi sa che è un tossico".
Mbeh?
Ora se sono un tossico posso rompere i coglioni a chiunque?
Io quindi se paleso che faccio boxe posso spaccare tutto? No, vorrei saperlo, perché in caso lo faccio.

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Ieri sera ho visto Operazione Valchiria. Mi piacerebbe perdere del tempo per raccontarvi le storie dietro, però a volte penso che ‘sti film servano per il popolo per andare a ricercare storie dietro che nessuno conosce (orsù, quanti di voi conoscono bene la storia della Resistenza ai regimi?)
Recensioncina: buona fotografia, leeenta la sceneggiatura, Tom Cruise ha un po’ la verve e la profondità di un manichino dell’upim. Il cast e la scenografia è di gran lunga superiore al resto elencato. Ottime soprattutto le caratterizzazioni.

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Io appena trovo il libro di Shenck sulla salute di Hitler, che però è solo stato pubblicato in tedesco, me lo accatto. Quindi dovrò anche tradurmelo. Vabbè, ecco.
Io comunque quasi quasi, il cocktail che Morell dava al suo paziente A. , direi che sarebbe da provare (MAMMA STO SCHERZANDO): Nux vomica, atropina, sali di sodio e potassio, ossidrina, camomilla, testosterone, profenazone, caffeina, atropa belladonna, e.coli, morfina, sulfonamide, cocaina (per gocce oculari), enzimi, vitamine, anfetamine, metanfetamine, proteine e lipidi. Altro che la redbull.

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Sto impazzendo per i contatti aziende/enti/comune/salcazzi.
Ormai ho un’agenda che trabocca di contatti, chiamate, email, ci vediamo là, ma quando c’è in ufficio, sì possiamo parlarne ma io sto a Parma e non a Milano.
Non-ne-posso-più.

I feel my heart implode (qualcosa di vecchio, qualcosa di nuovo)

Pomeriggio ho aiutato Scorti nella sua diretta sanremese.
Aiutato? Insomma, lui è bravissimo. In un anno la qualità degli speaker su radionation si è migliorata: chi c’era da prima ormai ha acquisito mestiere, e i nuovi sembrano perfettamente a loro agio. Sono contentissima, e sorpresa, devo dire.

Io vi consiglio di sentirlo tutta la settimana, Scorie da un inviato. Perché davvero si sente il perecottarismo della sala stampa, le cose non filtrate da un Mollica a caso, l’esser cazzari con eleganza tipico di Radionation. Appena il server si riprenderà dal solito attacco DDOS, andate sul sito, o seguite dalle 18 alle 18:50 qua.

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C’è sta cosa che oggi siam passati a quota 60 (e più) iscritti al ParmaWorkCamp. Devo dire che mi fa piacere, e dall’altra parte sono terrorizzata dalla copertura dei costi.
Anche perché, causa rimpasti nella giunta comunale di Parma, io il costo effettivo lo devo ancora conoscere. Non è tanto, ma insomma, ecco, per la mia tasca lo sarebbe.

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Per educazione non sputtanerò nessuna della cinquantina di aziende del circondato che non si sono neppure degnate di rispondere. Auguro solo loro il fallimento.

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[oh, per non parlare di alcuni bloggerdiuncertolivello che se la son tirata alla grande. Ma altri, debbo dire, che son gente deliziosa. C’è del marcio ovunque eh]

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Questa cosa mi sta portando in tourneé in Grandi Aziende del circondato. A presentare cose e a parlare di cose. Ché è un bene vederci di persona eh, perché spesso al telefono non capisco un piccione Poviano, però ecco. Come la chiamiamo quella strana sensazione di ansia al gastrointestinale? Una cosa per cui domani in palestra mi allenerò su un coso come questo: così se vado in GrandeAzienda e mi massacrano non noterò la differenza.

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Aiuto.

Tengo al minimo il battito, controllo che il respiro mi segua.

Uh, toh, ho una cosa da far togliere dal dermatologo sulla spalla. Vediamo se scriverlo qui me lo ricordo. Spalla sinistra chiedere visita dermatologica quando torno dal medico.

Oggi non ho avuto neppure tempo per la naturale regolarità. Quando ho trovato un bagno e il tempo da spenderci il mio intestino dopo ha impuntato i piedi e ha detto no. Io e il Sor Pampurio vi ho detto che conviviamo da tempo, con una certa anarchia eh: lui fa quello che vuol lui (sì, tutto), io tento di arginarlo o assecondarlo a seconda della vita sociale. A volte non riesco, ma quando riesco poi lui fa le ripicche. E ora mi sento un po’ così, come se dovessi fare uno spot all’Activia.

Sono tornata a casa ed ho trovato qualcosa come 35 email. Di cui 6 email, per gmail, ma in verità erano thread con più mail dentro, e quindi qualcosa ancora in più. Prima o poi vi farò rispondere da lui.

Barcamp: due semibuone notizie. Peccato non riguardino i soldi. Siamo ancora monetariamente sotto. Non sono pernulla preoccupata, sono semiterrorizzata ma non lo do a vedere. In caso io sarei per vendere un rene di Zanotti, visto che è il meno attivo della banda. Lui, mica i nefroni.

Ho tremendi problemi di memoria: pensavo che il concerto di Veronica Marchi fosse giovedì sera. Convinta eh. Ho fatto una figura dimmerda e mi son già scusata tantissimo ma mi sento in colpa uguale, non è da me dimenticare cose di simillavoro.
Che tristezza di periodo.

Odio la sveglia nel soggiorno: non so come le si toglie il bip bip orario che mi sveglia anche di notte (ho l’orecchio bionico)
Nelle istruzioni non c’è scritto, porco Mondo.

Scrivo post insulsi, ne avrei in canna altri ma non saprei renderli. Bene.