Di notte produrrei dei post della madonna ma son sdraiata e farcita nelle coperte.

Non scrivere un post il 29 febbraio pareva brutto.

Seduto in quel caffè io non pensavo a teeeee….

Sì, lo so, è 29 settembre. Mica è colpa mia se nel vasto panorama musicale italiano al 29 febbraio nessuno ha dedicato nulla. Che ci posso fare, magari proporrò a Loredana Bertè di scriverci su qualcosa.
[che, per inciso, con la storia che la Bertè ci ha problemi le depenalizziamo qualsiasi cosa. Io, allora, che ci ho avuto un concerto di noie dovrei avere una sanatoria sugli esami e un lavoro figoso a 2500 euri al mese più rimborsi per stare su una sedia a far nulla. E invece no. Mica l’ho capito. Devo rinchiudermi anche io in un hotel e mettermi a tirare molotov dalla finestra? Ma non è che a me arrestano?]

Guardavo il mondo che girava intorno a meeeeee…..

Sto discutendo da un paio di giorni, via email, con dei tedeschi. Loro mi rispondono trasudando cortesia da ogni byte, io mi incazzo e sbrocco nel più contenuto dei modi, cercando di risolvere la questione (a mio favore). Ma tutto questo mi fa pensare ad una cosa: siccome io lavorativamente agisco come i tedeschi suddetti… sai a quante persone debbo aver fatto girare le palle e/o sai quanti mi han mandato colpi e moccoli addosso.
Torna tutto.

E tutta la città correva intorno a noooi….

Diciamo che è stato anche un proficuo pomeriggio di lavoro.

– Salve ti lascio questi.
– …
– …
– Eh?
– Ti-lascio-queste-due-locandine.
– Cosa sono?
– Senti, te le lascio qui, poi razionalizzi con calma e ti comporti di conseguenza eh? Va tutto bene, ciao eh.

Per di più mi ero operata, non volontariamente, un taglio di 3 cm piuttosto profondo al mignolo. Ma ora è scomparso. Cazzo, ho una rigenerazione cellulare da studiare.

Tornando a casa:
Mamma: Guarda come i vicini tengono pulito, eh…
Fran:  Anche Rosa Bazzi lo faceva.

Uccidi un grissino, salva chittepare.

# io quasi quasi mi propongo come nuova interprete della pubblicità dei Raggianti. Tanto la mia dieta ora si basa sul succo di Pera e i Raggianti. Col titolo di blog che ci ho sarebbe la morte sua.

# approposito del titolo del blog, la Elena a Torino mi fa estrarre dalla sua bellissima cartella il numero lì di Internet Magazine con le interviste alle donne. Il titolo del mio sglaps era riportato come "Uccidi un grissino: salverai un uomo…"

# ma sempre visto il titolo, io al Festvàl di Sanremo debbo sostenere Giò di Tonno? (che, come dice Rudi Zerbi, è Insuperabile) [ricordo che il mio amico chiama la Ponce ribattezzandola in Topa Ponce]

Ossimori.

[peccato non poter riportare commenti su accadimenti fisici. Son troppo crudi e volgari, non capireste]

In realtà oggi non sapevo cosa postare. Avrei potuto dire che Fiorello poteva risparmiarsi il "gettate la tessera elettorale dalla finestra", dacché sia al mio certificato elettorale ci tengo (sapete, ci ho ancora ‘sti valori tipo votare, anche apponendo sulla scheda una ceppa ma votare, la patria… l’inno compreso il poropompompompompò nel ritornello che non c’è scritto ma si canta…) sia che insomma, se li gettassimo tutti in strada, i certificati, si sporcherebbe.

In realtà davvero sono rimasta ammirata difronte all’ultimo videopost di Zoro. E un po’anche esterrefatta, visto di quel che tratta.
Eppure vi dirò, sebbene la donna lì (non mettiamo nomi, ma è una di Cuneo, amica di uno di Cuneo che non scrive libri) sia tremendamente brutta di struttura c’è da dire che l’ex marito e il maquillage han fatto miracoli eh. Ho anche io la speranza di divenire incommensurabilmente figa.

Io volevo anche scrivere che ‘sta fiction su Caravaggio è una cagata pazzesca, ma Boni è un bel vedere, ecco. Poi il riassunto ve lo faccio domani eh. Ché ora sto seguendo le prove radio e mi sento tanto pippobaudo, ecco.

Discernimento del succo di frutta.

Io, quando ero piccola, non avevo altri che il succo di pesca.

Non so perché, ma nella triade pera/pesca/albicocca scartavo quest’ultima perché non mi parea simile per nulla al frutto, ma a una sciacquatura di tino dopo che eran stati pestati dei frutti avanzati da un po’ ai magazzini generali.

Ho dovuto attendere la maturità (ehm) per imparare ad apprezzare il succo di pera e la sua granulare corposità. Che volete farci, quella sorta di microgranuli da piccina mi davano una noia insopportabile.
Da quando ho scoperto che il mio gusto apprezza il succo di pera fatico ad apprezzare ancora quello di pesca in quanto lo trovo troppo dolce. E la cosa è preoccupante: come ho fatto a vivere vent’anni apprezzando una cosa e poi ho cambiato idea, così, dalla mattina alla sera?
Sono un Toro come segno zodiacale, quindi a me i cambiamenti destabilizzano.
Alla fine, diciamocelo, ha giocato molto a suo favore che il rum si sposa meglio con la pera anziché con la pesca [Feba, ecco cosa possiamo berci sabato senza dare nell’occhio verso le 11…]

Il casino è che mentre in Italia manca un vero e proprio mercato dei biscotti (emigrerei in Francia solo per questo) abbiamo un’ampia offerta nei succhi di frutta. Tralasciando quelli in bottiglietta sia perché costano di più [Sapete come è, da quando ho ripreso a mangiare mi sono accorta che è vero che noi single spendiamo tantissimo eh. Era meglio quando vivevo di nulla, ora consumo e mi da fastidio. Prima spendevo solo in carta igienica e medicinali almeno], sia perché quelli in brick non hanno da agitarsi con la consueta mossa fatta a colpetti del palmo della mano sul culacciuolo della bottiglietta affinché la posatura della purea (eh, senti che linguaggio eh?) possa riandare in sospensione, quelli in brick singolo o multiplo son tantissimi. E io alla fine, per il consumo durante il giorno [bla bla due mesi ho magnato solo quello] mi son attestata sul succo della coop quello col marchio con l’euro disegnato sopra. Bevibile, non eccelso, ha il sapore di pera e il sentore di pera pur non sembrando di ingoiarsi un tronchetto di legno. Rapporto qualità-prezzo ottimo, ecco. Da scartare invece quelli del Lidl, non si strozzano.

Piccoli problemi attinenti al packaging (comecazzosiscrive? daddatevi(TM) e correggetemi):
  • La cannuccia: un’azienda (di origini parmensi) si è inventata quella col beccuccio a L chiuso, aperto solo in corrispondenza di tre buchini. Voi non capirete la genialata finché non comprerete un brick di succo e la cannuccia a L manterrà parte del succo nella parte corta insozzandovi un indumento. Nonché, la cannuccia a L è scomoda talvolta per ciucciare tutto il liquido ivi contenuto nel tetrapack. Son cose eh.
  • La zuccherosità e la consistenza: si potrebbero discernere 200 diversi succhi di pera grazie a questo. Cose che farebbero impallidire anche il sommelier di gusto. Polpa, densità, retrogusto. Solo che al posto di vago sentore di tabacco potete sentire vago sentore di cassetta di legno del mercato. Ma siam là.
  • La poca colla tra cannuccia e brick: chi di noi non si è spesso trovato senza cannuccia?
In tutto questo volevo dire che da quando prendo le medicine col bricchetto di succo di pera Valfrutta la mattina posso evitare di far colazione -come mia abitudine- senza sentire forti dolori allo stomaco.
Ho anche pensato a una spiegazione biochimica e l’ho anche trovata. Sono un fottuto genio.
[comunque bevo anche succo di mela e di ananasso. Pompelmo non più, interferisce col citocromo p450]

Ratman medico (son cose).

Ratman dottore.Fumetteria TuttoFumetto, rassegna Schizzi d’autore, Parma.
Ore 15: una coda inimmaginabile di ragazzini e meno ragazzini.
Ripasso dopo un’altra ora, peggio. Ma decido (ehm, non io, mi ha invogliata mia mamma) di rimanere. In realtà tutto ‘sto casino, a fumetteria ancora chiusa, era per un autore di fumetti un po’ famoso, tal Leo Ortolani, autore di Rat-man.

Un centinaio circa di persone, bimbi che si infilavano dappertutto e cercavano di saltare la fila, due davanti a me che han passato il tempo a limonare e a farsi le sigarette che andavano a fumare uno alla volta tenendosi il posto (e lei si chiamava Erica, con la C). Clima così, simpatico, parecchio caldo e un festival dei microbi e bacilli ovunque. Sotto fondo, oltre le chiacchere, radio uan-nescion-uan-stescion a palla.
Tre ore circa di coda. Vi dico solo che per uscire il proprietario ci ha aperto, perché aveva sbarrato tutto ed eran le 19.
Lui è simpaticissimo, occhi vivaci, voce alla Bordone parmigiano e battuta pronta.
Prima di me ho sentito cose del tipo "mi fai rat-man NARUTO?" o "mi fai un rat-man in versione Volverine? … lo conosci no?".
Quando arrivo io mi son sentita quasi troppo normale a chiedere un rat-man medico, infatti lui mi guarda e mi fa: "che specializzazione?".

Inutile dire che il disegno me lo incornicio e me lo mettero nel futuro (rotfl, futurissimo) studio medico, per distogliere l’attenzione dalla laurea ovviamente.

Per l’altra dedica conquistata col sudore della fronte citofonare diqquà.

Pacificamente, serenamente, siamo uomini, ma anche donne, ma anche sglapsers.

blogdailyfinaleNotare le iniziali della testata. PD. Io, che da quando ho sentito che Uolter ha scelto "Mi fido di te" di Jovanotti ho pensato che allora erano meglio i Vianella con "core mio, core mio, la speranza nun costa gniente… quanta ggente cià taaanti sordi e l’ammore noo. E stamo mejo noi, che nun magnamo mai".
Dicevo però, è presente una mia intervista (la prima da blogger) su Parmadaily. Abbiate pietà, ho risposto ad ore vampiresche e non sapevo cosa rispondere.
Sì, son cose.
P.s. La fotina da annunciatrice è bella, nevvero?

Telomerasi.

Secondo me la vecchiaia è la più grande delle malattie che non riusciremo mai a sconfiggere. Sì, magari il limes sarà spostato dai sessanta/settantanni ai novanta, ma si diventa vecchi uguale a meno che non ci si prenda un tumore prima (coff) che ci porti sottoterra a far da concime o non si muoia da belli, (ricchi) e dannati scatafasciando la propria punto su un platano ai bordi della viaemilia.

Non sto scherzando, è una tragedia. Invecchiando, quando si sputtana la telomerasi e il tuo dna cambia lunghezza riprendi le caratteristiche peggiori di quando eri bimbo (ti sdenti, te la fai sotto, non capisci una sega, ti impunti sulle minchiate e non dai mai ragione agli altri) sommate al tuo carattere di merda che ti sei formato e hai perpetrato per anni.

Dai, tra fare Geriatria, Pediatria e Veterinaria cambia solo l’elenco delle malattie più frequenti, sennò siamo lì. Hai a che fare con esseri che si lamentano ma non si capisce perché.

Io non ce l’ho con gli anziani (m’han dato il pane fino l’altroieri), ma ce l’ho con quella sottocategoria di anziani tutto m’è dovuto, tutto m’è consentito.
Quelli che escono alle sette di mattina di casa, magari con la pioggia e la nebbia e ti attraversano fuori dalle strisce pedonali guardandoti mentre camminano appoggiandosi al bastone con quello sguardo lì che intende "cazzo vuoi? c’ero prima io, e alla mia epoca…".
Quelli che bypassano le file facendo slalom che sembrano i nonni di Rocca, e tu non gli puoi neppure dir nulla sennò te la menano che non c’è il rispetto per gli anziani.
Quelli che stanno in auto, che son dietro di te col cappello tutti piegati sul volante, che ti suonano il clacson e te per non smadonnare li lasci passare (dicendo "vah, vah, che c’hai fretta di crepare eh") poi appena ti sono davanti mettono la freccia a destra per svoltare o parcheggiare e se non inchiodi ti ritrovi col tergicristallo sul suo poggiatesta. Loro, che fan fatica a guardare a destra e a sinistra causa artrosi e quindi guidano con la stessa scioltezza dell’omino del crashtest e la vista frontale come un mulo col paraocchi.
Quelli che si abbonano al giornale locale e poi aspettano che il postino glielo consegni vicino all’edicola di quartiere la mattina entro le nove, sennò scade.
Quelli che stanno sempre nell’androne condominiale a spazzare, a origliare, a controllare che posta ricevi, quando butti la spazzatura, quante bottiglie di birra consumi, se scendi il cane a pisciarlo, se vai a trovare la mamma tutte le settimane e se il basilico ti si è ingiallito o no. L’anziano medio ha un po’ di sindrome da tomponzi dentro sè. Quelli che ti fan la posta davanti alla porta quando hanno fortemente bisogno di ottenere qualcosa (che di solito ha a che fare con la tua professione o con la tua prestanza fisica).
Quelli che pur essendo in pensione si alzano alle sei e ti fan sentire la sigla di unomattina a volume da heavymetal.

Ecco, quelli mi scassano un po’ le palle eh. Ma non si potrebbe dirottarli in un mondo parallelo?
[qualora io diventassi così mi ritirerei tra i monti, con solo le caprette che mi fan ciao. Ma tanto io devo obbligatoriamente lavorare fino agli ottanta, con la legge di adesso. Quindi…]

Sfrush sput.

[io mi sa che scrivo sempre le stesse cose, e sempre uguali, mica mi smentisco. Un giorno di questi faccio prima a copincollare un post di tre anni fa ché tanto non ve ne accorgete]

Ho controllato in tutta casa quanti prodotti e/o gadget(s) di una certa azienda avessi pria di scrivere questo post.
Questo post è nato mentre mi sciacquavo i denti col colluttorio. Quello lì che è una bomba contro l’igiene orale. Io, che adesso ho le gengive ulcerate non vi dico cosa sento: un’esplosione di mine in una cortina di ferro. Ma fa bene eh, mica che altro.
Oddio, sembra una marchetta.
Ma stavo lì, a pensare come venne riciclato un disinfettante chirugico, lavapavimenti e farmaco per la gonorrea in un medicamento sfrush sfrush sput sput per la guerra alla fiatella (ché, cari amici alitazzanti, prima dell’avvento del marketing del Listerine mica era un handicap certificato avere un alito tipo fogna di Calcutta. Ma di certo non doveva essere piacevole). Mentre sciacquavo e ‘sti olii essenziali mi rallegravano l’umore (ehi, c’è dell’umorismo in questa frase eh)
Come ‘ste grandi aziende farmaceutiche ormai hanno assorbito e fanno e smistano tutto, dal detersivo alle patatine surrogate.
[poi oddio, il Listerine è in mezzo a un sacco di cose: dai primi lavori della Pixar a Futurama, ai Dresden Dolls. Ovvìa, leggetelo su wikipedia, sebbene inglese.]

Insomma, volevo dire che io, da grande, medicina la lascerei se mi facessero amministratore delegato o responsabile marketing della Psfffrrr (suvvia, temo rappresaglie quando verranno in futuro in pace da me come operatore sanitario)
Perché? Perché il farmaco che è più venduto è il Prozac, eppoi ‘sti geniacci siccome il Prozac (e lo Xanax, vah) inibisce certe reazioni idrauliche hanno messo sul mercato anche il Viagra. Eppoi se non hai una donna perché hai l’alito cattivo (cit.) eccoti pure il Listerine.
Tutto si chiude.

Nutella e mortadella.

Riflettevo jeri col pregiato Autore, genial compagno di tante minchiate blogosferiche:

me: ma tu che sei cinefilo, sto caos calmo?
 lovejoy83: la storia ci insegna che quando di un film si parla per una scena soltanto ci sono due possibilità
  1) Capolavoro incompreso
  2) Cagata pazzesca
 nella prima categoria rientra, a mio parere, Death Proof di Tarantino
  nella seconda, potrebbe finirci Caos Calmo
 me: potrei applaudire

Quindi se tanto mi da tanto la scena del Moretti erotomane me la figuro come quella dell’anguilla che concuipiva le carni della Marini in Bambola di Bigas Luna.

[sì, lo vidi un paio di volte nelle notti insonni estive su retequattro. Mi piaceva la capretta della Marini, vi dirò]