Tutti gli indirizzi da non perdere a Bergen

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Credits: Bergen Tourist Board/Girish Chouhan/visitBergen.com

Bergen, la cittadina tra le sette montagne, è una meta imperdibile per chi, alle grandi catene dozzinali, preferisce posticini originali e di nicchia.

Abbigliamento e accessori

Pepper, con un negozio in Christiesgate e uno in Strandgatan, propone abbigliamento e accessori accuratamente selezionati per uomo e per donna, ma anche linee di cosmetici e profumi delle migliori marche.

Chi preferisce lo stile streetswear non può non fare un salto da Tennis, che vanta la più vasta selezione di sneakers di tutta la Norvegia, tra cui più di 120 tipi diversi di Nike. Anche iI concept store Pharma e il negozio multi-brand Lot333 rientrano nella top list dei negozi di sneakers della città.

T-Michael, che confeziona abbigliamento su misura per uomo, merita una visita. Dietro al successo di questo brand specializzato in impermeabili sta Michael Tetteh Nartey, vincitore di numerosi premi internazionali.

Kaibosh è oggi tra i più grandi produttori di occhiali da sole della Scandinavia, ma tutto è partito da Bergen, dove il brand ha ancora un punto vendita a pochi passi dal famoso molo di Bryggen.

Per fare ottimi affari ci si può rivolgere ad uno nei numerosi negozietti second hand e vintage che Bergen può vantare. Ane Blich House, Paulina Vintage Boutique e Secondlove sono solo alcuni di questi. Type Bergen invece affianca a capi di seconda mano anche una selezione di capi nuovi.

Dove mangiare

Se siete amanti del buon cibo siete nel posto giusto.

Colonialen, menzionato di recente anche dalla guida dei migliori ristoranti dei Paesi Nordici, la White Guide 2018, è un nome di spicco nel panorama gastronomico di Bergen. Ha diverse sedi nella città e al ristorante si affiancano gastronomia e bakery.

Il ristorante gourmet Bare, situato all’interno dell’Hotel Bergen Børs, è un locale moderno dallo stile nordico che utilizza ingredienti biologici provenienti da piccoli produttori norvegesi.

Lysverket è un altro indirizzo da annotarsi. È ubicato in un padiglione del Kode, il Museo d’arte della città, e il suo chef Christopher Haatuft, che Jamie Oliver ha soprannominato “chef punk rock”, propone una cucina fortemente legata al territorio locale dei fiordi.

Restaurant 1877, situato all’interno di un antico mercato e dal caratteristico stile vintage, è considerato il migliore ristorante di Bergen da TripAdvisor.

Una vera e propria istituzione per quanto riguarda la cucina di pesce è il ristorante Cornelius. Si trova appena fuori Bergen, sulla piccola isola di Holmen, raggiungibile in barca in meno di mezz’ora. Da qui si gode di una spettacolare vista sul fiordo.

Chi volesse assaggiare uno dei migliori gelati artigianali della città può rivolgersi a Hallaisen, bar-gelateria che propone gusti di gelato ispirati al territorio norvegese, ma anche ai sapori del resto del mondo. Dumplings e basilico sono tra i più particolari.

Forse non tutti sanno che i norvegesi sono tra i più grandi consumatori al mondo di caffè, e a Bergen non può che esserci l’imbarazzo della scelta quanto a caffetterie: Kaffebrenneri, Kaffemisjonen e Smakverket, situato all’interno del Museo d’Arte KODE, sono tra le più apprezzate.

Dove dormire

Non mancano proposte anche per pernottare.

L’Hotel Bergen Børs, situato nel cuore della città, ha aperto i battenti nel 2017 all’interno di un edificio di metà Ottocento. È tra i più importanti esempi di architettura neorinascimentale di Bergen.

Il Grand Hotel Terminus è classico ed elegante ed è famoso per la sua cucina e per il suo unico whiskey bar. Nel suo giardino si trova Villa Terminus, un hotel di design da poco restaurato.

The Hanseatic Hotel si trova nello storico quartiere Bryggen, in un caratteristico edificio di legno colorato, il Finnegaarden, che è stato considerato patrimonio dell’UNESCO.

Lingerie Day: LELO invita a svelare quello che ci hanno sempre detto di tenere nascosto

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Tutti ce l’abbiamo, la indossiamo per prima al mattino ed è l’ultimo strato che togliamo e c’è persino chi la ritiene un fetish. Ma quanto davvero sappiamo di questo lussurioso indumento? In media, una donna acquista almeno 20 completi intimi per la propria quotidianità e 15 per occasioni speciali. Fin da piccole le nostre mamme ci hanno sempre suggerito di tenere una biancheria curata, ma ben nascosta: reggiseno per sostenere e slip per coprire. Ma con il National Lingerie Day alle porte, LELO, brand leader nel mondo degli accessori per l’intimità, ti svela qualche segreto che – forse – ancora non conoscevi.
Sapevi che questo 24 aprile è il National Lingerie Day? Si celebra così quel capo che sta tra la pelle e l’abito. Per questo, ti invitiamo a spendere qualche minuto in più nella scelta della biancheria… che possa essere di buon auspicio per un brivido extra!

Chi l’ha inventata? 

Dobbiamo ringraziare gli antichi Greci per essere stati i primi ad averla utilizzata e i francesi per averle dato quel tocco sensuale che tanto amiamo.


Più di un semplice indumento

Cosa c’è sotto i vestiti conta: puoi raccontare una vera e propria storia sulla lingerie che una donna indossa.

Vestirsi per scoprirsi 

Indossare lingerie sexy aumenta la confidenza di una donna e, da questa immagine, ne celebra un’indole sicura. Mette in evidenza la bellezza del tuo corpo, aiutandoti a valorizzarlo così com’è.

È giusto e divertente approfondire i tuoi desideri e conoscere ciò che ti fa impazzire, ti aiuterà a rilassarti in situazioni speciali e a concentrarti sui tuoi bisogni.

Sperimenta con un partner discreto ma potente, ti presentiamo MIA 2!

Dal 28/4 al 1/5 Finger Food Festival Bologna – programma

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Dopo aver battuto ogni record di presenze la scorsa primavera, torna a Bologna il Finger Food Festival, la manifestazione itinerante che coniuga cibo di qualità, birre artigianali e musica live.

Dal 28 aprile al 1° maggio il Finger Food Festival si accaserà ancora in Bolognina, al Parco della Zucca, e da qui, dopo la strepitosa anteprima di inizio aprile a Firenze, darà il via al tour 2018 che nel corso della bella stagione toccherà diverse città italiane.

Per 4 giorni sarà dunque una grande festa di profumi e sapori, che vedrà come protagoniste assolute le eccellenze italiane e straniere del cibo di strada e delle birre artigianali. I carnivori non potranno lasciarsi scappare gli hamburger di chianina e il lampredotto toscani, gli arrosticini abruzzesi e la carne di Bufala campana alla griglia, o farsi allettare da sfiziosità come le bombette pugliesi o le olive ascolane. I vegetariani potranno mettere nel piatto gli sciatt della Valtellina, la mozzarella di bufala alla griglia o la arancine palermitane ripiene di melanzane. Ma tanto altro attende i golosi, compresi piatti di pesce, dolci e specialità di altre parti del mondo.

Come sempre ad accompagnare le degustazioni è prevista una ricca programmazione musicale con grandi appuntamenti live e dj sets a cura di Estragon Club.Musiche dal mondo, come da tradizione. Da segnalare ad esempio il nuovo progetto Slavi – Bravissime persone, supergruppo balcanico che riunisce componenti deiNobraino, Duo Bucolico, Supermarket e How Beats Why e che promette di trascinare il pubblico bolognese nelle danze sabato 28 aprile dopo un “warm up” in compagnia de I 3 della Banda Inferno, il nuovo slide project dei Modena City Ramblers. World music anche per la Riserva Moac, che lunedì 30 aprile porterà la sua “Babilonia” musicale al Parco della Zucca. El V and the Gardenhouse, esponenti della scena musicale meticcia, “giocheranno” in casa domenica 29 aprile, mentre tanto spazio verrà dato alla musica reggae, grazie alla presenza dei suo spagnolo Radio Reggae (29 e 30/4) e della tribute band di Bob Marley The Heathens (1/5).

Per aggiornamenti e informazioni è possibile consultare la pagina FB “Finger Food Festival” e l’evento “Finger Food Festival Bologna”, fingerfoodfestival@gmail.com

INGRESSO GRATUITO.

ECCELLENZE GASTRONOMICHE PRESENTI
Toscana: Hamburger di Chianina, Lampredotto, Peposo, Porchetta
Emilia Romagna: Gnocco Fritto, Tortellini, Spiedini Due Torri, Fritto Misto di pesce dell’Adriatico, Birrifcio Vecchia Orsa
Marche: Olive Ascolane
Puglia: Orecchiette, Burrate, Pasticciotto, Bombette della Valle d’Itria, Panzerotto, Puccia Col Polpo
Veneto: Birrificio Artigianale Lorenzetto
Abruzzo: Arrosticini
Liguria: Farinata, Focaccia Genovese

Lombardia: Sciatt della Valtellina, Birrificio Barbanera
Campania: Carne di Bufala alla Griglia e Mozzarella di Bufala alla brace
Sicilia: Pane Ca’ Meusa, Arancine, Cannoli, Stigghiola
Dal Mondo: Fish & Chips, Paella, Churros, Tacos Messicani, Carni Argentine

 

ORARI E PROGRAMMA CONCERTI:

-Sabato 28/04: aperto dalle ore 12 alle 24

h.20.30 I 3 DELLA BANDA INFERNO (Folk – Italia) – Un viaggio a Londra a vedere l’ultimo concerto dei Pogues è per tre “diversamente giovani” emiliani l’occasione di tornare ad assaporare l’ebrezza della libertà. Accompagnati dalle canzoni che più li hanno influenzati nella loro giovinezza, si ritrovano catapultati negli anni del Borgo Inferno, la loro vecchia compagnia di alcolici ribelli. Sarà una narrazione accorata e un po’ ubriaca, persa tra i vicoli scuri della città, cento pinte levate a sfidare il cielo, amori mai dimenticati, senza mai perdere quell’istinto a stare sempre e comunque dal lato soleggiato della strada. Questo è il nuovo splendido side project di tre membri dei Modena City Ramblers: Franco D’Aniello (flauto), Massimo “Ice” Ghiacci (chitarra e mandolino), Davide “Dudu” Morandi (voce e chitarra).

h.22.00 SLAVI – BRAVISSIME PERSONE (Balkan – Italia) – Progetto speciale con i musicisti dei NOBRAINO, DUO BUCOLICO, SUPERMARKET, HOW BEATS WHY che si propone di portare in giro per l’Italia e l’Europa una collezione di eccellenti brani, ingiustamente ignorati o dimenticati. I musicisti, noti nella scena “indipendente” italiana per le loro esibizioni estroverse e disinvolte, proporranno uno spettacolo gaudente e danzereccio. Arrangiamenti sbilenchi, ma mai banali. Godeteveli dal vivo… finché dura! Banda di slavi composta da: Nestor, il Presidente (NOBRAINO); Jandu, il Duca D’Abruzzo (SUPERMARKET); Rambo, il Maestro (DUO BUCOLICO); Pitone, la Mente (HOW BEATS WHY); Portone, l’Intellettuale di riferimento ( SUPERMARKET)

-Domenica 29/04: aperto dalle ore 12 alle 23

h.13.00 RADIO REGGAE (Reggae – Spagna) – torna al Finger Food il duo elettro-acustico di Barcellona composto da Oski Jah (chitarrista, cantante e leader della band mestiza Zulu 9.30, una delle più importanti realtà reggae della scena spagnola) e Topata (Batteria, Campionatori e sequenze elettroniche, anche lui proveniente dagli Zulu 9.30). Le loro influenze vanno dal reggae, alla cumbia, allo ska e il loro repertorio, oltre a brani propri, è arricchito da versioni di Bob Marley, Manu Chao, UB40, Amy Winehouse, Bruno Mars e altri, rivisitate con nuove sonorità e tanto “love”.

h.21.30 EL V AND THE GARDENHOUSE (Mestizo – Italia) – “1988 start – 2018 no stop” 30 anni di musica, energia ed impegno, centinaia di concerti, decine di collaborazioni nazionali ed internazionali, numerose iniziative a fianco delle associazioni umanitarie, tra i primi in Italia a interpretare il meticciato musicale, suonati nelle radio e dai djs di diversi continenti, da tre anni band italiana al fianco di Sergent Garcia, El V e la sua banda sono un collettivo bolognese di 10 persone, tra musicisti e cantanti, e proseguono il loro cammino con tenacia e dedizione

-Lunedì 30/04: aperto dalle ore 18 alle 24

h.20.00 RADIO REGGAE (Reggae – Spagna)

h.21.30 RISERVA MOAC (Balkan Beat – Italia) – Se incrociate a suon di hip-pop e rock le coordinate dei Dub Fx con la Fanfara Ciocarlia o quelle dei Gogol Bordellocon Dj Shantel sui binari delle robuste basi electro vi troverete nella Babilonia “glocal” della RISERVA MOAC. Un posto dove la globalizzazione è quella delle diverse bellezze culturali e sociali, non quella triste dei mercati; dove l’incontro, il confronto e la mescolanza sono all’ordine del giorno; dove la vera ricchezza è l’umanità, quella cosa bellissima che il genere umano deve recuperare. Fino ad oggi, la Riserva Moac vanta un gran numero di concerti in Italia e in Europa, un notevole carnet di riconoscimenti ed alla costante presenza in molte compilation italiane ed estere.

-Martedì 01/05: dalle ore 12 alle 24

h.12.00 DJ MISS MONEYPENNY (Electro Swing – Italia)
h.21.00 THE HEATHENS (Reggae – Italia) – tribute band di Bob Marley

Fino a domani: la campagna del Cesvi #liberitutti

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Arrivo un po’ in ritardo ma ci sono ancora 36 ore piene.

Vi parlo del progetto Cesvi che si pu ò sostenere dall’8 al 21 aprile con un sms o chiamata da rete fissa al numero solidale 45535. Il valore della donazione sarà di 2 euro per ciascun SMS inviato da cellulari Wind Tre, TIM, Vodafone, PosteMobile, Coop Voce e Tiscali. Sarà di 5 euro per le chiamate da rete fissa PosteMobile, TWT e Convergenze e di 5 e 10 euro da r ete fissa TIM, Wind Tre, Fastweb, Vodafone e Tiscali. Da mamma e da persona che ha passato periodi non felicissimi per un periodo proprio in casa la cosa mi sta molto a cuore.

Nel nostro Paese, le forme di maltrattamento e trascuratezza infantile più diffuse non son o necessariamente o soltanto legate alla povertà economica delle famiglie, ma anche a situazioni familiari di fragilità educativa, emotiva e relazionale. Di fronte a questo scenario, Cesvi ha scelto di intervenire in Italia creando la rete IoConto, che si avvale di partnership importanti sul territorio nazionale, e avviando un programma nelle città di Bergamo, Roma/Rieti e Napoli con l’obiettivo di prevenire e contrastare i fenomeni di trascuratezza, maltrattamento e abuso ai danni di bambini e adolescenti.

La campagna #Libertutti mira a sostenere concretamente le attività di questo programma: spazi d’ ascolto per bambini e ragazzi, interventi specialistici per la cura del trauma, supporto ai genitori in condizioni di vulnerabilità, rafforzamento del ruolo della comunità e formazione di operatori specializzati.

È online la landing page dedicata a #LiberiTutti https://www.cesvi.org/liberitutti/

Tramite questo link è possibile attivare il filtro FB dedicato alla campagna www.facebook.com/fbcameraeffects/tryit/169547290529411/

Disuguaglianze e democrazia: dal Nobel Amartya Sen a Romano Prodi, fino a Simran Sethi. Ecco i Social Cohesion Days, dal 24 al 26 maggio a Reggio Emilia

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Occupazione, reddito di cittadinanza, integrazione europea, sport e inclusione sociale, salute, beni comuni e sviluppo sostenibile: sono numerosi e concreti i temi al centro dei “Social Cohesion Days”, il festival internazionale della coesione sociale, dal 24 al 26 maggio a Reggio Emilia. Tre giornate di confronto e 30 appuntamenti sulla “divisione imperfetta” della ricchezza e sulla coesione sociale in Europa e in Italia, con grandi nomi dell’economia e della politica: dal premio Nobel Amartya Sen insieme a Romano Prodi, da Annachiara Cerri del Consiglio d’Europa fino alla giornalista americana Simran Sethi, inserita dall’Indipendent tra i 10 eco-eroi del pianeta

Le 42 persone più ricche del mondo possiedono un patrimonio pari a quello dei 3,7 miliardi di persone più povere. Nel corso del 2017, ogni due giorni una persona è diventata miliardaria, mentre il 50 per cento più povero della popolazione mondiale non ha visto aumentare neppure di un centesimo la ricchezza a sua disposizione. Il divario tra ricchi e poveri nel mondo continua ad aumentare e ha raggiunto ormai squilibri insostenibili sia da un punto di vista etico che economico. Sebbene sia vero, infatti, che il numero di persone costrette a vivere in condizioni di povertà estrema è stato dimezzato tra il 1990 e il 2010, “le disuguaglianze sono aumentate nello stesso periodo: 200 milioni di persone in più avrebbero potuto essere salvate dall’indigenza” (dati rapporto Oxfam per il World Economic Forum 2018).

Questo crescente divario sociale sta spingendo parti consistenti della popolazione europea a identificarsi con forme di populismo e totalitarismo, indebolendo così la tenuta sociale dei sistemi democratici. Dal 24 al 26 maggio Reggio Emilia dedica tre intere giornate al dibattito istituzionale e civile su questa “divisione imperfetta” con i Social Cohesion Days, il festival internazionale della coesione sociale (www.socialcohesiondays.com), alla sua terza edizione: 30 appuntamenti – tutti gratuiti – tra conferenze, workshop, tavole rotonde, spettacoli e mostre. Protagonisti i grandi nomi dell’economia e della politica internazionale: il premio Nobel Amartya Sen, Romano Prodi, Annachiara Cerri del Consiglio d’Europa, la giornalista americana Simran Sethi, inserita dall’Indipendent tra i 10 eco-eroi del pianeta.
L’obiettivo è quello di ricostruire dal basso, attraverso pensieri, pratiche e azioni, la possibilità di una reale partecipazione collettiva, globale e locale, alla “cosa pubblica”. Perché ridurre i gap, incentivare il dialogo, capire le differenze e valorizzarle sono condizioni necessarie immaginare un futuro per i sistemi democratici.

L’iniziativa è promossa da organizzazioni pubbliche e non profit: Fondazione Easy Care, Comune di Reggio Emilia e Fondazione per la Collaborazione tra i Popoli. Reggio Emilia accoglie la terza edizione dell’evento come città che, per vocazione, mette le persone e i loro bisogni al centro del progetto di comunità.

“La coesione sociale è una necessità” è il tema di apertura: Amartya Sen, premio Nobel per l’economia nel 1998 e grande indagatore del rapporto tra democrazia e sviluppo e Romano Prodi, presidente della Fondazione per la Collaborazione tra i Popoli si confrontano sul modo di ridurre i divari economici, sociali e territoriali esistenti a livello internazionale (giovedì 24 maggio, Teatro Cavallerizza). Chiudono il festival la presentazione del II rapporto annuale a cura dell’Osservatorio internazionale per la Coesione e l’Inclusione Sociale (OCIS) e un incontro dal titolo “La società civile per un manifesto della coesione sociale” a cui partecipa anche Simran Sethi, inserita nell’elenco dei “10 eco-eroi del pianeta” dal quotidiano britannico The Independent: la Sethi è una giornalista ed educatrice specializzata in cibo, sostenibilità e cambiamento sociale, nonché membro del Sustainable Society Institute dell’Università di Melbourne.
Tra questi eventi altri 30 appuntamenti, moderati da grandi giornalisti con oltre 50 relatori appartenenti a diversi mondi (università, istituzioni pubbliche, organizzazioni del terzo settore e della società civile, imprese) che affronteranno le varie facce della coesione sociale: integrazione, inclusione sociale, sviluppo sostenibile, istruzione, salute e umanizzazione delle cure, gig economy, integrazione europea, volontariato.

Il festival è anche l’occasione per presentare una selezione di esperienze concrete di coesione sociale in Italia: circa 120 progetti in totale, che spaziano dalla protezione delle categorie vulnerabili (anziani, minori, disabili) a forme innovative per la risposta ai bisogni delle comunità e l’erogazione di servizi di welfare, dalla promozione del dialogo interculturale, all’accoglienza dei rifugiati. L’obiettivo è dare avvio a un percorso di incubazione di progetti di coesione sociale, creando relazioni tra i protagonisti e sviluppando idee sostenibili e innovative.
Il festival è all’interno del cartellone del Festival per lo Sviluppo Sostenibile 2018.

Il programma completo su: www.socialcohesiondays.com
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“Il Cynar e i suoi fratelli”: un libro racconta la storia del successo della famiglia Dalle Molle

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“IL CYNAR E I SUOI FRATELLI”: UN LIBRO RACCONTA LA STORIA DEL SUCCESSO DELLA FAMIGLIA DALLE MOLLE
Nel 1948 nasceva l’aperitivo amaro della Pezziol. I suoi genitori erano Amedeo, Angelo e Mario Dalle Molle. Da oggi un volume – fortemente voluto da Antonio Dalle Molle, figlio di Mario – racconta la loro storia, che è anche quella della nostra nazione nel secondo dopoguerra: coordinato dall’esperto d’arte Marco Bertoli, raccoglie con oltre 300 scatti d’epoca, l’evoluzione del Gruppo Grandi Marche Associate che, per trent’anni, ha distribuito nel mondo non solo l’aperitivo a base di carciofo, ma anche i liquori VOV e Biancosarti. Il libro sarà presentato ufficialmente giovedì 3 maggio presso Palazzo Visconti a Milano, alla presenza di Antonio Dalle Molle

Chi ha vissuto negli anni Cinquanta non può non ricordare il Cynar: l’aperitivo a base di carciofo che Ernesto Calindri sorseggiava “contro il logorio della vita moderna”. Da oggi la sua storia, una “storia italiana irripetibile”, è raccontata nel libro “Il Cynar e i suoi fratelli”.

Oltre 300 fotografie, documenti e materiale d’archivio raccontano per immagini l’evoluzionedi un brand lanciato, curato e commercializzato dal Gruppo Grandi Marche Associate, creato dai fratelli padovani Amedeo, Angeloe Mario Dalle Molle.

Giovedì 3 maggio, a partire dalle ore 18.30, il libro sarà presentato ufficialmente a Milano, presso Palazzo Visconti, in un appuntamento su invito cui saranno presenti Antonio Dalle Molle e il coordinatore editoriale modenese Marco Bertoli, esperto d’Arte e consulente per il Dipartimento di Arte Europea del XIX secolo da Christie’s a New York e Londra.

Dalle pubblicità realizzate da Marcello Dudovich ai documenti d’archivio della storica ditta Pezziol, alle foto dei membri della famiglia di Padova che l’ha rilevata, oltre a testimonianze e ricordi: il volume, a cura di Giustina Porcelli e Simone Marzari, ricostruisce con vivacità e precisione la storia di una famiglia italiana e della sua azienda, che ha contribuito al rinnovamento post-bellico generando un nuovo stile di vita. Oltre al Cynar, il Gruppo Grandi Marche dei fratelli Dalle Molle (ceduto tra gli anni Settanta e Ottanta alla Erven Lucas Bols e poi, in seguito, acquisito dal Gruppo Davide Campari) è stato infatti proprietario di tante altre specialità, tra cui il liquore allo zabaione VOV e il Biancosarti, tanto apprezzato da Amedeo Nazzari e Telly Savalas, ovvero l’indimenticabile tenete Kojak.

A realizzare la copertina de “Il Cynar e i suoi fratelli”, edito dalla Grafiche Veneziane, è stato l’artista Paolo Franzoso che, attraverso una sorta di collage con stratificazioni sovrapposte, ha ripreso i vari loghi e le immagini che hanno fatto la storia della pubblicità non solo dei prodotti del Gruppo, ma anche italiana. Ernesto Calindri e Giorgio Gaber, oltre a Ubaldo Lay e Domenico Mudugno hanno infatti prestato i loro volti per la promozione dei prodotti del Gruppo G.M.A. che, soprattutto grazie al Carosello, dalla metà degli anni Cinquanta, entrano quotidianamente nelle case degli italiani, con spot dedicati appunto al Cynar, al Biancosarti e al VOV. Mentre nel grande cinema il liquore a base di carciofo è ad esempio presente – tra gli altri film – ne “Il Sorpasso”, quando Gassman e Trintignant ordinano “due Cynar lisci” nel bar di una stazione di servizio.

Oltre a un’efficace ed efficiente capacità produttiva i fratelli Dalle Molle nel corso della loro attività si impegnano – Angelo in particolare – per garantire una migliore qualità della vita ai loro dipendenti, e non solo. Nel 1958 Angelo lancia, a tal proposito, la rivista mensile “La via aperta al benessere di tutti”. “Il Cynar e i suoi fratelli” racconta quindi non solo la storia imprenditoriale dei fratelli Dalle Molle, ma anche il loro aspetto umano.

“Il Cynar deve il suo inarrestabile successo a una serie di fortunate commistioni: le qualità umane di Amedeo, gli innovativi ed efficaci investimenti di comunicazione promossi da Angelo e le capacità manageriali e organizzative di mio padre Mario” – spiega Antonio “Toni” Dalle Molle – oltre ovviamente al carciofo – da sempre considerato un elemento naturale e salutare – alla fitta e motivata rete commerciale e a un momento storico nel quale l’Italia aveva un gran bisogno di sognare”.

 

www.marcobertoli.com

 

Norvegia: boom di italiani in inverno

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Credits: wungenz/Foap/Visitnorway.com

Il 2018 è iniziato alla grande per il turismo in Norvegia secondo i numeri diffusi da Statistics Norway.
I pernottamenti di italiani nel gennaio 2018 hanno raggiunto quota 11.905, con un incremento del 26% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Ma è soprattutto il mese di febbraio 2018 ad aver visto un vero boom di italiani, con 13.304 pernottamenti, pari al 41% in più rispetto al febbraio 2017.
Sempre più italiani hanno dunque iniziato a scegliere la Norvegia al di fuori dei canonici mesi estivi, attirati dalle esperienze invernali uniche che il Paese offre. Oltre allo sci infatti è possibile scoprire la natura artica con i suoi animali selvatici, partecipare a safari fotografici alla balena, girare con una slitta trainata da cani e vedere l’aurora boreale – spesso motivo principale del viaggio.

La maggioranza degli italiani partiti per la Norvegia nei primi due mesi del nuovo anno si è diretta nel Nord del Paese. Di questi l’82% degli italiani nel mese di gennaio e il 63% nel mese di febbraio ha scelto la regione di Troms che ha così registrato un ragguardevole aumento del 91,5% in gennaio e del 72% in febbraio, rispetto ai corrispondenti periodi del 2017. La città di Tromsø è emersa come protagonista assoluta guadagnandosi il titolo di “capitale dell’aurora boreale”.

Tra le tipologie di alloggio i viaggiatori italiani continuano a mostrare una netta preferenza per gli hotel, che rappresentano quasi il 90% dei pernottamenti totali, seguiti dalle case vacanza, dai campeggi e infine dagli ostelli.

I dati relativi ai primi due mesi del 2018 sono in linea con il quadro positivo delineatosi negli ultimi anni, in continuità con l’ottima chiusura del 2017 che aveva già sancito un forte aumento di interesse per la Norvegia in versione invernale.

Il pittoresco villaggio di Zoutkamp, porto di pesca fino al 1960

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Casette in legno colorate a cornice del vecchio porticciolo per la pesca: ecco come si presenta il villaggio di Zoutkamp nel nord-ovest della provincia settentrionale di Groningen. Una di queste coloratissime case ospita ancora l’affumicatoio artigianale per la lavorazione dell’anguilla, una delle delizie culinarie della regione.

Zoutkamp è uno dei villaggi più pittoreschi che ancora esistono in Olanda memore del grande porto di pesca che possedeva fino al 1960. In quella data il vicino Mare di Lauwers fu chiuso e il villaggio perse la sua posizione strategica ma certamente non la sua atmosfera unica. La zona dell’ex mare ora divenuto lago, il Lauwersmeer appunto, si è trasformata in un Parco Nazionale un’attrazione unica per gli amanti della natura e per chi ama pedalare in uno scenario che riserva mille sorprese. Zoutkamp nella parte nord-occidentale della provincia di Groninga, proprio al confine con la provincia della Frisia non ha perso l’aspetto di un tradizionale villaggio di pescatori grazie alle monumentali chiuse e al vecchio porticciolo interno ancora in funzione.

Zoutkamp ha un ricco passato che si è trasformato oggi in un’affascinante atmosfera: nato in una posizione strategica nel punto in cui il fiume Reitdiep sfociava nel Mare di Lauwer, fino al completamento del canale di Ems nel 1876, Zoutkamp rappresentava l’unico accesso alla città di Groninga provenendo dal mare, ora è invece una delle più interessanti attrazioni turistiche del nord del paese, ideale per chi cerca angoli autentici e vuole risposarsi da una pedalata lungo la Reitdiepkade e rifocillarsi in uno dei ristoranti del paesino.

 

FISCHERYMUSEUM Il Museo della Pesca a Zoutkamp

Il Museo della Pesca si trova nel capannone dove venivano un tempo immagazzinate e riparate le boe. La gru sulla banchina e le vecchie rotaie sono ancora presenti lì e fanno parte ora del museo. La prima sala del museo è spazio espositivo permanente dove si trova anche il Tön 2, una nave da pesca completa di tutti gli arredi. Nella sala viene raccontata come veniva praticata la pesca negli anni ’60 e ’70 grazie anche ad una collezione permanente di modelli di nave, attrezzatura da pesca, attrezzi e motori nautici, attrezzature di trasmissione e la ricostruzione di un’intera timoneria.

DOVE ALLOGGIARE

Oltre ai tre campeggi di Zoutkamp, -De Rousant, t ‘Ol Gat e Robersum- si trovano anche due porti -quello turistico dell’Hunzegat e quello interno del Reitdiepskade- mentre le navi più grandi possono ormeggiare nel porto esterno presso il Korte o il Lange Hoofd. Vicino al museo si trova la vecchia casa del casellante del traghetto, che oggi viene affittata come casa per le vacanze. Altri indirizzi di B&Bsi possono trovare nei vicini paesi di Vierhuizen e Ulrum.

DOVE MANGIARE

Diversi sono i ristoranti a Zoutkamp come per esempio Boeter e ZK 86/Deurenloods sul porticciolo interno oppure il ristorante de Oude Sluis. Per la tipica anguilla o una frittura di pesce il ristorante migliore è Eel Smokehouse, proprio sulla banchina del Reitdiepskade .

IN BICICLETTA

Zoutkamp è un paradiso per i ciclisti che possono cimentarsi nel Rondje De Marne, un percorso di 36 km -anche divisibile in due, il modo ideale per scoprire gli angoli incontaminati della regione.

https://toerisme.groningen.nl/en/see-and-do/actief/cycling/kiek-over-diek/top-zoutkamp

Il più grande festival europeo dei mezzi a vapore nella storica Dordrecht dal 25 al 27 maggio

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Durante l’ultimo weekend di maggio si svolge la diciottesima edizione del più grande festival europeo dedicato ai mezzi a vapore: imbarcazioni, treni, automezzi storici, pompe antincendio ed enormi motori Showmans, tutti esclusivamente a vapore.

 

Esposizione all’aperto di macchine a vapore

L’evento, dal nome “Dordt in Steam” si svolge lungo i 3 porticcioli storici cittadini: Merwekade, Kuipershaven e Wolwevershaven. Dai pesanti mezzi a vapore a modelli in scala presentati dai loro entusiasti proprietari che amano raccontare della loro passione. Ogni macchinario infatti ha la propria affascinante storia che riguardanta il suo passato, il suo restauro e sua funzione che arriva a coprire spesso anche il presente. Una tecnica unica che è importante che non vada persa. Il porticciolo di Wolwevershaven viene riportato indietro nel tempo e diventa il punto di partenza del programma del sabato sera: “Steam & Light”

 

Un pass per l’utilizzo dei mezzi a vapore

Il “Stoomrondje Dordt” è un pass giornaliero che dà accesso a tutto il trasporto storico presente durante l’evento. Una prima tratta con il treno a vapore, per gli appassionati anche nella parte scoperta, una visita all’esposizione dedicata al modellismo, quindi la prova del trasporto (a vapore) sull’acqua, la visita a vari piroscafi e infine una gita su un rimorchiatore a vapore: tutto questo è possibile durante il festival! Se poi questo programma si combina con una visita ai motori a vapore posti lungo i porticcioli e si conclude con il ritorno alla stazione di partenza su un bus storico, il cerchio è completo e la visita allo Steam Tour si trasforma in una giornata indimenticabile.

Il festival inizia ufficialmente il venerdì sera con l’evento “Vlootschouw”: un bellissimo spettacolo vicino al Groothoofd, il punto preciso dove i tre fiumi si incontrano. Oltre alle navi a vapore partecipano all’evento anche imbarcazioni tipiche della zona che navigano sotto la bandiera di un armatore del posto, tutte costruite in cantieri locali o che venivano comunque utilizzate in questa regione. Ne scaturisce così una bella immagine della navigazione locale nel tempo passato.

 

Weekend a vapore

Il programma completo di ‘Dordt in Stoom’ si protrae il sabato e la domenica, dopo l’avvio dell’evento il venerdi con il Vlootschouw. In realtà molti appassionati si presentano in anticipo per godere, durante tutto il giorno, dell’arrivo e dello scarico delle navi e dell’accensione del fuoco nei macchinari a vapore. Per molti infatti è questo il ​​vero ‘Dordt in Stoom’…

 

250.000 visitatori

Che il pubblico apprezzi questo viaggio a ritroso nel tempo è chiaro dal considerevole numero di presenze: quasi 250.000 visitatori partecipano all’evento. Persone di tutte le età che provengono sia dall’Olanda che dall’estero e che si mescolano volentieri con i locali attratti dal divertimento, dall’atmosfera storica e dai cori musicali. Per i visitatori provenienti da fuori utilissimo poi il pas giornaliero “Stoomrondje Dordt”

 

Per ulteriori informazioni www.dordtinstoom.nl o seguire l’evento su facebook/twitter.

 

Una mostra sulla lotta degli olandesi contro l’acqua presso il Watersnoodmuseum in Zelanda

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Il 1953 fu l’anno della grande inondazione della provincia della Zelanda causata dalla combinazione di un’alta marea primaverile e un ciclone extra-tropicale abbattutosi sul Mare del Nord. Dopo questa tragedia, i Paesi Bassi hanno lavorato duramente ad una nuova difesa costiera: il paese venne circondato da una diga, la costa venne abbreviata, il letto dei fiumi allargato e l’acqua piovana fu pompata ed espulsa. Ma purtroppo le inondazioni stanno aumentando di numero e intensità in tutto il mondo anche a causa dei cambiamenti climatici che portano precipitazioni sempre più estreme e il conseguente innalzamento del livello dei mari. Tutti questi cambiamenti stanno obbligando gli olandesi a ripensare nuovamente al loro futuro rapporto con l’acqua. La lotta contro le inondazioni infatti non è ancora stata vinta.

Nel quarto cassone che compone il complesso del Museo della Lotta contro l’Acqua, “il Watersnoodmuseum” proprio la grande inondazione del 1953 viene presa come punto di partenza per la nuova esposizione che vuole mostrare come sviluppare, nel presente e nel futuro, le risorse idriche disponibili. Ogni giorno centinaia di persone lavorano per mantenere il paese asciutto. Ma cosa succede nelle altre nazioni? Per scoprirlo basta utilizzare il gioco interattivo scegliendo tra i due scenari ‘Problemi idrici’ e ‘Una lotta quotidiana’ e iniziare così a scavare polder, costruire dighe e drenare l’acqua in eccesso pompandola nell’acquedotto.

Nella mostra un’attenzione particolare è stata anche rivolta al ruolo delle alluvioni nella cultura e nella politica nei diversi momenti storici. Quasi ogni giorno purtroppo ci sono alluvioni in tutto il mondo, spesso con molte vittime e grandi danni. Il messaggio della mostra vuole proprio chiarire che la battaglia contro l’acqua non è ancora stata vinta.

http://www.watersnoodmuseum.nl/UK/