Zibaldone o zuppa del casale.

Paolino il vignaiolo è un adorabile cazzaro. Io vinsi il suo blogstardeathmatch e così l’ho conosciuto.
Non è il tipo da scalate nelle classifiche e ansia da essere un blogger famoso. Sta lì, col suo anonimato, gli vengono in mente idee e le realizza. Ora, tutto il clamore suscitato dall’opera Arte capibile per i Geek l’ha sopraffatto (un po’ lo capisco, quando arrivavano le cavallette dal corsera -gné gné a me aveva citato e a te no- ci avevo come l’ansia da scrittura), però a me dispiace che abbia cancellato tutte le opere.
Uffa, lo ammetto, me le volevo salvare e non ho fatto in tempo.
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Quel paraculo di Sw4n (ora a quello di sopra viene la gastrite ad essere nominato nello stesso post con lui: ho fatto apposta) fa gli Z-blog awards. Scusate se non ho avuto tempo di segnalare alcuni miei pregiati lettori, sarà per l’anno venturo. Ma almeno anche questa è una ventata di freschezza nella blogsfera (o non so, una scorreggia, dipenderà dalla qualità dei nominati).
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Io ve lo segnalo partendo dal blog di Albo (che personalmente adoro): la mia generazione ha iniziato a leggere con Topolino. Non neghiamolo. Vi ricordate quelle figate assurde delle storie a bivi? eh, sì, che poi io tornavo indietro e sceglievo anche l’altro bivio per vedere come terminava la storia in quel caso (lo so, ho una curiosità patologica). Beh, ecco, la Disney vuol fare le scarpe (anzi, neppure quelle) a Bruno Concina, inventore dei "bivi" e storico scrittore. Orbene, secondo me sarebbe meglio avere meno Papertotti e PaperLapo e più storie come quelle di una volta (che ora come ora Topolino fa un po’ cacare eh).

Scio nihil scire.

A volte l’arte moderna mi lascia vagolare la mente verso constatazioni becere che riflettono la mia origine tosca. Ma lo stare a settentrione mi fa riassumere tutto in una faccia che riflette il concetto: "…".
Non vi dico cosa ho pensato, ma questo è il "Levianthan Thot" di Ernesto Neto al Pantheon di Parigi (messo lì nel posto dove Foucauld ci mise il pendolo per il suo esperimento).
Però lo pensate anche voi, eh? In realtà ho pensato anche a cose citologiche e mediche…. vabbè, deformazioni. 
Non al Leviatano dico.
Le installazioni di Neto mi lascian sempre un po’ così, signora mia.

Foglia di fico.

Tati, bloggeuse che io sinceramente adoro e con cui ho una persona in comune (e quindi per proprietà transitiva potremmo anche dirci amiche, pensate. Oggi mi ha mandato un mms che mi ha fatto commuovere: la monnezza a Napoli. Oh, non ci aveva pensato nessuno e lei sì. Son cosissime) nell’ultimo post, oltre a sollevare un sacco di altre cose, mi ha riportato alla mente una questione importantissima:

Non si trovano più mutande decenti in giro.

No, beh, pensateci bene. Ormai la mutanda, quella non da serata "risvegliamo un uomo sennò non la trova", pare non trovarsi più.
Voi ora ci ridete, ma secondo me è un dramma. Se non sono tanga c’è il trionfo della microfibra. E il medico che c’è in me (dove? ah, sì, eccolo) vi ricorda che non è che tenere i paesi bassi lì tutti i giorni col sintetico faccia bene, eh. Con moderazione.
La mutanda di cotone, quella lì che ti lambisce l’ombelico e ti copre le chiappe in pratica è in estinzione.

Lo so che i maschietti penseranno ai tanga e cose così, ma pensate a indossarlo voi tutti i giorni.
Ragazzi, qua il problema è più grave di tanti altri eh. Lanciamo una linea di intimo comodo?
[io son del parere che solo una nota marca di mutande faccia ancora una linea decente di copripudenda, ma anche lì, signora mia, siamo arrivati a pagarle come se ci fosse l’elastico d’argento. Non son cose]

Perversioni.

Per caso (coff) mi sto ritrovando a guardare portaaporta speciale Bruni e Sarkozy. Finalmente, qualcosa di leggero dopo i politici che cucinano il cenone o le marchette ai cinepanettoni.

Nel parterre: gente di natali francesi, gente che ha fatto petting con francesi, un giornalista inutile e un po’ triste che forse stava bene a Londra ma a Parigi ci azzecca come me all’equatore.
(io, a ventiseigradi già mi sciolgo)

Sto aspettando che tirino fuori il plastico dell’Eliseo, poi spengo.

Mink, (…) delurkatevi.

Oggi è il delurking day. Visto che siete stiptici nel commentare fatelo adesso, o mai più.
 

[tipo, voi che leggete oggi e non commentate mai fatelo, semel in anno, si diceva, son curiosa di sapere chi mi legge oltre ai 4 che individuo sempre.]
 

Madidi abbracci, casti baci e petali di rose a chi lo farà.
 

[e una carezzina in più a chi passa a ‘sto feed]

Perdonatemi.

Stavo scrivendo un post ma l’ultima pubblicità della Skoda m’ha scioccata.

Quella tipo Stranamore condotto da Sergiocammariere, dico.
Non ce la faccio a riprendermi.
[ma c’è su youtube?]
P.s. Per ora non c’è il video, ma da -ehm- ricerche di famiglia abbiam trovato il link che ve lo racconta. Ma voi non vi rendete ancora bene conto eh? Comunque la narrazione è qua.

Trrreeeeninoo: a-uan, ciù, tri, for.

Io ‘sti festeggiamenti obbligati li odio.
Poi è uno stress. Dai, lo so che vi ci avvicinate come una visita dal proctologo. Anche perché il risultato è lo stesso. Ti spennano, spesso stai con gente che ti sta sulle balle, ma ci vai perché o non sai che fare, o è tradizione, o se non ti vedono pare brutto e sei vessato a far cose così che ti abrutiscono.
Tanto quest’anno ieri c’è stato anche il terremoto, tra qua e Reggio.

Io ci ho due ricordi del capodanno:
a) quelli a Chianciano, dove mio padre faceva scoppiare una quantità di botti pari al tritolo sprecato in un giorno nella striscia di Gaza. E soprattutto litri di alcolici.
b) il fichissimo capodanno 1996 a Catania. Ospiti della famiglia S(perlaprivacynonmettoaltro). La signora dopo che anche lei sparava botti e molotov a un certo punto come invasa dal fuoco sacro e dal Pinguino Delonghi si mise ad aprire tutte le finestre di casa (con conseguente gelo) urlando "facciamo entrare l’aria dell’anno nuovo!" [mia mamma rispose sottovoce: "ma non è la stessa di due minuti fa?"]

Tolti questi ho dei ricordi offuscati e non particolarmente pregni.
Sarebbe bello, passarli questi momenti, con qualcuno a cui tieni. Perché è la persona che fa cambiare il ricordo, non il luogo. Ma qua, pare che quest’anno butti male. Pare eh. Così, solo un sentore vago.

Ora, qualora lo vogliate, resiste ancora il fare capodanno in piazza come era nella tendenza degli ultimi anni novanta.

vibrazioniE il comune di Parma ha preparato un mirabolante programma di capodanno (…).
Anzi, direi vibrante. (ah, ah… ehm). Oltre a Gene Gnocchi, che personalmente apprezzo molto ad Artù, che pare proprio la trasmissione cucita addosso su di lui, che dovrebbe portare Parma al brindisi. Ora, ehm come dire, non lo vedo con la giusta frizzantezza. Ma ci son stati, negli anni passati, comici ben peggiori, Quindi ben venga almeno un conterraneo (brrr, dire questa cosa e pensare alla mia residenza).
Addirittura la cittadinanza può scegliere la colonna sonora del capodanno votandola. Vah, che bello. Su, facciamo un simpatico giuoco, scegliamone una  nei commenti e, o voi lettori del giornale Fran, votiamola compulsivamente.

Ma veniamo al punto, che è dal parlare della signora S. (cui dovrei dedicare post a parte) che sto divagando come al solito e ormai sto facendo dei post oltraggiosamente lunghi, quando si sa, non siete abituati a leggere. Scusatemene. Poi ci credo che non finisco sul Foncmaister, non mi si legge.

Ora se l’anno scorso c’eran gli Elii, e l’anno prima mi ascoltai per la seconda volta in meno di due mesi Francesco Renga, quest’anno potrei bissare sentendo di nuovo le Vibrazioni dopo averli sentiti ad Agosto.
A costo di attirarmi carampane contro: manco morta. Piuttosto mi sparo le due stagioni di Dexter sgranocchiando grissini sul letto.

Le Vibrazioni, così come Nomadi e Cristicchi, li ascoltai quest’anno nel mirabolante Tuscia Rock. Evento che si svolgeva nel parcheggio sotto casa mia, quindi volente o nolente, mi toccava.
Avrei dovuto recensirli come il miglior Disorder. Ma non lo feci. Ahimé.
E purtroppo ora ci ho il dono della sintesi.
a) per i Nomadi si concretizzò in una simpatica festa di paese, con tanto di doni dei fans e compleanno di uno dei componenti. Concerto godibile. Scontata la canzone finale. Tutto sommato un gran bel pezzo di storia della musica italiana che ancora regge e fa molto musica intergenerazionale dal nonno al nipote.
b) Cristicchi lo volevo strozzare nel momento che si era messo a gigioneggiare con le cover. Tra cui quelle di Paola e Chiara. Solo che era quasi l’una e non avevo voglia di scendere di casa per prenderlo a colpi di infradito. Noioso come una zanzara.
c) Le Vibrazioni. Impianto casse che neppure per i festival al Rock am Ring vidi cose simili. Coriste scosciate, bassista simpatico, ma lui, Francesco, non lo reggo. Quelle cazzo di pronunzie alla milanese, la trovata di mettersi nel pacco la maglietta per poi tirarla alle carampane. Marò. Apparte che non si notava nepp… ehm, coff. Dicevo, concerto un po’ rompitimpani che mi fece rimpiangere i Negramaro sentiti gratis due anni prima a Parma (e credetemi, non so se son migliorati, ma quella sera erano discretamente tristi). Boh, non so. Era un concerto gratis ecco.

Che dire d’altro? Boh. Secondo voi radioParma mi prende? Sapete, è che non provo a chiedere perché ora soffro di sindrome da rifiuto e da abbandono, quindi chiedo pareri a voi, manica di psicopatici sinceri.

Io volevo fare un'altro post oggi ma niente, vah.

Perdo troppi capelli. A causa di cure voluttuarie (sic) negli ultimi mesi il fenomeno ha subito un brusco aumento. Li perdo ovunque e ogni volta che mi alzo dal letto ce ne sono migliaia. Ce ne sono nei libri, sullo schermo del portatile, ovunque.
Tra poco credo che mi alzerò dal letto e somiglierò a Collina.
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Toh, che assist. Altro che storie, mi è arrivato a casa (con delle cioccolate Babbi) il libro del Fincipit. L’unico regalo di quest’anno. Bellissimo, fantastico, mirabolante, addolcente, tonico ricostituente. Io per l’Epifania lo regalerei a tutti, fossi in voi. Perché prima di leggerlo siete così, poi diventate Carla Bruni dopo averlo letto.
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Il mio (ex?) migliore amico girovago mi ha mandato una mail dicendo: "ciao, mi sono sposato, mi dispiace che abbiamo deciso di discutere proprio in questo periodo. Deciditi a guarire e ne riparliamo".
Io credo che in 24 anni abbia attirato molti idioti.
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Tutti i depressi si stanno ammazzando, le feste conciliano. Vorrà dire qualcosa che mia mamma mi ha lasciato le medicine contate e fatte su in fagottini di garza in stile ospedaliero numerate per giorno?
Per giorno perché io ormai non ricordo più a volte in che giorno, mese e stagione ci troviamo e se è mattina o sera.
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Massimo: Louis Thomas Buffon
certo, doveva essere un nome tronco
Fran: pare il nome di un pedegree di un cocker
Massimo: mah
signora mia, dove sono finiti i bei edmondo, girardengo, emplossio ed il sempreterno ermenegildo?
Fran: e cunegonda e fredegonda nonché amalasunta anziché scianel?
Massimo: eh
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Io oggi volevo fare un altro post e invece è uscito fuori questo. Ma è da quando mi dicono che per il Toro va tutto bene l’anno prossimo mi inizio a spatasciare dalle risate e non mi ricordo più nulla. Bah. Son cose.